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APPROVATI CANTIERI DI LAVORO

APPROVATI CANTIERI DI LAVORO

Approvazione di vari cantieri di lavoro zona via Libertà e zone limitrofe nel Comune di Isola delle Femmine.

Il responsabile del settore tecnico, arch. Sandro D’Arpa, sottopone all’approvazione della Giunta Comunale la seguente proposta di deliberazione:

Approvazione dei seguenti cantieri di lavoro:

1. “Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento della carreggiata di Via Libertà – I stralcio esecutivo – dal confine con Capaci a Passaggio delle Mimose” – importo complessivo € 113.047,00;

2. “Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento della carreggiata di Via Libertà – II Stralcio esecutivo – dal passaggio delle Mimose al I svincolo ASI” – importo complessivo € 113.632,77;

3. “Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento della carreggiata di Via Libertà – III tralcio esecutivo – dal I svincolo ASI al campo sportivo – importo complessivo € 112.468,71;”

4. “Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento di parte della carreggiata di Via

Mattarella e zone limitrofe nel Comune di Isola delle Femmine” – importo complessivo € 111.760,28;

Progettista: Arch. Monica Giambruno

R.U.P. : Arch. Sandro D’Arpa

IL RESPONSABILE DEL SETTORE

Premesso che:

  • · La legge regionale 14 maggio 2009, n° 6, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n° 22 del 20 maggio 2009, recante “ Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2009”, ha autorizzato l’Assessore Regionale al Lavoro a finanziare, nell’anno 2009 e nell’anno 2010, interventi straordinari aventi ad oggetto la realizzazione di progetti per l’esecuzione o la manutenzione straordinaria di opere di pubblica utilità appartenenti al demanio o al patrimonio dei comuni della Regione, da realizzarsi mediante l’impiego dei lavoratori che abbiano presentato al Centro per l’impiego competente per territorio la dichiarazione di disponibilità di cui al decreto legislativo 21/04/2000, n. 181, come modificato dal decreto legislativo 19/12/2002, n. 297;

Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2009

Considerato che:

  • · Con Deliberazione di G.M. n. 121 del 10/12/2009 è stato conferito, all’Arch. Monica Giambruno, Responsabile del Servizio LL.PP. del Comune di Isola delle Femmine l’incarico della progettazione esecutiva di n° 4 progetti esecutivi per la realizzazione dei seguenti cantieri di lavoro per disoccupati:

1. “Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento della carreggiata di Via Libertà – I stralcio esecutivo – dal confine con Capaci a Passaggio delle Mimose”

2. “Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento della carreggiata di Via Libertà – II Stralcio esecutivo – dal passaggio delle Mimose al I svincolo ASI”

3. “Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento della carreggiata di Via Libertà – III stralcio esecutivo – dal I svincolo ASI al campo sportivo”

4. “Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento di parte della carreggiata di Via Mattarella e zone limitrofe nel Comune di Isola delle Femmine”;

  • · L’arch. Monica Giambruno ha predisposto i progetti dei cantieri di lavoro per disoccupati di cui all’oggetto, costituiti ciascuno dai seguenti elaborati:

1.Relazione tecnica e preventivo di spesa

2.planimetria

3.particolare costruttivo

4.corografia

5.Analisi dei prezzi

6.Computo metrico

7.Elenco elaborati;

_ Con Deliberazione di Giunta Municipale n. 122 del 10/12/2009 è stato nominato Responsabile Unico del Procedimento dei suddetti progetti di cantieri di lavoro, l’arch. Sandro D’Arpa, Responsabile del settore Tecnico del Comune di Isola delle Femmine;

_ Visto Il parere favorevole dell’ASP n° 6 distretto di Carini prot. n. 458/IP del giorno 01/03/2010, introitato al protocollo di questo Comune in pari data al n° 3186;

_ Considerato che per la realizzazione dei lavori di cui ai cantieri di lavori non è necessario acquisire nessun altro parere poiché la Via Libertà fa parte delle strade di proprietà comunale, ma soprattutto perché i lavori di che trattasi rientrano nella casistica della manutenzione ordinaria;

  • · Visti i pareri tecnici e le validazioni del R.U.P.;
  • · Vista la legge regionale 14 maggio 2009, n° 6, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n° 22 del 20 maggio 2009;

PROPONE

_ di approvare i progetti esecutivi dei seguenti cantieri di lavoro, redatti dall’arch. Monica Giambruno, costituiti dagli elaborati sopra riportati che fanno parte integrante e sostanziale del presente atto:

1. “Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento della carreggiata di Via Libertà – I stralcio esecutivo – dal confine con Capaci a Passaggio delle Mimose” 2. “Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento della carreggiata di Via Libertà – II Stralcio esecutivo – dal passaggio delle Mimose al I svincolo ASI” 3. “Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento della carreggiata di Via Libertà – III stralcio esecutivo – dal I svincolo ASI al campo sportivo” 4. “Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento di parte della carreggiata di Via Mattarella e zone limitrofe nel Comune di Isola delle Femmine”,;

_ dare atto che per la realizzazione delle opere di che trattasi è stata presentata istanza di finanziamento presso l’Assessorato del Lavoro, della Previdenza Sociale, della Formazione e dell’Emigrazione, per la somma di €. 112.037,00 per ciascun cantiere e che la somma che il Comune di Isola delle Femmine si impegna a cofinanziare è così distribuita:

1. Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento della carreggiata di Via Libertà – I stralcio esecutivo – dal confine con Capaci a Passaggio delle Mimose” €. 1.010,00;

2. Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento della carreggiata di Via Libertà – II Stralcio esecutivo – dal passaggio delle Mimose al I svincolo ASI” € 1.595,77;

3. Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento della carreggiata di Via Libertà – III stralcio esecutivo – dal I svincolo ASI al campo sportivo” € 431,71;

4. Sistemazione dei marciapiedi e rifacimento di parte della carreggiata di Via Mattarella e zone limitrofe nel Comune di Isola delle Femmine”, non sono previste somme a carico dell’Amministrazione Comunale;

_ Che la somma complessiva di € 3.037,48 verrà impegnata nel Cap. lo 3102.00 “ Manutenzione patrimonio strade vie e piazze” del corrente bilancio in corso di formazione.

IMP=308/2010

Atto numero 23 1-03-2010

Tipo di Atto: DELIBERA DI GIUNTA

Allegato: DELIBERA G.M. 023.10.pdf (53 kb)
Approvazione dei seguenti cantieri di lavoro: 1. “Sistemazione della villetta comunale, preso il Lungomare Eufemio, denominata Villetta Piano Levante; 2. “Sistemazione di un muretto, lungo viale Marino, costa Nord Ovest, del Comune di Isola delle Femmine

Il responsabile del settore tecnico, arch. Sandro D’Arpa, sottopone all’approvazione della Giunta Comunale la seguente proposta di deliberazione:

Approvazione dei seguenti cantieri di lavoro:

1. “Sistemazione della villetta comunale, preso il Lungomare Eufemio, denominata Villetta Piano Levante;

2. “Sistemazione di un muretto, lungo viale Marino, costa Nord Ovest, del Comune di isola delle Femmine” ;

Progettista: Ing. Stefano Francavilla

R.U.P. : Arch. Sandro D’Arpa

IL RESPONSABILE DEL SETTORE

Premesso che:

  • · La legge regionale 14 maggio 2009, n° 6, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n° 22 del 20 maggio 2009, recante “ Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2009”, ha autorizzato l’Assessore Regionale al Lavoro a finanziare, nell’anno 2009 e nell’anno 2010, interventi straordinari aventi ad oggetto la realizzazione di progetti per l’esecuzione o la manutenzione straordinaria di opere di pubblica utilità appartenenti al demanio o al patrimonio dei comuni della Regione, da realizzarsi mediante l’impiego dei lavoratori che abbiano presentato al Centro per l’impiego competente per territorio la dichiarazione di disponibilità di cui al decreto legislativo 21/04/2000, n. 181, come modificato dal decreto legislativo 19/12/2002, n. 297;

Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2009

Considerato che:

  • · Con Deliberazione di G.M. n. 124 del 15/12/2009 è stato conferito, all’Ing. Stefano Francavilla, (LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA VASSALLO ANTONIETTA MAGGIO/09) ncarico della progettazione esecutiva e coordinamento in fase di progettazione ed esecuzione di n° 2 progetti esecutivi per la realizzazione dei seguenti cantieri di lavoro per disoccupati:
  • · L’Ing. Stefano Francavilla ha predisposto i progetti dei cantieri di lavoro per disoccupati di cui all’oggetto, costituiti ciascuno dai seguenti elaborati:

1. “Sistemazione della villetta comunale, preso il Lungomare Eufemio, denominata Villetta Piano Levante;

M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche

2. “Sistemazione di un muretto, lungo viale Marino, costa Nord Ovest, del Comune di isola delle Femmine” ;

1.Relazione tecnica e preventivo di spesa

2.planimetria

3.particolare costruttivo

4.corografia

5.Analisi dei prezzi

6.Computo metrico

7.Allegato fotografico;

8.Elenco elaborati;

_ Con Deliberazione di Giunta Municipale n. 125 del 15/12/2009 è stato nominato Responsabile Unico del Procedimento dei suddetti progetti di cantieri di lavoro, l’arch. Sandro D’Arpa, Responsabile del settore Tecnico del Comune di Isola delle Femmine;

_ Visto il parere favorevole dell’ASP n° 6 distretto di Carini prot. n. 458/IP del 01/03/2010;

_ Considerato che per la realizzazione dei lavori di cui ai cantieri di lavori non è necessario acquisire nessun altro parere poiché i lavori di che trattasi rientrano nella casistica della manutenzione ordinaria;

  • · Visti il parere tecnico e la validazione del R.U.P.;
  • · Visto il Decreto dell’Assessorato della Famiglia delle politiche sociali e del lavoro del 03/02/2010 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 26/02/2010 con il quale vengono rideterminati gli importi degli assegni giornalieri spettanti al personale di direzione ed agli allievi dei cantieri;
  • · Vista la legge regionale 14 maggio 2009, n° 6, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n° 22 del 20 maggio 2009;

PROPONE

_ di approvare i progetti esecutivi dei seguenti cantieri di lavoro, redatti dall’Ing. Stefano Francavilla, costituiti dagli elaborati sopra riportati che fanno parte integrante e sostanziale del presente atto:

1. “Sistemazione della villetta comunale, preso il Lungomare Eufemio, denominata Villetta Piano Levante;

2. “Sistemazione di un muretto, lungo viale Marino, costa Nord Ovest, del Comune di isola delle Femmine”;

_ dare atto che per la realizzazione delle opere di che trattasi è stata presentata istanza di finanziamento presso l’Assessorato del Lavoro, della Previdenza Sociale, della Formazione e dell’Emigrazione, per la somma di €. 112.037,00 per ciascun cantiere alla luce del decreto dell’Assessorato della Famiglia delle politiche sociali e del lavoro del 03/02/2010 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 26/02/2010;

LA GIUNTA COMUNALE

Vista la superiore deliberazione, corredata dei pareri prescritti;

Ritenuta meritevole di approvazione;

Con voti unanimi, espressi per alzata di mano, accertati e proclamati dal Sindaco

DELIBERA

Di approvare la superiore proposta di deliberazione, corredata dai prescritti pareri. Rappresentata la necessità di procedere con l’iter necessario alla realizzazione dei Cantieri di lavoro di che trattasi, la Giunta Municipale, con voti unanimi espressi per alzata di mano dichiara la presente immediatamente esecutiva.

DELIBERA G.M. 024.10.pdf (50 kb)

LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA VASSALLO ANTONIETTA MAGGIO/09

Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare
M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche

CALLIOPE il gran business del verde agricolo di Isola delle Femmine che diventa come d’incanto edificabile. Il cantiere di Isola delle Femmine controllato dalla MAFIA ( è dell’agosto del 2009 la notizia del sequestro dei beni all’imprenditore elettricista Pietro Cinà uomo di fiducia dei Lo Piccolo che all’interno del cantiere la Calliope aveva ottenuto l’appalto per l’impianto elettrico). Dopo il “colpo di mano” del Commissario ad Acta che si sostituisce al C.C. iniziano i lavori senza alcuna licenza , durante la gestione del “Sindaco” Portobello viene concessa il 1 giugno del 2005 la licenza edilizia, nel giugno del 2007 viene presentata alla C.E.C. la variante su tutti i 50 appartamenti, poi spariscono i Maiorana padre e figlio. Ne aveva parlato in un “acceso e sempre urlante” dibattito con il “Sindaco” il geometra ex oppositore (vedasi il comizio tenuto in piazza solo qualche mese prima delle elezioni) ed attuale V.P. del Consiglio geom Vincenzo Dionisi che lo accusava di essere stato l’artefice di…… ? L’incontro scontro, tra il “Sindaco” e attuale ex oppositore geom Vincenzo Dionisi, avvenne nella sala parrocchiale per ricordare il sacrificio del maresciallo Monteleone. I cittadini di Isola delle Femmine sono ancora in attesa di una risposta del “Sindaco” tesa a difendere l’onorabilità della Istituzione Comune Isola delle Femmine, circa la notizia che sull’affare Calliope “…… e ben 5 appartamenti ceduti a figli di ex amministratori locali per mettere a tacere ogni cosa e sistemare i documenti alla bisogna…”.( notizia del 17 dicembre 2008) Documentazione articoli vai a ……..

CANTIERI LAVORO REGIONE SICILIA

*Regione Sicilia 1750 Cantieri Lavoro
*APPROVATI CANTIERI DI LAVORO
*Cantieri di Lavoro Regione Sicilia
*Direttori Cantieri lavoro
*Graduatoria Operai Comuni Criteri e Procedure

 

vai al link leggi:

FIRMATO IL PROTOCOLLO d’intesa sul contrasto alla mafia a Isola delle Femmine

*LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI
*Solo gli STOLTI non cambiano idea
*T.A.R.
Ufficio Tecnico Comunale, Licenze Edilizie, Abusivismo, Piano Regolatore Generale, Ordinanze, Condoni, Oneri Urbanizzazione, Denunce,Voto di Scambio, Gestione del Terrritorio, Leggi, Decreti, Mafia, Commissione Comunale Edilizia, Commissione Paesaggistica, Pizzo……….

*APPROVATO ALL’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA IL PIANO CASA

*DECADENZA Consigli Comunali a Serradifalco Trabia Licata NASO Rimozione del Sindaco

*EDILIZIA SENTENZE ABUSIVISMO LICENZE CONDONI ORDINANZE
*Ambiente e politica ad Isola delle Femmine
*Ambiente e Politica a Isola delle Femmine
*Il Vespro
*Solo gli STOLTI non cambiano idea
*ADOZIONE P.R.G. PRG 30.10.09
*Composizione e Competenze Commissioni Edilizie Comunali e dissesto idrogeologico
*PORTO Isola delle Femmine Valutazione Incidenza Ambientale
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche 

*ABUSIVISMO EDILIZIO: Ordinanza AIELLO EMILIA

*Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio

*Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare

*T.A.R.

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FIRMATO IL PROTOCOLLO d’intesa sul contrasto alla mafia a Isola delle Femmine

Le vittime Innocenti di TUTTE le mafie

 

 

Scioglimento dei Consigli: La Costituzione stabilisce della necessità che ogni atto che la pubblica amministrazione produce Sia improntato alla giustizia ed alla imparzialità.

Il rapporto con il mondo della politica è fondamentale per le organizzazioni mafiose. Diverse sono le circostanze nelle quali il rapporto tra il politico e lo Zio di turno si manifesta in uno scambio tra consenso da una parte (voti) e possibilità di fare affari dall’altra. Alle elezioni lo Zio “indica” il candidato da votare che una volta eletto si adopererà affinché lo Zio & Soci possano fare affari infiltrandosi nel tessuto economico legale, condizionando pesantemente gli uffici della pubblica amministrazione mediante l’esercizio di attività corruttive e di atti intimidatori.

La legge 22 luglio 1991, n. 221 assorbita dal D.L. 257/200, prevede la possibilità di sciogliere un’amministrazione comunale sulla quale grava il sospetto di una infiltrazione o condizionamento di carattere mafioso.

Il Consiglio dei Ministri, propone la disposizione dello scioglimento dell’ente locale al Presidente della Repubblica, che ha il potere di firma del decreto di scioglimento stesso.

Casi History,Cronaca,Leggi decreti articoli e………

* Comuni Inquinamento mafioso affaristico

* Ambiente e Politica a Isola delle Femmine

* Le vittime Innocenti di TUTTE le mafie

*FIRMATO IL PROTOCOLLO d’intesa sul contrasto alla mafia a Isola delle Femmine

* Solo gli STOLTI non cambiano idea

*Ambiente e politica ad Isola delle Femmine

* ABUSIVISMO EDILIZIO: Ordinanza AIELLO EMILIA

*ADOZIONE P.R.G. PRG 30.10.09

*Composizione e Competenze Commissioni Edilizie Comunali e dissesto idrogeologico

*PORTO Isola delle Femmine Valutazione Incidenza Ambientale

*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche

*Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio

*DECADENZA Consigli Comunali a Serradifalco Trabia Licata NASO Rimozione del Sindaco

*Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare

*T.A.R.

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Il Vespro

FIRMATO IL PROTOCOLLO d’intesa sul contrasto alla mafia a Isola delle Femmine

Pubblicato da Comitato Cittadino Isola Pulita a 04.34 Etichette: , , , , , , , , , , ,

Ecco l’ultima sul Parlamento. Il deputato Apprendi vuole sapere c

Ecco l’ultima sul Parlamento. Il deputato Apprendi vuole sapere c

L’AFFAIR DELLA CALLIOPE Ex Amministratori beneficiari di appartamenti?
Caricato da isolapulita
 
Ecco l’ultima sul Parlamento. Il deputato Apprendi vuole sapere chi va in missione, la Presidenza dell’Ars oppone un rifiuto, violerebbe la privacy

L’onorevole Pino Apprendi, ex DS oggi PD, di mestiere vigile del fuoco, ha assunto una iniziativa inconsueta: ha chiesto al Presidente dell’Assemblea regionale siciliana informazioni sui colleghi parlamentari che hanno usufruito del trattamento di missione nei loro viaggi. 

L’ufficio di gabinetto del Presidente dell’Assemblea regionale, secondo quanto riferisce Repubblica, ha risposto picche. Motivo: non è permesso mettere in piazza notizie di tal fatta. 

Non rispetterebbe la privacy degli interessati. 

Apprendi non ha preteso di sapere dove si siano recati i suoi colleghi per i fatti loro nel 2008, quanti viaggi di piacere abbiano scelto di fare, né di quali mezzi si siano serviti a tale scopo, né se abbiano viaggiato da soli o in compagnia. Apprendi era mosso unicamente dall’intenzione di conoscere le buone cause che hanno richiesto il trattamento speciale che concede il rimborso delle spese fatte con una diaria giornaliera, una indennità di missione piuttosto congrua e il diritto di assentarsi dalle sedute dell’Assemblea, per le quali è prevista la perdita di una indennità in caso di assenza. 

In definitiva non era affatto interessato a sapere dove fosse andato il parlamentare per il weekend con i familiari o gli amici, ma i suoi movimenti ufficiali e formali, attinenti ad un incarico politico. 

Al fine di accertarne l’utilità, infatti, la missione viene autorizzata dal Presidente dell’Assemblea regionale e istruita dall’ufficio di gabinetto. Secondo Repubblica, l’ufficio di gabinetto avrebbe negato al deputato il diritto di sapere dove vanno i suoi colleghi con i soldi dell’Assemblea. 

Avrebbe voluto verificare quanti suoi colleghi utilizzano bene il denaro dell’Assemblea ed esprimere magari un punto di vista in ordine all’opportunità di svolgere le missioni.  

Il diniego non ammette dubbi, non so può raccontare ai quattro venti quello che i deputati fanno anche quando sono in missione e sono ben pagati per questa ragione. 

Apprendi, come ogni deputato, svolge un’attività di controllo oltre che di iniziativa legislativa. I parlamentari, infatti, dividono il loro lavoro – come in ogni assemblea legislativa – fra attività ispettiva e attività di proposizione legislativa. 

Se vuole avere notizia di qualcosa dal governo usa gli strumenti dell’attività ispettiva, interrogazioni e interpellanza.  

Quando l’attività di controllo del deputato prende di mira il “suo” Parlamento le cose si complicano, perché il Parlamento si è provvisto di una cintura “sanitaria”. La regola è di fare sapere meno possibile, meglio niente. 

Quando è stato costretto – è avvenuto di recente – a darsi un regolamento dell’accesso agli atti, ne ha approfittato per redigerne uno sull’inaccessibilità piuttosto che sull’accesso. In più da qualche tempo a questa parte invece che sviluppare una tendenza alla informazione ha streto ancora di più la griglia con misure che nel medioevo avrebbero fatto gridare allo scandalo. I paletti del riserbo hanno aggiunto al tradizionale silenzio anche un atteggiamento di particolare severità sulle richieste d’informazione. 

Sicché accade che un deputato regionale possa pretendere risposte dal governo e ottenerle e incontrare ostacoli quando le richieste all’Assemblea. 

Apprendi ha annunciato una interrogazione dopo il diniego alle informazioni richieste, la qualcosa è singolare. Le interrogazioni sono dirette al Presidente della Regione, non al Presidente dell’Ars. Perché è lui il responsabile di tutto ciò che riguarda la Regione ed è lui che “passa” i quattrini al Parlamento per farlo funzionare. 

E allora? 

Il Parlamento regionale gode della cosiddetta autodichia, una totale autonomia amministrativa. Può spendere come e quando vuole e nessuno deve metterci naso. E questo nell’interesse della categoria, non dell’istituzione. 

Generalmente le iniziative singole, come quella di Apprendi, hanno breve durata, sono condannate ad un flop prevedibile. 

Perché? 

Chi volete che stia dalla parte di Apprendi, ammesso che Apprendi stia dalla sua parte fino alla fine? 

Ogni tanto capita che qualche deputato esterni la sua irritazione per il modo in cui viene speso il denaro pubblico, ma non bisogna entusiasmarsi, è fuoco di paglia, non succede assolutamente nulla. 

Vogliamo scommettere che anche in questa circostanza la consuetudine sia rispettata?

http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/39513/ecco-lultima-parlamento-deputato-apprendi-vuole-sapere-missione-presidenza-dellars-oppone-rifiuto-violerebbe-privacy.htm

 
Sconti per i parlamentari dell’Ars
Tassi agevolati sulla prima casa  ed aiuti per i funerali

Tassi agevolati al 2% per l’acquisto della prima casa e sussidi in caso di morte per funerali e sepoltura: a beneficiarne non sono categorie protette o disagiati ma i parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana che già possono contare su una serie di benefit e agevolazioni, oltre a una indennità mensile composta da varie voci intorno ai diecimila euro.

Gli “aiuti” per l’acquisto della casa sono previsti da una convenzione che, come riporta oggi ‘La Repubblica’, l’Ars ha firmato con il Banco di Sicilia negli anni ’80 e che è stata ritoccata nelle scorse settimane: l’importo è stato incrementato da 150 a 300 mila euro, cifra che può essere concessa anche per l’acquisto di locali per la segreteria politica.

Nell’ultimo rendiconto approvato dal collegio dei questori all’Ars, relativo alle spese per il 2007, si legge che le uscite per il “contributo interessi su mutui edilizi erogati dal Banco di Sicilia” sono state pari a 52.830 euro. Per i funerali di deputati o ex deputati il contributo dell’Ars, invece, è di cinque mila euro, con una spesa nel 2007 di 36.151 euro.
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/39474/benefici-sconti-parlamentari-dellars-tassi-agevolati-prima-casa-aiuti-funerali.htm
 
 
Intervista al deputato regionale che non rispetta la regola del silenzio. “Anche il Presidente dell’Ars deve giustificare le sue missioni…”
 
 Non è facile trovare uno che dice quello che pensa. Nella vita di ogni giorno, intendo. Anche fra mura amiche capita di imbattersi in chi mastica invece che parlare, si mangia le parole che non vuole dire, finge di affidare all’intelligenza altrui – una specie di riconoscimento, insomma – ciò che non dice. Invece ha evitato di dire quello che va detto chiaro e tondo. Se incontri uno che fa politica e per giunta il deputato regionale che parla, ti giri dall’altra parte, ti guardi attorno e ti chiedi se qualcuno ti sta facendo uno scherzo. Senti l’impulso di domandargli i documenti d’identità. Non è possibile, ti dici. Che cosa sta succedendo?
E invece non sta succedendo proprio niente. C’è che Pino Apprendi, di professione vigile del fuoco, è abituato a prendere per costume e per mestiere le castagne dal fuoco con le proprie mani. E pare che questa sia una malattia contratta alla nascita.
Una piacevole scoperta, dunque, propiziata dall’insolita iniziativa dello stesso Apprendi, di chiedere nomi e cognomi, motivazioni delle missione effettuate dai deputati regionali e del rifiuto opposto dal Presidente dell’Ars, Francesco Cascio, alla richiesta.
Onorevole, abbiamo capito bene? Lei vuole sapere chi va in missione e perché?
Sì, è così.
Come le è venuto in mente di interessarsi dei fatti degli altri? Lo sa che non sta rispettando le regole della casta?
Sì, lo so.
Il fatto, dunque. Che cosa ha provocato la sua sorprendente richiesta?
Un episodio accaduto a Messina in ottobre dello scorso anno. La commissione Attività produttive. Presieduta da Salvino Caputo, ha organizzato presso l’Unioncamere di Messina, un’audizione. Essendo vice presidente della Commissione, Caputo ha richiesto la mia presenza. Come di prammatica o dovuto chiedere l’autorizzazione alla missione. L’autorizzazione non è arrivata. Ovviamente sono andato lo stesso a Messina, ci mancherebbe…
E com’è finita?
Tornato a Palermo ho preteso di conoscere i motivi del diniego.
È stato accontentato?
No, non sono stato accontentato. Anzi, i funzionari della terza Commissione della quale faccio parte, mi hanno riferito che la richiesta era stata rigettata.
Ha chiesto le ragioni del diniego?
Certo, le ho chieste, ma senza risultato. Sicché ho messo nero su bianco. Anche stavolta niente, mi è stato spiegato che quando l’autorizzazione è negata, il Presidente non è tenuto a dare alcuna motivazione. Se non c’è l’indennità di missione, non c’è comunicazione… Ma a scrivermi non è il Presidente, bensì un funzionario. Ma come, io scrivo al Presidente e ricevo la risposta dal funzionario, mi sono detto. Qualcosa non funziona…
E lei, allora che cosa ha fatto?
La risposta non mi ha affatto convinto. Al di là dell’indennità, c’è la necessità di una copertura assicurativa. Non ero andato a Messina con la fidanzata, c’ero andato a fare il mio lavoro. Se mi fosse successo qualcosa, non sarei stato tutelato.
A questo punto lei ha scritto una lettera al Presidente per chiederle informazioni sulle missioni…
Giusto, voglio capire come funziona questo meccanismo. Sento tante voci su questo argomento, alcune non mi piacciono affatto. Pare che si esageri…Per questo motivo, pretendo una documentazione.
Ma non l’ha avuta.
Vero, non l’ho avuta. E allora ho incontrato il Presidente dell’Assemblea, Francesco Cascio, il quale mi ha detto che c’è una questione di privacy.
L’ha convinta?
Nemmeno per niente. Ho detto al Presidente: caro Francesco, mi viene da ridere. Se un deputato spende i suoi soldi può andare dove vuole e non ha il dovere di fare sapere niente a nessuno, ma se ci va con i soldi dell’Assemblea e prende pure l’indennità, la privacy non c’entra per niente. Anzi il deputato in missione ha il dovere di fare sapere senza aspettare che qualcuno chieda informazioni. Le cose stanno esattamente agli antipodi. Quindici giorni fa ho reiterato la richiesta, voglio sapere nomi e cognomi di chi va in missione…
Si inimicherà alcuni suoi colleghi.
Non m’importa niente, ho la testa dura. Voglio sapere dove vanno, con chi ci vanno, quanto spendono, perché sono andati in missione. Tutti, nessuno escluso, devono dare conto. A cominciare dal Presidente Cascio. Anche lui, se va in missione, deve giustificare al Parlamento perché c’è andato. Voglio leggere le relazioni di ogni missione, risultati. Bisogna finirla con questo andazzo… Non è solo una questione di principio, quando usiamo soldi pubblici abbiamo il dovere di informare come li spendiamo. E’ una questione morale. Si parla tanto di sprechi, di risparmi. È arrivato il tempo di fare sul serio.
La sua iniziativa finirà nel nulla. Lei è solo.
No, non sono solo.
Il pessimismo è d’obbligo.
Non è una battaglia facile, ma spero di smentirla.

 http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/39551/intervista-deputato-regionale-rispetta-regole-silenzio-anche-presidente-dellars-deve-giustificare-missioni.htm
http//www.isolapulita.it
Pubblicato da Comitato Cittadino Isola Pulita a 08.28 Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

Regione Sicilia Disegno di Legge sulla Trasparenza

Regione Sicilia Disegno di Legge sulla Trasparenza

 
GIUNTA REGIONALE SICILIANA APPROVA DDL SU TRASPARENZA AMMINISTRATIVA

Regione Sicilia Disegno di Legge sulla Trasparenza
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Palermo, 10 febbraio 2010 – La giunta regionale, su proposta dell´assessore per le Autonomie Locali e la Funzione Pubblica, Caterina Chinnici, ha approvato il disegno di legge sulla trasparenza e semplificazione amministrativa. Il provvedimento si inserisce nell´ambito dell´attivita´ di riforma dell´amministrazione regionale, che ha gia´ portato, dal primo gennaio di quest´anno, a una riorganizzazione dei 12 assessorati e dei 28 dipartimenti, in maniera piu´ razionale e uniforme. “I recentissimi interventi operati dalla legge Brunetta, in tema di riforma di pubblica amministrazione – spiega l´assessore Chinnici – forniscono l´occasione e l´opportunita´ per aggiornare la normativa regionale. Il disegno di legge introduce un piu´ moderno sistema di regole che, ponendo il cittadino al centro dell´azione amministrativa, allo stesso tempo, consente alla Regione di promuovere nuove e piu´ ricche opportunita´ di crescita civile, economica e culturale della societa´ siciliana”. L´obiettivo e´ lo snellimento e la modernizzazione dell´apparato burocratico dell´amministrazione regionale, finalizzato all´accrescimento della sua efficienza, trasparenza, competitivita´ e al potenziamento della sua capacita´ ad attrarre investimenti, in un contesto di forte contrasto alla corruzione e alla criminalita´ organizzata. In particolare, allo scopo di accelerare l´iter amministrativo, il termine di conclusione dei procedimenti e´ stato ridotto a 30 giorni. In tema di silenzio assenso e diritto di accesso agli atti, si applicheranno le disposizioni statali. All´interno del provvedimento, formato da 25 articoli, sono state inserite tutta una serie di norme, in materia di personale e trasparenza amministrativa, finalizzate ad affermare e incrementare l´impermeabilita´ dell´azione amministrativa regionale rispetto a qualsiasi forma di infiltrazione e collusione mafiosa. Il corpo di norme e´ stato tratto dal “Codice antimafia e anticorruzione della pubblicazione amministrazione”, varato dalla Commissione istituita dall´allora assessore regionale alla Presidenza, Giovanni Ilarda, e presieduta dall´ex procuratore nazionale antimafia, Pier Luigi Vigna, e approvato dalla giunta regionale lo scorso 4 dicembre. Prevista anche una semplificazione burocratica in materia di dichiarazione di inizio attivita´ per le imprese che operano nel settore delle energie alternative. Una sorta di liberalizzazione e delegificazione delle attivita´ imprenditoriali per ottimizzare l´utilizzo di strumenti innovativi, di fonti di produzione di energia rinnovabile, che incrementano in modo significativo i livelli occupazionali e che difendono e valorizzano l´ambiente, il paesaggio e il patrimonio storico-artistico. Gia´ nel 2001, l´Unione europea, con una direttiva, in un´ottica di liberalizzazione del mercato interno dell´elettricita´, aveva sottolineato il favor ordinamentale verso nuove forme di rendimento energetico in virtu´ di un loro maggiore contributo alla protezione dell´ambiente e allo sviluppo sostenibile. Per quanto riguarda la trasparenza, previsto l´obbligo, per l´amministrazione regionale e gli enti locali, di pubblicazione, sui propri siti internet, dei bilanci, della spesa per il personale, della ripartizione del fondi in materia di retribuzione accessoria. Ma anche di rendere pubblici, con collegamenti ipertestuali adeguati e con l´accessibilita´ diretta dalla home page, tutte le unita´ organizzative con le rispettive competenze. Per la prima volta, la Regione siciliana, con l´obiettivo di assicurare, all´interno e all´esterno dell´amministrazione, un´immagine coordinata, univoca e trasparente della sua organizzazione, si dotera´ di un manuale con le norme e i criteri fondamentali per il rispetto, il corretto e uniforme utilizzo del proprio logo. In tema di riordino e semplificazione della legislazione regionale, e´ prevista la presentazione di uno o piu´ disegni di legge di riassetto normativo. Laddove, inoltre, la normativa regionale preveda il rinvio alle norme statali, quest´ultimo, se statico, viene trasformato in dinamico, a decorrere da un anno dall´entrata in vigore della legge. Questo consentira´ di rendere immediatamente efficaci in Sicilia le eventuali modifiche apportate dallo Stato, assicurando cosi´ certezza e chiarezza nell´applicazione. Diverse anche le norme per il contrasto alla corruzione e alla criminalita´ organizzata di stampo mafioso. Prevista l´istituzione, da parte di Regione, Province e Comuni, di apposite strutture dedicate alla formazione obbligatoria del personale che svolge le proprie mansioni nel settore degli appalti, dell´urbanistica e dell´edilizia. Il dipendente dovra´ segnalare, inoltre, con immediatezza, ogni fatto o comportamento anomalo riconducibile a possibili interferenze criminali nell´attivita´ della pubblica amministrazione. Inserito, inoltre, il divieto di accettare regali di qualsiasi natura, tranne se di modico valore e per particolari ricorrenze e sempre che il dipendente non abbia in corso rapporti d´ufficio con il donante. In ogni caso, sia la ricezione dei regali di modico valore, che l´offerta respinta, dovranno essere segnalate al dirigente. Prevista l´attivazione di un numero verde telefonico per la segnalazione di episodi di infiltrazioni criminali negli uffici regionali. I dipendenti avranno inoltre l´obbligo di compilare un questionario indicando sia i rapporti di collaborazione, in qualunque forma retribuiti, svolti negli ultimi 5 anni, sia l´eventuale adesione ad associazioni od organizzazioni, anche di carattere riservato. Il questionario andra´ aggiornato con cadenza biennale. I dipendenti dovranno comunicare, all´organo burocratico di vertice, l´avvio e la conclusione di eventuali procedimenti penali a loro carico per i reati di stampo mafioso, concussione, corruzione, scambio elettorale politico-mafioso, rapina, estorsione, usura, ricettazione, riciclaggio, truffa aggravata ai danni dello Stato, turbata liberta´ degli incanti, frode nelle pubbliche forniture. Prevista, inoltre, la rotazione periodica del personale che svolge mansioni nei settori piu´ esposti al rischio di infiltrazioni di tipo mafioso e in particolare degli appalti, dell´urbanistica, dell´edilizia, dei trasporti e delle risorse umane. I dirigenti, nell´assegnazione del carico di lavoro inerente i procedimenti amministrativi, dovranno seguire predeterminati criteri di distribuzione ancorati a parametri oggettivi, resi pubblici con mezzi adeguati. Previsto il rigoroso rispetto dell´ordine cronologico nella trattazione di una pratica. L´amministrazione, entro un anno, dovra´ dotarsi di adeguati sistemi di rilevazione di coloro che accedono ai pubblici uffici e prevedere l´istituzione di una banca dati degli accessi.

http://www.marketpress.info/notiziario_det.php?art=131616

*Regione Sicilia Disegno di Legge Trasparenza

*Regione Sicilia Riordino Personale

 

*Federalismo Fiscale legge 42/09

Regione: trasferimenti a Enti locali virtuosi

di Carlo Alberto Tregua

Utilizzare costi e standard di efficienza

La legge sul federalismo (42/09) ha previsto l’elencazione dei costi standard e degli standard di efficienza, da determinare mediante appositi decreti legislativi in fase di preparazione. È ancora poco noto cosa significhino costi standard e standard di efficienza, anche se per i professionisti dell’organizzazione si tratta di pane quotidiano. Il fatto è che i professionisti dell’organizzazione, nel settore pubblico, sono pochi e i servizi vengono affidati a chi ha un concetto burocratico e inefficiente della loro funzionalità.
Costo standard significa che lo stesso servizio pubblico, da qualunque ente prodotto, ha bisogno della stessa spesa e non di più. Cosicché i servizi dei Comuni di Genova o di Palermo, di Venezia o di Catania, di Enna o di Verbania, di Corvara o di Pachino, devono avere lo stesso costo e quindi i bilanci di quegli enti locali, a parità di servizi, hanno bisogno di pari finanziamenti, cioè di trasferimenti dalle Regioni.

Standard di efficienza significa, a sua volta, che la produzione di ogni servizio deve essere improntata alla migliore combinazione di tutti gli elementi necessari al servizio: figure professionali, strumenti, logistica, risorse finanziarie. La cattiva combinazione di questi elementi fa uscire i servizi fuori dallo standard di efficienza, cosa che dovrebbe comportare responsabilità professionali e patrimoniali del dirigente preposto al servizio.
Tali responsabilità sono ben definite con l’ultimo decreto legislativo (150/09) col quale al dirigente pubblico viene data una nuova denominazione di Datore di lavoro pubblico (art. 34). Con questa definizione, la legge ha voluto assimilare la figura del dirigente a quella del Datore di lavoro privato. Il citato D.lgs. ha inserito anche l’obbligo di trasparenza con la pubblicazione sul sito di ogni ente di curricula completi e compensi di ogni genere per i dirigenti, nonché la pubblicazione degli obiettivi e dei risultati conseguiti.

Quando i decreti legislativi relativi a costi standard e standard di efficienza saranno pubblicati, diverrà imperativo, per ogni branca amministrativa di Stato, Regioni ed Enti locali, adeguare le proprie spese, servizio per servizio, ai parametri elencati. Per esempio, verranno commisurate le spese per il personale del Comune di Catania, che ha 3.800 dipendenti, con quelle del Comune di Bari, che ne ha 2.000. Risulterà evidente che a Catania vi sono 1.800 unità in più.
Tenuto conto che ogni dipendente pubblico costa in media 70 mila euro, 1.800 dipendenti fanno esorbitare la spesa di ben 126 milioni, che costituisce uno spreco. Ma se l’amministrazione etnea volesse sprecare queste somme, che non ha, per fare assistenza o ammortizzatori sociali (così va considerato l’eccesso di personale) potrebbe anche farlo, ma la Regione non coprirebbe tale spreco con i trasferimenti finanziari.

I 390 Comuni siciliani e le 9 Province regionali saranno obbligati a rivedere le piante organiche, cosa che dovranno fare in immediata successione alla redazione del loro Piano industriale, o meglio Piano organizzativo per la produzione dei servizi, in modo da adeguarsi ai costi standard e agli standard di efficienza. Solo l’adeguamento a tali parametri potrà fare acquisire a ogni ente il carattere di virtuoso, facendogli abbandonare quello di vizioso.
La Regione saprà dunque quanto trasferire a ogni ente locale in base alla dose di virtù posseduta, sanzionando la parte di vizio che ancora qualche sindaco o presidente di Provincia volesse perpetuare.
L’autonomia del nostro Statuto costituzionale deve essere la nostra forza e non la nostra debolezza. La forza derivante dalla capacità di dimostrare che siamo bravi nell’amministrare la Cosa pubblica, che innoviamo il sistema economico, che selezioniamo i migliori talenti da utilizzare in tutte le organizzazioni, che siamo insomma capaci di fare più e meglio di ognuna delle altre 19 regioni italiane.
L’orgoglio dei siciliani deve essere quello di farci apprezzare per quello che sappiamo fare e per quello che facciamo, senza ampollosità, pomposità e inutili parole, di cui tutti i siciliani hanno piene le tasche.

http://www.qds.it/index.php?id=2857

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*Regione Sicilia Riordino Personale
 

*Federalismo Fiscale legge 42/09

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*Windshear
*Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985
*T.A.R. Ciampolillo n 170/2010

*T.A.R.

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3 commenti:

capito bene………..da dove viene il marcio ha detto…l’attuale ex oppositore Vice Pres del C.C. geom Vincenzo Dionisi ma erano oppositori anche billeci e mammino solo che questi anno perso e l’ex oppositore a vinto perche il male di isola viene dalla romagna e gli isolani lo anno capito bene benissimi

14 febbraio 2010 10.55

capito bene………..da dove viene il marcio ha detto…l’attuale ex oppositore Vice Pres del C.C. geom Vincenzo Dionisi ma erano oppositori anche billeci e mammino solo che questi anno perso e l’ex oppositore a vinto perche il male di isola viene dalla romagna e gli isolani lo anno capito bene benissimi

14 febbraio 2010 10.55

capito bene………..da dove viene il marcio ha detto…l’attuale ex oppositore Vice Pres del C.C. geom Vincenzo Dionisi ma erano oppositori anche billeci e mammino solo che questi anno perso e l’ex oppositore a vinto perche il male di isola viene dalla romagna e gli isolani lo anno capito bene benissimi

14 febbraio 2010 10.56

Assemblea Regionale Siciliana approva la legge sulla casa

Assemblea Regionale Siciliana approva la legge sulla casa

Assemblea Regionale Siciliana Votato il Piano Casa
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L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il piano casa

Il piano casa è stato approvato in via definitiva dall’Assemblea regionale siciliana, nella seduta pomeridiana di martedì 9 marzo 2010, con 54 voti favorevoli, 9 contrari e 12 astenuti.
Il voto conclusivo si è avuto alla fine di un ampio dibattito nel corso del quale sono intervenuti 20 parlamentari di tutti i gruppi e ai quali ha replicato, a nome del governo regionale, l’assessore alle infrastrutture e mobilità Luigi Gentile.
Alla presidenza di Sala d’Ercole si sono avvicendati il presidente Francesco Cascio e i vicepresidenti Santi Formica e Camillo Oddo.
Il seguito dell’esame d’Aula del disegno di legge sulla gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati è stato rinviato, così come aveva proposto il presidente Cascio, a mercoledì 10 marzo per consentire al governo e alla commissione per il territorio e l’ambiente, presieduta da Fabio Mancuso, una più approfondita valutazione degli oltre 300 emendamenti.
L’Assemblea ha pure concluso la discussione generale del disegno di legge sull’ordinamento della professione di maestro di sci votando anche, dopo l’intervento dell’assessore al turismo Nino Strano, il passaggio all’esame dei singoli articoli del provvedimento.
La seduta è stata quindi aggiornata a mercoledì 10 marzo con all’ordine del giorno anche l’esame del bilancio di previsione della regione per il 2010, quello per il triennio 2010-2012 e le disposizioni programmatiche e correttive per l’esercizio finanziario in corso.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «Norme per il sostegno

dell’attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio» (459-386-209-394-404/A)

PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge “Norme

per il sostegno dell’attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio” (nn. 459-386-209-

394-404/A).

Indìco la votazione per scrutinio nominale.

Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante

rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.

Dichiaro aperta la votazione.

(Si procede alla votazione)

Dichiaro chiusa la votazione.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo l’esito della votazione per scrutinio nominale:

Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 76

Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75

Maggioranza . . . . . . . . . . . . . . 38

Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . . 54

Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9

Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12

(L’Assemblea approva)

BUZZANCA. Dichiaro di essermi astenuto dalla votazione.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.

http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaDB=221&icaQuery=%2815.LEGISL+E+2009.IDEDDL+E+%28459%29.NUMDDL%29
Norme per il sostegno dell’attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente
I T E R Attuale 09 mar 2010 Approvato dall’Assemblea Seduta n. 150 AULA

Storico03 set 2009 Assegnato per esame Commissione QUARTA
15 set 2009 Annunziato Seduta n. 109 AULA
15 set 2009 Annunzio assegnazione Seduta n. 109 AULA
16 set 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 60 0400 Commissione QUARTA
16 set 2009 Abbinamento con ddl 386; ddl 209; ddl 394; ddl 404; – VEDI ddl 459 Seduta
n. 60 0400 Commissione QUARTA
29 set 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 63 0400 Commissione QUARTA (AUDIZIONI)
30 set 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 65 0400 Commissione QUARTA (AUDIZIONI)
07 ott 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 67 0400 Commissione QUARTA
27 ott 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 71 0400 Commissione QUARTA
04 nov 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 74 0400 Commissione QUARTA
11 nov 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 76 0400 Commissione QUARTA
15 dic 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 80 0400 Commissione QUARTA
16 dic 2009 Esaminato in commissione Seduta n. 81 0400 Commissione QUARTA
13 gen 2010 Esaminato in commissione Seduta n. 82 0400 Commissione QUARTA
21 gen 2010 Esaminato in commissione Seduta n. 85 0400 Commissione QUARTA
21 gen 2010 Richiesto parere Comitato qualità legislazione Seduta n. 85 0400 Commissione
QUARTA
21 gen 2010 Esitato per Aula Seduta n. 85 0400 Commissione QUARTA
26 gen 2010 Parere espresso Comitato qualità legislazione Seduta n. 37 1600 Comitato
per la qualità della legislazione
02 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 137 AULA
10 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 140 AULA
23 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 144 AULA
24 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 145 AULA
25 feb 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 146 AULA
02 mar 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 147 AULA
03 mar 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 148 AULA
09 mar 2010 Esaminato in Aula Seduta n. 150 AULA

LEGGE 23 marzo 2010, n. 6.

Norme per il sostegno dell’attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio.

REGIONE SICILIANA

L’ASSEMBLEA REGIONALE HA APPROVATO

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1.

Finalità

1. La Regione, in attuazione dell’intesa tra Stato, Regioni ed enti locali del 1° aprile 2009 sull’atto concernente misure per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia, promuove misure straordinarie e urgenti finalizzate a sostenere la messa in sicurezza e/o riduzione del rischio sismico e idrogeologico nonché la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente dal punto di vista della qualità architettonica e dell’efficienza energetica, mediante l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile e delle tecniche costruttive della bioedilizia, coerentemente con le caratteristiche storiche, architettoniche, paesaggistiche e ambientali ed urbanistiche delle zone ove tali immobili sono ubicati.

Art. 2.

Interventi edilizi di ampliamento degli edifici esistenti

1. Per le finalità di cui all’articolo 1 è consentito l’ampliamento degli edifici esistenti, con tipologia unifamiliare o bifamiliare ad uso residenziale e/o uffici o comunque di volumetria non superiore a 1.000 metri cubi, ultimati entro la data del 31 dicembre 2009, purché risultino realizzati sulla base di un regolare titolo abilitativo edilizio ove previsto, siano stati dichiarati per l’iscrizione al catasto e purché al momento del rilascio del titolo abilitativo edilizio relativo agli interventi di cui al presente articolo siano in regola con il pagamento della TARSU o della TIA e dell’ICI alla data della presentazione dell’istanza di cui all’articolo 6. L’ampliamento è consentito nei limiti del 20 per cento del volume esistente, per ogni unità immobiliare, a condizione che lo stesso ampliamento sia armonizzato in un progetto unitario con il restante edificio.

2. I nuovi volumi realizzati ai sensi del presente articolo non possono eccedere il limite di 200 metri cubi per l’intero corpo di fabbrica, risultante alla data del 31 dicembre 2009, suddivisibili proporzionalmente al volume di ogni singola unità immobiliare.

3. Gli interventi sono ammessi in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali, purché nel rispetto delle distanze minime stabilite da norme legislative vigenti ed in conformità alla normativa antisismica.

4. Gli interventi possono riguardare esclusivamente edifici legittimamente realizzati. Sono esclusi gli immobili che hanno usufruito di condono edilizio salvo quelli oggetto di accertamento di conformità di cui all’articolo 13 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, introdotto dall’articolo 1 della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37.

5. L’ ampliamento è realizzabile in aderenza a fabbricati esistenti sullo stesso livello di piano e/o in sopraelevazione.

6. L’ampliamento in sopraelevazione è consentito esclusivamente quale recupero ad uso abitativo o uffici, anche con eventuale ampliamento allo stesso livello di volumi accessori e/o pertinenziali già regolarmente realizzati alla data del 31 dicembre 2009.

7. Gli interventi sono subordinati alle verifiche delle condizioni statiche dell’intero edificio ed all’eventuale adeguamento strutturale in caso di mancato rispetto dei vigenti criteri di sicurezza antisismica.

Art. 3.

Interventi per favorire il rinnovamento

del patrimonio edilizio esistente

1. Per la finalità di cui all’articolo 1 è consentita la demolizione e ricostruzione degli edifici residenziali, ultimati entro la data del 31 dicembre 2009, purché risultino realizzati sulla base di un regolare titolo abilitativo edilizio ove previsto, siano stati dichiarati per l’iscrizione al catasto e siano in regola con il pagamento della TARSU o della TIA e dell’ICI alla data della presentazione dell’istanza di cui all’articolo 6.

2. Al fine di favorire la realizzazione degli interventi, sono consentiti interventi di integrale demolizione e ricostruzione, anche su area di sedime diversa, ricadente all’interno della stessa area di proprietà, intesa come insieme di particelle catastalmente contigue senza soluzione di continuità e appartenenti allo stesso proprietario, purché non interessino aree per attrezzature discendenti dallo strumento urbanistico vigente o adottato o aree gravate da vincoli di inedificabilità previsti dalla vigente normativa statale e regionale.

3. Gli interventi possono prevedere aumenti fino al 25 per cento del volume degli edifici ad uso residenziale, con obbligo di utilizzare le tecniche costruttive della bioedilizia. Il suddetto limite è incrementato del 10 per cento, per un aumento complessivo fino al 35 per cento, qualora siano adottati sistemi che utilizzino fonti di energie rinnovabili che consentano l’autonomia energetica degli edifici.

4. Gli interventi sono ammessi in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali, purché nel rispetto delle distanze minime stabilite da norme legislative vigenti ed in conformità alla normativa antisismica.

5. Nel caso di ricostruzione dell’edificio su area di sedime diversa, all’interno della stessa area di proprietà, la superficie originariamente occupata dal fabbricato demolito deve essere sistemata a verde privato e/o prevedere parcheggi a servizio dello stesso, nel rispetto di eventuali vincoli esistenti, con apposizione di vincolo di inedificabilità. In ogni caso la superficie originariamente occupata dal fabbricato deve essere sistemata con materiale e tecniche che garantiscano la permeabilità del terreno.

6. Gli immobili oggetto degli interventi di cui al presente articolo mantengono la destinazione urbanistica preesistente, fatti salvi i cambi di destinazione d’uso autorizzabili dai comuni.

7. Con decreto dell’Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità, emanato entro novanta giorni dalla pubblicazione della presente legge, sono definite le caratteristiche tecniche per gli interventi di bioedilizia di cui al comma 3. Art. 4.

Oneri concessori

1. Per gli interventi di cui all’articolo 2, gli oneri concessori sono commisurati al solo ampliamento e ridotti del 20 per cento. La riduzione è pari al 30 per cento nel caso di edificio o unità immobiliari destinati a prima abitazione del proprietario o dell’avente titolo. Per le famiglie il cui nucleo, alla data del 31 dicembre 2009, è composto da più di cinque persone e per quelle che abbiano una o più persone a carico con disabilità riconosciuta dagli organismi preposti, gli oneri concessori sono commisurati al solo ampliamento e ridotti del 50 per cento.

2. Per gli interventi di cui all’articolo 3, gli oneri concessori sono ridotti del 50 per cento.

3. La realizzazione di interventi di cui all’articolo 3 relativi a edifici adibiti a prima abitazione di giovani coppie di età non superiore a trentacinque anni ed entro cinque anni dalla data di matrimonio, dà diritto ad un’ulteriore riduzione degli oneri concessori del 50 per cento.

4. I comuni istituiscono nel proprio bilancio apposito capitolo di spesa con destinazione vincolata, ove far confluire le somme derivanti dal pagamento degli oneri di concessione introitati in attuazione della presente legge.

5. Le somme iscritte nel capitolo istituito ai sensi del comma 4 sono finalizzate esclusivamente alla riqualificazione, messa in sicurezza, risparmio idrico ed energetico del patrimonio edilizio comunale e alla realizzazione di aree a verde pubblico, di parcheggi ed all’eliminazione di superfetazioni. Per le predette finalità ogni anno i comuni, in sede di approvazione dei bilanci di previsione, qualora risultino iscritte somme nel capitolo di cui al comma 4, presentano e realizzano appositi progetti, distinti per le diverse categorie di interventi di cui al presente comma. Art. 5.

Elenchi

1. I comuni istituiscono e aggiornano l’elenco degli interventi autorizzati ai sensi della presente legge.

2. I comuni, ai fini del comma 1, per il periodo di vigenza degli effetti prodotti dalla presente legge, anche per evitare che, mediante interventi successivi, siano superati i limiti fissati dalla presente legge, hanno l’obbligo di effettuare e documentare con apposita relazione annuale da inviare all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, entro il termine perentorio del mese di febbraio, almeno il venti per cento di controllo a campione degli interventi di cui agli articoli 2 e 3. Il controllo a campione deve effettuarsi perentoriamente ogni semestre.

3. Nei casi di omissione da parte dei comuni, l’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente provvede in via sostitutiva con la nomina di un commissario ad acta il quale seleziona i casi da sottoporre a verifica e controllo a campione.

4. La mancata o omessa vigilanza costituisce, per il dirigente preposto, l’elemento negativo di giudizio in sede di valutazione per il raggiungimento degli obiettivi.

5. I comuni, entro il termine perentorio di sessanta giorni dal 31 dicembre 2011, con proprio atto deliberativo, allo scopo di integrare i dati del quadro conoscitivo della propria pianificazione urbanistica, verificano gli ampliamenti volumetrici richiesti ai sensi delle disposizioni di cui alla presente legge e valutano eventuali esigenze di integrazione delle dotazioni territoriali e dei servizi pubblici che risultino necessari.

6. Gli interventi possono essere autorizzati una sola

volta sul medesimo immobile.

Art. 6.

Semplificazione e snellimento delle procedure

1. Gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 sono subordinati al rilascio della concessione edilizia prevista dall’articolo 36 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 ovvero alla denuncia di inizio attività di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e successive modifiche ed integrazioni.

2. Le istanze relative agli interventi sono presentate entro ventiquattro mesi dal termine fissato al comma 4 e sono corredate, a pena di inammissibilità, dal titolo abilitativo edilizio ove previsto relativo all’immobile oggetto di intervento, rilasciato o concretizzatosi antecedentemente alla data di presentazione dell’istanza.

3. L’istanza è corredata da quietanza di versamento delle spese di istruttoria, il cui ammontare complessivo e la cui articolazione temporale sono stabiliti da ciascun comune con determina sindacale emanata entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge.

4. I comuni, con delibera consiliare, entro il termine perentorio di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, possono motivatamente escludere o limitare l’applicabilità delle norme di cui agli articoli 2 e 3 ad immobili o zone del proprio territorio o imporre limitazioni e modalità applicative, sulla base di specifiche ragioni di carattere urbanistico, paesaggistico e ambientale. Art. 7.

Misure di prevenzione sismica

1. L’adozione di sistemi di isolamento e/o dissipazione sismica nelle nuove costruzioni comporta una riduzione pari al 20 per cento degli oneri concessori che si aggiunge a quella prevista dall’articolo 4. La medesima riduzione si applica anche nel caso di adozione di tali sistemi nell’ambito di interventi sul patrimonio edilizio esistente. Art. 8.

Misure compensative per favorire

la realizzazione di aree a verde pubblico e parcheggi

1. Nelle aree di proprietà privata, per le quali lo strumento urbanistico vigente preveda la destinazione di verde pubblico anche attrezzato, sia di quartiere che territoriale, nonché nelle zone agricole purché ricadenti all’interno della perimetrazione dei centri urbani, è consentita la realizzazione, da parte dei privati, di uno o più piani interrati di proprietà privata, destinati esclusivamente a parcheggio, a condizione che sia realizzato in superficie il verde pubblico da cedere gratuitamente al comune.

2. Gli interventi di cui al comma 1 possono essere attuati anche parzialmente, per singoli lotti.

3. Quanto previsto dal presente articolo si attua con le seguenti condizioni e modalità:

a) l’altezza di interpiano non sia superiore a 3,5 metri e tutti i piani siano interrati su tutti i fronti, con l’esclusione delle rampe di accesso e di eventuali scale ed impianti di servizio e/o di emergenza;

b) la realizzazione del manufatto interrato sia tale da consentire che le soprastanti opere a verde pubblico anche attrezzato siano eseguite secondo uno specifico progetto del verde che preveda la piantumazione di alberi di alto fusto;

c) antecedentemente al rilascio della concessione edilizia sia stipulato l’atto pubblico di obbligo alla cessione gratuita dell’area a verde pubblico anche attrezzato, di vincolo permanente alla destinazione a parcheggio nonché l’obbligo a realizzare le opere a verde pubblico anche attrezzato come da progetto. L’atto d’obbligo e la relativa trascrizione costituiscono parte integrante della concessione edilizia;

d) la mancata realizzazione delle opere a verde entro sei mesi dalla ultimazione dei parcheggi determina il diniego del rilascio del certificato di agibilità e autorizza il comune ad intraprendere le iniziative per l’acquisizione dei manufatti. Il medesimo effetto consegue alla mancata formalizzazione della cessione delle opere a verde entro tre mesi dalla realizzazione delle opere stesse per fatto e colpa dell’istante. E’ in ogni caso vietato l’utilizzo dei parcheggi prima della avvenuta cessione delle aree a verde.

4. Per le opere di cui al presente articolo non si applica la procedura di cui all’articolo 2, comma 5, della legge regionale 31 maggio 1994, n. 17.

Art. 9.

Norme in materia di rendimento energetico degli edifici

1. Al fine di assicurare il rendimento energetico degli edifici, per le nuove costruzioni trovano applicazione le disposizioni del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e successive modifiche ed integrazioni e del decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2009.

2. La Regione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, richiede, ai sensi del regio decreto 21 giugno 1942, n. 929, la registrazione di un marchio di qualità ambientale ed energetica per gli edifici realizzati con i criteri di cui al comma 1, da esporre con apposita targa all’esterno dell’edificio, sia pubblico che privato, a fianco del numero civico.

3. I concessionari del marchio di qualità provvedono alla corretta tenuta della targa esposta all’esterno dell’edificio e alla documentazione a corredo.

4. I comuni istituiscono un registro contenente l’elenco degli edifici che godono della certificazione energetica e del relativo marchio. Gli elenchi sono resi pubblici e sono pubblicati nei siti web di ogni comune.

5. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Regione promuove una conferenza di servizi al fine di definire i contenuti relativi alla realizzazione degli interventi di installazione di impianti fotovoltaici negli edifici ricadenti nei centri storici, mediante l’esclusiva utilizzazione di impianti tecnologici innovativi, a basso o nullo impatto ambientale.

Art. 10.

Ampliamento, demolizione e ricostruzione

di edifici adibiti ad uso diverso dall’abitazione

1. Ai fini della sostituzione e rinnovamento del patrimonio edilizio esistente alla data del 31 dicembre 2009, con destinazione d’uso non residenziale, sono consentiti interventi di ampliamento nei limiti del 15 per cento della superficie coperta e comunque per una superficie non superiore a 400 metri quadrati di superficie coperta. Sono altresì consentiti interventi di demolizione e ricostruzione con ampliamento nei limiti del 25 per cento della superficie coperta e comunque per una superficie non superiore a 400 metri quadrati di superficie coperta. I suddetti limiti sono incrementati del 10 per cento qualora siano adottati sistemi che utilizzino fonti di energie rinnovabili che consentano l’autonomia energetica degli edifici.

2. Gli interventi di cui al comma 1 non possono riguardare edifici a carattere alberghiero, turistico-ricettivo e commerciali di qualunque dimensione e in ogni caso devono ricadere nelle zone territoriali omogenee classificate ‘D’ dagli strumenti urbanistici generali ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 o nei piani regolatori delle aree di sviluppo industriale di cui alla legge regionale 4 gennaio 1984, n. 1.

3. Gli interventi di cui al comma 1 sono ammessi, in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali vigenti o adottati, purché nel rispetto delle distanze minime stabilite da norme legislative vigenti ed in conformità alla normativa antisismica.

4. Gli interventi di cui al comma 1 devono essere effettuati entro i limiti di altezza degli edifici esistenti. Art. 11.

Ambito di applicazione

1. Ferme restando le esclusioni e le limitazioni riguardanti le tipologie di aree indicate nei precedenti articoli, le disposizioni di cui agli articoli 2, 3 e 10, in deroga alle previsioni dei regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici comunali, si applicano anche agli edifici soggetti a specifiche forme di vincolo, a condizione che gli interventi possano essere autorizzati ai sensi della normativa vigente dagli enti preposti alla tutela del vincolo stesso.

2. Gli interventi previsti dalla presente legge non possono riguardare:

a) le zone di tutela naturalistica, il sistema forestale e boschivo, gli invasi ed alvei di laghi, bacini e corsi di acqua e le zone di tutela della costa e dell’arenile, come perimetrati nel piano territoriale paesistico regionale (PTPR) ovvero nei piani provinciali e comunali che abbiano provveduto a darne attuazione;

b) le zone interne alle aree ‘A’ e ‘B’ dei parchi regionali e le aree delle riserve naturali, ad esclusione dei territori ricompresi all’interno delle zone ‘D’ dei parchi regionali e delle preriserve. Per gli interventi realizzabili ai sensi della presente lettera i limiti massimi di incremento volumetrico previsto sono ridotti di un terzo. Detti interventi sono soggetti al preventivo nulla osta dell’ente competente;

c) le fasce di rispetto dei territori costieri, dei boschi, delle foreste e dei parchi archeologici;

d) le aree interessate da vincolo assoluto di inedificabilità, salvo quanto previsto dall’articolo 8;

e) le zone del demanio statale, regionale, provinciale e comunale;

f) gli immobili oggetto di condono edilizio nonché di ordinanza di demolizione, salvo quelli oggetto di accertamento di conformità di cui all’articolo 13 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, introdotto dall’articolo 1 della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37;

g) gli immobili privati situati su aree demaniali di proprietà dello Stato, Regione, provincia e comune;

h) gli immobili tutelati ai sensi di quanto previsto dalla parte II del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio);

i) gli immobili ricadenti nelle aree a pericolosità e/o rischio idrogeologico elevato o molto elevato, come classificate nel vigente Piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico di cui all’articolo 130 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, al momento della presentazione dell’istanza;

j) le zone A come definite e perimetrate dagli strumenti urbanistici ai sensi di quanto previsto dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444;

k) le aree di danno degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, qualora gli edifici risultino non compatibili con i criteri di sicurezza definiti dal decreto ministeriale 9 maggio 2001 del Ministro dei lavori pubblici. Art. 12.

Entrata in vigore

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.

2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di

farla osservare come legge della Regione.

Palermo, 23 marzo 2010.

LOMBARDO

Assessore regionale per le infrastrutture

e la mobilità GENTILE

Assessore regionale per il territorio e l’ambiente DI MAURO

NOTE

Avvertenza:

Il testo delle note di seguito pubblicate è stato redatto ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi trascritti, secondo le relative fonti. Le modifiche sono evidenziate in corsivo.

Nota all’art. 2, comma 4:

L’articolo 13 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, introdotto dall’articolo 1 della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37, recante:

“Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie” così dispone:

«Fino alla scadenza del termine di cui all’articolo 7, terzo comma per i casi di opere eseguite in assenza di concessione o in totale difformità o con variazioni essenziali, o dei termini stabiliti nell’ordinanza del sindaco di cui al primo comma dell’articolo 9, nonché, nei casi di parziale difformità, nel termine di cui al primo comma dell’articolo 12, ovvero nel caso di opere eseguite in assenza di autorizzazione ai sensi dell’articolo 10 e comunque fino alla irrogazione delle sanzioni amministrative, il responsabile dell’abuso può ottenere la concessione o l’autorizzazione in sanatoria quando l’opera eseguita in assenza della concessione o l’autorizzazione è conforme agli strumenti urbanistici generali e di attuazione approvati e non in contrasto con quelli adottati sia al momento della realizzazione dell’opera, sia al momento della presentazione della domanda. Sulla richiesta di concessione o di autorizzazione in sanatoria il sindaco si pronuncia entro sessanta giorni, trascorsi i quali la richiesta si intende respinta.

Il rilascio della concessione in sanatoria è subordinato al pagamento, a titolo di oblazione, del contributo di concessione in misura doppia, ovvero, nei soli casi di gratuità della concessione a norma di legge, in misura pari a quella prevista dagli articoli 3, 5, 6 e 10 della legge 28 gennaio 1977, n. 10.

Per i casi di parziale difformità l’oblazione è calcolata con riferimento alla parte di opera difforme dalla concessione.

L’autorizzazione in sanatoria è subordinata al pagamento di una somma determinata dal sindaco nella misura da lire cinquecentomila a lire due milioni».

Note all’art. 6, comma 1:

La Kupola della politica a Isola delle Femmine

La Kupola della politica a Isola delle Femmine

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, la campagna elettorale che l’ha vista “vittorioso” ancora una volta da “Sindaco” (non parliamo da “Assessore” carica ricoperta sin da quando aveva i calzoni corti), dicevamo la campagna elettorale dovrebbe esser finita, ahimè come gli esami di Eduardo De Filippo sembra non aver fine, anzi!

Quotidianamente ormai, i Cittadini di Isola delle Femmine devono sopportare il Vostro spettacolo nel fare a gara a chi la dice più lunga, a chi la spara più grossa ed in maniera veramente indecorosa sembra avere la meglio chi urla più forte. La sua Signor “Sindaco” unita a quella del geologo “Cutino” dr. Marcello e ai “Salvatori di Paese” sta’ diventando una vera e propria dissenteria verbale, una MANIA la Vostra che presta poca attenzione se quello che dite, sia o meno rispettoso nei confronti di chiunque osi mettere in discussione i VOSTRI AFFARI. Il Vostro sport preferito (a parte lo jogging mattutino praticato tra l’immondizia del paese dei suoi “Assessori”) trova la sua massima espressione nella demonizzazione di chi la pensa diversamente da Voi. Così facendo,

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi vado sempre più convincendo che Lei crede di parlare a Cittadini elettori smemorati che hanno dimenticato le Sue: PROMESSE dimostratesi Fasulle, i Suoi IMPEGNI dimostratosi INGANNEVOLI, i Suoi PROGETTI “ISOLA” dimostratosi progetti per Voi per i Vostri Parenti e per le vostre FAMIGGHIE.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei con la Sua Company avete giocato in modo veramente sporco sui BISOGNI dei Cittadini li avete imbrogliati, avete raschiato il fondo del barile delle Casse Comunali, avete affossato l’intera economia locale aggravando così la crisi in cui versa la nostra Comunità di Isola.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine (seppur momentaneamente silenziosi) sono stanchi di vivere in un paese dominato da un sistema cupola affarisitico che, una volta conquistato il potere, vive solo di rendita e lascia il paese sempre nelle stesse condizioni. Un sistema cupola all’interno del quale tutto si muove per amicizie, compiacimenti, favoritismi, clientelismo e nepotismo. Un sistema promosso favorito e sostenuto da gruppi di famigghia.

Signor “Sindaco Portobello ai Cittadini di Isola è ormai chiaro anzi “trasparente” come dice il suo consigliere signor Peloso, della netta sensazione (non solo) che state dando: il Vostro primo vero obiettivo è che in questo paese nulla deve cambiare e chi prova a contrastarVi : chi prova a farlo viene denunciato, querelato, viene emarginato, messo alla gogna, denigrato, perseguitato (quando va bene).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine sentono una gran voglia di cambiare ( ricorda le scorse elezioni? Sino a febbraio nessuno avrebbe scommesso un quarto di lira su una Sua vittoria) e per questo non riescono più a sopportare Lei e la Sua company. Mi creda Signor “Sindaco” tra questi Cittadini vi sono anche quelli che hanno votato Lei e le sue false promesse.

I Cittadini onesti ed operosi di Isola delle Femmine di fronte a questo squallore in cui versa la l’amministrazione da Lei rappresentata: Pretendono moralità, trasparenza negli atti amministrativi. Pretendono capacità e senso della responsabilità per il ruolo ricoperto.

Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine pretendono che Lei e la Sua company, con atti concreti respingiate le accuse che hanno visto gruppi ben individuati di rappresentati dei POTERI FORTI (un modo diverso di dire MAFIA) AVERVI FAVORITO nella vittoria elettorale delle amministrative scorse.

Attendo da Lei Signor “Sindaco” un segnale concreto volto ad impedire a gruppi di potere economico ( a noi noti) di incidere pesantemente sulle scelte politiche-amministrative. Per salvaguardare il nostro territorio dalle aggressioni urbanistiche, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: Lei si renda garante nell’ operare una seria ed efficace azione di controllo e monitoraggio sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sulla legittimità degli atti prodotti. La pianificazione del territorio deve essere davvero utile ai Cittadini tutti di Isola delle Femmine e non solo ai SOLITI IGNOTI(o lobby elettorali o affaristi o mafiosi decida Lei).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Lei concorderà certamente con me nel credere essere: diritto-dovere per chiunque qualora sussistano motivi tali da offendere chiaramente (a causa della condotta di chi è stato eletto sindaco o consigliere) l’onore, l’intelligenza e la dignità dei cittadini e delle cittadine, causando loro, direttamente o indirettamente, grave “vuoto” morale, etico, culturale, sociale ed economico: battersi per spazzare via il sistema cupola affaristico che amministra solo se stesso e mette in liquidazione il futuro di un’intera popolazione.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione con atti e progetti concreti che tendano a migliorare la qualità della vita dei Cittadini di Isola delle Femmine e nel contempo capaci di offrire una possibilità di crescita economica e sociale della nostra Comunità.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione, smentendo ciò che Lei da solo e senza che nessuno Le abbia chiesto nulla, ha affermato in un consenso del Consiglio Comunale : “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa….”. Si renderà conto da solo Signor “Sindaco” Lei ha affermato: che le elezioni amministrative scorse sono state falsate e quindi Noi cittadini TUTTI ne abbiamo avuto un danno. Per seguirLa nel Suo discorso dovremmo dire che la Sua elezione è stata “manipolata”? oppure potremmo dire “guidata”? Se si, da chi? A Lei la risposta. Però non faccia come sempre orecchie da mercante che non risponde. Guardi che attendo, anzi con i Cittadini di Isola (non stupidi) attendiamo una Sua risposta.

Rendiamo il paese più ospitale, più colorato, più pulito e libero dall’immondizia che ormai ricopre tutti i marciapiedi di Isola, attraverso la promozione e l’incentivazione della Raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso creando una filiera dell’intero ciclo di vita dei rifiuti. (cooperative, consorzi e tutti gli strumenti che la nuova riforma gestione dei rifiuti prevede). Avere l’intelligenza di vedere nei rifiuti un’occasione di sviluppo economico e di difesa della salute dei cittadini.

Liberiamo l’intero litorale di Isola delle Femmine dai tanti “suk” che annualmente si creano sulle nostre spiagge rendendo poco gradevole e per niente vivibile questo nostro lungo, meraviglioso ed “invidiabile” litorale marino.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: tornare al buon governo della cosa pubblica, alla difesa degli interessi dell’intera comunità di Isola, ad offrire una visione al paese per fare uscire Isola delle Femmine dalla notte profonda in cui i saputelli, parolai, ambientalisti a convenienza, salvatori di paese, perfetti sconosciuti dell’ultima ora …. l’hanno impantanata per uso e consumo personale.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Se proprio non Le riesce a sganciarsi da questi lacci e lacciuoli in cui l’hanno costretta, non le resta che un’unica possibilità spegnere la luce e rassegnare le Sue dimissioni naturalmente porti con sé anche la Sua company e alla “cupola degli affari” ci pensa la coscienza civile e democratica dell’intera cittadinanza di Isola delle Femmine.

Pino Ciampolillo

Mafia Isola delle Femmine?

Promemoria per il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino (ambientalista a cunvinienza )

DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 articolo 78 comma 2

2. Gli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o AFFINI sino al QUARTO GRADO. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.
Art. 78 Affinità
L’affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge.
Nella linea e nel grado in cui taluno è parente d’uno dei due coniugi, egli è affine dell’altro coniuge.
L’affinità non cessa per la morte, anche senza prole, del coniuge da cui deriva, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati (434). Cessa se il matrimonio è dichiarato nullo, salvi gli effetti di cui all’art. 87, n. 4.

Sono affini di primo grado il suocero, genero e nuora. Sorella e fratello della moglie sono affini di secondo grado. La zia o lo ZIO della MOGLIE sono affini di TERZO GRADO. Il cugino della moglie o del marito è affine di quarto grado ed è quindi escluso dai benefici lavorativi.

(e come dice il Signor Presidente del Consiglio non ne parliamo più)
*Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985
*Relazione che la Commissione parlamentare Antimafia approva seduta 6 dicembre 2000
*Copacabana Di Trapani Isola delle Femmine ………….
*GESTIONE beni confiscati legge 109 7 marzo 96 *PORTOBELLO CUTINO PALazzotto E IL GRUPPO Progetto destinano il bene confiscato
*Caserma dei Carabinieri Isola delle Femmine Opere Triennali
*Sequestro beni mafiosi a Isola delle FemmineMaxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori

*ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine

*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?

Immobile sito in Isola delle Femmine Via Passaggio del Coniglio s.n.c. catasto al foglio part 632 (fonte)

I politici cambiano spesso, ma i dirigenti degli uffici tecnici restano e Cosa Nostra li utilizza per suoi interessi. Rimuovere SINDACI e CONSIGLIERI comunali in odore di mafia. Bisogna intervenire anche sugli apparati burocratici compromessi , commissariandoli e se necessario licenziare i responsabili. Accertate infiltrazioni mafiose nelle pubbliche amministrazioni oltre a tagliare sindaci e consigli comunali, intervenire anche sui burocrati dirigenti, avviando procedimenti che portino al licenziamento immediato, senza attendere la condanna.Queste le proposte avanzate dalla Commissione antimafia. SANATORIE LOTTIZZAZIONI VARIANTI PIANI VOLUMETRICI IL COMUNE IN MANO AI BOSS. Ancora una volta si scopre che, come nella maggior parte dei casi, i dipendenti tratti in arresto operavano nel settore dei lavori pubblici e dell’urbanistica.

I R.O.S. a Isola delle Femmine

Legge 109/96 Disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati.
Art. 2-decies. – 1. La destinazione dei beni immobili e dei beni aziendali confiscati e’ effettuata con provvedimento del direttore centrale del demanio del Ministero delle finanze, su proposta non vincolante del dirigente del competente ufficio del territorio,sulla base della stima del valore dei beni effettuata dal medesimo ufficio, acquisiti i pareri del prefetto e del sindaco del comune interessato e sentito l’amministratore di cui all’articolo2-sexies Fonte legislativa
 
 
Promemoria per il “Sindaco” Prof Portobello il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino il V.P. C.C. geom Dionisi:
*Maxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori
*ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine
*Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare
*Licenza Edilizia Riso Rosaria 26 Novembre 09 Dionisi Vincenzo
*Licenze Edilizie Crivello Crivello Costanzo Sorelle Pomiero Progettista geom Impastato Giovanni Amministratore
*P.R.G. e Comparto 1 di Isola delle Femmine
*P.R.G. Isola delle Femmine e i compromessi
*P.r.g. Isola delle Femmine
*Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico
*ELAUTO variante in corso d’opera
*Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*Solemar Consorzio Turistico Siciliano
*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?
*LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI
*Hotel Saracen Isola Ufficio Tecnico Comunale e………..
*in questi ultimi mesi sento parlare con sempre piu’ insistenza che …
*Isola delle Femmine l’isola felice del Sindaco Portobello
*prg fasone calliope raddoppio ferroviario la paloma riepilogo …
*Ordinanza Sindacale affidamento Raccolta Rifiuti ditta AL.TA. s.r.l.
*Mafia e Dintorni
*Circolare scioglimenti Consigli Comunali LEGGE 15 luglio 2009, n. 94

*Disposizioni Pubblica Sicurezza

E’ giusto far sapere ai cittadini di Isola delle Femmine che, grazie al comportamento ostativo del Presidente del C.C., i Consiglieri non hanno mai potuto vedere lo schema di massima del P.R.G. e l’esito degli emendamenti presentati, mentre al Presidente del C.C. venivano rilasciate dal Sindaco e dal Capo dell’Ufficio Tecnico i seguenti atti più o meno illegittimi :
§ autorizzazione edilizia in sanatoria per una piscina abusiva;
§ concessione edilizia (al padre) per completamento di un fabbricato abusivo nei 150 metri dalla battigia (nel rilievo aerofotogrammetrico del 1977 il fabbricato non esiste);
§ concessione edilizia per la costruzione di un villino bifamiliare in “lotto intercluso” ove già aveva realizzato una villa unifamiliare e piscina con un’altra concessione edilizia.
CONSIDERAZIONE FINALE : ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA E DELLE SFINGE DI SAN GIUSEPPE.
MORALE DELLA FAVOLA : ANCORA ISOLA DELLE FEMMINE E’ SENZA UN P.R.G. E LA STORIA CONTINUA

 

Per saperne di più:
 
Gli si deve riconoscere il merito all’attuale V.P. Consiglio Comunale geom Dionisi Vincenzo nell’essersi per primo fatto promotore di una battaglia contro le infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione di Isola delle Femmine. E’ forte in noi la determinazione dell’impegno nella lotta contro ogni tipo di ingerenza affaristico-mafioso nella gestione della Cosa Pubblica, contro la spregiudicatezza nella gestione ed aggressione perpetrata ai danni di un territorio ormai devastato. Contro il mercimonio della libera espressione del voto.
 
Noi abbiamo provato a descriverla così:
 
Pubblicato da Comitato Cittadino Isola Pulita a 10.05 3 commenti

La Kupola della politica a Isola delle Femmine

La Kupola della politica a Isola delle Femmine

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, la campagna elettorale che l’ha vista “vittorioso” ancora una volta da “Sindaco” (non parliamo da “Assessore” carica ricoperta sin da quando aveva i calzoni corti), dicevamo la campagna elettorale dovrebbe esser finita, ahimè come gli esami di Eduardo De Filippo sembra non aver fine, anzi!

Quotidianamente ormai, i Cittadini di Isola delle Femmine devono sopportare il Vostro spettacolo nel fare a gara a chi la dice più lunga, a chi la spara più grossa ed in maniera veramente indecorosa sembra avere la meglio chi urla più forte. La sua Signor “Sindaco” unita a quella del geologo “Cutino” dr. Marcello e ai “Salvatori di Paese” sta’ diventando una vera e propria dissenteria verbale, una MANIA la Vostra che presta poca attenzione se quello che dite, sia o meno rispettoso nei confronti di chiunque osi mettere in discussione i VOSTRI AFFARI. Il Vostro sport preferito (a parte lo jogging mattutino praticato tra l’immondizia del paese dei suoi “Assessori”) trova la sua massima espressione nella demonizzazione di chi la pensa diversamente da Voi. Così facendo,

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi vado sempre più convincendo che Lei crede di parlare a Cittadini elettori smemorati che hanno dimenticato le Sue: PROMESSE dimostratesi Fasulle, i Suoi IMPEGNI dimostratosi INGANNEVOLI, i Suoi PROGETTI “ISOLA” dimostratosi progetti per Voi per i Vostri Parenti e per le vostre FAMIGGHIE.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei con la Sua Company avete giocato in modo veramente sporco sui BISOGNI dei Cittadini li avete imbrogliati, avete raschiato il fondo del barile delle Casse Comunali, avete affossato l’intera economia locale aggravando così la crisi in cui versa la nostra Comunità di Isola.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine (seppur momentaneamente silenziosi) sono stanchi di vivere in un paese dominato da un sistema cupola affarisitico che, una volta conquistato il potere, vive solo di rendita e lascia il paese sempre nelle stesse condizioni. Un sistema cupola all’interno del quale tutto si muove per amicizie, compiacimenti, favoritismi, clientelismo e nepotismo. Un sistema promosso favorito e sostenuto da gruppi di famigghia.

Signor “Sindaco Portobello ai Cittadini di Isola è ormai chiaro anzi “trasparente” come dice il suo consigliere signor Peloso, della netta sensazione (non solo) che state dando: il Vostro primo vero obiettivo è che in questo paese nulla deve cambiare e chi prova a contrastarVi : chi prova a farlo viene denunciato, querelato, viene emarginato, messo alla gogna, denigrato, perseguitato (quando va bene).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine sentono una gran voglia di cambiare ( ricorda le scorse elezioni? Sino a febbraio nessuno avrebbe scommesso un quarto di lira su una Sua vittoria) e per questo non riescono più a sopportare Lei e la Sua company. Mi creda Signor “Sindaco” tra questi Cittadini vi sono anche quelli che hanno votato Lei e le sue false promesse.

I Cittadini onesti ed operosi di Isola delle Femmine di fronte a questo squallore in cui versa la l’amministrazione da Lei rappresentata: Pretendono moralità, trasparenza negli atti amministrativi. Pretendono capacità e senso della responsabilità per il ruolo ricoperto.

Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine pretendono che Lei e la Sua company, con atti concreti respingiate le accuse che hanno visto gruppi ben individuati di rappresentati dei POTERI FORTI (un modo diverso di dire MAFIA) AVERVI FAVORITO nella vittoria elettorale delle amministrative scorse.

Attendo da Lei Signor “Sindaco” un segnale concreto volto ad impedire a gruppi di potere economico ( a noi noti) di incidere pesantemente sulle scelte politiche-amministrative. Per salvaguardare il nostro territorio dalle aggressioni urbanistiche, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: Lei si renda garante nell’ operare una seria ed efficace azione di controllo e monitoraggio sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sulla legittimità degli atti prodotti. La pianificazione del territorio deve essere davvero utile ai Cittadini tutti di Isola delle Femmine e non solo ai SOLITI IGNOTI(o lobby elettorali o affaristi o mafiosi decida Lei).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Lei concorderà certamente con me nel credere essere: diritto-dovere per chiunque qualora sussistano motivi tali da offendere chiaramente (a causa della condotta di chi è stato eletto sindaco o consigliere) l’onore, l’intelligenza e la dignità dei cittadini e delle cittadine, causando loro, direttamente o indirettamente, grave “vuoto” morale, etico, culturale, sociale ed economico: battersi per spazzare via il sistema cupola affaristico che amministra solo se stesso e mette in liquidazione il futuro di un’intera popolazione.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione con atti e progetti concreti che tendano a migliorare la qualità della vita dei Cittadini di Isola delle Femmine e nel contempo capaci di offrire una possibilità di crescita economica e sociale della nostra Comunità.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione, smentendo ciò che Lei da solo e senza che nessuno Le abbia chiesto nulla, ha affermato in un consenso del Consiglio Comunale : “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa….”. Si renderà conto da solo Signor “Sindaco” Lei ha affermato: che le elezioni amministrative scorse sono state falsate e quindi Noi cittadini TUTTI ne abbiamo avuto un danno. Per seguirLa nel Suo discorso dovremmo dire che la Sua elezione è stata “manipolata”? oppure potremmo dire “guidata”? Se si, da chi? A Lei la risposta. Però non faccia come sempre orecchie da mercante che non risponde. Guardi che attendo, anzi con i Cittadini di Isola (non stupidi) attendiamo una Sua risposta.

Rendiamo il paese più ospitale, più colorato, più pulito e libero dall’immondizia che ormai ricopre tutti i marciapiedi di Isola, attraverso la promozione e l’incentivazione della Raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso creando una filiera dell’intero ciclo di vita dei rifiuti. (cooperative, consorzi e tutti gli strumenti che la nuova riforma gestione dei rifiuti prevede). Avere l’intelligenza di vedere nei rifiuti un’occasione di sviluppo economico e di difesa della salute dei cittadini.

Liberiamo l’intero litorale di Isola delle Femmine dai tanti “suk” che annualmente si creano sulle nostre spiagge rendendo poco gradevole e per niente vivibile questo nostro lungo, meraviglioso ed “invidiabile” litorale marino.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: tornare al buon governo della cosa pubblica, alla difesa degli interessi dell’intera comunità di Isola, ad offrire una visione al paese per fare uscire Isola delle Femmine dalla notte profonda in cui i saputelli, parolai, ambientalisti a convenienza, salvatori di paese, perfetti sconosciuti dell’ultima ora …. l’hanno impantanata per uso e consumo personale.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Se proprio non Le riesce a sganciarsi da questi lacci e lacciuoli in cui l’hanno costretta, non le resta che un’unica possibilità spegnere la luce e rassegnare le Sue dimissioni naturalmente porti con sé anche la Sua company e alla “cupola degli affari” ci pensa la coscienza civile e democratica dell’intera cittadinanza di Isola delle Femmine.

Pino Ciampolillo

Mafia Isola delle Femmine?

Promemoria per il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino (ambientalista a cunvinienza )

DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 articolo 78 comma 2

2. Gli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o AFFINI sino al QUARTO GRADO. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.
Art. 78 Affinità
L’affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge.
Nella linea e nel grado in cui taluno è parente d’uno dei due coniugi, egli è affine dell’altro coniuge.
L’affinità non cessa per la morte, anche senza prole, del coniuge da cui deriva, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati (434). Cessa se il matrimonio è dichiarato nullo, salvi gli effetti di cui all’art. 87, n. 4.

Sono affini di primo grado il suocero, genero e nuora. Sorella e fratello della moglie sono affini di secondo grado. La zia o lo ZIO della MOGLIE sono affini di TERZO GRADO. Il cugino della moglie o del marito è affine di quarto grado ed è quindi escluso dai benefici lavorativi.

(e come dice il Signor Presidente del Consiglio non ne parliamo più)
*Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985
*Relazione che la Commissione parlamentare Antimafia approva seduta 6 dicembre 2000
*Copacabana Di Trapani Isola delle Femmine ………….
*GESTIONE beni confiscati legge 109 7 marzo 96 *PORTOBELLO CUTINO PALazzotto E IL GRUPPO Progetto destinano il bene confiscato
*Caserma dei Carabinieri Isola delle Femmine Opere Triennali
*Sequestro beni mafiosi a Isola delle FemmineMaxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori

*ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine

*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?

Immobile sito in Isola delle Femmine Via Passaggio del Coniglio s.n.c. catasto al foglio part 632 (fonte)

I politici cambiano spesso, ma i dirigenti degli uffici tecnici restano e Cosa Nostra li utilizza per suoi interessi. Rimuovere SINDACI e CONSIGLIERI comunali in odore di mafia. Bisogna intervenire anche sugli apparati burocratici compromessi , commissariandoli e se necessario licenziare i responsabili. Accertate infiltrazioni mafiose nelle pubbliche amministrazioni oltre a tagliare sindaci e consigli comunali, intervenire anche sui burocrati dirigenti, avviando procedimenti che portino al licenziamento immediato, senza attendere la condanna.Queste le proposte avanzate dalla Commissione antimafia. SANATORIE LOTTIZZAZIONI VARIANTI PIANI VOLUMETRICI IL COMUNE IN MANO AI BOSS. Ancora una volta si scopre che, come nella maggior parte dei casi, i dipendenti tratti in arresto operavano nel settore dei lavori pubblici e dell’urbanistica.

I R.O.S. a Isola delle Femmine

Legge 109/96 Disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati.
Art. 2-decies. – 1. La destinazione dei beni immobili e dei beni aziendali confiscati e’ effettuata con provvedimento del direttore centrale del demanio del Ministero delle finanze, su proposta non vincolante del dirigente del competente ufficio del territorio,sulla base della stima del valore dei beni effettuata dal medesimo ufficio, acquisiti i pareri del prefetto e del sindaco del comune interessato e sentito l’amministratore di cui all’articolo2-sexies Fonte legislativa
 
 
Promemoria per il “Sindaco” Prof Portobello il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino il V.P. C.C. geom Dionisi:
*Maxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori
*ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine
*Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare
*Licenza Edilizia Riso Rosaria 26 Novembre 09 Dionisi Vincenzo
*Licenze Edilizie Crivello Crivello Costanzo Sorelle Pomiero Progettista geom Impastato Giovanni Amministratore
*P.R.G. e Comparto 1 di Isola delle Femmine
*P.R.G. Isola delle Femmine e i compromessi
*P.r.g. Isola delle Femmine
*Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico
*ELAUTO variante in corso d’opera
*Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*Solemar Consorzio Turistico Siciliano
*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?
*LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI
*Hotel Saracen Isola Ufficio Tecnico Comunale e………..
*in questi ultimi mesi sento parlare con sempre piu’ insistenza che …
*Isola delle Femmine l’isola felice del Sindaco Portobello
*prg fasone calliope raddoppio ferroviario la paloma riepilogo …
*Ordinanza Sindacale affidamento Raccolta Rifiuti ditta AL.TA. s.r.l.
*Mafia e Dintorni
*Circolare scioglimenti Consigli Comunali LEGGE 15 luglio 2009, n. 94

*Disposizioni Pubblica Sicurezza

E’ giusto far sapere ai cittadini di Isola delle Femmine che, grazie al comportamento ostativo del Presidente del C.C., i Consiglieri non hanno mai potuto vedere lo schema di massima del P.R.G. e l’esito degli emendamenti presentati, mentre al Presidente del C.C. venivano rilasciate dal Sindaco e dal Capo dell’Ufficio Tecnico i seguenti atti più o meno illegittimi :
§ autorizzazione edilizia in sanatoria per una piscina abusiva;
§ concessione edilizia (al padre) per completamento di un fabbricato abusivo nei 150 metri dalla battigia (nel rilievo aerofotogrammetrico del 1977 il fabbricato non esiste);
§ concessione edilizia per la costruzione di un villino bifamiliare in “lotto intercluso” ove già aveva realizzato una villa unifamiliare e piscina con un’altra concessione edilizia.
CONSIDERAZIONE FINALE : ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA E DELLE SFINGE DI SAN GIUSEPPE.
MORALE DELLA FAVOLA : ANCORA ISOLA DELLE FEMMINE E’ SENZA UN P.R.G. E LA STORIA CONTINUA

 

Per saperne di più:
 
Gli si deve riconoscere il merito all’attuale V.P. Consiglio Comunale geom Dionisi Vincenzo nell’essersi per primo fatto promotore di una battaglia contro le infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione di Isola delle Femmine. E’ forte in noi la determinazione dell’impegno nella lotta contro ogni tipo di ingerenza affaristico-mafioso nella gestione della Cosa Pubblica, contro la spregiudicatezza nella gestione ed aggressione perpetrata ai danni di un territorio ormai devastato. Contro il mercimonio della libera espressione del voto.
 
Noi abbiamo provato a descriverla così:
 
Pubblicato da Comitato Cittadino Isola Pulita a 10.05 3 commenti

La Kupola della politica a Isola delle Femmine

La Kupola della politica a Isola delle Femmine

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, la campagna elettorale che l’ha vista “vittorioso” ancora una volta da “Sindaco” (non parliamo da “Assessore” carica ricoperta sin da quando aveva i calzoni corti), dicevamo la campagna elettorale dovrebbe esser finita, ahimè come gli esami di Eduardo De Filippo sembra non aver fine, anzi!

Quotidianamente ormai, i Cittadini di Isola delle Femmine devono sopportare il Vostro spettacolo nel fare a gara a chi la dice più lunga, a chi la spara più grossa ed in maniera veramente indecorosa sembra avere la meglio chi urla più forte. La sua Signor “Sindaco” unita a quella del geologo “Cutino” dr. Marcello e ai “Salvatori di Paese” sta’ diventando una vera e propria dissenteria verbale, una MANIA la Vostra che presta poca attenzione se quello che dite, sia o meno rispettoso nei confronti di chiunque osi mettere in discussione i VOSTRI AFFARI. Il Vostro sport preferito (a parte lo jogging mattutino praticato tra l’immondizia del paese dei suoi “Assessori”) trova la sua massima espressione nella demonizzazione di chi la pensa diversamente da Voi. Così facendo,

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi vado sempre più convincendo che Lei crede di parlare a Cittadini elettori smemorati che hanno dimenticato le Sue: PROMESSE dimostratesi Fasulle, i Suoi IMPEGNI dimostratosi INGANNEVOLI, i Suoi PROGETTI “ISOLA” dimostratosi progetti per Voi per i Vostri Parenti e per le vostre FAMIGGHIE.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei con la Sua Company avete giocato in modo veramente sporco sui BISOGNI dei Cittadini li avete imbrogliati, avete raschiato il fondo del barile delle Casse Comunali, avete affossato l’intera economia locale aggravando così la crisi in cui versa la nostra Comunità di Isola.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine (seppur momentaneamente silenziosi) sono stanchi di vivere in un paese dominato da un sistema cupola affarisitico che, una volta conquistato il potere, vive solo di rendita e lascia il paese sempre nelle stesse condizioni. Un sistema cupola all’interno del quale tutto si muove per amicizie, compiacimenti, favoritismi, clientelismo e nepotismo. Un sistema promosso favorito e sostenuto da gruppi di famigghia.

Signor “Sindaco Portobello ai Cittadini di Isola è ormai chiaro anzi “trasparente” come dice il suo consigliere signor Peloso, della netta sensazione (non solo) che state dando: il Vostro primo vero obiettivo è che in questo paese nulla deve cambiare e chi prova a contrastarVi : chi prova a farlo viene denunciato, querelato, viene emarginato, messo alla gogna, denigrato, perseguitato (quando va bene).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine sentono una gran voglia di cambiare ( ricorda le scorse elezioni? Sino a febbraio nessuno avrebbe scommesso un quarto di lira su una Sua vittoria) e per questo non riescono più a sopportare Lei e la Sua company. Mi creda Signor “Sindaco” tra questi Cittadini vi sono anche quelli che hanno votato Lei e le sue false promesse.

I Cittadini onesti ed operosi di Isola delle Femmine di fronte a questo squallore in cui versa la l’amministrazione da Lei rappresentata: Pretendono moralità, trasparenza negli atti amministrativi. Pretendono capacità e senso della responsabilità per il ruolo ricoperto.

Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine pretendono che Lei e la Sua company, con atti concreti respingiate le accuse che hanno visto gruppi ben individuati di rappresentati dei POTERI FORTI (un modo diverso di dire MAFIA) AVERVI FAVORITO nella vittoria elettorale delle amministrative scorse.

Attendo da Lei Signor “Sindaco” un segnale concreto volto ad impedire a gruppi di potere economico ( a noi noti) di incidere pesantemente sulle scelte politiche-amministrative. Per salvaguardare il nostro territorio dalle aggressioni urbanistiche, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: Lei si renda garante nell’ operare una seria ed efficace azione di controllo e monitoraggio sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sulla legittimità degli atti prodotti. La pianificazione del territorio deve essere davvero utile ai Cittadini tutti di Isola delle Femmine e non solo ai SOLITI IGNOTI(o lobby elettorali o affaristi o mafiosi decida Lei).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Lei concorderà certamente con me nel credere essere: diritto-dovere per chiunque qualora sussistano motivi tali da offendere chiaramente (a causa della condotta di chi è stato eletto sindaco o consigliere) l’onore, l’intelligenza e la dignità dei cittadini e delle cittadine, causando loro, direttamente o indirettamente, grave “vuoto” morale, etico, culturale, sociale ed economico: battersi per spazzare via il sistema cupola affaristico che amministra solo se stesso e mette in liquidazione il futuro di un’intera popolazione.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione con atti e progetti concreti che tendano a migliorare la qualità della vita dei Cittadini di Isola delle Femmine e nel contempo capaci di offrire una possibilità di crescita economica e sociale della nostra Comunità.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione, smentendo ciò che Lei da solo e senza che nessuno Le abbia chiesto nulla, ha affermato in un consenso del Consiglio Comunale : “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa….”. Si renderà conto da solo Signor “Sindaco” Lei ha affermato: che le elezioni amministrative scorse sono state falsate e quindi Noi cittadini TUTTI ne abbiamo avuto un danno. Per seguirLa nel Suo discorso dovremmo dire che la Sua elezione è stata “manipolata”? oppure potremmo dire “guidata”? Se si, da chi? A Lei la risposta. Però non faccia come sempre orecchie da mercante che non risponde. Guardi che attendo, anzi con i Cittadini di Isola (non stupidi) attendiamo una Sua risposta.

Rendiamo il paese più ospitale, più colorato, più pulito e libero dall’immondizia che ormai ricopre tutti i marciapiedi di Isola, attraverso la promozione e l’incentivazione della Raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso creando una filiera dell’intero ciclo di vita dei rifiuti. (cooperative, consorzi e tutti gli strumenti che la nuova riforma gestione dei rifiuti prevede). Avere l’intelligenza di vedere nei rifiuti un’occasione di sviluppo economico e di difesa della salute dei cittadini.

Liberiamo l’intero litorale di Isola delle Femmine dai tanti “suk” che annualmente si creano sulle nostre spiagge rendendo poco gradevole e per niente vivibile questo nostro lungo, meraviglioso ed “invidiabile” litorale marino.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: tornare al buon governo della cosa pubblica, alla difesa degli interessi dell’intera comunità di Isola, ad offrire una visione al paese per fare uscire Isola delle Femmine dalla notte profonda in cui i saputelli, parolai, ambientalisti a convenienza, salvatori di paese, perfetti sconosciuti dell’ultima ora …. l’hanno impantanata per uso e consumo personale.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Se proprio non Le riesce a sganciarsi da questi lacci e lacciuoli in cui l’hanno costretta, non le resta che un’unica possibilità spegnere la luce e rassegnare le Sue dimissioni naturalmente porti con sé anche la Sua company e alla “cupola degli affari” ci pensa la coscienza civile e democratica dell’intera cittadinanza di Isola delle Femmine.

Pino Ciampolillo

Mafia Isola delle Femmine?

Promemoria per il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino (ambientalista a cunvinienza )

DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 articolo 78 comma 2

2. Gli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o AFFINI sino al QUARTO GRADO. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.
Art. 78 Affinità
L’affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge.
Nella linea e nel grado in cui taluno è parente d’uno dei due coniugi, egli è affine dell’altro coniuge.
L’affinità non cessa per la morte, anche senza prole, del coniuge da cui deriva, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati (434). Cessa se il matrimonio è dichiarato nullo, salvi gli effetti di cui all’art. 87, n. 4.

Sono affini di primo grado il suocero, genero e nuora. Sorella e fratello della moglie sono affini di secondo grado. La zia o lo ZIO della MOGLIE sono affini di TERZO GRADO. Il cugino della moglie o del marito è affine di quarto grado ed è quindi escluso dai benefici lavorativi.

(e come dice il Signor Presidente del Consiglio non ne parliamo più)
*Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985
*Relazione che la Commissione parlamentare Antimafia approva seduta 6 dicembre 2000
*Copacabana Di Trapani Isola delle Femmine ………….
*GESTIONE beni confiscati legge 109 7 marzo 96 *PORTOBELLO CUTINO PALazzotto E IL GRUPPO Progetto destinano il bene confiscato
*Caserma dei Carabinieri Isola delle Femmine Opere Triennali
*Sequestro beni mafiosi a Isola delle FemmineMaxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori

*ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine

*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?

Immobile sito in Isola delle Femmine Via Passaggio del Coniglio s.n.c. catasto al foglio part 632 (fonte)

I politici cambiano spesso, ma i dirigenti degli uffici tecnici restano e Cosa Nostra li utilizza per suoi interessi. Rimuovere SINDACI e CONSIGLIERI comunali in odore di mafia. Bisogna intervenire anche sugli apparati burocratici compromessi , commissariandoli e se necessario licenziare i responsabili. Accertate infiltrazioni mafiose nelle pubbliche amministrazioni oltre a tagliare sindaci e consigli comunali, intervenire anche sui burocrati dirigenti, avviando procedimenti che portino al licenziamento immediato, senza attendere la condanna.Queste le proposte avanzate dalla Commissione antimafia. SANATORIE LOTTIZZAZIONI VARIANTI PIANI VOLUMETRICI IL COMUNE IN MANO AI BOSS. Ancora una volta si scopre che, come nella maggior parte dei casi, i dipendenti tratti in arresto operavano nel settore dei lavori pubblici e dell’urbanistica.

I R.O.S. a Isola delle Femmine

Legge 109/96 Disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati.
Art. 2-decies. – 1. La destinazione dei beni immobili e dei beni aziendali confiscati e’ effettuata con provvedimento del direttore centrale del demanio del Ministero delle finanze, su proposta non vincolante del dirigente del competente ufficio del territorio,sulla base della stima del valore dei beni effettuata dal medesimo ufficio, acquisiti i pareri del prefetto e del sindaco del comune interessato e sentito l’amministratore di cui all’articolo2-sexies Fonte legislativa
 
 
Promemoria per il “Sindaco” Prof Portobello il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino il V.P. C.C. geom Dionisi:
*Maxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori
*ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine
*Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare
*Licenza Edilizia Riso Rosaria 26 Novembre 09 Dionisi Vincenzo
*Licenze Edilizie Crivello Crivello Costanzo Sorelle Pomiero Progettista geom Impastato Giovanni Amministratore
*P.R.G. e Comparto 1 di Isola delle Femmine
*P.R.G. Isola delle Femmine e i compromessi
*P.r.g. Isola delle Femmine
*Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico
*ELAUTO variante in corso d’opera
*Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*Solemar Consorzio Turistico Siciliano
*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?
*LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI
*Hotel Saracen Isola Ufficio Tecnico Comunale e………..
*in questi ultimi mesi sento parlare con sempre piu’ insistenza che …
*Isola delle Femmine l’isola felice del Sindaco Portobello
*prg fasone calliope raddoppio ferroviario la paloma riepilogo …
*Ordinanza Sindacale affidamento Raccolta Rifiuti ditta AL.TA. s.r.l.
*Mafia e Dintorni
*Circolare scioglimenti Consigli Comunali LEGGE 15 luglio 2009, n. 94

*Disposizioni Pubblica Sicurezza

E’ giusto far sapere ai cittadini di Isola delle Femmine che, grazie al comportamento ostativo del Presidente del C.C., i Consiglieri non hanno mai potuto vedere lo schema di massima del P.R.G. e l’esito degli emendamenti presentati, mentre al Presidente del C.C. venivano rilasciate dal Sindaco e dal Capo dell’Ufficio Tecnico i seguenti atti più o meno illegittimi :
§ autorizzazione edilizia in sanatoria per una piscina abusiva;
§ concessione edilizia (al padre) per completamento di un fabbricato abusivo nei 150 metri dalla battigia (nel rilievo aerofotogrammetrico del 1977 il fabbricato non esiste);
§ concessione edilizia per la costruzione di un villino bifamiliare in “lotto intercluso” ove già aveva realizzato una villa unifamiliare e piscina con un’altra concessione edilizia.
CONSIDERAZIONE FINALE : ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA E DELLE SFINGE DI SAN GIUSEPPE.
MORALE DELLA FAVOLA : ANCORA ISOLA DELLE FEMMINE E’ SENZA UN P.R.G. E LA STORIA CONTINUA

 

Per saperne di più:
 
Gli si deve riconoscere il merito all’attuale V.P. Consiglio Comunale geom Dionisi Vincenzo nell’essersi per primo fatto promotore di una battaglia contro le infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione di Isola delle Femmine. E’ forte in noi la determinazione dell’impegno nella lotta contro ogni tipo di ingerenza affaristico-mafioso nella gestione della Cosa Pubblica, contro la spregiudicatezza nella gestione ed aggressione perpetrata ai danni di un territorio ormai devastato. Contro il mercimonio della libera espressione del voto.
 
Noi abbiamo provato a descriverla così:
 
Pubblicato da Comitato Cittadino Isola Pulita a 10.05 3 commenti

L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA APPROVA LA LEGGE SUI RIFIUTI

L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA APPROVA LA LEGGE SUI RIFIUTI


Paradosso all’Assemblea Regionale Siciliana in dirittura d’arrivo una riforma senza copertura finanziaria, è la legge sulla gestione e lo smaltimento dei rifiuti. I nuovi Consorzi che si andranno a creare mancheranno delle necessarie risorse economiche e i debiti delle società non potranno essere risanati perché ai Comuni mancheranno le anticipazioni che tanto si aspettavano. Mancano all’appello 500 milioni di euro per attivare i mutui degli ATO.

Obiettivi della riforma implementare al massimo la raccolta differenziata con il servizio porta a porta. La riforma prevede degli obiettivi in percentuale che i Comuni devono rispettare se non vogliono essere commissariati (previsto dall’art 14) infatti tra le sanzioni previste in caso non si rientri nei parametri stabiliti dalla legge è previsto lo scioglimento del Consiglio Comunale.

L’articolo 14 poi definisce i casi nei quali in presenza di inadempienze delle Srr, per mancata adozione del piano d’ambito o per inadempienze nel bilancio si prevede il commissariamento delle società da parte dell’assessorato alle Autonomie sociali.

Il varo della legge di riforma degli Ato, risulta ancora più urgente affinché si possano attuare le procedure per il rientro dal deficit per oltre 1,2 miliardi dell’attuale sistema di ambiti territoriali. Già con la legge finanziaria si devono trovare le risorse per sgravare i Comuni da un costo che rende asfittici i bilanci degli Enti locali a danno di tanti servizi essenziali e del welfare

Gli obiettivi fissati dalla Legge n.. 525-528/A per la raccolta differenziata il 20% entro il 2010, il 40% della raccolta differenziata entro il 2012 ed il 65% entro il 2025.

Crescendo la percentuale di raccolta differenziata diminuisce il numero delle discariche ove conferire che in una fase di transizione si dovrà crearne di nuove.

L’articolo 11 definisce le azioni che la Regione dovrà attivare, anche attraverso convenzioni con soggetti pubblici e privati, per prevenire la produzione dei rifiuti: dalla riduzione degli imballaggi monouso alla minimizzazione dei materiali di scarto.

La Legge prevede la creazione di aziende per il riutilizzo delle materie raccolte con la differenziata.

L’articolo 12 prevede le azioni per favorire la raccolta differenziata e le forme di recupero finalizzate alla creazione in Sicilia della cosiddetta ‘green economy’, cioè la produzione di manufatti per uso civile e industriale realizzati con materie provenienti dalla raccolta differenziata.

E’ imposto a tutti gli Enti Pubblici della Sicilia l’obbligo della differenziata.

Gli articoli 15 e 16 riguardano i criteri della definizione delle gare di appalto per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti. L’articolo 17 stabilisce invece i parametri per le procedure di autorizzazione relative alla gestione integrata dei rifiuti.

Restano da varare le parti della legge che riguardano alcuni nodi centrali della riforma come la possibilità di “salvare i cosiddetti Ato virtuosi” cioé quelli che in questi anni hanno raggiunto standard di efficienza e la gestione del personale attualmente in servizio.

Tutte le assunzioni fatte dai vecchi Ato senza concorso pubblico dopo il 2007 sono ritenute nulle e le nuove società non potranno assumere nuovo personale per tre anni. Di fronte alle polemiche, anche all’interno della maggioranza, il governatore, in aula assieme all’assessore all’Energia Pier Carmelo Russo, ha ritirato l’emendamento che prevedeva il salvataggio dei cosiddetti Ato virtuosi, individuati tra quelli che aveva raggiunto almeno il 15% di raccolta differenziata.

Domani l’Assemblea sara’ chiamata ad esprimere il voto finale sulla legge nel suo complesso.

Comitato Cittadino Isola Pulita

Il ddl “Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati” passato all’esame dell’ARS ed in attesa solo del voto finale complessivo, si propone essenzialmente di risolvere il problema del disavanzo economico generato dai meccanismi intrinseci al funzionamento degli ATO.
Un disavanzo che rischia di coinvolgere in un disastro economico, politico, ambientale la Regione Sicilia, gli ATO, e la maggioranza dei Comuni siciliani.

I buoni propositi costituiti dalle percentuali di raccolta differenziata da raggiungere in tempi brevi, gli obbiettivi di riduzione dei rifiuti, le campagne di sensibilizzazione da organizzare, ecc. ecc. appaiono un diversivo volto a contentare ambientalisti e popolazioni, ma non costituiscono l’essenza del ddl. D’altro canto di “buoni propositi” era costellato il vecchio piano rifiuti e sappiamo che fine hanno fatto.
Quindi l’unico obbiettivo era quello di associare QUESTA riforma degli ATO a “nobili” propositi di altra natura. Insomma uno specchietto per le allodole.

Alla bonifica dei siti inquinati che dovrebbe trovare nel ddl uno spazio almeno pari a quello occupa nel titolo del ddl, viene riservato solo qualche cenno.

Quindi il ddl si sarebbe dovuto coerentemente titolare “Riforma degli ATO e compiti conseguenti di Regione, Province, Comuni”.

Salvatore Durante Rifiuti Zero Sicilia

LA COLPA DEI SINDACI NEL FALIMENTO DEGLI ATO

Assemblea Regionale Siciliana mercoledì 10 marzo 2010 alle ore 16

Apprendi Chiedo di Parlare

Presidente Ne ha facoltà

Apprendi Signor Presidente, onorevoli colleghi

La vicenda degli ATO è una vicenda triste e non capisco come mai alcuni colleghi si ostinino a difendere la gran parte dei sindaci che sono, non solo complici, ma artefici del disastro gli ATO.

I sindaci che sono stati nei consorzi sono stati essi stessi attori dei disastri degli ATO; hanno determinato le assunzioni facili; hanno gonfiato gli organici; non hanno messo in riscossione la TRASU. Perché non lo hanno fatto? Solo per clientela: non chieder le tasse dovute ai cittadini doiventa clientela per la prossima elezione.

Adesso, chi pagherà questo danno? Lo faranno i cittadini che sono stati presi in giro da questi stessi sindaci. Adesso i costi sono diventati altissimi, si sono triplicati, e pagheranno i lavoratori di quelle cooperative o i lavoratori assunti dalle agenzie interinali in periodi elettorali, con la promessa di un posto di lavoro. Lavoratori che adesso non possono essere assunti. E voglio vedere questi sindaci ed amministratori che si sono sbracciati, durante le campagne elettorali, per provvedere alle assunzioni di questo personale.

Abbiamo una grande scommessa e, se si chiede qualche giorno di riflessione, credo sia necessario concederlo perché – come ha detto qualche collega – occorre approfondire il disegno di legge e, piuttosto che partorire una legge che può creare qualche difficoltà, perdere qualche giornata in più può aiutarci certamente a renderlo un atto che può essere accolto dalla popolazione anche con grande entusiasmo. Infatti i cittadini vogliono che si tolga l’immondizia dalle strade, davanti alle case, davanti alle scuole, davanti ai negozi. E allora questa grande scommessa, assessore, ci vedrà sì protagonisti perché sappiamo che stiamo toccando interessi, grandi interessi – quello delle discariche gestite in una certa maniera, quello dei noli a caldo, quello delle assunzioni facili – e, quindi, sarà un tragitto pieno di ostacoli. A noi la capacità di dare una risposta seria perché sarà veramente un risultato importante se saremo capaci di rendere partecipi i siciliani in questo sforzo che il nostro Parlamento saprà fare………..

RUSSO Pietro Carmelo, assessore per l’energia e i servizi per la pubblica utilità.

Signor Presidente, mi pare che siano emersi spunti interessanti, peraltro, del tutto posti all’attenzione e cioè, in particolare, quello del maggiore coinvolgimento dei comuni e quello della salvaguardia finanziaria che, credetemi, è un incubo, che io ho, delle amministrazioni locali. Il problema però è che l’incubo del disastro finanziario dei comuni si sta trasferendo sulla Regione siciliana.
L’Aula è, ovviamente, sovrana! Io desidero semplicemente dirvi che alla presenza, fra gli altri, dell’onorevole Adamo, dell’onorevole Mineo, dell’onorevole Greco, alle ore 15.30 di questo pomeriggio, nella Sala Rossa, davanti a me c’erano dodici sindaci che urlavano come ossessi perché nell’ATO Palermo 1 vi è ancora una volta una situazione di grave pericolo per l’igiene e la sanità pubblica. Ancora una volta ho autorizzato la Regione siciliana ad “attingere alla cassa!”
Tutti voi sapete quello che significa. Significa, mandato allo scoperto. Ripeto, l’Assemblea è sovrana, ma io non potrò più autorizzare, in nessun modo, interventi di sostegno dei comuni rispetto alle esigenze di emergenza ambientale. Dall’assessorato all’economia mi comunicano che la cassa non è più in condizione di reggere ulteriori accessi finanziari.

 

La riforma TOGLIE agli ATO la gestione del ciclo integrato. Si realizza cioè la seperazione tra gestione da un lato ed il controllo, la programmazione e le scelte dall’altro.

Gli ATO non saranno più Società di capitali ( S.p.a) [ ma Consorzi (obbligatori purtroppo) di Comuni di tutta la Provincia] , che decidevano Autonomamente se gestire da sè o affidare in maniera totalmente discrezionale in appalto tutto o in parte la gestione.

Avranno INVECE l’enorme potere di affidare ad un soggetto ESTERNO, tramite gara, la gestione del servizio .

I Comuni dovranno obbligatoriamente sottoscrivere il Contratto con quel gestore. In ciò consiste la sua “responsabilità” !!

In realtà quindi è un obbligo, un dovere.

Gli utenti dovranno pagare TIA o TARSU decisi dal Comune su indicazione dell’ATO. Il Comune può decidere pure se non fare pagare nulla, ma si assume comunque l’onere di pagare prendendo i soldi da un’altra voce di bilancio comunale.

Si parla di “multinazionali” (tre volte). Perchè dare per scontato questo fatto altamente improbabile ? Le ditte saranno “italianissime” anzi “sicilianissime” mascherate in involucri dall’aspetto “nazionale” o anche “multinazionale”.

La mia idea, invece, è che i consorzi debbano nascere su base VOLONTARIA e partendo dalla delimitazione geografica attuale.

Tutti salvi quindi ? NO !

Dovrebbero essere salvati quelli che hanno dimostrato di avere realizzato negli anni 2008, 2009, e, a consuntivo da verificare, nel 2010 obbiettivi di qualità del servizio ( per esempio ANCHE percentuali discrete di raccolta differenziata) e obbiettivi economici (deficit al di sotto di una certa soglia come per esempio si fa nella Unione Europea)

Questo principio era presente nel progetto PD , ma poi il PD ci ha rinunciato nell’arco di tre giorni, visto che ha sottoscritto il nuovo disegno di legge di Giunta.

Ad evitare equivoci, i Comuni del Consorzio dovrebbero comunque essere Direttamente tirati in causa nel pagamento del servizio. “ Ca nisciuno è fesso”.

“La Regione dovrebbe individuare i siti delle discariche”.

La legge quadro nazionale 152/2006 e il disegno di legge in discussione attribuiscono alla Regione (delegandolo all’Assessorato) il compito di individuare i CRITERI in base ai quali si individuano le AREE NON IDONEE e le AREE IDONEE. Le Province poi dovrebbero individuare queste AREE e i SITI IDONEI.

Nulla si dice sulla proprietà e sulla gestione di questi siti.

Ora sappiamo che le discariche sono un terreno di coltura non solo di batteri, virus, materiali velenosissimi e inquinanti, ma anche di interessi MAFIOSI legati al traffico di rifiuti tossici e di rifiuti speciali.

Le discariche, aperte e chiuse, devono essere invece “aperte” al controllo delle comunità presso le quali si trovano, gestite secondo il principio della SICUREZZA PUBBLICA E DELLA SICUREZZA SOCIALE ( cioè del controllo mafioso) a prescindere da quanto costa. E questo lo può garantire MAGGIORMENTE (non al 100% purtroppo) la PROPRIETA’ E LA GESTIONE PUBBLICA della discarica. Chi mi garantisce la bonifica futura ? Il privato che le ha gestite in base al criterio del profitto immediato ?

Per me è la Regione che deve farsi carico di questo. Per tutte le discariche della Regione.

“Siamo convinti che la gestione integrata dei rifiuti debba essere fatta in regime di libera concorrenza tra piccole ditte pubbliche e private locali”

Io sono convinto che l’iniziativa privata possa (non debba) essere consentita ed esercitata comunque NON IN REGIME DI MONOPOLIO. Sono convinto inoltre che nel caso di servizi pubblici, il servizio gestito dal pubblico (Regione, Provincia, Comune, o consorzi vari) DEBBA avere la priorità sul privato( e non, come dice il recentissimo decreto Ronchi, il contrario).

Questo in modo particolare per le discariche e per tutti gli impianti che abbiano un forte impatto sull’ambiente, sulla legalità, e sul sociale.

salvatore.durante@alice.it
Ritengo, innanzi tutto, che noi possiamo dare un giudizio di merito sull’operato dell’attività legislativa della Regione solo se conosciamo bene due cose:
a)i margini di intervento del parlamento regionale, rispetto alla normativa nazionale e a quella comunitaria;
b)quale sistema, nel nostro territorio, può rappresentare l’optimum ed in che cosa consiste questo optimum.
Riguardo il primo punto ci interessa sapere se, in qualche punto del nuovo piano, sarà previsto l’obbligo di passare definitivamente dalla tassa alla tariffa.
La legge 158/99, istitutiva della tariffa, che sarebbe dovuta entrare in vigore dal 1° gennaio 2000 in tutta Italia, nel Mezzogiorno è stata di fatto derogata e ancora oggi il parametro di calcolo prevalente per la determinazione di quanto le famiglie devono pagare, con la TARSU, è costituito dalla superficie dell’abitazione in cui si vive. Con questo autentico atto di sabotaggio della R.D., i Comuni , hanno continuato a coprire la spesa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti con il gettito della TARSU, dell’ICI e dell’IRPEF. L’effetto più pernicioso del reiterato rinvio dell’applicazione della tariffa, tuttavia, è stato quello di scollegare completamente l’importo pagato dai cittadini dall’”efficienza” dei cittadini stessi nel fare la R.D..
In assenza del pur minimo riconoscimento (anche economico) all’utente per l’impegno nel praticare la R.D. ed in assenza del servizio porta a porta, per farla breve, si è arrivati all’emergenza con il commissariamento, delle cui vicende siamo tutti informati. La ciliegina dei commissariamenti e della gestione della maggior parte degli ATO-carrozzoni è consistita nel fatto che nessuno di questi soggetti, nonostante le ingenti somme stanziate ed elargite, era tenuto a garantire dei risultati.
Una cosa che mi piacerebbe leggere nel nuovo piano di rifiuti regionale non è l’applicazione della tariffa ma anche (se la Regione ha la possibilità di farlo) una modifica della 158/99 nel senso di ridurre al minimo i parametri relativi alla superfici delle case ed al numero dei componenti il nucleo familiare, enfatizzando quello del comportamento dei cittadini nei confronti della R.D..
Nel piano rifiuti regionale ci dovrebbe essere una norma correttiva della legge nazionale (che è una libera interpretazione delle direttive europee) che prevede, per i condomini, il conferimento dei rifiuti in cassonetti comuni. Ciò, rendendo impossibile la tracciabilità del sacchetto, vanificherebbe ogni opera di responsabilizzazione dei singoli utenti.
Nel quadro della strategia per la prevenzione della produzione dei rifiuti, di cui si fa un gran parlare ma di cui si fa poco, la Regione dovrebbe prendere esempio dal Comune di Torre Boldone, la cui amministrazione, fattosi bene i conti, ha trovato economicamente conveniente regalare alle mamme con bambini piccoli dei pannolini riusabili, più igienici ed economici di quelli usa-e-getta, ed istituire un servizio di raccolta-lavaggio-riconsegna dei pannolini a domicilio. Il costo dei pannolini e quello del servizio era inferiore al costo di conferimento dei pannolini in discarica e si salvava l’ambiente su cui non gravava il peso di una frazione merceologica praticamente intrattabile.
Per quanto riguarda gli impianti di compostaggio c’è da fare un paio di considerazioni. La prima si riferisce all’attuale legge che, non considerando le nuove tecnologie con cui questi impianti oggi vengono costruiti, li considera impianti industriali e impone di costruirli fuori dai centri abitati.
In realtà, da un punto di vista strettamente tecnico, essi potrebbero essere alloggiati in una costruzione anche in pieno centro città senza tradire la loro presenza, grazie ai filtri biologici di nuova concezione, con qualsivoglia odore molesto.
La scelta del commissario straordinario, che probabilmente non sarà messa in discussione nel nuovo piano, privilegiando discutibili “economie di scala”, prevede pochi grossi impianti a cui i comuni, distanti anche centinaia di chilometri devono conferire il materiale organico.
Questa impostazione non tiene conto di alcune necessarie considerazioni:
a) le economie di scala vengono abbondantemente annullate dai maggiori costi di trasporto. Si verifica pure l’assurdo che molti comuni ad economia agricola, e quindi potenziali utilizzatori del compost, devono trasportare l’organico all’impianto e da quì riportare il compost maturo nelle proprie campagne.
b) Alla fine del processo di compostaggio, il compost maturo e pronto per essere usato o trasportato, pesa poco più della metà della massa di origine. Se invece di trasportare direttamente l’organico questo viene fatto prima compostare in loco, si dimezzano i costi di trasporto. Se poi il compost viene impiegato nel luogo di produzione questi costi vengono quasi azzerati.
L’impianto di compostaggio, che per funzionare ha bisogno anche di reintegrare l’acqua che nel processo di bio-ossidazione si perde sotto forma di vapore, e di una certa quantità di azoto organico per alimentare i batteri responsabili della fermentazione, trova il suo naturale complemento in un impianto di trattamento dei liquami urbani, che produce fanghi ricchi, appunto, di acqua e di azoto.
In conclusione, il nuovo piano dei rifiuti dovrebbe prevedere almeno un impianto di co-compostaggio per ogni comune che, in un colpo solo, risolverebbe vantaggiosamente sotto molteplici aspetti il problema dei rifiuti urbani organici, sia nella loro forma solida che in quella liquida.
Copiando ciò che ha già realizzato il Comune di Milano, dovrebbe imporre la creazione di fontanelle pubbliche dove viene erogata, gratis o a prezzi politici, acqua senza cloro e disinfettata con ozono e raggi UV. Dovrebbe pure prevedere incentivi fiscali per quei negozianti che vendono detersivi e latte alla spina.
Oltre a limitare drasticamente la quantità di contenitori di plastica, si realizzerebbe pure un notevole risparmio energetico.
Per realizzare tutto ciò la forma ATO è, a mio giudizio, inadeguata. La formula vincente sarebbe il ritorno ad una gestione in economia per quei comuni che lo richiedono, offrendo loro l’appoggio logistico dell’ATO di appartenenza unicamente per il trattamento e la destinazione dei rifiuti speciali e della frazione residua della R.D., uniche frazioni per le quali il Comune dovrebbe pagare un corrispettivo per il servizio.
Un piano rifiuti degno di questo nome dovrebbe seriamente considerare l’impiego dei cenciaioli, prevedendo (esattamente il contrario di quanto ha fatto Cammarata), un concreto e consistente appoggio logistico per la loro attività. Non ho fatto bene i conti ma, ad occhio e croce, grazie ai cenciaioli, i comuni e gli ATO si troverebbero nella condizione di realizzare consistenti economie e di poter disporre di personale in esubero da impiegare proficuamente nei nuovi servizi e, soprattutto, nei controlli.
Per quanto riguarda l’idea di chiedere il parere di Angelini sono d’accordo, ma con qualche cautela: il personaggio è molto preparato e conosce la materia come pochi. Non dobbiamo però dimenticare che, ai tempi del governo Capodicasa, è stato l’autore, assieme a Michelon, del P.I.E.R., in cui erano previsti degli inceneritori…

LEGGE APPROVATA IL 25 MARZO 2010

Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati

Titolo I

Oggetto, finalità e competenze

Art. 1.

Oggetto e finalità

1. Oggetto della presente legge è la disciplina della gestione integrata dei rifiuti e la messa in sicurezza, la bonifica, il ripristino ambientale dei siti inquinati, nel rispetto della salvaguardia e tutela della salute pubblica, dei valori naturali, ambientali e paesaggistici, in maniera coordinata con le disposizioni del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, in attuazione delle direttive comunitarie in materia di rifiuti. Finalità della presente legge sono le seguenti:

a) prevenire la produzione di rifiuti e ridurne la pericolosità;

b) promuovere la progettazione di prodotti ed imballaggi tali da ridurre all’origine la produzione di rifiuti, soprattutto non riciclabili, adottando anche le necessarie forme di incentivazione;

c) promuovere l’informazione e la partecipazione dei cittadini, attraverso adeguate forme di comunicazione, rivolte anche agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado;

d) promuovere il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti urbani e speciali;

e) promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e di quelli assimilati agli urbani, adottando in via prioritaria il sistema di raccolta porta a porta e definendo sistemi di premialità e penalizzazione finalizzati ad aumentarne le relative percentuali;

f) incrementare l’implementazione di tecnologie impiantistiche a basso impatto ambientale, che consentano un risparmio di risorse naturali;

g) ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso l’ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di produzione, con la garanzia di un alto grado di tutela e protezione della salute e dell’ambiente;

h) favorire la riduzione dello smaltimento in discarica;

i) riconoscere il ruolo dei comuni quali responsabili del servizio erogato ai propri cittadini, anche attraverso soggetti diversi, ai sensi dell’articolo 4;

l) valorizzare la partecipazione dei cittadini, con particolare riferimento a forme di premialità economiche in funzione dei livelli di raccolta differenziata raggiunti;

m) rendere compatibile l’equilibrio economico del servizio di gestione integrata dei rifiuti con le risorse pubbliche disponibili e con le entrate derivabili dalla riscossione della TARSU o della TIA, avuto riguardo alla necessità di tutelare con misure di perequazione le fasce sociali più deboli e di ridurre l’evasione e la elusione fiscale in materia.

2. Ai fini di quanto previsto dal comma 1 la Regione assicura lo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi attraverso l’autosufficienza degli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.) di cui all’articolo 200 del decreto legislativo 152/2006. Per i rifiuti speciali si applica, per quanto possibile ed ambientalmente conveniente, il principio della vicinanza del luogo di produzione a quello di smaltimento, tenendo conto del contesto geografico, delle eventuali condizioni di crisi ambientale o della necessità di impianti specializzati. Il conferimento dei rifiuti avviene previo decreto emanato dal competente Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti, che verifichi l’esistenza di tutte le condizioni necessarie al conferimento stesso.

3. Per quanto non disciplinato dalla presente legge, si applicano le disposizioni contenute nel decreto legislativo 152/2006 e nella normativa statale e comunitaria vigente.

Art. 2.

Competenze della Regione

1. Nel rispetto delle linee guida e dei criteri generali di cui all’articolo 195 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, la Regione esercita le competenze di cui all’articolo 196 del medesimo decreto legislativo 152/2006 anche provvedendo:

a) alla promozione della gestione integrata dei rifiuti, come complesso delle attività volte a ridurre la quantità dei rifiuti prodotti, nonché ad ottimizzare la raccolta, compresa la raccolta differenziata, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti;

b) all’adozione, sentita la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali, del piano regionale di gestione dei rifiuti di cui all’articolo 9;

c) alla verifica di conformità al piano regionale di gestione dei rifiuti dei piani d’ambito di cui all’articolo 10;

d) al rilascio dell’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti speciali, nonché dell’autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti, secondo le disposizioni statali e comunitarie e sulla base di quanto stabilito dal piano regionale di gestione dei rifiuti;

e) alla predisposizione, sentita la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali, dello schema degli atti previsti per la costituzione delle società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti, d’ora in avanti S.R.R., di cui all’articolo 6;

f) alla determinazione, sentita la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali, dei criteri per la determinazione di idonee misure compensative in favore:

1) dei proprietari degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento, operanti alla data del 31 dicembre 2009, da conferire in disponibilità totale o parziale alle S.R.R., rapportandole all’uso storico dell’impianto, ossia alla quantità dei rifiuti trattati, agli investimenti effettuati per la realizzazione degli impianti medesimi al netto delle risorse pubbliche investite per la realizzazione degli stessi ed ai relativi ammortamenti nonché ai costi di gestione in fase post-operativa;

2) dei comuni interessati dall’impatto ambientale determinato dalla localizzazione degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento, compresi i comuni limitrofi alle discariche o la cui area urbana sia interessata dal transito di mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti;

g) all’approvazione dei progetti e all’autorizzazione all’esercizio delle attività relative ad impianti di recupero e smaltimento rifiuti, previste dagli articoli 208, 210 e 211 del decreto legislativo 152/2006;

h) alla definizione degli standard minimi da inserire nel bando e nel capitolato e all’adozione di uno schema tipo di contratto del servizio integrato di gestione dei rifiuti;

i) all’elaborazione, approvazione e aggiornamento dei piani per la bonifica di aree inquinate;

j) alla determinazione degli interventi finanziari necessari per l’attuazione del piano regionale di gestione dei rifiuti che dovranno essere finalizzati alla riduzione della tariffa sostenuta dai cittadini;

k) alla determinazione degli interventi a favore della realizzazione di impianti di ricerca e di sperimentazione di cui all’articolo 211 del decreto legislativo 152/2006;

l) al monitoraggio, programmazione e controllo in ausilio all’Osservatorio nazionale sui rifiuti, di cui all’articolo 206 bis del decreto legislativo 152/2006;

m) all’adozione, nei casi previsti, degli interventi di controllo sostitutivo;

n) all’autorizzazione a smaltire, per un periodo limitato, rifiuti urbani presso impianti ubicati fuori dal territorio provinciale di produzione degli stessi nei casi previsti dall’articolo 191 del decreto legislativo 152/2006;

o) all’attivazione della raccolta differenziata dei rifiuti non pericolosi come definiti dalla vigente normativa;

p) all’attivazione, per gli aspetti di propria competenza, dei centri di raccolta nazionale individuati ai sensi dell’articolo 195, comma 1, lettera f) del decreto legislativo 152/2006.

2. L’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità definisce con proprio decreto:

a) le forme di concertazione e di consultazione, anche mediante la costituzione di un tavolo tecnico istituzionale, allo scopo di garantire la massima diffusione e concertazione non vincolante sulle decisioni in materia di gestione dei rifiuti;

b) le linee guida in materia di gestione integrata dei rifiuti necessarie all’attuazione della presente legge.

3. Fatta salva ogni diversa previsione espressa, l’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, ferme restando le competenze di cui all’articolo 91 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, adotta con decreto del dirigente generale tutti i provvedimenti applicativi inerenti alle attribuzioni affidate all’Amministrazione regionale in forza della presente legge. In particolare, con decreto del dirigente generale:

a) sono rilevati i livelli impositivi applicati nei singoli ambiti territoriali ottimali, al fine di accertare e valutare, per ogni ambito, la congruenza fra l’imposizione tributaria applicata ed i costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti;

b) sono rilevati i livelli applicati della tariffa per lo smaltimento, il trattamento ed il recupero dei rifiuti solidi urbani ed assimilati, nonché delle misure compensative, sulla base dei criteri di cui alla lettera f) del comma 1, al fine di accertare la congruenza fra i costi dell’impianto e la tariffa determinata;

c) sono indicati i criteri e gli standard minimi e massimi dei servizi di gestione dei rifiuti urbani, predisponendo altresì bando, capitolato e contratto di servizio tipo sulla base dei quali hanno luogo le procedure di evidenza pubblica per l’affidamento dei servizi, nonché la stipula dei relativi contratti d’appalto.

Art. 3.

Competenze delle province

l. La provincia esercita le funzioni di cui all’articolo 197 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, anche provvedendo nell’ambito della propria competenza alle seguenti funzioni:

a) il controllo e la verifica degli interventi di bonifica ed il monitoraggio ad essi conseguenti;

b) il controllo periodico sulle attività di gestione, di intermediazione e di commercio dei rifiuti, ivi compreso l’accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui alla parte quarta del decreto legislativo 152/2006;

c) la verifica ed il controllo dei requisiti

previsti per l’applicazione delle procedure semplificate;

d) l’individuazione delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti, sulla base delle previsioni del piano territoriale di coordinamento di cui all’articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove già adottato, e delle previsioni di cui all’articolo 199, comma 3, lettere

d) e h), del decreto legislativo 152/2006, sentiti la S.R.R. territorialmente competente ed i comuni. Le province possono istituire, ai sensi della legge 23 marzo 2001, n. 93, l’Osservatorio provinciale sui rifiuti, per coadiuvare le funzioni di monitoraggio, programmazione e controllo del Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti provvedendo ai relativi adempimenti utilizzando le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili;

e) la tenuta del registro delle imprese e degli enti sottoposti alle procedure semplificate di cui agli articoli 214, 215 e 216 del decreto legislativo152/2006, integrando tale registro con i dati relativi agli impianti comunque autorizzati ed operativi presenti sul proprio territorio, ed inviando i relativi dati all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, all’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità ed all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (A.R.P.A. Sicilia);

f) la stipula, previa approvazione dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, di accordi interprovinciali per la gestione di determinate tipologie di rifiuti, al fine del raggiungimento di una maggiore funzionalità ed efficienza della gestione dei rifiuti non perseguibile all’interno dei confini dell’ambito territoriale ottimale.

2. II presidente della provincia adotta le ordinanze di cui all’articolo 191 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni nonché per tutte le tematiche che esulino dal territorio di un singolo comune e che ricadano nell’ambito del territorio provinciale, ove non altrimenti attribuite.

3. Per le attività di propria competenza la provincia si avvale del supporto tecnico scientifico dell’ARPA Sicilia, rimborsando i soli costi sostenuti dalla predetta Agenzia e con espresso divieto del ricorso a soggetti esterni salvo apposite convenzioni con altre strutture pubbliche o universitarie che si impegnino a stipulare accordi economici di consulenza e prestazioni alle medesime condizioni praticate dall’ARPA Sicilia.

4. La provincia invia ogni trimestre alla Regione le informazioni e i dati autorizzativi ed ogni anno redige ed invia alla Regione una relazione sulle attività svolte.

Art. 4.

Competenze dei comuni

1. I comuni esercitano le funzioni di cui all’articolo 198 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, anche provvedendo, nell’ambito della propria competenza, alle finalità di cui al comma 2.

2. Ai sensi del comma 1 i comuni:

a) stipulano il contratto di appalto per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti, relativamente al territorio di ogni singolo comune, con i soggetti individuati con le modalità di cui all’articolo 15 dalle S.R.R.;

b) assicurano il controllo del pieno adempimento dell’esecuzione del contratto di servizio nel territorio comunale;

c) provvedono al pagamento del corrispettivo per l’espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti nel territorio comunale, assicurando l’integrale copertura dei relativi costi, congruamente definendo a tal fine, sino all’emanazione del regolamento ministeriale di cui all’articolo 238 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, la tariffa d’igiene ambientale (TIA) di cui all’articolo 49 del decreto legislativo 5 febbraio 1977, n. 22 o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), ovvero prevedendo nei propri bilanci le risorse necessarie e vincolandole a dette finalità;

d) provvedono, altresì, all’adozione della delibera di cui all’articolo 159, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, vincolando le somme destinate al servizio di gestione integrata dei rifiuti e garantendo il permanere del vincolo di impignorabilità, mediante pagamenti in ordine cronologico;

e) adottano, ove necessario, la delibera di cui all’articolo 194, comma 1, lettere b) e c) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, avviando la conseguente azione di responsabilità nei confronti degli amministratori delle S.R.R.;

f) adottano il regolamento comunale per la raccolta differenziata in conformità alle linee guida allegate al piano regionale di gestione dei rifiuti ed al piano d’ambito;

g) adottano per quanto di competenza disposizioni per la tutela igienico-sanitaria nella gestione dei rifiuti;

h) provvedono all’abbattimento delle barriere architettoniche nel conferimento dei rifiuti;

i) esercitano le funzioni atte a garantire la raccolta delle diverse frazioni di rifiuti urbani e prescrivono le disposizioni per la corretta gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti cimiteriali;

j) emanano le ordinanze per l’ottimizzazione delle forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio e la relativa fissazione di obiettivi di qualità;

k) regolamentano, per quantità e qualità, i rifiuti speciali non pericolosi assimilabili ai rifiuti urbani ai fini della raccolta e dello smaltimento sulla base dei criteri fissati dalle norme vigenti, ove non disciplinati dalla Regione;

l) prevedono, di concerto con la Regione, le province e le S.R.R., all’interno degli strumenti di pianificazione urbanistica, le infrastrutture e la logistica necessaria per la raccolta differenziata, anche per la separazione secco umido, e per lo smaltimento, riciclo e riuso dei rifiuti;

m) promuovono attività educative, formative e di comunicazione ambientale a sostegno della raccolta differenziata;

n) verificano lo stato di attuazione della raccolta differenziata e la qualità del servizio erogato dal soggetto gestore anche attraverso un comitato indipendente costituito da rappresentanti delle associazioni ambientaliste, dei consumatori e di comitati civici.

3. I comuni rappresentanti almeno il 20 per cento delle quote di partecipazione alla S.R.R. possono promuovere la valutazione, da parte dell’Assessorato regionale dell’energia e dei rifiuti, dei costi stimati nel piano d’ambito per l’espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti. L’Assessorato medesimo assume le proprie determinazioni entro sessanta giorni dalla richiesta, prorogabili una sola volta per ulteriori sessanta giorni, ove necessario per esigenze istruttorie. Trascorsi i predetti termini, i costi del servizio si intendono definitivamente assentiti, fatta salva la facoltà di impugnazione per le singole amministrazioni comunali.

4. II sindaco adotta le ordinanze di cui agli articoli 191 e 192 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, per tutti gli interventi che ricadano nell’ambito del territorio comunale.

5. Nell’ambito del proprio territorio, ciascun comune esercita il controllo sulla qualità e l’economicità del servizio espletato per la gestione integrata dei rifiuti, attivando, di concerto con la S.R.R. e con il gestore del servizio, tutte le misure necessarie ad assicurare l’efficienza e l’efficacia del servizio e l’equilibrio economico e finanziario della gestione.

Titolo II

Ambiti Territoriali Ottimali

Art. 5.

Ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata dei rifiuti

1. Sulla base delle esigenze di efficacia, efficienza ed economicità di cui all’articolo 200, comma 1, lettera f) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ed in attuazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica di cui ai commi 33 e 38 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonché al fine di consentire il sollecito avvio dell’assetto organizzativo derivante dall’applicazione della presente legge, sono confermati gli Ambiti territoriali ottimali costituiti in applicazione dell’articolo 45 della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, quali identificati nel decreto presidenziale 20 maggio 2008, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana 6 giugno 2008, n. 25. Essi sono i seguenti:

a) ATO 1 – PALERMO;

b) ATO 2 – CATANIA;

c) ATO 3 – MESSINA;

d) ATO 4 – AGRIGENTO;

e) ATO 5 – CALTANISSETTA;

f) ATO 6 – ENNA;

g) ATO 7 – RAGUSA;

h) ATO 8 – SIRACUSA;

i) ATO 9 – TRAPANI;

l) ATO 10 – ISOLE MINORI.

2. Il piano regionale di gestione dei rifiuti, comunicato ai comuni ed alle province interessate, costituisce, sulla base di un dettagliato studio sul punto, la sede per il riscontro dell’adeguatezza della nuova delimitazione degli ATO rispetto agli obiettivi generali del piano stesso. Il numero complessivo degli ATO non può comunque eccedere quello di cui al comma 1.

3. I singoli comuni appartenenti all’ATO, entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma 2, possono richiedere il passaggio ad un diverso ATO, secondo quanto previsto dall’articolo 200, comma 6, del decreto legislativo 152/2006. Il passaggio è disposto mediante decreto dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, previa istruttoria da parte del competente dipartimento ed è adottato entro centottanta giorni dalla presentazione della richiesta, che si intende assentita nel caso di infruttuoso decorso del termine.

Art. 6.

Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti

1. In attuazione di quanto disposto dall’articolo 45 della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, per l’esercizio delle funzioni di gestione integrata dei rifiuti, la provincia ed i comuni ricompresi in ciascun ambito territoriale ottimale costituiscono, per ogni ATO, una società consortile di capitali perl’esercizio delle funzioni affidate alla società stessa con la presente legge. Le società sono denominate Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti’, con acronimo S.R.R.. Alla società consortile non possono partecipare altri soggetti pubblici o privati.

2. Gli oneri per la costituzione ed il funzionamento delle S.R.R. sono posti a carico dei comuni consorziati.

3. Le quote di partecipazione degli enti locali a ciascuna S.R.R. sono determinate nel seguente modo:

a) 95 per cento ai comuni sulla base della popolazione residente in ciascun comune, quale risulta dai dati dell’ultimo censimento generale della popolazione;

b) 5 per cento alla provincia appartenente all’ATO.

4. Gli organi della S.R.R. sono individuati ed eletti fra i soci secondo la disciplina prevista al riguardo per le società stesse dal codice civile. Le relative funzioni sono svolte a titolo gratuito.

5. La S.R.R., nelle more dell’emanazione del decreto ministeriale di cui al comma 6 dell’articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, individua uno standard medio di riferimento per la tariffa di igiene ambientale di cui all’articolo 49 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 o per la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli ambiti territoriali ottimali, come introdotti dalla presente legge.

6. Nelle votazioni dell’assemblea dei sindaci ogni comune ha diritto ad un voto ogni diecimila abitanti e per frazioni oltre cinquemila, fino a un massimo di voti pari al 30 per cento dei voti totali, calcolati sulla base della popolazione residente nell’ambito territoriale ottimale al 31 dicembre 2007, secondo i dati dell’ultimo censimento generale della popolazione. I comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti hanno in ogni caso diritto a un voto.

7. Per il funzionamento della S.R.R. si applicano le norme del codice civile. L’amministrazione ed il controllo sulle società sono disciplinati altresì dagli atti costitutivi e statuti che si conformano alle previsioni di cui alla presente legge.

8. Gli atti adottati dalla S.R.R. sono pubblicati per intero sul sito web della stessa.

Art. 7.

Avvio operativo delle Società per la regolamentazione

del servizio di gestione rifiuti – SRR

1. L’assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, sentite le associazioni di province e comuni, adotta con proprio decreto lo schema-tipo di atto costitutivo e di statuto della S.R.R., predisposti dall’Ufficio legislativo e legale della Regione che si avvale a tal fine del supporto tecnico del dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti, trasmettendoli alla provincia per l’ulteriore invio ai comuni interessati.

2. Gli enti locali appartenenti all’ATO sono convocati dalla provincia entro i successivi sessanta giorni per l’assemblea di insediamento e per l’approvazione della convenzione e dello statuto.

3. Entro quarantacinque giorni dall’approvazione degli atti di cui al comma 2 la S.R.R. elegge i propri organi. Con l’elezione degli organi la S.R.R. è costituita.

4. Il patrimonio delle S.R.R. comprende un fondo di dotazione, nonché gli eventuali conferimenti effettuati dagli enti locali consorziati e le acquisizioni già realizzate o da realizzare dagli enti consorziati con fondi nazionali, regionali o comunitari, relative al servizio di gestione integrata dei rifiuti. Sono esclusi dal fondo di dotazione i beni già trasferiti ai consorzi ed alle società d’ambito, esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che accedono alla gestione liquidatoria di cui all’articolo 19, comma 2.

5. Il fondo di dotazione è sottoscritto da ogni comune in proporzione alla popolazione servita, secondo le modalità fissate nello statuto e nella convenzione, che determinano altresì la ripartizione fra i comuni delle quote di finanziamento delle S.R.R..

6. Il patrimonio di beni mobili ed immobili degli enti locali appartenenti all’ATO, è conferito per la gestione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti secondo le modalità di cui all’articolo 202 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

7. Nei trasferimenti di beni ed impianti di cui al comma 4 dell’articolo 204 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, si tiene in considerazione anche il valore di eventuali contributi pubblici erogati a favore degli stessi.

8. La S.R.R. conferisce in comodato eventuali beni propri o dei propri soci ai soggetti affidatari del servizio integrato di gestione dei rifiuti, che ne assumono i relativi oneri nei termini e per la durata prevista dal contratto di servizio.

9. La dotazione organica della S.R.R. è adottata dagli organi della stessa società ed approvata con decreto dell’assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, con le modalità di cui all’articolo 4, quarto comma, della legge regionale 29 dicembre 1962, n.28, e successive modifiche ed integrazioni. La mancata definizione del procedimento di approvazione impedisce il ricorso, da parte della S.R.R., a qualsiasi assunzione ed, altresì, all’instaurazione di qualsiasi rapporto di consulenza, collaborazione o incarico esterni, nonché all’instaurazione di rapporti di lavoro disciplinati dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

10. Con il decreto di cui al comma 9 sono altresì disciplinate le modalità attraverso cui le S.R.R. provvedono al fabbisogno del personale occorrente alle loro funzioni, ricorrendo in via prioritaria alle procedure di mobilità interna e successivamente alle procedure di mobilità esterna. Nel caso in cui l’attivazione delle predette procedure non sia sufficiente a coprire il fabbisogno necessario, è consentito il ricorso all’assunzione mediante pubblico concorso ai sensi dell’articolo 49 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 nonché dell’articolo 45 della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, e dell’articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6.

11. I termini di cui al presente articolo hanno natura perentoria e in caso di inosservanza danno luogo ad intervento sostitutivo con le modalità di cui all’articolo 14.

Art. 8.

Funzioni delle società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti

l. La S.R.R. esercita le funzioni previste dagli articoli 200, 202, 203 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e provvede all’espletamento delle procedure per l’individuazione del gestore del servizio integrato di gestione dei rifiuti, con le modalità di cui all’articolo 15.

2. La S.R.R. esercita attività di controllo finalizzata alla verifica del raggiungimento degli obiettivi qualitativi e quantitativi determinati nei contratti a risultato di affidamento del servizio con i gestori. La verifica comprende l’accertamento della realizzazione degli investimenti e dell’utilizzo dell’impiantistica indicata nel contratto e nel piano d’ambito, eventualmente intervenendo in caso di qualsiasi evento che ne impedisca l’utilizzo, e del rispetto dei diritti degli utenti, per i quali deve comunque essere istituito un apposito call-center senza oneri aggiuntivi per la S.R.R..

3. La S.R.R. è tenuta alla trasmissione dei dati relativi alla gestione dei rifiuti con le modalità indicate dalla regione nonché a fornire alla regione ed alla provincia tutte le informazioni da esse richieste.

4. La S.R.R. attua attività di informazione e sensibilizzazione degli utenti funzionali ai tipi di raccolta attivati, in relazione alle modalità di gestione dei rifiuti ed agli impianti di recupero e smaltimento in esercizio nel proprio territorio.

5. Qualora nel piano regionale di gestione dei rifiuti siano previsti attività ed impianti commisurati a bacini di utenza che coinvolgano più ATO, le relative S.R.R. possono concludere accordi per la programmazione, l’organizzazione, la realizzazione e la gestione degli stessi.

Titolo III

Programmazione

Art. 9.

Piano regionale di gestione dei rifiuti

1. Il piano regionale di gestione dei rifiuti, le modifiche e gli aggiornamenti sono approvati, sentite le province, i comuni e le S.R.R. con decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’ Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, secondo il procedimento di cui all’articolo 12, comma 4, dello Statuto regionale e previo parere della competente commissione legislativa dell’ Assemblea regionale siciliana. Il piano può essere approvato anche per stralci funzionali e tematici e acquista efficacia dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.

2. La pianificazione regionale definisce i criteri e le modalità per promuovere la programmazione e l’esercizio della gestione integrata dei rifiuti, favorendone la riduzione, le forme di raccolta aggregate dei materiali post consumo, indirizzando le raccolte di materiali singoli o aggregati da destinare al riciclaggio e al recupero in modo omogeneo nel territorio regionale, al fine di generare una filiera industriale del riciclo e del recupero che possa contare su un flusso certo di materia per qualità e quantità.

3. Il piano di cui al comma 1 fissa gli obiettivi inerenti ai livelli di raccolta differenziata, indicando altresì le categorie merceologiche dei rifiuti prodotti. Costituiscono parte integrante del piano, il programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili (RUB) di cui al decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti), il programma per la gestione degli apparecchi contenenti PCB di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 209 e successive modifiche e integrazioni (Attuazione della direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili) nonché i piani per la bonifica delle aree inquinate di cui all’articolo 199, comma 5, del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche e integrazioni, ed altresì il piano per la bonifica ed il ripristino delle aree inquinate.

4. Il piano regionale di gestione dei rifiuti:

a) definisce le modalità per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e di recupero di materia, al netto degli scarti dei processi di riciclaggio, per ognuno degli ambiti territoriali ottimali, attraverso l’elaborazione di un documento di indirizzo denominato Linee-guida operative sulla raccolta differenziata’ in grado di supportare e guidare gli enti attuatori nella progettazione di dettaglio ed ottimizzazione dei sistemi di raccolta differenziata, privilegiando la raccolta domiciliare integrata, per il raggiungimento dei livelli minimi così fissati:

1) anno 2010: R.d. 20 per cento, recupero materia 15 per cento;

2) anno 2012: R.d. 40 per cento, recupero materia 30 per cento;

3) anno 2015: R.d. 65 per cento, recupero materia 50 per cento;

b) definisce le modalità per l’accertamento, da parte di ogni S.R.R., della tipologia, delle quantità e dell’origine dei rifiuti da recuperare o da smaltire, all’interno dell’ATO di riferimento, anche mediante un sistema che consenta di rilevare gli effetti progressivi della implementazione dei sistemi di raccolta differenziata, mediante analisi del rifiuto urbano residuo (RUR) che diano informazioni sulla composizione dello stesso;

c) fissa i criteri per la classificazione dei materiali presenti nel RUR, non riciclabili né altrimenti recuperabili, in ordine di importanza (ponderale e di pericolosità) al fine di impostare politiche e pratiche locali per la riduzione della immissione al consumo di tali materiali;

d) definisce le modalità attraverso cui assicurare la gestione integrata dei rifiuti urbani non pericolosi all’interno degli ATO;

e) fissa i criteri attraverso i quali assicurare il recupero e lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione, tenuto conto delle zone di crisi ambientale, al fine di ridurre la movimentazione degli stessi;

f) fissa i criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e i criteri per l’individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento, nonché le condizioni ed i criteri tecnici per la localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti, escluse le discariche, in aree destinate ad insediamenti produttivi;

g) definisce i criteri per la localizzazione degli impianti operativi di selezione della frazione secca a valle della raccolta differenziata, correlandone la potenzialità, la funzionalità e la possibilità di conversione, parziale o totale, alle strategie di raccolta differenziata e di trattamento del RUR;

h) fissa le modalità per la verifica degli impianti di compostaggio e/o di digestione anaerobica esistenti, della loro coerenza e compatibilità, anche solo parziale, con le strategie di trattamento della revisione del piano, anche in relazione ai fabbisogni di trattamento del rifiuto organico prodotto;

i) individua le modalità attraverso cui verificare, in ciascun piano d’ambito, sulla scorta del numero e della distribuzione territoriale delle piattaforme CONAI per il ritiro dei rifiuti differenziati già esistenti, la capacità di assorbimento dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata integrata, allo scopo di consentirne l’accesso con spostamenti contenuti da parte del soggetto incaricato del servizio di gestione dei rifiuti;

l) determina, nel rispetto delle norme tecniche statali in materia, disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare, compresi i rifiuti da imballaggio;

m) fissa i criteri per la stima dei costi delle operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani, nonché per la stima dei costi di investimento per la realizzazione del sistema impiantistico regionale;

n) individua le iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti ed a favorire il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti, anche mediante la realizzazione di campagne conoscitive mirate per richiamare l’attenzione su comportamenti di differenziazione non ancora ottimizzati;

o) descrive le azioni finalizzate alla promozione della gestione integrata dei rifiuti;

p) pone i requisiti tecnici generali relativi alle attività di gestione dei rifiuti, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria;

q)prevede l’esclusione di trattamenti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani che non facciano ricorso a tecnologie atte a garantire i requisiti di efficienza energetica nei termini fissati dalla Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. I trattamenti di incenerimento devono essere classificati come operazioni di recupero e non come operazioni di smaltimento;

r) definisce un piano per l’ampliamento di discariche pubbliche esistenti e/o nuove discariche pubbliche, sufficienti per soddisfare il fabbisogno del conferimento di rifiuti delle S.R.R. per almeno tre anni;

s) prevede il fabbisogno di nuove discariche fino al 2020, sulla base degli obiettivi di raccolta differenziata previsti a regime nella presente legge;

t) individua le modalità specifiche per la gestione integrata dei rifiuti nelle isole minori;

u) fissa l’individuazione dei sistemi per incrementare l’intercettazione dei rifiuti fin dalle fasi della raccolta al fine di ridurre il relativo conferimento in discarica;

v) fissa i criteri per il trattamento preventivo dei rifiuti ammessi allo smaltimento in discarica comunque conformi alle migliori tecnologie disponibili (BAT);

w) determina l’individuazione dei sistemi di pretrattamento del rifiuto urbano residuo (RUR) da predisporre immediatamente in ossequio a quanto previsto dal decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti’, privilegiando livelli di trattamento che comportino il minor costo a carico della tariffa ed il maggior vantaggio ambientale;

x) stabilisce i criteri e le modalità da adottarsi in tutto il territorio della regione, per la determinazione delle tariffe di conferimento in discarica.

5. Il piano regionale di gestione dei rifiuti è redatto in sostituzione di quello vigente, ai sensi dell’articolo 199 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche, secondo i principi fissati dalle norme comunitarie.

Art. 10.

Piano d’ambito

1. Il piano d’ambito definisce il complesso delle attività necessarie a garantire la gestione integrata dei rifiuti urbani nell’ATO di riferimento.

2. Il piano d’ambito è redatto sulla base delle indicazioni del piano regionale di gestione dei rifiuti e nel rispetto dei relativi criteri.

3. Il piano d’ambito cura altresì:

a) l’analisi dei piani comunali di raccolta differenziata, qualora i comuni appartenenti all’ambito li abbiano già predisposti ovvero la redazione dei piani comunali di raccolta (PCR) e dei piani comunali della raccolta differenziata (PCRD), ivi comprese le modalità di gestione dei centri di raccolta nei comuni (CR);

b) le modalità di gestione, alla scala dell’ATO, dei servizi e degli impianti relativi allo smaltimento, al riciclo ed al riuso dei rifiuti;

c) la descrizione del modello gestionale che si vuole adottare per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata;

d) la descrizione delle fasi temporali in cui il piano si articola, dalla situazione attuale fino alla situazione a regime, dopo il superamento dell’emergenza;

e) la descrizione delle singole fasi in termini di:

1) investimenti (attrezzature, mezzi, impianti);

2) costi gestionali (personale, materiali di consumo);

3) obiettivi di raccolta differenziata;

4) enti coinvolti;

5) popolazione coinvolta in termini di tipologia e di territorio;

6) impianti che si prevedono di utilizzare ad integrazione di quelli già esistenti;

7) trattamento del rifiuto;

8) sbocco del materiale trattato (riutilizzo);

9) destinazione dei sovvalli;

f) la descrizione delle fasi economiche correlate alle fasi temporali;

g) l’analisi dei costi, ai fini della loro totale copertura;

h) l’individuazione delle fonti di finanziamento, nonché delle modalità di copertura dei costi non finanziabili o non finanziati;

i) la descrizione della procedura di controllo del raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali del piano, con la specifica degli indicatori e dei relativi valori di riferimento;

l) l’impostazione del contratto di servizio, evidenziando lo standard minimo ed i servizi aggiuntivi, comprensivi dei relativi costi, volti a migliorare lo standard;

m) gli interventi finalizzati all’autosufficienza impiantistica dell’ATO, inclusa la programmazione e la localizzazione degli impianti previsti.

4. La S.R.R. adotta il piano d’ambito ed il relativo piano economico-finanziario di supporto entro sessanta giorni dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti, trasmettendolo entro dieci giorni all’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità. L’Assessorato medesimo, entro i successivi novanta giorni, verifica la conformità del piano d’ambito al piano regionale di gestione dei rifiuti. Il termine può essere sospeso soltanto per una volta, ove siano necessarie richieste istruttorie e riprende a decorrere dal ricevimento delle informazioni richieste. Trascorso il termine di novanta giorni, calcolato al netto del lasso di tempo necessario per l’acquisizione delle informazioni supplementari, il piano d’ambito acquisisce piena efficacia.

5. Il piano d’ambito è sottoposto a verifiche ed aggiornamenti. Le variazioni strettamente necessarie all’adeguamento a nuove disposizioni o indirizzi di livello europeo, statale o regionale sono comunicate alla Regione e sono sottoposte alla verifica di conformità.

6. Le previsioni contenute nel piano d’ambito sono vincolanti per gli enti soci, nonché per i soggetti che ottengano l’affidamento dei servizi di gestione integrata dei rifiuti.

7. La mancata adozione del piano d’ambito preclude la concessione di eventuali contributi europei, statali e regionali per la realizzazione del sistema di gestione integrata dei rifiuti.

Art. 11.

Azioni per la prevenzione della produzione dei rifiuti

1. La Regione, gli enti locali e le S.R.R., per le finalità di cui all’articolo l, comma l, lettera a), favoriscono e sostengono, attuando quanto previsto nel piano di azione del programma operativo del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) 2007-2013:

a) azioni e strumenti incentivanti o penalizzanti finalizzati a contenere e ridurre la quantità di rifiuti prodotti o la loro pericolosità da parte di soggetti pubblici o privati;

b) iniziative per la diffusione degli acquisti verdi;

c) campagne informative e di sensibilizzazione rivolte a soggetti pubblici e privati per l’adozione di comportamenti tali da favorire la prevenzione e la riduzione dei rifiuti.

2. La Regione promuove con soggetti pubblici e privati accordi che definiscano specifiche linee di azione per favorire la riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti prodotti, attuando quanto previsto nel Piano di Azione del P.O. FESR 2007-2013.

3. L’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità predispone ulteriori linee guida per indirizzare tutti i soggetti interessati verso le migliori pratiche di prevenzione e riduzione dei rifiuti.

4. La Regione definisce iniziative per l’attivazione degli accordi e dei contratti di programma previsti dall’articolo 206 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, nonché per l’introduzione nel territorio dei criteri di fiscalità ecologica di riduzione, prevenzione e minimizzazione dei rifiuti oltre che per stimolare la creazione di nuove imprese nel campo delle nuove tecnologie ambientali, del riciclo e riuso dei rifiuti e dello sviluppo sostenibile e promuovere la realizzazione completa delle filiere produttive per il riciclaggio delle materie da rifiuto.

Art. 12.

Azioni per favorire la raccolta differenziata e le

forme di recupero

1. In conformità alla normativa comunitaria ed ai principi da questa desumibili, trovano applicazione:

a) le misure contenute nel decreto del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio 8 maggio 2003, n. 203, affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico operanti nel territorio della regione coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti dal riuso e riciclo di materie derivanti dalla raccolta differenziata, nella misura non inferiore al 30 per cento del fabbisogno medesimo;

b) le misure contenute nel Piano nazionale di azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione, approvato con decreto del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 aprile 2008.

2. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Presidente della Regione, sentite le competenti Commissioni legislative dell’Assemblea regionale siciliana, emana con proprio decreto le disposizioni attuative del comma 1 e quelle necessarie a promuovere le produzioni di beni materiali mediante l’impiego di materie derivanti dalla raccolta differenziata, rispondenti alle operazioni di preparazione per il riutilizzo ed il riciclaggio, incluso l’accesso prioritario ad agevolazioni e finanziamenti pubblici, purché tali produzioni utilizzino una quota non inferiore al 30 per cento di rifiuti che devono provenire da raccolta effettuata nella Regione.

3. La Regione promuove, con le reti della media e grande distribuzione di vendita, protocolli d’intesa finalizzati alla riduzione degli imballaggi e dei contenitori monouso, al maggiore impiego di imballaggi riutilizzabili ed alla diffusione di prodotti sfusi con erogatori alla spina, nonché ad ogni altra idonea iniziativa indirizzata alla riduzione, prevenzione e minimizzazione della produzione di rifiuti.

4. La Regione indica nel piano di bonifica delle aree inquinate e, più in generale, in tutti gli strumenti di pianificazione interessati al ripristino di particolari aree, gli interventi per i quali può essere impiegata nelle operazioni di ripristino la frazione organica stabilizzata (FOS) proveniente dai sistemi di trattamento prima del conferimento in discarica e le caratteristiche della stessa in rapporto ai livelli di contaminazione stabiliti per i vari siti.

Art. 13.

Riduzione della produzione dei rifiuti da parte delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti assimilati.

Condizioni per il rilascio delle autorizzazioni per le medie e le grandi strutture di vendita.

1. Entro i tre anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge e fatti salvi i contratti di fornitura di beni e servizi eventualmente in corso, la Regione, le province, i comuni e gli altri enti, istituti, società ed aziende soggette alla vigilanza degli stessi, impiegano, per le proprie necessità, carta e cartoni prodotti utilizzando, integralmente o prevalentemente, residui recuperabili, in misura non inferiore al quaranta per cento del fabbisogno. I soggetti di cui al presente comma sono altresì tenuti, entro il medesimo periodo e per la stessa percentuale, ad utilizzare manufatti di plastica riciclata.

2. Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto divieto di utilizzare nelle proprie mense, per la somministrazione degli alimenti o delle bevande, contenitori e stoviglie a perdere. I medesimi soggetti hanno altresì l’obbligo di provvedere alla raccolta differenziata di carta e cartone, cartucce di inchiostro e toner per fotocopiatrici e stampanti, o nastri per macchine da scrivere.

3. L’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità promuove intese e convenzioni con le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici nazionali per incentivare l’uso di carta e cartoni prodotti integralmente o prevalentemente con materie prime secondarie, per promuovere la raccolta differenziata di carta e cartone, cartucce d’inchiostro per fotocopiatrice e stampanti, nastri per macchine da scrivere o quant’altro stabilito dal piano regionale nonché per disincentivare l’utilizzo di contenitori e stoviglie a perdere.

4. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione prevista dalla legislazione vigente per le medie e le grandi strutture di vendita, è richiesta la presentazione del bilancio dei rifiuti prodotti e autosmaltiti da parte delle strutture da insediare. Il bilancio è elemento indispensabile ai fini della valutazione del raggiungimento degli standard minimi stabiliti dal piano regionale di gestione dei rifiuti. La priorità fra domande concorrenti in regola con gli standard urbanistici e commerciali, è data, a parità delle altre condizioni, al richiedente che presenta comparativamente, in termini di quantità, il miglior bilancio rifiuti.

5. Nei capitolati per appalti pubblici di opere, di forniture e di servizi sono inserite specifiche condizioni per favorire l’uso di residui recuperabili, secondo le modalità indicate nel piano regionale di gestione dei rifiuti.

Art. 14.

Potere sostitutivo

l. A far data dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti, qualora gli enti di cui alla presente legge non ottemperino alle funzioni e ai compiti assegnati, l’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, su segnalazione dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari, nei seguenti casi:

a) mancato espletamento degli adempimenti di cui al comma 2 dell’articolo 7 o mancata elezione degli organi delle S.R.R., nei termini previsti dalla presente legge;

b) mancata adozione del piano d’ambito;

c) mancata approvazione dei bilanci delle S.R.R. nei termini previsti;

d) mancato espletamento delle procedure per l’affidamento del servizio e degli adempimenti di cui all’articolo 6, comma 5.

2. Nei casi di cui al comma 1, lettere b), c), e d), laddove i sindaci ed i presidenti della provincia non diano corso agli adempimenti necessari, previa diffida non inferiore a novanta giorni, si fa luogo alla nomina di un commissario straordinario che li sostituisce nelle funzioni societarie. Il commissario straordinario provvede, nell’esercizio dei relativi poteri, all’adozione della delibera di decadenza dei rappresentanti degli enti locali negli organi della società commissariata ed all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità. Il commissario straordinario assume altresì le funzioni rivestite dai sindaci e dal presidente della provincia nella S.R.R.. I commissari straordinari durano in carica sei mesi e possono essere rinnovati, per una volta sola, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi della S.R.R.

3. Costituisce grave violazione di legge da parte degli enti locali interessati:

a) l’approvazione dei bilanci di previsione in assenza dell’allegato di cui all’articolo 172, comma l), lettera b) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con riferimento ai bilanci delle S.R.R.;

b) la violazione degli adempimenti di cui alle lettere da a) a g) dell’articolo 4, comma 2.

4. In presenza delle condizioni di cui al comma 3, l’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica dispone, previa diffida non inferiore a novanta giorni, la nomina di commissari straordinari e contestualmente la decadenza degli organi delle amministrazioni interessate ai quali debba ascriversi la violazione. I commissari straordinari durano in carica sei mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi decaduti.

5. Per le finalità di cui all’articolo 4, comma 2, lettera c) i commissari straordinari sono autorizzati a disporre variazioni di bilancio, nonché rettifiche delle aliquote TARSU o dei valori della TIA, in coerenza allo standard di cui all’articolo 15, comma 4.

6. A far data dall’entrata in vigore della presente legge, ove a causa delle violazioni di cui al comma 3

  • · della mancata adozione delle ordinanze di cui agli articoli 191 e 192 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, derivino situazioni di rischio per l’igiene e la sanità pubblica accertate da parte dell’autorità sanitaria competente per territorio o per materia, l’intervento sostitutivo può essere disposto con decreto del Presidente della Regione, adottato anche in assenza di previa diffida, su proposta dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, di concerto con l’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica. In questo caso, l’eventuale adeguamento della TARSU o della TIA ha luogo con riferimento alla media delle aliquote applicate dalle amministrazioni comunali comprese negli ambiti territoriali ottimali attualmente costituiti. Il commissariamento comporta la decadenza degli organi degli enti ai quali sia da ascriversi l’omissione, nonché l’avvio della consequenziale azione di responsabilità amministrativa ed erariale.

7. Gli oneri conseguenti all’attività del commissario straordinario sono posti a carico dell’ente interessato.

Titolo IV

Affidamento del servizio integrato di gestione dei rifiuti

Art. 15.

Disciplina dell’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti

1. Fatta salva la disciplina transitoria di cui all’articolo 19, il servizio di gestione integrata dei rifiuti è affidato dalle S.R.R. in nome e per conto dei comuni consorziati, secondo le modalità previste dall’articolo 202 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Le stesse società, avvalendosi dell’Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici, provvedono ad individuare, sulla base del piano d’ambito e nel rispetto dell’articolo 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modifiche dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modifiche ed integrazioni, il soggetto incaricato di svolgere la gestione del servizio per i comuni consorziati, stipulando e sottoscrivendo con lo stesso un contratto normativo che disciplina le modalità di affidamento, di sospensione e di risoluzione ad opera dei singoli comuni della parte di servizio relativa al territorio dei comuni stessi. La stipula e la sottoscrizione del contratto d’appalto relativo ai singoli comuni compresi nella S.R.R. hanno luogo fra l’appaltatore e la singola amministrazione comunale, che provvede direttamente al pagamento delle prestazioni ricevute e verifica l’esatto adempimento del contratto.

2. Al completamento del primo triennio di affidamento, e successivamente con cadenza triennale, la S.R.R., anche su segnalazione di singoli comuni, procede alla verifica della congruità dei prezzi rispetto alle condizioni di mercato applicate a parità di prestazioni. Nel caso sia accertato che, a livello nazionale o regionale, il costo medio applicato a parità di prestazioni, sia inferiore per non meno del

5 per cento rispetto a quello praticato dal gestore, i comuni fino all’affidamento del nuovo appalto con le modalità di cui al comma 1 possono recedere dal contratto di appalto e provvedere ad un’autonoma organizzazione del servizio sul proprio territorio, salvo che l’affidatario dell’appalto non dichiari la propria disponibilità ad adeguare il corrispettivo alle sopravvenute condizioni finanziarie.

3. Nei casi di cui al comma 2, l’affìdamento da parte dei singoli comuni è effettuato a condizione che:

a) garantiscano il raggiungimento dei medesimi risultati del servizio e livelli di raccolta differenziata, in quantità e qualità, previsti nel piano d’ambito;

b) utilizzino il personale a qualsiasi titolo trasferito alle società ed ai consorzi d’ambito esistenti alla data di approvazione della presente legge, corrispondendo alla S.R.R. i relativi oneri;

c) mantengano a proprio carico la quota parte dei costi generali gravanti sulla S.R.R. per la gestione del medesimo servizio nell’intero ATO.

4. Fino all’approvazione della tariffa integrata ambientale, di cui all’articolo 238 del decreto legislativo 152/2006, al fine di assicurare l’appropriata copertura dei costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti, la S.R.R. indica uno standard medio di riferimento per la tariffa di igiene ambientale o per la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli Ambiti Territoriali Ottimali. Nella indicazione dello standard si tiene conto del livello di effettiva riscossione dell’ultimo triennio solare. I comuni possono adeguare la TIA o la TARSU allo standard, fermo restando che, nel caso in cui si determini uno scostamento rispetto a quanto necessario a garantire la corretta gestione del servizio, sono comunque tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse finanziarie ulteriori rispetto a quelle provenienti dalla tariffa o dalla tassa, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti.

Art. 16.

Capitolato generale della gestione integrata dei rifiuti

1. Nel rispetto delle linee guida di cui all’articolo 195 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, al fine di uniformare nel territorio della Regione il servizio di gestione integrata dei rifiuti, sia relativamente agli affidamenti, alle gestioni dirette ed alle concessioni esistenti oltreché in ordine a quelli futuri, il Presidente della Regione entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto emana un capitolato generale della gestione integrata dei rifiuti in Sicilia e lo schema di un contratto a risultato per il conseguimento delle percentuali di raccolta differenziata stabilite dall’articolo 9, comma 4, lettera a). Entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto sono adeguati, anche in variante al contratto principale, i capitolati speciali di appalto e i contratti di servizio in essere tra le società, i consorzi d’ambito e i comuni.

2. Ai fini dell’affidamento della gestione di cui all’articolo 15, la S.R.R. definisce altresì un capitolato speciale d’appalto in ragione delle specificità del territorio interessato e delle caratteristiche previste per la gestione stessa.

Art. 17.

Disposizioni relative all’affidamento del servizio e al capitolato generale

1. I contratti di appalto con i soggetti affidatari del servizio di gestione integrata dei rifiuti sono soggetti alle disposizioni di cui all’articolo 2 della legge regionale 20 novembre 2008, n. 15 e successive modifiche ed integrazioni.

2. Il capitolato generale di cui all’articolo 16 prevede idonea fidejussione rilasciata ai sensi dell’articolo 75 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche ed integrazioni, a garanzia dell’eventuale riscossione dell’intero gettito stimato della tariffa integrata ambientale.

3. Le opere per la realizzazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione degli impianti, sono di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti. Le predette opere possono essere ubicate anche in zone classificate agricole dai vigenti strumenti urbanistici comunali, purché distino almeno 5 chilometri dal perimetro del centro abitato.

Art. 18.

Accelerazione delle procedure autorizzative

1. Ai fini della più celere attivazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei

rifiuti, incluse le discariche, il dipartimento competente dell’assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità adotta le procedure di cui all’articolo 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e individua, per ciascuna istanza di approvazione o autorizzazione, un responsabile unico del procedimento.

2. Entro quindici giorni dall’acquisizione dell’istanza, il responsabile del procedimento richiede a tutti i soggetti competenti il proprio parere motivato, da esprimere entro e non oltre tre mesi dalla richiesta. Trascorso infruttuosamente il predetto termine, il parere si intende favorevolmente reso.

3. Il responsabile del procedimento convoca la conferenza di servizi che deve concludere l’istruttoria entro centocinquanta giorni dalla presentazione della relativa istanza con un parere unico motivato, di assenso o diniego.

4. Le conclusioni della conferenza di servizi sono valide se adottate a maggioranza dei componenti.

5. Il provvedimento finale è rilasciato dal competente dipartimento dell’assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità e sostituisce ogni altra approvazione e/o autorizzazione di legge, fatte salve quelle di competenza statale.

Titolo V

Disposizioni finali e transitorie

Art. 19.

Norme transitorie

1. Alla data di entrata in vigore della presente legge, i consorzi e le società d’ambito costituiti ai sensi dell’articolo 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono posti in liquidazione. Agli stessi, ove venga adottata ordinanza del Presidente della Regione ai sensi dell’articolo 191 del decreto legislativo 152/2006, sono preposti commissari liquidatori nominati dall’assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità fra dirigenti dell’assessorato stesso o dell’assessorato regionale dell’economia, che interviene in via sostitutiva nel caso in cui i comuni soci non provvedano al riguardo entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. I liquidatori o i soggetti in atto preposti all’amministrazione, per le finalità di cui all’articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, provvedono alla quantificazione della massa attiva e passiva degli stessi consorzi e società d’ambito accertate alla data del 31 dicembre 2009 e all’accertamento delle percentuali di copertura dei costi di gestione del servizio delle precedenti Autorità d’ambito, sostenuti dagli enti locali, ai sensi dell’articolo 21, comma 17, della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, e delle quote che gli utenti hanno versato come TIA o TARSU. Il compenso previsto per i commissari liquidatori non può essere superiore a quello previsto per i commissari nominati ai sensi dell’articolo 24 della legge regionale 3 dicembre 1991, n. 44 ed è a carico degli enti interessati.

2. Fatta salva la speciale disciplina di cui ai successivi commi, alla data di costituzione delle S.R.R. i rapporti giuridici dei consorzi e delle società d’ambito in corso confluiscono in un’apposita gestione liquidatoria, che può essere articolata in sottogestioni costituite per materia o per territorio.

3. In ragione dell’estinzione delle società e dei consorzi d’ambito il regime transitorio per le diverse tipologie di affidamento in essere è disciplinato in conformità con quanto previsto dall’articolo 2, comma 38, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e dal comma

8 dell’articolo 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, modificato da ultimo dall’articolo 15, comma 1, del decreto legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito con modificazioni dalla legge 20 novembre 2009, n. 166.

4. Nel caso in cui, per effetto della modifica degli Ambiti territoriali ottimali e della costituzione delle S.R.R., il servizio di gestione integrata dei rifiuti si svolga per una parte del territori mediante affidamento esterno a soggetti imprenditoriali e per la rimanente parte mediante gestione diretta, la durata di quest’ultima non può eccedere la durata dell’appalto esterno. Resta ferma la facoltà della S.R.R. di affidare, anche prima di tale scadenza, la gestione del servizio all’appaltatore individuato ai sensi dell’articolo 15.

5. Nel caso in cui per effetto della modifica degli ambiti territoriali ottimali e della costituzione delle S.R.R., il servizio di gestione integrata dei rifiuti si svolga mediante affidamento esterno a soggetti imprenditoriali diversi, il subentro del gestore individuato ai sensi dell’articolo 15, ha luogo alla scadenza dei singoli contratti la cui durata può essere prolungata solo nei casi consentiti dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche e integrazioni.

6. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, con la partecipazione delle organizzazioni associative dei comuni e delle province, individua il personale addetto fra quello già in servizio presso le società o i consorzi d’ambito e proveniente dai comuni, dalle province o dalla regione.

7. Sulla base dei criteri concertati fra l’amministrazione regionale, le associazioni di rappresentanza degli enti locali e le organizzazioni sindacali, le S.R.R. integrano le previsioni di cui al comma 6 individuando il rimanente personale fra i dipendenti già in servizio al 31 dicembre 2009 presso:

a) le società d’ambito; b) i consorzi d’ambito; c) le società utilizzate per la gestione del servizio ed al cui capitale sociale partecipino gli enti locali o le società o i consorzi d’ambito per una percentuale non inferiore al novanta per cento. Per i dipendenti già inquadrati nei profili operativi destinati al servizio di gestione integrata dei rifiuti, l’assunzione ha luogo, in ogni S.R.R., previa risoluzione del precedente rapporto di lavoro, a parità di condizioni giuridiche ed economiche applicate a tale data e per mansioni coerenti al profilo di inquadramento, con espresso divieto di adibizione a mansioni superiori. I rimanenti dipendenti sono inquadrati, previa risoluzione del precedente rapporto di lavoro, assicurando che, in ogni singola S.R.R., il rapporto fra profili operativi destinati al servizio di gestione integrata dei rifiuti e rimanenti profili professionali non sia inferiore al novanta per cento. L’assunzione e/o gli inquadramenti hanno luogo a condizione che l’originario rapporto di lavoro dipendente o le progressioni di carriera siano stati costituiti o realizzate nel rispetto della normativa di riferimento, ed in particolare, dell’articolo 45 della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2, e dell’articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, o in forza di pronuncia giurisdizionale che abbia acquisito efficacia di cosa giudicata o a seguito di conciliazione giudiziale o extragiudiziale purché sottoscritta entro il 31 dicembre 2009.

8. Il personale di cui ai commi 6 e 7 è assunto all’esito delle procedure volte a garantire il definitivo avvio del servizio di gestione, affidato con le modalità di cui all’articolo 15. Tale personale è utilizzato dai soggetti affidatari dell’appalto che ne assumono la responsabilità gestionale, operativa e disciplinare, anche per quanto concerne l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, nonché per l’erogazione delle retribuzioni.

9. Fermo restando l’obbligo del ricorso alle procedure di evidenza pubblica di cui all’articolo 45 della legge regionale 2/2007, le S.R.R. non possono procedere per un triennio, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad alcuna assunzione.

10. In deroga alle previsioni delle dotazioni organiche degli enti locali, nel rispetto dei limiti derivanti dal patto di stabilità, il personale delle S.R.R. può altresì essere utilizzato per servizi aggiuntivi svolti direttamente dagli enti locali.

11. Le norme amministrative e tecniche che disciplinano la gestione integrata dei rifiuti alla data di entrata in vigore della presente legge conservano validità sino all’adozione dei corrispondenti atti adottati in attuazione della presente legge.

12. Fino all’effettivo esercizio delle funzioni conferite dalla presente legge, e comunque fino al definitivo avvio del servizio di gestione integrata dei rifiuti con le modalità previste dalla presente legge ovvero fino alla soppressione delle autorità d’ambito, i soggetti già deputati alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti, o comunque nella stessa coinvolti, continuano a svolgere le competenze loro attualmente attribuite. Tale gestione non può eccedere la durata di un anno, decorrente dalla data di entrata in vigore della presente legge.

13. Il personale già in servizio presso i comuni, presente nella dotazione organica, transitato negli ATO, nella fase di prima applicazione della presente legge può a richiesta tornare ai comuni di appartenenza.

Art. 20.

Rinvio dinamico

1. I rinvii operati dalla presente legge alla legislazione statale si intendono effettuati in senso dinamico.

Art. 21.

Norma finale

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.

2. È fatta obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

Seduta n. 153 Martedì 16 marzo 2010

ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA DISEGNO DI LEGGE “GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI E BONIFICA DEI SITI INQUINATI” (NN. 525-528/A)

Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri 525-528/A

PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri 525-528/A

Si passa all’articolo1.

Ne do lettura:

«Titolo I Oggetto finalità e competenze

Articolo 1 Oggetto e finalità

1. Oggetto della presente legge è la disciplina della gestione integrata dei rifiuti e la messa in

sicurezza, la bonifica, il ripristino ambientale dei siti inquinati, nel rispetto della salvaguardia e tutela della salute pubblica, dei valori naturali, ambientali e paesaggistici, in maniera coordinata con le disposizioni del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, in attuazione delle direttive comunitarie in materia di rifiuti. Finalità della presente legge sono le seguenti:

a) prevenire la produzione di rifiuti e ridurre la pericolosità;

b) promuovere la progettazione di prodotti ed imballaggi tali da ridurre all’origine la produzione di rifiuti, soprattutto non riciclabili, adottando anche le necessarie forme di incentivazione;

c) promuovere l’informazione e la partecipazione dei cittadini, attraverso adeguate forme di comunicazione, rivolte anche agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado;

d) promuovere il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti urbani e speciali;

e) promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e di quelli assimilati agli urbani, adottando in via prioritaria il sistema di raccolta porta a porta e definendo sistemi di premialità e penalizzazione finalizzati ad aumentarne le relative percentuali;

f) incrementare l’implementazione di tecnologie impiantistiche a basso impatto ambientale, che consentano un risparmio di risorse naturali;

g) ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso l’ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di produzione, con la garanzia di un alto grado di tutela e protezione della salute e dell’ambiente;

h) favorire la riduzione dello smaltimento in discarica;

i) riconoscere il ruolo dei comuni quali responsabili del servizio erogato ai propri cittadini, anche attraverso soggetti diversi;

l) valorizzare la partecipazione dei cittadini, con particolare riferimento a forme di premialità economiche in funzione dei livelli di raccolta differenziata raggiunti;

m) rendere compatibile l’equilibrio economico del servizio di gestione integrata dei rifiuti con le risorse pubbliche disponibili e con le entrate derivabili dalla riscossione della TARSU o della TIA, avuto riguardo alla necessità di tutelare con misure di perequazione le fasce sociali più deboli e di ridurre l’evasione e la elusione fiscale in materia.

2. Ai fini di quanto previsto dal comma 1 la Regione assicura lo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi attraverso una progressiva autosufficienza degli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.) di cui all’articolo 200 del decreto legislativo 152/2006. Per i rifiuti speciali prodotti dalle aziende commerciali e dalle industrie si applica, per quanto possibile ed ambientalmente conveniente, il principio della vicinanza del luogo di produzione a quello di smaltimento, tenendo conto del contesto geografico, delle eventuali condizioni di crisi ambientale o della necessità di impianti specializzati. Il conferimento dei rifiuti avviene previo decreto emanato dal competente Dipartimento regionale delle acque e dei rifiuti, che verifichi l’esistenza di tutte le condizioni necessarie al conferimento stesso.

3. Per quanto non disciplinato dalla presente legge, si applicano le disposizioni contenute nel decreto legislativo 152/2006 e nella normativa statale e comunitaria vigente».

Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto.

Pongo, quindi in votazione l’articolo 1, così come risulta emendato.

Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

(E’ approvato)

All’articolo 1:

Emendamento 1.14:

Al comma 2 sono soppresse le parole ‘prodotti dalle aziende commerciali e dalle industrie’.

«Articolo 2 Competenze della Regione

1. Alla Regione compete quanto previsto dall’articolo 196 del decreto legislativo 152/2006 ed in particolare:

a) la promozione della gestione integrata dei rifiuti, come complesso delle attività volte a ridurre la quantità dei rifiuti prodotti, nonché ad ottimizzare la raccolta, compresa la raccolta differenziata, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti;

b) l’approvazione, sentita la Conferenza Regione-Autonomie locali, del piano regionale di gestione dei rifiuti;

c) la verifica di conformità al piano regionale di gestione dei rifiuti dei Piani d’ambito di cui all’articolo 10;

d) il rilascio dell’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti sanitari, nonché l’autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti, secondo le disposizioni statali e comunitarie e sulla base di quanto stabilito dal piano regionale di gestione dei rifiuti;

e) la predisposizione, sentita la Conferenza Regione-Autonomie locali, dello schema degli atti previsti per la costituzione dell’Autorità d’Ambito;

f) la determinazione, sentita la Conferenza Regione-Autonomie locali, dei criteri per la determinazione di idonee misure compensative in favore:

1) dei soggetti proprietari degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento da conferire in disponibilità all’Autorità d’Ambito, rapportandole agli investimenti effettuati per la realizzazione degli impianti medesimi ed ai relativi ammortamenti, nonché ai costi di gestione in fase postoperativa;

2) dei comuni interessati dall’impatto ambientale determinato dalla localizzazione degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento;

g) le funzioni di approvazione dei progetti e di autorizzazione all’esercizio delle attività relative ad impianti di recupero e smaltimento rifiuti, previste dagli articoli 208, 209, 210 e 211 del decreto legislativo 152/2006;

h) la definizione degli standard minimi da inserire nel bando e nel capitolato e l’adozione di uno schema tipo di contratto del servizio integrato di gestione dei rifiuti;

i) l’elaborazione, l’approvazione e l’aggiornamento dei piani per la bonifica di aree inquinate;

j) la determinazione degli interventi finanziari necessari per l’attuazione del piano regionale di gestione dei rifiuti;

k) la determinazione degli interventi a favore della realizzazione di impianti di ricerca e di sperimentazione di cui all’articolo 211 del decreto legislativo 152/2006;

l) le funzioni di monitoraggio, programmazione e controllo in ausilio all’Osservatorio nazionale sui rifiuti, di cui all’articolo 206 bis del decreto legislativo n. 152/2006;

m) l’adozione, nei casi previsti, degli interventi di controllo sostitutivo;

n) l’autorizzazione a smaltire, per un periodo limitato, rifiuti urbani presso impianti ubicati fuori dal territorio provinciale di produzione degli stessi;

o) le disposizioni tecniche e le prescrizioni per l’organizzazione della gestione dei rifiuti speciali;

p) l’attivazione della raccolta differenziata dei rifiuti non pericolosi, ai sensi dell’art. 5 del decreto

del Presidente della Repubblica 15 luglio 2003, n. 254.

2. L’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità definisce con proprio decreto:

 

a) le forme di concertazione e di consultazione, anche mediante la costituzione di un tavolo tecnico istituzionale, allo scopo di garantire la massima diffusione e concertazione non vincolante sulle decisioni in materia di gestione dei rifiuti;

b) l’approvazione delle linee guida in materia di gestione integrata dei rifiuti necessarie all’attuazione della presente legge.

3. Fatta salva ogni diversa previsione espressa, l’Assessorato regionale dell’energia ed i servizi di pubblica utilità adotta con decreto del dirigente generale tutti i provvedimenti applicativi inerenti alle attribuzioni affidate all’Amministrazione regionale in forza della presente legge. In particolare, sono definiti con decreto del dirigente generale:

a) gli standard minimi e massimi della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, ai sensi dell’articolo 238 del decreto legislativo 152/2006, rilasciando parere preventivo alle Autorità d’ambito che ne facciano richiesta. Nel caso in cui un’Autorità d’ambito approvi una tariffa al di fuori dei limiti minimi e massimi individuati, la Regione attiva d’ufficio la verifica dei costi di gestione dei rifiuti dell’autorità d’ambito e della loro congruenza con la tariffa determinata;

b) gli standard minimi e massimi della tariffa per lo smaltimento, il trattamento ed il recupero dei rifiuti urbani ed assimilati, nonché delle misure compensative sulla base dei criteri di cui al comma 1, lettera f), rilasciando parere preventivo alle Autorità d’ambito che ne facciano richiesta. Nel caso in cui un’Autorità d’ambito approvi una tariffa al di fuori dei limiti minimi e massimi individuati, la Regione attiva d’ufficio la verifica dei costi dell’impianto e della loro congruenza con la tariffa

determinata;

c) gli standard minimi e massimi dei servizi di gestione dei rifiuti urbani, predisponendo altresì bando, capitolato e contratto di servizio tipo sulla base dei quali hanno luogo le procedure di evidenza pubblica per l’affidamento dei servizi, nonché la stipula dei relativi contratti d’appalto».

All’articolo 2:

Emendamento 2.33:

Al comma 1 sostituire il primo alinea con le seguenti parole ‘Nel rispetto delle linee guida e dei criteri generali di cui all’articolo 195 del decreto legislativo 152/2006 la Regione esercita le competenze di cui all’articolo 196 del medesimo decreto legislativo anche provvedendo alla’.

Emendamento 2.7:

Al comma 1, lettera b) sostituire la parola “approvazione” con la parola “adozione”.

Emendamento 2.32 (I parte):

Al comma 1, lettera e) sostituire le parole “dell’Autorità d’ambito” con le parole “società di regolamentazione del servizio di raccolta rifiuti, di cui al successivo articolo 6”.

Subemendamento 2.8.2 all’emendamento 2.8.1:

Dopo le parole “degli impianti medesimi” aggiungere le parole “al netto delle risorse pubbliche investite per la realizzazione degli impianti”.

Subemendamento 2.8.1.1 all’emendamento 2.8.1:

Al terzo rigo sostituire la parola ‘prodotti’ con la parola ‘trattati’.

Emendamento 2.8.1 di riscrittura dell’emendamento 2.8:

‘1) dei soggetti proprietari degli impianti di recupero, trattamento e smaltimento, operanti alla data del 31 dicembre 2009, da conferire in disponibilità totale o parziale alle SRR, rapportandole all’uso storico dell’impianto ossia alla quantità dei rifiuti prodotti, agli investimenti effettuati per

la realizzazione degli impianti medesimi ed ai relativi ammortamenti nonché ai costi di gestione in fase post-operativa;’.

Emendamento 2.32 (II parte):

Al comma 1, lettera f), punto 1) sostituire le parole “all’Autorità d’ambito” con “S.R.R.”.

Emendamento 2.10:

Al comma 1, lettera f), punto 2), dopo le parole “dei comuni interessati” aggiungere le parole “ivi compresi quelli limitrofi alle discariche o la cui area urbana è interessata al transito di mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti,”.

Emendamento 2.19:

Al comma 1, lettera g) sostituire le parole “le funzioni” con le parole “le competenze”.

Emendamento 2.18:

Al comma 1, lettera g), cassare il richiamo all’articolo 209.

Subemendamento 2.2.1:

All’emendamento 2.2 le parole ‘utilizzate solo per ridurre la’ sono sostituite dalle seguenti: ‘finalizzate alla riduzione della’.

Emendamento 2.2:

Al comma 1, lettera j) dopo le parole “piano regionale di gestione dei rifiuti” aggiungere le parole “che dovranno essere utilizzati solo per ridurre la tariffa sostenuta dai cittadini”.

Emendamento 2.32 (III parte):

Al comma 1, lettera n), dopo le parole “degli stessi” aggiungere le parole “per le ipotesi previste dall’articolo 191 del decreto legislativo n. 152/2006”.

Emendamento 2.34:

La lettera o) del comma 1 è soppressa.

Emendamento 2.12.1 di riscrittura dell’emendamento 2.12:

Al comma 1 aggiungere la seguente lettera:

‘q) per gli aspetti di propria competenza l’attivazione dei centri di raccolta nazionale individuati ai sensi dell’articolo 195, comma 1, lettera f)’.

Emendamento 2.3:

Al comma 3 dopo le parole “pubblica utilità” aggiungere le parole “ferme restando le competenze di cui all’articolo 91 della legge regionale n. 6/2001”.

Subemendamento 2.32.1 all’emendamento 2.32 (IV parte): Dopo le parole ‘in particolare’ aggiungere le parole ‘sono indicati’.

Emendamento 2.32 (IV parte):

Al comma 3, sostituire le parole “in particolare, sono definiti, con decreto del dirigente generale”con “in particolare, con decreto del dirigente generale”.

Emendamento 2.32 (V parte):

Al comma 3, sostituire la lettera a) con la seguente:

“a) sono rilevati i livelli impositivi applicati nei singoli ambiti territoriali ottimali, al fine di accertare e valutare, per ogni ambito, la congruenza fra l’imposizione tributaria applicata ed i costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti”;

Emendamento 2.4:

Al comma 3, lettera a) sostituire le parole “gli standard minimi e massimi della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani” con “i criteri e standard minimi per la definizione della tariffa per assicurare il complesso della gestione del ciclo integrato dei rifiuti”.

Emendamento 2.32 (VI parte):

Al comma 3, sostituire la lettera b) con la seguente: “b) sono rilevati i livelli applicati della tariffa per lo smaltimento, il trattamento ed il recupero dei

rifiuti solidi urbani ed assimilati, nonché delle misure compensative, sulla base dei criteri di cui all’articolo 2, comma 1, lettera f), al fine di accertare la congruenza fra i costi dell’impianto e la tariffa determinata”.

Emendamento 2.5:

Al comma 3, lettera b) sostituire le parole “gli standard minimi e massimi” con le parole “i criteri e standard minimi e massimi”.

Emendamento 2.32 (VII parte):

Al comma 3, lettera c) prima delle parole “gli standard minimi” aggiungere le parole “sono definiti”.

Emendamento 2.6:

Al comma 3, lettera c) sostituire le parole “gli standard minimi e massimi” con le parole “i criteri e standard minimi e massimi”.

Seduta n. 154

Mercoledì 17 marzo 2010

«Art. 3. Competenze delle province

l. Le province esercitano le funzioni di cui all’articolo 197 del decreto legislativo 152/2006 e in

particolare:

a) il controllo e la verifica degli interventi di bonifica ed il monitoraggio ad essi conseguenti;

b) il controllo periodico su tutte le attività di gestione, di intermediazione e di commercio dei rifiuti, ivi compreso l’accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui alla parte quarta del decreto legislativo 152/2006;

c) la verifica ed il controllo dei requisiti previsti per l’applicazione delle procedure semplificate;

d) l’individuazione, sulla base delle previsioni del piano territoriale di coordinamento di cui all’articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove già adottato, e delle previsioni di cui all’articolo 199, comma 3, lettere d) e h), del decreto legislativo 152/2006, nonché sentiti l’Autorità d’ambito ed i comuni, delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti. Le province istituiscono, ai sensi della legge 23 marzo 2001, n. 93,

l’Osservatorio provinciale sui rifiuti, per coadiuvare le funzioni di monitoraggio, programmazione e controllo dell’Osservatorio regionale sui rifiuti, provvedendo ai relativi adempimenti utilizzando le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente;

e) la tenuta del registro delle imprese e degli enti sottoposti alle procedure semplificate di cui agli articoli 214, 215 e 216 del decreto legislativo 152/2006, integrando tale registro con i dati relativi agli impianti comunque autorizzati ed operativi presenti sul proprio territorio, ed inviano i relativi dati all’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, all’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità ed all’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente (A.R.P.A. Sicilia);

f) la stipula, previa approvazione dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, di accordi interprovinciali per la gestione di determinate tipologie di rifiuti, al fine del raggiungimento di una maggiore funzionalità ed efficienza della gestione dei rifiuti non perseguibile

all’interno dei confini dell’ATO;

g) la redazione dell’elenco delle imprese e degli enti sottoposti alle procedure semplificate di cui all’articolo 214 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni.

2. II presidente della provincia adotta le ordinanze di cui all’articolo 191 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, per tutte le tematiche che esulino dal territorio di un singolo comune e che ricadano nell’ambito del territorio provinciale, ove non altrimenti attribuite.

3. Per le attività di propria competenza la provincia si avvale del supporto tecnico scientifico dell’ARPA Sicilia, rimborsando i soli costi sostenuti dalla predetta Agenzia e con espresso divieto del ricorso a soggetti esterni.

4. La Provincia invia ogni trimestre alla Regione le informazioni e i dati autorizzativi ed ogni anno redige ed invia alla Regione una relazione sulle attività svolte».

All’articolo 3:

Emendamento 3.15:

Al comma 1 il primo alinea è sostituito dal seguente periodo: “La provincia esercita le funzioni di cui all’articolo 197 del decreto legislativo 152/2006 anche provvedendo nell’ambito della propria competenza alle seguenti funzioni:”.

Emendamento 3.14:

Al comma 1 lettera d) sostituire le parole “l’Autorità d’ambito” con le parole “la società di regolamentazione, di cui al successivo articolo 6, territorialmente competente”.

Emendamento 3.18:

Al comma 1 lettera d) la parola “istituiscono” è sostituita con le parole “possono istituire”.

Emendamento 3.2:

Al comma 1 lettera d), ultimo capoverso, dopo le parole “strumentali e finanziarie” aggiungere la parola “già” e sopprimere le parole “a legislazione vigente.”.

Emendamento 3.16:

Al comma 1 cassare la lettera g).

Emendamento 3.1:

Al comma 2 dopo le parole “modifiche ed integrazioni” aggiungere “nonché”.

Emendamento 3.6:

Al comma 3, alla fine del periodo, dopo le parole “soggetti esterni” aggiungere le parole “salve apposite convenzioni con altre strutture pubbliche o universitarie che si impegnino a stipulare accordi economici di consulenza e prestazioni alle medesime condizioni praticate dall’ARPA Sicilia”.

«Articolo 4 Competenze dei comuni

1. I comuni concorrono alla gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati, secondo quanto previsto dall’articolo 198 del decreto legislativo 152/2006, in raccordo con le Autorità d’ambito che esercitano le relative competenze ai sensi dell’articolo 200 del citato decreto legislativo 152/2006. I comuni approvano, altresì, i progetti di bonifica dei siti inquinati.

2. Per le finalità di cui al comma 1 i comuni:

a) stipulano il contratto di appalto per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti con i soggetti individuati con le modalità di cui all’articolo 15 dalle Autorità d’ambito, relativamente al territorio di ogni singolo comune;

b) assicurano il controllo del pieno adempimento dell’esecuzione del contratto di servizio nel territorio comunale;

c) provvedono al pagamento del corrispettivo per l’espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti nel territorio comunale, assicurando l’integrale copertura dei relativi costi, congruamente definendo a tal fine, sino all’emanazione del regolamento ministeriale di cui all’articolo 238 del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, la tariffa d’igiene ambientale (TIA) o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), ovvero prevedendo nei propri bilanci le risorse necessarie e vincolandole a dette finalità, secondo le modalità di cui all’articolo 6, comma 6;

d) provvedono, altresì, all’adozione della delibera di cui all’articolo 159, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, vincolando le somme destinate al servizio di gestione integrata dei rifiuti e garantendo il permanere del vincolo di impignorabilità, mediante pagamenti in ordine cronologico;

e) adottano, ove necessario, la delibera di cui all’articolo 194, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, avviando la conseguente azione di responsabilità nei confronti degli amministratori dell’ Autorità d’ambito;

f) adottano il regolamento comunale per la raccolta differenziata in conformità alle linee guida allegate al piano regionale di gestione dei rifiuti di cui all’articolo 9 ed al piano d’ambito di cui all’articolo 10;

g) adottano disposizioni per la tutela igienico-sanitaria nella gestione dei rifiuti;

h) determinano ed approvano la TARSU ed approvano la TIA determinata dall’Autorità d’ambito;

i) provvedono all’abbattimento delle barriere architettoniche nel conferimento dei rifiuti;

j) esercitano le funzioni atte a garantire la raccolta delle diverse frazioni di rifiuti urbani e prescrivono le disposizioni per la corretta gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti cimiteriali;

k) emanano le ordinanze per l’ottimizzazione delle forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio e la relativa fissazione di obiettivi di qualità;

l) regolamentano, per quantità e qualità, i rifiuti speciali non pericolosi assimilabili ai rifiuti urbani ai fini della raccolta e dello smaltimento sulla base dei criteri fissati dalle norme vigenti, ove non disciplinati dalla Regione;

m) prevedono, di concerto con la Regione, le province e le Autorità d’ambito, all’interno degli strumenti di pianificazione urbanistica, le infrastrutture e la logistica necessaria per la raccolta differenziata e per lo smaltimento, riciclo e riuso dei rifiuti;

n) promuovono attività educative, formative e di comunicazione ambientale a sostegno della

raccolta differenziata;

o) verificano lo stato di attuazione della raccolta differenziata e la qualità del servizio erogato dal soggetto gestore, attraverso un comitato indipendente costituito da rappresentanti delle associazioni ambientaliste, dei consumatori e di comitati civici.

3. I comuni rappresentanti almeno il 20 per cento delle quote di partecipazione all’Autorità d’ambito possono promuovere la valutazione, da parte dell’Assessorato regionale dell’energia e dei rifiuti, dei costi stimati nel piano d’ambito per l’espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti. L’Assessorato medesimo assume le proprie determinazioni entro sessanta giorni dalla richiesta, prorogabili per una sola volta per ulteriori sessanta giorni, ove necessario per esigenze istruttorie. Trascorsi i predetti termini, i costi del servizio si intendono definitivamente assentiti, fatta salva la potestà per le singole amministrazioni comunali di impugnazione della relativa delibera o del silenzio-assenso in sede giurisdizionale o con ricorso straordinario al Presidente della Regione.

4. II sindaco adotta le ordinanze di cui agli articoli 191 e 192 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, per tutti gli interventi che ricadano nell’ambito del territorio comunale.

5. Nell’ambito del proprio territorio, ciascun comune esercita il controllo sulla qualità e l’economicità del servizio espletato per la gestione integrata dei rifiuti, attivando, di concerto con l’Autorità d’ambito e con il gestore del servizio, tutte le misure necessarie ad assicurare l’efficienza e l’efficacia del servizio e l’equilibrio economico e finanziario della gestione».

All’articolo 4:

Emendamento 4.38:

Al comma 1 è soppresso l’ultimo periodo.

Emendamento 4.37:

Al comma 1 il primo alinea è sostituito con il seguente periodo: “I comuni esercitano le funzioni di cui all’articolo 198 del decreto legislativo 152/2006 anche provvedendo, nell’ambito della propria competenza, alle finalità di cui al comma 2.

Emendamento 4.35 (II parte):

Al comma 2 lettera a) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con le parole “delle società consortili”.

Emendamento 4.35 (III parte):

Al comma 2 lettera e) sostituire le parole “dell’Autorità d’ambito” con le parole “delle società consortili”.

Emendamento 4.3:

Al comma 2 lettera g) dopo le parole “adottano” aggiungere le parole “per quanto di competenza”.

Emendamento 4.35 (IV parte):

Al comma 2 lettera h) sostituire le parole “ed approvano la TIA determinata dall’Autorità d’ambito” con le parole “e la Tariffa di igiene ambientale con le modalità e nei limiti previsti dall’articolo 238 del decreto legislativo n. 152/2006;”.

Emendamento 4.35 (V parte):

Al comma 2 lettera m) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con le parole “società consortili tra enti locali di cui al successivo articolo 6”.

Emendamento 4.30:

Al comma 2 lettera m) aggiungere dopo le parole “per la raccolta differenziata” le parole “per la separazione secco umido”.

Emendamento 4.41:

Al comma 2 lettera o) dopo la parola “gestore”, aggiungere la parola “anche”.

Emendamento 4.35 (VI parte):

Al comma 3 sostituire le parole “all’Autorità d’ambito” con le parole “alla società consortile di regolamentazione d’ambito”

Emendamento 4.35 (VII parte):

Al comma 5 sostituire le parole “con l’Autorità d’ambito” con le parole “con la società consortile di regolamentazione”.

«Art. 5. Ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata dei rifiuti

1.Gli Ambiti territoriali ottimali (ATO) coincidono con il territorio di ciascuna provincia e sono

di seguito individuati:

a) ATO l – PALERMO;

b) ATO 2 – CATANIA;

c) ATO 3 – MESSINA;

d) ATO 4 – AGRIGENTO;

e) ATO 5 – CALTANISSETTA;

f) ATO 6 – ENNA;

g) ATO 7 – RAGUSA;

h) ATO 8 – SIRACUSA;

i) ATO 9 – TRAPANI.

2. I comuni appartenenti all’ATO possono richiedere il passaggio ad un diverso ATO, secondo

quanto previsto dall’articolo 200, comma 6, del decreto legislativo 152/2006. La richiesta è corredata da delibera favorevole da parte dell’ATO di appartenenza e dell’ATO di destinazione. Il passaggio è disposto mediante decreto dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, previa istruttoria da parte del competente Dipartimento ed è adottato entro centottanta giorni dalla presentazione della richiesta, che si intende assentita nel caso di infruttuoso decorso del termine.»

ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA DISEGNO DI LEGGE “GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI E BONIFICA DEI SITI INQUINATI” (NN. 525-528/A)

All’articolo 5:

Emendamento 5.22:

L’art. 5 è così riformulato

«Art. 5. Ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata dei rifiuti

1. Sulla base delle esigenze di efficacia, efficienza ed economicità di cui all’articolo 200, comma

1, lettera f) del decreto legislativo n. 152/2006 ed in attuazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica di cui ai commi 33 e 38 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonché al fine di consentire il sollecito avvio dell’assetto organizzativo derivante dall’applicazione della presente legge sono confermati gli Ambiti territoriali ottimali costituiti in applicazione dell’articolo 45 della legge regionale n. 2/2007, quali identificati nel D.P.R. n. 127/2007, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 6 giugno 2008, n. 25.

Essi sono i seguenti:

ATO 1 – PALERMO;

ATO 2 – CATANIA;

ATO 3 – MESSINA;

ATO 4 – AGRIGENTO;

ATO 5 – CALTANISSETTA;

ATO 6 – ENNA;

ATO 7 – RAGUSA;

ATO 8 – SIRACUSA;

ATO 9 – TRAPANI;

ATO 10 – ISOLE MINORI.

2. Il piano regionale dei rifiuti di cui all’articolo 9 della presente legge, comunicato ai comuni ed alle province interessate, costituisce, sulla base di un dettagliato studio sul punto, la sede per il riscontro dell’adeguatezza della nuova delimitazione degli ATO rispetto agli obiettivi generali del piano stesso. Il numero complessivo degli ATO non può comunque eccedere quello di cui al precedente comma 1.

3. I singoli comuni appartenenti all’ATO, entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma

2 possono richiedere il passaggio ad un diverso ATO, secondo quanto previsto dall’articolo 200, comma 6, del decreto legislativo n. 152/2006. Il passaggio è disposto mediante decreto dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, previa istruttoria da parte del competente Dipartimento ed è adottato entro centottanta giorni dalla presentazione della richiesta, che si intende assentita nel caso di infruttuoso decorso del termine.

«Articolo 6 Autorità d’Ambito ed Organi

1. Per l’esercizio delle funzioni di gestione integrata dei rifiuti, la provincia e i comuni ricompresi in ciascun ATO formano un consorzio a partecipazione obbligatoria, ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Il consorzio costituisce l’Autorità d’ambito di cui all’articolo 201 del decreto legislativo 152/2006 e all’articolo 2, comma 38, lettera a) della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

2. Le quote di partecipazione degli enti locali a ciascuna Autorità d’ambito sono determinate nel seguente modo:

a) 95 per cento ai comuni sulla base della popolazione residente in ciascun comune, quale risulta dai dati dell’ultimo censimento generale della popolazione;

b) 5 per cento alla provincia appartenente all’ATO.

3. Organi del consorzio sono l’assemblea dei sindaci, il presidente dell’assemblea dei sindaci ed il presidente del consorzio. Il presidente dell’assemblea dei sindaci è il presidente della provincia. La funzione di presidente e di componente dell’assemblea dei sindaci è esercitata a titolo gratuito.

4. L’assemblea dei sindaci elegge al suo interno oltre al presidente del consorzio, che ha la rappresentanza dell’Autorità d’ambito, sei componenti. La funzione di presidente e componente del consorzio è esercitata a titolo gratuito. L’assemblea dei sindaci si esprime preventivamente su tutti gli atti relativi a programmazione e organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti, organizzazione territoriale dei servizi, programmazione e pianificazione impiantistica, modalità gestionali e personale.

5. Il presidente del consorzio resta in carica per tre anni e comunque fino alla scadenza del suo mandato amministrativo.

6. L’assemblea determina ed approva la tariffa di cui all’articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni. Nelle more dell’emanazione del decreto ministeriale di cui al comma 11 dell’articolo 238 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, l’Autorità d’ambito individua uno standard medio al quale è parametrata la tariffa di igiene ambientale o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli Ambiti Territoriali Ottimali, come introdotti dalla presente legge. I comuni possono adeguare la TIA o la TARSU allo standard, fermo restando che, ove necessario, sono comunque tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse finanziarie, ulteriori rispetto a quelle provenienti dalla tariffa o dalla tassa, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti.

7. Nelle votazioni dell’assemblea dei sindaci ogni comune ha diritto ad un voto ogni diecimila abitanti e per frazioni oltre cinquemila, fino a un massimo di voti pari al 30 per cento dei voti totali, calcolati sulla base della popolazione residente nell’ambito territoriale ottimale al 31 dicembre 2007, secondo i dati ufficiali dell’ultimo censimento generale della popolazione. I comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti hanno in ogni caso diritto a un voto. Per il funzionamento del consorzio si applicano le norme dell’Ordinamento autonomie enti locali (O.A.EE.LL.) vigente nella Regione ed il relativo regolamento di esecuzione.

8. Gli atti adottati dal consorzio sono pubblicati per intero sul sito web dello stesso».

All’articolo 6:

Subemendamento 6.31.1.17 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Al comma 2 le parole da “Per gli ambiti territoriali” a “su base provinciale” sono soppresse.

Subemendamento 6.31.1.20 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Al comma 4 dopo le parole “codice civile” cassare le parole “il Presidente della provincia neassume la presidenza”.

Subemendamento 6.31.1.13 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Il comma 5 è soppresso.

Subemendamento 6.31.1.19 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Dopo il comma 7 aggiungere: “L’Amministrazione ed il controllo sulle società sono disciplinati altresì dai rispettivi atti costitutivi e statuti che si conformano alle indicazioni di cui alla presente legge.”.

Subemendamento 6.31.1.14 all’emendamento 6.31.1 GOV:

Al comma 6 sopprimere le parole da “I comuni” sino a “rifiuti”.

Emendamento 6.31.1 GOV:

L’articolo 6 è sostituito dal seguente:

«Art. 6 Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti ed Organi

1. In attuazione di quanto disposto dall’art. 45 della l.r. n. 2/2007, per l’esercizio delle funzioni di gestione integrata dei rifiuti la provincia ed i comuni ricompresi in ciascun Ambito territoriale ottimale costituiscono, per ogni ATO, una società consortile di capitali per l’esercizio delle funzioni affidate alla società stessa con la presente legge. Le società sono denominate “Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti”, con acronimo S.R.R.. Alla società consortile non possono partecipare altri soggetti pubblici o privati.

2. Per gli ambiti territoriali ottimali la cui popolazione superi il milione di residenti o per quelli la cui città capoluogo abbia un numero di residenti superiore ad un terzo di quello complessivo della provincia, possono essere costituite, mediante adesione volontaria, due SRR, fermo restando che le stesse società non possono essere costituite da un solo comune. Qualora l’adesione interessi un numero di comuni che rappresenti almeno il 75% della popolazione residente nella Provincia, la SRR è costituita obbligatoriamente su base provinciale. Tutti gli oneri per la costituzione ed il funzionamento delle SRR sono posti a carico dei comuni consorziati.

3. Le quote di partecipazione degli enti locali a ciascuna Società consortile sono determinate nel seguente modo:

a) 95 per cento ai comuni sulla base della popolazione residente in ciascun comune, quale risulta dai dati dell’ultimo censimento generale della popolazione;

b) 5 per cento alla provincia appartenente all’ATO.

4. Gli Organi della Società consortile sono individuati ed eletti secondo la disciplina prevista al riguardo per le società stesse dal codice civile il Presidente della Provincia ne assume la presidenza. Le relative funzioni sono svolte a titolo gratuito.

5. Il presidente del consorzio resta in carica per tre esercizi e comunque per la durata del suo mandato amministrativo.

6. La SRR, nelle more dell’emanazione del decreto ministeriale di cui al comma 11 dell’articolo 238 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, individua uno

standard medio al quale è parametrata la tariffa di igiene ambientale o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli Ambiti Territoriali Ottimali, come introdotti dalla presente legge. I comuni possono adeguare la TIA o la TARSU allo standard, fermo restando che, ove necessario, sono comunque tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse finanziarie, ulteriori rispetto a quelle provenienti dalla tariffa o dalla tassa, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti.

7. Nelle votazioni dell’assemblea dei sindaci ogni comune ha diritto ad un voto ogni diecimila abitanti e per frazioni oltre cinquemila, fino a un massimo di voti pari al 30 per cento dei voti totali, calcolati sulla base della popolazione residente nell’ambito territoriale ottimale al 31 dicembre 2007, secondo i dati ufficiali dell’ultimo censimento generale della popolazione. I comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti hanno in ogni caso diritto a un voto. Per il funzionamento del consorzio si applicano le norme del codice civile.

8. Gli atti adottati dal consorzio sono pubblicati per intero sul sito web dello stesso.».

Si passa all’articolo 6 bis del Governo, l’ultimo articolo rimasto.

L’articolo 6 bis è stato riscritto totalmente. Adesso è numerato 6.31.1.18.6.

A questo è stato presentato solo un sub emendamento: il 6.31.1.18.6.1, a firma dell’onorevole Cracolici.

Si tratta del seguente emendamento:

«Al comma 2, sostituire ‘la lettera b)’ con la seguente TARSU o TIA domestica inferiore a cento

EMENDAMENTO AGGIUNTIVO:

Emendamento 6.31.1.18.6:

Dopo l’articolo 6 è aggiunto il seguente:

“Art. 6 bis

1 I contratti di appalto con i soggetti affidatari del servizio di gestione integrata dei rifiuti sono soggetti alle disposizioni di cui all’art. 2 della l.r. n. 15/2008.

2. Il capitolato generale di cui all’art. 16 della presente legge deve prevedere idonea fideiussione bancaria rilasciata ai sensi dell’art. 75 del D. Lgs. n. 163/2006 e s.m.i., a garanzia dell’eventuale riscossione dell’intero gettito stimato della tariffa di igiene ambientale e della tariffa integrata ambientale.

3. Le spese per la realizzazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti, nonché le spese connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione degli impianti sono opere di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti. Esse possono essere ubicate anche in zone classificate agricole dai vigenti strumenti urbanistici comunali, purché distino almeno 5 chilometri dal centro abitato.

«Articolo 7 Avvio operativo dell’Autorità d’Ambito

1. L’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, sentite le associazioni di province e di comuni, adotta con proprio decreto gli schemi di convenzione e di statuto del consorzio, trasmettendoli alla provincia per l’ulteriore invio ai comuni interessati.

2. Gli enti locali appartenenti all’ATO sono convocati dalla provincia entro i successivi sessanta giorni per l’assemblea di insediamento e per l’approvazione della convenzione e dello statuto.

3. Entro quarantacinque giorni dall’approvazione degli atti di cui al comma 1 il consorzio elegge i propri organi. Con l’elezione degli organi il consorzio è costituito.

4. L’Autorità d’ambito ha un patrimonio costituito dal fondo di dotazione, nonché dagli eventuali conferimenti effettuati dagli enti locali consorziati e dalle acquisizioni già realizzate o da realizzare dagli enti consorziati e dall’Autorità d’ambito con fondi nazionali, regionali o comunitari.

5. Il fondo di dotazione è sottoscritto da ogni comune in proporzione alla popolazione servita, secondo le modalità fissate nello statuto e nella convenzione, che determinano altresì la ripartizione fra i comuni delle quote di finanziamento dell’Autorità d’ambito.

6. Il patrimonio di beni mobili ed immobili degli enti locali appartenenti all’ATO, utilizzato per la gestione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti, il cui esercizio è di competenza dell’Autorità

d’ambito, è conferito in disponibilità alla stessa Autorità.

7. Nei trasferimenti di beni ed impianti di cui al comma 4 dell’articolo 204 del decreto legislativo 152/2006, si tiene in considerazione anche il valore di eventuali contributi pubblici erogati a favore degli stessi.

8. L’Autorità d’ambito conferisce in comodato eventuali beni propri o dei propri soci ai soggetti affidatari del servizio integrato di gestione dei rifiuti, che ne assumono i relativi oneri nei termini e per la durata prevista dal contratto di servizio.

9. La dotazione organica dell’Autorità d’ambito è adottata dagli organi della stessa Autorità ed approvata con decreto dell’Assessore regionale per l’energia e dei servizi di pubblica utilità, con le modalità di cui all’articolo 4, quarto comma, del decreto presidenziale 28 febbraio 1979, n. 70. La mancata definizione del procedimento di approvazione impedisce il ricorso, da parte dell’Autorità d’ambito, a qualsiasi assunzione ed, altresì, all’instaurazione di qualsiasi rapporto di consulenza, collaborazione o incarico esterni, nonché all’acquisizione di forme di lavoro disciplinate dal decreto legislativo 24 ottobre 2003, n. 276. In fase di prima applicazione, la dotazione organica è determinata, in via provvisoria, con le modalità di cui all’articolo 18.

10. Con il decreto di cui al comma 9 sono altresì disciplinate le modalità attraverso cui la Autorità d’ambito provvedono al fabbisogno del personale occorrente alle loro funzioni, ricorrendo in via prioritaria alle procedure di mobilità interna all’ATO e successivamente alle procedure di mobilità esterna. Nel caso in cui l’attivazione delle predette procedure non sia sufficiente a coprire il fabbisogno necessario, è consentito il ricorso all’assunzione mediante pubblico concorso ai sensi dell’art. 49 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15.

All’articolo 7:

Subemendamento 7.30.9 all’emendamento 7.30 GOV:

Al comma 4 dopo la parola “rifiuti” sono aggiunte le seguenti parole: “Sono esclusi dal fondo di dotazione i beni già trasferiti ai Consorzi ed alle Società d’Ambito, esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che accedono alla gestione liquidatoria di cui al successivo art. 18,

comma 2”.

Emendamento 7.30:

Sostituire l’articolo 7 con il seguente:

«Art. 7 Avvio operativo della Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti – SRR

1. L’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, sentite le associazioni di province e comuni, adotta con proprio decreto lo schema-tipo di atto costitutivo e di statuto della SRR, predisposti dall’Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana che si avvale a tal fine del supporto tecnico del Dipartimento regionale per le acque ed i rifiuti, trasmettendoli alla provincia per l’ulteriore invio ai comuni interessati.

2. Gli enti locali appartenenti all’ATO sono convocati dalla provincia entro i successivi sessanta giorni per l’assemblea di insediamento e per l’approvazione della convenzione e dello statuto.

3. Entro quarantacinque giorni dall’approvazione degli atti di cui al comma 1 il consorzio elegge i propri organi. Con l’elezione degli organi il consorzio è costituito.

4. Il patrimonio delle SRR comprende un fondo di dotazione, nonché gli eventuali conferimenti effettuati dagli enti locali consorziati e dalle acquisizioni già realizzate o da realizzare dagli enti consorziati con fondi nazionali, regionali o comunitari, relative al servizio di gestione integrata dei rifiuti.

5. Il fondo di dotazione è sottoscritto da ogni comune in proporzione alla popolazione servita,

secondo le modalità fissate nello statuto e nella convenzione, che determinano altresì la

ripartizione fra i comuni delle quote di finanziamento delle Società consortili.

6. Il patrimonio di beni mobili ed immobili degli enti locali appartenenti all’ATO, utilizzato per la gestione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti, il cui esercizio è di competenza della SRR, è conferito in disponibilità alla stessa società.

7. Nei trasferimenti di beni ed impianti di cui al comma 4 dell’articolo 204 del decreto legislativo 152/2006, si tiene in considerazione anche il valore di eventuali contributi pubblici erogati a favore degli stessi.

8. La SRR conferisce in comodato eventuali beni propri o dei propri soci ai soggetti affidatari del servizio integrato di gestione dei rifiuti, che ne assumono i relativi oneri nei termini e per la durata prevista dal contratto di servizio.

9. La dotazione organica della SRR è adottata dagli organi della stessa società ed approvata con decreto dell’Assessore regionale per l’energia e dei servizi di pubblica utilità, con le modalità di cui all’articolo 4, quarto comma, del decreto presidenziale 28 febbraio 1979, n. 70. La mancata definizione del procedimento di approvazione impedisce il ricorso, da parte della Società consortile, a qualsiasi assunzione ed, altresì, all’instaurazione di qualsiasi rapporto di consulenza, collaborazione o incarico esterni, nonché all’acquisizione di forme di lavoro disciplinate dal

decreto legislativo 24 ottobre 2003, n. 276.

10. Con il decreto di cui al comma 9 sono altresì disciplinate le modalità attraverso cui le società consortili provvedono al fabbisogno del personale occorrente alle loro funzioni, ricorrendo in via prioritaria alle procedure di mobilità interna all’ATO e successivamente alle procedure di mobilità esterna fra personale assegnato ad altri ATO. Nel caso in cui l’attivazione delle predette procedure non sia sufficiente a coprire il fabbisogno necessario, è consentito il ricorso all’assunzione mediante pubblico concorso ai sensi dell’art. 49 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15, nonché dell’art. 45 della l.r. n. 2/2007 e dell’art. 61 della l.r. n. 6/2009

11. Tutti i termini di cui al presente articolo hanno natura perentoria e danno luogo ad intervento sostituivo dell’Assessorato regionale per l’Energia ed i servizi di pubblica utilità. In specie, nel caso di infruttuoso decorso del termine assegnato per la costituzione dei consorzi, l’Assessorato regionale per l’Energia ed i servizi di pubblica utilità che provvede:

a) alla costituzione delle SRR di cui all’art. 6, comma 1 della presente legge, nel caso in cui non siano stati costituiti i consorzi volontari,

b)alla costituzione in consorzio dei comuni che non abbiano aderito alle SRR a partecipazione volontaria, disciplinati nel precedente art. 6, comma 2.».

«Articolo 8 Funzioni dell’Autorità d’ambito

l. L’Autorità d’ambito esercita le funzioni previste dagli articoli 200, 201, 202, 203 del decreto legislativo 152/2006. Provvede all’espletamento delle procedure per l’individuazione del gestore del servizio integrato di gestione dei rifiuti, con le modalità di cui all’articolo 15.

2. L’Autorità d’ambito esercita attività di controllo finalizzata alla verifica del raggiungimento degli obiettivi qualitativi e quantitativi determinati nei contratti a risultato di affidamento del servizio con i gestori. La verifica comprende l’accertamento della realizzazione degli investimenti e dell’utilizzo di tutta l’impiantistica indicata nel contratto e nel piano d’ambito, intervenendo in caso di qualsiasi evento che ne impedisca l’utilizzo, verificando altresì il rispetto dei diritti degli utenti, per i quali è istituito un apposito call-center.

3. L’Autorità d’ambito è tenuta alla trasmissione dei dati relativi alla gestione dei rifiuti con le modalità indicate dalla Regione nonché a fornire alla Regione ed alla provincia tutte le informazioni richieste sulla gestione dei rifiuti urbani.

4. L’Autorità d’ambito attua attività di informazione e sensibilizzazione degli utenti funzionali ai tipi di raccolta attivati, in relazione alle modalità di gestione dei rifiuti ed agli impianti di recupero e smaltimento in esercizio nel proprio territorio.

5. Qualora nel piano regionale di gestione dei rifiuti siano previsti attività ed impianti commisurati a bacini di utenza che coinvolgono più ATO, le relative Autorità d’ambito concludono accordi per la programmazione, l’organizzazione, la realizzazione e la gestione degli stessi».

All’articolo 8:

Emendamento 8.9 (I parte):

La rubrica dell’articolo è così sostituita: “Funzioni della Società di regolamentazione del servizio di gestione rifiuti”.

Il comma 1 è così sostituto: “La SRR esercita le funzioni previste dagli articoli 200, 202, 203 del decreto legislativo 152/2006. Provvede inoltre all’espletamento delle procedure per l’individuazione del gestore del servizio integrato di gestione dei rifiuti, con le modalità di cui al successivo art. 15.”.

Emendamento 8.9 (II parte):

Al comma 2 le parole “L’Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “La Società”; prima della parola “intervenendo” è aggiunta la parola “eventualmente”; le parole “verificando altresì” sono sostituite con la parola “ed” e le parole “per i quali è istituito ” sono sostituite con le parole “deve comunque essere”.

Subemendamento 8.1.1:

Al comma 2, dopo le parole “per i quali deve comunque essere istituito un apposito call-center” aggiungere le parole “senza oneri aggiuntivi per la SSR”.

Emendamento 8.9 (III parte):

Al comma 3 le parole “L’Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “La S.R.R.” e dopo le parole “le informazioni” sono aggiunte le parole “da esse” e le parole “sulla gestione dei rifiuti urbani”sono soppresse.

Emendamento 8.9 (IV parte):

Al comma 4 le parole “L’Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “La società”.

Emendamento 8.9 (V parte):

Al comma 5 le parole “le relative Autorità d’ambito concludono accordi” sono sostituite con le parole “le relative Società consortili possono concludere”.

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto. Non ci sono più emendamenti aggiuntivi.

Rimangono l’articolo 6 bis e l’articolo 18 e abbiamo terminato. Il 20 lo votiamo domani.

Onorevoli colleghi, vi invito, come sempre, alla massima puntualità per quanto riguarda la seduta di domani.

La seduta è rinviata a domani, mercoledì 24 marzo 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine

del giorno:

I – Comunicazioni

II – Discussione dei disegni di legge:

1) – «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati» (numeri 525-528/A) (Seguito)

Relatore: on. Mancuso

ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA DISEGNO DI LEGGE “GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI E BONIFICA DEI SITI INQUINATI” (NN. 525-528/A)

«Articolo 9

Piano regionale di gestione dei rifiuti e relativi adeguamenti

l. Il piano regionale di gestione dei rifiuti, le modifiche e gli aggiornamenti sono approvati, sentite le province, i comuni e le autorità d’ambito con decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, secondo il procedimento di cui all’articolo 12, comma 4, dello Statuto regionale e previo esame da parte della competente commissione dell’ Assemblea regionale siciliana. Il piano può essere approvato anche per stralci funzionali e tematici e acquista efficacia dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana. Il piano è redatto in conformità a quanto previsto all’articolo 199 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche e integrazioni.

2. Il piano di cui al comma 1 fissa gli obiettivi inerenti ai livelli di raccolta differenziata, indicando altresì le categorie merceologiche dei rifiuti prodotti. Costituiscono parte integrante del piano, il programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili (RUB) di cui al decret legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti), il programma per la gestione degli apparecchi contenenti PCB di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 209 e successive modifiche e integrazioni (Attuazione della direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili), nonché i piani per la bonifica delle aree inquinate di cui all’articolo 199, comma 5, del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche e integrazioni, ed altresì, il piano per la bonifica ed il ripristino delle aree inquinate.

3. Il piano regionale di gestione dei rifiuti:

a) definisce le modalità per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e di recupero di materia, al netto degli scarti dei processi di riciclaggio, per ognuno degli ambiti territoriali ottimali, attraverso l’elaborazione di un documento di indirizzo denominato ‘Linee-guida operative sulla raccolta differenziata’ in grado di supportare e guidare gli enti attuatori nella progettazione di dettaglio ed ottimizzazione dei sistemi di raccolta differenziata, privilegiando la raccolta domiciliare integrata, per il raggiungimento dei livelli minimi così fissati:

1) anno 2010: R.d. 55 per cento, recupero materia 40 per cento;

2) anno 2011: R.d. 60 per cento, recupero materia 45 per cento;

3) anno 2012: R.d. 65 per cento, recupero materia 50 per cento;

b) definisce le modalità per l’accertamento, da parte di ogni Autorità d’ambito, della tipologia,

delle quantità e dell’origine dei rifiuti da recuperare o da smaltire, all’interno dell’ATO di riferimento, anche mediante un sistema che consenta di rilevare gli effetti progressivi della implementazione dei sistemi di raccolta differenziata, mediante analisi del rifiuto urbano residuo (RUR) che diano informazioni sulla composizione dello stesso;

c) fissa i criteri per la classificazione dei materiali presenti nel RUR, non riciclabili né altrimenti recuperabili, in ordine di importanza (ponderale e di pericolosità) al fine di impostare politiche e pratiche locali per la riduzione della immissione al consumo di tali materiali;

d) definisce le modalità attraverso cui assicurare la gestione integrata dei rifiuti urbani non pericolosi all’interno degli ATO;

e) fissa i criteri attraverso i quali assicurare il recupero e lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione, tenuto conto delle zone di crisi ambientale, al fine di ridurre la movimentazione degli stessi;

f) fissa i criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e i criteri per l’individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento, nonché le condizioni ed i criteri tecnici per la localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti, escluse le discariche, in aree destinate ad insediamenti produttivi;

g) definisce i criteri per la localizzazione degli impianti operativi di selezione della frazione secca a valle della raccolta differenziata, correlandone la potenzialità, la funzionalità e la possibilità di conversione, parziale o totale, alle strategie di raccolta differenziata e di trattamento del RUR;

h) fissa le modalità per la verifica degli impianti di compostaggio e/o di digestione anaerobica

esistenti, della loro coerenza e compatibilità, anche solo parziale, con le strategie di trattamento della revisione del piano, anche in relazione ai fabbisogni di trattamento del rifiuto organico prodotto;

i) individua le modalità attraverso cui verificare, in ciascun piano d’ambito, sulla scorta del numero e della distribuzione territoriale delle piattaforme CONAI per il ritiro dei rifiuti differenziati già esistenti, la capacità di assorbimento dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata integrata, allo scopo di consentirne l’accesso con spostamenti contenuti da parte del soggetto incaricato del servizio di gestione dei rifiuti;

l) determina, nel rispetto delle norme tecniche statali in materia, disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare, compresi i rifiuti da imballaggio;

m) fissa i criteri per la stima dei costi delle operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani, nonché per la stima dei costi di investimento per la realizzazione del sistema impiantistico regionale;

n) individua le iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti ed a favorire il riutilizzo, il

riciclaggio ed il recupero dei rifiuti, anche mediante la realizzazione di campagne conoscitive mirate per richiamare l’attenzione su comportamenti di differenziazione non ancora ottimizzati;

o) descrive le azioni finalizzate alla promozione della gestione integrata dei rifiuti;

p) pone i requisiti tecnici generali relativi alle attività di gestione dei rifiuti, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria;

q) prevede l’esclusione di trattamenti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani che non facciano ricorso a tecnologie atte a garantire i requisiti di efficienza energetica fissati dalla Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. I trattamenti di incenerimento devono essere classificati come operazioni di recupero e non come operazioni di smaltimento;

r) definisce l’adeguamento della capacità di discarica dei rifiuti urbani residui, mediante l’ampliamento di discariche esistenti e/o la realizzazione di nuove discariche, sufficienti a soddisfare il fabbisogno stimato per tutto il periodo transitorio di entrata a regime del nuovo sistema di gestione integrata dei rifiuti e comunque almeno per tutto il triennio 2010-2012;

s) prevede il fabbisogno di nuove discariche fino al 2020, sulla base degli obiettivi di raccolta differenziata previsti a regime nella presente legge;

t) individua le modalità specifiche per la gestione integrata dei rifiuti nelle isole minori;

u) fissa l’individuazione dei sistemi di trattamento e smaltimento dei rifiuti e le relative tipologie impiantistiche, con particolare riferimento ai sistemi di pretrattamento di tipo meccanico-biologico o termico preliminari al conferimento in discarica e comunque conformi alle migliori tecnologie disponibili (BAT);

v) determina l”individuazione dei sistemi di pretrattamento del rifiuto urbano residuo (RUR) da predisporre immediatamente in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti), privilegiando la realizzazione immediata di sistemi di trattamento meccanico-biologico con ulteriore recupero di materia dalle frazioni di sopravaglio e corredati da centri di analisi del RUR, allo scopo di coordinare l’ottimizzazione progressiva delle raccolte differenziate e dei piani di prevenzione nei rispettivi bacini di competenza.

4. Il piano regionale di gestione dei rifiuti è redatto in sostituzione di quello vigente, ai sensi dell’articolo 199 del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche, in recepimento della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio».

All’articolo 9:

Emendamento 9.32 (I parte):

Al comma 1 le parole “le Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “le Società di regolamentazione di cui al precedente art. 6”.

Emendamento 9.33:

Al comma 1 è soppresso l’ultimo periodo.

Emendamento 9.10:

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

“1 bis. La pianificazione regionale definisce i criteri e le modalità per promuovere la programmazione e l’esercizio della gestione integrata dei rifiuti, favorendone la riduzione, le forme di raccolta aggregate dei materiali post consumo, indirizzando le raccolte di materiali singoli o aggregati da destinare al riciclaggio e al recupero in modo omogeneo nel territorio regionale, al fine di generare una filiera industriale del riciclo e del recupero che possa contare su di un flusso certo di materia per qualità e quantità.”.

Emendamento 9.13:

Al comma 3, lettera a), i punti 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

“1) anno 2010: R.d. 20 per cento, recupero materia 15 per cento;

2) anno 2012: R.d. 40 per cento, recupero materia 30 per cento;

3) anno 2015: R.d. 65 per cento, recupero materia 50 per cento.”.

Emendamento 9.32 (II parte):

Alla lettera b del comma 3 le parole “ogni Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “ogni SRR”.

Subemendamento 9.15.2 all’emendamento 9.15:

Sopprimere le parole da “Il piano deve …” fino alle parole “legislativa dell’ARS”.

Emendamento 9.15:

Al comma 3 sostituire la lettera r) con la seguente: “r) definisce un piano per l’ampliamento di discariche pubbliche esistenti e/o nuove discariche pubbliche, sufficienti per soddisfare il fabbisogno del conferimento di rifiuti degli ATO per almeno tre anni. Il piano deve prevedere anche le modalità per pervenire a una tariffa unitaria per il conferimento in discarica ed è, entro centoventi giorni, sottoposto al parere della competente commissione legislativa dell’ARS”.

Emendamento 9.4:

Al comma 3 sostituire la lettera u) con le seguenti:

“u) fissa l’individuazione dei sistemi per incrementare l’intercettazione dei rifiuti fin dalle fasi della raccolta e ciò al fine di ridurre il relativo conferimento in discarica; u1) fissa i criteri per il trattamento preventivo dei rifiuti ammessi allo smaltimento in discarica comunque conformi alle migliori tecnologie disponibile (BAT).

Emendamento 9.5:

Al comma 3 sostituire la lettera v) con la seguente:

“v) determina l’individuazione dei sistemi di pretrattamento del rifiuto residuo (RUR) da predisporre immediatamente in ossequio a quanto previsto dal decreto legislativo n. 36/03 in recepimento della Dir. 99/31, privilegiando livelli di trattamento che comportino il minor costo a carico della tariffa ed il maggior vantaggio ambientale”.

Emendamento 9.18:

Al comma 3 aggiunger la lettera w):

“w) stabilisce i criteri e le modalità da adottarsi in tutto il territorio della regione, per la determinazione delle tariffe di conferimento in discarica”;

«Articolo 10 Piano d’ambito

1. Il piano d’ambito definisce il complesso delle attività necessarie a garantire la gestione integrata dei rifiuti urbani nell’ATO di riferimento.

2. Il piano d’ambito è redatto sulla base delle indicazioni del piano regionale di gestione dei rifiuti e nel rispetto dei relativi criteri contenuti.

3. Il piano d’ambito cura altresì:

a) l’analisi dei piani comunali di raccolta differenziata, qualora i comuni appartenenti all’ambito li abbiano già predisposti ovvero la redazione dei piani comunali di raccolta (PCR) ed i piani comunali della raccolta differenziata (PCRD), ivi comprese le modalità di gestione dei centri di raccolta nei comuni (CR);

b) le modalità di gestione, alla scala dell’ATO, dei servizi e degli impianti relativi allo smaltimento, al riciclo ed al riuso dei rifiuti;

c) la descrizione del modello gestionale che si vuole adottare per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata;

d) la descrizione delle fasi temporali in cui il piano si articola, partendo dalla situazione attuale fino alla situazione a regime, dopo il superamento dell’emergenza;

e) la descrizione delle singole fasi in termini di:

1) investimenti (attrezzature, mezzi, impianti);

2) costi gestionali (personale, materiali di consumo);

3) obiettivi di raccolta differenziata;

4) enti coinvolti;

5) popolazione coinvolta in termini di tipologia e di territorio;

6) impianti che si prevedono di utilizzare;

7) trattamento del rifiuto;

8) sbocco del materiale trattato (riutilizzo);

9) destinazione dei sovvalli;

f) la descrizione delle fasi economiche correlate alle fasi temporali;

g) l’analisi dei costi, ai fini della loro totale copertura;

h) l’individuazione delle fonti di finanziamento, nonché delle modalità di copertura dei costi non finanziabili o non finanziati;

i) la descrizione della procedura di controllo del raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali del ‘piano’, con la specifica degli indicatori e dei relativi valori di riferimento;

l) l’impostazione del contratto di servizio, evidenziando lo standard minimo ed i servizi aggiuntivi, comprensivi dei relativi costi, volti a migliorare lo standard;

m) gli interventi finalizzati all’autosufficienza impiantistica dell’ATO, inclusa la programmazione e la localizzazione degli impianti previsti.

4. L’Autorità d’ambito adotta il piano d’ambito ed il relativo piano economico-finanziario di supporto entro sessanta giorni dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti,

trasmettendolo entro dieci giorni all’Assessorato regionale dell’energia e di servizi di pubblica utilità.

L’Assessorato medesimo, entro i successivi novanta giorni, verifica la conformità del piano d’ambito al piano regionale di gestione dei rifiuti. Il termine può essere sospeso soltanto per una volta, ove siano necessarie richieste istruttorie e riprende a decorrere dal ricevimento delle informazioni richieste. Trascorso il termine di novanta giorni, calcolato al netto del lasso di tempo necessario per l’acquisizione delle informazioni supplementari, il piano d’ambito acquisisce piena efficacia.

5. Il piano d’ambito è sottoposto a verifiche ed aggiornamenti. Le variazioni strettamente necessarie all’adeguamento a nuove disposizioni o indirizzi di livello europeo, statale o regionale sono comunicate alla Regione e sono sottoposte alla verifica di conformità.

6. Le previsioni contenute nel piano d’ambito sono vincolanti per gli enti soci, nonché per i soggetti che abbiano ottenuto l’affidamento dei servizi di gestione integrata dei rifiuti.

7. La mancata adozione del piano d’ambito preclude la concessione di eventuali contributi europei, statali e regionali per la realizzazione del sistema di gestione integrata dei rifiuti».

All’articolo 10:

Emendamento 10.1:

Al comma 3, lettera e), punto 6) dopo le parole “prevedono di utilizzare” aggiungere le parole “ad integrazione di quelli già esistenti”.

Emendamento 10.11:

Al comma 4 dell’articolo 10 le parole “L’Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “la SRR”.

«Articolo 11 Azioni per la prevenzione della produzione dei rifiuti

1. La Regione, gli enti locali e l’Autorità d’ambito, ai fini di cui all’articolo l, comma l, lettera a), favoriscono e sostengono, attuando quanto previsto nel Piano di Azione del P.O. FESR 2007-2013:

a) azioni e strumenti incentivanti o penalizzanti finalizzati a contenere e ridurre la quantità di rifiuti prodotti o la loro pericolosità da parte di soggetti pubblici o privati;

b) iniziative per la diffusione degli acquisti verdi;

c) campagne informative e di sensibilizzazione rivolte a soggetti pubblici e privati per l’adozione di comportamenti tali da favorire la prevenzione e la riduzione dei rifiuti.

2. La Regione promuove con soggetti pubblici e privati accordi che definiscono specifiche linee di azione per favorire la riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti prodotti, attuando quanto previsto nel Piano di Azione del P.O. FESR 2007-2013.

3. L’Assessore regionale per l’energia e dei servizi di pubblica utilità predispone ulteriori linee guida per indirizzare tutti i soggetti interessati verso le migliori pratiche di prevenzione e riduzione dei rifiuti.

4. La Regione definisce iniziative per l’attivazione degli accordi e dei contratti di programma previsti dall’articolo 206 del decreto legislativo 152/06 e successive modifiche ed integrazioni, nonché per l’introduzione nel territorio dei criteri di fiscalità ecologica di riduzione, prevenzione e minimizzazione dei rifiuti oltre che per stimolare la creazione di nuove imprese nel campo delle nuove tecnologie ambientali, del riciclo e riuso dei rifiuti e dello sviluppo sostenibile e promuovere la realizzazione completa delle filiere produttive per il riciclaggio delle materie da rifiuto.

All’articolo 11:

Emendamento 11.6:

Al comma 1 le parole “l’Autorità d’ambito” sono sostituite con le parole “le Società consortili di cui al precedente art. 6 (SRR)”.

«Art. 12.

Azioni per favorire la raccolta differenziata e le forme di recupero

1. La Regione, ai fini del raggiungimento degli obiettivi statali e comunitari in materia, promuove lo sviluppo della raccolta differenziata e del recupero di materia tramite strumenti che riguardano in particolare:

a) azioni e strumenti incentivanti finalizzati a favorire la riorganizzazione del sistema di raccolta differenziata in grado di assicurare alte percentuali di intercettazione, in particolare mediante il sistema di raccolta porta a porta;

b) iniziative incentivanti volte ad assicurare un elevato recupero delle frazioni di rifiuto raccolte in maniera differenziata ed il collocamento sul mercato del materiale riciclato;

c) l’attivazione di forme di comunicazione e sensibilizzazione;

d) la stipulazione di accordi e intese con soggetti pubblici e privati, tra i quali i consorzi nazionali di filiera di cui al decreto legislativo 152/2006.

2. La Regione, indica nel piano di bonifica delle aree inquinate e, più in generale, in tutti gli strumenti di pianificazione interessati al ripristino di particolari aree, gli interventi per i quali può essere impiegata nelle operazioni di ripristino la frazione organica stabilizzata (FOS) proveniente dai sistemi di trattamento prima del conferimento in discarica e le caratteristiche della stessa in rapporto ai livelli di contaminazione stabiliti per i vari siti».

All’articolo 12:

Emendamento 12.3:

Il comma 1 è sostituito dai seguenti:

1. In conformità a quanto previsto dall’art. 11 della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, al fine di attivare idonei strumenti economici finalizzati all’incremento della raccolta differenziata anche attraverso la creazione di nuove opportunità di sviluppo, trovano applicazione:

a) le misure contenute nel D.M. 8 maggio 2003, n. 203, affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico operanti nel territorio della regione coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti dal riuso e riciclo di materie derivanti dalla raccolta differenziata, nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo;

b) le misure contenute nel Piano Nazionale di Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione, Green Public Procurement (G.P.P.), di cui alla Strategia di Lisbona, approvato con Decreto del Ministero dell’Ambiente dell’11 aprile 2008.

2. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge il Presidente della Regione, sentite le competenti Commissioni legislative dell’Assemblea regionale siciliana, emana con proprio decreto le disposizioni attuative del precedente comma 1 e quelle necessarie a promuovere le produzioni di beni materiali mediante l’impiego di materie derivanti dalla raccolta differenziata, rispondenti alle operazioni di cui alle lettere b) e c) dell’articolo 4 della Direttiva 2008/98/CE, incluso l’accesso prioritario ad agevolazioni e finanziamenti pubblici, purché tali produzioni utilizzino una quota non inferiore al 30% di rifiuti che devono provenire da raccolta effettuata nella Regione.

3. La Regione promuove, con le reti della media e grande distribuzione di vendita, protocolli d’intesa finalizzati alla riduzione degli imballaggi e dei contenitori monouso, al maggiore impiego di imballaggi riutilizzabili ed alla diffusione di prodotti sfusi con erogatori alla spina, nonché ad ogni altra idonea iniziativa indirizzata alla riduzione, prevenzione e minimizzazione della produzione di rifiuti.

«Art. 13 Riduzione della produzione dei rifiuti da parte delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti assimilati.

Condizioni per il rilascio delle autorizzazioni per le medie e le grandi strutture di vendita.

1. Entro i tre anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge e fatti salvi i contratti di fornitura di beni e servizi eventualmente in corso, la Regione, le province, i comuni e gli altri enti, istituti, società ed aziende soggette alla vigilanza degli stessi, impiegano, per le proprie necessità, carta e cartoni prodotti utilizzando, integralmente o prevalentemente, residui recuperabili, in misura non inferiore al quaranta per cento del fabbisogno. I soggetti di cui al presente comma sono altresì tenuti, entro il medesimo periodo e per la stessa percentuale, ad utilizzare manufatti di plastica riciclata.

2. Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto divieto di utilizzare nelle proprie mense, per la somministrazione degli alimenti o delle bevande, contenitori e stoviglie a perdere. I medesimi

soggetti hanno altresì l’obbligo di provvedere alla raccolta differenziata di carta e cartone, cartucce di inchiostro e toner per fotocopiatrici e stampanti, o nastri per macchine da scrivere.

3. L’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità promuove intese e convenzioni con le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici nazionali per incentivare l’uso di carta e cartoni prodotti integralmente o prevalentemente con materie prime secondarie, per promuovere la raccolta differenziata di carta e cartone, cartucce d’inchiostro per fotocopiatrice e stampanti, nastri per macchine da scrivere o quant’altro stabilito dal piano regionale nonché per disincentivare l’utilizzo di contenitori e stoviglie a perdere.

4. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione prevista dalla legislazione vigente per le medie e le grandi strutture di vendita, è richiesta la presentazione del bilancio dei rifiuti prodotti e auto smaltiti da parte delle strutture da insediare. Il bilancio è elemento indispensabile ai fini della valutazione del raggiungimento degli standard minimi stabiliti dal piano regionale di gestione dei rifiuti. La priorità fra domande concorrenti in regola con gli standard urbanistici e commerciali, è data, a parità delle altre condizioni, al richiedente che presenta comparativamente, in termini di quantità, il miglior bilancio rifiuti.

5. Nei capitolati per appalti pubblici di opere, di forniture e di servizi sono inserite specifiche condizioni per favorire l’uso di residui recuperabili, secondo le modalità indicate nel piano regionale di gestione dei rifiuti.»

«Art. 14 Potere sostitutivo

l. A far data dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti, qualora gli enti di cui alla presente legge non ottemperino alle funzioni e ai compiti assegnati, l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali, su segnalazione dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari, nei seguenti casi:

a) mancata istituzione delle Autorità d’ambito o mancata elezione degli organi delle stesse Autorità, nei termini previsti dalla presente legge;

b) mancata adozione del piano d’ambito;

c) mancata approvazione dei bilanci delle Autorità d’ambito nei termini previsti;

d) mancato espletamento delle procedure per l’affidamento del servizio e degli adempimenti di cui all’articolo 6, comma 5.

2. Nei casi di cui al comma 1, la nomina del commissario straordinario dà luogo alla decadenza degli organi dell’Autorità d’ambito commissariata e all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità amministrativa ed erariale.

3. Costituisce grave violazione di legge da parte degli enti locali interessati:

a) l’approvazione dei bilanci di previsione in assenza dell’allegato di cui all’articolo 172, comma l), lettera b) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con riferimento ai bilanci delle Autorità d’ambito;

b) la violazione degli adempimenti di cui all’articolo 4, comma 2.

4. In presenza delle condizioni di cui al comma 3, l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari e contestualmente dispone la decadenza degli organi delle amministrazioni interessate ai quali debba ascriversi la violazione.

5. Per le finalità di cui all’articolo 4, comma 2, lettera c) i commissari straordinari sono autorizzati a disporre variazioni di bilancio, nonché rettifiche delle aliquote TARSU o dei valori della TIA, in coerenza allo standard di cui all’articolo 15, comma 3.

6. A far data dall’entrata in vigore della presente legge, ove a causa delle violazioni di cui al comma 4 o dalla mancata adozione delle ordinanze di cui agli articoli 191 e 192 del decreto legislativo n. 152/2006, derivino situazioni di rischio per l’igiene e la sanità pubblica accertate da parte dell’autorità sanitaria competente per territorio o per materia, l’intervento sostitutivo può essere disposto con decreto del Presidente della Regione, adottato anche in assenza di previa diffida, su proposta dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, di concerto con l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali. In questo caso, l’eventuale adeguamento della TARSU o della TIA ha luogo con riferimento alla media delle aliquote applicate dalle amministrazioni comunali comprese negli ambiti territoriali ottimali attualmente costituiti. Il commissariamento comporta la decadenza degli organi degli enti ai quali sia da ascriversi l’omissione, nonché l’avvio della consequenziale azione di responsabilità amministrativa ed erariale.

7. Gli oneri conseguenti all’attività del commissario straordinario sono posti a carico dell’ente interessato.»

All’articolo 14:

Emendamento 14.21:

Al comma 1, lettera a) sostituire le parole “mancata istituzione dell’Autorità d’ambito” con le parole “mancato espletamento degli adempimenti di cui al comma 2 dell’articolo 7”.

Emendamento 14.20 (I parte):

  • · Al comma 1 lettera a) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con “SRR” e la parola “Autorità” con “Società”;
  • · Al comma 1 lettera c) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con “SRR”;
  • · Al comma 1 lettera d) sostituire le parole “comma 5” con “comma 6”;

Subemendamento 14.20.1 bis all’emendamento 14.20:

Il comma 2 è sostituito dal seguente:

“2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, lettere b), c) e d) laddove i sindaci ed i presidenti della provincia non diano corso, previa diffida, agli adempimenti necessari, si fa luogo alla nomina di un commissario straordinario che li sostituisce nelle funzioni societarie. Il commissario straordinario provvede, nell’esercizio dei relativi poteri, all’adozione della delibera di decadenza dei rappresentanti degli Enti locali negli organi della società commissariata ed all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità. Il commissario straordinario assume, altresì, le funzioni rivestite dai sindaci e dal Presidente della Provincia nella società di cui all’articolo 6. I commissari straordinari durano in carica dodici mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per la Funzione pubblica e per le Autonomie locali, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi della Società”.

Subemendamento 14.20.2 all’emendamento 14.20:

Al comma 3, lettera b), aggiungere dopo il comma 2 le parole “lettere da a) ad h)”.

Emendamento 14.20 (II parte):

Sostituire il comma 2 con il seguente:

“2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, lett. b, c, d, la nomina del commissario straordinario dà luogo alla decadenza degli organi della Società consortile commissariata e all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità amministrativa ed erariale. Il commissario straordinario assume altresì la titolarità delle funzioni degli organi della società di scopo di cui all’art. 6. I commissari straordinari durano in carica dodici mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per La Funzione pubblica e l’Autonomie locali, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi della Società.”.

Emendamento 14.20 (III parte):

Al comma 3 lettera a) sostituire le parole “Autorità d’ambito” con le parole “Società consortili di cui all’articolo 6”;

Emendamento 14.20 (IV parte):

Il comma 4 è sostituito dal seguente: “4. In presenza delle condizioni di cui al comma 3, l’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari e contestualmente dispone la decadenza degli organi delle amministrazioni interessate ai quali debba ascriversi la violazione. I commissari straordinari durano in carica dodici mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per la funzione pubblica e le autonomie locali, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi decaduti.”.

Subemendamenti 14.20.1 bis. 2 e 14.20.5 all’emendamento 14.20:

Dopo la parola “diffida” aggiungere le parole “non inferiore a 90 giorni”; dopo le parole “in carica” sostituire le parole “dodici mesi” con le parole “sei mesi”.

Emendamento 14.20 (V parte):

Al comma 5 sostituire le parole “comma 3” con “comma 4”;

Emendamento 14.20 (VI parte):

Al comma 6 sostituire le parole “comma 4” con “comma 3”;

«Art. 15. Disciplina dell’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti

1 Fatta salva la disciplina transitoria di cui all’articolo 18, il servizio di gestione integrata dei rifiuti è affidato dalle Autorità d’ambito, per la durata e secondo quanto previsto dagli articoli 201 e 202 del decreto legislativo n. 152/2006. Le stesse Autorità provvedono ad individuare, sulla base del piano d’ambito e nel rispetto dell’articolo 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modifiche dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il soggetto incaricato di svolgere la gestione del servizio per tutto l’Ambito Territoriale Ottimale, stipulando e sottoscrivendo con lo stesso un contratto normativo che disciplina le modalità di affidamento, di sospensione e di risoluzione ad opera dei singoli comuni della parte di servizio relativa al territorio dei comuni stessi. La stipula e la sottoscrizione del contratto d’appalto relativo ai singoli comuni compresi nell’A.T.O. hanno luogo fra l’appaltatore e la singola amministrazione comunale, che provvede direttamente al pagamento delle prestazioni ricevute e verifica l’esatto adempimento del contratto.

2. Al completamento del primo triennio di affidamento, e successivamente con cadenza triennale, l’Autorità d’ambito procede alla verifica della congruità dei prezzi rispetto alle condizioni di mercato applicate a parità di prestazioni. Nel caso sia accertato che, a livello nazionale, il costo medio applicato a parità di prestazioni, sia inferiore per non meno del 5 per cento rispetto a quello praticato dal gestore, i comuni possono recedere dal contratto di appalto e provvedere ad un’autonoma organizzazione del servizio sul proprio territorio, salvo che l’affidatario dell’appalto non dichiari la propria disponibilità ad adeguare il corrispettivo alle sopravvenute condizioni finanziarie.

3. Nei casi di cui al comma 2, l’affìdamento da parte del singolo comune è effettuato a condizione che:

a) garantisca il raggiungimento dei medesimi risultati del servizio e livelli di raccolta differenziata, in quantità e qualità, previsti nel piano d’ambito;

b) riassuma a proprio carico il personale a qualsiasi titolo trasferito alle Società ed ai consorzi

d’ambito esistenti alla data di approvazione della presente legge, o corrisponda alla Autorità d’ambito i relativi oneri;

c) assuma a proprio carico la quota parte dei costi generali gravanti sull’Autorità d’ambito per la gestione del medesimo servizio nell’intero ATO.

4. Fino all’approvazione della tariffa integrata ambientale, di cui all’articolo 238, comma 11, del decreto legislativo n. 152/2006, al fine di assicurare l’appropriata copertura dei costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti, l’Autorità d’ambito individua uno standard medio al quale è parametrata la tariffa di igiene ambientale o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli Ambiti Territoriali Ottimali. Nella definizione dello standard si tiene conto del livello di effettiva riscossione dell’ultimo triennio solare. I comuni possono adeguare la TIA o la TARSU allo standard, fermo restando che, nel caso in cui si determini uno scostamento rispetto a quanto necessario a garantire la corretta gestione del servizio, sono comunque tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse finanziarie ulteriori rispetto a quelle provenienti dalla tariffa o dalla tassa, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti.

5. Successivamente alla definitiva determinazione della TIA, con le modalità di cui all’articolo 6, comma 6, laddove il livello dell’imposizione tributaria non sia sufficiente alla copertura dei costi del servizio di gestione integrata nel territorio comunale, i singoli comuni ne dispongono l’incremento ovvero individuano nel proprio bilancio le risorse finanziarie ulteriori, vincolandole alla copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiut».

All’articolo 15:

Subemendamento 15.17.2 all’emendamento 15.17:

Al comma 1 le parole “per la durata e secondo quanto previsto” sono sostituite dalle parole “secondo le modalità previste”.

Subemendamento 15.17.3 all’emendamento 15.17:

Dopo le parole “Le stesse società” sono aggiunte le parole “avvalendosi degli UREGA”.

Emendamento 15.17 (I parte):

Al comma 1 sostituire le parole:

  • · “dalle Autorità d’ambito, per la durata e secondo quanto previsto dagli articoli 201 e 202 del decreto legislativo n. 152/2006. Le stesse Autorità” con “dalle Società consortili di cui al precedente articolo 6 in nome e per conto dei comuni consorziati, per la durata prevista dall’art. 202 del decreto legislativo n. 152/2006. Le stesse Società”;
  • · “per tutto l’Ambito Territoriale Ottimale” con “per i comuni consorziati”;
  • · “nell’ATO” con “ nella Società consortile”.

Emendamento 15.17 (II parte):

Al comma 2 sostituire le parole “l’Autorità d’ambito” con “Società consortile, anche su segnalazione di singoli comuni”;

  • · aggiungere dopo le parole “a livello nazionale” le parole “o regionale” e dopo le parole “i comuni” le parole “fino all’affidamento del nuovo appalto con le modalità di cui al precedente comma 1”.

Emendamento 15.17 (III parte):

Alla lettera b) del comma 3 sostituire:

  • · le parole “riassume a proprio carico” con “utilizzi”;
  • · le parole “o corrisponda all’Autorità d’ambito” con “corrispondendo alla Società consortile”;

Alla lettera c) sostituire:

  • · la parola “assuma” con “mantenga”;
  • · le parole “sull’Autorità d’ambito” con “sulla Società consortile”.

Emendamento 15.17 (IV parte):

Al comma 4 sostituire le parole “l’Autorità d’ambito“con “la Società consortile”.

Emendamento 15.18:

Al comma 4 le parole “individua e definizione” sono sostituite dalle parole “indica e indicazione”.

Emendamento 15.19:

Il comma 5 è soppresso.

«Articolo 16

Capitolato generale della gestione integrata dei rifiuti

1. Al fine di uniformare nel territorio della Regione il servizio di gestione integrata dei rifiuti, sia

relativamente agli affidamenti, alle gestioni dirette ed alle concessioni esistenti oltreché in ordine a

quelli futuri, il Presidente della Regione entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della

presente legge, con proprio decreto emana un capitolato generale della gestione integrata dei rifiuti

in Sicilia e lo schema di un contratto a risultato per il conseguimento delle percentuali di raccolta

differenziata stabilite dall’articolo 9, comma 3. Entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto

sono adeguati, anche in variante al contratto principale, i capitolati speciali di appalto e i contratti di

servizio in essere tra le società, i consorzi d’ambito e i comuni.

2. Ai fini dell’affidamento della gestione di cui all’articolo 15, l’Autorità d’ambito definisce altresì

un capitolato speciale d’appalto in ragione delle specificità del territorio interessato c delle

caratteristiche previste per la gestione stessa».

Comunico che all’articolo 16 sono stati presentati i seguenti emendamenti:

– dagli onorevoli Caronia, Ruggirello e De Luca: 16.1, 16.2, 16.4;

– dagli onorevoli Gucciardi, Ferrara, Vitrano e Picciolo: 16.3.

Comunico che gli emendamenti 16.1, 16.2, 16.4 e16.3, sono stati ritirati. L’Assemblea ne prende

atto.

Pongo in votazione l’articolo 16, nel testo risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario

si alzi.

(E’ approvato)

Si passa all’articolo 17. Ne do lettura:

«Articolo 17 Accelerazione delle procedure autorizzative

1. Ai fini della più celere attivazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti, incluse le discariche, il Dipartimento competente dell’Assessorato regionale per l’energia ed i servizi pubblici adotta le procedure di cui all’articolo 208 del decreto legislativo 152/06 e individua, per ciascuna istanza di approvazione o autorizzazione, un responsabile unico del procedimento.

2. Entro quindici giorni dall’acquisizione dell’istanza, il responsabile del procedimento richiede a tutti i soggetti competenti il proprio parere motivato, da esprimere entro e non oltre tre mesi dalla richiesta. Trascorso infruttuosamente il predetto termine, il parere si intende favorevolmente reso.

3. Il responsabile del procedimento convoca la conferenza di servizi che deve concludere

l’istruttoria entro centocinquanta giorni dalla presentazione della relativa istanza con un parere unico motivato, di assenso o diniego.4 Le conclusioni della conferenza di servizi sono valide se adottate a maggioranza dei componenti.

5. Il provvedimento finale è rilasciato dal competente Dipartimento dell’Assessorato regionale

dell’energia e dei servizi di pubblica utilità e sostituisce ogni altra approvazione e/o autorizzazione di legge, fatte salve quelle di competenza statale».

(E’ approvato)

Comunico che l’articolo 18 momentaneamente non verrà trattato perché è un po’ complesso.

Si passa all’articolo 19. Ne do lettura:

«Articolo 19 Rinvio dinamico

1. I rinvii operati dalla presente legge alla legislazione statale si intendono effettuati in senso

dinamico».

(E’ approvato)

L’articolo 20, l’entrata in vigore la votiamo all’ultimo per pudore.

Comunico che rimangono gli articoli 18, il 20 riguardante l’entrata in vigore, l’articolo 6 bis e gli

articoli aggiuntivi che saranno esaminati domani.

Onorevoli colleghi, abbiamo fatto un buon lavoro, vi ricordo che domani, sempre alle 16, ovviamente, è convocata l’Aula.

Onorevoli colleghi, se siete d’accordo, esaminerei gli articoli aggiuntivi. Grazie onorevoli colleghi

PRESIDENTE. L’Assemblea ne prende atto. Non ci sono più emendamenti aggiuntivi.

Rimangono l’articolo 6 bis e l’articolo 18 e abbiamo terminato. Il 20 lo votiamo domani. Onorevoli colleghi, vi invito, come sempre, alla massima puntualità per quanto riguarda la seduta di domani.

La seduta è rinviata a domani, mercoledì 24 marzo 2010, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

I – Comunicazioni

II – Discussione dei disegni di legge:

1) – «Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati» (numeri 525-528/A) (Seguito)

Titolo V

Disposizioni finali e transitorie

«Art. 18. Norme finali e transitorie

1. Immediatamente dopo la costituzione dell’Autorità d’ambito, sono conferite alle stesse il patrimonio, le attrezzature, i mezzi, gli impianti di proprietà delle attuali società e consorzi d’ambito, nonché tutte le competenze di indirizzo, controllo e programmazione del servizio integrato dei rifiuti in capo alle stesse. La situazione debitoria o creditizia di ciascuna società o consorzio d’ambito, alla data della loro acquisizione da parte della nuova Autorità d’ambito, è quantificata ai sensi di quanto previsto dall’articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, e sono altresì quantificate le quote che ogni comune ha corrisposto e le quote che gli utenti hanno versato come TIA o TARSU. Gli oneri conseguenti all’attività del commissario di cui all’articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, sono posti a carico dell’ente interessato.

2. Le società d’ambito ed i consorzi d’ambito esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che gestiscono il servizio di raccolta, in tutto o in parte, anche in economia, continuano a gestirlo fino all’affidamento della gestione integrata dei rifiuti da parte della stessa Autorità d’ambito, da effettuarsi entro nove mesi dall’entrata in vigore della presente legge, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 204, commi 1 e 2, del decreto legislativo 152/06.

3. Le società d’ambito ed i consorzi d’ambito esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che gestiscono impianti a servizio della raccolta, possono continuarne la gestione quali società di scopo dell’Autorità d’ambito

4. Le società d’ambito ed i consorzi d’ambito esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che hanno affidato il servizio di gestione integrata dei rifiuti, sono poste in liquidazione ed il controllo dei contratti in essere con i soggetti affidatari viene acquisito dalla relativa Autorità d’ambito. Gli oneri conseguenti all’attività dei liquidatori sono posti a carico dell’ente interessato.

5. Nel caso in cui, per effetto dell’accorpamento dei pregressi Ambiti Territoriali Ottimali sub provinciali nell’Ambito Territoriale Ottimale provinciale di cui all’articolo 5, il servizio di gestione integrata dei rifiuti si svolga per una parte del territorio mediante affidamento esterno a soggetti imprenditoriali e per la rimanente parte mediante gestione diretta, la durata della gestione diretta non può eccedere la durata dell’appalto esterno. Resta ferma la facoltà dell’Autorità d’ambito di avviare, anche prima di tale scadenza, le procedure per l’affidamento all’esterno del servizio già gestito in forma diretta, la cui scadenza coincide con quella dell’appalto esterno già esistente.

6. Nel caso in cui, per effetto dell’accorpamento degli Ambiti Territoriali Ottimali subprovinciali pregressi nell’Ambito Territoriale Ottimale provinciale di cui all’articolo 5, il servizio di gestione integrata dei rifiuti si svolga mediante affidamento esterno a soggetti imprenditoriali diversi, la durata dei contratti è uniformata a quello che abbia scadenza più remota, sempre che il soggetto titolare del contratto la cui durata venga prolungata accordi, a parità di condizioni, una riduzione

dell’ originario corrispettivo non inferiore al 5 per cento, se la prosecuzione è disposta per non oltre tre anni, e non inferiore all’8 per cento se la prosecuzione è disposta per un periodo di tempo maggiore.

7. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità definisce la dotazione organica provvisoria che viene applicata dalle Autorità d’ambito al momento della loro costituzione.

8. Sulla base dei criteri concertati fra l’Amministrazione regionale e le organizzazioni sindacali, i commissari straordinari provvedono alla individuazione del personale da trasferire alle Autorità d’ambito, nell’osservanza delle procedure di informazione e di consultazione con le rappresentanze sindacali dei lavoratori dipendenti. I dipendenti da trasferire sono individuati fra quelli in servizio presso le società o presso i consorzi d’ambito esistenti alla data di approvazione della presente legge, mantenendo il trattamento giuridico ed economico applicato a tale data e per mansioni coerenti al profilo di inquadramento, con espresso divieto di adibizione a mansioni superiori. Il trasferimento ha luogo a condizione che l’originario rapporto di lavoro dipendente o le progressioni di carriera siano state realizzati nel rispetto della normativa di riferimento o in forza di pronuncia giurisdizionale che abbia acquisito efficacia di cosa giudicata.

9. Fermo restando il trattamento giuridico ed economico, nonché il rapporto di dipendenza dalle Autorità d’ambito, il personale, già inquadrato nei consorzi e nelle società d’ambito in profili operativi destinati ai servizi di gestione dei rifiuti, è utilizzato dai soggetti affidatari dell’appalto di cui all’articolo 15 per lo svolgimento del servizio integrato di gestione dei rifiuti. L’appaltatore assume la responsabilità gestionale, operativa e disciplinare del personale utilizzato anche per quanto concerne l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, nonché per l’erogazione delle retribuzioni.

10. Fermo restando il trattamento giuridico ed economico, nonché il rapporto di dipendenza dalle autorità d’ambito, il personale eventualmente in esubero rispetto ai limiti massimi determinati dagli standard concertati dalla Regione e le organizzazioni sindacali è utilizzato per servizi aggiuntivi che gli enti locali assicurano a proprio carico, quali ad esempio:

a) servizi di scerbamento;

b) servizi di sterramento;

c) servizi di consulenza in materia ambientale;

d) servizi di manutenzione;

e) servizi di custodia;

f) servizi di pulizia di edifici pubblici.

11. Le norme amministrative e tecniche che disciplinano la gestione integrata dei rifiuti alla data di entrata in vigore della presente legge conservano validità sino all’adozione dei corrispondenti atti adottati in attuazione della presente legge.

12. Fino all’effettivo esercizio delle funzioni conferite dalla presente legge, e comunque fino al definitivo avvio del servizio di gestione integrata dei rifiuti con le modalità previste dalla presente legge, i soggetti già deputati alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti, o comunque nella stessa coinvolti, continuano a svolgere le competenze loro attualmente attribuite».

All’articolo 18:

Subemendamento 18.36.17.1.2 all’emendamento 18.36.17.1:

Al comma 1, dopo le parole “quantificazione della massa attiva” aggiungere le parole “e passiva degli stessi consorzi e società d’ambito accertate alla data del 31 dicembre 2009”.

Subemendamento 18.36.17.1. all’emendamento 18.36.17:

Il comma 1 è così sostituito:

“1. Alla data di entrata in vigore della presente legge, i consorzi e le società d’ambito costituiti ai sensi dell’articolo 201 del decreto legislativo n. 152/2006 sono posti in liquidazione. Agli stessi, ove venga adottata ordinanza del Presidente della Regione ai sensi dell’art. 191 del D. Lgs. n. 152/2006, sono preposti commissari liquidatori nominati dall’Assessore regionale per l’Energia ed i servizi di pubblica utilità fra dirigenti dell’Assessorato stesso o dell’Assessorato per l’Economia, che interviene in via sostitutiva nel caso i cui i Comuni soci non provvedano al riguardo entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. I liquidatori o i soggetti in atto preposti all’amministrazione, per le finalità di cui all’art. 61 della l.r. 6/2009, provvedono alla quantificazione della massa attiva e all’accertamento delle percentuali di copertura dei costi di gestione del servizio delle precedenti Autorità d’ambito, sostenute dagli Enti locali, ai sensi dell’art. 21, comma 17 della l.r. n. 19/2005 e delle quote che gli utenti hanno versato come TIA o TARSU. Il compenso previsto per i commissari liquidatori non può essere superiore a quello previsto per i commissari nominati ai sensi dell’art. 24 della l.r. n. 44/1991 ed è a carico degli enti interessati.”.

Subemendamento 18.36.17.2 all’emendamento 18.36.17:

Al comma 6 sostituire la cifra “80%” con “90%”.

Subemendamento 18.36.17.7 all’emendamento 18.36.17:

Aggiungere il seguente comma:

“5 bis. Nel caso in cui per effetto della modifica degli Ambiti territoriali ottimali e della costituzione delle SRR, il servizio di gestione integrata dei rifiuti si svolga mediante affidamento esterno a soggetti imprenditoriali diversi, il subentro del gestore individuato ai sensi del precedente articolo 15 ha luogo alla scadenza dei singoli contratti la cui durata può essere prolungata solo nei casi consentiti dal D. Lgs n. 163/2006 e successive modifiche e integrazioni”

Subemendamento 18.36.17.6 all’emendamento 18.36.17:

Al comma 6 dopo le parole “l’assunzione ha luogo” inserire le parole “in ogni SRR”; dopo le parole “i rimanenti dipendenti sono inquadrati assicurando che” sostituire le parole “a livello complessivo” con le parole “in ogni singola SRR”.

Subemendamento 18.36.17.8 all’emendamento 18.36.17:

Al comma 6, ultimo periodo, dopo la parola “l’assunzione” aggiungere le parole “e/o gli inquadramenti hanno”.

Subemendamento 18.36.17.3 all’emendamento 18.36.17:

Alla fine del comma 6 dopo le parole “cosa giudicata” aggiungere le parole “o a seguito di conciliazione giudiziale o extragiudiziale purché sottoscritto entro il 31 dicembre 2009”.

Subemendamento 18.36.17.5 all’emendamento 18.36.17:

Dopo il comma 7 aggiungere il seguente comma:

“7 ter. Fermo restando l’obbligo del ricorso alle procedure di evidenza pubblica dell’art. 45 della l.r. n. 2/2007, le società consortili non possono procedere per un triennio, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad alcuna assunzione”.

Subemendamento 18.36.12 all’emendamento 18.36.17:

Dopo il comma 12 aggiungere il seguente comma: “13. Il personale in servizio presso i comuni, presente nelle dotazioni organiche, transitato negli ATO nella fase di prima applicazione della presente legge, può a richiesta tornare ai comuni di appartenenza”.

Emendamento 18.36.17:

L’articolo 18 è sostituito dal seguente:

“Art. 18 Norme finali e transitorie

1. Alla data di entrata in vigore della presente legge, i consorzi e le società d’ambito costituiti ai sensi dell’articolo 201 del decreto legislativo n. 152/2006 sono posti in liquidazione, ed agli stessi sono preposti commissari liquidatori nominati dall’Assessore regionale per l’Energia ed i servizi di pubblica utilità fra dirigenti dell’Assessorato stesso o dell’Assessorato per l’Economia, ove a ciò non provvedano entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i Comuni soci. I commissari, per le finalità di cui all’art. 61 della legge regionale n. 6/2009, provvedono alla quantificazione della massa attiva e all’accertamento delle percentuali di copertura dei costi di gestione del servizio delle precedenti Autorità d’ambito, sostenute dagli Enti locali, ai sensi dell’art. 21, comma 17 della legge regionale n. 19/2005 e delle quote che gli utenti hanno versato come TIA o TARSU. Il compenso previsto per i commissari liquidatori non può essere superiore a quello previsto per i commissari nominati ai sensi dell’art. 24 della legge regionale n. 44/1991 ed è a carico degli enti interessati.

2. Fatta salva la speciale disciplina di cui ai successivi commi, alla data di costituzione dei SRR i rapporti giuridici dei consorzi e delle società d’ambito in corso confluiscono in un’apposita gestione liquidatoria, che può essere articolata in sottogestioni costituite per materia o per territorio.

3. In ragione dell’estinzione delle società e dei consorzi d’ambito il regime transitorio per le diverse tipologie di affidamento in essere, è disciplinato in conformità con quanto previsto dal comma 8 dell’at. 23 bis del D.L. n. 112/2008, come modificato dall’art. 15 del D.L. n. 135/2009, e dall’art. 2, comma 38, della legge 244/2007.

4. Nel caso in cui, per effetto della modifica degli Ambiti territoriali ottimali e della costituzione delle SRR, il servizio di gestione integrata dei rifiuti si svolga per una parte del territorio mediante affidamento esterno a soggetti imprenditoriali e per la rimanente parte mediante gestione diretta, la durata di quest’ultima non può eccedere la durata dell’appalto esterno. Resta ferma la facoltà della SSR di affidare, anche prima di tale scadenza, la gestione del servizio all’appaltatore individuato ai sensi del precedente art. 15.

5. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Assessorato per l’energia ed i Servizi di pubblica utilità, con la partecipazione delle organizzazioni associative dei comuni e delle province individua il personale addetto fra quello già in servizio presso le società o i consorzi d’ambito e proveniente dai comuni, dalle province o dalla regione.

6. Sulla base dei criteri concertati fra l’Amministrazione regionale, le Associazioni di rappresentanza degli Enti locali e le organizzazioni sindacali, le SRR integrano le previsioni di cui al precedente comma 7 individuando il rimanente personale fra i dipendenti già in servizio al 31 dicembre 2009:

– presso le società d’ambito;

– presso i consorzi d’ambito;

– presso le società utilizzate per la gestione del servizio ed al cui capitale sociale partecipino gli enti locali o le società o dai consorzi d’ambito per una percentuale non inferiore all’80%.

Per i dipendenti già inquadrati nei profili operativi destinati al servizio di gestione integrata dei rifiuti, l’assunzione ha luogo, previa risoluzione del precedente rapporto di lavoro, a parità di condizioni giuridiche ed economiche, applicata a tale data e per mansioni coerenti al profilo di inquadramento, con espresso divieto di adibizione a mansioni superiori. I rimanenti dipendenti sono inquadrati assicurando che, a livello complessivo, il rapporto fra profili operativi destinati al servizio di gestione integrata dei rifiuti e rimanenti profili professionali non sia inferiore al 80%.

L’assunzione ha luogo a condizione che l’originario rapporto di lavoro dipendente o le progressioni di carriera siano stati costituiti o realizzate nel rispetto della normativa di riferimento, ed in particolare, dell’art. 45 della legge regionale n. 2/2007 e dell’art. 61 della legge regionale n. 6/2009, o in forza di pronuncia giurisdizionale che abbia acquisito efficacia di cosa giudicata.

7. Il personale di cui ai commi 5 e 6 del presente articolo è assunto all’esito delle procedure volte a garantire il definitivo avvio del servizio di gestione, affidato con le modalità di cui al precedente art. 15. Tale personale è utilizzato dai soggetti affidatari dell’appalto che ne assumono la responsabilità gestionale, operativa e disciplinare, anche per quanto concerne l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, nonché per l’erogazione delle retribuzioni.

8. In deroga alle previsioni delle dotazioni organiche degli enti locali, nel rispetto dei limiti derivanti dal patto di stabilità, il personale delle società consortili può altresì essere utilizzato per servizi aggiuntivi svolti direttamente dagli Enti locali.

9. Le norme amministrative e tecniche che disciplinano la gestione integrata dei rifiuti alla data di entrata in vigore della presente legge conservano validità sino all’adozione dei corrispondenti atti adottati in attuazione della presente legge.

10. Fino all’effettivo esercizio delle funzioni conferite dalla presente legge, e comunque fino al definitivo avvio del servizio di gestione integrata dei rifiuti con le modalità previste dalla presente legge ovvero fino alla soppressione delle autorità d’ambito, i soggetti già deputati alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti, o comunque nella stessa coinvolti, continuano a svolgere le competenze loro attualmente attribuite. Tale gestione non può eccedere la durata di un anno, decorrente dalla data di entrata in vigore della presente legge.”

Pongo in votazione l’articolo 20.

Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

(E’ approvato)

 

LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che noi come Parlamento e come Governo dobbiamo essere responsabili. Mi era stata assicurata, da parte dell’Assessore, la norma che affrontava il problema dell’emergenza rifiuti.

Non so se è stato presentato o meno l’emendamento da parte del Governo ma mi era stato assicurato che veniva presentato un emendamento che affrontava anche il problema dell’emergenza di questi giorni.

Credo che questa legge, senza la norma dell’emergenza, non ha nessun significato perché diventa una norma manifesto. E allora, Assessore, delle due l’una: o lei quando ha detto che presentava la norma dell’emergenza… scusatemi, c’era una norma scritta che non aveva bisogno di copertura finanziaria; in questo momento noi andiamo a presentare una norma che è da venire perché l’applicazione può avvenire fra un anno, ma nel periodo che resta da oggi, laddove c’è la spazzatura per strada, laddove ci sono problemi igienico-sanitario, laddove c’è una emergenza che incalza, non vediamo come possiamo risolvere questo problema.

Pertanto, ancora una volta, rivolgo un appello al Governo, al Presidente dell’Assemblea perché si risolva questo problema che è vitale.

PRESIDENTE. Assessore Russo risponde lei o rispondo io?

RUSSO, Assessore per l’energia e i servizi di pubblica utilità. Signor Presidente onorevoli deputati, è la seconda volta in una sera – e devo dire che non mi era mai capitato in 48 anni – di sentire cose sgradevoli sul piano personale, ampiamente compensate dal vostro affetto. Onorevole Laccoto, dire che questa è una legge manifesto – non guardi me guardi l’Aula che la circonda, del mio lavoro abbia solo pietà, non rispetto – per quanto riguarda la questione della norma ‘salva emergenze’ devo dirle che è quanto meno esigenza anche mia che propongo le ordinanze di emergenza-urgenza, avere una norma di copertura come certamente intuirà e tuttavia il Presidente dell’Assemblea mi ha correttamente evidenziato che norme che, comunque, comportano spesa, seppure a bilancio invariato, richiedono due cose: 1) che il bilancio invariato ci sia e non c’è; 2) che siano apprezzate dalla Commissione Bilancio.

La norma è scritta ed è a disposizione di tutti i deputati.

La resa alla povertà degli amministratori di Isola delle Femmine

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La Kupola della politica a Isola delle Femmine

La Kupola della politica a Isola delle Femmine

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, la campagna elettorale che l’ha vista “vittorioso” ancora una volta da “Sindaco” (non parliamo da “Assessore” carica ricoperta sin da quando aveva i calzoni corti), dicevamo la campagna elettorale dovrebbe esser finita, ahimè come gli esami di Eduardo De Filippo sembra non aver fine, anzi!

Quotidianamente ormai, i Cittadini di Isola delle Femmine devono sopportare il Vostro spettacolo nel fare a gara a chi la dice più lunga, a chi la spara più grossa ed in maniera veramente indecorosa sembra avere la meglio chi urla più forte. La sua Signor “Sindaco” unita a quella del geologo “Cutino” dr. Marcello e ai “Salvatori di Paese” sta’ diventando una vera e propria dissenteria verbale, una MANIA la Vostra che presta poca attenzione se quello che dite, sia o meno rispettoso nei confronti di chiunque osi mettere in discussione i VOSTRI AFFARI. Il Vostro sport preferito (a parte lo jogging mattutino praticato tra l’immondizia del paese dei suoi “Assessori”) trova la sua massima espressione nella demonizzazione di chi la pensa diversamente da Voi. Così facendo,

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi vado sempre più convincendo che Lei crede di parlare a Cittadini elettori smemorati che hanno dimenticato le Sue: PROMESSE dimostratesi Fasulle, i Suoi IMPEGNI dimostratosi INGANNEVOLI, i Suoi PROGETTI “ISOLA” dimostratosi progetti per Voi per i Vostri Parenti e per le vostre FAMIGGHIE.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei con la Sua Company avete giocato in modo veramente sporco sui BISOGNI dei Cittadini li avete imbrogliati, avete raschiato il fondo del barile delle Casse Comunali, avete affossato l’intera economia locale aggravando così la crisi in cui versa la nostra Comunità di Isola.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine (seppur momentaneamente silenziosi) sono stanchi di vivere in un paese dominato da un sistema cupola affarisitico che, una volta conquistato il potere, vive solo di rendita e lascia il paese sempre nelle stesse condizioni. Un sistema cupola all’interno del quale tutto si muove per amicizie, compiacimenti, favoritismi, clientelismo e nepotismo. Un sistema promosso favorito e sostenuto da gruppi di famigghia.

Signor “Sindaco Portobello ai Cittadini di Isola è ormai chiaro anzi “trasparente” come dice il suo consigliere signor Peloso, della netta sensazione (non solo) che state dando: il Vostro primo vero obiettivo è che in questo paese nulla deve cambiare e chi prova a contrastarVi : chi prova a farlo viene denunciato, querelato, viene emarginato, messo alla gogna, denigrato, perseguitato (quando va bene).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine sentono una gran voglia di cambiare ( ricorda le scorse elezioni? Sino a febbraio nessuno avrebbe scommesso un quarto di lira su una Sua vittoria) e per questo non riescono più a sopportare Lei e la Sua company. Mi creda Signor “Sindaco” tra questi Cittadini vi sono anche quelli che hanno votato Lei e le sue false promesse.

I Cittadini onesti ed operosi di Isola delle Femmine di fronte a questo squallore in cui versa la l’amministrazione da Lei rappresentata: Pretendono moralità, trasparenza negli atti amministrativi. Pretendono capacità e senso della responsabilità per il ruolo ricoperto.

Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine pretendono che Lei e la Sua company, con atti concreti respingiate le accuse che hanno visto gruppi ben individuati di rappresentati dei POTERI FORTI (un modo diverso di dire MAFIA) AVERVI FAVORITO nella vittoria elettorale delle amministrative scorse.

Attendo da Lei Signor “Sindaco” un segnale concreto volto ad impedire a gruppi di potere economico ( a noi noti) di incidere pesantemente sulle scelte politiche-amministrative. Per salvaguardare il nostro territorio dalle aggressioni urbanistiche, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: Lei si renda garante nell’ operare una seria ed efficace azione di controllo e monitoraggio sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sulla legittimità degli atti prodotti. La pianificazione del territorio deve essere davvero utile ai Cittadini tutti di Isola delle Femmine e non solo ai SOLITI IGNOTI(o lobby elettorali o affaristi o mafiosi decida Lei).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Lei concorderà certamente con me nel credere essere: diritto-dovere per chiunque qualora sussistano motivi tali da offendere chiaramente (a causa della condotta di chi è stato eletto sindaco o consigliere) l’onore, l’intelligenza e la dignità dei cittadini e delle cittadine, causando loro, direttamente o indirettamente, grave “vuoto” morale, etico, culturale, sociale ed economico: battersi per spazzare via il sistema cupola affaristico che amministra solo se stesso e mette in liquidazione il futuro di un’intera popolazione.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione con atti e progetti concreti che tendano a migliorare la qualità della vita dei Cittadini di Isola delle Femmine e nel contempo capaci di offrire una possibilità di crescita economica e sociale della nostra Comunità.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione, smentendo ciò che Lei da solo e senza che nessuno Le abbia chiesto nulla, ha affermato in un consenso del Consiglio Comunale : “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa….”. Si renderà conto da solo Signor “Sindaco” Lei ha affermato: che le elezioni amministrative scorse sono state falsate e quindi Noi cittadini TUTTI ne abbiamo avuto un danno. Per seguirLa nel Suo discorso dovremmo dire che la Sua elezione è stata “manipolata”? oppure potremmo dire “guidata”? Se si, da chi? A Lei la risposta. Però non faccia come sempre orecchie da mercante che non risponde. Guardi che attendo, anzi con i Cittadini di Isola (non stupidi) attendiamo una Sua risposta.

Rendiamo il paese più ospitale, più colorato, più pulito e libero dall’immondizia che ormai ricopre tutti i marciapiedi di Isola, attraverso la promozione e l’incentivazione della Raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso creando una filiera dell’intero ciclo di vita dei rifiuti. (cooperative, consorzi e tutti gli strumenti che la nuova riforma gestione dei rifiuti prevede). Avere l’intelligenza di vedere nei rifiuti un’occasione di sviluppo economico e di difesa della salute dei cittadini.

Liberiamo l’intero litorale di Isola delle Femmine dai tanti “suk” che annualmente si creano sulle nostre spiagge rendendo poco gradevole e per niente vivibile questo nostro lungo, meraviglioso ed “invidiabile” litorale marino.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: tornare al buon governo della cosa pubblica, alla difesa degli interessi dell’intera comunità di Isola, ad offrire una visione al paese per fare uscire Isola delle Femmine dalla notte profonda in cui i saputelli, parolai, ambientalisti a convenienza, salvatori di paese, perfetti sconosciuti dell’ultima ora …. l’hanno impantanata per uso e consumo personale.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Se proprio non Le riesce a sganciarsi da questi lacci e lacciuoli in cui l’hanno costretta, non le resta che un’unica possibilità spegnere la luce e rassegnare le Sue dimissioni naturalmente porti con sé anche la Sua company e alla “cupola degli affari” ci pensa la coscienza civile e democratica dell’intera cittadinanza di Isola delle Femmine.

Pino Ciampolillo

Mafia Isola delle Femmine?

Promemoria per il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino (ambientalista a cunvinienza )

DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 articolo 78 comma 2

2. Gli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o AFFINI sino al QUARTO GRADO. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.
Art. 78 Affinità
L’affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge.
Nella linea e nel grado in cui taluno è parente d’uno dei due coniugi, egli è affine dell’altro coniuge.
L’affinità non cessa per la morte, anche senza prole, del coniuge da cui deriva, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati (434). Cessa se il matrimonio è dichiarato nullo, salvi gli effetti di cui all’art. 87, n. 4.

Sono affini di primo grado il suocero, genero e nuora. Sorella e fratello della moglie sono affini di secondo grado. La zia o lo ZIO della MOGLIE sono affini di TERZO GRADO. Il cugino della moglie o del marito è affine di quarto grado ed è quindi escluso dai benefici lavorativi.

(e come dice il Signor Presidente del Consiglio non ne parliamo più)
*Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985
*Relazione che la Commissione parlamentare Antimafia approva seduta 6 dicembre 2000
*Copacabana Di Trapani Isola delle Femmine ………….
*GESTIONE beni confiscati legge 109 7 marzo 96 *PORTOBELLO CUTINO PALazzotto E IL GRUPPO Progetto destinano il bene confiscato
*Caserma dei Carabinieri Isola delle Femmine Opere Triennali
*Sequestro beni mafiosi a Isola delle FemmineMaxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori

*ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine

*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?

Immobile sito in Isola delle Femmine Via Passaggio del Coniglio s.n.c. catasto al foglio part 632 (fonte)

I politici cambiano spesso, ma i dirigenti degli uffici tecnici restano e Cosa Nostra li utilizza per suoi interessi. Rimuovere SINDACI e CONSIGLIERI comunali in odore di mafia. Bisogna intervenire anche sugli apparati burocratici compromessi , commissariandoli e se necessario licenziare i responsabili. Accertate infiltrazioni mafiose nelle pubbliche amministrazioni oltre a tagliare sindaci e consigli comunali, intervenire anche sui burocrati dirigenti, avviando procedimenti che portino al licenziamento immediato, senza attendere la condanna.Queste le proposte avanzate dalla Commissione antimafia. SANATORIE LOTTIZZAZIONI VARIANTI PIANI VOLUMETRICI IL COMUNE IN MANO AI BOSS. Ancora una volta si scopre che, come nella maggior parte dei casi, i dipendenti tratti in arresto operavano nel settore dei lavori pubblici e dell’urbanistica.

I R.O.S. a Isola delle Femmine

Legge 109/96 Disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati.
Art. 2-decies. – 1. La destinazione dei beni immobili e dei beni aziendali confiscati e’ effettuata con provvedimento del direttore centrale del demanio del Ministero delle finanze, su proposta non vincolante del dirigente del competente ufficio del territorio,sulla base della stima del valore dei beni effettuata dal medesimo ufficio, acquisiti i pareri del prefetto e del sindaco del comune interessato e sentito l’amministratore di cui all’articolo2-sexies Fonte legislativa
 
 
Promemoria per il “Sindaco” Prof Portobello il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino il V.P. C.C. geom Dionisi:
*Maxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori
*ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine
*Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare
*Licenza Edilizia Riso Rosaria 26 Novembre 09 Dionisi Vincenzo
*Licenze Edilizie Crivello Crivello Costanzo Sorelle Pomiero Progettista geom Impastato Giovanni Amministratore
*P.R.G. e Comparto 1 di Isola delle Femmine
*P.R.G. Isola delle Femmine e i compromessi
*P.r.g. Isola delle Femmine
*Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico
*ELAUTO variante in corso d’opera
*Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*Solemar Consorzio Turistico Siciliano
*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?
*LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI
*Hotel Saracen Isola Ufficio Tecnico Comunale e………..
*in questi ultimi mesi sento parlare con sempre piu’ insistenza che …
*Isola delle Femmine l’isola felice del Sindaco Portobello
*prg fasone calliope raddoppio ferroviario la paloma riepilogo …
*Ordinanza Sindacale affidamento Raccolta Rifiuti ditta AL.TA. s.r.l.
*Mafia e Dintorni
*Circolare scioglimenti Consigli Comunali LEGGE 15 luglio 2009, n. 94

*Disposizioni Pubblica Sicurezza

E’ giusto far sapere ai cittadini di Isola delle Femmine che, grazie al comportamento ostativo del Presidente del C.C., i Consiglieri non hanno mai potuto vedere lo schema di massima del P.R.G. e l’esito degli emendamenti presentati, mentre al Presidente del C.C. venivano rilasciate dal Sindaco e dal Capo dell’Ufficio Tecnico i seguenti atti più o meno illegittimi :
§ autorizzazione edilizia in sanatoria per una piscina abusiva;
§ concessione edilizia (al padre) per completamento di un fabbricato abusivo nei 150 metri dalla battigia (nel rilievo aerofotogrammetrico del 1977 il fabbricato non esiste);
§ concessione edilizia per la costruzione di un villino bifamiliare in “lotto intercluso” ove già aveva realizzato una villa unifamiliare e piscina con un’altra concessione edilizia.
CONSIDERAZIONE FINALE : ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA E DELLE SFINGE DI SAN GIUSEPPE.
MORALE DELLA FAVOLA : ANCORA ISOLA DELLE FEMMINE E’ SENZA UN P.R.G. E LA STORIA CONTINUA

 

Per saperne di più:
vai al link leggi:

FIRMATO IL PROTOCOLLO d’intesa sul contrasto alla mafia a Isola delle Femmine

Le vittime Innocenti di TUTTE le mafie
LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?
LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?
La Lega Nord con un emendamento approva la soppressione degli ATO
Paese Notizie

 
Gli si deve riconoscere il merito all’attuale V.P. Consiglio Comunale geom Dionisi Vincenzo nell’essersi per primo fatto promotore di una battaglia contro le infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione di Isola delle Femmine. E’ forte in noi la determinazione dell’impegno nella lotta contro ogni tipo di ingerenza affaristico-mafioso nella gestione della Cosa Pubblica, contro la spregiudicatezza nella gestione ed aggressione perpetrata ai danni di un territorio ormai devastato. Contro il mercimonio della libera espressione del voto.
 
Noi abbiamo provato a descriverla così:
 
Pubblicato da Comitato Cittadino Isola Pulita a 10.05 3 commenti

Sono incazzato nero

 

Isola delle Femmine “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più” IL NOSTRO VAFFA-DAY Ho ritrovato tra le mie carte questi pensieri scritti tanti e tanti anni fa, sono stato tentato di rivederli. Ho fatto una riflessione: Non vi è alcun bisogno di cambiare lo scritto visto che i personaggi dei miei pensieri sono sempre i medesimi, se non loro direttamente i loro figli o nipoti. I loro comportamenti non sono cambiati, continuano a non pianificare a non programmare a non prospettare a non rispettare la cosa pubblica a non interloquire con i cittadini. Continuano invece ad aggredire il nostro territorio: A Isola delle Femmine non abbiamo più un fazzoletto di terra dove rinfrancarci dalle esalazioni della Italcementi oppure quietare le nostre orecchie dai continui rumori della Italcementi. Non abbiamo più un fazzoletto di terra ad Isola delle Femmine, ove poter portare i nostri bambini a giocare e respirare aria pulita. Non vi è alcun bisogno di cambiare lo scritto almeno sino a quando non riusciamo a prenderci i nostri spazi di libertà e ad urlargli tutti i nostri VAFFA. Non vi è alcun bisogno di cambiare lo scritto almeno sino a quando non li avremo mandati tutti a casa e senza alcuna possibilità di replica. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che hanno autorizzato dei programmi costruttivi a ridosso di aziende considerati per legge insalubri, mettendo così a repentaglio la salute dei CITTADINI. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che hanno concesso alla Italcementi il permesso di costruire un deposito di “carbonile”. risultato poi essere un deposito di PET-COKE, così come documentato dai sopralluoghi dell’ARPA oltre che dai carabinieri e dalla magistratura, intervenute a salvaguardia della salute dei CITTADINI. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che hanno concesso permessi costruttivi in aree a destinazione di pubblica utilità.Cosi come risulta dalle cartine del P.R.G. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che omettendo la loro azione di controllo del territorio hanno di fatto permesso azioni di abusivismo edilizio. Come risulta dagli atti dell’Ufficio Tecnico Comunale. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che continuano a dire “Io non c’ero e se c’ero dormivo” “Io non lo conosco” “Io sono nuovo” “Non è mia la responsabilità ma del tecnico, IO sono il politico e non posso intervenire sul tecnico” e via dicendo………… Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che continuano ad ignorare: ” le amministrazioni rendono noti,mediante inserimento nelle proprie banche dati accessibili al pubblico per via telematica, gli elenchi dei propri consulenti indicando l’oggetto, la durata ed il compenso dell’incaricato” Tutto ciò in attuazione del principio di trasparenza, l’art.53, comma 14, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, così come integrato dal decreto legge 4 luglio 2006,n. 223,convertito in legge 4 agosto 2066 n. 248. Ha ancora senso che Voi diciate: “Così si entra nella privacy….io non ricordavo nemmeno più….chi gli ha passato quelle carte……” (veramente DEMENZIALE. DIMETTITI che non reggi il passo. Un Consiglio: entra in FEELING ovvero entra nel merito o meglio in argomento!) “Io non c’ero e se c’ero dormivo” “Io non lo conosco” “Io sono nuovo” “Non è mia la responsabilità ma del tecnico, IO sono il politico e non posso intervenire sul tecnico” e via dicendo………… Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che per le loro cariche istituzionali, non hanno mai presentato una denuncia del loro stato patrimoniale , eludendo così leggi regolamenti e normative FISCALI VIGENTI anche per LORO. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che mentono sapendo di mentire allo scopo di non assumersi le proprie responsabilità oltre che a difendere il PROPRIO INTERESSE PERSONALE di FAMIGLIA O DI CASTA. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che non hanno dato pratica attuazione della delibera del consiglio comunale: PASSAGGIO A 36 ORE PER TUTTI I DIPENDENTI. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che anche il momento tragico quale un lutto lo trasformano in un’occasione di contrattazione e di scambio di raccomandazioni e favori. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che gestiscono “politicamente” i ruoli dei costi di costruzione, oneri di urbanizzazione tributi e tasse varie. E’ ormai diventata famosa la battuta, dell’impiegato responsabile della comunicazione con i contribuenti: “Totò a che lettera sei arrivato?” “questa lettera saltala che c’è………, per favore anche questa saltala che c’è…scusa salta anche questa lettera” l’impiegato Totò come al solito ironico dice al suo interlocutore “per fare più in fretta mi dici tutte le lettere da saltare?” (tratto dal film Totò con Aldo Fabrizi) Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che non utilizzando le risorse professionali di cui è dotata la pubblica amministrazione preferisce affidare incarichi di consulenze. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che utilizzano le pubbliche risorse economiche per crearsi la corte dei Consulenti. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che per diventare amministratori diventano disoccupati cedendo le loro attività. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che hanno dominato e continuano a dominare le coscienze di NOI ISOLANI. Mandare a casa tutti questi signori che hanno umiliato qualsiasi tentativo di CRITICA. Mandare a casa tutti questi signori che ci vogliono indurre al silenzio. NOI, non volendoci autocostringerci ad essere OMERTOSI URLIAMO il NOSTRO VAFFA e nel frattempo raccogliamo oltre TRECENTOMILA FIRME in poche ore. PER LA NOSTRA SALUTE PER LA NOSTRA FELICITA’ PER IL NOSTRO BENESSERE PER LA NOSTRA ECONOMIA PER IL NOSTRO SVILUPPO PER LA NOSTRA INTELLIGENZA URGE MANDARE A CASA TUTTI QUEI SIGNORI CHE: GUARDANO IL DITO CHE INDICA LA LUNA Comitato Cittadino Isola Pulita Per il Signor Sindaco Professore Portobello in quanto giorno 8 settembre era in AMERICA LA RINASCITA DI ISOLA DELLE FEMMINE: E’ SUCCESSO! Era uno dei soliti giorni in cui i pensieri affollavano la mia mente. Il cielo era grigio. Nonostante avessi dormito a sufficienza mi alzai già stanco, sapevo che sarebbe stata una delle solite giornate in cui mi sarei lasciato vivere! Se da una parte non me ne facevo un cruccio, dall’altra osservare la moltitudine dei pensieri che vagavano nella mia mente non mi faceva vivere bene il “fare niente”. Assorto nei miei pensieri, passeggiavo per le strade di isola, i miei ricordi andavano ai grandi progetti di quando frequentavo l’università: Cio che sarei stato! Sarei diventato una persona importante! Avrei conosciuto tante persone di culture diverse, perche’ il nostro paese mi dicevano ha una forte vocazione turistica! INSOMMA, avrei avuto un futuro. Oggi non so, in termini temporali quando questo futuro verrà. Ciò che di certo ho conseguito è la mia brillante laurea. Ricordo ancora le parole di mio padre e mia madre: “stai facendo un investimento sul tuo futuro, i sacrifici economici, le difficoltà che trovi nell’organizzazione dell’università, il problema dei trasporti per raggiungere Palermo per una qualsiasi necessità oltre che per frequentare l’università, l’umiliazione di dipendere economicamente dalla famiglia. tutto ciò ti sarà un giorno ripagato dalla società”. Sono in via Falcone, quando sono riportato alla realtà dall’abbaiare dei cani randagi (sono trascorsi parecchi anni da quando abbiamo fatto una protesta perché il gran numero di cani randagi che avevano invaso il paese, ci avevano portato le zecche). Nel cercare di evitare di essere aggredito dai cani mi rendo conto dello stato di degrado che mi circonda, per un attimo ho pensato ad una sorta di discarica pubblica. non essendo questo posto un’eccezione devo decidermi a fotografare i tanti posti simili che si trovano ad Isola. per l’ennesima volta mi dico bisognerebbe agire, fare qualcosa, ma sono solo io che ho questa coscienza, nessuno capirebbe. Sono sul lungomare e come facevo da bimbo cerco di individuare il punto in il cielo si congiunge con il mare, sono distratto dall’urlo di un ragazzo che è caduto dalla moto a causa di una buca del manto stradale, purtroppo il manto stradale delle vie di Isola sono piene di buche, nel volgere l’attenzione a ciò che era avvenuto mi rendo conto dello stato di desolazione ed abbandono di tutta la costa. Ricordo i tanti sogni che facevamo da ragazzi, su noi che avremmo valorizzato questa gran risorsa, come avremmo potuto rendere questo posto il nostro posto, come avremmo potuto renderlo ospitale con i tanti turisti in cerca di queste isole felici, sognavamo le opportunità di lavoro che avremmo potuto crearci. Ma dove sono quei ragazzi con cui sognavo tutto questo? Molto spesso sono preso da questi stati d’animo che io definisco “solitudine sociale”, uno stato d’impotenza, il non avere dei punti di riferimento con cui discutere ed affrontare le tante problematiche che affliggono e mettono in uno stato di umiliazione l’intera comunità di Isola. Il palazzo luogo deputato a gestire e risolvere le tante questioni sembra essere molto lontano da noi. affronto spesso con mio padre di questi argomenti, di come vivere meglio il nostro paese. Lui mi dice: “in passato in assenza di leggi i cittadini tentavano, magari attraverso le conoscenze, di affrontare individualmente ciò che più gli stava a cuore e ciò che otteneva, rappresentava il “favore della persona importante”. Ma dopo anni di lotte i cittadini si sono conquistati degli strumenti che permettono loro il riconoscimento alla partecipazione, alla conoscenza oltre al coinvolgimento nella gestione della cosa pubblica. Vedasi: lo statuto comunale, le leggi sulla trasparenza e sulla conoscenza di ciò che decide il palazzo….inoltre il palazzo assiste e supporta i cittadini nelle più svariate iniziative: culturali-progettuali-imprenditoriali-ricreative e a tale scopo che sono stati istituiti: lo sportello unico, l’informagiovani…. Voglio dirti ancora una cosa importante: noi abbiamo ancora l’idea che il comune sia un’ente esclusivamente assistenziale. no! Ora il comune oltre a difendere le fasce deboli della popolazione promuove anche lo sviluppo economico sociale e culturale della comunità, il tutto in un’ottica di programmazione e di pianificazione. Ora ti è chiaro che per ottenere qualcosa non vi è più bisogno di rivolgersi a quella persona (importante). Verifica pure se tutto ciò che ti ho detto corrisponde alla realtà”. Mi dico!!! Sarà vero tutto ciò, che mi dice mio padre? Ancora una volta mi dico: a chi interessa tutto ciò, sono solo io che ho di questi pensieri? Come d’improvviso il cielo grigio sparisce e si fa largo il sole, il giorno è più luminoso e come d’incanto vengo attirato da un vocio che diventa sempre più intenso, vedo un gruppo di persone che si va sempre più ingrossando, innalzare cartelli e lanciare slogan. vogliamo contare-vogliamo lavoro-vogliamo pulizia-più progetti-più turismo-più socialità-più feste….. Conosco tutti, ciò mi riempie di gioia e solo in questo momento mi sto rendendo conto, che i miei pensieri sono i pensieri degli altri, e ciò che era solo il mio pensiero sta diventando una voglia di fare, di contare e di partecipare. Per se stessi e per l’intera comunità di Isola delle femmine. Si vuole essere partecipi del bene comune, nel rispetto della nostra storia, della nostra cultura delle nostre tradizioni popolari e del nostro territorio. Sento parlare spesso, con una certa nostalgia, delle ingegnosità artigianali dei nostri nonni nel lavorare le reti, o nel costruire e riparare delle barche particolari, della lavorazione e conservazione dei prodotti del mare per non parlare delle nostre donne che si dedicavano all’arte del ricamo, il clima di socializzazione e scambio di esperienza dell’attività lavorativa trovava il suo culmine nelle varie feste in cui si coinvolgeva l’intero paese: La sagra del pesce, la vampa di san Giuseppe, il giorno di San Pietro (patrono dei pescatori)……….insomma si creavano le occasioni per la festa e per stare insieme. Pensandoci bene oggi nell’era di Internet, sarebbero delle ottime risorse economiche e turistiche da utilizzare. I miei pensieri sono come le “semenze” una tira l’altra, a proposito di turismo, mi chiedo: qual è la ricettività alberghiera e la qualità dei servizi ad Isola? Siamo consci delle nostre potenzialità e responsabilità del nostro presente. La voglia di fare e di chiedere. Oggi è successo! E’ nata una nuova coscienza che intende dare forma organizzativa a ciò che è un nostro pensiero comune. Il nostro futuro è oggi!!!!

Pino Ciampolillo

http://www.isolapulita.it

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