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Pino Ciampolillo ha CRITICATO non ha DIFFAMATO

LIBERTA’ DI ESPRESSIONE A ISOLA DELLE FEMMINE

PINO CIAMPOLILLO COORDINATORE DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA HA CRITICATO NON HA DIFFAMATO ARCHIVIATO IL PROCEDIMENTO.

Si è celebrata ieri l’udienza in camera di Consiglio, innanzi al Giudice per le Indagini Preliminari di Palermo la dottoressa Pasqua Seminara, la quale doveva decidere sulla opposizione all’archiviazione avanzata dalla difesa del querelante Architetto Angelo Aliquò, che aveva presentato formale querela contro Pino Ciampolillo coordinatore del Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine, per il reato di DIFFAMAZIONE (art 595 C.P.).
Nello specifico i fatti oggetto della querela possono riassumersi nella seguente affermazione comunicata, da Pino Ciampolillo sul Blog “Isola Pulita:
”L’ architetto Angelo Aliquò, dopo ben 16 mesi dall’incarico e quindi in difformità a quanto previsto nell’art 3 del disciplinare d’incarico, trasmette al Comune lo schema di massima del PRG” ……..”
“Forse si era in attesa di completare l’acquisto di tutte le aree agricole al fine di farle diventare edificabili, con qualche artifizio degno della migliore scuola di ingegneria urbanistica?”.

Tale affermazione era stata ancor più sintetizzata dal PM dr. Carlo Martella nell’espressione “PAPOCCHIO del PRG”, termine anch’esso utilizzato dal GIP.
Nella sua richiesta di archiviazione il PM aveva ritenuto, sostanzialmente le suddette affermazioni scriminate dall’art 21 della Costituzione che recita testualmente:
” Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”
ed aveva concluso chiedendo l’archiviazione degli atti perché a suo dire la limitazione del diritto fondamentale contenuto nella norma costituzionale poteva essere giustificata soltanto dalla necessità di tutelare altri valori di pari dignità costituzionale.
In questo bilanciamento di interessi in gioco la critica mossa di Pino Ciampolillo, che da anni si è sempre adoperato ad evidenziare le presunte o vere disfunzioni che si verificavano nel Comune di Isola delle Femmine, le critiche mosse da Pino Ciampolillo non hanno superato i limiti consentiti per aversi valenza scriminante perché non hanno arrecato alcuna offesa al decoro e all’onore dell’architetto Angelo Aliquò.

Quest’ultimo era stato incaricato nel 1999 dalla giunta guidata dall’allora Sindaco Stefano Bologna, a redigere lo schema di massima del PRG di Isola delle Femmine e non aveva rispettato i tempi di consegna previsti dal disciplinare di incarico.
Il difensore di fiducia di Pino Ciampolillo, avvocato Davide Canto ha precisato che Pino Ciampolillo ha raccontato la verità senza distorcere la realtà dei fatti e che occorre considerare l’architetto Aliquò, dalla data di assunzione dell’incarico nell’esercizio della FUNZIONE PUBBLICA e quindi il suo operato può benissimo per consolidata giurisprudenza di legittimità essere oggetto di critica anche dai toni aspri senza che venga meno la causa di giustificazione del reato.
Il Giudice Seminara ha totalmente recepito le determinazioni del Pubblico Ministero Martella e della difesa dell’avv. Canto ed ha rigettato l’opposizione all’architetto Angelo Aliquò, ha ritenuto scriminato il reato di diffamazione ed ha emesso in udienza ordinanza motivata di ARCHIVIAZIONE restituendo gli atti al Pubblico Ministero.

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COMMENTI COMMENTI COMMENTI COMMENTI COMMENTI COMMENTI
Da L. Solarino lsolarino@unict.it
A Pino Ciampolillo
data 5 novembre 2008 20.16
Caro Pino,
gioisco con Te per quanto Ti è stato riconosciuto. Solo con la costanza e con il credere in quello che si fa, si possono ottenere certi risultati.
E’ forse finito il tempo di intimidire e vessare il prossimo a fini esclusivamente personali.
Sarebbe opportuno agire contro l’architetto aliquò per procurato stress, danno, mi pare, previsto dalla Legge.
Un forte abbraccio, Luigi

iSOLA DELLE fEMMINE LA sEVESO DEL sUD?



Giornale di Sicilia pag 24 giovedì 30 ottobre 2008

 

 

 

Ambiente Ordinanza del sindaco contro i mezzi della ltalcementi

 

“Provoca il cancro” stop ai camion carichi di pet-coke

 

 

 

Stop al trasporto di pet-coke Per le strade della città. A meno che non venga caricato su speciali mezzi a tenuta ermetica, evitando così il rischio di versarlo più o meno accidentalmente per strada.

 

L’ordinanza è firmata dal sindaco Diego Cammarata e ha di fatto un destinatario ben preciso: I’azienda ltalcementi di Isola delle Femmine, che è tornata recentemente

 

a utilizzare il Pet-coke come combustibile dei propri impianti.

 

Cosa che peraltro nelle scorse settimane ha anche suscitato non poche polemiche, con tanto di blocchi stradali degli operai, intervento del prefetto e nulla

 

osta osta prima negato o poi concesso dall’assessorato regionale al Territorio.

 

Alla base del problema c’è proprio I’alto tasso di pericolosità di questo tipo di materiale.

 

Un prodotto di scarto che si ottiene dal processo di condensazione di residui

 

petroliferi pesanti e oleosi e che è costituito – si legge nella relazione che accompagna il provvedimento del sindaco -da idrocarburi aromatici policiclici ad alto peso molecolare ed elevata tossicità’”

 

Questo tipo di combustibile comprende inoltre anche sostanze che, se inalate – scrive il dirigente del servizio ambiente del Comune, Attilio Carioti – Possono causare il cancro alle vie respiratorie.

 

A sollecitare il blocco dei camion col pet-coke era stata I’Ottava circoscrizione,con un apposito documento inviato al Comune, con cui si chiedeva il blocco dei camion della Italcementi.

 

E nello stesso provvedimento di blocco del trasporto si legge in effetti che “tali carichi venivano trasportati attraverso I’ agglomerato urbano a mezzo di camion muniti di semplici teloni e che tali carichi rappresentano un grave rischio per la salute dei cittadini, in quanto tale modalità di trasporto non impedisce il rilascio di materiale in ambiente, sia sotto forma di deposito che sotto forma di Polveri sottili in atmosfera, on grave pregiudizio della salute dei cittadini.

 

D’ora in poi dunque stop ai normali camion carichi di Pet-coke.

 

E la ltalcementi? “stiamo esaminando Il contenuto del provvedimento -dicono dalla cementeria di Isola della Femmine – e solo successivamente valuteremo se pronunciarci , e, se del l caso, prendere gli adeguati provvedimenti.

 

Ci domandiamo tuttavia perché la questione pet-coke,combustibile il cui utilizzo è consentito e regolato dalla legger, rappresenti un problema solo per Isola delle Fernmine, visto che viene utilizzato in altri impianti – non soltanto cementifici – presenti in Sicilia e nel resto d’Italia

 

M. R.

 

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ESPLOSIONE SILOS CARBURANTI ITALCEMENTI ADIACENZA CIVILI ABITAZIONI

“Improvvisamente ho sentito un boato, la casa muoversi il lampadario oscillare, ho pensato al terremoto e ci siamo precipitati fuori casa…”

“per tutto il giorno abbiamo sentito l’allarme provenire dalla cementeria, non si riusciva a capire il motivo. Mentre vedevamo la televisione un grossissimo botto una scossa dei vetri un lampo provenire dalla cementeria…..”

“Siamo stati fortunati, poteva andare peggio con l’altro silos vicino in caso di esplosione potevamo saltare tutti in aria e con tutte queste case attorno ,cosa poteva succedere?…….”

“Vede se succedeva qualcosa di grave oltre alle nostre abitazioni sarebbe stato coinvolto il treno che transitava proprio in quel momento…”

Questi sono stati alcuni commenti a caldo di chi ha vissuto in diretta quella che poteva presentarsi come una TRAGEDIA. E’ successo non doveva assolutamente succedere, quindi per il fatto che sia successo vuol dire che può ancora succedere e forse con un epilogo meno fortunato di quello di ieri.
Quindi al problema della salubrità del cementificio per la quale la legislazione prevede allocazioni lontanissime dal centro urbano), con l’evento di ieri sera si è aggiunto il problema della sicurezza per i lavoratori oltre che per i cittadini che abitano addossati alla cementeria.

OGGETTO: Esposto

La presente per comunicare agli Enti in indirizzo che in data 18/02/2008, alle ore 19,00 circa, parecchi residenti a Isola delle Femmine (PA) hanno udito un boato assordante, sicuramente a causa di un scoppio, proveniente dall’interno della Cementeria presente a Isola e di proprietà dell’ITALCEMENTI.
Spinti da una comprensiva apprensione e preoccupazione i suddetti residenti hanno subito chiesto informazioni e sono venuti a sapere che era scoppiato un silos, adiacente a una palazzina di case popolari, provocato che un altissima fiammata.
Detto silos, destinato a deposito di materie altamente infiammabili, si presume di oli combustibili stante la presenza accanto di un altro silos contenente i suddetti olii, a causa dell’esplosione si è in parte accartocciato nella zona centrale ma per fortuna e’ rimasto eretto senza recare pregiudizio all’altro silos limitrofo.

Riteniamo siano intervenuti i carabinieri della locale Stazione di Isola delle Femmine ed i Vigili del Fuoco, ma resta chiaro, e facile ad immaginarsi, che si è sfiorata una immensa tragedia, nel caso che l’esplosione e la relativa fiammata avvessero interessato il 2° silos; i suddetti serbatoi per deposito di olii infiammabili, anche se all’interno della cementeria, sono strettamente adiacenti alla rete ferroviaria, alle case popolari, agli impianti sportivi e nel raggio di meno di 800 metri all’intero paese di Isola delle Femmine.

Questo nostro esposto è una conferma, e speriamo che sia l’ultima, della pericolosità della presenza della cementeria in un contesto urbano densamente popolato quale è quello di Isola delle Femmine ed è anche una conferma che gli esposti, le protesta e le lotte che questo comitato ha da tempo intrapreso, hanno ragione di essere per eliminare la cementeria e rendere vivibile senza patema d’animo quest’ angolo di terra di Sicilia.
Comitato Cittadino Isola Pulita

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LA COMUNITA’ EUROPEA ALLA ITALCEMENTI: PROCEDURA A.I.A.

E-6057/07IT Risposta data da Stavros Dimas a nome della Commissione (15.2.2008)

Dalle informazioni pervenute alla Commissione si può verosimilmente ritenere che l’impianto interessato, la cementeria situata nel comune di Isola delle Femmine a Palermo, ricada nell’ambito di applicazione della direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (direttiva IPPC).

Quest’ultima infatti si applica agli impianti “destinati alla produzione di clinker (cemento) in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 500 tonnellate al giorno oppure di calce viva in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 50 tonnellate al giorno, o in altri tipi di forni aventi una capacità di produzione di oltre 50 tonnellate al giorno”.

A norma della direttiva IPPC, gli impianti che ricadono nel suo campo di applicazione devono disporre, ai fini dell’esercizio, di un’autorizzazione che indichi anche i valori limite di emissione basati sulle migliori tecniche disponibili (BAT), al fine di prevenire e, se ciò non fosse possibile, ridurre in generale le emissioni e l’impatto sull’ambiente nel suo complesso. L’aspetto della prevenzione o della riduzione delle emissioni in atmosfera, nelle acque o nel suolo va pertanto affrontato nell’ambito delle autorizzazioni ambientali rilasciate a norma della direttiva.

Gli impianti esistenti dovevano conformarsi integralmente alle disposizioni della direttiva IPPC entro il 30 ottobre 2007.

Gli impianti di produzione del cemento rientrano anche nell’allegato II della direttiva 85/337/CEE, modificata, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (conosciuta anche come direttiva sulla valutazione dell’impatto ambientale o VIA).

A norma di questo testo gli Stati membri devono determinare (nell’ambito di una procedura detta di “selezione” o “screening”), sulla base dei criteri indicati nell’allegato III della direttiva stessa, se il progetto in questione può avere effetti significativi sull’ambiente. In caso affermativo, è necessario procedere a una valutazione d’impatto.

Infine, per quanto riguarda la possibile violazione della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (direttiva Habitat), l’articolo 6, paragrafo 2, stabilisce che gli Stati membri adottano le opportune misure per evitare, nelle zone speciali di conservazione, il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate.
Al paragrafo 3 dello stesso articolo, inoltre, la direttiva prevede che qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione di un sito Natura 2000 ma che possa avere incidenze significative su tale sito forma oggetto di una opportuna valutazione dell’incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo.

La Commissione si rivolgerà alle autorità italiane per ottenere ulteriori informazioni sulle modalità di applicazione delle direttive summenzionate all’impianto citato dall’onorevole parlamentare

Interrogazioni parlamentari 6 dicembre 2007 E-6057/07

INTERROGAZIONE SCRITTA di Monica Frassoni (Verts/ALE) alla Commissione

Oggetto: Cementeria di Isola delle Femmine, Palermo

Risposta(e)

Nel territorio della provincia di Palermo sono presenti impianti della Italcementi SpA, con uno stabilimento nel comune di Isola delle Femmine dall’attività estrattiva ora concentrata nella sola area di Raffo Rosso, sito di importanza comunitaria (codice SIC ITA020023). La cementeria di Isola delle Femmine (NACE Code 26.51) opera inoltre in un’area limitrofa ad altri siti di importanza comunitaria, tra i quali M. Cuccio e Vallone Sagana (SIC ITA020047), Fondali di Isola delle Femmine — Capo Gallo, (SIC ITA020005) Isola delle Femmine, R.N.O. Isola delle Femmine.
In tale area gli impianti della cementeria di Isola delle Femmine, secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER), emettono monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SOx), particolato — polveri sottili (PMx). Pur consapevole del fatto che, in linea di principio, ciò non rappresenta necessariamente una violazione della direttiva 92/43/CEE(1), è opportuno e doveroso segnalare alla Commissione che in data 5 ottobre 2007, in risposta all’interrogazione parlamentare 4-03245 presentata dall’on. Fundarò, il Ministro dell’Ambiente precisava che Italcementi SpA non è in possesso delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera previste dalla normativa vigente, in quanto parte delle attività risulta difforme rispetto a quanto prescritto nei relativi atti autorizzativi, in particolare con riferimento all’utilizzo del «petcoke» come combustibile (Italcementi ha il permesso di tenerlo in deposito, non di utilizzarlo come combustibile).
Non ritiene quindi opportuno la Commissione, alla luce di quanto dichiarato dal Ministro dell’Ambiente, verificare quanto prima con le autorità italiane se sia stata davvero rispettata anche la direttiva 92/43/CEE in riferimento alla vicinanza dei siti SIC sopra riportati (tra i quali quello che ospita le attività estrattive) all’epoca del rilascio delle autorizzazioni ad Italcementi SpA, con particolare riferimento alla presenza o assenza di valutazioni d’incidenza nell’iter amministrativo allora seguito?
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2007-6057+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT

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