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LA CASTA DI ISOLA DELLE FEMMINE

LA CASTA DI ISOLA DELLE FEMMINE

ABBIATE RISPETTO PER I VOSTRI CONCITTADINI.

“Agisci in modo che le conseguenze delle tue azioni siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra.”.

Hans Jonas Il Principio della Responsabilità

È davvero incredibile la confusione che regna nei pensieri e negli atti dei nostri governanti.
La gestione del territorio, il concetto di responsabilità, il rispetto degli impegni presi, controllo, prevenzione e repressione non rientrano affatto negli atti e nella pratica politica amministrativa della politica isolana .
La realtà economica sociale e culturale è veramente drammatica. A nulla valgono i segnali di attenzione e di denuncia provenienti dalla stampa, da radio televisioni, da Istituzioni e Società Civile ( nel corso dell’anno vi sono state diverse interrogazioni parlamentari e diversi servizi su reti televisive nazionali e locali hanno trattato della nostra drammatica realtà).
Ciò che i nostri amministratori locali sono riusciti a partorire: Accuse e discredito di chi con spirito di sacrificio si è assunto l’impegno e l’onere di dare un senso positivo alle denuncie di tutto ciò che testimonia la mala amministrazione, il mancato controllo del territorio e l’inquinamento politico-mafioso della pubblica amministrazione (vedi la pubblica dichiarazione della moglie di Maiorana in televisione che denunciava una forte presenza mafiosa sul nostro territorio)
Se passiamo in rassegna ed analizziamo la duratura e palese “crisi politica in cui versa il Comune di Isola delle Femmine”, non possiamo fare a meno di manifestare una forte preoccupazione per i risvolti negativi che essa produce sull’intera cittadinanza accentuandone la sua già precaria situazione sociale ed economica.
I giochi della bassa politica locale, che nei suoi comportamenti si contrappone solo ed unicamente per celebrare un rituale trito e ritrito a danno di noi Cittadini inermi, manifesta la sua azione nella PURA E SEMPLICE GESTIONE DEL POTERE PER FINI STRETTAMENTE PERSONALE, di vecchia e collaudata tradizione.
Bisogna avere la capacità di mettersi in gioco per raccogliere adesione alle proprie idee, la capacità di assumersi la responsabilità di rischiare la propria faccia per svolgere bene e sino in fondo il mandato ricevuto e per cui ci si è proposti.

Fa un certo effetto, per limitarci ai nostri giorni, constatare come a distanza di circa QUATTRO ANNI di Amministrazione, si deve passivamente subire l’onta di una TOTALE INCAPACITA’ di dare risposte alle attese dei CITTADINI ISOLANI. Non bastano i drammi causati e determinati da certe ingerenze speculative che aggrediscono il nostro territorio o quelli derivanti dal qualunquismo imperante; non sono sufficienti neppure i tristi segnali d’allarme sociale che sono quotidianamente posti sotto gli occhi dei politicanti locali; il perdurare dell’alto tasso di disoccupazione che si aggrava quotidianamente nelle fasce giovanili. Tutto questo, non scuote minimamente il degrado istituzionale dentro e fuori il palazzo del potere.
Siamo ben consci che l’istituzione COMUNE è in crisi, ma nessuno (maggioranza, minoranza, destra, sinistra centro, sindaco assessore consigliere….) si guarda bene dal fare la prima mossa sulle responsabilità di detta crisi, anzi vi è l’aggravante che nessuno dei politicanti locali, accenni alla più misera analisi o sia in grado di dare uno straccio di prospettiva di futuro.

C’è veramente da restare indignati (che sarebbe poca cosa). Da semplici cittadini ci sentiamo di esprimere a gran voce il dissenso per quest’atto di menefreghismo politico, che si sostanzia nelle beghe d’infimo profilo, determinate dal riemergere di tutte le contraddizioni mai sopite. Con tutta la nostra ingenuità, oggi possiamo confessare a gran voce che probabilmente la “scissione” (farsa) a fini elettorali del 2004, determinatasi nell’allora maggioranza imperante per tornaconto di potere e che ha determinato la formazione di due aggregazioni (forse figli di una stessa medaglia, della cui partenità i cittadini di Isola non hanno alcun dubbio), sono risultate essere due “aggregazioni” che prima hanno governato Isola e oggi continuano a non governare.

Certo! In consiglio Comunale sentiamo parlare di codici etici, di lotta alla mafia, di legalità di sicurezza sociale, pochissimo d’inquinamento ambientale, – che ha deturpando le nostre bellezze naturali, creato una situazione sanitaria molto molto preoccupante, ha inibito qualsiasi possibilità di sviluppo turistico del nostro paese, si parla poco anzi si tende a nascondere l’aggressione selvaggia del territorio che rasenta il limite della legalità, con il PRG in itinere. Alla fine il dato è che, i programmi e i falsi rinnovati propositi di rilancio dell’economia locale, sono carta straccia. All’incapacità di gestione dell’ordinaria amministrazione, alle prosciugate casse comunali – per via di una politica fatta di spese improduttive e clientelari del passato e del presente, si rileva che le aggregazioni consiliari – prima e dopo i ribaltoni di maggioranza/minoranza o minoranza/maggioranza – sono incapaci di onorare gli impegni presi con i programmi scritti e ribaditi nel corso della campagna elettorale del 2004.

Affinché non passi inosservato ai Cittadini: vogliamo portare un semplice esempio d’incapacità. Dopo tante diatribe picche e ripicche, il CONSIGLIO COMUNALE NELLA SUA INTEREZZA NON E’ STATO IN GRADO DI INTITOLARE UNA PIAZZA DEL NOSTRO PAESE A PAPA PAOLO GIOVANNI II.

Come emblematica è risultata essere la posizione dell’esecutivo rispetto alla questione Italcementi. Nel nostro comunicato per il Consiglio Comunale del 18 Gennaio, Vi avevamo chiesto un atto di coraggio, di capacità di pronunciamento e di decisione, invece ancora una volta i Cittadini di Isola hanno verificato il ruolo di supremazia esercitato dalla Italcementi nei confronti della Pubblica Amministrazione. Un esempio………
L’ordine del giorno firmato dal Presidente del Consiglio “Presentazione progetto della Italcementi S.p.a. nuova tecnologia per la produzione del cemento” Viene stravolto ed in maniera magistrale il nostro Comandante Italcementi, come prima diapositiva presenta ad un affollatissimo e “fedelissimo( per necessità)” pubblico il “PROGETTO DI AMPLIAMENTO DELLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE”

La costruzione di una torre alta 100 metri circa. Nessun Consigliere, Assessore, Presidente del Consiglio Sindaco Politici o sindacalisti presenti, si è preoccupato di porre, all’egregio dirigente della Italcementi, domande riguardanti dei probabili danni ambientali che forse hanno avuto gravi conseguenze sulla salute dei Cittadini di Isola delle Femmine e dei cittadini dei paesi a noi vicini, provocati dall’attività produttiva della Italcementi.

E’ mancata forse una domanda molto semplice: “Quali vantaggi per Isola e i suoi concittadini la costruzione di questo scempio, che ha il sapore di un insulto al nostro paesaggio e una rinuncia definitiva ad una migliore qualità della vita?”

La notizia del Sindaco che dichiara che dai dati in suo possesso a Isola vi è una situazione Ambientale alquanto preoccupante (Unione dei Comuni 23.1.07). Ci chiediamo il Sindaco come responsabile della salute pubblica , quale atto ha prodotto? Volete saperlo? ZERO! Si! Avete capito bene ZERO.
Quindi il Sindaco di Isola delle Femmine: È inadempiente!

Se al programma si dà una valenza politica, esso deve essere oggetto di guida per tutta la consiliatura, altrimenti, è una presa per i fondelli per i cittadini elettori.
Riteniamo ormai, che è arrivato il tempo che l’AMMINISTRAZIONE COMUNALE (nella sua interezza) affronti seriamente e senza indugi le tante emergenze e problematiche che attanagliano Isola delle Femmine per rilanciare il suo futuro, con senso di responsabilità e rispetto verso i cittadini.

Ad Oggi, è stato fatto, e/o programmato organicamente ma, soltanto, qualche sporadica iniziativa inconcludente e senza il pieno e duraturo coinvolgimento, o meglio, la compartecipazione della cittadinanza.
Con l’aria che tira e con i tempi lunghi delle inutili strategie tattiche in consiglio comunale del tipo “io ti faccio una ripicca a te ed io ne rifaccio un’altra a te” e fino alla fine della consiliatura, possiamo ipotizzare che non ci sarà una svolta urgente a quest’andazzo d’infima azione politica; anzi, avremo il NULLA fino alla fine della consiliatura, i problemi che attanagliano i Cittadini Isolani continueranno a rimanere irrisolti, con l’aggravante di degrado socio economico del tessuto sociale della nostra Comunità.
D’altronde cosa possiamo aspettarci da un’Amministrazione che in sede di formulazione di bilancio, lascia al Consiglio Comunale una disponibilità di intervento pari al 4 o 5% e nonostante ciò si mette in uno stato di inadempienza il Comune, circa i termini di presentazione del bilancio (prot 1970 nomina del commissario ad Acta).
Per quanto riguarda il Piano Regolatore Generale anche qui il Consiglio Comunale sotto la scure dei tempi ristretti (vedasi la comunicazione dell’Assessorato fissava in 30 giorni i tempi di approvazione).Come lo è stato l’approvazione dello Statuto dell’Unione dei Comuni (tenuto per diversi mesi nel cassetto).
Non sono che alcuni esempi. E’ ormai prassi consolidata che gli atti vengono prodotti sempre sotto sollecitazioni o diffide della Regione. Oltre all’incapacità di gestire i lavori del Consiglio Comunale si stà sempre più spogliando di quelle che sono le funzioni ed il ruolo che i Consiglieri Comunali hanno nell’esercizio della loro attività..
Pensiamo sia giunta l’ora che maggioranza, minoranza, giunta, sindaco, esecutivo si guardino negli occhi e si interroghino circa il futuro che si vuole riservare alla nostra cittadina..
Esprimiamo preoccupazione e sgomento per la constatata incapacità delle locali compagini politiche che, da anni, si aggrappano a mezzi e mezzucci in beghe d’infima lega e tradendo gli eletti per il mandato ricevuto: AMMINISTRARE NEL SOLO INTERESSE DEGLI ISOLANI.
Cittadini! Se non agiamo e subito, rischiamo di essere coperti da una coltre di polveri fini pesanti, PM 10 25 5, metalli, diossine, IPA, vanadio, nichel………….., ed il nostro destino sarà quello di subire, gli effetti cancerogeni delle emissioni gassose di certi politici, senza che il servizio 3 possa più intervenire.
Pensiamo sia obbligo per i cittadini di Isola delle Femmine ed anche dell’opinione pubblica, pretendere l’urgente ripresa di una seria iniziativa politica qui ad Isola da parte dell’Amministrazione comunale tutta, per rimediare alla grave situazione di degrado politico-amministrativo venutasi a creare: IN CASO CONTRARIO. Per un RISPETTO CHE VOI TUTTI AVETE NEI CONFRONTI DEI CITTADINI DI ISOLA delle FEMMINE:
ANDATEVENE A CASA TUTTI!

Comitato Cittadino Isola Pulita
Legambiente Sezione di Palermo e
Referente a Isola delle Femmine
Coordinamento Comitati Cittadini Siciliani
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LA CALLIOPE UNA STORIA DI VERDE AGRICOLO

LA CALLIOPE LA STORIA DI UNA GRANDE SPECULAZIONE EDILIZIA

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L’AFFAIR GALLIOPE S.p.a. SA.BA. S.p.a.
LOTTO DI TERRENO di cui IN PARTE ricadente entro la fascia dei 500 mt. Dalla battigia del mare
POPRIETARIO DEL TERRENO VERDE AGRICOLO SIG. BANDIERA SALVATORE
-DESTINAZIONE D’USO INIZIALE VERDE AGRICOLO superficie estesa mq. 13.627 volume pari a 28.414,14 densità territoriale mc/mq 2,08.
-RAPPRESENTANTI LEGALE RAPPRESENTANTE CALLIOPE spa. SIG.RA LO CICERO MARIA ANTONIETTA LEGALE RAPP.TE SA.BA.spa. BANDIERA ROSANNA
-PROGETTO per la realizzazione di 50 alloggi di edilizia convenzionata-agevolata legge 457/78
29.12.2000 avanzata un’ istanza per la costruzione di 72 alloggi.
1.2.2001 viene respinta da parte del Consiglio Comunale l’approvazione del Programma costruttivo.
16.9.2002 la SA.BA. s.r.l. e la Calliope s.r.l. ripresentano la richiesta di costruzione di per realizzare 72 alloggi
18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi;
27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto;
17.7.03 la Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino
24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO
20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23
19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26
1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA
27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO
6.6.07ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 “PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL’ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE.

L’immobiliare CALLIOPE s.r.l. ottiene un mutuo al 3% per la costruzione di immobili di edilizia popolare.
Si avvia la costruzione di 48 villette a Isola delle Femmine.
Il prezzo degli immobili in edilizia popolare è di 120.000euro.
Le villette vengono vendute a 240.000euro 120.000euro in contanti e in nero.
Per gli altri 120.000euro l’immobiliare gira all’acquirente il mutuo al 3%.

Un grosso affare, tenuto conto del costo irrisorio del terreno la cui destinazione era verde agricolo.

Un mese prima della scomparsa l’immobiliare CALLIOPE cambia assetto societario sono soci al 50% la compagna di Maiorana e Dario Francesco Lopez genero di Salvatore Bandiera proprietario del terreno.

Il Programma Costruttivo per la realizzazione di 50 alloggi da parte della Calliope Srl e Sa.Ba. Srl definiti di edilizia popolare, dal prezzo sembrerebbero case da nababbi. In realtà un occhio ai prezzi se ne deduce: il prezzo per il singolo appartamento si è aggirato intorno ai 185.000 Euri che moltiplicato per i 50 appartamenti, si è realizzato un bussiness di 9.250.000 Euri.
Un grosso affare, dove i margini di guadagno sono aumentati in considerazione dell’irrisorio costo del terreno agricolo che come d’incanto viene trasformato in edilizia residenziale.

Ma ora facciamo un sunto di ciò che si è vissuto!

Come il nome della mitologia greca la Ditta Calliope Srl, insieme alla Sa.Ba. Srl, sono state capaci di ammaliare con i loro strumenti e la loro voce questa Amministrazione ricevendo una autorizzazione alla realizzazione del Programma Costruttivo di n. 50 alloggi nel nostro territorio di Isola delle Femmine, precisamente in un’area destinata a “verde agricolo” con una superficie estesa di mq 13.627.
Questa storia, o meglio questa speculazione edilizia inizia nel ben lontano 2000 quando ad amministrare, nel segno della continuità, era “Isola per Tutti”, il cui Sindaco Era Stefano Bologna.

Nell’anno 2003, all’interno dello stesso gruppo, venuto a conoscenza della scelta di fare diventare il nostro paese un dormitorio di Palermo si è fomentato un grande scontro.

Il 15 febbraio ’00 le ditte Calliope e Sa.Ba. presentano un progetto che prevede la realizzazione di un programma costruttivo per n. 77 alloggi da realizzare ai sensi dell’art. 25 della L.R. 22/96.

In data 14 giugno dello stesso anno l’ing. F. Usticano, Responsabile del III Settore, redigeva la relazione istruttoria per la Commissione Edilizia Comunale (CEC) nella quale evidenziava che nella fascia compresa fra i 500 ed i 1000 m. della battigia l’indice di densità edilizia territoriale massima è determinata di 1,50 mc/mq, pertanto il progetto doveva essere rielaborato ed integrato nella documentazione.

Il 01 febbraio ‘01 con delibera del Consiglio Comunale n. 09 veniva negata la richiesta d’Autorizzazione attinente, la localizzazione del programma costruttivo in quanto la stessa non può avvenire se non dopo l’adozione dello schema di massima del P.R.G., così come previsto della L.R. N. 15/91.

Passano gli anni nel frattempo suonava Orfeo e cantavano le Sirene.

Il 10 febbraio con D.A. n. 142 veniva nominato, dalla Regione Siciliana – Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, il Commissario ad acta dott. Mario Megna.

L’11 marzo ‘03 l’ufficio UTC ( che nel frattempo aveva cambiato Responsabile dall’Ing usticano la Responsabilità viene affidata all’arch Giambruno) redigeva la relazione istruttoria per il Commissario ad acta, dove si chiedeva la rielaborazione del progetto al fine di ottenere una densità territoriale massima pari a 1,50 mc/mq. Il 18 aprile ‘03 sono stati presentati i nuovi elaborati di progetto e la densità territoriale massima veniva rispettata.

Il 30 maggio ‘03 l’arch. Monica Giambruno trasmette al dott. Megna, copia dell’estratto del verbale n. 30 del CEC dove si evinceva il “PARERE NEGATIVO” all’approvazione del programma costruttivo, con la sola astensione del suo Presidente Stefano Bologna.

Il 21 luglio ‘03 l’arch. Giambruno comunicava alle ditte Calliope e Sa.Ba. il parere favorevole della CEC a condizione che il progetto esecutivo si adeguava alle prescrizioni stabilite nella seduta.

Cosa è successo in questo lasso di tempo?

L’08 agosto ‘03 il dott. Megna con nota al Presidente del Consiglio Comunale Sig. Cataldo Erasmo, al Sindaco Bologna e al Segretario dott. Scafidi Manlio trasmetteva copia della delibera preparata dalla Giambruno con oggetto “Approva-zione del programma costruttivo per la realizzazione di n.50 alloggi”, per l’approvazione del Consiglio Comunale entro 45 giorni dalla data dell’08 agosto 2003”, allo scadere del quale il Commissario ad acta si sostituirebbe al Consiglio Comunale.

Il 12 agosto ‘03 il Consiglio Comunale con delibera 47 approva lo schema di massima del P.R.G.ed individuazione degli ambiti da sottoporre a prescrizioni esecutive il
19 settembre 2003 Stefano Bologna fa richiesta al Presidente del Consiglio di convocare il Consiglio Comunale con 5 punti all’ordine del giorno, non “ricordando” di inserire il Programma Costruttivo.
Nella stessa data il Sig. Cataldo recatosi al Comune, chiamato dalla Segreteria, convocava il Consiglio Comunale per il giorno
29 settembre, con ordine del giorno i punti richiesti dal Sindaco stesso e in più ”l’Approvazione programma costruttivo”.
Sono passati appena 46 giorni e il Commissario ad acta con solerzia in data 24.09.2003 con deliberazione n. 48, sostituendosi al Consiglio Comunale e non considerando che tale organo era stato convocato per giorno 29.09.2003, delibera “l’Adozione del Programma Costruttivo”.

Perchè tanta fretta?

Forse ipnotizzato dal suono di Orfeo?

Il 30 settembre si svolge la seduta del Consiglio Comunale, e riportando quanto scritto dalla delibera n. 56 si evidenzia la volontà, tra l’altro all’umanità, dei consiglieri comunali di impugnare l’atto antidemocratico e forse illegittimo effettuato dal Dott. Megna dando l’incarico al Sindaco Bologna per impugnare tale atto.

Questo atto non è stato mai impugnato dal Sindaco, perché?

Però la domanda nasce spontanea, chiunque si chiede:
“Come mai si fanno passare tutti questi giorni prima di convocare il consiglio?
A questa domanda l’unica persona che può rispondere è il Sig. Orazio Cataldo, il quale interpellato ci comunica che in data 06 ottobre 2003 con lettera informava i Consiglieri Comunali, l’Assessore Regionale, il dott. Mario Megna e il Sindaco stesso che avrebbe preso visione della lettera del Commissario ad acta del 08 agosto scorso in data 19 settembre ‘03, nonostante fosse indirizzata a Lui non era stata inserita nella carpetta presso l’Ufficio Protocollo del Comune.

Il 20 ottobre il Presidente con nota scritta chiedeva al Segretario Comunale di avviare indagine ispettiva ai fini di accertare i motivi per i quali non era stato messo in grado di reperire, nel fascicolo di corrispondenza a Lui intestato, la nota del Commissario.

Il 21 ottobre ‘03 il Presidente con nota invitava il Sindaco a volere, con la massima sollecitudine conferire l’incarico ad un legale per valutare la legittimità del comportamento del Commissario, che sostituendosi al competente Organo, ha ritenuto di dovere privare di autorità lo stesso della propria competenza.

Il 27 ottobre ‘03 il Segretario Comunale comunicava al Presidente delle indagini svolte scrivendo “sembra che considerando il lungo periodo intercorso nessuno dei dipendenti interpellati poteva affermare con assoluta certezza l’esistenza di particolari situazioni inerenti specificatamente alla nota questione”.

Affermava, inoltre “che nessun smarrimento o occultamento del fascicolo si è verificato, in quanto è stato regolarmente a disposizione presso l’Ufficio di Segreteria, che ha correttamente informato il Presidente al momento in cui per la prima volta ha preso visione di tutti i documenti depositati in attesa di inserimento all’ordine del giorno della riunione consiliare”.

Però caro Segretario dimentica che quella delibera aveva una scadenza, quindi non poteva essere trattata come gli altri documenti, tenendo conto del periodo estivo, Agosto Settembre, avrebbe potuto avere l’accortezza di avvisare il Presidente almeno telefonicamente, come tra l’altro di consueto per altre pratiche, qualche giorno prima.

Inoltre, l’impiegata della segreteria che collaborava con il Presidente lo informava che quel fascicolo gli era stato consegnato nella mattina del 19 settembre.

Perché?
Come mai?

Il 19 marzo ‘04 durante una seduta consiliare con punto all’ordine del giorno una Interrogazione formulata del gruppo Nuova Torre con domande relative alle delibere del Commissario n.48/03 e di Consiglio n. 56/03, il Sindaco Bologna, insieme alla giunta comunale e ai consiglieri di Isola per Tutti, hanno abbandonato l’aula, su invito dello stesso Sindaco. Forse era troppo imbarazzante dovere spiegare un comportamento che non è trasparente ma sicuramente molto compromettente?

In data 23 marzo ‘04 l’Assessorato del Territorio ed Ambiente emette il Decreto “Approvazione programma Costruttivo” da realizzare nel comune di Isola delle Femmine, vista l’istanza con la quale il Comune ha trasmesso l’atto deliberativo del Commissario.
In conclusione il 02 dicembre scorso la CEC con verbale n. 14 esprime all’unanimità Parere FAVOREVOLE.
Questa volta rispetto alla precedente il neo Sindaco Portobello, Presidente dell’attuale commissione, esprime il suo parere favorevole a condizione che la tipologia dei tubi e dei pozzetti fognari siano di qualità e tipo in uso all’Ammini-strazione. Precisiamo che le notizie sin qui riportate sono come da documen-tazione. Ma da quello sin qui scritto emerge che Stefano Bologna ha seguito la pratica con attenzione ed oculatezza. Proprio per questo nascono delle domande:

Perché non ha avvisato per tempo il suo amico Presidente Orazio Cataldo?

Perché non ha portato in discussione l’argomento in giunta?

Perché non ha voluto confrontarsi con il gruppo e prendere atto della sua volontà?

Per quale motivo non ha impugnato l’atto?

Perché ha abbandonato l’aula?
L’immobiliare CALLIOPE s.r.l. ottiene un mutuo al 3% per la costruzione di immobili di edilizia popolare.
2003 Si avvia la costruzione di 48 villete a Isola delle Femmine.
Il prezzo degli immobili in edilizia popolare è di 120.000euro.

Le villette vengono vendute a 240.000euro 120.000euro in contanti e in nero.
Per gli altri 120.000euro l’immobiliare gira all’acquirente il mutuo al 3%.
Un mese prima della scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana l’immobiliare CALLIOPE cambia assetto societario sono soci al 50% la compagna di maiorana e Dario Francesco Lopez genero di Salvatore Bandiera proprietario del terreno.

Comitato Cittadino Isola Pulita
http://www.isolapulita.it

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