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LA GIUNTA PORTOBELLO SI E’ AUTODIMESSA per DISASTRO AMBIENTALE

I DIMISSIONARI RESPONSABILI DEL DISASTRO DI ISOLA DELLE FEMMINE 

LA COMMISSIONE GOVERNATIVA DI ACCESSO AGLI ATTI SI INSEDIA AL COMUNE DI
ISOLA DELLE FEMMINE 

LA COMMISSIONE GOVERNATIVA DI ACCESSO AGLI ATTI SI INSEDIA AL COMUNE DI
ISOLA DELLE FEMMINE 

LA COMMISSIONE GOVERNATIVA DI ACCESSO AGLI ATTI SI INSEDIA AL COMUNE DI

ISOLA DELLE FEMMINE
COMUNICATO STAMPA “RINASCITA
ISOLANA”
Il
Movimento Politico “Rinascita Isolana” è costretto, per l’ennesima volta, a
constatare l’assoluta incapacità dell’Amministrazione in carica al Comune di
Isola delle Femmine di gestire la cosa pubblica, e la preoccupante assenza di
senso civico – prima che di responsabilità politica – in capo ai consiglieri di
maggioranza.
Stamane
(12.09.2012) si è consumato l’ennesimo insulto alla dignità e ai diritti dei
cittadini isolani: per la terza volta consecutiva (!!!) gli esponenti del
gruppo che sostiene il Sindaco pro-tempore
Gaspare Portobello – in piena emergenza
rifiuti, dinanzi ad un Paese sommerso da montagne di immondizia, che offendono
la comunità e la ammorbano di miasmi
– hanno deliberatamente deciso di far
mancare il numero legale, impedendo la celebrazione dell’assise civica, che
avrebbe dovuto discutere delle famose S.R.R.,
le società di regolamentazione del servizio di raccolta dei rifiuti, probabili
eredi del sistema ATO.
L’Amministrazione
(in uno con la sua propaggine consiliare) ha mostrato totale disinteresse per
una questione di importanza cruciale per la vita stessa degli abitanti di Isola
delle Femmine – e del comprensorio tutto – rifiutandosi persino di discutere,
in Consiglio Comunale, del problema.
La
delicatissima fuoriuscita dell’ente locale dalla fallimentare esperienza delle
società consortili (che sinora hanno gestito il servizio per conto dei
Comuni-soci), richiedeva invece una disamina approfondita e scelte meditate da
parte di coloro i quali, pur temporaneamente, rappresentano la cittadinanza: aver rimesso al Commissario regionale ogni
valutazione, significa avere vergognosamente e pavidamente abdicato al proprio
ruolo istituzionale
.
Lo
stesso Sindaco, peraltro, già il 3 agosto 2012 aveva dato il buon esempio ai suoi consiglieri,
disertando l’assise civica chiamata a valutare l’ argomento-rifiuti, per presenziare al rilascio di un
provvedimento amministrativo in favore della discoteca più glamour del Paese: ad ognuno le sue priorità.
E’chiaro
che i descritti atteggiamenti vanno letti alla luce della situazione di impasse, determinata dall’attesa delle deliberazioni ministeriali
sulla richiesta di scioglimento dell’Amministrazione Portobello per
infiltrazioni mafiose
; pur tuttavia è inaccettabile che mentre Sindaco,
assessori e consiglieri sfogliano la margherita
delle dimissioni
, il Comune di Isola delle Femmine venga trascinato in un
vortice di degrado, dissesto finanziario, insalubrità.
E’
proprio vero, gli scranni vuoti della biblioteca comunale – ove dovrebbero
svolgersi le sedute consiliari – fotografano compiutamente l’indecorosa vacatio istituzionale, che attualmente
caratterizza il nostro Paese.
Isola delle
Femmine, lì 12 settembre 2012
Movimento
Politico Rinascita Isolana

 

 

Uno dei tanti
 PERCHE’ ALLE COSTRETTE DIMISSIONI DELLA GIUNTA DEL PROFESSORE

ABBANDONIAMO LA BARCA
   CON LA SICUREZZA DI LASCIARVI IN UN MARE DI MUNNEZZA.
I CITTADINI DEVONO
SAPERE CHE NEGLI ULTIMI 
1000 MILLE GIORNI DELLA NOSTRA AMMINISTRAZIONE BEN 673  SEICENTOSETTANTATRE   PAESE E’ STATO
LETTERALMENTE RICOPERTO IN OGNI SUO SPAZIO DI MUNNEZZA DI OGNI GENERE
DALL’AMIANTO AI RESTI DI CIBO ALLE CASSETTE DI FRUTTA AVARIATA RIFIUTI DEL
LABORATORIO DI ANALISI  SCATOLETTE ALIMENTARI SCADUTE
   MATERIALE DI RISULTA DELL’EDILIZIA CARTONE VERNICI VETRO………..
PER NON PARLARE DELLA FAMOSA TESTA DI CAVALLO
NEGLI ULTIMI  MILLE GIORNI DI NOSTRA AMMINISTRAZIONE DALLE
MONTAGNE DI RIFIUTI SPARSE IN TUTTO IL PAESE SI SONO SVILUPPATI BEN  
76 INCENDI.
LE DIOSSINE DEGLI INCENDI DEI RIFIUTI SONO
RIUSCITE BENISSIMO AD UNIRSI A QUELLE PROVENIENTI DALLA ITALCEMENTI E
MISCELLARSI CON BENEZENE CROMO ESAVALENTE PM10 POLVERI SOTTILI ZOLFO …….
CI DIMETTIAMO
 PRIMA CHE LA BARCA AFFONDI! VISTO COME ABBIAMO ROVINATO IL PAESE
2004 SE SAREMO ELETTI SARA’ NEL SEGNO DELLA CONTINUITA’
2009 SE SAREMO ELETTI E’ NEL SEGNO DELLA
CONTINUITA’
2012 PECCATO ! PECCATO! PECCATO! 
 
Oggi ci dimettiamo
per avere concluso la nostra missione:
PORTARE ALLA
BANCAROTTA IL VOSTRO PAESE ISOLA DELLE FEMMINE
SIAMO RIUSCITI A
RIDURRE IL VOSTRO PAESE LA PERIFERIA “ZEN” DI PALERMO
SIAMO RIUSCITI A FAR
DEISTERE QUEI POCHI MALCAPITATI TURISTI A LASCIARE ANTICIPATAMENTE I NOSTRI
ALBERGHI E QUINDI IL NOSTRO PAESE
SIAMO RIUSCITI NEGLI
ANNI A FAR PASSEGGIARE I POCHI MALCAPITATI TURISTI A PASSEGGIARE FRA CUMULI DI
MUNNEZZA
PER  IL NOSTRO
 SENSO DI RESPONSABILITA’  CHE CI  CONTRADDISTINGUE 
COMUNICHIAMO AI   cittadini CHE  interrompIAMO  questo
NOSTRO  impegno portato avanti  con grande passione per il bene di 
poche e selezionate persone.
SI! SI! SI!SI SI! 
OGGI SIAMO COSTRETTI
A DIMETTERCI PRIMA CHE VOI CITTADINI VI RENDIATE CONTO DELLE GROSSE PALLE CHE
VI ABBIAMO RACCONTATO NEL PROGRAMMA ELETTORALE DEL 2009:
                    
PER
ESEMPIO PORTARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 50%
                    
OPPURE
LA PALLA  DELLE PISTE CICLABILI
                    
OPPURE
IL POTENZIAMENTO E LA MIGLIORIA DELL’ARREDO URBANO
                    
OPPURE
LA GROSSA PALLA CHE VI ABBIAMO FATTO BERE CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE.
L’AREA PEDONALE E LA VALORIZZAZIONE DELLA ZONA TORRE IN TERRA
SU UN PUNTO DOBBIAMO
CHIEDERVI SCUSA PER NON AVERLO REALIZZATO:
-REALIZZAZIONE DI
VARCHI LIBERI PER LA FRUIZIONE DELLA SPIAGGIA LA PREVISTA VIA DI COLLEGAMENTO
DELLA VIA 
 MARTIN LUTHER KING  A VIALE DEI SARACENI. NON
VOLEVAMO DISTURBARE I SONNI TRANQUILLI DEI RESIDENTI DI VIA MARTIN LUTHER KING
A  nulla è valsa
la resistenza che abbiamo opposto al lavoro  della COMMISSIONE GOVERNATIVA
di accesso agli atti insediatasi al Comune di Isola delle Femmine, VOLUTA
AUSPICATA E DESIDERATA DA PARTE DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI CITTADINI DI
ISOLA DELLE FEMMINE.
NOI TUTTI AD INIZIARE
DAL SOTTOSCRITTO  PROFESSOR Gaspare, Napo, Ale, Giovanni, Salvo Alberto
Zii Nipoti Cognati Generi Futuri Generi Sorelle Fratelli Cugini  ci siamo
asserragliati nel “fortino” di Via Colombo per difenderci dall’assalto di
cittadini inferociti che ritenevano NOI responsabili dei  rifiuti che
ormai ricoprivano da mesi  le strade e le piazze di Isola.
Per anni mesi
settimane giorni  abbiamo subito l’onta del discredito perché alcuni
  dei nostri  amici parenti e collettori di voti omettevano di pagare
la tassa della munnezza. E pensare che al nostro amico e collega Napo siamo
riusciti a fargli pagare per 
META’ la tassa della munnezza  della palestra affidata 
in gestione dal “parente” Sindaco (rep n 811/2003) alla moglie Lucido Maria
Stella!
Grandioso è stato
l’impegno con la 
ITALCEMENTI, nell’anno 2008 grazie alla
collaborazione della PRESIDENTESSA della Commissione Ambiente Consiliare, MA
SOPRATTUTTO DELL’INTERO GRUPPO prima “Isola per Tutti” e poi “Progetto
Cementificazione ed Inquinamento”  
Siamo riusciti grazie
all’assenza  delle associazioni  ambientaliste a far
ottenere    alla ITALCEMENTI l’Autorizzazione Integrata
Ambientale della Regione Sicilia.
Alla Italcementi
abbiamo permesso di tutto e di più nell’ASSENZA di  autorizzazioni, nello
sforamento della massa delle emissioni, nella emissioni di ogni tipo di
inquinante tipo CROMO ESAVALENTE VI.benzene diossina in quantità persino
spropositata, pm10 polveri fini sottili ultrassottili insomma di quella roba
che riesce a penetrare facilmente nel tessuto umano. 
Abbiamo concesso che
la ITALCEMENTI anzitempo bruciasse in notevoli quantità
800 TONNELLATE  i rifiuti di
refrattari
,
gessi chimici ……..
Alla Italcementi abbiamo
permesso per anni  di non ottemperare alla direttiva Europea che imponeva
l’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE entro il 30 ottobre 2007
.
Alla Italcementi, IO
 SINDACO ed il mio gruppo politico, abbiamo permesso  di non rispettare
le prescrizioni imposte dall’Autorizzazione Integrata Ambientale il quale
prevedeva l’adozione delle migliori tecnologie per tutte le aziende che
inquinano.
Sin dal luglio 2010 NOI
alla Italcementi  permettiamo l’attività produttiva anche in assenza dell’A.I.A.
in quanto decaduta per mancato rispetto delle prescrizioni.
Insomma Gaspare
Sindaco e TUTTI TUTTI NOI del gruppo politico “Progetto Isola” siamo riusciti a
creare anzitempo la nostra piccola TARANTO.
NATURALMENTE TUTTO
QUESTO GRAZIE ANCHE ALLA DISPONIBILITA’ DELLA ITALCEMENTI PER QUANTO RIGUARDA
EVENTUALI ATTREZZATURE SCOLASTICHE O PARTECIPAZIONI A SAGRE PAESANE…….
Nessuna riconoscenza
per i nostri sforzi ad implementare  l’immagine di Isola delle Femmine e
le sue strutture ludico ricettive. Vedasi le nostre frequentazioni estive al
MOMA BEACH ora FREE BEACH o le nostre incursioni alla discoteca MOMA GLAMOUR
(APERTA ANCHE IN ASSENZA DEL PAI)
Ah! Quanti sacrifici
mal ripagati!
Nessuna riconoscenza
per noi che siamo riusciti con impegno e fatica a rendere Isola delle Femmine
una perfetta periferia della peggiore Palermo fatta di delinquenza di droga
e………
Nessuna riconoscenza
per NOI che molto ci siamo prodigati a far CEMENTIFICARE, grazie al sacrificio
economico di alcuni nostri amici, le poche aree libere esistenti a Isola,
comportando un sacrificio di moltissimi cittadini che hanno dovuto fare a meno
di aree pubbliche a loro destinate (aree verdi, servizi pubblici e sociali…..).
Tutto questo ed altro
volevamo riferire al Prefetto nell’incontro di Giovedì.
Purtroppo  siamo
stati ricevuti dal Viceprefetto!!!!
Un messaggio chiaro
nemmeno Lui ha voluto parlarci, anzi il messaggio che ci è stato inviato:
DIMETTETIVI PRIMA CHE LA
BARCA AFFONDI!
OGGI A MALINCUORE CI
SIAMO DECISI A SEGUIRE IL CONSIGLIO DATOCI:
CI  SIAMO
DIMESSI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
PROGETTO FIATO SUL COLLO
ASSOCIAZIONE AGENDA ROSSA DI ISOLA
DELLE FEMMINE

PREFABBRICATI NORD LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA architetto ALUZZO ROCCO

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
PROVINCIA DI PALERMO
UFFICIO TECNICO – III SETTORE
SANATORIE ABUSIVISMO E CONTROLLO DEL TERRITORIO
AUTORIZZAZIONE EDILIZIA IN SANATORIA
AI SENSI DELL’ART. 13 LEGGE 47/85 N 20
IL RESPONSABILE DEL III SETTORE
VISTA l’istanza del 06/11/2006 protocollo n 13321, presentata dal sig. Vittoriano Correra, nella qualità di amministratore unico della Prefabbricati Nord SRL, con sede legale in Rende di Cosenza e sede amministrativa in Isola delle Femmine, Via Dell’Agricoltura n. 8, con la quale chiede la concessione edilizia in sanatoria ai sensi dell’art. 13 della L. 47/85 per le opere abusivamente realizzate durante i lavori autorizzati con C.E. n. 14 del 24 maggio 2006, nel complesso industriale artigianale, sul lotto identificato al N.C.T. al foglio n. 3, particelle n. 33 – 34 – 38 – 56 – 58 e 180, complessivamente esteso mq. 20.062,55 per cui è stata autorizzata la variante urbanistica al P.R.G. di una porzione da zona territoriale omogenea da Z.T.O. “E” a zona “D”;
Visto il verbale di assemblea ordinaria del 30 aprile 2007 trasmesso con nota del 18/09/2009 prot. 14357, nel quale vengono accettate le dimissioni dell’amministratore Vittoriano Correra e viene nominato nuovo amministratore il sig. Panebianco Saverio nato a Sciacca (Ag) il 02/12/1932 già residente in Isola delle Femmine via Marconi, 2 codice fiscale PNB SVR 32T02I533Q;
Accertato che l’istante ha titolo per richiedere la variante di cui all’istanza del 05/12/2001 protocollo n. 15165, in quanto risulta che il sig. Correra Vittoriano, nato a Monreale il 23/03/1951, codice fiscale CRRVTR51C23F377Q, nella qualità di amministratore unico della società PREFABBRICATI NORD S.R.L., con sede in Rende (CS) Complesso Metropolis, codice fiscale e numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Cosenza 02259050785, ha titolo per richiedere la concessione edilizia in quanto risulta avere titolo giusto atto di compravendita stipulato il 15/12/2004, rep. n. 43203 – raccolta n. 19927 presso il Dott. Maria Bonomo, Notaio in Palermo, con studio in via Torrearsa n. 24, registrato in Palermo il 15/12/2004 al n. 5440-IT;
ACCERTATO che le opere realizzate consistono nel:
nella realizzazione del restyling dei prospetti in maniera difforme da quanto indicato negli elaborati di cui alla C.E. n. 14/2006;
nella realizzazione della distribuzione interna del piano 1° in maniera da quanto indicato negli elaborati di cui alla C.E. n. 14/2006;
nella realizzazione della copertura prevista a 2° piano in maniera difforme da quanto indicato negli elaborati di cui alla C.E. n. 14/2006;
Visti gli elaborati grafici del 01/12/2006-protocollo n. 14551, redatti dall’architetto Rocco Aluzzo, iscritto all’Ordine degli architetti della Provincia di Palermo al n. 3827 e per i quali la C.E.C. nella seduta del 24/01/2007 verbale n. 2 ha espresso parere favorevole a condizione che “la ditta produca una perizia giurata … attestante l’esatta misurazione effettuata con rilievo della distanza dalla battigia …”;
VISTA la perizia giurata in data 08/03/2007 con. 1044, dall’arch. Rocco Aluzzo iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Palermo al n. 288, giurata al Tribunale di Palermo;
VISTO il bollettino di pagamento di € 516,00 n. per oblazione ai sensi dell’art. 13 della L. 47/85 VCY 0127 del 03/09/2009; verificare se esiste una comunicazione di demolizione di alcune opere;
VISTO il parere favorevole espresso dal Responsabile d’Igiene Pubblica del D.S.B. di Carini protocollo n. 65/IP del 11/09/2009 introitato a protocollo di questo comune in data 15/09/2009 prot. 14226;
VISTI il parere di compatibilità paesaggistica espresso dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo in data 05/06/2008 prot. 4216/P introitato al nostro protocollo n. 7839 del 16/06/2008;
CONSIDERATO che non sono state effettuate opere strutturali per le quali è necessario il rilascio dl prescritto parere da parte del Genio Civile di Palermo, così come dichiarato dal progettista arch. Rocco Aluzzo con nota prot. 14357 del 18/09/2009;
VISTI gli strumenti urbanistici vigenti, nonché le norme che ne regolano l’attuazione ed il vigente regolamento edilizio;
VISTE le vigenti disposizioni che disciplinano il pagamento del contributo per oneri di urbanizzazione e costo di costruzione e la loro esenzione e riduzione;
VISTE la L.17/8/1942 n.1150 modificata ed integrata dalla L.6/8/1967 n.765, la L.28/1/1977 n.10, e la L. 28/2/1985 n.47 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTE le leggi 47/85, 724/94 e successive modifiche ed integrazioni e L.R. 37/85 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il comma 1 dell’art. 39 della L. 724/94 con le modifiche introdotte dall’art. 2 comma 37 lett. B della L. 662/96 e riscontrato che nulla osta al rilascio della concessione edilizia in sanatoria;
VISTA la Legge Regionale 4 del 16/04/2003;

R I L A S C I A

Al sig. Panebianco Saverio, nato a Sciacca (Ag) il 02/12/1932 già residente in Isola delle Femmine via Marconi, 2 codice fiscale PNB SVR 32T02I533Q nella qualità di amministratore unico della società PREFABBRICATI NORD S.R.L., con sede in Rende (CS) Complesso Metropolis, codice fiscale e numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Cosenza 02259050785, l’autorizzazione edilizia in sanatoria ai sensi dell’art. 13 della L. 47/85 per avere realizzato il restyling dei prospetti in maniera difforme da quanto indicato negli elaborati di cui alla C.E. n. 14/2006 e per avere realizzato la distribuzione interna del piano 1° in maniera da quanto indicato negli elaborati di cui alla C.E. n. 14/2006, nel complesso industriale artigianale, sul lotto identificato al N.C.T. al foglio n. 3, particelle n. 33 – 34 – 38 – 56 – 58 e 180, complessivamente esteso mq. 20.062,55 per cui è stata autorizzata la variante urbanistica al P.R.G. di una porzione da zona territoriale omogenea da Z.T.O. “E” a zona “D”, il tutto come riportato negli elaborati grafici che allegati alla presente, ne fanno parte integrante e sostanziale.
La presente autorizzazione edilizia in sanatoria viene rilasciata fatti salvi i diritti dei terzi.
Isola delle Femmine 22 settembre 2009
Il Responsabile del III Settore
Arch. Sandro D’Arpa


Isola delle Femmine 22 ottobre 2007

Guerra di mafia fra le cosche di Palermo
Arrestate 16 persone.
Azzerato il mandamento
di Partinico e Borsetto 

 In due anni e mezzo la guerra fra le cosche mafiose del palermitano ha provocato sei vittime e alcuni feriti, fra cui un boss. Una faida sanguinosa per il controllo del territorio in una vasta area a cavallo tra le province di Palermo e Trapani: da un lato le cosche guidate dal boss Lo Piccolo, che tentavano di espandersi verso il trapanese, dall’altro il clan del latitante Matteo Messina Denaro. 

I carabinieri del Gruppo di Monreale sono riusciti a fare luce su questi delitti e sui retroscena dello scontro; dall’indagine emergono anche collegamenti tra le famiglie palermitane e quelle degli Stati Uniti. 

 L’inchiesta, denominata “Carthago”, è sfociata in 16 ordini di custodia richiesti dalla Dda di Palermo, decapitando di fatto i vertici delle cosche di Borgetto e Partinico, due paesi della palermitano, definiti dagli stessi indagati nelle intercettazioni, il “far west della mafia”. Alcuni indagati, per mettersi al riparo da possibili vendette, avrebbero trovato riparo negli Usa. Per essere sicuri che i loro piani di morte andassero a buon fine, gli uomini del clan di Partinico si esercitavano a sparare sui cani randagi nelle campagne di Borgetto. In un caso i carabinieri all’ascolto delle microspie installate sulle auto di tre “picciotti”, arrestati stamani, registrarono i piani per assassinare un rivale e i colpi esplosi contro gli animali. La Lav ha annunciato che si costituirà parte civile contro gli autori di questi “delitti”.

Gli investigatori in due anni di indagini sono riusciti a disegnare i nuovi equilibri mafiosi del palermitano. Il capo della procura di Palermo, Francesco Messineo, spiega:”Il territorio di Partinico è inquinato da un’alta densità di presenza mafiosa. Per questo l’operazione è molto importante”. La “guerra di mafia”, dalle indagini, sembrava essersi conclusa a favore della fazione capeggiata da Salvatore Corrao e Nicolà Salto, entrambi raggiunti da provvedimento cautelare. I carabinieri hanno registrato che il denaro necessario per il sostentamento dei detenuti ed il mantenimento dei familiari dei mafiosi, cominciava ad essere assicurato dalle attività illecite, che erano appannaggio esclusivo della gestione “vincente”.

Una circostanza confermata anche da un foglietto con la lista degli imprenditori che pagavano il “pizzo” sequestrato alcuni mesi fa dai carabinieri ad Antonio Salto, figlio minore del boss di Borgetto, fermato a un posto di blocco con 70 mila euro in contanti. 


http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/41437/guerra-mafia-cosche-palermo-arrestate-persone-azzerato-mandamento-partinico-borgetto.htm  



 L´ipermercato e la mafia: condanne a raffica

Otto anni e mezzo all´ex sindaco di Villabate, sette all´imprenditore Marussig 



 di Alessandra Ziniti 


 Il centro commerciale non si è mai fatto, ma per il patto di ferro che politici, imprenditori e professionisti avevano stretto con i mafiosi di Villabate per la realizzazione di un grande ipermercato che avrebbe portato affari, posti di lavoro e potere, il conto pagato è stato caro.

Sono condanne per quasi mezzo secolo di carcere quelle che i giudici della quinta sezione del Tribunale, presieduta da Patrizia Spina, hanno inflitto ieri pomeriggio condannando tutti e sette gli imputati del processo, così come avevano chiesto i pm Nino Di Matteo e Lia Sava. 


Un processo nato dalle dichiarazioni di Francesco Campanella, esponente politico, consulente ma anche affiliato alla “famiglia” mafiosa di Villabate che, dopo il suo arresto, ha deciso di collaborare raccontando anche il viaggio di Bernardo Provenzano a Marsiglia per un intervento chirurgico. 


 La pena più alta è stata inflitta a Giovanni La Mantia, considerato un mafioso di Ciaculli ma molto vicino anche alle “famiglie” di Villabate, che ha avuto dieci anni con l´accusa di associazione mafiosa. Condanna pesante, otto anni e sei mesi, per concorso esterno all´ex sindaco di Villabate Lorenzo Carandino, mentre gli architetti Antonio Borsellino e Rocco Aluzzo hanno avuto rispettivamente sette e otto anni di carcere, entrambi per concorso esterno in associazione mafiosa. Condanna a sette anni per l´imprenditore romano Paolo Pierfrancesco Marussig, titolare della società Asset Development e imputato di corruzione aggravata dall´aver favorito Cosa nostra. 


 Quattro anni li ha avuti Giuseppe Daghino, anche lui socio della Asset, accusato di corruzione semplice; quattro anni e mezzo sono stati inflitti all´ex sindaco di Catania Angelo Francesco Lo Presti, imputato di riciclaggio per aver girato attraverso una sua società all´estero la prima tranche della somma che la Asset aveva pagato per oliare i meccanismi dell´approvazione del piano commerciale da parte degli organismi amministrativi. I giudici del Tribunale hanno accolto l´impianto accusatorio secondo il quale l´imprenditore romano Marussig 


Villabate: la corruzione non paga

di Silvia Cordella – 20 gennaio 2009 


Nel processo per il Centro Commerciale di Villabate, il giudice ha emesso mezzo secolo di condanne. Colpiti anche i dirigenti della “Asset Development” di Roma in affari con la famiglia mafiosa dei Mandalà: 7 anni per corruzione aggravata a Marussig 


Sette condanne e un punto a favore della procura di Palermo è il risultato della sentenza che il presidente della quinta sezione penale del Tribunale di Palermo Patrizia Spina ha emesso ieri nei confronti degli imputati del processo sul Centro Commerciale di Villabate. Mezza giornata di camera di consiglio è bastata ai giudici per riconoscere e sottoscrivere quasi in toto le pene che i pubblici ministeri Nino Di Matteo e Lia Sava avevano chiesto nella loro requisitoria. Dieci anni per associazione mafiosa sono stati inflitti a Giovanni La Mantia, uomo d’onore della famiglia di Ciaculli, soggetto di collegamento tra il boss Nicola Mandalà e il mandamento di Brancaccio. 


Otto anni e 6 mesi per concorso esterno in associazione all’ex sindaco Ds Lorenzo Carandino. Rocco Aluzzo e Antonio Borsellino, sono stati condannati rispettivamente a otto e sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, mentre al presidente della Asset Development di Roma Pierfrancesco Paolo Marussig la Corte ha inflitto sette anni per corruzione aggravata.
Infine il contabile della società romana Giuseppe Daghino (all’epoca consulente dell’amministrazione Veltroni sulle cartolarizzazioni immobiliari) è stato condannato a quattro anni per corruzione semplice e l’ex sindaco di Catania Angelo Lo Presti a quattro anni e mezzo per riciclaggio. 



Quest’ultimo era accusato di aver fatto passare, attraverso il conto di una sua società con sede a Malta, 25 mila euro come prima tranche di una tangente di 150 mila euro destinata a oliare la “macchina burocratica” del comune di Villabate, in cambio dell’approvazione del piano commerciale sponsorizzato dalla mafia. 


Un affare che avrebbe fatto ottenere al clan il 30 per cento delle ditte incaricate nell’esecuzione dei lavori e nella gestione dei negozi dell’ipermercato, imponendo il 20 per cento dei dipendenti da assumere. 


Una condizione irrinunciabile che faceva parte di quel patto che, secondo il pm dell’accusa Nino Di Matteo, Marussig, in veste di presidente della Asset, aveva stretto con la famiglia mafiosa di Villabate, che prevedeva la restituzione di un duplice intervento del clan: convincere 130 proprietari terrieri a vendere i loro appezzamenti di terra per poterli così destinare a uso commerciale e trovare referenti in seno all’amministrazione pubblica per garantirne l’approvazione definitiva. 


Trattative queste che l’azienda ha portato avanti in Sicilia tramite l’architetto Rocco Aluzzo, soggetto incaricato per la mediazione e l’acquisizione di tutte le aree necessarie, coadiuvato dall’architetto Borsellino vicino per legami politici pregressi a Nino Mandalà, ex presidente del club Forza Italia ed ex socio dell’attuale Presidente del Senato Renato Schifani. 


Proprio Mandalà era il vero dominus dell’iniziativa commerciale. L’aveva sponsorizzata già nel ’97 quando a rivestire la carica di Sindaco c’era Giuseppe Navetta. La cosa però non era andata in porto per via di una modifica (Mandalà voleva un inceneritore di rifiuti) che rendeva il Piano Regolatore inaccettabile. Nel frattempo il boss veniva arrestato e il comune di Villabate sciolto per infiltrazione mafiosa. Quando il capomafia era uscito di prigione, il Piano Commerciale era già in fase di progettazione con i primi accordi siglati fra il figlio Nicola e i due architetti. 


Il fiuto per gli affari e l’esperienza nell’ambiente politico aveva portato Mandalà Senior a dedicarsi nuovamente al progetto, che nelle mani del figlio aveva perso vigore.
Oltre alla partecipazione diretta degli utili sui subappalti che ne sarebbero derivati, la portata dell’investimento conteneva in sé anche una evidente prova di forza e riaffermazione sul territorio da parte di quella frangia criminale che in quegli anni “era giunta all’apice” arrivando a proteggere la latitanza di Provenzano e organizzando il suo viaggio di cura nelle cliniche marsigliesi. 



Un espatrio che Zio Binu aveva affrontato con una carta d’identità falsificata da Francesco Campanella, vero “braccio” amministrativo ed economico di Nino Mandalà all’interno del Comune.

Proprio lui è l’uomo che più di ogni altro si era impegnato per risolvere ogni difficoltà burocratica durante il lungo iter di approvazione del nuovo Auchan: dalle modifiche sul piano regolatore, alla certificazione Anas per lo svincolo autostradale, fino alle tangenti destinate agli amministratori comunali, per giungere infine alla risoluzione dell’ultimo ostacolo: l’okay finale dell’ufficio urbanistico della Regione. Un ostacolo che si sarebbe dovuto superare con la “buona parola” del suo amico, ex Presidente della Regione, Totò Cuffaro, il quale però non mantenne fede, secondo lo stesso Campanella, alla sua promessa di aiuto. 


Ciò non per una opinione negativa sul progetto ma per la mancata prospettazione di una parcella adeguata garantitagli invece dai sostenitori dell’iniziativa antagonista che sarebbe dovuta sorgere a Roccella, sotto ispirazione del capomafia Giuseppe Guttadauro. Una storia che si riallaccia ai processi celebrati per mafia a carico del Senatore Cuffaro sulle “talpe” e a quello a carico del suo delfino politico Mimmo Miceli, entrambi condannati in primo grado, per favoreggiamento aggravato e concorso esterno in associazione mafiosa, per i loro rapporti con il capomandamento di Brancaccio.
Sotto l’ombrello mafioso che, per convergenti interessi, si sono uniti in affari imprenditori collusi, funzionari corrotti e criminali mafiosi è inoltre emersa una prova documentale che raramente gli inquirenti hanno la fortuna di trovare. Si tratta – ha ricordato Di Matteo – di un quadro riassuntivo degli accordi contrattuali tra la Asset e la mafia dei Mandalà, rinvenuto nel computer sequestrato all’arch. Aluzzo. «Avvertendo la potenza economica imprenditoriale e “politica” di Asset Development – ha sottolineato il pm – la famiglia mafiosa ha preteso e ottenuto la ufficializzazione della propria legittimazione con la previsione dei rapporti contrattuali, da prima in capo a Mario Cusimano (membro della cosca, oggi collaboratore di giustizia) e poi intestati a Maria Teresa Romano (prestanome della fam. mafiosa)». 



Questi documenti, insieme alle valide dichiarazioni di Campanella, hanno consentito di ricostruire
quelle che erano le aspettative d’investimento della famiglia mafiosa di Villabate e fotografato quelle alleanze politiche e imprenditoriali che da sempre costituiscono il punto di forza della criminalità organizzata siciliana e calabrese.
A questo proposito, ha rimarcato Di Matteo, ci siamo ritrovati di fronte a rapporti “simbiotici” tra Nino Mandalà e i sindaci del comune di Villabate, Giuseppe Navetta prima e Lorenzo Carandino dopo. Rapporti che nel secondo caso, solo per questioni di prudenza, sono stati filtrati dalla “faccia pulita” e apparentemente presentabile del gruppo mafioso, personificato da Francesco Campanella. 



Oggi maggior accusatore della sua ex famiglia di mafia ma anche di quei colletti bianchi che con i loro spregiudicati o superficiali atteggiamenti contribuiscono a togliere libertà a un popolo già abbastanza piegato dalla prepotenza mafiosa. E ora, come ha annunciato il presidente Patrizia Spina, rischiano un processo per falsa testimonianza tre testimoni proprietari di terreni sui quali sarebbe dovuto sorgere il centro commerciale. 


In questo senso, si sente soddisfatto il Procuratore capo di Palermo Francesco Messineo che ha parlato di una «sentenza che conferma l’esistenza di uno spazio di affermazione di responsabilità per il concorso esterno in associazione mafiosa, nella cui configurabilità ci sono state di recente molte polemiche».
Per questo alla Corte e all’ufficio che ha rappresentato in questo processo la Pubblica Accusa va il ringraziamento dei cittadini onesti per il coraggio nella ricerca della verità a 360 gradi. 

Eventi a cui ha partecipato Rocco Aguzzo

http://isolapulita.blogspot.it/2009/01/io-non-voto-httpisolapulita.html

Eventi a cui ha partecipato Rocco Aluzzo

Processo La Mantia ed altri

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Dichiarazioni spontanee Palermo, 5 gennaio 2009 – 12:50

 

Rocco Aluzzo   imputato  15:1510′ 6″

  • Interrogatorio Francesco Campanella, Villabate, Centro Commerciale, Arch Aluzzo Rocco, ASSET DEVELOPMENT s.r.l., Architetto Borsellino, Cuffaro, Mandalà,


    Megastore e mafia chiesti sessant’ anni

    I pm della Dda Nino Di Matteo e Lia Sava hanno chiesto 60
    anni di reclusione per gli 8 imputati nel processo sul megastore di Villabate
    controllato dalla mafia. 



    La pena più alta – 15 anni – è stata sollecitata per
    Giovanni La Mantia,
    accusato di associazione mafiosa; nove anni la pena chiesta per l’ ex sindaco
    di Villabate Lorenzo Carandino (concorso esterno) e per l’ architetto che
    progettò l’ ipermercato, Rocco Aluzzo (concorso esterno). 

    I pm hanno invece
    chiesto la condanna a 7 anni di Pierfrancesco Marussig, titolare della Asset
    Development
    che doveva realizzare il centro commerciale, accusato di corruzione
    aggravata dall’ avere agevolato la mafia. 

    Sette anni la pena chiesta per l’
    architetto Antonio Borsellino e 5 anni per l’ ex socio della Asset, Giuseppe
    Daghino e per l’ ex sindaco di Catania, Angelo Lo Presti.

    Patto mafia-politica per il megastore

    Da mandalà a La
    Loggia, da Cuffaro a Mastella. Per Francesco Campanella, il
    politico “pentito” che, con le sue dichiarazioni, ha aggravato la
    posizione del presidente della Regione nel processo che lo vede imputato di
    favoreggiamento a Cosa nostra e rivelazione di notizie riservate, è arrivata l’
    ora di ribadire in aula le sue accuse sulle tante relazioni pericolose tra
    uomini politici e mafiosi che a lui, ex segretario nazionale dei giovani dell’
    Udeur ma anche uomo “riservato” della famiglia mafiosa di Villabate,
    risultano in prima persona. E proprio al processo per le tangenti per la
    realizzazione del centro commerciale di Villabate Campanella verrà ascoltato la
    prossima settimana a Firenze dai pm Nino Di Matteo e Lia Sava che, nei giorni
    scorsi, hanno depositato agli atti il memoriale datato 11 ottobre 2005 nel
    quale Campanella, ancor prima di formalizzare il suo status di collaboratore di
    giustizia, ha messo nero su bianco le sue accuse. E non solo a Cuffaro. Ci sono
    due uomini di primo piano di Forza Italia ai quali il pentito attribuisce uno
    stretto rapporto personale con il boss di Villabate, Antonino Mandalà, che fu
    il coordinatore del circolo azzurro di Villabate. E proprio Mandalà, in una
    riunione nello studio del presidente dei senatori di Forza Italia Renato
    Schifani, avrebbe concordato con lui e con «il suo amico e socio» Enrico La Loggia le modifiche da
    apportare al piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione
    fondamentale per la realizzazione del centro commerciale che tanto interessava
    alla cosca di Villabate. Il pentito racconta che l’ operazione concordata tra
    Mandalà e La Loggia
    «avrebbe previsto l’ assegnazione dell’ incarico ad un loro progettista di
    fiducia, l’ ingegner Guzzardo, e l’ incarico di esperto del sindaco in materia
    urbanistica allo stesso Schifani, che avrebbe coordinato con il Guzzardo tutte
    le richieste che lo stesso Mandalà avesse voluto inserire in materia di
    urbanistica. In cambio – precisa poi Campanella – La Loggia, Schifani e Guzzardo
    avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e
    consulenza». 

    Secondo Campanella, «il piano regolatore di Villabate si formò
    sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà,
    in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle
    tangenti concordate». Nel processo che martedì si trasferisce a Firenze sono
    imputati Pier Francesco Marussig e Giuseppe Daghino (i manager della
    multinazionale romana Asset); l’ ex sindaco di Catania, Angelo Francesco Lo Presti;
    l’ ex sindaco di Villabate, Lorenzo Carandino; gli architetti Rocco Aluzzo e
    Antonio Borsellino.

    Nella vicenda dell’ ipermercato di Villabate, che poi non
    fu mai realizzato, Campanella è il teste chiave: il pentito sostiene di aver
    ricevuto da Marussig una tangente da 25 mila euro per sveltire l’ iter di
    approvazione del centro commerciale. Antonino Mandalà è invece imputato in una
    seconda «tranche» del processo che si celebra con il rito abbreviato. 

    Il
    tribunale lo ha condannato a 8 anni per associazione mafiosa nel processo a
    Gaspare Giudice
    . a.z.


    Villabate, tangenti sul megastore a giudizio politici e imprenditori

    Il giudice per l’ udienza preliminare di Palermo Marco
    Mazzeo ha rinviato a giudizio otto persone accusate a vario titolo di avere
    avuto un ruolo nell’ affare del centro commerciale di Villabate. 

    Della vicenda,
    secondo quanto riferito dal pentito Francesco Campanella, era interessata la
    famiglia mafiosa del paese a 5 chilometri da Palermo, capeggiata da Nicola
    Mandalà. 

    Nell’ affare Cosa nostra avrebbe cercato di ottenere autorizzazioni
    per realizzare un mega centro da circa 200 milioni di euro. Per accelerare le
    pratiche sarebbero state pagate tangenti ai consiglieri comunali di Villabate.
    Il Gup ha accolto la richiesta dei pubblici ministeri Nino Di Matteo e Lia
    Sava: a giudizio sono andati Giovanni La Mantia, Rocco Aluzzo, Antonio Borsellino, l’ ex
    sindaco del paese Lorenzo Carandino, l’ ex sindaco di Catania Angelo Francesco
    Lo Presti, Matteo D’ Assaro, Pierfrancesco Marussig e Giuseppe Daghino,
    titolari della società Asset Development che avrebbe dovuto realizzare il
    centro. 

    In apertura di udienza il gup aveva respinto le eccezioni di
    incompetenza territoriale presentata dalla difesa di Marussig, di Daghino e di
    Lo Presti. Il processo è stato fissato per il 16 aprile davanti alla quinta sezione
    del tribunale di Palermo.

    Villabate, ecco il contratto con la mafia

    Dentro il computer di un architetto che si occupò del centro
    commerciale di Villabate, i carabinieri hanno ritrovato un documento
    eccezionale. è un vero e proprio contratto stipulato dagli imprenditori con il
    capomafia di Villabate. 

    «La definizione degli accordi è avvenuta con il signor
    Nicola Mandalà – è scritto nel documento – che nel periodo finale ha sostituito
    il signor Campanella». 

    Era nel computer dell’ architetto Rocco Aluzzo il file,
    assieme ad altri che adesso sono all’ esame di un perito informatico. 

    Stabilisce ancora il documento: «Allegato A. Condizioni pattuite dalla società
    acquirente con i signori Borsellino, Mandalà, Notaro e Campanella». 

    Al punto
    tre si legge: «Impegno assunto dalla società acquirente ad affidare buona parte
    degli appalti dei lavori a ditte indicate dai suddetti signori». E ancora:
    «Impegno assunto dalla società ad assumere, in misura pari ad almeno il 20 per
    cento del proprio organico, personale indicato dai suddetti soggetti». 

    Punto
    cinque: «Impegno assunto dalla società acquirente a cedere in affitto almeno il
    30 per cento dei locali o dei rami d’ azienda della galleria di negozi che si
    andrà a realizzare, a ditte indicate dai soggetti di cui sopra». E non si
    capisce a che titolo Nicola Mandalà, il boss che custodiva la latitanza di
    Provenzano, fosse parte dell’ accordo. La data del documento è quella del 26
    febbraio 2001. 

    Il documento è stato depositato ieri mattina dal pm Nino Di
    Matteo. E al processo Miceli, la
    Procura ha chiamato a deporre l’ avvocato Giovan Battista
    Bruno: un tempo, era uno degli amici più fidati del presidente Cuffaro. Oggi,
    lo mette nei guai, confermando le accuse di un altro amico del governatore,
    Francesco Campanella, oggi uno dei principali pentiti della Procura di Palermo. 

    Dice Bruno: «Incontrai Cuffaro in un ristorante, a Roma, il sabato prima di
    Pasqua, nel 2003. Parlava male di Campanella. Mi disse, a proposito del
    progetto di realizzazione di un centro commerciale a Villabate: “Se uno
    vuole le cose si deve presentare. Ed invece da una parte mi hanno offerto 5
    miliardi, da quest’ altra manco sono venuti». 

    Successivamente, Bruno incontrò
    Campanella: «Definì Cuffaro un traditore – ricorda l’ avvocato Bruno – mi disse
    che secondo lui Totò aveva fatto finta di portare avanti il progetto di
    Villabate, invece in realtà voleva solo quello di Brancaccio». Secondo la Procura, dietro il centro
    di Brancaccio, c’ erano i boss. Bruno offre altri inediti: «Campanella mi disse
    che Cuffaro l’ aveva avvertito di indagini su di lui, per questo sarebbe stato
    meglio allentare i rapporti».

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/04/14/villabate-ecco-il-contratto-con-la-mafia.html

    Archiviata la causa per diffamazione, “è la verità”
    Cuffaro perde contro “La Mafia è bianca”

    Salvatore Cuffaro perde il secondo round contro “La Mafia è bianca”. Il Tribunale di Bergamo, infatti, per la seconda volta dà ragione a Michele Santoro e ai due giornalisti Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini, autori del film-documentario campione d´incassi con oltre 80 mila copie vendute. I giornalisti erano stati querelati per diffamazione dal Presidente della Regione Sicilia. L´inchiesta – secondo i giudici – è “una indagine sulla realtà delle strutture sanitarie nella Regione Sicilia”. Il tribunale di Bergamo, sezione del giudice per le indagini preliminari ha disposto l´archiviazione del procedimento in quanto gli elementi acquisiti non sono sufficienti per sostenere l´accusa in giudizio. Dopo aver chiesto il sequestro del libro dvd – richiesta già respinta nel merito dal tribunale civile di Bergamo nel gennaio 2006 – Cuffaro aveva predisposto una causa penale, sempre per diffamazione a mezzo stampa, nei confronti dei due autori e di Michele Santoro, autore della prefazione al volume. Nel merito, “l´esame degli scritti e la visione del dvd rivelano, ad avviso del Gip, lo svolgimento di una indagine sulla realtà delle strutture sanitarie nella Regione Sicilia che, attraverso la trascrizione di brani di dichiarazioni rese alla autorità giudiziaria da parte di soggetti, in genere medici, già condannati o imputati in procedimenti penali per fatti di criminalità mafiosa non violenta, integrate da ulteriori informazioni, fornite dagli autori della pubblicazione, mostra le gravi inefficienze delle strutture pubbliche e la correlativa efficienza della nutritissima schiera di strutture sanitarie private, accreditate dalla Regione siciliana in misura di gran lunga eccedente quella delle altre regioni. In tale contesto emergono rapporti di personale conoscenza o di occasionale frequentazione tra il Presidente della regione, anch´egli medico, radiologo, e taluni di quei soggetti dichiaranti, che gli autori dell´indagine sottolineano al fine di evidenziare gli intrecci di interessi economici e politici”.

    http://isolapulita.forumfree.net/
    Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine

    http://isoladellefemminepulita.blogspot.com/2011/09/isola-delle-femmine-comune-accesso-agli.html

LA COMMISSIONE REGIONE SICILIA ANTIMAFIA HA CHIAMATO IL PROFESSORE per…………….

COMMISSIONE REGIONE SICILIA ANTIMAFIA

Seduta n. 86 del 12.06.12 XV Legislatura

Presidente: Speziale Calogero (PD).

• Marrocco Livio (FLI).


• Corona Roberto (PDL).


• Cordaro Salvatore (PID-CANTIERE POPOLARE).


• Caputo Salvino (PDL).


• Calanducci Francesco (MPA-ALLEATI PER IL SUD).


• Nicotra Raffaele (UDC Unione Di Centro).

IL PRESIDENTE comunica che la presente audizione è stata richiesta dal dott. Gaspare Portobello al fine di interloquire con i componenti della Commissione regionale antimafia in merito all’indagine della Commissione prefettizia su presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nell’amministrazione comunale del comune di Isola delle Femmine.

Il dott. Gaspare Portobello, sindaco del Comune di Isola delle Femmine, ricorda la propria vittoria alle elezioni del giugno  del 2009  contro  il sig. Stefano Bologna, già sindaco del comune di Isola delle Femmine, grazie anche ad una campagna elettorale focalizzata sulla legalità.

 
Evidenzia l’attività dell’attuale amministrazione incentrata sul contrasto alla mafia, a tal riguardo cita la costituzione di  parte civile  dell’amministrazione contro  il  sig.  Pietro  Bruno, noto affiliato ad una cosca mafiosa locale. Ricorda inoltre l’impegno dell’amministrazione in materia di assegnazione dei beni confiscati alla mafia, cita ad esempio l’assegnazione di un bene appartenuto allo   stesso   sig.  Pietro  Bruno alla compagnia locale dei carabinieri. Evidenzia infine l’opposizione del Comune di Isola delle Femmine, in sede giurisdizionale, alla richiesta del sig. Bruno di spostare un’isola ecologica attualmente ubicata nei pressi della sua abitazione.

Elenca alcuni atti amministrativi emanati dall’amministrazione in materia di licenze  edilizie  che attesterebbero la volontà dell’amministrazione comunale di perseguire l’interesse pubblico in luogo di interessi particolaristici e/o legati alla criminalità.

L’on. CORDARO ricorda la sua visita nel comune di Isola delle Femmine, si rammarica della situazione di esasperata tensione politica trovata all’interno di alcuni gruppi organizzati. Chiede quindi al sindaco di spiegare i motivi della richiesta di accesso agli atti perpetrata dalla Commissione prefettizia.

Il dott. Gaspare Portobello risponde di non conoscere i motivi che hanno spinto la Commissione prefettizia ad acquisire alcuni atti amministrativi emanati dagli uffici del comune, ribadisce tuttavia di essere costernato da tale richiesta poiché afferma di avere sempre lottato contro la mafia e di avere promosso, in tutte le sue forme, la legalità tra i cittadini di Isola delle Femmine. Ricorda con estremo rammarico la mancanza dei rappresentanti delle istituzioni in occasione dell’inaugurazione di un ‘giardino della legalità’ durante la commemorazione per il ventennale della strage di Capaci, teme che tale boicottaggio possa essere stato causato dalle indagini intraprese dalla Prefettura di Palermo.

Chiede alla Commissione regionale antimafia di vigilare ed indagare sulla  presenza di eventuali forze criminali che potrebbero, in  un prossimo futuro, inquinare l’attività amministrativa del comune.

Il PRESIDENTE dichiara di comprendere il rammarico del sindaco per la situazione venutasi a creare, purtuttavia puntualizza la necessità di aspettare i risultati a cui giungerà la Commissione prefettizia, esprime quindi fiducia nell’operato degli organi dello Stato.

Non avendo altri chiesto di parlare, il PRESIDENTE dichiara chiusa la seduta.

http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaAction=showDoc&id=3

Alune considerazioni sul contenuto delle dichiarazioni del PROFESSORE :

Intanto è opportuno precisare che Lei PROFESSORE è stato convocato in audizione  dalla Commissione Regionale ANTIMAFIA a seguito  degli accertamenti effettuati  dal Comando provinciale dei Carabinieri di  Palermo  su alcuni atti dell’amministrazione. 
Quindi molto ma molto probabilmente la Sua audizione non ha alcun collegamento diretto con l’insediamento della Commissione Prefettizia di accesso agli atti. Come dire: sono due “filoni di indagine” indipendenti che probabilmente saranno destinati a riunirsi.

PERMETTA professore ENTRARE nel merito delle Sue dichiarazioni:

Pensi PROFESSORE che il Suo collega di Campobello di Mazara ragioniere oltre che SINDACO si inaugurava LUI i beni che si confiscava.

LUI che diceva di combattere per la legalità e contro la mafia, andandosene però in giro a fare favori ai mafiosi e magari a scusarsi se ogni tanto doveva prendere precise posizioni, anche contro la cosca locale.


Ciò che fa inorridire, per chi della legalità ne ha fatto una ragion di vita,  il citato  personaggio è stato  ricercatissimo alle elezioni per il rinnovo dell’assemblea Regionale Siciliana, fu conteso dal fior fior di politicanti a livello nazionale.
Si! Addirittura sembra appartenesse  all’area politica di sinistra!
Che orrore!
Mafioso e nel contempo ANTIMAFIOSO!

Quindi per ritornare a Lei l’assegnazione, da parte della Sua Amministrazione, del bene appartenuto al Bruno Pietro, NON è certamente una prova di lotta alla mafia!

Lei PROFESSORE con la Sua Amministrazione ha fatto solamente il Suo DOVERE, ha assolto ad una RESPONSABILITA’ che la COSTITUZIONE le affida!


Piuttosto Signor PROFESSORE deve AMMETTERE che il NIPOTE del PROPRIETARIO DEL BENE CONFISCATO il DOTTORE MARCELLO CUTINO è UN COMPONENTE della Sua Giunta!
E non dica che nella seduta di Giunta era assente!
C’è da chiedersi, perchè l’assenza del Dottor Cutino Marcello alla seduta di Giunta?


A proposito dell’opposizione della Sua Amministrazione alla richiesta del Signor Bruno Pietro affinché fosse spostata “un’isola ecologica attualmente ubicata nei pressi della sua abitazione,” dovrebbe senz’altro essere informato che tra i suoi doveri istituzionali vi è anche quello di “Tutelare la Salute dei Cittadini”.
Un’isola ecologica MAI entrata in funzione anche perché mai COLLAUDATA sino al momento della richiesta di rimozione.
RICORDA PROFESSORE? Lei era Assessore all’ambiente!
Bello spreco di denaro PUBBLICO!


Riguardo alle licenze concesse tese a perseguire l’interesse pubblico gli scambi “epistolari” tra l’Ufficio Tecnico Comunale e l’Assessorato territorio Ambiente su tutte le licenze concesse in questi anni sono forse la dimostrazione che la Sua concezione di ‘interesse pubblico appartiene ad UNA sola e selezionata parte di Cittadini!

La Sua preoccupante-dichiarazione con cui chiede di indagare e vigilare sulla presenza di eventuali forze criminali tende forse a smentire su quanto LEI ha sempre affermato (ne parlava ancora qualche giorno addietro) Isola delle Femmine è “isola felice” .

Ove al contrario LEI, ravveduto, pensa veramente che vi sono state e vi sono forze criminali che inquinano l’attività amministrativa. Come ha detto ultimamente il Presidente della Repubblica Napoletano LEI nella funzione di Sindaco ha “…. l’obbligo giuridico ETICO MORALE …. di denunciare quanto di propria conoscenza alla Magistratura… solo così si   assolve al proprio dovere e si è d’esempio per le  nuove generazioni…”
 
Pino Ciampolillo
 
 
COMMISSIONE ANTIMAFIA REGIONE SICILIA



Seduta n. 84 del 05.06.12 XV Legislatura






Presidente: Speziale Calogero (PD).


• Caputo Salvino (PDL).


• Cordaro Salvatore (PID-CANTIERE POPOLARE).


• Corona Roberto (PDL).


• Nicotra Raffaele (UDC Unione Di Centro).


Presidente


Calogero Arturo Speziale


La seduta inizia alle ore 11.10.


IL PRESIDENTE comunica alcune informazioni relative alla missione a Mistretta di mercoledì 6 giugno.



L’on. CORDARO chiede di realizzare un’audizione del sindaco del comune di Isola delle Femmine in merito agli accertamenti effettuati dal Comando provinciale dei Carabinieri di Palermo su alcuni atti dell’amministrazione.

Il PRESIDENTE concorda con l’on. Cordaro sulla necessità di acquisire ulteriori informazioni sulla questione del Comune di Isola delle Femmine.



L’on. CORONA chiede di realizzare un’audizione dell’imprenditore Michelangelo Mammana in merito ai recenti atti intimidatori subiti dallo stesso nel territorio di Castel di Lucio.



Il PRESIDENTE si dichiara d’accordo sull’onorevole Corona e afferma la propria intenzione di procedere in tempi relativamente celeri ad un’audizione finalizzata all’analisi della situazione di Michelangelo Mammana.



Il PRESIDENTE, relativamente ai punti 2 e 3 all’ordine del giorno, esprime delle considerazioni in merito alla necessità di aumentare la soglia dell’etica pubblica tra gli amministratori e di trovare dei rimedi alla corruzione dilagante nella società contemporanea.



Al fine di razionalizzare la materia della confisca dei beni ai corrotti e la sospensione delle cariche politiche a seguito di un decreto di rinvio a giudizio, così come previsto dalle proposte legislative all’ordine del giorno della seduta odierna, afferma la necessità di realizzare ulteriori approfondimenti e rinvia la discussione dei disegni di legge voto a data da destinarsi.







(La seduta è tolta alle ore 12.00)






http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaAction=showDoc&id=3  

ALCUNI  DEI TANTI PERCHE’ DELLA COMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI  al COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

link

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/04/rinascita-isolana-abbandona-laula.html

“S” maggio 2012 L’ISPEZIONE A ISOLA DELLE FEMMINE ecco LE CARTE DELLO SCONTRO
Link:

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/s-maggio-2012-lispezione-isola-delle.html

SONO DISPOSTA A VENRDERMI UNA DELLE MIE VILLE PER IMPEDIRE LA VITTORIA DI UNA LISTA AVVERSA A QUELLA DEL CANDIDATO SINDACO PROFESSORE
Link:
http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/sono-disposta-verdermi-una-delle-mie.html


La Cupola Della PolitiKa a Isola Delle Femmine IERI OGGI DOMANI

Link:
http://www.scribd.com/doc/91993480/La-Cupola-Della-PolitiKa-a-Isola-Delle-Femmine-IERI-OGGI-DOMANI


LICENZA EDILIZIA POMIERO MARIA GRAZIA
Link:
http://lemanisuisoladellefemmine.blogspot.it/2010/08/dionisi-cutino-i-pacchi.html


PIANO REGOLATORE DI ISOLA DELLE FEMMINE SOTTO LA SCURE DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE E DEL COMMISSARIO AD ACTA
Link:
http://noiisola.files.wordpress.com/2012/05/piano-regolatore-di-isola-delle-femmine-sotto-la-scure-del-commissario-ad-acta.pdf


Dichiarazione consigliare rinascita isolana al presidente del consiglio comunale
Link:
http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/dichiarazione-consigliare-rinascita_1215.html


Il comitato per la legalità a isola delle femmine per il rispetto delle leggi dei regolamenti e della dignità umana
Link:
http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/il-comitato-per-la-legalita-isola-delle_07.html


CONCESSIONE EDILIZIA N 1 11 FEBBRAIO 2011 CONIGLIO BILLECI Conc edilizia n[1].01 – 11
Link:
https://pinociampolillo.files.wordpress.com/2012/04/conc-edilizia-n1-01-11.pdf

Riso Napoleone Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine nel corso della seduta del CC rivolgendosi al Consigliere Rubino : “ Rubino se mi denuncia ti faccio saltare in aria, ti faccio vedere chi sono io “
Link:
http://isolapulita.blogspot.it/2010/09/blog-post_08.html


Quei beni sequestrati a Isola delle Femmine passaggio del Coniglio n 6 non sono dei Madonia restituiti al presunto prestanome ?
Link:
http://cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/quei-beni-sequestrati-non-sono-dei.html

ISOLA DELLE FEMMINE COPERTA DI MUNNEZZA E UNA IMMENSA DISCARICA DI AMIANTO IL PROFESSORE SI DIMETTE CON IL SUO ASSESSORE ALL’AMBIENTE

Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”

Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo

“Ma dal 1 luglio se i sindaci non pagano – ammonisce Geraci – potremo costruire grattacieli di spazzatura”.

IL PROFESSORE «Ad Isola delle Femmine la mafia non c’è e non capisco cosa sia venuta a fare la commissione prefettizia »

IL PROFESSORE «Questo parco doveva essere il fiore all’occhiello della mia amministrazione, ed invece si è trasformato in un’onta personale, anche se io non ho colpe».

IL BUSSINESS NELL’EMERGENZA RIFIUTI

“ Ad ogni stop del servizio crescono in maniera esponenziale i costi. Ogni volta che la raccolta si ferma, si devono spendere ancora più soldi per farla ripartire e per liberare le strade dalla spazzatura accumulata.”

“…. questa situazione di caos può convenire a qualche ditta privata che nell’incertezza generale può guadagnare fior di quattrini.”

OSSERVATORIO RIFIUTI ASSESSORATO SICILIA: “…. i sindaci fanno di tutto per non chiedere ai cittadini di pagare questa tassa, in particolare in periodi di campagna elettorale…”

OSSERVATORIO RIFIUTI ASSESSORATO SICILIA: “…. i sindaci hanno creato un debito con gli Ato che a loro volta non hanno pagato le imprese che gestiscono il servizio di raccolta. Si è creata così l’emergenza nelle strade e anche il rischio per i lavoratori di essere licenziati dalle imprese in crisi di liquidità. …”

I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE VISTA LA SITUAZIONE VENUTASI A CAUSA DEI CUMULI DI IMMONDIZIA CHE INVADONO ORMAI OGNI ANGOLO DEL NOSTRO TERRITORIO, CHE PUO’ PROVOCARE IN QUALSIASI MOMENTO L’INSORGERE DI EPIDEMIE CAUSATE DALLA PUTREFAZIONE DEI RIFIUTI, E DELLE CONSEGUENTI PROLIFERAZIONI DI TOPI E DI OGNI SPECIE DI INSETTI.
LA SITUAZIONE E’ DIVENTATA PIU’ CHE CRITICA ANCHE PER LE ELEVATE TEMPERATURE DI UN’ESTATE ORMAI INOLTRATA.
I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE STANCHI ORMAI DI QUESTE SEMPRE PIU’ FREQUENTI EMERGENZE IGIENICO-SANITARIE, CHE SONO COSTRETTI A SUBIRE, E CHE SONO LA CONFERMA DELLA TOTALE INCAPACITA’ DEI NOSTRI AMMINISTRATORI NELLA GESTIONE DEL SERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI :
RIVOLGIAMO UN APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA ALL’ILLUSTRISSIMO SIGNOR PREFETTO ALLE AUTORITA’ SANITARIE ED AGLI ORGANI GIUDIZIARI SE RICORRANO, IN OSSEQUIO ALLE LEGGI ED ALLE NORMATIVE PREVISTE, GLI ESTREMI DELLA RIMOZIONE IMMEDIATA DEI NOSTRI AMMINISTRATORI UNICI VERI RESPONSABILI DI QUESTO DISASTRO AMBIENTALE E DI UNA “allegra e spregiudicata” (denunciata dalla stessa Corte dei Conti) GESTIONE AMMINISTRATIVA DELLA SOCIETA’ ATO PA1 DI CUI IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE E’ SOCIO .

ISOLA DELLE FEMMINE COPERTA DI MUNNEZZA IL PROFESSORE SI DIMETTE CON IL SUO ASSESSORE ALL’AMBIENTE


LE MANCATE RISPOSTE DEL PROFESSORE AL CONSIGLIERE DIONISI VINCENZO

Il Cons. Dionisi “più che della risposta si dichiara insoddisfatto dei numeri citati, in quanto basta fare una sottrazione ed è evidente che siamo sotto di circa 526.000,00 € e mi chiedo, allora,

quante persone di Isola non pagano la TARSU e di questi quanti esercizi commerciali nel 2011 non hanno pagato la TARSU.

Quanti esercenti che hanno in gestione i tratti dell’arenile non pagano la TARSU?

Ma, per giusta regola e per dignità morale, dovremmo chiederci particolarmente noi Consiglieri che abbiamo aumentato la TARSU se noi per primi l’abbiamo pagata nel 2011, perché se così non è non sarebbe giusto nei confronti dei cittadini che pagano regolarmente.

Non è giusto che gli evasori producano altra spazzatura, tant’è che il Comune di Palermo ha avviato diversi controlli negli esercizi pubblici e sui gestori di arenili per vedere chi paga e tasse o meno.


Questa sarebbe l’efficienza di un Comune perché se continuiamo a non fa pagare la tassa agli evasori, oltre che essere complici, non riusciamo neanche a pagare i costi essenziali sostenuti dall’ATO PA1. nel bilancio 2012 si avrà, di conseguenza, un ammanco di oltre 500.000,00 €, né è corretto sostenere che le somme non introitate risultino comunque iscritte a ruolo, stante che chi gestisce un’attività deve pagare regolarmente le tasse.”

IL PROFESSORE NELLA Sua risposta al consigliere DIONISI non ha risposto alle seguenti domande:
1) Quante persone a Isola delle Femmine non hanno pagato la TARSU nel 2011?
Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI sono le persone che NON hanno PAGATO la TARSU nell’anno 2011?


2) Quanti ESERCIZI COMMERCIALI non hanno pagato la TARSU nell’anno 2011?
Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI sono gli esercizi commerciali che NON hanno PAGATO la TARSU nell’anno 2011?


3) Quanti esercenti dei solarium poste sui tratti dell’arenile non hanno pagato la TARSU nell’anno 2011?
Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI sono gli esercenti dei solarium posti sui tratti di arenile di Isola delle Femmine NON hanno PAGATO la TARSU nell’anno 2011?


4) Il Consigliere di maggioranza geom. DIONISI nella Sua replica che dichiara insoddisfacente della risposta data dal PROFESSORE parla di: CONSIGLIERI COMUNALI che “presumibilmente” non hanno pagato la TARSU nell’anno 2011.

Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI SONO QUESTI CONSIGLIERI COMUNALI che NON hanno PAGATO la TARSU relativa all’anno 2011? (per non parlare degli anni precedenti)

Delibera c.c. n.21.pdf (57 kb) File con estensione pdf

allegato Delibera cc n.21.pdf (86 kb) File con estensione pdf

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE NEMMENO IN QUESTI

GIORNI DI PRESENZA DELLA COMMISSIONE DI ACCESSO

AGLI ATTI VI DEGNATE DI PULIRE SAREBBE FORSE

UNA FORMA DI RISPETTO E di buona ACCOGLIENZA.

non trova PROFESSORE?

PROFESSORE PROBABILMENTE SARA’ INFORMATO CHE

QUOTIDIANAMENTE DA OLTRE UN MESE GIORNALMENTE

SALGONO E SCENDONO I COMPONENTI DELLA COMMISSIONE

DI ACCESSO AGLI ATTI.

Questo smentisce ciò che Lei e i suoi fedelissimi vaneggiate

“ non troveranno nulla io sono pulito”

INGRESSO DEL PAESE DI ISOLA DELLE FEMMINE

12 GIUGNO 2012

LA STAZIONE DI ISOLA DELLE FEMMINE

12 GIUGNO 2012

MUNNEZZA EDICOLA ABITAZIONI RISTORANTE

ALLA STAZIONE

DI ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

LA STAZIONE DI ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

INGRESSO DELLA BANCA DEL POPOLO A ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

UNA CITTADINA SI DESTREGGIA FRA LA MUNNEZZA

DI ISOLA 12 GIUGNO 2012

INGRESSO DEL PAESE DI ISOLA DELLE FEMMINE SCUOLA MEDIA

E MAXIM BAR

12 GIUGNO 2012

MUNNEZZA EDICOLA ABITAZIONI RISTORANTE

ALLA STAZIONE DI ISOLA DELLE FEMMINE

12 GIUGNO 2012





INGRESSO DEL PAESE DI ISOLA DELLE FEMMINE

SCUOLA MEDIA E MAXIM BAR

12 GIUGNO 2012









CLIENTE CHE LIBERA INGRESSO DELLA BANCA

DALLA MUNNEZZA 12 GIUGNO 2012





INGRESSO DELLA BANCA DEL POPOLO A ISOLA DELLE FEMMINE
12 GIUGNO 2012


INGRESSO DEL CONDOMINIO IN VIA ROMA
ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012






LA GIMKANA TRA LA MUNNEZZA DELL’AUTOMOBILISTA

A ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012



PANE E MUNNEZZA 12 GIUGNO 2012

A QUESTO PUNTO DI FRONTE A QUESTO SCEMPIO ambientale che mette a rischio la salute dei cittadini.
CONTRO QUESTO SISTEMA DI ILLEGALITA’ DI FAVORITISMI PER AMICI E PARENTI QUESTO PERENNE DISSERVIZIO A FRONTE DEI TRIBUTI VERSATI DA CITTADINI ONESTI E RESPONSABILI L’INVITO ALL’INTERA CITTADINANZA AD UNA

VIBRATA PROTESTA INVITO ALLA DISOBBEDIENZA CIVILE.

COME DICE IL PROFESSORE PAGARE PER IL SERVIZIO RESO!

NESSUN SERVIZIO NESSUN TRIBUTO!

BASTA CON IL SILENZIO URLIAMO FORTE IL NOSTRO DISAPPUNTO!

CHIEDIAMO LE IMMEDIATE DIMISSIONI DI CHI NON HA MANTENUTO LE PROMESSE ELETTORALI.

CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DELL’INTERA AMMINISTRAZIONE CHE DELLA POLTICA AMBIENTALE NE AVEVA FATTO IL PROPRIO VESSILLO

avete fallito avete fallito avete fallito !!!!!!!!!!

Pino Ciampolillo

AMIANTO A ISOLA DELLE FEMMINE SI DIMETTE IL PROFESSORE CON IL SUO FIDATO ASSESSORE

Bertolt Brecht  : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”
Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in  superficie “
Pino Ciampolillo
A tutti i Sindaci della nostra Provincia chiediamo quindi di tenere ben ferma la rotta loro affidata dai cittadini e dalle leggi dello Stato, con particolare riguardo a quelle che tutelano la salute delle persone. Grandi sono le loro responsabilità indicate dalla legge per la tutela di questo bene primario che non ha prezzo, perché quando viene a mancare la salute non ci sono compensazioni che possano sopperire.
IL PROFESSORE «Ad Isola delle Femmine la mafia non c’è e non capisco cosa sia venuta a fare la commissione prefettizia »

IL PROFESSORE «Questo parco doveva essere il fiore all’occhiello della mia amministrazione, ed invece si è trasformato in un’onta personale, anche se io non ho colpe».

AMIANTO A ISOLA DELLE FEMMINE

Spentosi le fiamme dell’incendio che ha lambito le abitazioni a ridosso di un’area completamente abbandonata,  luogo di deposito di ogni  genere di munnezza  area  di ricovero di animali sorci zecche meschini zanzare e……un’area su  cui doveva sorgere un complesso residenziale di una cinquantina di appartamenti – C.E n.01-2010 – Edil C.P. S.a.s  -della  ditta EDIL C.P. di Puglisi Baldassare & C. S.A.S. (sotto inchiesta per fatti di MAFIA) si “disvela” in tutta la sua PERICOLOSITA’ ED INSALUBRITA’  una ampia  discarica a cielo aperto di AMIANTO.
La DISCARICA    di AMIANTO  ad   Isola delle Femmine si trova nel quadrilatero compreso tra via Falcone Via Sciacca Via Libertà  e Via Dante.
L’area della PERICOLOSSISSIMA E DANNOSISSIMA discarica è a ridosso di civili abitazioni, di fronte ALLA DISCARICA insiste la scuola Materna “La girandola” ed a seguire  un presidio medico ospedaliero,  alle spalle della discarica è operante il SUPERMERCATO Ai.Rom di Aiello e Romeo alla sinistra della discarica di AMIANTO si trova la Scuola Media  Riso.
La via Falcone è una importante via di passaggio per raggiungere la meravigliosa e stupenda spiaggia di Isola di Isola delle Femmine con i suoi Suk accampamenti e tanti tanti cumuli di munnezza.
ISOLA DELLE FEMMINE AMENA LOCALITA’ TURISTICA META  oltre che degli isolani anche dei TANTISSIMI turisti che annualmente trascorrono le vacanze estive nel nostro paese.
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE   VISTA OSPEDALETTO
VISTA SUPERMERCATO VISTA  SCUOLE MEDIA E
PRIMA INFANZIA    ISOLA  DELLE  FEMMINE 
13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012

AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE   VISTA OSPEDALETTO
VISTA SUPERMERCATO VISTA  SCUOLE MEDIA E PRIMA
INFANZIA    ISOLA  DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
L’AREA DI VIA FALCONE PRIMA DELL’INCENDIO
L’AMIANTO NASCOSTO NELL’AREA DA
CEMENTIFICARE C.E n.01-2010 – Edil C.P. S.a.s

IL PROFESSORE «Ad Isola delle Femmine la mafia non c’è e non capisco cosa sia venuta a fare la commissione prefettizia »


IL PROFESSORE «Questo parco doveva essere il fiore all’occhiello della mia amministrazione, ed invece si è trasformato in un’onta personale, anche se io non ho colpe».

IL BUSSINESS NELL’EMERGENZA RIFIUTI

“ Ad ogni stop del servizio crescono in maniera esponenziale i costi. Ogni volta che la raccolta si ferma, si devono spendere ancora più soldi per farla ripartire e per liberare le strade dalla spazzatura accumulata.”                                                  

“…. questa situazione di caos può convenire a qualche ditta privata che nell’incertezza generale può guadagnare fior di quattrini.”

OSSERVATORIO RIFIUTI ASSESSORATO SICILIA: “…. i sindaci fanno di tutto per non chiedere ai cittadini di pagare questa tassa, in particolare in periodi di campagna elettorale…”
OSSERVATORIO RIFIUTI ASSESSORATO SICILIA: “…. i sindaci hanno creato un debito con gli Ato che a loro volta non hanno pagato le imprese che gestiscono il servizio di raccolta. Si è creata così l’emergenza nelle strade e anche il rischio per i lavoratori di essere licenziati dalle imprese in crisi di liquidità. …”

Quanto costa un voto a Campobello? 150-200 euro

20 dic 2011 salta direttamente ai commenti
Quanto costa un voto a Campobello? 150-200 euro
Servizio realizzato dalla redazione i Marsala.it a Campobello di Mazara, il giorno dopo l’arresto del sindaco Ciro Caravà per associazione mafiosa, per capire come l’hanno presa i cittadini.

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/blog-post_06.html

http://primaveraisolana.wordpress.com/2012/06/16/quanto-costa-un-voto-a-campobello-150-200-euro/

http://primaveraisolana.wordpress.com/2012/06/16/ciro-carava-deve-restituire-oltre-300-000e/

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/01/gestione-rifiuti-danni-erariali-la.html

Ciro Caravà: inaugurava i beni confiscatisi

Il sindaco è in carcere perché accusato di avere rapporti con la mafia, ma non molla la poltrona. Succede a Campobello di Mazara e il sindaco si chiama Ciro Caravà, eletto in quota Pd. Caravà diceva di combattere per la legalità e contro la mafia, andandosene però in giro a fare favori ai mafiosi e magari a scusarsi se ogni tanto doveva prendere precise posizioni, anche contro la cosca locale. A dicembre è stato arrestato. Caravà resta sindaco, sebbene non possa più esercitare il mandato. E’ in cella e il prefetto di Trapani lo ha anche sospeso. La misura cautelare qualche giorno addietro ha ricevuto anche il sostegno della Cassazione, ma lui non si dimette. Ragioniere, 50 anni, è stato arrestato quando aveva da poco iniziato il suo secondo mandato di primo cittadino a Campobello di Mazara.

Siamo nel cuore del Belìce

Campobello di Mazara è terra di intrecci tra mafia, massoneria, politica, impresa. “Cosa Nostra pasce e cresce dove la politica è debole” dice don Luigi Ciotti di Libera e a Campobello è così. Da sempre. Il paese è ad un tiro di schioppo da Castelvetrano, la terra del super latitante Matteo Messina Denaro, e secondo le accuse della Dda di Palermo, il sindaco avrebbe dispensato favori agli “amici degli amici” della cosca di Messina Denaro. Nel suo ufficio teneva le foto di Falcone e Borsellino e però di lui i mafiosi in paese dicevano “Ciro è cosa nostra”. Esponente del Pci nella prima repubblica, nel Pd è approdato nella seconda repubblica, dopo essere stato con Forza Italia, poi con Democrazia Europea di Sergio D’Antoni. La sua poltrona aveva scricchiolato alcuni anni addietro, dopo due blitz antimafia che servirono alla polizia per fare terra bruciata attorno a Messina Denaro, uscirono fuori delle intercettazioni e partì un’ispezione prefettizia che si concluse con la proposta di scioglimento per mafia. Tuttavia la proposta, avanzata dalla prefettura di Trapani, arrivata sul tavolo dell’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni, restò senza risposta: a Campobello nonostante indagini e ispezioni si tornò a votare e Caravà fu rieletto sindaco. Poi arrivarono i carabinieri con l’operazione “Campus Belli” e tra gli arrestati finì anche il sindaco fresco di rielezione. Oggi il Comune di Campobello è stato commissariato dalla Regione per le dimissioni della giunta e dei consiglieri comunali, è in corso una seconda ispezione prefettizia, ma il sindaco – dal carcere – continua a non volere dimettersi: se fosse servita un’ulteriore dimostrazione della sua concezione di legalità, l’ha ulteriormente palesata. Caravà, intercettato, dopo l’inaugurazione di un bene confiscato alla mafia, cercava di giustificarsi al telefono con i suoi interlocutori: “Io questo ho dovuto farlo…”.

Un sindaco dalla “doppia faccia”

I mafiosi e i presunti tali intercettati ne avrebbero provato la disponibilità. Per esempio quando c’era da punire una vigile urbano, che aveva fatto una multa che secondo i “mammasantissima” del paese non avrebbe dovuto verbalizzare: “L’ho detto al sindaco, a Ciro, la deve trasferire. Gli ho detto: si deve trasferire quella. Se non la trasferiscono faccio un casino A questa le faccio rimpiangere il giorno che è nata”.
Rino Giacalone per ilfattoquotidiano.it  

Il Prefetto revoca il Sindaco di Campobello, Ciro Caravà, arrestato ieri

Il prefetto di Trapani, Marilisa Magno, ha firmato il decreto di revoca dalla carica di sindaco di Campobello di Mazara per Ciro Carava’, arrestato la scorsa notTe nell’ambito dell’operazione antimafia ‘Campus Belli’.
Il decreto, valido finche’ durera’ la misura coercitiva cui Carava’ e’ stato sottoposto, e’ stato notificato in serata dai carabinieri del Comando provinciale di Trapani al segretario comunale, al presidente del Consiglio comunale e al vicesindaco di Campobello di Mazara.

L’OPERAZIONE DI IERI. I carabinieri del Ros stringono il cerchio attorno al superlatitante di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro. Un’operazione ha decapitato la famiglia mafiosa di Campobello di Mazara, ritenuta una delle ultime roccaforti del ricercato numero uno. In manette 11 persone, tra cui lo stesso sindaco di Campobello, con l’accusa di associazione mafiosa e intestazione fittizia dei beni. Al centro delle indagini, avviate nel 2006 sotto la direzione della procura distrettuale antimafia di Palermo, i sodali di Messina Denaro, capo indiscusso della mafia trapanese e punto di riferimento per l’intera struttura di Cosa Nostra. Secondo gli investigatori le cosche gestivano in maniera occulta società ed imprese capaci di monopolizzare il mercato olivicolo ed altri settori dell’economia. La famiglia mafiosa di Campobello di Mazara, storicamente tra le più attive del mandamento di Castelvetrano, avrebbe mantenuto uno stretto collegamento con il “boss dei boss” e, «attraverso un pervasivo controllo del territorio», sarebbe riuscita ad «infiltrare progressivamente le attività imprenditoriali ed economiche dell’area». Stupisce l’arresto del sindaco di Campobello di Mazara, Ciro Caravà, in carica dal 2006 e rieletto nelle ultime amministrative nel maggio 2011. Alla guida di una giunta di centrosinistra, vicino al Pd, Caravà, 52 anni, ragioniere, è stato consigliere comunale dal 2001 al 2006, anno in cui fu eletto sindaco con il sostegno di Pd, Mpa e Democrazia e libertà e con l’appoggio esterno di Api e la lista Fratelli d’Italia. Era noto soprattutto per il suo impegno antimafia e per la sua adesione a campagne di lotta “sociale” alla criminalità organizzata. Per non destare sospetti, aveva anche deciso di far costituire il Comune parte civile nei processi a carico del boss. Solo un anno fa aveva inaugurato un centro dell’Avis su un fondo confiscato al boss locale Nunzio Spezia, morto nel 2009. Ma secondo gli investigatori il sindaco era «l’espressione politica della locale consorteria mafiosa», vicino al latitante e alla cosca di Campobello. Numerose intercettazioni lo tirano in ballo. In una conversazione la moglie di un boss spiega al marito che proprio grazie al sindaco avrebbe ottenuto in regalo i biglietti aerei per raggiungere il congiunto nel carcere del Nord Italia. Non solo: Caravà avrebbe distribuito ai mafiosi anche lavori e appalti del Comune. Già nel 2006 era stato denunciato per estorsione e voto di scambio, ma l’inchiesta finì con un’archiviazione. Nel 2008 il Viminale inviò gli ispettori al Comune per verificare eventuali infiltrazioni mafiose. Messina Denaro è «una sorta di primula rossa amata e stimata da tutti e onorata come tale. Usufruisce sempre di nuova linfa vitale e ha collegamenti con la borghesia, non solo mafiosa»: questo è il ritratto che il Procuratore aggiunto di Palermo, Maria Teresa Principato. fa del boss latitante dal ’93. «È importante arrestarlo al più» presto. Dello stesso parere il procuratore di Palermo Francesco Messineo: il boss «può contare su una rete di fiancheggiatori che svolgono il compito gratis, senza chiedere nulla in cambio, una sorta di adesione ideologica alla figura del latitante. C’è quasi un impegno collettivo di protezione nei suoi confronti». L’operazione di oggi «potrebbe contribuire a destabilizzare il meccanismo che continua a proteggere il latitante, spesso difficile da penetrare».

Pubblicato in Antimafia

http://primaveraisolana.wordpress.com/2012/06/16/ciro-carava-inaugurava-i-beni-confiscatisi/

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/04/rinascita-isolana-abbandona-laula.html

Dottore Marcello Cutino il GEOLOGO

Audizione degli amministratori locali in merito alla gestione del Comune di Campobello di Mazara.

I componenti della Commissione, ricordando l’arresto del sindaco di Campobello di Mazara, Ciro Caravà, per fatti di mafia, paventano il rischio del relativo coinvolgimento mediatico e, stante le indagini prefettizie, financo amministrativo, dell’intera amministrazione comunale. Chiedono, a tal riguardo, agli amministratori comunali di valutare la presentazione delle dimissioni al fine di distinguere in modo inequivocabile le gravi, anche se presunte, responsabilità del Sindaco da quelle dell’amministrazione. Alcuni amministratori comunali, pur ammettendo la difficile situazione che vive il Comune, esprimono perplessità sull’ipotesi di dimissioni, adducendo motivazioni relative alla mancata chiusura delle indagini prefettizie. Mettono in luce che, in linea teorica le suddette indagini prefettizie, non ancora terminate, potrebbero compromettere anche l’eventuale Consiglio comunale eletto a seguito di nuove elezioni comunali. A tal riguardo, citano il caso dell’amministrazione comunale di Vallelunga Pratameno (CL), appena insediatasi a seguito delle dimissioni degli amministratori locali e sciolta subito dopo dal Ministro dell’Interno a causa dei risultati pervenuti dalla Commissione prefettizia. Al contrario, altri amministratori locali comunicano la presentazione delle dimissioni al fine di favorire lo scioglimento del Consiglio comunale.

Non avendo altri chiesto di parlare, il PRESIDENTE toglie la seduta. (La seduta è tolta alle ore 14.30)

http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaAction=showDoc&id=2

LE MANCATE RISPOSTE DEL PROFESSORE AL CONSIGLIERE DIONISI VINCENZO

LE MANCATE RISPOSTE DEL PROFESSORE AL CONSIGLIERE DIONISI VINCENZO

 

 

Il Cons. Dionisi “più che della risposta si dichiara insoddisfatto dei numeri citati, in quanto basta fare una sottrazione ed è evidente che siamo sotto di circa 526.000,00 € e mi chiedo, allora,
quante persone di Isola non pagano la TARSU e di questi quanti esercizi commerciali nel 2011 non hanno pagato la TARSU.
Quanti esercenti che hanno in gestione i tratti dell’arenile non pagano la TARSU?
Ma, per giusta regola e per dignità morale, dovremmo chiederci particolarmente noi Consiglieri che abbiamo aumentato la TARSU se noi per primi l’abbiamo pagata nel 2011, perché se così non è non sarebbe giusto nei confronti dei cittadini che pagano regolarmente.
Non è giusto che gli evasori producano altra spazzatura, tant’è che il Comune di Palermo ha avviato diversi controlli negli esercizi pubblici e sui gestori di arenili per vedere chi paga e tasse o meno.
Questa sarebbe l’efficienza di un Comune perché se continuiamo a non fa pagare la tassa agli evasori, oltre che essere complici, non riusciamo neanche a pagare i costi essenziali sostenuti dall’ATO PA1. nel bilancio 2012 si avrà, di conseguenza, un ammanco di oltre 500.000,00 €, né è corretto sostenere che le somme non introitate risultino comunque iscritte a ruolo, stante che chi gestisce un’attività deve pagare regolarmente le tasse.”
IL PROFESSORE NELLA Sua risposta al consigliere DIONISI non ha risposto alle seguenti domande:
1) Quante persone a Isola delle Femmine non hanno pagato la TARSU nel 2011?
Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI sono  le persone che  NON hanno PAGATO la TARSU nell’anno 2011?
2) Quanti ESERCIZI COMMERCIALI non hanno pagato la TARSU nell’anno 2011?
Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI sono gli esercizi commerciali  che  NON hanno PAGATO la TARSU nell’anno 2011?
3) Quanti esercenti dei solarium  poste sui tratti dell’arenile non hanno pagato la TARSU nell’anno 2011?
Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI sono gli esercenti dei solarium posti sui tratti di arenile di Isola delle Femmine   NON hanno PAGATO la TARSU nell’anno 2011?
4) Il Consigliere di maggioranza geom. DIONISI nella Sua replica  che  dichiara insoddisfacente  della risposta  data dal PROFESSORE parla di:  CONSIGLIERI COMUNALI che “presumibilmente” non hanno pagato la TARSU nell’anno 2011.
Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI SONO QUESTI CONSIGLIERI COMUNALI che NON hanno PAGATO la TARSU relativa all’anno 2011?  (per non parlare degli anni precedenti)

Delibera c.c. n.21.pdf (57 kb) File con estensione pdf
allegato Delibera cc n.21.pdf (86 kb) File con estensione pdf

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE NEMMENO IN  QUESTI GIORNI DI PRESENZA DELLA COMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI  VI DEGNATE DI PULIRE SAREBBE FORSE UNA FORMA DI RISPETTO E DI buona ACCOGLIENZA.

non trova PROFESSORE?

PROFESSORE PROBABILMENTE SARA’ INFORMATO CHE QUOTIDIANAMENTE DA OLTRE UN MESE GIORNALMENTE SALGONO E SCENDONO I COMPONENTI DELLA COMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI.
Questo smentisce ciò che Lei e i suoi fedelissimi vaneggiate “ non troveranno nulla io sono pulito”
INGRESSO DEL PAESE DI ISOLA DELLE FEMMINE 12  GIUGNO 2012

LA STAZIONE DI ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

MUNNEZZA  EDICOLA ABITAZIONI RISTORANTE ALLA STAZIONE DI ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

LA STAZIONE DI ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

INGRESSO DELLA BANCA DEL POPOLO A ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

UNA CITTADINA SI DESTREGGIA FRA LA MUNNEZZA DI ISOLA 12 GIUGNO 2012

INGRESSO DEL PAESE DI ISOLA DELLE FEMMINE  SCUOLA MEDIA E MAXIM BAR
12  GIUGNO 2012

MUNNEZZA  EDICOLA ABITAZIONI RISTORANTE ALLA STAZIONE DI ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

INGRESSO DEL PAESE DI ISOLA DELLE FEMMINE  SCUOLA MEDIA E MAXIM BAR

12  GIUGNO 2012

CLIENTE  CHE  LIBERA INGRESSO DELLA BANCA DALLA MUNNEZZA 12 GIUGNO 2012

 INGRESSO DELLA BANCA DEL POPOLO A ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012
INGRESSO  DEL CONDOMINIO IN VIA ROMA ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012  

LA GIMKANA TRA LA MUNNEZZA  DELL’AUTOMOBILISTA A ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

 PANE E MUNNEZZA 12 GIUGNO 2012

A QUESTO PUNTO DI FRONTE A QUESTO  SCEMPIO ambientale che mette a rischio la salute dei cittadini.
CONTRO QUESTO SISTEMA DI ILLEGALITA’ DI FAVORITISMI PER AMICI E PARENTI QUESTO PERENNE DISSERVIZIO A FRONTE DEI TRIBUTI VERSATI DA CITTADINI ONESTI E RESPONSABILI L’INVITO ALL’INTERA CITTADINANZA AD UNA

VIBRATA PROTESTA  INVITO ALLA DISOBBEDIENZA CIVILE.

COME DICE IL PROFESSORE PAGARE PER IL SERVIZIO RESO!

NESSUN SERVIZIO NESSUN TRIBUTO!

 

BASTA CON IL SILENZIO URLIAMO FORTE IL NOSTRO DISAPPUNTO!

 

CHIEDIAMO LE IMMEDIATE DIMISSIONI DI CHI NON HA MANTENUTO LE PROMESSE ELETTORALI.

CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DELL’INTERA AMMINISTRAZIONE CHE DELLA POLTICA AMBIENTALE NE AVEVA FATTO IL PROPRIO VESSILLO

avete fallito avete fallito avete fallito !!!!!!!!!!

 

Pino Ciampolillo

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