isolapulita

Just another WordPress.com weblog

Archive for the tag “rifiuti”

8 9 25 26 agosto 2012 munezza munnezza munnezza TUTTI IN GALERA SONO VENTI ANNI CHE SIETE AL POTERE AVETE ROVINATO UN PAESE!

8 9 25 26 agosto 2012 munezza munnezza munnezza TUTTI IN GALERA SONO VENTI ANNI CHE SIETE AL POTERE AVETE ROVINATO UN PAESE!

ISOLA DELLE FEMMINE VIA KENNEDY
ZONA RESIDENZIALE DI PROFESSIONISTI
ABITAZIONE PRESIDENTE  COMMISSIONE
AMBIENTE COMUNE MUNNEZZA
SPOSTATA DAL PAESE
ISOLA DELLE FEMMINE VIA DELL’AGRICOLTURA
ALLE SPALLE DELLA CALLIOPE MAIORANA
LUOGO DI  INCENDIO CONTINUO DI MUNNEZZA
DI LAMENTELE DENUNCE ESPOSTI
DEI CITTADINI CONTRO  IL SINDACO PROFESSORE SIGNOR
PORTOBELLO CHE CON IL SUO PUPILLO
GEOLOGO ASSESSORE SE NE FREGANO
ISOLA DELLE FEMMINE VIA KENNEDY
ZONA RESIDENZIALE DI PROFESSIONISTI
ABITAZIONE PRESIDENTE  COMMISSIONE
AMBIENTE COMUNE MUNNEZZA
SPOSTATA DAL PAESE
ISOLA DELLE FEMMINE VIA DELLE INDUSTRIE
AREA VIDEO SORVEGLIATA VICINO
AL MOMA    GLAMOUR   SUPERMERCATO
DITTE  ARTIGIANE
CHI SORVEGLIA L’AREA VIDEOSORVEGLIATA?
OPPURE SI ERA INTERESSATA ALL’ACQUISTO ED AL MONTAGGIO
DELLE APPARECCHIATURE?
ISOLA DELLE FEMMINE VIA DELLE INDUSTRIE ACCANTO
ALLA DISCOTECA MOMA GLAMOUR
POLIPLAST FATTA FALLIRE
ISOLA DELLE FEMMINE VIA DELL’AGRICOLTURA
ALLE SPALLE DELLA CALLIOPE MAIORANA
LUOGO DI  INCENDIO CONTINUO DI MUNNEZZA
DI LAMENTELE DENUNCE ESPOSTI
DEI CITTADINI CONTRO  IL SINDACO PROFESSORE SIGNOR
PORTOBELLO CHE CON IL SUO PUPILLO
GEOLOGO ASSESSORE SE NE FREGANO
AMIANTO CIBO GOMME FERRO ALLUMINIO
LEGNO VERNICI  ecc ecc ecc ecc
LUOGO DI DEPOSITO DI OGNI GENERE DI RIFIUTO
PERSINO RIFIUTI FARMACEUTICI SCADUTI AVANZI
DELL’AMBULATORIO DI ANALISI
CASSETTE DEL NEGOZIO DI ALIMENTARI
ISOLA DELLE FEMMINE VIA KENNEDY ACCANTO
ALLA ABITAZIONE DELLA  PRESIDENTESSA
(MAI VISTA !!! MAI SENTITA!!!) DELLA
COMMISSIONE AMBIENTE  DEL COMUNE
MUNNEZZA SPOSTATA DAL PAESE
 
ISOLA DELLE FEMMINE VIA DELL’AGRICOLTURA
ALLE SPALLE DELLA CALLIOPE MAIORANA
LUOGO DI  INCENDIO CONTINUO  DI MUNNEZZA
L’ASSESSORE GEOLOGO ALL’AMBIENTE
SI E’ VISTO SOLTANTO PER
LE ELEZIONI CERTO DOVEVA EVITARE IL TRASFERIMENTO!!!!
IL SINDACO PROFESSORE DOTTORE SIGNOR
GASPARE PORTOBELLO TACE DI FRONTE ALLE PROTESTE DEI
CITTADINI RESIDENTI DELLA ZONA
ORMAI DA EVACUARE!!!!
ISOLA DELLE FEMMINE MUNNEZZA DI TUTTI I
GENERI E IN GRANDISSIMA QUANTITA’ IN VIA LIBERTA’
TALI DA INQUINARE L’INTERA AREA E CAPACE DI CREARE
RIVOLI DI  PERCOLATO
ISOLA DELLE FEMMINE MUNNEZZA DI TUTTI I GENERI
E IN GRANDISSIMA QUANTITA’ IN VIA LIBERTA’
IL REGALO DEL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE PROFESSORE
GASPARE PORTOBELLO E DEL SUO PUPILLO ASSESSORE GEOLOGO AI MALCAPITATI  TURISTI DEL NOSTRO PAESE 
 
 
 
PER I CITTADINI  DI
ISOLA DELLE FEMMINE TASSE TASSE E POI TASSE
A FRONTE DEL DISSERVIZIO NELLA NON RACCOLTA DEI RIFIUTI
 
I CITTADINI ONESTI DI ISOLA DELLE FEMMINE NELL’ANNO 2011
HANNO VERSATO NELLE CASSE DEL COMUNE 808 MILA 624 EURO 85 CENTESINI
 
PREVISIONE DI
BILANCIO 2011 ENTRATE TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI 1.403.430
 
LA DIFFERENZA DI 594 MILA 805 EURI 15 CENTESIMI LA PARTE DEL LEONE(NON
PAGANTI) LA FANNO I  CITTADINI AMICI
PARENTI QUALCHE CONSIGLIERE COLLETTORI DI VOTI ……….
 
UN ESEMPIO PER TUTTI: L’ASSSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISCA BODY CENTER
RISULTA REGOLARMENTE ISCRITTA NEI RUOLI TARSU PER UNA SUPERFICIE PARI A MQ 200 duecento metri quadri 
 
LEGGIAMO DALL’INVENTARIO DEI BENI DI PROPRIETA’ DEL COMUNE DI ISOLA
DELLE FEMMINE CHE L’AREA OCCUPATA DALL’ASSOCIAZIONE DILETTANTISTICA BODY CENTER
DI VIA LIBERTA’ RAPPRESENTATA DALLA MOGLIE DELL’ASSESSORE ALLO SPORT DOTTOR
NAPOLEONE RISO
E’ PARI A 504 MQ cinquecentoquattrometriquadri
 
UN ALTRO ESEMPIO? QUANTI SONO I GESTORI DEI SOLARIUM DI ISOLA DELLE FEMMINE CHE PAGANO REGOLARMENTE LA TARSU?
 
PER UNA QUESTIONE DI TRASPARENZA PERCHE’ NON PUBBLICARE SUL SITO DEL COMUNE GLI EVASORI? 
 
UN ALTRO ESEMPIO ANCORA? 

QUANTI SONO I CONSIGLIERI ED AMMINISTRATORI COMUNALI CHE NON PAGANO LA TARSU?

 
PER UNA QUESTIONE DI TRASPARENZA PERCHE’ NON PUBBLICARE SUL SITO DEL COMUNE GLI EVASORI? 
 
IL  COSTO DEL SERVIZIO
NON RACCOLTA DEI RIFIUTI VERSATI DAL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE ALLA
SOCIETA’ ATO PA 1 DI CUI SI E’ SOCI 1 MILIONE 336 MILA 185 EURO 45 CENTESIMI
TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE
E IN MANIERA SISTEMATICA  ED 
ORGANIZZATA  MESSO IN PERICOLO LA SALUTE PUBBLICA DEI
CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE
TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE
E IN MANIERA SISTEMATICA  ED 
ORGANIZZATA  AVER INVASO STRADE PIAZZE MARCIAPIEDI
AIUOLE  VIE ED OGNI ANGOLO DEL  TERRITORIO DI ISOLA DELLE FEMMINE COME UNA
UNICA E GRANDE DISCARICA
TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE
E IN MANIERA SISTEMATICA  ED   ORGANIZZATA
FATTO SPRECO DI PUBBLICHE RISORSE
ARRECANDO ALLE CASSE COMUNALI DANNI ERARIALI INCALCOLABILI
TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE
E IN MANIERA SISTEMATICA  ED   ORGANIZZATA
AVER SMANTELLATO L’UFFICIO DEI TRIBUTI DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE
E IN MANIERA SISTEMATICA  ED    ORGANIZZATA
FAVORITO PER MERI CALCOLI POLITICI ELETTORALI CHE una buona parte dei
cittadini amici parenti portaborse cercatori di voti e……… “evitassero il
pagamento della tassa della munnezza” e quando il giochetto non riusciva si faceva
in modo di DIMINUIRE la superficie su cui viene calcolata la tarsu
TUTTI IN GALERA SONO VENTI ANNI CHE SIETE
AL POTERE AVETE ROVINATO UN PAESE!
ASSOCIAZIONE AGENDA ROSSA DI ISOLA DELLE
FEMMINE
Signor Sindaco,
Lei non crede  sia un dovere civico rispondere ai Cittadini che Le scrivono per sottoporre alla Sua attenzione le problematiche attinenti la gestione dei rifiuti e la mancata raccolta dei rifiuti con   le conseguenze che ne possono deroivare a livello sanitario ed ambientale. Tutto ciò aggravato dal fatto che da qualche giorno in maniera continuativa e senza alcuna interruzione:
I RIFIUTI STANNO BRUCIANDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
e LEI?  NIENTE.
FORSE! ANZI  CERTAMENTE LEI E’ CONVINTO CHE VIA DELL’AGRICOLTURA NON FACCIA PARTE DEL TERRITORIO DI ISOLA DELLE FEMMINE SE NON QUANDO VI SONO LE ELEZIONI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

PROSSIMAMENTE LEI E TUTTI QUELLI DELLA SUA BAND NON PENSIATE DI  VENIRE A CHIEDERCI I VOTI.  

PRENDERETE   TUTTI CALCI IN CULO!!!!!!!!!!!

VIA DELL’AGRICOLTURA LA PICCOLA CONTINUA BELLOLAMPO DI ISOLA DELLE FEMMINE DA GIORNI IN FIAMME SENZA CHE NESSUNO

INTERVENGA

VIA DELL’AGRICOLTURA SI E’ IN ISOLA DELLE FEMMINEFORSE IL PROFESSORE HA QUALCHE DUBBIO

CHE LA VIA FACCIA PARTE DEL TERRITORIO DI ISOLA DELLE

FEMMINE. LUI SE NE RICORDA SOLTANTO

IN PERIODO ELETTORALE!!!!!!!

COGLIONE CHIUNQUE LO VOTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!

VIA DELL’AGRICOLTURA ISOLA DELLE FEMMINE NONOSTANTE I SOLLECITI LE PETIZIONI I RICHIAMI

LE TELEFONATE LE PROTESTE

NESSUN AMBIENTALISTA NESSUNO DI QUELLI CHE SONO

VENUTI A CHIEDERE I VOTI

NESSUNO DI QUELLI A PAROLE DICONO DI

TUTELARE LA SALUTE DEI CITTADINI

NESSUNO DI QUESTI SIGNORI SI E’ DEGNATO DI FARE

CAPOLINO DA QUESTE PARTI!!!!!!!!!

COGLIONISSIMI TUTTTI QUEI CITTADINI CHE PERMETTERANNO

IN UNA PROSSIMA TORNATA ELETTORALE CHE QUESTI SIGNORI

OSINO SOLO PENSARE DI AVVICINARSI DA QUESTE PARTI

PER RICHIEDERE un solo voto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

SONO SOLO DA PRENDERE A CALCI IN CULO

 
 

A.I.A. ITALCEMENTI 693 LUGLIO 2008, ANZA’, BELLOLAMPO, DIOSSINA, FERRANTE, ILVAGIROLAMO ARCHINA’, ISOLA DELLE FEMMINE, LORENZO LIBERTI, LUIGI PELAGGI, RIFIUTI, TARANTO, TODISCO, TODISCO PATRIZIA,

LA GIUNTA PORTOBELLO SI E’ AUTODIMESSA per DISASTRO AMBIENTALE

I DIMISSIONARI RESPONSABILI DEL DISASTRO DI ISOLA DELLE FEMMINE 

LA COMMISSIONE GOVERNATIVA DI ACCESSO AGLI ATTI SI INSEDIA AL COMUNE DI
ISOLA DELLE FEMMINE 

LA COMMISSIONE GOVERNATIVA DI ACCESSO AGLI ATTI SI INSEDIA AL COMUNE DI
ISOLA DELLE FEMMINE 

LA COMMISSIONE GOVERNATIVA DI ACCESSO AGLI ATTI SI INSEDIA AL COMUNE DI

ISOLA DELLE FEMMINE
COMUNICATO STAMPA “RINASCITA
ISOLANA”
Il
Movimento Politico “Rinascita Isolana” è costretto, per l’ennesima volta, a
constatare l’assoluta incapacità dell’Amministrazione in carica al Comune di
Isola delle Femmine di gestire la cosa pubblica, e la preoccupante assenza di
senso civico – prima che di responsabilità politica – in capo ai consiglieri di
maggioranza.
Stamane
(12.09.2012) si è consumato l’ennesimo insulto alla dignità e ai diritti dei
cittadini isolani: per la terza volta consecutiva (!!!) gli esponenti del
gruppo che sostiene il Sindaco pro-tempore
Gaspare Portobello – in piena emergenza
rifiuti, dinanzi ad un Paese sommerso da montagne di immondizia, che offendono
la comunità e la ammorbano di miasmi
– hanno deliberatamente deciso di far
mancare il numero legale, impedendo la celebrazione dell’assise civica, che
avrebbe dovuto discutere delle famose S.R.R.,
le società di regolamentazione del servizio di raccolta dei rifiuti, probabili
eredi del sistema ATO.
L’Amministrazione
(in uno con la sua propaggine consiliare) ha mostrato totale disinteresse per
una questione di importanza cruciale per la vita stessa degli abitanti di Isola
delle Femmine – e del comprensorio tutto – rifiutandosi persino di discutere,
in Consiglio Comunale, del problema.
La
delicatissima fuoriuscita dell’ente locale dalla fallimentare esperienza delle
società consortili (che sinora hanno gestito il servizio per conto dei
Comuni-soci), richiedeva invece una disamina approfondita e scelte meditate da
parte di coloro i quali, pur temporaneamente, rappresentano la cittadinanza: aver rimesso al Commissario regionale ogni
valutazione, significa avere vergognosamente e pavidamente abdicato al proprio
ruolo istituzionale
.
Lo
stesso Sindaco, peraltro, già il 3 agosto 2012 aveva dato il buon esempio ai suoi consiglieri,
disertando l’assise civica chiamata a valutare l’ argomento-rifiuti, per presenziare al rilascio di un
provvedimento amministrativo in favore della discoteca più glamour del Paese: ad ognuno le sue priorità.
E’chiaro
che i descritti atteggiamenti vanno letti alla luce della situazione di impasse, determinata dall’attesa delle deliberazioni ministeriali
sulla richiesta di scioglimento dell’Amministrazione Portobello per
infiltrazioni mafiose
; pur tuttavia è inaccettabile che mentre Sindaco,
assessori e consiglieri sfogliano la margherita
delle dimissioni
, il Comune di Isola delle Femmine venga trascinato in un
vortice di degrado, dissesto finanziario, insalubrità.
E’
proprio vero, gli scranni vuoti della biblioteca comunale – ove dovrebbero
svolgersi le sedute consiliari – fotografano compiutamente l’indecorosa vacatio istituzionale, che attualmente
caratterizza il nostro Paese.
Isola delle
Femmine, lì 12 settembre 2012
Movimento
Politico Rinascita Isolana

 

 

Uno dei tanti
 PERCHE’ ALLE COSTRETTE DIMISSIONI DELLA GIUNTA DEL PROFESSORE

ABBANDONIAMO LA BARCA
   CON LA SICUREZZA DI LASCIARVI IN UN MARE DI MUNNEZZA.
I CITTADINI DEVONO
SAPERE CHE NEGLI ULTIMI 
1000 MILLE GIORNI DELLA NOSTRA AMMINISTRAZIONE BEN 673  SEICENTOSETTANTATRE   PAESE E’ STATO
LETTERALMENTE RICOPERTO IN OGNI SUO SPAZIO DI MUNNEZZA DI OGNI GENERE
DALL’AMIANTO AI RESTI DI CIBO ALLE CASSETTE DI FRUTTA AVARIATA RIFIUTI DEL
LABORATORIO DI ANALISI  SCATOLETTE ALIMENTARI SCADUTE
   MATERIALE DI RISULTA DELL’EDILIZIA CARTONE VERNICI VETRO………..
PER NON PARLARE DELLA FAMOSA TESTA DI CAVALLO
NEGLI ULTIMI  MILLE GIORNI DI NOSTRA AMMINISTRAZIONE DALLE
MONTAGNE DI RIFIUTI SPARSE IN TUTTO IL PAESE SI SONO SVILUPPATI BEN  
76 INCENDI.
LE DIOSSINE DEGLI INCENDI DEI RIFIUTI SONO
RIUSCITE BENISSIMO AD UNIRSI A QUELLE PROVENIENTI DALLA ITALCEMENTI E
MISCELLARSI CON BENEZENE CROMO ESAVALENTE PM10 POLVERI SOTTILI ZOLFO …….
CI DIMETTIAMO
 PRIMA CHE LA BARCA AFFONDI! VISTO COME ABBIAMO ROVINATO IL PAESE
2004 SE SAREMO ELETTI SARA’ NEL SEGNO DELLA CONTINUITA’
2009 SE SAREMO ELETTI E’ NEL SEGNO DELLA
CONTINUITA’
2012 PECCATO ! PECCATO! PECCATO! 
 
Oggi ci dimettiamo
per avere concluso la nostra missione:
PORTARE ALLA
BANCAROTTA IL VOSTRO PAESE ISOLA DELLE FEMMINE
SIAMO RIUSCITI A
RIDURRE IL VOSTRO PAESE LA PERIFERIA “ZEN” DI PALERMO
SIAMO RIUSCITI A FAR
DEISTERE QUEI POCHI MALCAPITATI TURISTI A LASCIARE ANTICIPATAMENTE I NOSTRI
ALBERGHI E QUINDI IL NOSTRO PAESE
SIAMO RIUSCITI NEGLI
ANNI A FAR PASSEGGIARE I POCHI MALCAPITATI TURISTI A PASSEGGIARE FRA CUMULI DI
MUNNEZZA
PER  IL NOSTRO
 SENSO DI RESPONSABILITA’  CHE CI  CONTRADDISTINGUE 
COMUNICHIAMO AI   cittadini CHE  interrompIAMO  questo
NOSTRO  impegno portato avanti  con grande passione per il bene di 
poche e selezionate persone.
SI! SI! SI!SI SI! 
OGGI SIAMO COSTRETTI
A DIMETTERCI PRIMA CHE VOI CITTADINI VI RENDIATE CONTO DELLE GROSSE PALLE CHE
VI ABBIAMO RACCONTATO NEL PROGRAMMA ELETTORALE DEL 2009:
                    
PER
ESEMPIO PORTARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 50%
                    
OPPURE
LA PALLA  DELLE PISTE CICLABILI
                    
OPPURE
IL POTENZIAMENTO E LA MIGLIORIA DELL’ARREDO URBANO
                    
OPPURE
LA GROSSA PALLA CHE VI ABBIAMO FATTO BERE CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE.
L’AREA PEDONALE E LA VALORIZZAZIONE DELLA ZONA TORRE IN TERRA
SU UN PUNTO DOBBIAMO
CHIEDERVI SCUSA PER NON AVERLO REALIZZATO:
-REALIZZAZIONE DI
VARCHI LIBERI PER LA FRUIZIONE DELLA SPIAGGIA LA PREVISTA VIA DI COLLEGAMENTO
DELLA VIA 
 MARTIN LUTHER KING  A VIALE DEI SARACENI. NON
VOLEVAMO DISTURBARE I SONNI TRANQUILLI DEI RESIDENTI DI VIA MARTIN LUTHER KING
A  nulla è valsa
la resistenza che abbiamo opposto al lavoro  della COMMISSIONE GOVERNATIVA
di accesso agli atti insediatasi al Comune di Isola delle Femmine, VOLUTA
AUSPICATA E DESIDERATA DA PARTE DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI CITTADINI DI
ISOLA DELLE FEMMINE.
NOI TUTTI AD INIZIARE
DAL SOTTOSCRITTO  PROFESSOR Gaspare, Napo, Ale, Giovanni, Salvo Alberto
Zii Nipoti Cognati Generi Futuri Generi Sorelle Fratelli Cugini  ci siamo
asserragliati nel “fortino” di Via Colombo per difenderci dall’assalto di
cittadini inferociti che ritenevano NOI responsabili dei  rifiuti che
ormai ricoprivano da mesi  le strade e le piazze di Isola.
Per anni mesi
settimane giorni  abbiamo subito l’onta del discredito perché alcuni
  dei nostri  amici parenti e collettori di voti omettevano di pagare
la tassa della munnezza. E pensare che al nostro amico e collega Napo siamo
riusciti a fargli pagare per 
META’ la tassa della munnezza  della palestra affidata 
in gestione dal “parente” Sindaco (rep n 811/2003) alla moglie Lucido Maria
Stella!
Grandioso è stato
l’impegno con la 
ITALCEMENTI, nell’anno 2008 grazie alla
collaborazione della PRESIDENTESSA della Commissione Ambiente Consiliare, MA
SOPRATTUTTO DELL’INTERO GRUPPO prima “Isola per Tutti” e poi “Progetto
Cementificazione ed Inquinamento”  
Siamo riusciti grazie
all’assenza  delle associazioni  ambientaliste a far
ottenere    alla ITALCEMENTI l’Autorizzazione Integrata
Ambientale della Regione Sicilia.
Alla Italcementi
abbiamo permesso di tutto e di più nell’ASSENZA di  autorizzazioni, nello
sforamento della massa delle emissioni, nella emissioni di ogni tipo di
inquinante tipo CROMO ESAVALENTE VI.benzene diossina in quantità persino
spropositata, pm10 polveri fini sottili ultrassottili insomma di quella roba
che riesce a penetrare facilmente nel tessuto umano. 
Abbiamo concesso che
la ITALCEMENTI anzitempo bruciasse in notevoli quantità
800 TONNELLATE  i rifiuti di
refrattari
,
gessi chimici ……..
Alla Italcementi abbiamo
permesso per anni  di non ottemperare alla direttiva Europea che imponeva
l’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE entro il 30 ottobre 2007
.
Alla Italcementi, IO
 SINDACO ed il mio gruppo politico, abbiamo permesso  di non rispettare
le prescrizioni imposte dall’Autorizzazione Integrata Ambientale il quale
prevedeva l’adozione delle migliori tecnologie per tutte le aziende che
inquinano.
Sin dal luglio 2010 NOI
alla Italcementi  permettiamo l’attività produttiva anche in assenza dell’A.I.A.
in quanto decaduta per mancato rispetto delle prescrizioni.
Insomma Gaspare
Sindaco e TUTTI TUTTI NOI del gruppo politico “Progetto Isola” siamo riusciti a
creare anzitempo la nostra piccola TARANTO.
NATURALMENTE TUTTO
QUESTO GRAZIE ANCHE ALLA DISPONIBILITA’ DELLA ITALCEMENTI PER QUANTO RIGUARDA
EVENTUALI ATTREZZATURE SCOLASTICHE O PARTECIPAZIONI A SAGRE PAESANE…….
Nessuna riconoscenza
per i nostri sforzi ad implementare  l’immagine di Isola delle Femmine e
le sue strutture ludico ricettive. Vedasi le nostre frequentazioni estive al
MOMA BEACH ora FREE BEACH o le nostre incursioni alla discoteca MOMA GLAMOUR
(APERTA ANCHE IN ASSENZA DEL PAI)
Ah! Quanti sacrifici
mal ripagati!
Nessuna riconoscenza
per noi che siamo riusciti con impegno e fatica a rendere Isola delle Femmine
una perfetta periferia della peggiore Palermo fatta di delinquenza di droga
e………
Nessuna riconoscenza
per NOI che molto ci siamo prodigati a far CEMENTIFICARE, grazie al sacrificio
economico di alcuni nostri amici, le poche aree libere esistenti a Isola,
comportando un sacrificio di moltissimi cittadini che hanno dovuto fare a meno
di aree pubbliche a loro destinate (aree verdi, servizi pubblici e sociali…..).
Tutto questo ed altro
volevamo riferire al Prefetto nell’incontro di Giovedì.
Purtroppo  siamo
stati ricevuti dal Viceprefetto!!!!
Un messaggio chiaro
nemmeno Lui ha voluto parlarci, anzi il messaggio che ci è stato inviato:
DIMETTETIVI PRIMA CHE LA
BARCA AFFONDI!
OGGI A MALINCUORE CI
SIAMO DECISI A SEGUIRE IL CONSIGLIO DATOCI:
CI  SIAMO
DIMESSI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
PROGETTO FIATO SUL COLLO
ASSOCIAZIONE AGENDA ROSSA DI ISOLA
DELLE FEMMINE

TERMOVALORIZZATORI INCENERITORI RACCOLTA DIFFERENZIATA

L’INCENERITORE DI PARMA

Alessandro Sortino è stato a Parma per vedere cosa
sta accadendo

07/09/2012

Il gruppo Iren

IREN, multiutility quotata alla Borsa Italiana, è nata il 1° luglio
dall’unione tra IRIDE ed ENÌA.

Opera nei settori dell’energia elettrica
(produzione, distribuzione e vendita), dell’energia termica per
teleriscaldamento (produzione e vendita), del gas (distribuzione e vendita),
della gestione dei servizi idrici integrati, dei servizi ambientali (raccolta e
smaltimento dei rifiuti) e dei servizi per le pubbliche
amministrazioni.

IREN è strutturata sul modello di una holding
industriale con sede direzionale a Reggio Emilia, sedi operative a Genova,
Parma, Piacenza e Torino, e società responsabili delle singole linee di
business.

Grazie ai propri importanti assets produttivi, agli
investimenti realizzati, alla leadership conquistata in tutte le aree di
business ed al proprio radicamento territoriale IREN è oggi il secondo Gruppo
multiutility del panorama italiano.

A livello nazionale, il Gruppo IREN
è:

– il primo operatore nel settore teleriscaldamento per volumetria tele
riscaldata;
– il quinto operatore nel settore del gas per volumi ceduti a
Clienti finali;
– il sesto operatore nel campo dell’energia elettrica per
volumi di elettricità venduti;
– il terzo operatore nell’ambito dei servizi
idrici integrati per volumi di acqua venduta;
– il terzo operatore nel
settore ambiente per quantità di rifiuti trattati.

IREN è strutturata in
una holding cui fanno capo le attività strategiche, di sviluppo, coordinamento e
controllo e cinque società operative che garantiscono il coordinamento e lo
sviluppo delle linee di business:

IREN Acqua Gas nel ciclo idrico
integrato;
IREN Energia nel settore delle produzione
di energia elettrica e termica;
IREN Mercato
nella vendita di energia elettrica, gas e teleriscaldamento;
IREN Emilia nel settore gas, nella raccolta
dei rifiuti, nell’igiene ambientale e nella gestione dei servizi locali;
IREN Ambiente
nella progettazione e gestione degli impianti di trattamento e smaltimento
rifiuti oltre che nella gestione degli impianti di produzione calore per il
teleriscaldamento in territorio emiliano.

Produzione energia elettrica:
grazie ad un consistente parco di impianti di produzione di energia elettrica e
termica a scopo teleriscaldamento ha una capacità produttiva complessiva di
7.400 GWh annui, inclusa la quota assicurata da Edipower.

Distribuzione
Gas: attraverso 8.800 chilometri di rete serve più di un milione di
Clienti.

Distribuzione Energia Elettrica: con oltre 7.200 chilometri di
reti in media e bassa tensione distribuisce l’energia elettrica ad oltre 710.000
Clienti a Torino e Parma.

Ciclo idrico integrato: con 14.900 chilometri
di reti acquedottistiche, 5.689 km di reti fognarie e 813 impianti di
depurazione, il Gruppo serve più di 2.400.000 abitanti.

Ciclo ambientale:
con 122 stazioni ecologiche attrezzate, 2 termovalorizzatori, 2 discariche, il
Gruppo serve 111 comuni per un totale di oltre 1.200.000
abitanti.

Teleriscaldamento: grazie ad oltre 900 chilometri di reti
interrate di doppia tubazione il Gruppo IREN fornisce il calore ad una
volumetria di oltre 60 milioni di metri cubi, pari ad una popolazione servita di
oltre 550.000 persone.

Vendita gas, energia elettrica e termica: Il
Gruppo commercializza annualmente più di 4,1 miliardi di metri cubi di gas, più
di 12 miliardi di GWhe di energia elettrica ed oltre 2.300 GWht di calore per
teleriscaldamento. 



La storia

IREN è nata il 1° luglio
2010 dalla fusione tra IRIDE, la Società che nel 2006 aveva riunito AEM Torino
ed AMGA Genova, ed ENÌA, l’Azienda nata nel 2005 dall’unione tra AGAC Reggio
Emilia, AMPS Parma e Tesa Piacenza.
Cinque Aziende che nella loro lunga
storia hanno accompagnato e contributo attivamente alla crescita dei territori
ove hanno operato ed operano, promuovendone concretamente lo sviluppo economico
e l’innovazione.
Per tale motivo, proponiamo sinteticamente la storia delle
nostre Aziende.
E’ del 1905 la decisione del Comune di Parma di costituire
l’azienda municipalizzata per la distribuzione dell’energia elettrica, la quale
nel ventennio successivo oltre al servizio elettrico inizierà a gestire anche la
distribuzione del gas metano (1912) e successivamente quella dell’acqua
(1938).
Due anni più tardi, siamo nel 1907, nell’area del Martinetto entra in
servizio il primo impianto termoelettrico destinato ad assicurare l’energia alla
Michelin. Nasce l’Azienda Elettrica Municipale di Torino (AEM Torino). 

Parallelamente si sviluppano i lavori in Val di Susa per la realizzazione
degli impianti idroelettrici Salbertrand-Chiomonte (1910) e Chiomonte-Susa
(1923). Nel 1929, in Valle Orco, l’impianto idroelettrico Ceresole-Rosone inizia
a produrre energia elettrica, anche se la diga di Ceresole che lo alimenta verrà
ultimata solo due anni più tardi.
La storia di AMGA prende avvio nel 1922,
quando nasce l’Azienda Municipale del Gas di Genova che, nel 1937, diventando
Azienda Municipalizzata Gas e Acqua, acquisisce anche la gestione di alcuni
acquedotti locali ed assume il nome che la accompagnerà sino al 2006.
Negli
anni Quaranta e Cinquanta, AEM Torino realizza gli impianti idroelettrici
Rosone-Bardonetto (1941), Bardonetto-Pont (1945), Po-Stura-San Mauro (1953),
Telessio-Eugio-Rosone (1959), seguiti poi da Valsoera-Telessio (1970).
Nello
stesso periodo, AMGA Genova dà il via alla realizzazione dell’acquedotto del
Brugneto e delle centrali idroelettriche sull’Appennino ligure, oltre a
potenziare gli impianti di potabilizzazione dell’acquedotto Val Noci.
Nel
1962 il Comune di Reggio Emilia costituisce l’Azienda Municipalizzata Gas,
avente per oggetto la distribuzione del gas nel comune capoluogo e, AEM Torino
realizza l’impianto idroelettrico Agnel-Serrù-Villa. Tre anni più tardi, la
municipalizzata di Parma cambia nome e diviene Azienda Municipalizzata
Elettricità Trasporti Acqua Gas, la quale gestisce oltre ai servizi elettricità,
gas, acqua e trasporti urbani, anche i servizi di igiene ambientale.
Sempre
negli anni Sessanta, mentre AMGA realizza la metanizzazione dell’intera rete gas
di Genova, AEM Torino procede al potenziamento dei propri impianti: nella
centrale di Moncalieri, avviata già nel 1953, vengono installati un nuovo gruppo
termoelettrico (1966) e poi un turbogas (1975).
Gli anni Settanta vedono
grandi cambiamenti nel settore delle municipalizzate.
Nel 1971 AMETAG Parma
trasferisce i servizi di igiene ambientale ad AMNU e assume la denominazione
AMPS, Azienda Municipalizzata Pubblici Servizi, mentre l’anno seguente a
Piacenza nasce l’Azienda Municipalizzata Nettezza Urbana, per svolgere servizi
ambientali e gestire la discarica localizzata nell’area di Borgotrebbia. AMNU
Piacenza, nel 1975 assume anche la gestione dell’acquedotto comunale.
Il 1°
gennaio 1974 i Comuni della Provincia di Reggio Emilia costituiscono il
Consorzio Intercomunale Gas Acqua, avente come scopo, mediante l’Azienda
Consorziale AGAC, la gestione dell’impianto e dell’esercizio dei servizi di
produzione, acquisizione e distribuzione del gas e distribuzione dell’acqua per
usi civili, usi industriali, artigianali e agricoli.
Dagli anni Ottanta, AEM
Torino muta la propria denominazione sociale e diviene Azienda Energetica
Municipale ed inizia ad operare nel settore della cogenerazione e del
teleriscaldamento: vengono progressivamente realizzati gli impianti di Le
Vallette (1982), Mirafiori Nord (1988) e Torino Sud (1994), destinato a
riscaldare un Torinese su tre.
A Piacenza, AMNU estende la propria attività
nel campo dei rifiuti industriali e della consulenza ai Comuni della Provincia
per la gestione degli acquedotti e dei depuratori e, nel 1988, assume la
denominazione di Azienda Servizi Municipalizzati.
E’ durante lo stesso
decennio che AMGA sviluppa l’attività nel settore della gestione integrata dei
servizi a rete e inizia ad operare in diversi comuni dell’hinterland genovese,
proprio mentre AGAC Reggio Emilia si concentra nell’estensione dei servizi di
base gas e acqua, con l’obiettivo di coprire i bisogni provinciali. Sempre in
quegli anni promuove lo sviluppo del servizio di depurazione e la
diversificazione dei servizi di teleriscaldamento e cogenerazione.
Con gli
anni Novanta, AEM Torino, dopo aver acquisito la gestione degli impianti di
illuminazione pubblica (1986), in qualità di operatore energetico, provvede
anche alla gestione dei semafori (1991) e degli impianti termici (1994) ed
elettrici (2000) negli edifici comunali cittadini.
Nello stesso periodo, i 45
Comuni della provincia di Reggio Emilia costituiscono AGAC, Consorzio per la
gestione di servizi energetici e ambientali, che diventa la più importante
azienda per l’ambiente reggiano nei settori acquedottistici ed energetici. E’
nel 1996 che AGAC estende la propria attività anche al settore ambientale,
acquistando l’Azienda Consorziale Igiene Ambientale e gestendo così anche il
ciclo completo dei rifiuti.
Sempre nel corso del 1996 ASM Piacenza avvia la
costruzione di un impianto di termovalorizzazione dei rifiuti ed estende il
proprio raggio di azione territoriale sia per ciò che riguarda il ciclo dei
rifiuti sia per il ciclo delle acque.
In questi anni, le Aziende del settore
si trasformano in Società per Azioni, primo passo verso la quotazione in Borsa.
Nel 1995, è AMGA la prima che si trasforma in S.p.A. a capitale misto
pubblico-privato ed acquisisce dal Comune di Genova la gestione dei servizi di
depurazione delle acque: l’anno seguente sbarca a Piazza Affari.
Nel 1997
tocca ad AEM Torino che acquisisce la nuova denominazione di Azienda Energetica
Metropolitana Torino S.p.A, mentre dal 1° dicembre 2000, è quotata in
Borsa.
Nel 1999 è AMPS che diventa società per azioni ed acquisisce da AMNU
Parma il ramo d’azienda dei servizi di fognatura e depurazione delle acque,
oltre che la gestione delle attività di raccolta, spazzamento e trasporto dei
rifiuti.
Successivamente alla trasformazione in S.p.A., avvenuta nel dicembre
2000, ASM Piacenza assume il nome di TESA, ed il Comune cede una quota pari al
40% del capitale a Camuzzi-Gazometri, che a sua volta, nel 2003, cede il
pacchetto azionario ad AGAC.
Nel 2001 è AGAC Reggio Emilia a divenire Società
per Azioni a totale capitale pubblico.
Nello stesso periodo, al fine di
incrementare la propria presenza sul mercato elettrico, AEM Torino acquisisce
prima la rete di distribuzione urbana ex Enel di Torino (2002) e poi, con altri
partner, l’ex gen.co Edipower.
Nel 2005, AEM Torino inaugura un nuovo gruppo
a ciclo combinato da 400 MW nella centrale di Moncalieri, realizzando il
progetto di sviluppo del teleriscaldamento Torino Centro che fa del capoluogo
sabaudo la città più teleriscaldata d’Italia. Parallelamente si avvia il
repowering dell’esistente gruppo termoelettrico che entrerà in servizio nel
2008.
Nel 2006, AMGA raggiunge l’obiettivo di unire i tre principali gestori
del servizio idrico dell’ATO Genovese (Genova Acque, De Ferrari Galliera e
Nicolay) e crea Mediterranea delle Acque.
La metà del decennio vede nel
nostro Paese l’avvio della fase delle grandi aggregazioni tra le multiutility:
nel 2005, dall’unione tra AGAC Reggio Emilia, AMPS Parma e Tesa Piacenza nasce
Enìa, che si quota in Borsa nell’estate del 2007, mentre il 31 ottobre 2006,
dalla fusione tra AEM Torino ed AMGA Genova, nasce Iride.


Un comunicato stampa
del Forum italiano dei movimenti per l’acqua rilancia l’inchiesta di
Altreconomia su F2i, “Il fondo onnivoro”, attivo anche sul fronte della
privatizzazione del servizio idrico integrato

“Con la privatizzazione, possono diventare azionisti
delle società di gestione del servizio idrico integrato anche soggetti i cui
capitali sono di provenienza ‘occulta’.
Un esempio significativo è
quello di F2i, il Fondo italiano delle infrastrutture, già socio della
multiutility quotata Iren”.
Con queste parole il Forum Italiano dei
Movimenti per l’Acqua commenta l’inchiesta “Il
fondo onnivoro”
, pubblicato dalla rivista Altreconomia: “F2i – spiega
l’articolo – è un Fondo di investimento che raccoglie ‘risparmio’ dai soci
(sponsor) e da altri soggetti (Limited Partners), e lo investe in società
quotate o no”. Tra gli sponsor del fondo, che ha una dotazione di quasi 1,9
miliardi di euro ed è amministrato da Vito Gamberale, figurano Cassa depositi e
prestiti, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Merrill Lynch, Fondazione Mps, Fondazione
Crt e altre fondazioni bancarie.
Accanto agli sponsor, che hanno
sottoscritto 938 milioni di euro, ci sono 906 milioni di euro sottoscritti da
40 soggetti definiti “Limited Partners”, i cui nomi sono avvolti nella nebbia.

Tra questi, scrive Altreconomia, ci sarebbero “la Cassa previdenziale dei
periti industriali (Eppi), quella dei ragionieri e periti commerciali e la Cassa
nazionale di previdenza e assistenza forense (avvocati), che ha sottoscritto 60
milioni di euro”. Gli altri 37 nomi di Limited Partners, spiega la rivista, sono
sconosciuti. “La trasparenza non è d’obbligo – scrive Altreconomia -, nemmeno
per una società che si propone come azionista dei gestori dei nostri servizi
pubblici locali”, fra i quali il servizio idrico.
F2i, inoltre, è socia
della multiulity Iren, e quindi indirettamente anche di numerosi enti locali. I
più importanti tra questi sono i Comuni di Torino, Genova, Reggio Emilia, Parma
e Piacenza. Amministrazioni che, con il Fondo, hanno sottoscritto un accordo che
prevede “un programma di partecipazione alle future gare ad evidenza pubblica
per l’assunzione di partecipazioni ovvero la gestione di ulteriori ambiti
territoriali”, e un patto parasociale che prevede che F2i possa esprimere 3
consiglieri d’amministrazione su 9 nella società congiunta, San Giacomo, con
potere di esercitare veto nell’approvazione di determinate delibere, anche in
merito alla modifica di alcune voci finanziarie del piano industriale e del
budget.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, attivo in tutte le
città interessate in vista dello svolgimento del referendum abrogativo per la
ripubblicizzazione dell’acqua, preoccupato per il ruolo che questo Fondo potrà
svolgere nel momento in cui il mercato dei servizi idrici sarà aperto alle gare
di appalto, chiede ai consigli comunali degli enti locali che hanno sottoscritto
questi accordi com’è possibile che abbiano accettato come socio un soggetto
senza sapere chi ci ha messo i capitali. Uno schiaffo alla democrazia.



Parma, stop
all’inceneritore di Iren

 

Sulla carta, il
progetto riguardava la costruzione di un “Polo ambientale integrato per la
gestione dei rifiuti”.
Nella pratica, il cantiere di Ugozzolo, alle
porte di Parma, si sarebbe trasformato in un inceneritore. “Gli operai sono già
al lavoro” scrivevamo nell’aprile del 2010, nell’articolo “Prosciutti
affumicati”
. Da ieri (30 giugno 2011, ndr), però, gli operai
non sono più al lavoro: “È di questi minuti la decisione del comune di Parma di
procedere a porre i sigilli al cantiere di Ugozzolo, dove è in corso di
costruzione l’inceneritore di Parma -ha scritto in un comunicato il “Coordinamento gestione corretta
rifiuti” (Gcr)
, nato nel 2006 contro l’approvazione di un “Piano provinciale
di gestione dei rifiuti” che prevedeva la realizzazione dell’inceneritore, un
impianto dal costo di (almeno) 180 milioni di euro. I sigilli al cantiere sono
arrivati per un presunto abuso edilizio. Il cantiere non sarebbe autorizzato:
“L’abuso edilizio non è stato chiarito da parte di Iren che non ha prodotto
alcun documento che comprovi la liceità del cantiere -spiega Gcr nel
comunicato-. Ci giunge notizia che la giunta comunale abbia deliberato in tal
senso, dopo attento esame delle ‘carte’. L’azione è del resto un obbligo da
parte dell’ente pubblico di fronte ad una segnalazione puntuale da parte dei
cittadini”. Nei giorni scorsi il Coordinamento aveva inviato una lettera aperta
all’assessore all’Urbanistica del Comune di Parma Francesco Manfredi, esprimendo
la propria approvazione per “la sua risposta all’interrogazione del consigliere
Massari sull’intenzione di chiarire entro la settimana il perché dell’assenza di
concessione edilizia per il Polo ambientale integrato di Parma. È urgente e
doveroso -continua la lettera- fornire un chiarimento alla cittadinanza su un
cantiere che gira su cifre ben più consistenti di quanto si stia discutendo in
questi giorni nella triste vicenda degli appalti al verde pubblico.
Qui si
parla di centinaia di milioni di euro. Come lei ben sa ci sono 6 esposti che
giacciono in procura su presunte irregolarità rilevate su diversi aspetti
connessi alla costruzione dell’inceneritore di Ugozzolo. Uno di essi è appunto
legato ad un appalto di 43 milioni di Euro per le opere civili, gara pubblica
europea a cui si è presentato un solo concorrente, la cooperativa CCC di
Bologna.
Il fatto che nell’inchiesta Green Money sia coinvolto un dirigente
del comune che ha firmato quasi tutte le delibere dell’inceneritore, che sia
coinvolto anche il direttore generale di Enia Parma e che il procuratore
Laguardia abbia definito Enia come ‘la mucca da mungere’, ci fa tremare solo al
pensiero di cosa possa essere accaduto attorno al cantiere di Ugozzolo”. Il
riferimento è, ovviamente, allo scandalo corruzione che ha coinvolto
l’amministrazione comunale, oggetto anche di una dura presa di
posizione di Avviso pubblico
, l’associazione che riunisce
gli Amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la
cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica
amministrazione e sui territori da essi governati, cui è associato anche il
Comune di Parma. Sabato 2 luglio, dalle 9.30, è prevista a Parma una
manifestazione pubblica davanti al cantiere di Ugozzolo.


La procura di Parma conferma l’indagine sull’ex  AD DI ENIO VIERO 



VENERDI 7 SETTEMBRE Ore 16 – Il procuratore capo Laguardia conferma che l’allora
amministratore delegato di Enìa Andrea Viero è indagato per abuso d’uffico
nell’inchiesta aperta sull’inceneritore di Parma.

Il
reato è ipotizzato perché, spiega Laguardia, “riteniamo che essendo Enìa una
società partecipata, il suo amministratore è un pubblico ufficiale”. Il reato
contestato riguarda un appalto da 5,3 milioni assegnato da Enìa ad Hera per la
progettazione di una parte del polo ambientale di cui fa parte anche il
termovalorizzatore. Secondo la Procura, l’appalto, che è stato assegnato in
maniera diretta, avrebbe dovuto invece essere sottoposto a gara pubblica. “Ciò è
comprovato – prosegue Laguardia – dal fatto che per tutti gli altri appalti Enìa
ha fatto le gare mentre l’unico assegnato direttamente è quello ad Hera”. Sui
nomi degli altri indagati, Laguardia dice: “Non commento, quindi non confermo né
smentisco i nomi che non sono stati divulgati da questo ufficio”.

Il
procuratore chiarisce che la richiesta di sequestro preventivo avanzata dal pm
Roberta Licci, su cui il gip Maria Cristina Sarli si esprimerà nei prossimi
giorni, è stata motivata anche da una seconda ipotesi di reato riguardante una
“violazione urbanistica”. Il procuratore capo fa notare che la sentenza del Tar
che ha dato ragione alla multiutility sull’abuso edilizio denunciato dal Comune,
“non costituisce pregiudiziale in un processo penale”. Per il reato di abuso
edilizio “sono indagati i responsabili del cantiere”.
Ore 10 – L’ex presidente
di Enìa Andrea Allodi spiega i motivi che portarono la multiutility e le
istituzioni del territorio all’idea di costruire l’impianto di Ugozzolo. Per
Allodi, la scelta del forno metterebbe al riparo la città dal rischio di dover
spedire i rifiuti al’estero con un conseguente aumento dei costi di smaltimento.
“La Conferenza dei servizi ha imposto che le emissioni fossero a livelli
inferiori rispetto alle normative europee su cui sono tarate le emissioni della
maggior parte degli impianti funzionanti in Germania, Svizzera, Olanda. Ricordo
inoltre che l’impianto doveva avere un impatto ambientale positivo sul
territorio grazie alla forte espansione del sistema di teleriscaldamento”.

Allodi sottolinea che “dal 2003 ad oggi la raccolta differenziata è
salita da meno del 20% al 50% a Parma e al 60% in provincia. Tali valori sono
confrontabili con le eccellenze europee riferite a realtà comprendenti grandi
insediamenti urbani”. Infine, Allodi precisa che la Regione, con il progetto
Moniter, sta monitorando gli aspetti sanitari “in modo serio ed approfondito e
ad oggi non è emerso alcunchè”, oltre al fatto che “l’Istituto superiore di
sanità ha partecipato al progetto di Parma così come l’allora direttore generale
del ministero dell’ambiente Clini, oggi Ministro”.

“Termovalorizzatore:
Parma ha bisogno di chiarezza” di Roberto Ghiretti


Giovedì 6
settembre
“Il reato contestato non è legato a furti o tangenti, al
più si parla di procedure. Il massimo che viene addebitato al direttore generale
di Iren (Andrea Viero) è di avere affidato, invece di progettare tutto dentro ad
Iren, un pezzo di questa progettazione ad una azienda peraltro concorrente.
Quindi non credo che abbia fatto qualcosa di penalmente rilevante – commenta il
sindaco di Reggio Graziano Delrio – Lo stesso vale per il presidente della
Provincia e il sindaco di Parma: hanno usato procedure che si usano da tempo. In
un paese normale se c’è una questione di interpretazione della legge si cerca di
interpretare la legge, non si mette sotto accusa chi ha applicato quella che
ritiene la legge vigente. C’è anche una sentenza del
Tar”.

Iren ha scelto, intanto, come legale Carlo
Federico Grosso, penalista di lungo corso, già membro del Csm, primo difensore
di Anna Maria Franzoni nel processo di Cogne, avvocato nel processo sulla strage
di Bologna e avvocato di parte civile per 32mila risparmiatori investiti dal
crac Parmalat. La priorità per la multiutility è evitare il sequestro del forno,
infatti l’eventuale conferma del sequestro e l’avvio di un processo potrebbero
costare sulla carta oltre 40 milioni di euro a Iren, comprensivi degli utili
legati al funzionamento del forno, oltre ai 20 milioni di euro di finanziamento
europeo che svanirebbero qualora l’inceneritore non dovesse aprire i battenti
entro fine anno.

Mercoledì 5 settembre
L’ad di Iren Ambiente Andrea Viero, con una nota scritta, fa sapere
di non aver ricevuto atti di indagine a suo carico e ribadisce la correttezza
dell’operato della multiutility, oltre a ricordare le gravi ripercussioni che il
processo di smaltimento dei rifiuti subirebbe a Parma in caso di sequestro
dell’impianto.

“Dalle notizie apparse in questi giorni sulla stampa
abbiamo appreso dell’indagine della Procura della Repubblica di Parma e dei
presunti reati in merito alla realizzazione del Polo Ambientale Integrato (PAI)
– scrive Viero – Fermo restando che si tratta di indiscrezioni di cui non
abbiamo nessuna conoscenza precisa e diretta, non avendo ricevuto nessun atto in
merito, riteniamo opportuno sottolineare la convinzione nella correttezza del
nostro operato, fondato sull’applicazione delle previsioni normative nazionali e
regionali e delle prescrizioni autorizzative. Non nutriamo preoccupazioni, nel
caso i reati ipotizzati dalle testate giornalistiche dovessero essere realmente
contestati, poiché riteniamo di poter dare, anche nelle sedi opportune,
compiutamente conto della legittimità di ogni singolo passaggio di questo
progetto così articolato e complesso”.

“Le indiscrezioni, peraltro
confuse, riportate dalla stampa sul supposto reato di abuso d’ufficio non sembra
possano essere correlate ad una presunta richiesta di sequestro preventivo.
Stupiscono, infatti, i riferimenti all’affidamento della progettazione del Pai
ad Hera con violazione dei principi della trasparenza e della concorrenza. Con
Hera è attivo dal 2008 un accordo di collaborazione che ha consentito di poter
mettere in campo scambi di assistenza tra soggetti tecnicamente esperti e
competenti; una collaborazione attivata anche sul Pai e passata indenne alle
valutazioni dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici – prosegue
Viero – Stupiscono anche le supposte contestazioni dell’affidamento ad Iren
Emilia del servizio di raccolta rifiuti, avvenuto, come nel resto della Regione,
in base all’art. 16 della Legge Regionale 25/99. Una legge che ha portato, per
ogni territorio provinciale, ad individuare e salvaguardare, sulla base delle
previsioni normative, le cosiddetta gestioni industriali. Nel 2004 in provincia
di Parma, proprio sulla base di questa normativa, fu salvaguardata anche
Oppimitti Srl. La medesima legge inoltre prevedeva che con i gestori
salvaguardati fosse stipulata apposita convenzione per il periodo transitorio,
che poteva arrivare fino a 10 anni, senza costituire nuovo
affidamento”.

“Stupisce,
infine, che si parli di illegittimo affidamento della realizzazione del PAI dal
momento che la costruzione del sistema impiantistico non è stata frutto di un
affidamento, ma di un’intesa in base all’art. 18 della L.R. n. 20/2000 che
prevede la possibilità per gli enti locali di stipulare accordi con soggetti
privati per la realizzazione di progetti di rilevante interesse per la comunità
locale. Ancor di più se si considera, così come ha fatto la Commissione Europea,
che il progetto del Pai è totalmente autofinanziato dal gruppo Iren – sottolinea
Viero – In relazione al supposto abuso edilizio, al quale potrebbe essere
correlata la richiesta di sequestro preventivo, la nostra tranquillità deriva
anche dalla recente sentenza n. 41/2012 del TAR (passata in giudicato) con la
quale il competente Giudice Amministrativo ha espressamente confermato la
regolarità dell’iter autorizzativo adottato ed ha riconosciuto che il permesso
di costruire è stato rilasciato nell’ambito della procedura autorizzativa e di
Via (Valutazione di Impatto Ambientale) sulla base delle norme nazionali e
regionali in materia di Valutazione di Impatto Ambientale le quali definiscono
che la Via comprende e sostituisce tutte le autorizzazioni, concessioni,
licenze, pareri, nulla osta o assensi necessari per la realizzazione del
progetto”.

“Poco comprensibile sarebbe che il presunto reato di abuso
edilizio potesse essere connesso al mancato pagamento degli oneri di
urbanizzazione, non si sa come calcolati dalle testate giornalistiche in circa
430.000 euro, quando gli impegni assunti dal Gruppo Iren hanno visto la
corresponsione di circa 12 milioni di euro a titolo di opere di compensazione
ambientale a favore del Comune di Parma e di altri quattro Comuni confinanti –
conclude l’ad di Iren – L’ipotesi avanzata dalla stampa che, nelle more degli
accertamenti del caso da parte della Magistratura, il cantiere possa essere
sottoposto a sequestro in via cautelare, pur a fronte della consapevolezza di
poter dimostrare di aver correttamente agito secondo le disposizioni di legge,
riteniamo sollevi non poche preoccupazioni. Vanno infatti considerati con
estrema attenzione: il problema dello smaltimento dei rifiuti che si genererebbe
per la provincia di Parma a partire dall’inizio del prossimo anno dato il venir
meno delle convenzioni di smaltimento in essere; i danni che l’interruzione dei
lavori di realizzazione produrrebbe, anche in considerazione dello stato di
avanzamento, dei consistenti investimenti e dei piani di sviluppo del gruppo
Iren nel settore ambientale; e, non da ultimo, gli effetti occupazionali
connessi al temporaneo fermo del cantiere che ad oggi occupa mediamente 280
persone al giorno e che potrebbe anche mettere in seria difficoltà alcune
imprese coinvolte”.

Martedì 4 settembre
Spuntano
i primi nomi degli iscritti nel registro degli indagati per la vicenda
dell’inceneritore di Parma. Si tratta dell’ex sindaco di Parma Elvio Ubaldi e
del direttore generale di Iren Andrea Viero. Tredici le persone indagate in
tutto nell’inchiesta avviata dalla Guardia di finanza dopo gli oltre 10 esposti
presentati dalle associazioni contrarie al progetto dell’inceneritore.
Nell’elenco figura anche Emanuele Moruzzi, ex responsabile del Servizio ambiente
del Comune di Parma che a giugno 2011 era finito in manette nell’ambito
dell’inchiesta Green Money; quello all’Urbanistica Ivano Savi, arrestato pochi
mesi dopo con la moglie con l’accusa di concussione; Andrea Allodi, ex
presidente di Amps ed Enìa; Gabriele Alifraco, dirigente dell’ufficio Ambiente
della Provincia di Parma.

Nel mirino della Procura sia l’iter di approvazione
dell’impianto sia l’affidamento della raccolta rifiuti a Iren (ex Enìa) senza
una gara ad evidenza pubblica. Tra il 2004 e il 2006 era stato proprio Ubaldi,
sindaco e presidente di Ato, ad affidare alla società senza gara d’appalto lo
smaltimento dei rifiuti dei Comuni della provincia per 10 anni. “Non ho ricevuto
alcuna notifica – ha detto l’ex sindaco – E non capisco la ragione, la cosa mi
risulta strana”.

I legali della multiutility confidano in una soluzione
positiva almeno per quanto riguarda la questione dell’abuso edilizio. Il
problema, infatti, è stato già affrontato nelle diverse fasi del ricorso al Tar
di Parma contro il Comune e si è risolto con una sentenza favorevole a Iren,
diventata definitiva perché il commissario Ciclosi ha deciso di non impugnarla
davanti al Consiglio di Stato. Secondo i giudici, con l’approvazione del Piano
ambientale integrato in sede di Conferenza dei servizi, il Comune avrebbe dato
implicitamente a Iren il permesso di costruire. Di diverso avviso la Procura,
per cui Iren, avviando i lavori senza concessione edilizia, avrebbe risparmiato
420mila euro di oneri di urbanizzazione da corrispondere al
Comune.

Intanto il Movimento 5 Stelle è al lavoro sull’alternativa
all’inceneritore: “La presenteremo tra qualche settimana e sarà pronta entro la
fine dell’anno – sottolinea il capogruppo Marco Bosi – Nostro obiettivo è
arrivare alla raccolta differenziata porta a porta in tutta la città nel
2013”.
“Spetterà alla magistratura fare il suo corso e sarà il Gip
a pronunciarsi sul sequestro preventivo del cantiere di Ugozzolo, ma ora più che
mai occorre ripensare al ruolo delle multiutility che gestiscono i servizi
pubblici”. L’assessore Folli sottolinea come all’interno delle multiutility ci
siano figure scelte perchè appartenenti al mondo della politica, non per
competenze in merito. Folli ribadisce la richiesta di dimissioni del
vicepresidente Iren Villani, perchè “è impensabile avere ancora un
vicepresidente nominato dalla giunta precedente e con competenze discutibili in
materia”.

“Occorre rivedere il piano gestione rifiuti, il Comune di Parma
farà la sua parte ma occorre un dialogo tra Provincia, Regione, come per
l’individuazione di siti e impianti di smaltimento, scelte non di competenza del
Comune”. Folli si focalizza sull’importanza di evitare un conflitto di interessi
tra chi si occupa della raccolta differenziata e chi la smaltisce e ritiene
necessaria una netta separazione dei compiti. Il Comune ha predisposto un piano
di raccolta porta a porta dell’organico che partirà entro il 2012 nel centro
storico per poi estendersi a tutti i quartieri della città nel 2013.

“Inceneritore
Parma, avevamo ragione noi” del Comitato Gcr


Lunedì 3
settembre

Per il sindaco di Parma Federico Pizzarotti la
richiesta di sequestro preventivo del cantiere dell’inceneritore è stata un
sollievo. Iren, infatti, voleva accenderlo a tutti i costi ma il Movimento 5
Stelle aveva giocato tutte la campagna elettorale sul “no” al
termovalorizzatore. Le numerose richieste di penali che il Comune non avrebbe
potuto pagare, tuttavia, rischiavano di rendere la situazione molto complicata
per i grillini.

Beppe
Grillo ha appreso la buona novella proprio a fianco del sindaco di Parma alla
festa 5 Stelle di Brescia. “Finalmente si comincia a ragionare in un altro modo
rispetto al metodo dell’incenerimento dei rifiuti – ha commentato il comico – Si
sono rotti i giochini che rovinano la salute, con i milioni di euro che si
sprecano per le multiutility comunali”.

La minoranza in municipio ha
proposto un consiglio comunale monotematico sul caso e il primo cittadino
Pizzarotti ha dichiarato: “Sono anni che segnaliamo le irregolarità del
cantiere, ma aspettiamo di conoscere i dettagli. La cosa certa è che ora anche
la Provincia dovrà decidersi a valutare una nuova proposta”.

Dopo che il
ministro Clini, a Montecchio, ha espresso preoccupazione per i finanziamenti
pubblici percepiti da Iren per la costruzione dell’inceneritore di Parma, i
consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Parma (Marco Bosi), Reggio
(Matteo Olivieri), Piacenza (Mirta Quagliaroli), Torino (Vittorio Bertola) e
Genova (Paolo Putti) domandano: “Un ministro dell’Ambiente, che oltretutto è
anche medico, non pensa sia più opportuno occuparsi di salute pubblica e non
degli incentivi che potrebbe perdere un azienda privata che ha costruito un
impianto sotto inchiesta da parte della magistratura. Da parte nostra crediamo
che non ci possano essere deroghe alla legalità e che la magistratura deve
procedere nel suo lavoro per fare piena luce sui fatti”.

“Non è più tempo
di scendere a patti con gli interessi economici a discapito della salute dei
cittadini e la recente vicenda dell’Ilva di Taranto dovrebbe essere da monito a
tutti noi affinchè certe situazioni non si ripetano, a maggior ragione in un
area come la nostra vocata alle produzioni agro-alimentari di pregio – scrivono
i grillini – Ricordiamo che gli incentivi pubblici (certificati verdi) cioè
provenienti da tasse dei cittadini, percepiti da Iren di cui accenna il Ministro
sono legati per lo più alla combustione di fanghi da depurazione che anziché
essere bruciati e produrre emissioni inquinanti, potrebbero essere trattati in
modo più ambientalmente sostenibile e impiegati per produrre biogas (anch’esso
finanziabile) in fase di bioessicazione”.

“Su molti
documenti e iter che hanno portato alla creazione dell’inceneritore c’è la mia
firma, visto che dal 2008 in poi ho ricoperto la carica di ad di Enìa arrivando
nel 2010 ad occupare la stessa carica anche in Iren Ambiente. Non mi stupirei
quindi se tra gli indagati ci fosse il mio nome”. E’ quanto dichiara Andrea
Viero, direttore generale di Iren dal luglio 2010. Non è stato emesso ancora
alcun avviso di garanzia, né sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali da
parte della procura, le voci sugli indagati però si stanno moltiplicando ed è
stato fatto anche il nome di Viero, il quale, dopo l’incontro con gli avvocati,
fa sapere: “Nei prossimi giorni sceglieremo la strategia da seguire”.

“Le sentenze del Tar parlano chiaro e sono certe, la richiesta
del pm al momento è una richiesta. Nutriamo la massima fiducia nell’azione dei
giudici – ha commentato il sindaco di Reggio Graziano Delrio – Dico a Pizzarotti
che sull’inceneritore bisogna trovare soluzioni possibili e realistiche anziché
procedere attraverso la magistratura. Dopo di che, sia chiaro: le scelte
compiute negli anni passati dall’Ato di Parma riguardano Parma e
basta”.

La questione Iren rischia di avere importanti ripercussioni
finanziarie ed economiche. Prima di tutto in Borsa, poi ci sono i 20 milioni di
euro di finanziamento europeo che potrebbero saltare qualora entro fine anno
l’inceneritore di Ugozzolo dovesse chiudere i battenti, e ancora, i 6,541
milioni di utile netto che l’ex Enìa ha già previsto per il 2013 legati al
funzionamento dell’inceneritore, seguono i 12,925 milioni inseriti nel programma
economico e calibrati sul 2014. Senza dimenticare i quasi 28 milioni di euro che
la multiutility ha chiesto a titolo di risarcimento al Comune di Parma per il
blocco dei lavori di 3 mesi del cantiere. Cifre che Iren contava di incassare,
necessarie per risollevare il bilancio che vede livelli di indebitamento da
record, ma che dopo la richiesta avanzata dalla Procura di Parma rischiano di
perdersi nel nulla.

“Sel
e Idv contro inceneritore, il Pd con il camino in mano” del Comitato
Gcr

“Parma,
l’Idv contro l’inceneritore” di Liana Barbati (consigliere regionale
Idv)

Sabato 1 settembre

Lo scorso 30 luglio
la Procura di Parma ha chiesto il sequestro preventivo del cantiere
dell’inceneritore di Ugozzolo, richiesta inoltrata dal pm Roberta Licci. Ora la
decisione spetta al giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Sarli. I
reati ipotizzati sono abuso edilizio e abuso d’ufficio. Nel mirino i vertici di
Iren, che ha in carico i lavori, e i dirigenti di Comune e Provincia. Massimo
riserbo sui nomi.

L’abuso edilizio si configura perché il cantiere sarebbe
stato avviato in mancanza della concessione edilizia del Comune, al quale non
sarebbero stati pagati gli oneri di urbanizzazione. Il cantiere è rimasto
bloccato per mesi, finché il Tar non ha messo la parola fine alla querelle dando
ragione alla multiutility, che ora ha chiesto un risarcimento danni di 28
milioni di euro per il periodo di inattività. Per quanto concerne l’abuso
d’ufficio, si ipotizza che l’assegnazione dell’appalto sia avvenuta senza indire
una gara pubblica.

Iren fa sapere di aver “piena fiducia nell’operato
della magistratura”. Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ha dichiarato: “Noi
rispettiamo le fasi esecutive della giustizia che sono sacrosante, aspettiamo la
decisione del giudice con serenità, senza esultanze o proclami. Tuttavia le
irregolarità al centro dell’indagine, come l’abuso edilizio, le abbiamo sempre
denunciate”. L’assessore all’Ambiente Folli è soddisfatto: “Di certo non si può
parlare di notizia inattesa, era quasi agognata. La Procura era al lavoro da
tanto tempo, mi aspettavo che prima o poi saltasse fuori qualcosa. Adesso è
presto per fare commenti, non è ancora dato di sapere molto. E’ un bel momento
per fare chiarezza su una vicenda che ha molte ombre”. Prudente il presidente
della Provincia Vincenzo Bernazzoli, che ha sempre appoggiato il progetto
dell’inceneritore: “Non ritengo, allo stato, di formulare commenti nel dettaglio
onde non interferire con le valutazioni che dovrà fare la competente autorità
giudiziaria, il cui operato deve comunque essere rispettato da ogni istituzione
ovvero, se del caso, contestato solo nelle sedi proprie. Allo stato ritengo
comunque che gli uffici della Provincia, per quanto di propria competenza,
abbiano agito nel rispetto della legge, come peraltro confermato da due
successive sentenze del Tar di Parma”.

“Sequestro
inceneritore Parma, la verità sul forno comincia a fare breccia” del Comitato
Gcr

“Sequestro
inceneritore Parma, l’inchiesta fa giustizia di anni di denunce” di Matteo
Olivieri (Reggio 5 Stelle)

“Tra i
principi e i valori cardine dell’Italia dei Valori vi è senza dubbio il rispetto
della legalità e delle istituzioni, tra cui la magistratura. Sia a livello
nazionale, con i tanti processi che hanno riguardato la classe politica
corrotta, sia a livello locale, con le inchieste green ed easy money, siamo
sempre stati dalla parte di chi rappresenta quell’organo indipendente
fondamentale per uno Stato di diritto, i magistrati. Anche in questa occasione,
l’Italia dei Valori di Parma si schiera senza se e senza ma al fianco della
Procura di Parma in merito al sequestro preventivo del cantiere
dell’inceneritore per far luce su una vicenda da sempre poco chiara”. Questo il
commento dell’Italia dei Valori di Parma, che ha voluto esprimere massima
appoggio alla Procura.

“I responsabili di questi reati, – prosegue la
nota – abuso d’ufficio e abuso edilizio, qualora si rivelassero veritieri,
dovranno inevitabilmente pagare non solo dal punto di vista legale, per quello
ci penseranno gli organi competenti, ma dovranno pagare le conseguenze politiche
delle loro scelte, vale a dire rassegnare inevitabilmente le proprie
dimissioni”.


http://24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=Inceneritore+di+Parma%2C+i+pm+chiedono+il+sequestro&idSezione=40806

 

LA COMMISSIONE REGIONE SICILIA ANTIMAFIA HA CHIAMATO IL PROFESSORE per…………….

COMMISSIONE REGIONE SICILIA ANTIMAFIA

Seduta n. 86 del 12.06.12 XV Legislatura

Presidente: Speziale Calogero (PD).

• Marrocco Livio (FLI).


• Corona Roberto (PDL).


• Cordaro Salvatore (PID-CANTIERE POPOLARE).


• Caputo Salvino (PDL).


• Calanducci Francesco (MPA-ALLEATI PER IL SUD).


• Nicotra Raffaele (UDC Unione Di Centro).

IL PRESIDENTE comunica che la presente audizione è stata richiesta dal dott. Gaspare Portobello al fine di interloquire con i componenti della Commissione regionale antimafia in merito all’indagine della Commissione prefettizia su presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nell’amministrazione comunale del comune di Isola delle Femmine.

Il dott. Gaspare Portobello, sindaco del Comune di Isola delle Femmine, ricorda la propria vittoria alle elezioni del giugno  del 2009  contro  il sig. Stefano Bologna, già sindaco del comune di Isola delle Femmine, grazie anche ad una campagna elettorale focalizzata sulla legalità.

 
Evidenzia l’attività dell’attuale amministrazione incentrata sul contrasto alla mafia, a tal riguardo cita la costituzione di  parte civile  dell’amministrazione contro  il  sig.  Pietro  Bruno, noto affiliato ad una cosca mafiosa locale. Ricorda inoltre l’impegno dell’amministrazione in materia di assegnazione dei beni confiscati alla mafia, cita ad esempio l’assegnazione di un bene appartenuto allo   stesso   sig.  Pietro  Bruno alla compagnia locale dei carabinieri. Evidenzia infine l’opposizione del Comune di Isola delle Femmine, in sede giurisdizionale, alla richiesta del sig. Bruno di spostare un’isola ecologica attualmente ubicata nei pressi della sua abitazione.

Elenca alcuni atti amministrativi emanati dall’amministrazione in materia di licenze  edilizie  che attesterebbero la volontà dell’amministrazione comunale di perseguire l’interesse pubblico in luogo di interessi particolaristici e/o legati alla criminalità.

L’on. CORDARO ricorda la sua visita nel comune di Isola delle Femmine, si rammarica della situazione di esasperata tensione politica trovata all’interno di alcuni gruppi organizzati. Chiede quindi al sindaco di spiegare i motivi della richiesta di accesso agli atti perpetrata dalla Commissione prefettizia.

Il dott. Gaspare Portobello risponde di non conoscere i motivi che hanno spinto la Commissione prefettizia ad acquisire alcuni atti amministrativi emanati dagli uffici del comune, ribadisce tuttavia di essere costernato da tale richiesta poiché afferma di avere sempre lottato contro la mafia e di avere promosso, in tutte le sue forme, la legalità tra i cittadini di Isola delle Femmine. Ricorda con estremo rammarico la mancanza dei rappresentanti delle istituzioni in occasione dell’inaugurazione di un ‘giardino della legalità’ durante la commemorazione per il ventennale della strage di Capaci, teme che tale boicottaggio possa essere stato causato dalle indagini intraprese dalla Prefettura di Palermo.

Chiede alla Commissione regionale antimafia di vigilare ed indagare sulla  presenza di eventuali forze criminali che potrebbero, in  un prossimo futuro, inquinare l’attività amministrativa del comune.

Il PRESIDENTE dichiara di comprendere il rammarico del sindaco per la situazione venutasi a creare, purtuttavia puntualizza la necessità di aspettare i risultati a cui giungerà la Commissione prefettizia, esprime quindi fiducia nell’operato degli organi dello Stato.

Non avendo altri chiesto di parlare, il PRESIDENTE dichiara chiusa la seduta.

http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaAction=showDoc&id=3

Alune considerazioni sul contenuto delle dichiarazioni del PROFESSORE :

Intanto è opportuno precisare che Lei PROFESSORE è stato convocato in audizione  dalla Commissione Regionale ANTIMAFIA a seguito  degli accertamenti effettuati  dal Comando provinciale dei Carabinieri di  Palermo  su alcuni atti dell’amministrazione. 
Quindi molto ma molto probabilmente la Sua audizione non ha alcun collegamento diretto con l’insediamento della Commissione Prefettizia di accesso agli atti. Come dire: sono due “filoni di indagine” indipendenti che probabilmente saranno destinati a riunirsi.

PERMETTA professore ENTRARE nel merito delle Sue dichiarazioni:

Pensi PROFESSORE che il Suo collega di Campobello di Mazara ragioniere oltre che SINDACO si inaugurava LUI i beni che si confiscava.

LUI che diceva di combattere per la legalità e contro la mafia, andandosene però in giro a fare favori ai mafiosi e magari a scusarsi se ogni tanto doveva prendere precise posizioni, anche contro la cosca locale.


Ciò che fa inorridire, per chi della legalità ne ha fatto una ragion di vita,  il citato  personaggio è stato  ricercatissimo alle elezioni per il rinnovo dell’assemblea Regionale Siciliana, fu conteso dal fior fior di politicanti a livello nazionale.
Si! Addirittura sembra appartenesse  all’area politica di sinistra!
Che orrore!
Mafioso e nel contempo ANTIMAFIOSO!

Quindi per ritornare a Lei l’assegnazione, da parte della Sua Amministrazione, del bene appartenuto al Bruno Pietro, NON è certamente una prova di lotta alla mafia!

Lei PROFESSORE con la Sua Amministrazione ha fatto solamente il Suo DOVERE, ha assolto ad una RESPONSABILITA’ che la COSTITUZIONE le affida!


Piuttosto Signor PROFESSORE deve AMMETTERE che il NIPOTE del PROPRIETARIO DEL BENE CONFISCATO il DOTTORE MARCELLO CUTINO è UN COMPONENTE della Sua Giunta!
E non dica che nella seduta di Giunta era assente!
C’è da chiedersi, perchè l’assenza del Dottor Cutino Marcello alla seduta di Giunta?


A proposito dell’opposizione della Sua Amministrazione alla richiesta del Signor Bruno Pietro affinché fosse spostata “un’isola ecologica attualmente ubicata nei pressi della sua abitazione,” dovrebbe senz’altro essere informato che tra i suoi doveri istituzionali vi è anche quello di “Tutelare la Salute dei Cittadini”.
Un’isola ecologica MAI entrata in funzione anche perché mai COLLAUDATA sino al momento della richiesta di rimozione.
RICORDA PROFESSORE? Lei era Assessore all’ambiente!
Bello spreco di denaro PUBBLICO!


Riguardo alle licenze concesse tese a perseguire l’interesse pubblico gli scambi “epistolari” tra l’Ufficio Tecnico Comunale e l’Assessorato territorio Ambiente su tutte le licenze concesse in questi anni sono forse la dimostrazione che la Sua concezione di ‘interesse pubblico appartiene ad UNA sola e selezionata parte di Cittadini!

La Sua preoccupante-dichiarazione con cui chiede di indagare e vigilare sulla presenza di eventuali forze criminali tende forse a smentire su quanto LEI ha sempre affermato (ne parlava ancora qualche giorno addietro) Isola delle Femmine è “isola felice” .

Ove al contrario LEI, ravveduto, pensa veramente che vi sono state e vi sono forze criminali che inquinano l’attività amministrativa. Come ha detto ultimamente il Presidente della Repubblica Napoletano LEI nella funzione di Sindaco ha “…. l’obbligo giuridico ETICO MORALE …. di denunciare quanto di propria conoscenza alla Magistratura… solo così si   assolve al proprio dovere e si è d’esempio per le  nuove generazioni…”
 
Pino Ciampolillo
 
 
COMMISSIONE ANTIMAFIA REGIONE SICILIA



Seduta n. 84 del 05.06.12 XV Legislatura






Presidente: Speziale Calogero (PD).


• Caputo Salvino (PDL).


• Cordaro Salvatore (PID-CANTIERE POPOLARE).


• Corona Roberto (PDL).


• Nicotra Raffaele (UDC Unione Di Centro).


Presidente


Calogero Arturo Speziale


La seduta inizia alle ore 11.10.


IL PRESIDENTE comunica alcune informazioni relative alla missione a Mistretta di mercoledì 6 giugno.



L’on. CORDARO chiede di realizzare un’audizione del sindaco del comune di Isola delle Femmine in merito agli accertamenti effettuati dal Comando provinciale dei Carabinieri di Palermo su alcuni atti dell’amministrazione.

Il PRESIDENTE concorda con l’on. Cordaro sulla necessità di acquisire ulteriori informazioni sulla questione del Comune di Isola delle Femmine.



L’on. CORONA chiede di realizzare un’audizione dell’imprenditore Michelangelo Mammana in merito ai recenti atti intimidatori subiti dallo stesso nel territorio di Castel di Lucio.



Il PRESIDENTE si dichiara d’accordo sull’onorevole Corona e afferma la propria intenzione di procedere in tempi relativamente celeri ad un’audizione finalizzata all’analisi della situazione di Michelangelo Mammana.



Il PRESIDENTE, relativamente ai punti 2 e 3 all’ordine del giorno, esprime delle considerazioni in merito alla necessità di aumentare la soglia dell’etica pubblica tra gli amministratori e di trovare dei rimedi alla corruzione dilagante nella società contemporanea.



Al fine di razionalizzare la materia della confisca dei beni ai corrotti e la sospensione delle cariche politiche a seguito di un decreto di rinvio a giudizio, così come previsto dalle proposte legislative all’ordine del giorno della seduta odierna, afferma la necessità di realizzare ulteriori approfondimenti e rinvia la discussione dei disegni di legge voto a data da destinarsi.







(La seduta è tolta alle ore 12.00)






http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaAction=showDoc&id=3  

ALCUNI  DEI TANTI PERCHE’ DELLA COMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI  al COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

link

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/04/rinascita-isolana-abbandona-laula.html

“S” maggio 2012 L’ISPEZIONE A ISOLA DELLE FEMMINE ecco LE CARTE DELLO SCONTRO
Link:

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/s-maggio-2012-lispezione-isola-delle.html

SONO DISPOSTA A VENRDERMI UNA DELLE MIE VILLE PER IMPEDIRE LA VITTORIA DI UNA LISTA AVVERSA A QUELLA DEL CANDIDATO SINDACO PROFESSORE
Link:
http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/sono-disposta-verdermi-una-delle-mie.html


La Cupola Della PolitiKa a Isola Delle Femmine IERI OGGI DOMANI

Link:
http://www.scribd.com/doc/91993480/La-Cupola-Della-PolitiKa-a-Isola-Delle-Femmine-IERI-OGGI-DOMANI


LICENZA EDILIZIA POMIERO MARIA GRAZIA
Link:
http://lemanisuisoladellefemmine.blogspot.it/2010/08/dionisi-cutino-i-pacchi.html


PIANO REGOLATORE DI ISOLA DELLE FEMMINE SOTTO LA SCURE DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE E DEL COMMISSARIO AD ACTA
Link:
http://noiisola.files.wordpress.com/2012/05/piano-regolatore-di-isola-delle-femmine-sotto-la-scure-del-commissario-ad-acta.pdf


Dichiarazione consigliare rinascita isolana al presidente del consiglio comunale
Link:
http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/dichiarazione-consigliare-rinascita_1215.html


Il comitato per la legalità a isola delle femmine per il rispetto delle leggi dei regolamenti e della dignità umana
Link:
http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/il-comitato-per-la-legalita-isola-delle_07.html


CONCESSIONE EDILIZIA N 1 11 FEBBRAIO 2011 CONIGLIO BILLECI Conc edilizia n[1].01 – 11
Link:
https://pinociampolillo.files.wordpress.com/2012/04/conc-edilizia-n1-01-11.pdf

Riso Napoleone Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine nel corso della seduta del CC rivolgendosi al Consigliere Rubino : “ Rubino se mi denuncia ti faccio saltare in aria, ti faccio vedere chi sono io “
Link:
http://isolapulita.blogspot.it/2010/09/blog-post_08.html


Quei beni sequestrati a Isola delle Femmine passaggio del Coniglio n 6 non sono dei Madonia restituiti al presunto prestanome ?
Link:
http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/quei-beni-sequestrati-non-sono-dei.html

ISOLA DELLE FEMMINE COPERTA DI MUNNEZZA E UNA IMMENSA DISCARICA DI AMIANTO IL PROFESSORE SI DIMETTE CON IL SUO ASSESSORE ALL’AMBIENTE

Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”

Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo

“Ma dal 1 luglio se i sindaci non pagano – ammonisce Geraci – potremo costruire grattacieli di spazzatura”.

IL PROFESSORE «Ad Isola delle Femmine la mafia non c’è e non capisco cosa sia venuta a fare la commissione prefettizia »

IL PROFESSORE «Questo parco doveva essere il fiore all’occhiello della mia amministrazione, ed invece si è trasformato in un’onta personale, anche se io non ho colpe».

IL BUSSINESS NELL’EMERGENZA RIFIUTI

“ Ad ogni stop del servizio crescono in maniera esponenziale i costi. Ogni volta che la raccolta si ferma, si devono spendere ancora più soldi per farla ripartire e per liberare le strade dalla spazzatura accumulata.”

“…. questa situazione di caos può convenire a qualche ditta privata che nell’incertezza generale può guadagnare fior di quattrini.”

OSSERVATORIO RIFIUTI ASSESSORATO SICILIA: “…. i sindaci fanno di tutto per non chiedere ai cittadini di pagare questa tassa, in particolare in periodi di campagna elettorale…”

OSSERVATORIO RIFIUTI ASSESSORATO SICILIA: “…. i sindaci hanno creato un debito con gli Ato che a loro volta non hanno pagato le imprese che gestiscono il servizio di raccolta. Si è creata così l’emergenza nelle strade e anche il rischio per i lavoratori di essere licenziati dalle imprese in crisi di liquidità. …”

I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE VISTA LA SITUAZIONE VENUTASI A CAUSA DEI CUMULI DI IMMONDIZIA CHE INVADONO ORMAI OGNI ANGOLO DEL NOSTRO TERRITORIO, CHE PUO’ PROVOCARE IN QUALSIASI MOMENTO L’INSORGERE DI EPIDEMIE CAUSATE DALLA PUTREFAZIONE DEI RIFIUTI, E DELLE CONSEGUENTI PROLIFERAZIONI DI TOPI E DI OGNI SPECIE DI INSETTI.
LA SITUAZIONE E’ DIVENTATA PIU’ CHE CRITICA ANCHE PER LE ELEVATE TEMPERATURE DI UN’ESTATE ORMAI INOLTRATA.
I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE STANCHI ORMAI DI QUESTE SEMPRE PIU’ FREQUENTI EMERGENZE IGIENICO-SANITARIE, CHE SONO COSTRETTI A SUBIRE, E CHE SONO LA CONFERMA DELLA TOTALE INCAPACITA’ DEI NOSTRI AMMINISTRATORI NELLA GESTIONE DEL SERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI :
RIVOLGIAMO UN APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA ALL’ILLUSTRISSIMO SIGNOR PREFETTO ALLE AUTORITA’ SANITARIE ED AGLI ORGANI GIUDIZIARI SE RICORRANO, IN OSSEQUIO ALLE LEGGI ED ALLE NORMATIVE PREVISTE, GLI ESTREMI DELLA RIMOZIONE IMMEDIATA DEI NOSTRI AMMINISTRATORI UNICI VERI RESPONSABILI DI QUESTO DISASTRO AMBIENTALE E DI UNA “allegra e spregiudicata” (denunciata dalla stessa Corte dei Conti) GESTIONE AMMINISTRATIVA DELLA SOCIETA’ ATO PA1 DI CUI IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE E’ SOCIO .

ISOLA DELLE FEMMINE COPERTA DI MUNNEZZA IL PROFESSORE SI DIMETTE CON IL SUO ASSESSORE ALL’AMBIENTE


LE MANCATE RISPOSTE DEL PROFESSORE AL CONSIGLIERE DIONISI VINCENZO

Il Cons. Dionisi “più che della risposta si dichiara insoddisfatto dei numeri citati, in quanto basta fare una sottrazione ed è evidente che siamo sotto di circa 526.000,00 € e mi chiedo, allora,

quante persone di Isola non pagano la TARSU e di questi quanti esercizi commerciali nel 2011 non hanno pagato la TARSU.

Quanti esercenti che hanno in gestione i tratti dell’arenile non pagano la TARSU?

Ma, per giusta regola e per dignità morale, dovremmo chiederci particolarmente noi Consiglieri che abbiamo aumentato la TARSU se noi per primi l’abbiamo pagata nel 2011, perché se così non è non sarebbe giusto nei confronti dei cittadini che pagano regolarmente.

Non è giusto che gli evasori producano altra spazzatura, tant’è che il Comune di Palermo ha avviato diversi controlli negli esercizi pubblici e sui gestori di arenili per vedere chi paga e tasse o meno.


Questa sarebbe l’efficienza di un Comune perché se continuiamo a non fa pagare la tassa agli evasori, oltre che essere complici, non riusciamo neanche a pagare i costi essenziali sostenuti dall’ATO PA1. nel bilancio 2012 si avrà, di conseguenza, un ammanco di oltre 500.000,00 €, né è corretto sostenere che le somme non introitate risultino comunque iscritte a ruolo, stante che chi gestisce un’attività deve pagare regolarmente le tasse.”

IL PROFESSORE NELLA Sua risposta al consigliere DIONISI non ha risposto alle seguenti domande:
1) Quante persone a Isola delle Femmine non hanno pagato la TARSU nel 2011?
Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI sono le persone che NON hanno PAGATO la TARSU nell’anno 2011?


2) Quanti ESERCIZI COMMERCIALI non hanno pagato la TARSU nell’anno 2011?
Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI sono gli esercizi commerciali che NON hanno PAGATO la TARSU nell’anno 2011?


3) Quanti esercenti dei solarium poste sui tratti dell’arenile non hanno pagato la TARSU nell’anno 2011?
Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI sono gli esercenti dei solarium posti sui tratti di arenile di Isola delle Femmine NON hanno PAGATO la TARSU nell’anno 2011?


4) Il Consigliere di maggioranza geom. DIONISI nella Sua replica che dichiara insoddisfacente della risposta data dal PROFESSORE parla di: CONSIGLIERI COMUNALI che “presumibilmente” non hanno pagato la TARSU nell’anno 2011.

Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI SONO QUESTI CONSIGLIERI COMUNALI che NON hanno PAGATO la TARSU relativa all’anno 2011? (per non parlare degli anni precedenti)

Delibera c.c. n.21.pdf (57 kb) File con estensione pdf

allegato Delibera cc n.21.pdf (86 kb) File con estensione pdf

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE NEMMENO IN QUESTI

GIORNI DI PRESENZA DELLA COMMISSIONE DI ACCESSO

AGLI ATTI VI DEGNATE DI PULIRE SAREBBE FORSE

UNA FORMA DI RISPETTO E di buona ACCOGLIENZA.

non trova PROFESSORE?

PROFESSORE PROBABILMENTE SARA’ INFORMATO CHE

QUOTIDIANAMENTE DA OLTRE UN MESE GIORNALMENTE

SALGONO E SCENDONO I COMPONENTI DELLA COMMISSIONE

DI ACCESSO AGLI ATTI.

Questo smentisce ciò che Lei e i suoi fedelissimi vaneggiate

“ non troveranno nulla io sono pulito”

INGRESSO DEL PAESE DI ISOLA DELLE FEMMINE

12 GIUGNO 2012

LA STAZIONE DI ISOLA DELLE FEMMINE

12 GIUGNO 2012

MUNNEZZA EDICOLA ABITAZIONI RISTORANTE

ALLA STAZIONE

DI ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

LA STAZIONE DI ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

INGRESSO DELLA BANCA DEL POPOLO A ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

UNA CITTADINA SI DESTREGGIA FRA LA MUNNEZZA

DI ISOLA 12 GIUGNO 2012

INGRESSO DEL PAESE DI ISOLA DELLE FEMMINE SCUOLA MEDIA

E MAXIM BAR

12 GIUGNO 2012

MUNNEZZA EDICOLA ABITAZIONI RISTORANTE

ALLA STAZIONE DI ISOLA DELLE FEMMINE

12 GIUGNO 2012





INGRESSO DEL PAESE DI ISOLA DELLE FEMMINE

SCUOLA MEDIA E MAXIM BAR

12 GIUGNO 2012









CLIENTE CHE LIBERA INGRESSO DELLA BANCA

DALLA MUNNEZZA 12 GIUGNO 2012





INGRESSO DELLA BANCA DEL POPOLO A ISOLA DELLE FEMMINE
12 GIUGNO 2012


INGRESSO DEL CONDOMINIO IN VIA ROMA
ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012






LA GIMKANA TRA LA MUNNEZZA DELL’AUTOMOBILISTA

A ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012



PANE E MUNNEZZA 12 GIUGNO 2012

A QUESTO PUNTO DI FRONTE A QUESTO SCEMPIO ambientale che mette a rischio la salute dei cittadini.
CONTRO QUESTO SISTEMA DI ILLEGALITA’ DI FAVORITISMI PER AMICI E PARENTI QUESTO PERENNE DISSERVIZIO A FRONTE DEI TRIBUTI VERSATI DA CITTADINI ONESTI E RESPONSABILI L’INVITO ALL’INTERA CITTADINANZA AD UNA

VIBRATA PROTESTA INVITO ALLA DISOBBEDIENZA CIVILE.

COME DICE IL PROFESSORE PAGARE PER IL SERVIZIO RESO!

NESSUN SERVIZIO NESSUN TRIBUTO!

BASTA CON IL SILENZIO URLIAMO FORTE IL NOSTRO DISAPPUNTO!

CHIEDIAMO LE IMMEDIATE DIMISSIONI DI CHI NON HA MANTENUTO LE PROMESSE ELETTORALI.

CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DELL’INTERA AMMINISTRAZIONE CHE DELLA POLTICA AMBIENTALE NE AVEVA FATTO IL PROPRIO VESSILLO

avete fallito avete fallito avete fallito !!!!!!!!!!

Pino Ciampolillo

AMIANTO A ISOLA DELLE FEMMINE SI DIMETTE IL PROFESSORE CON IL SUO FIDATO ASSESSORE

Bertolt Brecht  : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”
Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in  superficie “
Pino Ciampolillo
A tutti i Sindaci della nostra Provincia chiediamo quindi di tenere ben ferma la rotta loro affidata dai cittadini e dalle leggi dello Stato, con particolare riguardo a quelle che tutelano la salute delle persone. Grandi sono le loro responsabilità indicate dalla legge per la tutela di questo bene primario che non ha prezzo, perché quando viene a mancare la salute non ci sono compensazioni che possano sopperire.
IL PROFESSORE «Ad Isola delle Femmine la mafia non c’è e non capisco cosa sia venuta a fare la commissione prefettizia »

IL PROFESSORE «Questo parco doveva essere il fiore all’occhiello della mia amministrazione, ed invece si è trasformato in un’onta personale, anche se io non ho colpe».

AMIANTO A ISOLA DELLE FEMMINE

Spentosi le fiamme dell’incendio che ha lambito le abitazioni a ridosso di un’area completamente abbandonata,  luogo di deposito di ogni  genere di munnezza  area  di ricovero di animali sorci zecche meschini zanzare e……un’area su  cui doveva sorgere un complesso residenziale di una cinquantina di appartamenti – C.E n.01-2010 – Edil C.P. S.a.s  -della  ditta EDIL C.P. di Puglisi Baldassare & C. S.A.S. (sotto inchiesta per fatti di MAFIA) si “disvela” in tutta la sua PERICOLOSITA’ ED INSALUBRITA’  una ampia  discarica a cielo aperto di AMIANTO.
La DISCARICA    di AMIANTO  ad   Isola delle Femmine si trova nel quadrilatero compreso tra via Falcone Via Sciacca Via Libertà  e Via Dante.
L’area della PERICOLOSSISSIMA E DANNOSISSIMA discarica è a ridosso di civili abitazioni, di fronte ALLA DISCARICA insiste la scuola Materna “La girandola” ed a seguire  un presidio medico ospedaliero,  alle spalle della discarica è operante il SUPERMERCATO Ai.Rom di Aiello e Romeo alla sinistra della discarica di AMIANTO si trova la Scuola Media  Riso.
La via Falcone è una importante via di passaggio per raggiungere la meravigliosa e stupenda spiaggia di Isola di Isola delle Femmine con i suoi Suk accampamenti e tanti tanti cumuli di munnezza.
ISOLA DELLE FEMMINE AMENA LOCALITA’ TURISTICA META  oltre che degli isolani anche dei TANTISSIMI turisti che annualmente trascorrono le vacanze estive nel nostro paese.
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE   VISTA OSPEDALETTO
VISTA SUPERMERCATO VISTA  SCUOLE MEDIA E
PRIMA INFANZIA    ISOLA  DELLE  FEMMINE 
13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012

AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE   VISTA OSPEDALETTO
VISTA SUPERMERCATO VISTA  SCUOLE MEDIA E PRIMA
INFANZIA    ISOLA  DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
L’AREA DI VIA FALCONE PRIMA DELL’INCENDIO
L’AMIANTO NASCOSTO NELL’AREA DA
CEMENTIFICARE C.E n.01-2010 – Edil C.P. S.a.s

IL PROFESSORE «Ad Isola delle Femmine la mafia non c’è e non capisco cosa sia venuta a fare la commissione prefettizia »


IL PROFESSORE «Questo parco doveva essere il fiore all’occhiello della mia amministrazione, ed invece si è trasformato in un’onta personale, anche se io non ho colpe».

IL BUSSINESS NELL’EMERGENZA RIFIUTI

“ Ad ogni stop del servizio crescono in maniera esponenziale i costi. Ogni volta che la raccolta si ferma, si devono spendere ancora più soldi per farla ripartire e per liberare le strade dalla spazzatura accumulata.”                                                  

“…. questa situazione di caos può convenire a qualche ditta privata che nell’incertezza generale può guadagnare fior di quattrini.”

OSSERVATORIO RIFIUTI ASSESSORATO SICILIA: “…. i sindaci fanno di tutto per non chiedere ai cittadini di pagare questa tassa, in particolare in periodi di campagna elettorale…”
OSSERVATORIO RIFIUTI ASSESSORATO SICILIA: “…. i sindaci hanno creato un debito con gli Ato che a loro volta non hanno pagato le imprese che gestiscono il servizio di raccolta. Si è creata così l’emergenza nelle strade e anche il rischio per i lavoratori di essere licenziati dalle imprese in crisi di liquidità. …”

Quanto costa un voto a Campobello? 150-200 euro

20 dic 2011 salta direttamente ai commenti
Quanto costa un voto a Campobello? 150-200 euro
Servizio realizzato dalla redazione i Marsala.it a Campobello di Mazara, il giorno dopo l’arresto del sindaco Ciro Caravà per associazione mafiosa, per capire come l’hanno presa i cittadini.

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/blog-post_06.html

http://primaveraisolana.wordpress.com/2012/06/16/quanto-costa-un-voto-a-campobello-150-200-euro/

http://primaveraisolana.wordpress.com/2012/06/16/ciro-carava-deve-restituire-oltre-300-000e/

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/01/gestione-rifiuti-danni-erariali-la.html

Ciro Caravà: inaugurava i beni confiscatisi

Il sindaco è in carcere perché accusato di avere rapporti con la mafia, ma non molla la poltrona. Succede a Campobello di Mazara e il sindaco si chiama Ciro Caravà, eletto in quota Pd. Caravà diceva di combattere per la legalità e contro la mafia, andandosene però in giro a fare favori ai mafiosi e magari a scusarsi se ogni tanto doveva prendere precise posizioni, anche contro la cosca locale. A dicembre è stato arrestato. Caravà resta sindaco, sebbene non possa più esercitare il mandato. E’ in cella e il prefetto di Trapani lo ha anche sospeso. La misura cautelare qualche giorno addietro ha ricevuto anche il sostegno della Cassazione, ma lui non si dimette. Ragioniere, 50 anni, è stato arrestato quando aveva da poco iniziato il suo secondo mandato di primo cittadino a Campobello di Mazara.

Siamo nel cuore del Belìce

Campobello di Mazara è terra di intrecci tra mafia, massoneria, politica, impresa. “Cosa Nostra pasce e cresce dove la politica è debole” dice don Luigi Ciotti di Libera e a Campobello è così. Da sempre. Il paese è ad un tiro di schioppo da Castelvetrano, la terra del super latitante Matteo Messina Denaro, e secondo le accuse della Dda di Palermo, il sindaco avrebbe dispensato favori agli “amici degli amici” della cosca di Messina Denaro. Nel suo ufficio teneva le foto di Falcone e Borsellino e però di lui i mafiosi in paese dicevano “Ciro è cosa nostra”. Esponente del Pci nella prima repubblica, nel Pd è approdato nella seconda repubblica, dopo essere stato con Forza Italia, poi con Democrazia Europea di Sergio D’Antoni. La sua poltrona aveva scricchiolato alcuni anni addietro, dopo due blitz antimafia che servirono alla polizia per fare terra bruciata attorno a Messina Denaro, uscirono fuori delle intercettazioni e partì un’ispezione prefettizia che si concluse con la proposta di scioglimento per mafia. Tuttavia la proposta, avanzata dalla prefettura di Trapani, arrivata sul tavolo dell’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni, restò senza risposta: a Campobello nonostante indagini e ispezioni si tornò a votare e Caravà fu rieletto sindaco. Poi arrivarono i carabinieri con l’operazione “Campus Belli” e tra gli arrestati finì anche il sindaco fresco di rielezione. Oggi il Comune di Campobello è stato commissariato dalla Regione per le dimissioni della giunta e dei consiglieri comunali, è in corso una seconda ispezione prefettizia, ma il sindaco – dal carcere – continua a non volere dimettersi: se fosse servita un’ulteriore dimostrazione della sua concezione di legalità, l’ha ulteriormente palesata. Caravà, intercettato, dopo l’inaugurazione di un bene confiscato alla mafia, cercava di giustificarsi al telefono con i suoi interlocutori: “Io questo ho dovuto farlo…”.

Un sindaco dalla “doppia faccia”

I mafiosi e i presunti tali intercettati ne avrebbero provato la disponibilità. Per esempio quando c’era da punire una vigile urbano, che aveva fatto una multa che secondo i “mammasantissima” del paese non avrebbe dovuto verbalizzare: “L’ho detto al sindaco, a Ciro, la deve trasferire. Gli ho detto: si deve trasferire quella. Se non la trasferiscono faccio un casino A questa le faccio rimpiangere il giorno che è nata”.
Rino Giacalone per ilfattoquotidiano.it  

Il Prefetto revoca il Sindaco di Campobello, Ciro Caravà, arrestato ieri

Il prefetto di Trapani, Marilisa Magno, ha firmato il decreto di revoca dalla carica di sindaco di Campobello di Mazara per Ciro Carava’, arrestato la scorsa notTe nell’ambito dell’operazione antimafia ‘Campus Belli’.
Il decreto, valido finche’ durera’ la misura coercitiva cui Carava’ e’ stato sottoposto, e’ stato notificato in serata dai carabinieri del Comando provinciale di Trapani al segretario comunale, al presidente del Consiglio comunale e al vicesindaco di Campobello di Mazara.

L’OPERAZIONE DI IERI. I carabinieri del Ros stringono il cerchio attorno al superlatitante di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro. Un’operazione ha decapitato la famiglia mafiosa di Campobello di Mazara, ritenuta una delle ultime roccaforti del ricercato numero uno. In manette 11 persone, tra cui lo stesso sindaco di Campobello, con l’accusa di associazione mafiosa e intestazione fittizia dei beni. Al centro delle indagini, avviate nel 2006 sotto la direzione della procura distrettuale antimafia di Palermo, i sodali di Messina Denaro, capo indiscusso della mafia trapanese e punto di riferimento per l’intera struttura di Cosa Nostra. Secondo gli investigatori le cosche gestivano in maniera occulta società ed imprese capaci di monopolizzare il mercato olivicolo ed altri settori dell’economia. La famiglia mafiosa di Campobello di Mazara, storicamente tra le più attive del mandamento di Castelvetrano, avrebbe mantenuto uno stretto collegamento con il “boss dei boss” e, «attraverso un pervasivo controllo del territorio», sarebbe riuscita ad «infiltrare progressivamente le attività imprenditoriali ed economiche dell’area». Stupisce l’arresto del sindaco di Campobello di Mazara, Ciro Caravà, in carica dal 2006 e rieletto nelle ultime amministrative nel maggio 2011. Alla guida di una giunta di centrosinistra, vicino al Pd, Caravà, 52 anni, ragioniere, è stato consigliere comunale dal 2001 al 2006, anno in cui fu eletto sindaco con il sostegno di Pd, Mpa e Democrazia e libertà e con l’appoggio esterno di Api e la lista Fratelli d’Italia. Era noto soprattutto per il suo impegno antimafia e per la sua adesione a campagne di lotta “sociale” alla criminalità organizzata. Per non destare sospetti, aveva anche deciso di far costituire il Comune parte civile nei processi a carico del boss. Solo un anno fa aveva inaugurato un centro dell’Avis su un fondo confiscato al boss locale Nunzio Spezia, morto nel 2009. Ma secondo gli investigatori il sindaco era «l’espressione politica della locale consorteria mafiosa», vicino al latitante e alla cosca di Campobello. Numerose intercettazioni lo tirano in ballo. In una conversazione la moglie di un boss spiega al marito che proprio grazie al sindaco avrebbe ottenuto in regalo i biglietti aerei per raggiungere il congiunto nel carcere del Nord Italia. Non solo: Caravà avrebbe distribuito ai mafiosi anche lavori e appalti del Comune. Già nel 2006 era stato denunciato per estorsione e voto di scambio, ma l’inchiesta finì con un’archiviazione. Nel 2008 il Viminale inviò gli ispettori al Comune per verificare eventuali infiltrazioni mafiose. Messina Denaro è «una sorta di primula rossa amata e stimata da tutti e onorata come tale. Usufruisce sempre di nuova linfa vitale e ha collegamenti con la borghesia, non solo mafiosa»: questo è il ritratto che il Procuratore aggiunto di Palermo, Maria Teresa Principato. fa del boss latitante dal ’93. «È importante arrestarlo al più» presto. Dello stesso parere il procuratore di Palermo Francesco Messineo: il boss «può contare su una rete di fiancheggiatori che svolgono il compito gratis, senza chiedere nulla in cambio, una sorta di adesione ideologica alla figura del latitante. C’è quasi un impegno collettivo di protezione nei suoi confronti». L’operazione di oggi «potrebbe contribuire a destabilizzare il meccanismo che continua a proteggere il latitante, spesso difficile da penetrare».

Pubblicato in Antimafia

http://primaveraisolana.wordpress.com/2012/06/16/ciro-carava-inaugurava-i-beni-confiscatisi/

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/04/rinascita-isolana-abbandona-laula.html

Dottore Marcello Cutino il GEOLOGO

Audizione degli amministratori locali in merito alla gestione del Comune di Campobello di Mazara.

I componenti della Commissione, ricordando l’arresto del sindaco di Campobello di Mazara, Ciro Caravà, per fatti di mafia, paventano il rischio del relativo coinvolgimento mediatico e, stante le indagini prefettizie, financo amministrativo, dell’intera amministrazione comunale. Chiedono, a tal riguardo, agli amministratori comunali di valutare la presentazione delle dimissioni al fine di distinguere in modo inequivocabile le gravi, anche se presunte, responsabilità del Sindaco da quelle dell’amministrazione. Alcuni amministratori comunali, pur ammettendo la difficile situazione che vive il Comune, esprimono perplessità sull’ipotesi di dimissioni, adducendo motivazioni relative alla mancata chiusura delle indagini prefettizie. Mettono in luce che, in linea teorica le suddette indagini prefettizie, non ancora terminate, potrebbero compromettere anche l’eventuale Consiglio comunale eletto a seguito di nuove elezioni comunali. A tal riguardo, citano il caso dell’amministrazione comunale di Vallelunga Pratameno (CL), appena insediatasi a seguito delle dimissioni degli amministratori locali e sciolta subito dopo dal Ministro dell’Interno a causa dei risultati pervenuti dalla Commissione prefettizia. Al contrario, altri amministratori locali comunicano la presentazione delle dimissioni al fine di favorire lo scioglimento del Consiglio comunale.

Non avendo altri chiesto di parlare, il PRESIDENTE toglie la seduta. (La seduta è tolta alle ore 14.30)

http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaAction=showDoc&id=2

Post Navigation