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Gli ispettori: emissioni anomale all’Ilva


IL SIDERURGICO DI TARANTO Il video

Gli ispettori: emissioni anomale all’Ilva

IL SIDERURGICO DI TARANTO Il video
Gli ispettori: emissioni anomale all’Ilva
Vertice in Procura, ulteriori limitazioni alla produzione
Ferrante: collaboreremo. Secondo i tecnici comporterà 
un nuovo indotto e la
richiesta di molta manodopera

Ferrante


TARANTO – Quasi quattro ore di letture, dichiarazioni e presentazione di
dati soprattutto sulla produzione correlata alle emissioni di sostanze
inquinanti. Nel vertice di ieri in Procura tra magistrati e curatori giudiziari
degli impianti Ilva ritenuti pericolosi per l’ambiente, e per questo sequestrati
(ma ancora in funzione), non sono mancati ulteriori inviti alla direzione dello
stabilimento (in quella sede rappresentata da Bruno Ferrante nella sua seconda
veste di custode del tribunale), a rimodulare metodi e velocità di esercizio al
fine di rendere al minimo il rischio di inquinamento prima di arrivare
all’obiettivo finale della completa ambientalizzazione. «Ci hanno dato delle
indicazioni precise, operative, con obiettivi che sono quelli del contenimento
delle emissioni. Adesso spetterà ai custodi tecnici, ed al sottoscritto, operare
collegialmente riferendo ovviamente al procuratore della Repubblica, Franco
Sebastio, e operando nel senso da lui indicato», ha detto Ferrante lasciando il
palazzo di giustizia inseguito dai cronisti e telecamere.


CLIMA SERENO – Il presidente del Cda del siderurgico è apparso disteso
e rassicurante commentando con i giornalisti lo stato d’animo che si vive
all’interno dello stabilimento. «Durante le pause per il pranzo ci incontriamo
spesso con i lavoratori che esprimono la loro preoccupazione mentre noi li
rassicuriamo circa il loro futuro», ha detto l’ex prefetto che è stato il primo
a lasciare la riunione non prima di affrontare la spinosa questione della
facoltà d’uso degli impianti.
NIENTE POLEMICHE – «Il sequestro preventivo disposto prima dal gip e
poi dal Riesame – ha precisato Ferrante – parla del sequestro degli impianti ai
fini del risanamento e della messa in sicurezza. Nessuno ha mai pensato alla
facoltà d’uso, non è un termine che compare ma si parla di utilizzo a quei
fini», ha concluso il manager evitando facili polemiche. Al summit erano
presenti, oltre a Ferrante, gli altri tre curatori, gli ingegneri Barbara
Valenzano, Emanuele Laterza e Claudio Lofrumento, e il comandante del nucleo
ecologico di Lecce, il maggiore dei carabinieri Nicola Candido. Al completo
anche il quartetto di magistrati guidato dal procuratore capo, Franco Sebastio,
il suo aggiunto Pietro Argentino e i sostituti procuratori, Mariano Buccoliero e
Giovanna Cannarile.
IL DOSSIER – Poco si sa sul contenuto del rapporto presentato dai
curatori frutto delle loro ispezioni fatte in questi giorni, anche di notte,
all’interno dell’acciaieria. Non poche, comunque, le criticità riportate nel
corposo dossier consegnato al procuratore Franco Sebastio. Tra queste l’incendio
del nastro trasportatore di tre giorni fa, quando una colonna di fumo si è
levata per circa mezz’ora creando apprensione e panico ed anche un paio di
slooping, il fenomeno che sprigiona in atmosfera gas inquinanti dovuto
all’utilizzo improprio delle torce al servizio delle acciaierie. Un altro
aspetto di novità contenuto nella relazione dei curatori, rivelato dal
procuratore Sebastio nel suo breve incontro con i giornalisti, è la parte che
riguarda l’ambientalizzazione degli impianti e il relativo impiego di forza
lavoro. «Per eseguire tutti gli interventi previsti – ha riferito Sebastio – i
tecnici hanno calcolato un considerevole vantaggio dal punto di vista lavorativo
e la nascita di un nuovo indotto». Niente, invece, sui tempi necessari. «Come
faccio a dare ai curatori una scadenza considerata la complessità dei lavori
necessari?», ha risposto Sebastio.
TRIBUNALE BLINDATO – L’atteso vertice si è così concluso in un
tribunale blindato e protetto da decine di forze di polizia, carabinieri e
vigili urbani che hanno assicurato una cintura di sicurezza forse eccessiva
rispetto alle presenze di pubblico composte quasi esclusivamente da esponenti
dell’informazione
.

Francesco Casula
Nazareno
Dinoi   
03 settembre
2012


Ilva, la busta passa da Archinà a Liberti
Guarda il video alla stazione
di servizio

Per gli inquirenti è una mazzetta da 10mila euro
Il perito si difende:
«Conteneva la bozza di un accordo»




TARANTO – È il
26 marzo 2010. Girolamo Archinà, allora responsabile delle relazioni
istituzionali Ilva, è appena arrivato nell’autogrill tra Taranto e Bari
all’altezza di Acquaviva delle Fonti. Porta con sè una busta bianca: per i
finanzieri, che da mesi lo intercettano, quella busta contiene 10mila euro in
tagli da 100 e da 50. I militari ritengono che sia una «mazzetta» per
ammorbidire una perizia disposta dalla procura di Taranto. Sul retro della
stazione di servizio, l’ex pr della famiglia Riva, incontra infatti Lorenzo
Liberti, all’epoca perito scelto dal pm Mariano Buccoliero per studiare le
emissioni di diossina dal camino E312. Archinà e Liberti chiacchierano
passeggiando con circospezione. La busta passa dalle mani del dirigente Ilva a
quelle del perito, tutto catturato dalle telecamere di sorveglianza
dell’autogrill e sotto gli occhi dei finanzieri che seguono a distanza
l’incontro. Gli investigatori decidono di non procedere all’arresto in flagranza
di reato: le intercettazioni stanno svelando gli intrecci tra politica e
imprenditoria sulla gestione dell’ambiente a Taranto. Inquinamento, ma anche
discariche, rifiuti, energie rinnovabili e tanto altro. Patti scellerati,
secondo gli inquirenti, che non vanno bruciate per raccontare la storia di un
«ambiente venduto».

LE INDAGINI – L’inchiesta porta proprio questo nome e coinvolge
politici locali, funzionari pubblici e imprenditori. L’incontro tra Archiná e
Liberti viene peró stralciato per confluire nell’indagine della magistratira sul
disastro ambientale a Taranto: 91 pagine di informativa che svelano solo una
minima parte delle pressioni dei vertici del siderurgico per tenere le
informazioni sgradite «sotto coperta». Liberti sarà ascoltato dal pm Remo
Epifani solo un anno e sette mesi più tardi: «Quella busta – spiegherà al
magistrato – conteneva la bozza di un accordo tra Ilva e Politecnico di Bari (in
cui Liberti insegna, ndr)». Il docente universitario resta peró sotto indagine,
insieme ad Archinà, per corruzione in atti giudiziari. Per l’Ilva i 10mila euro
ritirati da Archinà il 26 marzo sono un’offerta per la Chiesa di Taranto.

Nazareno Dinoi

01 settembre 2012

Taranto, la rivolta delle vedove“Mai più ricatti tra lavoro e salute”

Rabbia e veleni di una
città che vive e muore di Ilva. E gli operai con i figli malati: “Sì, aveva
ragione chi protestava”

di CONCITA DE GREGORIO

COSA c’è di diverso è che gli muoiono in mano i
figli bambini e ora sanno perché. Che non possono mangiare il formaggio delle
loro pecore né le cozze del loro mare. Che i pediatri negli ospedali congedano
le puerpere raccomandando omogeneizzati al posto delle prugne cotte. E latte in
polvere anziché quello del seno perché nella frutta degli alberi e nel latte
delle madri c’è il veleno, e ora sanno qual è. Cos’è cambiato sta tra la culla e
il tavolo da pranzo, dentro le vite di ciascuno. I figli che impallidiscono di
leucemia, il cibo che sparisce dai piatti. L’unica cosa che conta, l’unica cosa
seria: nascere e crescere i figli, mangiare.

È così che dopo tutti questi anni, quasi cinquanta
dalla posa della prima pietra della Fabbrica, la voce di quelli che trenta,
venti, dieci anni fa dubitavano e obiettavano, poi scrivevano e chiedevano, poi
protestavano, poi urlavano piangendo e maledicevano  –  pazzi, esagitati,
estremisti, anime belle ambientaliste, nemici del lavoro e del popolo  –  è così
che poco a poco quella voce sottile e molesta è diventata la verità di tutti. Se
si muore, a Taranto, è colpa del “minerale”. Così lo chiamano le vedove
analfabete che ti aprono casa per mostrarlo che a chili si accumula nero sotto
le loro scope, le madri che lavano la faccia ai figli al ritorno da scuola,
quando c’è vento i bimbi arrivano a casa con la faccia che brilla come se
fossero truccati per andare
in discoteca. Il minerale. I residui di ferro che luccica, la polvere nera
che vola e si fa aria, entra nei polmoni e poi nel sangue. Nel minerale il
veleno: la diossina che per decenni si è mangiata gli uomini da dentro,
mascherata da fatalità destino malasorte. A volerci credere, a doverci credere
“perché noi lo sentivamo il rumore la notte e la vedevamo la polvere nera ma, ci
crede?, ci faceva piacere perché erano il rumore a la polvere che ci davano da
vivere. Gli uomini uscivano per andare a lavorare e portavano i soldi a casa.
Che altro dovevamo volere”.
Poi sì, certo. Ora c’è la decisione di Patrizia
Todisco, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Taranto che ha
disposto il sequestro dell’area a caldo del-l’Ilva, e la bonifica che deve
passare per il blocco della produzione. Un’acciaieria non si spegne staccando la
spina, però. Ci vogliono mesi, e in questi mesi  –  proprio questi, adesso  – 
ci sono i ministri che scendono in Puglia e trattano coi Riva, i padroni,
improvvisamente e finalmente inclini a versare milioni per la bonifica. Ci sono
i politici che dispongono ordinanze (“vietato passeggiare e far giocare i
bambini nelle strade del quartiere Tamburi”, per esempio, provate a immaginare
come suona alle orecchie di chi ci abita). L’imminente e prossima distruzione di
venti tonnellate di cozze alla diossina, pescato per un valore di quattro
milioni di euro: la rovina. Le signore della borghesia tarantina che manifestano
per strada, i giornali e i siti che denunciano le mazzette, la corruzione, il
silenzio pagato perché è chiaro  –  si mostra ora con l’evidenza delle prove  – 
che il silenzio delle istituzioni, dei partiti e dei periti, di questa Chiesa
gommosa e opulenta è stato comprato, negli anni, dai Riva. Col lavoro che
avevano da distribuire agli ultimi e coi soldi in busta a tutti gli altri. “Non
prenderemo più donazioni dal-l’Ilva”, dice il nuovo vescovo con questo
archiviando come peccato veniale i milioni di lire e poi di euro che i suoi
predecessori, ultimo monsignor Papa, hanno incassato nei decenni con causali
verosimili e persino meritorie: ristrutturare l’oratorio, rifare la facciata
della chiesa, finanziare la mensa dei poveri. Assegni da 300 mila euro. In
cambio, tolleranza. Braccia che si allargano e occhi al cielo, cosa vuoi figlia
mia, fatti forza, è il volere del Signore.
Ecco, sì, tutto questo. Ma a starci a Taranto, a
viverci qualche tempo che non sia il tempo di girare due riprese per la tv, ti
fermano per strada e ti dicono in dialetto e in italiano che quel che c’è di
nuovo non è una sentenza, una perizia, un controllo che di notte quando la
fabbrica brucia come un incendio non si è fatto  –  in cinquant’anni  –  mai.
No. Quel che c’è di nuovo è un piccolissimo sollievo figlio del contagio. I
predicatori solitari, i ‘pazzì e i ‘fanaticì che giravano coi cartelli e
affiggevano targhe sui muri dieci anni fa oggi si voltano attorno e con un
sorriso di sollievo accolgono chi arriva. Chè poco a poco anche gli operai
cominciano a scendere dai balconi giù per strada: quelli che “si deve vivere,
l’Ilva è lavoro”, quelli che alle assemblee non c’erano mai perché facevano gli
straordinari per arrivare a 1500 al mese e che si fottano le chiacchiere. Loro,
gli operai. Ora ci sono, non tanti ma tanti, alle riunioni e ai cortei fino in
prefettura, ad ascoltare Michele Riondino il giovane Montalbano della tv che
davanti al mare caraibico degli scogli di San Vito dice “io sono nato dove siete
nati voi, ai Tamburi, e vi dico che dobbiamo fare noi quello che non hanno fatto
mai i sindacati, i partiti di sinistra. Siete tutti, siamo tutti sotto ricatto.
I tarantini sono sempre stati merce di scambio, numeri che valgono solo quando
c’è da votare. L’Ilva ha fabbricato acciaio e paura. Ma l’altro giorno, in
piazza, ho visto un’Apecar di operai che sembrava un carrarmato. E’ quello che
serve, servite voi: è venuta l’ora di farci sentire”. 
Trecento persone ad
ascoltarlo, un’ovazione. Può più il Montalbano della tv di cento professori,
perizie, tribunali. I Tamburi, dove è nato Riondino, è il quartiere che confina
con la fabbrica. Le case erano lì da prima, la gente negli anni Sessanta ci
andava a vivere per far respirare i figli, perché era un po’ più in alto e c’era
l’aria buona. Tamburi come il rumore di tamburi che faceva l’acqua
nell’acquedotto romano. Oggi è il posto dove non si può passeggiare, ha detto il
sindaco. Le case toccano il muro di cinta dell’Ilva e quello del cimitero. E’
tutto lì, quello che serve per vivere e per morire: le tombe affacciano in
fabbrica, ci si resta anche da morti. Per strada cani randagi, quasi cento
taverne dove andare a ubriacarsi la sera, deserto di uomini, cartelli di
“vendesi” ovunque. La gente se ne va. Ha venduto casa Franco Fanelli, 55 anni,
dopo che hanno diagnosticato la leucemia a sua figlia Annachiara, 13. “Quando
siamo arrivati in ospedale ho trovato nella stanza un operaio che conoscevo
bene, era uno di quelli che quando manifestavamo per strada ci guardava dalla
finestra e chiudeva le tende. Era lì con la figlia malata di tumore. “Dobbiamo
far chiudere tutto”, mi ha detto in dialetto. Ora lo dici?, gli ho risposto. E
lui: “che ne sapevamo, prima?”. Ecco, ora lo sa”. 
Fanelli ora sta a
Leporano, lontano dal minerale. Annachiara ha finito la chemio e porta un filo
di trucco, forse l’anno prossimo tornerà a ballare. Le sono ricresciuti i
capelli, erano biondi ora sono neri, pazienza. Ride, esce, il ragazzino
l’aspetta. Il rosario di suo padre Franco è questo: morti di tumore entrambi i
genitori, morta una sorella e malati (intestino, prostata, fegato) altri tre
fratelli di nove, quattro su nove. morta la prima moglie Antonella, “un sarcoma
che aveva 18 anni, io 24, l’ho sposata due mesi prima che se ne andasse, era il
suo desiderio”. Malata di leucemia la figlia. Fanelli sono vent’anni che
combatte il veleno dell’Ilva che fa morire di cancro vecchi e neonati, famiglie
intere. “Ho calcolato che sono morte 70 mila persone in 15 anni. Ma nessuno lo
dice, lo tengono nascosto. Qui a Taranto non c’è il registro dei tumori, lo sa?
Non le sembra pazzesco? E non c’è nemmeno l’oncologia pediatrica in ospedale.
Bisogna andare a Bari, o al Nord. Così quelli che si ammalano e muoiono fuori,
cioè quasi tutti, non entrano nel conto e le statistiche stanno a posto”.
All’ospedale di Taranto non c’è l’oncologia pediatrica. Al Moscati, che domina
l’Ilva dall’alto, i volontari dell’Ail, associazione italiana leucemie, hanno
allestito con le donazioni una stanzetta minuscola, due letti e una culla, per i
bambini. “Quasi clandestina”, sorride Paola D’Andria, volontaria Ail. In corsia
saluta Anna, che ha vent’anni le unghie rosse la testa calva e la febbre, oggi,
“viene spesso dopo l’autotrapianto”. “Quello che succede e quello che non
succede, a Taranto, è voluto: è tutto voluto. 
Ora arrivano gli operai, perché si ammalano i loro
figli. Ma fino a ieri ci guardavano con sospetto tutti. Anche la politica, che
delusione la politica. E dire che il sindaco sarebbe un pediatra”. Il sindaco,
Ippazio Stefàno, è un pediatra. Uomo di Vendola, sostenuto da una lista civica,
chi meglio di lui avrebbe potuto capire, sapere. E invece sulla sanità si sono
arenate anche tante speranze del “rinascimento pugliese”, che certo Vendola ha
fatto quella legge che ha abbassato drasticamente il tasso di diossina ma è come
svuotare con un tappo l’acqua del mare. E’ tardi, è poco. E ora Don Verzè è
morto e il San Raffaele forse non si fa più, che doveva sorgere proprio a
Taranto, “ma noi abbiamo bisogno di un ospedale privato o di far funzionare
quelli pubblici, mi dica?” domanda l’ingegner Biagio
De Marzo. Un uomo serissimo e inflessibile, una miniera di dati e di sapere. Per
anni dirigente Ilva, prima responsabile della manutenzione dell’area ghisa,
quella più pericolosa, poi dell’intero stabilimento. Un “pentito” dell’Ilva. “Un
giorno, qualche anno fa, mi hanno chiamato da Peacelink per chiedermi un parere
sui dati della diossina. E’ stata una folgorazione. Ma come? Ho lavorato tutta
la vita sotto quella ciminiera e di questi dati non sapevo nulla? Ho
controllato, ho capito, mi sono sentito ingannato, mi sono messo al lavoro
perché non si ingannino gli altri”. De Marzo guida Altamarea, associazione
fucina di interrogazioni al ministero, alle commissioni parlamentari, esposti in
prefettura, al sindaco e al governo. Tutto quel che c’è da sapere è lì. Del
resto è da Peacelink, con cui collabora, che tutto questo è partito. 
Dall’analisi sul
formaggio delle masserie fatto fare da loro: erano pieni di diossina, i
formaggi. Sono state abbattute migliaia di pecore, gli allevatori risarciti con
un’elemosina hanno fatto ricorso, il tribunale ha disposto una sua perizia ed
ecco finalmente i dati, questi non di parte. I dati dei periti del Tribunale. La
diossina nel latte è a livelli altissimi e ha un’impronta digitale identica, è
sempre la stessa. Da dove arriva?, si sono chiesti all’ombra delle canne fumarie
bianche e rosse. L’inchiesta di Patrizia Todisco è cominciata così. Sotto lo
sguardo di Franco Sebastio, il capo della Procura, che da tutta la vita batte
sulle ombre dell’Ilva: se a questo siamo è per l’ostinazione di chi, quando non
si usava, non ha avuto paura. Quando non si usava è quando  –  dieci anni fa  – 
Giuseppe Corisi, operaio, ha fatto mettere davanti a casa sua, in via de
Vincentis ai Tamburi, quaranta metri dalla fabbrica, una lapide che è ancora lì,
annerita. “Nei giorni di vento da Nord veniamo sepolti da polveri di minerale e
soffocati da esalazioni di gas provenienti dalla zona industriale Ilva. Per
tutto questo gli abitanti MALEDICONO coloro che possono fare e non fanno nulla
per riparare”. 
Maledicono, maiuscolo. Che siate maledetti: la rabbia
e l’impotenza insieme. Giuseppe è morto l’8 marzo di quest’anno per un tumore ai
polmoni, a 64. Non gli hanno riconosciuto la malattia professionale, la famiglia
non avrà indennizzo. Una fatalità. Aprono la porta di casa Graziella, la vedova,
le figlie Stefania e Sabrina, il genero Luciano, i nipoti Angelo, Giuseppe,
Suami e Gaia. Angelo, 13 anni, racconta che il giorno prima di morire il nonno
era seduto lì, su quella poltrona, e lo aiutava a scrivere il tema “Parla di una
persona che ammiri”. “Io avevo deciso di farlo sul nonno, che ha combattuto
sempre e  –  ho scritto  –  combatte ancora contro l’inquinamento del minerale
che ci uccide. Nonno mi ha detto ‘Angelo, prometti che dopo potrò contare su di
te, che non ti arrenderai’. Io non ho capito dopo cosa, perché nonno stava bene.
Però l’indomani, il lunedì, è andato all’ospedale e il pomeriggio è morto e io
non l’ho visto più, l’ultima volta è stato su quella poltrona e rideva”.
L’ultimo giorno, il lunedì, Giuseppe Corisi ha telefonato a casa e ha chiesto a
sua moglie che affiggessero sotto la loro finestra, proprio davanti alla lapide
della maledizione, un’altra lapide. L’aveva fatta preparare dagli amici.
Graziella, la vedova: “Voleva che ci fosse scritto il numero. Non il suo nome,
ma il numero. ‘Morto numero … per neoplasia polmonare’. Ma il numero non c’è
perché non si sa quanti sono. Non lo possiamo sapere. Allora ha detto: mettete
ennesimo. Mettetela subito”. 
Quando si affacciano tutti alla finestra per salutare,
gli otto Corisi, si affacciano su quella lapide. Qui viveva Giuseppe, “ennesimo
morto per neoplasia polmonare”. Dietro un’ipocrita inutile barriera di alberi 
–  le “colline ecologiche”, buone per la coscienza di qualcuno  –  che separa la
casa dalle montagne di polvere di acciaio. Nel ’60 si decise di collocare a
ridosso della città e non al lato opposto della fabbrica, come sarebbe stato
logico e dovuto, la zona di stoccaggio e di prima lavorazione a caldo. Si
risparmiava qualche metro di nastro trasportatore dei materiali dal porto, così.
Il “peccato originale”, quella decisione, occultata dall’immediata costruzione
della basilica di Gesù divin lavoratore. Una grande chiesa, un grande mosaico
con Gesù circondato di operai. Che benedizione, il lavoro. I Corisi, dalla
finestra sulla lapide che MALEDICE, salutano.

Storie di inciuci, tangenti, impianti siderurgici, salute pubblica a Taranto (Puglia, Italia)

Corriere del Giorno

 La storia delle
tangenti Ilva

Il consulente della procura accusato d’aver
intascato una “mazzetta” da 10mila euro. Il responsabile dell’Arpa, Giorgio
Assennato, che diventa un obiettivo da “distruggere”. Le ispezioni della
Commissione ministeriale che devono essere “pilotate”. Non soltanto inquinava,
l’industria della famiglia Riva, ma adottava un sistema volto a eludere i
controlli, a condizionare le verifiche, a premere sull’Agenzia regionale, sulla
Regione e sul Governo, per non subire danni. Il motore di queste operazioni,
secondo l’accusa, è il dirigente dell’Ilva Girolamo Archinà, in grado anche di
“ricevere notizie riservate – in quanto coperte dal segreto istruttorio –
sull’andamento delle indagini”. Gli indagati ormai sarebbero una dozzina.
Il gip Patrizia Todisco aveva già sottolineato come,
tra il 2003 e il 2006, l’Ilva avesse firmato ben quattro atti d’intesa “volti a
migliorare le prestazioni ambientali” operando, invece, soltanto un inefficace
“maquillage”. Il sistema partiva dall’interno dell’industria: Todisco segnala
che quattro responsabili delle aree, “forti del sostegno della ‘proprietà’ e
ossequiosi alle indicazioni che ricevevano”, cedevano “alla logica del profitto
personale” e reprimevano “ogni rigurgito di coscienza”. Ma nell’informativa
redatta dalla Guardia di Finanza si trova anche di più. Man mano che l’inchiesta
della procura va avanti, che l’Arpa diventa più esigente, il sistema si muove
all’esterno, decide di corrompere il consulente della procura, professor Lorenzo
Liberti.
E la Gdf scopre che Girolamo Archinà , dirigente
dell’Ilva, passa a Liberti, in un autogrill diAcquaviva delle Fonti, una busta
che – secondo l’accusa – contiene 10mila euro in contanti. “Rappresenta la
classica mazzetta”, scrivono gli investigatori, sottolineando che Liberti,
“alcune settimane prima, aveva consegnato una relazione preliminare che
allontanava il sospetto che l’inquinamento da diossina (che aveva contaminato le
pecore delle terre vicine, ndr) potesse essere opera dell’Ilva”. Poi
la Gdf aggiunge: “E’ assolutamente pacifico che l’Ilva, alla luce della perizia
del consulente, sia stata favorita nell’ambito del procedimento penale (…)
sull’inquinamento da diossina nelle aree circostanti lo stabilimento, come è
altrettanto evidente che la somma che Liberti ha ricevuto da Archinà rappresenti
il compenso, o parte di esso, che l’Ilva gli ha riservato per gli esiti della
predetta consulenza”.

Qualche video Utile per capire meglio i
personaggi

Ilva, il passaggio della busta tra Archinà e il perito

Nelle
immagini Girolamo Archinà, l’ex responsabile delle relazioni istituzionali di
Ilva, incontra il perito della procura Lorenzo Liberti, incaricato dai pm con
altri due esperti di individuare la fonte dell’inquinamento dei terreni in cui
pascolavano capre e pecore risultate contaminate da diossina e pcb. Il faccia a
faccia avviene il 26 marzo del 2010 nella stazione di servizio Le Fonti est, nei
pressi di Acquaviva lungo l’autostra A14. Archinà consegna al perito una busta
bianca. Secondo gli inquirenti, in quella busta ci sono diecimila euro in
contanti che il dirigente dello stabilimento avrebbe pagato per ammorbidire il
giudizio di Liberti sulle emissioni inquinanti dello stabilimento. L’episodio
rientra nell’inchiesta “environment sold out”, ambiente venduto ed ora è
confluito nell’indagine per disastro ambientale scoppiata con il sequestro degli
impianti dell’area a caldo dell’Ilva
di MARIO DILIBERTO

Si incontrano nel retro di un a stazione di servizio
e parlano a lungo, si scambiano una busta; un caffe e via. Ecco il video
dell’incontro tra Girolamo Archinà, l’ex responsabile delle relazioni
istituzionali di Ilva e il perito della procura Lorenzo Liberti, incaricato dai
pm con altri due esperti di individuare la fonte dell’inquinamento dei terreni
in cui pascolavano capre e pecore risultate contaminate da diossina e pcb.

GUARDA IL VIDEO

Il faccia a faccia avviene il 26 marzo del 2010
nella stazione di servizio Le Fonti est, nei pressi di Acquaviva lungo
l’autostra A14. Archinà consegna al perito una busta bianca. Secondo gli
inquirenti, in quella busta ci sono diecimila euro in contanti che il dirigente
dello stabilimento avrebbe pagato per ammorbidire il giudizio di Liberti sulle
emissioni inquinanti dello stabilimento. L’episodio rientra nell’inchiesta
“Environment sold out”, ambiente venduto, ed ora è confluito nell’indagine per
disastro ambientale scoppiata con il sequestro degli impianti dell’area a caldo
dell’Ilva.


Al centro dell’ inchiesta l’ipotesi
di corruzione in atti giudiziari
del perito della procura Liberti,
allora preside della facoltà di Ingegneria di Taranto. Secondo quanto ricostruito e ipotizzato
dagli investigatori, Liberti avrebbe ricevuto da Archinà una mazzetta di
diecimila euro nel parcheggio dell’autogrill lungo l’autostrada tra Bari e
Taranto. Quei soldi, secondo la Finanza, servivano ad “aggiustare” la perizia
che il professore avrebbe di lì a poco depositato. “Ci siamo visti per discutere
di cose che riguardavano la facoltà” è la difesa del professore, che continua a
dirsi assolutamente. Dagli atti giudiziari emerge però anche un altro
particolare, e cioè che Liberti aveva con l’ Ilva non soltanto rapporti
istituzionali, in quanto preside della facoltà. Ma tramite una società di
consulenza, della quale secondo la Finanza era capo occulto, anche rapporti di
natura commerciale: in sostanza, l’ Ilva era una sua cliente. L’ azienda è la
Teta srl. 
Il vertice in procura –
“L’obiettivo resta quello di risanare”. Nuovo vertice al Palazzo di
giustizia di Taranto tra il procuratore, Franco Sebastio, il procuratore
aggiunto, Pietro Argentino, i custodi giudiziari degli impianti dell’area a
caldo dell’Ilva sottoposti a sequestro, il presidente del Siderurgico Bruno
Ferrante (che riveste anche il ruolo di amministratore giudiziario) e il
comandante del Noe di Lecce Nicola Candido. I magistrati che si occupano
dell’inchiesta per disastro ambientale a carico dei vertici dell’Ilva hanno
fatto il punto con i custodi sul piano di interventi da eseguire e sullo stato
degli impianti. La produzione dello stabilimento di Taranto, al momento, si
attesta sul 70%, come confermato nei giorni scorsi dallo stesso presidente
dell’Ilva. I custodi dovranno stabilire se il piano di risanamento potrà
avvenire con gli impianti in marcia o al minimo della produzione, o se gli
stessi dovranno essere spenti.
“I magistrati inquirenti, che sono
responsabili dell’esecuzione dei provvedimenti, hanno dato delle indicazioni
precise, operative, dando obiettivi che sono quelli soprattutto di contenimento
delle emissioni”, ha spiegato Ferrante. “Adesso – ha aggiunto – spetterà ai
custodi tecnici, e a me, operare collegialmente riferendo ovviamente al
procuratore della Repubblica e operare nel senso indicato da loro. L’obiettivo
posto dal Tribunale del Riesame e dal gip è quello di risanare in senso
ambientale gli impianti e dobbiamo lavorare in questa direzione”. “Il sequestro
preventivo disposto prima dal gip e poi dal Riesame – ha precisato Ferrante –
parla del sequestro degli impianti ai fini del risanamento e della messa in
sicurezza. Nessuno ha mai pensato alla facoltà d’uso. Non è un termine che compare ma si
parla di utilizzo a quei fini”. 




Una perizia dà ragione agli abitanti di un
condominio che hanno avviato un’azione civile

Abitazioni deprezzate, azione risarcitoria
contro Riva

Nel punto più vicino, il condominio di via De
Vincentiis, al quartiere Tamburi di Taranto, dista 265 metri dal gigante
d’acciaio, da punto più vicino e 575 da quello più distante. Non c’è vento che
salvi gli abitanti da folate di polveri e fumi; le montagne dei parchi sono
troppo vicine. Di conseguenza, gli inquilini sono costretti a chiudersi in casa
anche quando fa caldo. Le palazzine, invece, sono costantemente esposte alle
polveri. Risultato: facciate, balconi e terrazzi ricoperti da uno strato di
polvere bruno-rossastra e palazzi deprezzati, come viene spiegato in una perizia
che dà ragione ai proprietari, promotori di un’azione risarcitoria dinanzi al
tribunale civile. Hanno presentato il conto dei danni a Emilio Riva (all’epoca
presidente del gruppo) e sulla loro richiesta (formulata dagli avvocati Eligio
Curci e Masimo Moretti) si esprimerà il giudice Marcello Maggi. La prossima
udienza del “processo pilota” sulle richieste di risarcimento danni all’Ilva è
fissata a dicembre.
L’esito della perizia dà ragione ai condomini. Il
consulente tecnico nominato dal giudice, l’ingegnere Giambattista De Tommasi,
docente dell’Università di Bari, nella sua relazione, spiega di aver accertato
che le polveri sono quelle dei parchi e gli immobili risultano svalutati.
Il
perito ha effettuato diversi prelievi di campioni di polveri su terrazzi,
pianerottoli, balconi, grondaie e facciate dell’edificio in questione. A ciò si
aggiungono ulteriori prelievi effettuati lasciando per sedici giorni consecutivi
dei contenitori sulle terrazze del condominio. Inoltre, il perito ha prelevato
anche altri campioni di polveri dai parchi minerali dell’Ilva. Tutti i campioni,
26 complessivamente, sono stati poi analizzati con diverse tecniche d’indagine
nel laboratorio specializzato in diagnostica dei beni culturali dell’Università
di Bari.
Gli accertamenti sulla composizione chimica hanno
evidenziato la presenza delle stesse sostanze, ossia carbone, magnetite,
ematiche, biossido di silicio e carbonato di calcio, sia nei campioni prelevati
su balconi, terrazzi e facciate del condominio di via De Vincentiis sia in
quelli provenienti dai parchi dello stabilimento siderurgico.
“In
conclusione, si evidenzia una stretta correlazione – si legge – tra le sostanze
chimiche rinvenute nei prelievi effettuati presso lo stabilimento Ilva e le
sostanze chimiche quantitativamente prevalenti nei campioni prelevati in vari
punti del condominio De Vincentiis; se pur è vero che le sostanze quali ematite,
biossido di silicio e silicati sono relativamente ubiquitarie, è accertato che
le quantità percentuali di ematite e carbone riscontrate nei prelievi effettuati
nelle varie zone condominiali sono significativamente elevate e
quantitativamente determinabili senza alcun pre-trattamento e pre-concentrazione
dei campioni”.
Inoltre, scrive il perito, “caratterizzante è la presenza di
magnetite riscontrata nelle polveri dei palazzi condominiali (e nel campione
Ilva prelievo 7) non essendo questa una sostanza ubiquitaria nè caratteristica
del generico inquinamento ambientale”.
Il consulente ritiene che “pur volendo
considerare, con ampio margine di sicurezza, che alcune sostanze in questione
possano essere presenti come ‘rumore di fondo’ in molteplici situazioni, l’alta
concentrazione rilevata, la corrispondenza come ‘marker’ ai parchi minerali
dell’Ilva e la coerente globalità dei dati, che deriva dall’esame complessivo
delle indagini chimiche, consente di affermare la stretta corrispondenza delle
polveri esaminate con quelle presenti nei parchi minerali dell’Ilva”.
Le
conseguenze per gli immobili sono state quantificate. Gli appartamenti risultano
notevolmente deprezzati, in una misura che oscilla fra un quarto e un quinto del
valore commerciale, stando alle stime della perizia.
Il calo dei prezzi di
mercato delle abitazioni dei Tamburi è emerso anche da un’inchiesta del
“Corriere” pubblicata alcune settimane fa. In alcune zone, sui portoni dei
palazzi sono stati affissi i cartelli con  la scritta “vendesi”. Gli abitanti,
evidentemente, hanno preferito trasferirsi altrove, soprattutto per
salvaguardare la salute dei bambini. Ma l’offerta, per ovvi motivi, è nettamente
superiore alle richieste e i prezzi degli immobili sono crollati.
Non è
l’unica azione di Davide contro Golia. Anche gli abitanti di altre palazzine del
quartiere,  una in via Manzoni, un’altra in via Merodio e una terza in via Mar
Piccolo, hanno presentato denuncia. Cinque le persone offese nel procedimento
avviato dal pm Daniela Putignano che ha emesso decreto di citazione a giudizio
nei confronti di Emilio Riva contestando due ipotesi di reato, l’immissione
nell’ambiente di fumi e polveri e il deturpamento e l’imbrattamento di cose
altrui.
E un’altra inchiesta potrebbe sfociare nel processo principale: 135
abitanti di via Galeso hanno presentato denuncia per gli stessi motivi.

TUTTE LE MAZZETTE DISTRIBUITE
DA GIROLAMO ARCHINA’

Il
Corriere della Sera pubblica una lista di regalie con cui l’Ilva di Taranto
gestiva il consenso nella zona.

Spiega
il quotidiano: 

Gesti
che non comportano alcun reato, ma che secondo la Guardia di finanza indicano
quanto elevato fosse il budget a disposizione di Girolamo Archinà, il capo delle
relazioni pubbliche dell’azienda accusato di fare pressioni sulle istituzioni
per favorire in ogni mo

do l’acciaieria. E la lista indica anche quanto
estesa fosse la rete di contatti «sociali » dell’Ilva nel territorio. L’elenco è
stato consegnato agli inquirenti da Francesco Cinieri, dal 1986 responsabile
della contabilità dello stabilimento siderurgico.
Secondo i magistrati in quella lista di donazioni e
acquisti di regali per amici e giornalisti, è stata contabilizzata come «spese
di direzione» anche la mazzetta da diecimila euro che Archinà avrebbe pagato al
consulente tecnico della procura, Lorenzo Liberti, perché «addolcisse» le sue
considerazioni sull’inquinamento…



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«Io,
operaio delle cockerie dell’Ilva, mi chiedo: che fine farò?»



Chiara Rizzo

Adelio, 45 anni, 18 dei quali vissuti lavorando nelle cockerie dell’Ilva: «In
questo periodo succede anche a noi di avere l’angoscia di venire a lavorare. Ma
qui non produciamo cioccolatini, conosciamo i rischi. E dal ’94 dei
miglioramenti sono stati fatti”

«Io, operaio delle cockerie dell’Ilva, mi chiedo: che fine farò?»

 

agosto 29, 2012 Chiara Rizzo

Adelio, 45 anni, 18 dei quali vissuti lavorando nelle cockerie dell’Ilva: «In
questo periodo succede anche a noi di avere l’angoscia di venire a lavorare. Ma
qui non produciamo cioccolatini, conosciamo i rischi. E dal ’94 dei
miglioramenti sono stati fatti»




Dai parchi minerali, la sabbia grigiastra (il materiale ferroso
grezzo) – che se si leva il vento si disperde per i quartieri circostanti
insozzando le case e appesantendo i polmoni – viene trasportata con il carbon
fossile nelle dieci batterie di forni, macchine di fuoco sempre accese, che in
una serie di fasi trasformano la polvere in coke metallurgico, pronto ad essere
trasferito negli altiforni. Siamo nelle cockerie dell’Ilva, l’area dove si
lavora la “materia prima” delle acciaierie più grandi d’Europa: la stessa area
che è stata sottoposta insieme ad altre a sequestro dal Gip Todisco e dal
tribunale del riesame. Le perizie indicano la cockeria come cuore rovente
dell’inottemperanza alle norme ambientali da parte della famiglia Riva: secondo
i giudici «il controllo è discontinuo» sulle emissioni di inquinanti cancerogeni
come l’Ipa, il benzene, e altre polveri disperse. Ma gli operai, malgrado le
notizie allarmanti che viaggiano a tutte le ore sulla loro stessa salute, non
solo si presentano qui puntuali tutti i giorni, ma da qui non vogliono
andarsene. Finito il primo turno, nel pomeriggio, sulla piazzola davanti
all’Ilva si fermano a chiacchierare. Si respira aria di angoscia. «La domanda
che ci facciamo più spesso è che fine faremo», racconta Adelio, un operaio della
cockeria, che con il suo racconto “apre le porte” dell’Ilva a tempi.it, proprio
mentre il tribunale del riesame ha accolto il ricorso dell’Ilva e riconfermato
Bruno Ferrante nel pool di custodi dell’impianto. «Io lavoro qui dal 1994,
quando i Riva ancora non c’erano – prosegue Adelio, 45 anni, 18 dei quali
vissuti qui –. Io allora ero dipendente di un’azienda dell’indotto che aveva un
appalto nel settore cockeria. Quando l’azienda ci mise in cassa integrazione, è
stata proprio l’Ilva a riassumerci tutti. È anche la nostra azienda,
questa».

Qual è stata la situazione dell’area cockeria che lei ha visto in
questi anni?

Nel nostro reparto, dal 2004 ad oggi, i Riva hanno
inserito diversi macchinari sempre più evoluti. Oggi è il reparto nell’occhio
del ciclone giudiziario. Ricordo che nel ’94 non si poteva stare. C’era da
prendersi paura. L’aria era inquinante, lo avvertivamo a pelle, era molto
pesante. Fumi e gas erano visibili ad occhio nudo ed erano emessi dalle batterie
di forni. Ora le macchine sono nuove, e questo gas non è più visibile: ci sono
caricatrici o fornatrici che sono digitalizzate, con aria condizionata, e non
entrano polveri o gas grazie a porte sigillate. Queste modifiche sono state
fatte più o meno a partire dal 2000.

Eppure nell’ordinanza del tribunale del Riesame, proprio rispetto
alle cockerie, si legge che i carabinieri del Noe, nel corso di un’ispezione nel
2011 hanno «notato personalmente la generazione di emissioni fuggitive
provenienti dai forni, che una volta aperti per far fuoriuscire il coke
distillato, lasciavano uscire dei gas del processo che invece avrebbero dovuto
essere captati da appositi aspiratori». Voi operai non notate queste
emissioni?

Sinceramente, noi non possiamo addentrarci in questo
livello tecnico. Ma confermo quello che ho già detto: dal ’94 ad oggi l’area
cockeria è tutt’altra cosa. Poi che qui non produciamo cioccolatini ma carbone,
noi operai lo sappiamo bene. Immagino che nelle acciaierie possano esserci fughe
di gas, a causa di un’operatore non abile, o perché qualche tubo si intasa. Non
posso entrare nel merito della consulenza dei periti al gip e sicuramente questo
è un reparto da cui possono fuoriuscire i gas. Ma, ad esempio, i Riva hanno
cercato di migliorare la situazione. Sono state chiamate delle ditte che
lavorano in appalto. Sul lato macchine del forno coke, c’è una porta che si
chiude quando viene caricato il carbon coke. Dopo la chiusura, ci sono degli
operai incaricati proprio di controverificare la chiusura ermetica, con martelli
per tamponare lo sportello e una malta speciale. C’è sicuramente qualcos’altro
da migliorare, e noi operai siamo felici che venga fatto, perché i benefici per
la salute sono importanti. L’altro ieri, ad esempio, la commissione per la nuova
Aia (autorizzazione integrata ambientale) ha sequestrato un forno perché c’era
un tubo di sviluppo intasato, che ovviamente emetteva fumi. Ecco: con un po’ di
criterio, notato che il tubo è intasato, si può smettere di caricarlo per un
giorno, per disintasarlo. Non è una cosa che succede spesso d’altra parte,
dipende dall’attenzione del singolo dipendente che spesso riesce a
prevenire.

Sempre nell’ordinanza del Riesame sul sequestro degli impianti, si
legge di un’analisi dell’Università di Bari che «ha evidenziato come i
lavoratori della batteria A risultassero i più esposti» agli inquinanti,
rispetto a quelli delle batterie B e C. Personalmente ha conosciuto qualche
collega che si è ammalato?

Io ho amici e parenti che sono morti di
tumori ai polmoni, eppure non lavoravano all’Ilva, né vivevano a Taranto. Non ho
conosciuto personalmente operai che si sono ammalati all’Ilva, ma ognuno di noi
ha certo anche la paura di lavorare in un’industria dove sai di poterti
ammalare. L’ambiente è questo, non c’è dubbio: un’industria con un tasso di
inquinamento superiore alle norme. Non è che noi operai non sentiamo queste
notizie o rimaniamo indifferenti. Anzi, in questo periodo a volte ci succede, a
me per primo, di avere l’angoscia improvvisa di andare a lavorare. Ma ho anche
una domanda: perché dei tumori e delle malattie tutti se ne accorgono solo
adesso? E perché mai niente succedeva quando questa era Italsider e apparteneva
allo Stato? Ovvio che la salute è importante, ma oggi vedo un po’ di accanimento
su quest’azienda.

Secondo i periti medici chiamati dal Gip, in sei anni sono attribuibili
alle emissioni dell’Ilva, nei quartieri tarantini di Borgo e Tamburi, 91 morti,
160 ricoveri per malattie cardiache e 219 per malattie respiratorie. Tra il 1998
e il 2010 si sono contati 386 decessi totali attribuibili alle emissioni, e 237
casi di tumori maligni, come 937 casi di malattie respiratorie, in gran parte
riferiti a pazienti in età pediatrica. Che effetto fa a voi lavoratori sentire
queste notizie?

Sentire tutte queste notizie ci addolora e, come
dicevo, ci spaventa. Noi le abbiamo sempre sentite, non è questa la prima volta.
Ma anche questa situazione la si viveva come tutte le altre cose che riguardano
la morte e il pericolo. Abbiamo sentito anche dei pericoli legati ad altre
realtà, come l’Eni o l’Agip o la marina, e si continuava. Poi, man mano che si è
entrati nello specifico di queste situazioni dolorose, anche il nostro punto di
vista si è approfondito. Si è formato un gruppo di operai Ilva, i “lavoratori
pensanti” si chiamano, che da tempo denunciano pubblicamente i danni fatti
dall’Ilva. Adesso che ogni giorno non si parla che dell’Ilva, è normale che
tutti noi siamo preoccupati ancora di più per la salute. Prima andavamo a lavoro
forse quasi senza accorgercene, senza pensare a questi aspetti, adesso invece ci
stiamo informando.

Qual è la situazione oggi nella cockeria?

Si lavora
regolarmente: ci sono i sigilli alle batterie, ma per fortuna grazie alle
convenzioni il lavoro continua. Tra di noi, quello che ci chiediamo sempre è
“che fine faremo?”. La salute è importante, ma anche il lavoro lo è, anche
perché qui l’unico escamotage che abbiamo per vivere è questa azienda. La
sentiamo come nostra azienda. Io la sento anche parte della vita, me ne sento
partecipe. Certo, a chi di noi non piacerebbe uscire dall’Ilva e andare da
un’altra parte, più sicura e tranquilla? Ma con questa disoccupazione che c’è in
giro, dove ce ne andiamo?

Le vostre famiglie come vivono questo periodo?

Sono
preoccupatissime. È normale. Mia moglie, sentendo le notizie in tv, ora è anche
più tesa per la mia salute. Un’angoscia che si somma a quella per il lavoro.
Quello che noi operai chiediamo è di sistemare le cose per il nostro bene
adesso, ma anche dei nostri figli e del loro domani. Magari vorranno lavorare
all’Ilva, e ne troveranno una nuova, con un altro approccio e una situazione
migliore. Perché si può migliorare sicuramente: nella cockeria è possibile
effettuare dei miglioramenti senza spendere nulla. I Riva hanno uno stabilimento
di acciaio anche in Germania, e lì sono i primi in tutela dell’ambiente: come
fanno lì non lo possono anche qui da noi?

Voi operai cosa ne dite? Perché non è avvenuto?

Noi operai diciamo che c’è stato un “mangia mangia”
di tutti. A cominciare dallo Stato e dagli enti: io non credo che prima non si
potevano fare delle migliorie o che non si conoscessero i problemi per la
salute. Ma prima dove erano tutte queste persone? Dov’erano quelli che,
giustamente, oggi denunciano dappertutto la diossina e gli inquinanti? Perché
non mantenevano alta l’attezione come adesso? Ecco: la risposta a queste
domande, è quello che noi operai intendiamo per “mangia
mangia”.

http://www.tempi.it/io-operaio-delle-cockerie-dellilva-mi-chiedo-che-fine-faro 

 

 

DISASTRO AMBIENTALE A ISOLA DELLE FEMMINE PERICOLO PER LA SALUTE UMANA

I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE SONO STANCHISSIMI DI SUBIRE QUESTA GRAVISSIMA SITUAZIONE DI DEGRADO E DI CONTINUO PERICOLO PER LA PROPRIA SALUTE.

CARO SINDACO PROFESSORE GASPARE SIGNOR PORTOBELLO NOI CITTADINI NON VOGLIAMO PAGARE

 

ISOLA DELLE FEMMINE SCIOPERO DELLA TARSU

I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE SONO STANCHISSIMI DI SUBIRE QUESTA GRAVISSIMA SITUAZIONE DI DEGRADO E DI CONTINUO PERICOLO PER LA PROPRIA SALUTE.

COMINCIAMO COL NON PAGARE PIU’ LA TASSA DEI RIFIUTI!!!!!!!

CARO SINDACO PROFESSORE GASPARE SIGNOR PORTOBELLO NOI CITTADINI NON VOGLIAMO PIU’ PAGARE LA TASSA SULLA MUNNEZZA!!!!!!!!!!!
IL REGALO DEL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE PROFESSORE GASPARE PORTOBELLO E DEL SUO PUPILLO ASSESSORE GEOLOGO AI MALCAPITATI  TURISTI DEL NOSTRO PAESE
ISOLA DELLE FEMMINE MUNNEZZA DI TUTTI I GENERI E IN GRANDISSIMA QUANTITA’ IN VIA LIBERTA’

PER I CITTADINI  DI ISOLA DELLE FEMMINE TASSE TASSE E POI TASSE  A FRONTE DEL DISSERVIZIO NELLA NON RACCOLTA DEI RIFIUTI
I CITTADINI ONESTI DI ISOLA DELLE FEMMINE NELL’ANNO 2011 HANNO VERSATO NELLE CASSE DEL COMUNE 808 MILA 624 EURO 85 CENTESINI
PREVISIONE DI BILANCIO 2011 ENTRATE TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI 1.403.430
LA DIFFERENZA DI 594 MILA 805 EURI 15 CENTESIMI LA PARTE DEL LEONE 8NON PAGANTI) LA FANNO I  CITTADINI AMICI PARENTI QUALCHE CONSIGLIERE COLLETTORI DI VOTI ……….
UN ESEMPIO PER TUTTI: L’ASSSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISCA BODY CENTER RISULTA REGOLARMENTE ISCRITTA NEI RUOLI TARSU PER UNA SUPERFICIE PARI A MQ 200
LEGGIAMO DALL’INVENTARIO DEI BENI DI PROPRIETA’ DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE CHE L’AREA OCCUPATA DALL’ASSOCIAZIONE DILETTANTISTICA BODY CENTER DI VIA LIBERTA’ RAPPRESENTATA DALLA MOGLIE DELL’ASSESSORE ALLO SPORT DOTTOR NAPOLEONE RISO
E’ PARI A 504 MQ cinquecentoquattrometriquadri
IL  COSTO DEL SERVIZIO NON RACCOLTA DEI RIFIUTI VERSATI DAL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE ALLA SOCIETA’ ATO PA 1 DI CUI SI E’ SOCI 1 MILIONE 336 MILA 185 EURO 45 CENTESIMI

TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE E IN MANIERA SISTEMATICA  ED
ORGANIZZATA  MESSO IN PERICOLO LA SALUTE PUBBLICA DEI CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE

TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE E IN MANIERA SISTEMATICA  ED

ORGANIZZATA  AVER INVASO STRADE PIAZZE MARCIAPIEDI AIUOLE  VIE ED OGNI ANGOLO DEL  TERRITORIO DI ISOLA DELLE FEMMINE COME UNA UNICA E GRANDE DISCARICA

TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE E IN MANIERA SISTEMATICA  ED   ORGANIZZATA  FATTO SPRECO DI PUBBLICHE RISORSE  ARRECANDO ALLE CASSE COMUNALI DANNI ERARIALI INCALCOLABILI

TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE E IN MANIERA SISTEMATICA  ED   ORGANIZZATA  AVER SMANTELLATO L’UFFICIO DEI TRIBUTI DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE E IN MANIERA SISTEMATICA  ED    ORGANIZZATA  FAVORITO PER MERI CALCOLI POLITICI ELETTORALI CHE una buona parte dei cittadini amici parenti portaborse cercatori di voti e……… “evitassero il pagamento della tassa della munnezza” e quando il giochetto non riusciva si faceva in modo di DIMINUIRE la superficie su cui viene calcolata la tarsu

TUTTI IN GALERA SONO VENTI ANNI CHE SIETE AL POTERE AVETE ROVINATO UN PAESE!

TUTTI IN GALERA PERCHE’ SIETE RIUSCITI IN VENTI ANNI A “MASSACRARE ” IL NOSTRO TERRITORIO

UN TERRITORIO MASSACRATO DAL CEMENTO 
OGNI ANGOLO DEL TERRITORIO E’ STATO CEMENTIFICATO NON UN METRO QUADRATO DI VERDE AVETE LASCIATO AI NOSTRI POLMONI  (Per favore non parlatemi del Parco delle Dune, ridotto ormai un immonnnezzaio  destinato a parcheggio per i clienti del solarium parentale, fatto unicamente per impedire la realizzazione di una via che collegasse Via Martin Luther King con la spiaggia  così come previsto dal Piano regolatore Generale).
NON UNA PIAZZA SIETE RIUSCITI A CREARE ma CEMENTO CEMENTO CEMENTO CEMENTO…..

AVETE MASSACRATO L’ARIA CHE RESPIRIAMO 

AVETE DETURPATO IL MERAVIGLIOSO PAESAGGIO DI ISOLA DELLE FEMMINE

AVETE RESO IL TERRITORIO DI ISOLA DELLE FEMMINE UN’UNICA GRANDE DISCARICA DI MUNNEZZA DI RIFIUTI DI CIBO IN PUTREFAZIONE OLI VERNICI RIFIUTI PROVENIENTI DALL’AMBULATORIO DI ANALISI, DIOSINE CROMO ESAVALENTE INSOMA UN’UNICA E GRANDE FETENZIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

DI TUTTO QUESTO SIGNORI SIETE COLPEVOLI   E DUI VI SIETE RESI REPONSABILI DI GRAVISSIMI REATI CIVILI E PENALI  ARRECANDO NOTEVOLISSIMI DANNI ALLE PERSONE AL PATRIMONIO OLTRE CHE ALL’ERARIO!!!!!!!!!!!!!!

 

ASSOCIAZIONE AGENDA ROSSA DI ISOLA DELLE FEMMINE

http://lagendarossadiisoladellefemmine.blogspot.it

DISASTRO AMBIENTALE A ISOLA DELLE FEMMINE I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE SONO STANCHISSIMI DI SUBIRE QUESTA GRAVISSIMA SITUAZIONE DI DEGRADO E DI CONTINUO PERICOLO

I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE SONO STANCHISSIMI DI SUBIRE QUESTA GRAVISSIMA SITUAZIONE DI DEGRADO E DI CONTINUO PERICOLO PER LA PROPRIA SALUTE.

CARO SINDACO PROFESSORE GASPARE SIGNOR PORTOBELLO NOI CITTADINI NON VOGLIAMO PIU’

ABUSO DI POTERE A ISOLA DELLE FEMMINE LA BODY CENTER PAGA A META’ LA TARSU

Portobello! Ma si rende conto siamo vicino ad un supermercato. Non ha nemmeno un momento di ribrezzo vivere in questa degrado oltretutto vicino ad un supermercato dove lLei si è recato a fare la spesa anche se è stato disturbato da un cittadino che Le ha fatto notare lo SCHIFO della discarica di rifiuti di ogni genere proprio fuori dal supermercato. E Lei! NIENTE! IMPASSIBILE se ne FREGA!.
I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE SONO STANCHISSIMI DI SUBIRE QUESTA GRAVISSIMA SITUAZIONE DI DEGRADO E DI CONTINUO PERICOLO PER LA PROPRIA SALUTE.

COMINCIAMO COL NON PAGARE PIU’ LA TASSA DEI RIFIUTI!!!!!!!

CARO SINDACO PROFESSORE GASPARE SIGNOR PORTOBELLO NOI CITTADINI NON VOGLIAMO PIU’ PAGARE LA TASSA SULLA MUNNEZZA!!!!!!!!!!!

IL REGALO DEL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE PROFESSORE GASPARE PORTOBELLO E DEL SUO PUPILLO ASSESSORE GEOLOGO AI MALCAPITATI TURISTI DEL NOSTRO PAESE
ISOLA DELLE FEMMINE MUNNEZZA DI TUTTI I GENERI E IN GRANDISSIMA QUANTITA’ IN VIA LIBERTA’

PER I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE TASSE TASSE E POI TASSE A FRONTE DEL DISSERVIZIO NELLA NON RACCOLTA DEI RIFIUTI
I CITTADINI ONESTI DI ISOLA DELLE FEMMINE NELL’ANNO 2011 HANNO VERSATO NELLE CASSE DEL COMUNE 808 MILA 624 EURO 85 CENTESINI
PREVISIONE DI BILANCIO 2011 ENTRATE TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI 1.403.430
LA DIFFERENZA DI 594 MILA 805 EURI 15 CENTESIMI LA PARTE DEL LEONE 8NON PAGANTI) LA FANNO I CITTADINI AMICI PARENTI QUALCHE CONSIGLIERE COLLETTORI DI VOTI ……….
UN ESEMPIO PER TUTTI: L’ASSSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISCA BODY CENTER RISULTA REGOLARMENTE ISCRITTA NEI RUOLI TARSU PER UNA SUPERFICIE PARI A MQ 200
LEGGIAMO DALL’INVENTARIO DEI BENI DI PROPRIETA’ DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE CHE L’AREA OCCUPATA DALL’ASSOCIAZIONE DILETTANTISTICA BODY CENTER DI VIA LIBERTA’ RAPPRESENTATA DALLA MOGLIE DELL’ASSESSORE ALLO SPORT DOTTOR NAPOLEONE RISO
E’ PARI A 504 MQ cinquecentoquattrometriquadri
IL COSTO DEL SERVIZIO NON RACCOLTA DEI RIFIUTI VERSATI DAL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE ALLA SOCIETA’ ATO PA 1 DI CUI SI E’ SOCI 1 MILIONE 336 MILA 185 EURO 45 CENTESIMI

TUTTI IN GALERA PER AVER QUOTIDIANAMENTE E IN MANIERA SISTEMATICA ED ORGANIZZATA FAVORITO PER MERI CALCOLI POLITICI ELETTORALI CHE una buona parte dei cittadini amici parenti portaborse cercatori di voti e……… “evitassero il pagamento della tassa della munnezza” e quando il giochetto non riusciva si faceva in modo di DIMINUIRE la superficie su cui viene calcolata la tarsu

Per favore non parlatemi del Parco delle Dune, ridotto ormai un immonnnezzaio destinato a parcheggio per i clienti del solarium parentale, fatto unicamente per impedire la realizzazione di una via che collegasse Via Martin Luther King con la spiaggia così come previsto dal Piano regolatore Generale).

ASSOCIAZIONE AGENDA ROSSA DI ISOLA DELLE FEMMINE

http://lagendarossadiisoladellefemmine.blogspot.it

 

Gli esercizi di mnemonica del “Sindaco” Professore Gaspare Portobello

vai al link leggi:
Caro Signor “Sindaco Gaspare Professore Portobello dopo essere riuscito Lei ad auto convincersi e dopo il grande sforzo che ha dovuto fare per convincere anche i “SUOI” , che a Isola delle Femmine non esiste la mafia, perché non convince anche i Cittadini di Isola delle Femmine che l’hanno votata che le strade di Isola delle Femmine non sono invase dalla immondizia, convinca Lei i cittadini di Isola paese “turistico” con le tante e voluminose discariche a cielo aperto sparse in ogni angolo del paese vuole dare una rappresentazione di ciò che si definisce generalmente: mostruoso brutto, impresentabile, orribile, il contrario della BELLEZZA della OSPITALITA’ della GRADEVOLEZZA della ACCOGLIENZA.

Caro Signor “Sindaco Gaspare Professore Portobello dopo la dichiarazione resa in Consiglio Comunale dal Suo “Assessore” geologo dr. Marcello Cutino (si quello che ce l’aveva tanto con la Italcementi) che il Comune di Isola delle Femmine RIESCE a incassare circa il 50% dei tributi TARSU dei ruoli, dopo questa dichiarazione di resa e di incapacità gestionale oltre che organizzativa, dica Lei ai Cittadini di Isola delle Femmine chi sono i cittadini che non pagano la tassa rifiuti. Ne conosce forse qualcuno? No non sto parlando di quei cittadini che sono morosi da anni sulle bollette dell’acqua (è materia di mercimonio durante le elezioni amministrative ).


Caro Signor “Sindaco Gaspare Professore Portobello, per favore la smetta di dire ogniqualvolta vi è un disservizio (QUASI SEMPRE) nella raccolta dei rifiuti nel nostro paese: “…non è colpa nostra è l’ATO che non funziona…….” E sempre con lo stesso ritornello……

Caro Signor “Sindaco Gaspare Professore Portobello, probabilmente non ha capito che Lei (in qualità di “Sindaco”) è uno degli amministratori dell’”azienda” A.T.O. QUINDI Lei è corresponsabile moralmente civilmente e giuridicamente della gestione e del servizio prestato dalla “azienda” ATO.

Caro Signor “Sindaco Gaspare Professore Portobello, probabilmente Lei dimentica facilmente anche le cose positive che ha prodotto nella Sua lunghissima carriera di “amministratore”. Lei ha dimenticato di aver ricoperto la carica di “assessore” all’ambiente e di aver con i contributi della Comunità Europea, (si ricorda…Si? ) promosso la realizzazione di una ISOLA ECOLOGICA sa dove? A Isola delle Femmine! Dica la verità l’aveva dimenticato? Non può senz’altro averlo dimenticato per il costo esorbitante dell’opera ma soprattutto perché non è MAI stata COLLAUDATA. Si ricorda chi era il responsabile Ambiente del Comune di Isola? Dall’intervista rilasciata sembra di si! Pazienza ormai siamo abituati a queste Sue improvvise perdite di memoria ( l’altra sera in Consiglio Comunale non ricordava se aveva fatto delle osservazioni al decreto ingiuntivo sul debito nei confronti dell’ATO, come ha pensato bene di “Celare” la verità al Consiglio Comunale: il nostro Comune è tra i Comuni che in proporzione deve di più all’A.T.O., ad oggi, Lei azionista ha versato nelle casse della “Sua” azienda poco più di un milione e mezzo di euro, equivalente al 37% del debito che LEI è stato capace di accumulare. Sperava forse in uno sconto con l’idea Sua e del Suo adepto Geologo delle Ronde Gioiose?).

Caro Signor “Sindaco Gaspare Professore Portobello, quando trova un attimo di tempo può rendere edotti i Cittadini di Isola delle Femmine come è riuscito ad accumulare un debito così enorme con la Sua “azienda” ATO? Mi chiedo i SOLDI che noi Cittadini ONESTI e PUNTUALI abbiamo pagato per la raccolta rifiuti, DOVE SONO FINITI? Per favore non glielo chieda al Suo “Assessore” geologo Cutino dr. Marcello a Lui non frega niente di niente, per Lui l’importante essere stato eletto e tutto finisce qui per lui, Lui si distrae soltanto per delle pizzerie all’interno di chioschi.

COME E’ STATO POSSIBILE TRADIRE COSÌ LA FIDUCIA DEI CITTADINI E DEGLI ELETTORI?


Il giorno 20 del mese di novembre dell’anno 2007, presso il Palazzo dei Carmelitani di Partinico, Lei Signor “Sindaco” professore Gaspare Portobello partecipa all’assemblea straordinaria della “Servizi Comunali Integrati R.S.U. S.p.a.”, la Sua partecipazione in quanto facente parte del CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE titolare di una quota pari al 4,726 (quattro virgola settecentoventisei per cento) del CAPITALE SOCIALE. Signor “Sindaco” Lei a partire da quella data risulta essere AZIONISTA (comproprietario) dell’azienda in questione. Naturalmente in qualità di “Sindaco” legale rappresentante del “Comune di Isola delle Femmine” Piazza Duca degli Abruzzi (così come risulta a pagina 8 dell’atto che LEI ha firmato). Quindi faccia un attimo più di attenzione quando addossa la responsabilità del disservizio all’A.T.O. (per favore non si dia la zappa sui piedi)

L’attività della Servizi Comunali Integrati RSU SPA:


Le principali attività svolte dalla Servizi Comunali Integrati RSU SPA nel campo dell’igiene ambientale sono le seguenti:
• raccolta rifiuti urbani indifferenziati;
• raccolta differenziata frazioni riciclabili;
• raccolta differenziata rifiuti urbani pericolosi;
• spazzamento stradale;
• svuotamento cestini stradali;
• lavaggio e disinfezione cassonetti;
• raccolta materiali ingombranti;
• gestione isola ecologica;
• attività complementari all’igiene urbana a pagamento ai sensi dell’art. 6 della carta dei servizi e cioè:
– abbandoni incontrollati e discariche abusive;
– derattizzazione e disinfestazione;
– pulizia caditoie;
– pulizia delle spiagge;
– scerbamento e sterramento;
– manutenzione del verde pubblico e altri servizi ambientali;
– ampliamento dei servizi esistenti e servizi occasionali (manifestazioni culturali, feste, sagre, pulizia mercatini, fiere autorizzate);
– turni domenicali;
………..
Viene in ogni caso garantito, nell’arco delle 24 ore successive, lo svuotamento dei cassonetti tralasciati.

Carta dei servizi

A.T.O. PA1 A.P.S.


Nel tempo abbiamo parlato di: Raccolta Rifiuti, ambiente, Italcementi, Aria irrespirabile, Privatizzazione dei Servizi, Gestione Acque e Qualità delle nostre acque, Inquinamento delle falde acquifere Raffo Rosso, Siti di Importanza della Comunità Europea SIC, Autorizzazione Integrata Ambientale, Piano Regolatore Generale, Cementificazione della fascia costiera, Alga Rossa,Tariffe, Parentopoli, Voto di Scambio, Rappresentanza negli Ambiti territoriali, Raccolta differenziata, Amministratori ciechi, La vita in diretta, Isola Pulita, Isola ecologica, SICAR, Incendio alla SICAR, Assessori all’ambiente Portobello, Wind Shear, Inquinamento da cromo esavalente, Tumori, Malattie collegate all’ambiente, leggi, disposizioni, querele, ricorsi, denunce, esposti…………..

Signor “Sindaco” delibera 34 24 luglio 2002 con soldi della Comunità Europea?
Signor “Sindaco” delibera 34 24 luglio 2002 con soldi della Comunità Europea?
Signor “Sindaco” delibera 34 24 luglio 2002 con soldi della Comunità Europea?Signor “Sindaco” delibera 34 24 luglio 2002 con soldi della Comunità Europea?

AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE

Statuto
Carta dei servizi

Allegato_Immobilizzazioni_immateriali.pdf
Allegato_Prospetto_di_dettaglio_conti_d’ordine.pdf
Bilancio_2007.pdf
Bilancio_2008.pdf
Il_Consiglio_di_Amministrazione.pdf
NOTA_INTEGRATIVA_AL_BILANCIO_AL_31.12.2007.pdf
Nota_Integrativa_Bilancio_2008.pdf
Relazione_al_Cda_2007.pdf
Relazione_Collegio_Sindacale_bilancio_2007.pdf
Relazione_del CDA_sulla gestione_2008.pdf
Relazione_del_Collegio_Sindacale_2008.pdf

*T.A.R.

AMBIENTE. L’argomento ambiente a Isola delle Femmine è alla base della “carriera” politica dei nostri attuali amministratori oltre che di qualche funzionario comunale. Ne sanno qualcosa il nostro attuale “Sindaco” professore Gaspare Portobello l’attuale Assessore all’ambiente geologo dr. Marcello Cutino, il funzionario passato ad altri incarichi. Qualcuno deve poi DIRE ai cittadini dell’isola ecologica: I sondi Spesi, se ha mai avuto un collaudo e come mai non è funzionante. Mi rendo conto che le domande non sono nuove: le aveva già poste il suocero dell'”Assessore” geologo Cutino. Forse conviene non parlarne visto il progetto pizzerie della M.A.M. snc di cui è progettista l’attuale ex oppositore Vice Pres Del C.C. geom Vincenzo Dionisi.
Per Noi Cittadini l’ambiente l’abbiamo e continuiamo a subirlo in termini di salute, di livello della qualità della vita, della vivibilità e fruibilità delle bellezze naturali del nostro territorio. Questi Signori sono stati in grado di “avvelenarci” le nostre case, le nostre vite, le nostre amicizie le nostre istituzioni democratiche. Per avere delle risposte in tema di prevenzione e tutela della SALUTE siamo stati costretti a rivolgerci ad un Tribunale Amministrativo. Questi signori si sono fatti beffa dei cittadini celando la realtà, nascondendo i dati, stravolgendo i FATTI, denigrando le persone. Persino un’autorità come il dr. Vito Riggio ha dovuto constatare: “….su un tema così delicato come la sicurezza và condannata un’amministrazione che cambia idea continuamente”. Come Cittadini ci chiediamo : Ma il geologo “Assessore” Cutini Marcello come mai non parla più di Italcementi?
I temi da noi trattati nel tempo:
* T.A.R.
Maxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori
ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine
Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare
Licenza Edilizia Riso Rosaria 26 Novembre 09 Dionisi Vincenzo
Licenze Edilizie Crivello Crivello Costanzo Sorelle Pomiero Progettista geom Impastato Giovanni Amministratore
P.R.G. e Comparto 1 di Isola delle Femmine
P.R.G. Isola delle Femmine e i compromessi
P.r.g. Isola delle Femmine
Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico
ELAUTO variante in corso d’opera
Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio
M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
Solemar Consorzio Turistico Siciliano
LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI
Hotel Saracen Isola Ufficio Tecnico Comunale e………..
in questi ultimi mesi sento parlare con sempre piu’ insistenza che …
Isola delle Femmine l’isola felice del Sindaco Portobello
prg fasone calliope raddoppio ferroviario la paloma riepilogo …
Ordinanza Sindacale affidamento Raccolta Rifiuti ditta AL.TA. s.r.l.
Mafia e Dintorni
Tutela e miglioramento qualità ambiente servizio idrico integrato 2007 2013
LEGGE 15 luglio 2009, n. 94 Disposizioni in materia di sicurezza pubblica. (09G0096) (Suppl. Ordinario n. 128)
5 aprile 2010 Manifestazione a Isola delle Femmine

Notizie su: Italcementi, Qualità dell’aria, Salute, Occupazione, Autorizzazione Integrata Ambientale, Pet-coke, Aziende Insalubri, Ricorso al T.A.R., A.R.P.A.,Vigili Urbani, IPPC, Inquianmento delle falde acquifere, Cromo Esavalente, Centraline per il contro della qualità dell’aria, Mercurio, Zinco, Tumori, Crisi economica e Ripercussioni sulle aziende cementifere, Ristrutturazione Italcementi, Revamping, Rappresentanze Sindacali, Legambiente, Calusco d’Adda, La vita in diretta, S.I.C. e Z.P.S., Regione, Ente minerario, Denunce, querele, esposti, Portobello, Cutino, Licenza carbonile Raffo Rosso, Capannone su via libertà, Sviluppo Turistico di isola delle Femmine, Responsabilità sociale della Italcementi nei confronti della comunità isolana……….:

Italcementi Economia e Ristrutturazione

L’affaire Wind Shear a Isola delle Femmine una storia di un grande forno a microonde in cui “cuocere” l’intero paese di Isola delle Femmine con i suoi Siti S.I.C., Z.P.S. il suo lungomare e i cittadini che la abitano. La speculazione operata dagli Amministratori per propri scopi personali unita alla loro incapacità di gestione del Territorio per la quale “caparbiamente” si sono fatti eleggere. Vedasi il geologo Dr. Marcello Cutino (è stata una manna per farsi eleggere) si quel Signore che parlava tanto di Italcementi, oppure il “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, (gli è venuto persino il naso lungo come pinocchio per le bugie raccontate durante la campagna elettorale, dopo essere stato l’artefice della distruzione del “Comitato No Radar a Isola delle Femmine”) che si “vende” la pelle di un orso non suo. Documenti, articoli, denunce, ricorsi………..
*
Windshear
*T.A.R.

Scioglimento dei Consigli: La Costituzione stabilisce della necessità che ogni atto che la pubblica amministrazione produce Sia improntato alla giustizia ed alla imparzialità.
Il rapporto con il mondo della politica è fondamentale per le organizzazioni mafiose. Diverse sono le circostanze nelle quali il rapporto tra il politico e lo Zio di turno si manifesta in uno scambio tra consenso da una parte (voti) e possibilità di fare affari dall’altra. Alle elezioni lo Zio “indica” il candidato da votare che una volta eletto si adopererà affinché lo Zio & Soci possano fare affari infiltrandosi nel tessuto economico legale, condizionando pesantemente gli uffici della pubblica amministrazione mediante l’esercizio di attività corruttive e di atti intimidatori.
La legge 22 luglio 1991, n. 221 assorbita dal D.L. 257/200, prevede la possibilità di sciogliere un’amministrazione comunale sulla quale grava il sospetto di una infiltrazione o condizionamento di carattere mafioso.
Il Consiglio dei Ministri, propone la disposizione dello scioglimento dell’ente locale al Presidente della Repubblica, che ha il potere di firma del decreto di scioglimento stesso.


Casi History,Cronaca,Leggi decreti articoli e………
*L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA APPROVA LA LEGGE SUI RIFIUTI

*DECADENZA Consigli Comunali a Serradifalco Trabia Licata NASO Rimozione del Sindaco
*Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio
*T.A.R.

Ufficio Tecnico Comunale, Licenze Edilizie, Abusivismo, Piano Regolatore Generale, Ordinanze, Condoni, Oneri Urbanizzazione, Denunce,Voto di Scambio, Gestione del Terrritorio, Leggi, Decreti, Mafia, Commissione Comunale Edilizia, Commissione Paesaggistica, Pizzo……….


*Le vittime Innocenti di TUTTE le mafie
*FIRMATO IL PROTOCOLLO d’intesa sul contrasto alla mafia a Isola delle Femmine

*EDILIZIA SENTENZE ABUSIVISMO LICENZE CONDONI ORDINANZE
*
Solo gli STOLTI non cambiano idea
*ADOZIONE P.R.G. PRG 30.10.09
*
Composizione e Competenze Commissioni Edilizie Comunali e dissesto idrogeologico
*
PORTO Isola delle Femmine Valutazione Incidenza Ambientale
*
M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche

*ABUSIVISMO EDILIZIO: Ordinanza AIELLO EMILIA
*Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio
*DECADENZA Consigli Comunali a Serradifalco Trabia Licata NASO Rimozione del Sindaco
*T.A.R.

Tutti gli atti, provvedimenti, licenze edilizie, ordinanze, polemiche, interventi, fatti e misfatti documentati:

*Le vittime Innocenti di TUTTE le mafie
*FIRMATO IL PROTOCOLLO d’intesa sul contrasto alla mafia a Isola delle Femmine

*Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello
*Solo gli STOLTI non cambiano idea
*Ministero Interni Bilancio Isola Previsione 2009
*ABUSIVISMO EDILIZIO: Ordinanza AIELLO EMILIA
*PORTO Isola delle Femmine Valutazione Incidenza Ambientale
*ADOZIONE P.R.G. PRG 30.10.09

*Composizione e Competenze Commissioni Edilizie Comunali e dissesto idrogeologico

*PORTO Isola delle Femmine Valutazione Incidenza Ambientale

*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio
*DECADENZA Consigli Comunali a Serradifalco Trabia Licata NASO Rimozione del Sindaco
* T.A.R.


CALLIOPE il gran business del verde agricolo di Isola delle Femmine che diventa come d’incanto edificabile. Il cantiere di Isola delle Femmine controllato dalla MAFIA ( è dell’agosto del 2009 la notizia del sequestro dei beni all’imprenditore elettricista Pietro Cinà uomo di fiducia dei Lo Piccolo che all’interno del cantiere la Calliope aveva ottenuto l’appalto per l’impianto elettrico). Dopo il “colpo di mano” del Commissario ad Acta che si sostituisce al C.C. iniziano i lavori senza alcuna licenza , durante la gestione del “Sindaco” Portobello viene concessa il 1 giugno del 2005 la licenza edilizia, nel giugno del 2007 viene presentata alla C.E.C. la variante su tutti i 50 appartamenti, poi spariscono i Maiorana padre e figlio. Ne aveva parlato in un “acceso e sempre urlante” dibattito con il “Sindaco” il geometra ex oppositore (vedasi il comizio tenuto in piazza solo qualche mese prima delle elezioni) ed attuale V.P. del Consiglio geom Vincenzo Dionisi che lo accusava di essere stato l’artefice di…… ? L’incontro scontro, tra il “Sindaco” e attuale ex oppositore geom Vincenzo Dionisi, avvenne nella sala parrocchiale per ricordare il sacrificio del maresciallo Monteleone. I cittadini di Isola delle Femmine sono ancora in attesa di una risposta del “Sindaco” tesa a difendere l’onorabilità della Istituzione Comune Isola delle Femmine, circa la notizia che sull’affare Calliope “…… e ben 5 appartamenti ceduti a figli di ex amministratori locali per mettere a tacere ogni cosa e sistemare i documenti alla bisogna…”.( notizia del 17 dicembre 2008) Documentazione articoli vai a ……..
*LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI
*Solo gli STOLTI non cambiano idea
*T.A.R.

ULTIMISSIME
Vai ai links degli argomenti trattati: Fatti e misfatti di Isola delle Femmine, Voto di Scambio, Elezioni Amministrative, Mercomonio dei Voti, Mafia e Antimafia, Economia Isolana, Italcementi, Ambiente, Denunce, Querele, Esposti, , Libera Informazione, Clientelismo, Delibere, determine, Bilanci, Rifiuti………

Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985
Relazione che la Commissione parlamentare Antimafia approva seduta 6 dicembre 2000
GESTIONE beni confiscati legge 109 7 marzo 96
Sequestro beni mafiosi a Isola delle Femmine
Maxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori
ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine
Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare
Licenza Edilizia Riso Rosaria 26 Novembre 09 Dionisi Vincenzo
Licenze Edilizie Crivello Crivello Costanzo Sorelle Pomiero Progettista geom Impastato Giovanni Amministratore
P.R.G. e Comparto 1 di Isola delle Femmine
P.R.G. Isola delle Femmine e i compromessi
P.r.g. Isola delle Femmine
Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico
ELAUTO variante in corso d’opera
Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio
M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
Solemar Consorzio Turistico Siciliano
LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI
Hotel Saracen Isola Ufficio Tecnico Comunale e………..
in questi ultimi mesi sento parlare con sempre piu’ insistenza che …
Isola delle Femmine l’isola felice del Sindaco Portobello
prg fasone calliope raddoppio ferroviario la paloma riepilogo …
Ordinanza Sindacale affidamento Raccolta Rifiuti ditta AL.TA. s.r.l.
Mafia e Dintorni
Tutela e miglioramento qualità ambiente servizio idrico integrato 2007 2013
LEGGE 15 luglio 2009, n. 94 Disposizioni in materia di sicurezza pubblica. (09G0096) (Suppl. Ordinario n. 128)
5 aprile 2010 Manifestazione a Isola delle Femmine

Vi sono i FATTI che avvengono quotidianamente e che hanno delle ripercussioni sulla vita politica-amministrativa-sociale della nostra Comunità. Vi sono Persone Movimenti Partiti Associazioni… che raccontano,analizzano e descrivono questi FATTI. Vi sono persone gruppi “politici” che reagiscono negando i FATTI senza sapere che: Negare l’evidenza, è un brutto modo di vivere.

Il racconto di molti FATTI e situazioni drammatiche, la politica tende a negarne la loro veridicità. Alle nostre libere voci, alle nostre circostanziate denunce, non vengono mai contestati i FATTI ma si tende in maniera più o meno legale di impedire la possibilità di farci sentire.

“Voi mentite,…. non è vero quello che dite…. Isola delle Femmine è un’isola felice.. ” NON spiegano mai il perché.


Noi abbiamo provato a raccontare:
Gli si deve riconoscere il merito all’attuale V.P. Consiglio Comunale geom Dionisi Vincenzo nell’essersi per primo fatto promotore di una battaglia contro le infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione di Isola delle Femmine. E’ forte in noi la determinazione dell’impegno nella lotta contro ogni tipo di ingerenza affaristico-mafioso nella gestione della Cosa Pubblica, contro la spregiudicatezza nella gestione ed aggressione perpetrata ai danni di un territorio ormai devastato. Contro il mercimonio della libera espressione del voto.Noi abbiamo provato a descriverla così:
E’ giusto far sapere ai cittadini di Isola delle Femmine che, grazie al comportamento ostativo del Presidente del C.C., i Consiglieri non hanno mai potuto vedere lo schema di massima del P.R.G. e l’esito degli emendamenti presentati, mentre al Presidente del C.C. venivano rilasciate dal Sindaco e dal Capo dell’Ufficio Tecnico i seguenti atti più o meno illegittimi :
§ autorizzazione edilizia in sanatoria per una piscina abusiva;
§ concessione edilizia (al padre) per completamento di un fabbricato abusivo nei 150 metri dalla battigia (nel rilievo aerofotogrammetrico del 1977 il fabbricato non esiste);
§ concessione edilizia per la costruzione di un villino bifamiliare in “lotto intercluso” ove già aveva realizzato una villa unifamiliare e piscina con un’altra concessione edilizia.
CONSIDERAZIONE FINALE : ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA E DELLE SFINGE DI SAN GIUSEPPE.
MORALE DELLA FAVOLA : ANCORA ISOLA DELLE FEMMINE E’ SENZA UN P.R.G. E LA STORIA CONTINUA

Per saperne di più:
Maxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori
ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine
Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare
Licenza Edilizia Riso Rosaria 26 Novembre 09 Dionisi Vincenzo
Licenze Edilizie Crivello Crivello Costanzo Sorelle Pomiero Progettista geom Impastato Giovanni Amministratore
P.R.G. e Comparto 1 di Isola delle Femmine
P.R.G. Isola delle Femmine e i compromessi
P.r.g. Isola delle Femmine
Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico
ELAUTO variante in corso d’opera
Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio
M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
Solemar Consorzio Turistico Siciliano
LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI
Hotel Saracen Isola Ufficio Tecnico Comunale e………..
in questi ultimi mesi sento parlare con sempre piu’ insistenza che …
Isola delle Femmine l’isola felice del Sindaco Portobello
prg fasone calliope raddoppio ferroviario la paloma riepilogo …
Ordinanza Sindacale affidamento Raccolta Rifiuti ditta AL.TA. s.r.l.
Mafia e Dintorni
Tutela e miglioramento qualità ambiente servizio idrico integrato 2007 2013
LEGGE 15 luglio 2009, n. 94 Disposizioni in materia di sicurezza pubblica. (09G0096) (Suppl. Ordinario n. 128)
5 aprile 2010 Manifestazione a Isola delle Femmine

Gli esercizi di mnemonica del “Sindaco” Professore Gaspare Portobello

ATO;Palazzolo, bruno, CARDINALE, CUTINO, Guttadauro, LUCIDO, Palazzotto, Pomiero;Riso, PORTOBELLO, Puglisi Baldassare,

















Promemoria per il “Sindaco” Professore Gaspare PortobelloStatuto

D’Arpa Dionisi Consiglio Comunale 18 novembre 2010 interrogazioni

D’Arpa Dionisi Consiglio Comunale 18 novembre 2010 interrogazioni

D’Arpa Dionisi Consiglio Comunale 18 novembre 2010 interrogazioni

 

 

 

Consiglio Comunale
18 novembre 2010
interrogazioni

 

 

 

 

 *D’Arpa Passaggio del Coniglio Ufficio Tecnico Comunale Autolavaggio Fasone Sequestro Beni Ordinanza Sindacale

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

ISOLA DELLE FEMMINE

AL SINDACO

DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

AL RESPONSABILE

SETTORE TECNICO URBANISTICO

 

Oggetto: Interrogazione al Sindaco

I sottoscritti, consiglieri comunali del gruppo consiliare Rinascita Isolana, ai sensi dell’art. 9 commi 7 e ss, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale,

CHIEDONO

Risposta verbale del Sindaco – da tenersi alla prossima seduta del Consiglio Comunale – in merito al seguente argomento:

Visure richieste dal consigliere Dionisi Vincenzo per pratiche U.T.C.

Atteso che il Rendiconto Periodico di Spesa n 2 (recante l’elenco dei Buoni Economati per Pagamenti 2010), indica che sono stati corrisposti – in favore del predetto Dionisi – n. 3 buoni per le visure effettuate in relazione a praticche dell’U.T.C. presso l’ Archivio Notarile e presso l’Agenzia del Territorio, il Sindaco chiarisca:

a)   In forza di quale provvedimento sindacale, delibera consiliare o di Giunta, determina del responsabile del settore tecnico-urbanistico, il consigliere Dionisi è stato incaricato dello svolgimento delle suddette attività per conto dell’ente locale;

b)   A quali         pratiche dell’U.T.C. fanno riferimento le visure richiamate nel Rendiconto;

c)   Quali garanzie sono state adottate dall’Amministrazione per il rispetto della privacy dei cittadini interessati e per evitare l’insorgenza di ipotesi di conflitto d’interessi.

Isola delle Femmine 16.07.2010

I Consiglieri comunali di “Rinascita Isolana”P

Protocollo  9990  19 luglio 2010

*Siamo Siamo quindici leoni….Siamo Siamo quindici leoni…..
*Commisione Ambiente 11 Giugno 2010 

 

 

 

interrogazione
DIONISI

 

 

Aggiungi didascalia

Comune di Isola delle Femmine

OGGETTO: Risposta a interrogazione del Gruppo consiliare Rinascita Isolana del 16.7.2010
Al Presidente del C.C. SEDE

In riferimento all’interrogazione  di cui in oggetto in merito all’argomento: “Visure richieste dal Consigliere Dionisi Vincenzo per pratiche U.T.C.” si chiarisce che tali visure, eseguite per conto di questo Ufficio  Tecnico – Servizio Lavori Pubblici.

 

  1. si riferiscono all’area ex ITAS, terreno già in possesso del demanio comunale e sono state utilizzate per esperire le pratiche burocratiche relative alla riqualificazione territoriale di detta area.
  2. sono state richieste presso gli Uffici competenti dal Consigliere Dionisi senza alcun provvedimento autorizzatorio, poichè nessun compenso era previsto per tale intervento che è stato effettuato  dal Consigliere a titolo gratuito nell’esclusivo interesse della comunità e solo per spirito di collaborazione. A tal proposito, colgo l’ìoccasione per ringraziare  tutti i Consiglòieri del gruppo Progetto Isola ed, in aprticolare, il Con Dionisi che con dedizione e generosità mettono quotidianamente a disposizione della nostra comunità le proprie competenze e la propria esperienza al solo fine di migliorare sempre più l’immagine e la condizione sociale del nostro paese.
  3. non è stata violata la privacy di nessun cittadino nè si riscontrano ipotesi di conflitto di interesse.

Il Sindaco Professore Gaspare Portobello

Isola 6 ottobre 2010

 

Risposta Sindaco alla
interrogazione

 

 

Replica alla risposta

 

 

 

 

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

OGGETTO: replica interrogazione “Visure richieste dal consigliere Dionisi Vincenzo per pratiche U.T.C.”

 

 

 

Il Gruppo consiliare “Rinascita Isolana” non si ritiene soddisfatto delle risposta del Sindaco all’interrogazione in merito alle  “Visure richieste dal consigliere Dionisi Vincenzo per pratiche U.T.C.”

Invero, non è stato chiarito con quale provvedimento sia stato conferito al geometra predetto l’incarico di effettuare – per conto dell’U.T.C. – visure presso l’archivio notarile e presso l’Agenzia del Territorio e assai opinabile è il rilievo per cui le pratiche in oggetto sottenderebbero un interesse della collettività, tale da legittimare l’intervento del consigliere Dionisi.

Le visure richieste il 13 Maggio 20110, oggetto di diversa interrogazione, ben chiariscono l’INOPPORTUNITA’ dell’intervento del geometra.

In forza all’Ufficio tecnico di Isola delle Femmine vi sono diverse unità le quali hanno il dovere contrattuale di svolgere le attività di competenza, provvedendo ad assicurarare quella TERZIETA’ rispetto ai soggetti interessati alle pratiche e a chi fornisce sostegno professionale – che è condizione necessaria alla salvaguardia degli standard minimi di legalità e trasparenza dell’azione amministrativa.

Il ruolo dei consiglieri comunali non può in alcun caso confondersi con quello dei dirigenti e del personale, perchè radicalmente diversi sono i compiti affidati dall’ordinamento alle Istituzioni e alla burocrazia (del resto l’art 78 T.U.E.L. pone a carico delle Istituzioni il dovere di rispettare la distinzione tra funzioni, competenze e responsabilità dell’ambito gestionale e di quello politico).

La posizione del geometra Dionisi richiederebbe – poi – ulteriori e più stringenti cautele: atteso che il T.U.E.L. arriva addirittura a ritenere incompatibile con funzioni di governo chi esercita atttività professionali nel settore tecnico-urbanistico nel territorio comunale (art 78 c. 3 d.lgs 267/00), ben difficilmente può ammettersi che il vicepresidente si ingerisca in modo incontrollato nell’attività dell’U.T.C., con cui egli – per motivi di lavoro – si interfaccia con frequenza.

I cittadini necessitano di esplicite garanzie del doveroso rispetto di quei distacchi minimi inderogabili che evitano l’ipotesi di conflitto d’interessi e riducono il rischio di un uso privatistico della cosa pubblica.

La replica del Sindaco, invece, si sotanzia in un edificio argomentativo incredibilmente precario, privo di quei pilastri valoriali che avrebbero rassicurato non tanto l’opposizione consiliare, quanto piuttosto la Comunità Isolana tutta: un edificio maldestramente costruito sull’incerta sabbia delle giustificazioni artificiose, del pressapochismo, della buona fede farisaica, della vostra – solita – opaca trasparenza.

E  – sullo sfondo – ancora una volta, restano, – offesi – i diritti dei cittadini.

Isola delle Femmine 18.11.2010

 

I Coniglieri Comunali

 

 

 

 

 

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

ISOLA DELLE FEMMINE

AL SINDACO

DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

AL RESPONSABILE

SETTORE TECNICO URBANISTICO

 

 

Oggetto: Interrogazione al Sindaco

I sottoscritti, consiglieri comunali del gruppo consiliare Rinascita Isolana, ai sensi dell’art. 9 commi 7 e ss, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale,

CHIEDONO

Risposta verbale del Sindaco – da tenersi alla prossima seduta del Consiglio Comunale – in merito al seguente argomento:

 

Annullamento della concessione edilizia in sanatoria  n 11 del 2008

Atteso che il 23.08.2010, il Resp. III Settore f.f. procedeva all’annullamento della c.c. n. 11/2008 e al diniego dell’autorizzazione edilizia per la realizzazione di un’attività di autolavaggio presso Passaggio del Coniglio, 6.

Il Sindaco chiarisca:

–             Perché, dinanzi alle ripetute osservazioni del gruppo “Rinascita Isolana”. non si è attivato per verificare la fondatezza della notizia del sequestro di beni disposto nei confronti dei parenti di D’Arpa Sandro, che lo stesso Portobello ha designato quale capo dell’UTC?

–             Perché solo il 13.05.2010 il Comune di Isola delle Femmine ha proceduto alle visure siugli immobili di Passaggio del Coniglio, 6?

–             Dal 13 maggio ad oggi quali controlli sono stati disposti dalla Polizia Municipale sugli immobili e sulle attività commerciali in questione?

–             Perché le visure del 13.05.2010 sono state richieste dal consigliere comunale Dionisi Vincenzo?

–             Con quale provvedimento gli è stato conferito tale incarico?

–             Essendo egli un geometra che segue diverse pratiche edilizie in Isola delle Femmine, perché avrebbe dovuto apprendere dati così delicati riguardo ai familiari dell’Arch. D’Arpa?

–             Perché gli esiti di tali accertamenti non sono stati in nessun modo comunicati al Consiglio Comunale?

Isola delle Femmine, 08/09/2010

I Consiglieri Comunali

Protocollo 12142 8 settembre 2010

 

 

 

Interrogazione sulla
concessione edilizia 11/2008
Autolavaggio
Passaggio del Coniglio
D’ARPA

 

 

 

 

Risposta
del Sindaco ad Interrogazione sulla
concessione edilizia 11/2008
Autolavaggio
Passaggio del Coniglio
D’ARPA

 

Comune di Isola delle Femmine

Provincia di Palermo

III SETTORE – I SERVIZIO: urbanistica ed edilizia privata

 

Oggetto: Interrogazione al Sindaco – rif nota del 08.09.2010 p.llo n 12142 sull’annullamento della CE n 11/2008 a nome  dei Sig.ria D’ARPA PIETRO D’ARPA MARIO D’ARPA MASSILIANO, COLLURA VINCENZA, D’ARPA VINCENZO

 

 

In riferimento all’interrogazione di cui in oggetto, si rappresenta che il procedimento di annullamento della concessiomne in sanatoria ed il diniego della richiesta di autorizzazione per manutenzione straordinaria a nome dei sig.ri D’Arpa, si è avviato con la richiesta di autorizzazione edilizia inoltrata in data 15.04.2010 p.llo n. 5391,

 

  • Al momento dell’istruttoria della nuova pratica edilizia sono stati rilevati nuovi elementi non presenti e non necessari all’atto dell’istruttoria della C.E.- in sanatoria.
  • Nella fattispecie era sufficiente l’autocertificazione ai sensi del DPR n° 445/2000 in sostituzione della denuncia di successione che per legge va presentata entro un anno dalla morte del de cuis
  • Durante la fase istruttoria per l’accertamento della proprietà è stato appurato anche del sequestro preventivo.
  • In funzione dei nuovi elementi rilevati sono stati emessi i provvedimenti amministrativi consequenziali.

Il responsabile del I Servizio Arch Sergio Valguarnera

 

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

PROVINCIA DI PALERMO

 

Oggetto: Interrogazione al Sindaco – rif nota del 08.09.2010 p.llo n 12142 sull’annullamento della CE n 11/2008 a nome  dei Sig.ria D’ARPA PIETRO D’ARPA MARIO D’ARPA MASSILIANO, COLLURA VINCENZA, D’ARPA VINCENZO

 

In riferimento all’interrogazione di cui in oggetto, si dà lettura della relazione dell’Arch Sergio valguarnera, responsabile del Servizio Urbanistica del Settore Tecnico

 

In merito alle domande poste si osserva:

 

  1. un’attività di acquisizione di dati, quali la verifica della fondatezza di una notizia di sequestro di beni nei confronti di privati, laddove non collegata a specifiche competenze o attività di uffici e servizi comunali, non rientra nelle competenze dell’Ente.
  2. la presentazione di una richiesta autorizzazione edilizia inoltrata dai Sigg,ri D’ARPA PIETRO D’ARPA MARIO D’ARPA MASSILIANO, COLLURA VINCENZA, D’ARPA VINCENZO acquisita al prot. gen.le del Comune in data 15.04.2010 al n 5291, costituendo l’avvio di un procedimento di natura urbanistica, ha avviato un iter istruttorio che, in data 13.05.2010, ha reso necessaria l’acquisizione di visure presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Palermo, a seguito della quale si è apurata l’esistenza di un sequestro preventivo, concausa che ha avuto come conseguenza l’annullamento della concessione edilizia n. 11/2008 rilasciata in sanatoria e il diniego dell’autorizzazione edilizia richiesta.
  3. nell’ambito del normale controllo sul territorio la P.M. ad oggi non ha rilevato attività edilizia sul posto, come riferito dal Comandante della P.M.
  4. Le visure presso la CC.RR.II. sono state eseguite dal consigliere Dionisi per conto del responsabile dell’istruttoria della pratica di che trattasi, il quale informalmente gliele aveva richieste, essendo momentaneamente impossibilitato e non in grado di distogliere nessun componente dell’U.T.C. dai pressanti impegni di competenza.
  5. Il consigliere Dionisi vi ha provveduto, a titolo gratuito e solo per spirito di colaborazione con gli uffici comunali e senza alcun provvedimento formale e senza percepire alcun compenso  se non il mero rimborso delle spese sostenute per il rilascio, come meglio si evidenzia dal raffronto tra le ricevute rilasciate dalla Conservatoria e riborsi effettuati
  6. le visure in questione non contenendo dati sensibili, sottoposti a tutela della privacy, vengono di regola rilasciati a richiesta di qualsiasi cittadino
  7. Gli esiti degli accertamenti non sono stati comunicati al Consiglio Comunale non essendo gli stessi in alcun modo collegati all’attività di competenza di detto Organo

IL Sindaco Professore Gaspare Portobello

Isola 06.10.2010

 

 

 

Replica alla Risposta
del Sindaco su Interrogazione sulla
concessione edilizia 11/2008
Autolavaggio
Passaggio del Coniglio
D’ARPA

 

 

 

 

 

Il Sindaco nella seduta del CC

dichiara: nell’ambito del normale

controllo sul territorio  la P.M. 

ad oggi non ha rilevato

attività edilizia sul posto,

come riferito dal Comandante

della P.M. (ipotizziamo fatto

prima del 6 ottobre 2010)

 

Da un raffronto delle date sulle

ricevute sembra esserci qualche

incongruenza. Abbiamo capito male?

 

 

In esercizio prima del 6 ottobre 2010
come da dichiarazione del Sindaco al C.C. del
18.11.2010 punto 3

 

 

In esercizio prima del 6 ottobre 2010
come da dichiarazione del Sindaco al C.C. del
18.11.2010 punto 3

 

 

In esercizio prima del 6 ottobre 2010
come da dichiarazione del Sindaco al C.C. del
18.11.2010 punto 3

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

 

Oggetto: replica all’interrogazione “annullamento della c.e. in sanatoria n 11/08”

 

Il Gruppo Consiliare “Rinascita isolana” non può che dirsi insoddisfatto – e turbato – dalla risposta del sindaco all’interrogazione avente ad oggetto l’annullamento della c.e. in sanatoria n. 11/08.

Occorre previamente ricordare come il 23 Agosto scorso il Resp III settore f.f. arch Valguarnera abbia proceduto all’annulamento della c.e. in sanatoria n 11/08 – rilasciata ai cugini dell’arch D’Arpa – e al diniego della richiesta di autorizzazione edilizia per la realizzazione di un’attività di autolavaggio presso P.ggio del Coniglio perchè il fondo risultava non appartenere ai richiedenti e gravato di seuquestro preventivo adottato con decreto del 26.10.09 dal Tribunale di Palermo, Sezione Misure di Prevenzione.

“Rinascita Isolana” aveva evidenziato l’esistenza del provvedimento giudiziario in Consiglio Comunale – ne siete tutti tespimoni – già nel Dicembre 2009, ribadendolo a chiare lettere nel Marzo 2010.

L’opposizione consiliare aveva infatti esplicitamente affermato che npon è ammissibile che un sindaco non si pronunci sui recenti sequestri di beni immobili realizzati dai Ros nel nostro Paese, a quanto pare relativi a parenti dei vertici dell’UTC (dichiarazione del 18.12.2009), aggiungendo poi i ROS nel quadro dell’operazione Rebus hanno disposto il sequestro di beni siti nel territorio di Isola delle Femmine perchè riconducibili al clan mafioso Madonia-Di Trapani. In particolare pare si tratti – a detta degli organi di stampa – di immobili siti in via Passaggio del Coniglio n 4 le cui risultanze catastali potrebbero condurre a terreni, opifici e appartaemnti intestati a tali D’Arpa Vincenzo, Massimiliano, Pietro e Collura Vincenza; prescindendo dai motivi di rilevanza penale dei fatti, che sarà la Magistratura a valutare, i leganoi di parentela che stringono possibili prestanome di potenti boss mafiosi al capo dell’UTC isolano, aggiungono dolore e sgomento ad un clima già di considerevole tensione e sospetto. E sul punto il sindaco, più volte sollecitato dalla minoranza, si è sempre rifiutato di esprimersi (dichiarazione del 12.03.2010).

Nell occasioni suddette non solo il gruppo “Progetto isola” difendeva a spada tratta il capo dell’UTC, ma lo stesso sindaco metteva in dubbio le nostre affermazioni in ordine alla reale siussistenza della misura preventiva relativa ad immobili intestati a parenti dell’Arch D’Arpa.

Come accettare che il sindaco adduca oggi pretestuose e fragili giustificazioni al suo mancato comunque tardivo impegno nell’accertamento del fatto?

Come tollerare che questi – informato dai media e dalla coraggiosa minoranza consiliare – non abbia verificato la veridicità di un dato talmente grave, che avrebbe dovuto porre in crisi il rapporto fiduciario tra sindaco e dirigente?

L’Amministrazione, per l’ennesima volta, ha mostrato la sua incapacità di fronteggiare l’emergenza legalità che stiamo vivendo a Isola delle Femmine: simili comportamenti omissivi rivelano – inequivocabilmente – il torpore civico che caratterizza la nostra Giunta e non possono che aggravare il sospetto d’aver di fronte un governo locale inadeguato e irresponsabile.

Ancora una volta, poi, le delicate visure de quibus sono state effettuate dal geometra Dionisi: l’assoluta inopportunità dell’ingerenza del consigliere nella vicenda non merita ulteriori commenti e svuota di significato il chiarimento del sindaco.

Per inciso, dal 13 Maggio 2010 al 23 Agosto 2010, 100 giorni, il consigliere-geometra – preso atto di dati di importanza fondamentale importanza per i rapporti tra Istituzioni e burocrazia -, ha celato quanto appreso, omettendo di investire della questione il Consiglio Comunale!

L’argomento era stato oggetto di dibattito consiliare, era pertanto preciso dovere del geometra Dionisi informare l’assise della ASSOLUTA VERITA’ di quanto dichiarato dall’opposizione.

L’attività professionale e l’atteggiamento del sindaco in ordine al mancato controllo dell’operato della Polizia Municipale, investita del controllo del territorio. Il sindaco infatti, ancor prima del Comandante della Polizia Municipale, avrebbe dovuto assicurare il rispetto della legalità e l’applicazione della legge urbanistica sul proprio territorio!

E’ pertanto inammissibile che solo il 22 ottobre 2010 – due mesi dopo il provvedimento in oggetto – sia stato disposto il sopralluogo sugli immobili e sulle attività commerciali in questione, malgrado anche semplici cittadini abbiano a più riprese denunziato  gli abusi, poi sanzionati con ordinanza n 72 del 3 novembre 2010.

I fatti descritti, valutati congiuntamente all’ordinanza di ripristino dei luoghi n 59/2010 – che sarà oggetto di  ulteriore disamina consiliare, attesi i dubbi emersi da una prima lettura del provvedimento – e all’esito dell’accertamento ispettivo in ordine alla pratica edilizia “Sorelle Pomiero s.n.c.”, ci impongono di richiedere al sindaco di assumere provvedimenti drastici nei confronti del responsabile dell’Ufficio Tecnico Urbanistico.

 

 

 

 

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

PROVINCIA DI PALERMO

Ufficio Tecnico

I III Settore UTC: I Servizio Urbanistica‐Edilizia Privata

Via C. Colombo n. 1 – 90040 ‐ Isola delle Femmine

Sito ufficiale: http://www.comune.isoladellefemmine.pa.it

p.e.c: comuneisoladellefemmine@viapec.net ‐ p.iva 00801000829 ‐ Tel 091‐86176201

 

 

IL RESPONSABILE DEL III SETTORE f.f.

CONCESSIONE EDILIZIA IN SANATORIA N. 02 DEL 22/02/2011

*********

 

Vista l’istanza prot. n° 2558 del 01.04.1986 a nome del sig. D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 09/06/1931 e residente a Isola delle Femmine nel Passaggio del Coniglio n° 2, codice fiscale DRP VCN 31H09 G273H, tendente ad ottenere il rilascio della concessione edilizia in sanatoria, ai sensi della L.R. 47/85 del 28.02.1985, per le opere realizzate abusivamente, consistenti nell’ampliamento di un capannone ad uso industriale, di mq. 30,75, identificato al catasto urbano al fg. n. 4 ‐ p.lla n. 241 subalterno n° 1 ctg. D/1;

Accertato che l’istante aveva titolo per richiedere la concessione edilizia in sanatoria giusto

atto di compravendita del 27/09/1966, stipulato presso il Notaio Arturo Giganti, con rep. 59528 e registrato il 17.101966 al n° 13762;

Considerato che il capannone originario è stato realizzato in forza della Licenza Edilizia del

03.05.1968 prat. N° 74/67;

Vista la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa in data 28/03/1986 del Sig. D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 09/06/1931, da cui risulta che l’abuso è stato ultimato entro il mese di Settembre 1974;

Considerato che il sig. D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 09/06/1931 è deceduto in data 10.08.2007 ed in attesa nei termini di legge per la definizione della denuncia di successione i sig.ri

D’arpa Pietro, nato a Palermo l’1/01/1960; D’arpa Mario, nato a Palermo il 24.08.1962; D’arpa Massimiliano, nato a Palermo l’1/05/1971; Collura Vincenza, nata a Palermo l’1/12/1937, autocertificavano ai sensi del DPR n. 445/2000, di essere gli unici eredi del de cuius D’Arpa Vincenzo;

Considerato che, acquisiti i pareri e nulla osta propedeutici previsti per legge, questo UTC in data 09.05.2008 rilasciava erroneamente la concessione edilizia in sanatoria n. 11/2008, intestata ai signori: D’arpa Pietro, nato a Palermo l’1/01/1960; D’arpa Mario, nato a Palermo il 24.08.1962;

D’arpa Massimiliano, nato a Palermo l’1/05/1971; Collura Vincenza, nata a Palermo l’1/12/1937, in funzione dell’autocertificazione resa ai sensi del DPR n. 445/2000;

Considerato che in seguito di verifica, questo UTC in autotutela con provvedimento protocollo n. 11495 del 23 agosto 2010, annullava la concessione n. 11/2008, in quanto l’atto amministrativo risultava erroneamente intestato a soggetti non proprietari dell’immobile;

Considerato che in data 02.11.2009 l’immobile in oggetto è stato sottoposto a misure di prevenzione su Decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Palermo, trascritto in data 02.11.2009 e successivamente dissequestrato in data 10.11.2010;

Considerato che in merito al provvedimento p.llo n. 11495 del 23 agosto 2010 è stato presentato ricorso al Tribunale Amministravo delle Regione Sicilia;

Vista la documentazione trasmessa dalla ditta in data 06.12.2010, 07.12.2010 e 27.12.2010, costituiti dalla qui elencata documentazione:

‐ atto di dissequestro del 10/11/2010 emesso da parte del Tribunale di Palermo e depositato

presso la cancelleria in data 12/11/2010;

‐ provvedimento di sospensione del T.A.R. – n° 1061/10 Reg. Ord. Sosp. n° 02001/2010 reg.ric, inoltrato in data 06.12.2010, nel quale sospende l’efficacia dei provvedimenti impugnati ai fini del riesame da parte dell’amministrazione competente (…);

‐ verbale di deposito e pubblicazione del testamento olografo – repertorio n. 10350 – raccolta n. 3254 – sottoscritto innanzi al Notaio Gabriele Zammitti, iscritto nel Ruolo del collegio Notarile del Distretto di Palermo, registrato in Palermo il 10.12.2007 – al n. 13331 e trascritto il 13.12.2007 al n. 80091/50444; Denuncia di successione n. 40 – volume n. 375 del 28.04.2008;

Visto il parere del legale di fiducia dell’Amministrazione Comunale trasmesso con nota p.llo n.17226 indata 7/12/2010;

Considerato che questo ufficio, sulla scorta di nuovi fatti documentati e su indicazione del T.A.R. ha proceduto al riesame della pratica edile di cui alla nota p.llo n. 17615 del 16.12.2010;

Considerato che attualmente l’immobile oggetto della presente concessione risulta essere di proprietà del sig. D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 20/10/1992, in forza dei seguenti titoli: a) Verbale di deposito e pubblicazione del testamento olografo – repertorio n. 10350 – raccolta n. 3254 – sottoscritto innanzi al Notaio Gabriele Zammitti, iscritto nel Ruolo del collegio Notarile del Distretto di Palermo, registrato in Palermo il 10.12.2007 – al n. 13331 e trascritto il 13.12.2007 al n. 80091/50444; b) Denuncia di successione n. 40 – volume n. 375 del 28.04.2008;

Vista l’istanza del 27/12/2010 – p.llo n. 17957, presentata dal sig. D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 20.10.1992 e residente in Isola delle Femmine, via Passaggio del Coniglio n. 4 – c.f.: DRP VCN 92R20 G273V, n.q. di erede, con la quale chiede il rilascio della concessione edilizia in sanatoria ai sensi della L. 47/85, per le opere abusive realizzate nell’immobile sito in Isola delle Femmine, via Passaggio del Coniglio n. 6 – censito al catasto al fg. 4 – particella n. 241 –sub. 1 – ctg. D/1;

Vista al documentazione allegata all’istanza del 27/12/2010, costituita:

‐ dal certificato del 20.12.2010 ‐ carichi pendenti (ai sensi dell’art. 60 c.c.p.) in originale rilasciato dalla Procura della Repubblica di Palermo – certificato carichi pendenti, a nome di D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 20.10.1992, da cui “NON RISULTANO CARICHI PENDENTI”;

‐ dal certificato rilasciato dal Ministero della Giustizia n. 93572/2010/R del 20.12.2010 – certificato generale del casellario giudiziale (art. 24 DPR 14/11/2002 – n. 313) a nome di D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 20.10.1992, con cui si attesta che nella Banca dati del Casellario Giudiziale risulta:

NULLA;

‐ dalla nota dell’ispezione ipotecaria dell’Agenzia del Territorio – Ufficio Provinciale – Servizio di Pubblicità Immobiliare, del 21.12.2010;

Vista la documentazione tecnica, allegata alla concessione edilizia n. 11/2008, costituita dalla: a) relazione tecnica e gli elaborati grafici redatti dal Geom. Cangialosi Benedetto, iscritto al Collegio dei Geometri della Provincia di Palermo al n° 4065, introitati al protocollo di questo

Comune il 21/02/2007 al n.2365 inseguito alla richiesta di documentazione dell’U.T.C.; b) documentazione fotografica; c) dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà del 07.06.2007 prot. 6380, con la quale il tecnico incaricato dall’istante dichiara di avere presentato con ricevuta n° 1626 del 15.03.2005 l’istanza alla Soprintendenza BB.CC.AA., e di non avere ancora ottenuto alcun riscontro, chiedendo quindi l’applicazione dell’art. 17 della L.R. 4 del 16.04.2003; e) parere favorevole dal punto di vista igienico‐sanitario espresso dal Responsabile d’Igiene Pubblica del D.S.B. di Carini, introitato al protocollo di questo Comune il 28/05/2007 al n. 6020; f) la perizia

giurata redatta dal Geom. Benedetto Cangialosi, iscritto al Collegio dei geometri della Provincia di Palermo al n° 4055, attestante lo stato e la consistenza delle opere abusive;

Vista la documentazione catastale da cui si evince che l’unità di che trattasi risulta censita al N.C.E.U. di Isola delle Femmine al foglio di mappa 4 particella 241 sub 1;

Visto il certificato di idoneità Sismica redatto dall’Arch. Claudio Guarino, iscritto al relativo Ordine della provincia di Palermo al n° 1747, introitato al protocollo di questo Comune in data 21/02/2007 al n. 2365;

Considerato che l’istante nulla deve per pagamenti Oneri Concessori, essendo l’abuso realizzato in data antecedente al 01.09.1977 ed in quanto trattasi di immobile per uso industriale, mentre per quanto riguarda le somme dovute a titolo di oblazione come risulta dalla ricevute di versamento agli atti dell’U.T.C., le somme sono da ritenersi congrue;

Viste le leggi 47/85 e successive modifiche ed integrazioni e L.R. 37/85 e successive modifiche ed integrazioni;

Visto il comma 1 dell’art.39 della L. 724/94 con le modifiche introdotte dall’art. 2 comma 37 lett. B della L. 662/96 e riscontrato che nulla osta al rilascio della concessione edilizia in sanatoria;

Vistala L.R.04/2003;

Vista la determinazione del Sindaco n° 16 del 03.07.2007, con la quale viene conferito, in caso di assenza o di impedimento del Responsabile del Settore Tecnico, l’incarico di Responsabile

del III settore all’Arch. Sergio Valguarnera;

Premesso quanto sopra,

RILASCIA

fatti salvi i diritti di terzi,

al sig. D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 20.10.1992 e residente in Isola delle Femmine, via Passaggio del Coniglio n. 4 – c.f.: DRP VCN 92R20 G273V, n.q. di proprietario, la concessione edilizia in sanatoria ex lege 47/85, per le opere realizzate abusivamente consistenti nell’ampliamento di mq. 30,75, da destinare a locale di sgombero, del capannone uso industriale‐artigianale, sito in Isola delle Femmine, via Passaggio del Coniglio n. 6 ‐ identificato al catasto urbano al fg. n. 4 ‐ p.lla n. 241 subalterno n° 1 ctg. D/1, così come riportato negli elaborati grafici che allegati alla presente, ne fanno parte integrante e sostanziale.

A norma dell’art. 36 della L.R. 71/78 la presente Concessione Edilizia in Sanatoria sarà trascritta

pressola Conservatoriadei RR.II. di Palermo, con carico della spesa al concessionario.

Il Responsabile del Servizio Sanatorie

Arch. Giovanni Albert

Il Responsabile del III Settore f.f.

Arch. Sergio Valguarnera

SI CERTIFICA

Su conforme relazione del messo comunale, che la presente concessione è stata pubblicata

all’albo pretorio, ai sensi dell’art.37 della L.R. 71/78 per 15 giorni consecutivi, dal ___________ al

_____________ e che contro la stessa _____ sono stati presentati opposizioni o reclami.

Isola delle Femmine_________________

il Segretario Comunale

Dr. Manlio Scafidi

 

 

 

N. 01061/2010 REG.ORD.SOSP.

N. 02001/2010 REG.RIC.           

 

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale perla Sicilia

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 2001 del 2010, integrato da motivi aggiunti, proposto da:

 

Mario D’Arpa e Vincenzo D’Arpa, rappresentati e difesi dagli avv. Patrizia Stallone e Marco Sirna, con domicilio eletto presso lo studio del primo sito in Palermo, via Antonio Veneziano 69;

 

contro

Comune di Isola delle Femmine in Persona del Sindaco P.T., rappresentato e difeso dall’avv. Saverio Lo Monaco, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv.Saverio Lo Monaco sito in Palermo, via dei Biscottari, 17;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

QUANTO AL RICORSO INTRODUTTIVO:

– della nota del 23.8.10 prot. n. 0011495 con la quale e’ stata dichiarata nulla ed inefficace la concessione edilizia in sanatoria n. 11 del 9.5.08;

– di ogni altro atto connesso, presupposto e conseguenziale;

E PERLA CONDANNA

dell’ Amministrazione resistente al risarcimento dei danni arrecati ed arrecandi ai ricorrenti;

QUANTO AL RICORSO PER MOTIVI AGGIUNTI:

-dell’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi n.72 dle 3/11/2010;

-di tutti gli atti presupposti e comunque connessi,

E PERLA CONDANNA

al risarcimento dei danni arrecati ed arrecandi.

 

 

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Comune di Isola delle Femmine in Persona del Sindaco P.T.;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente con entrambi i mezzi;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 novembre 2010 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

 

 

RITENUTO che rispetto allo stato giuridico dei luoghi come certificati dal Comune nei provvedimenti gravati, parte ricorrente documenta come nelle more è intervenuto il provvedimento di dissequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria ordinaria, versato in atti;

CONSIDERATO quanto dedotto alla presente adunanza camerale dalla difesa dei ricorrenti, per ciò che concerne il ricorso introduttivo, in relazione al ritenuto consolidamento in capo all’originario istante (il fù D’Arpa Vincenzo, classe 1931, deceduto il 10/08/2007) atteso anche l’utilizzo nel 2005 dell’istituto di cui all’art.17 L.R.4/2003 (prot.1626 del 15/3/2005);

Considerato che sul punto la difesa del comune resistente si è limitata a contestare che comunque dalla data di presentazione di detta istanza sarebbero occorsi comunque nuovi temrini per il consolidamento tacito della concessione in sanatoria;

Ritenuto quanto invece differentemente dispone sul punto il co.2 art.17 L.R.4/2003, anche in combinato disposto con il successivo co.6 del medesimo articolo;

Considerato altresì che risulta non contestato dalla medesima difesa dal Comune quanto dedotto dai ricorrenti in ordine all’avvenuto deposito presso l’Ente di copia della dichiarazione di successione;

Considerato altresì la natura del provvedimento impugnato con il ricorso per motivi aggiunti ed attesa la tipologia degli interventi edilizi contestati;

Ritenuto che, alla stregua delle considerazioni che precedono e delle censure dei ricorrenti, sussistono i presupposti per la concessione della invocata misura cautelare e che alle esigente dei ricorrenti è possibile ovviare, quale mezzo più idoneo, intimando all’Amministrazione di procedere al riesame di tutta la res controversa;

Considerato di poter compensare tra le parti le spese di lite della presente fase cautelare, stante altresì l’obbligo ri-esercizio del potere cui è tenuta l’Amministrazione in forza della presente ordinanza;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale perla Sicilia(Sezione Seconda) accoglie, nei sensi di cui in motivazione, la domanda cautelare proposta con il ricorso introduttivo e con il ricorso per motivi aggiunti e per l’effetto:

a) sospende l’efficacia dei provvedimenti impugnati con entrambi i mezzi ai fini del riesame da parte dell’Amministrazione competente, per come in motivazione riportato;

b) fissa per la trattazione di merito del ricorso la prima udienza pubblica del mese di Maggio 2012, ore di rito.

Compensa le spese della presente fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 26 novembre 2010 con l’intervento dei magistrati:

 

 

Nicolo’ Monteleone, Presidente

Cosimo Di Paola, Consigliere

Roberto Valenti, Primo Referendario, Estensore

 

 

  

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 26/11/2010

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Palermo/Sezione%202/2010/201002001/Provvedimenti/201001061_05.XML

 

ACCOGLIE

  ORDINANZA CAUTELARE

  26/11/2010

  201001061

 

Fonte: Giornale di Sicilia 10 Dicembre 2010

Quei beni non sono di Madonia
Restituiti a un presunto prestanome

“Loro lo sanno che abbiamo queste core! Non facciamo che questi tre mascalzoncelli che sono, ne fanno cattivo uso! Questa cosa (devono, ndr) curarla, vederla come se fosse una cosa loro”. A parlare e il boss Salvatore Madonia che, da detenuto, nell’ ottobre del 2006, impartisce ordini alla moglie, Maria Angela Di Trapani, circa la gestione di alcuni beni, quelli intestati alla famiglia della Zia Bebi, ovvero Vincenzo D’Arpa, classe 1931, poi deceduto, e dunque passati alla moglie, Vincenza Collura, ai figli Massimiliano e Pietro, al nipote Vincenzo (che all’ epoca aveva solo 16 anni). “Quanta bili” per quei otre fazzoletti di terra” in passaggio del Coniglio, a Isola delle Femmine, con villette, magazzini e un capannone che Madonia nelle intercettazioni rivendica come suoi (“Tutto, dal basso verso l’alto”), proprio net punto a ridosso dell’ autostrada dove avvenne la strage di Capaci. Di diverso avviso gli eredi D’Arpa, indagati per fittizia intestazione di beni, secondo i quali il boss sarebbe il reale proprietario solo di un paio di magazzini e di due pezzetti di terra.

La sezione misure di prevenzione del tribunale (collegio presieduto da Fabio Licata) ha sciolto il dubbio, in favore di Zia Bebi. Saranno cosi restituiti ai presunti prestanome D’Arpa (difesi dall’ avvocato Michele Giovinco) tre villette, due appartamenti, diversi magazzini, un capannone e un terreno perche “almeno allo stato – scrivono i giudici – non risultano raggiunti da alcun elemento concreto di sospetto sulla riconducibilità a membri della famiglia Madonia”.

Eppure, durante i colloqui in carcere, il boss teme, si arrabbia, minaccia, spiega piu volte alla moglie, incaricata di gestire gli affari durante la sua detenzione, come stanno le cose, perche non si faccia prendere in giro dal mascalzoncello. “Dove li hanno presi i soldi loro? Da dove gli sono venute? Nemmeno si potevano comprare – dice Madonia – un collare! (…) Questi (D’Arpa, ndr) proprio non avevano niente…completamente. Io, ho pre-so… ho fatto… ma sono dei mascalzoni (…) Questo e tutto il rispetto? Questo mi merito io?o. Lui che avrebbe pagato. Fior di quattrini. Esattamente 255 milioni di lire, sono tre pezzi…venticinque (milioni, ndr), trenta e duecento! Tutte cose”. E ci sarebbe anche o la casa in montagna, come la chiama Riccardo, il figlio della coppia. Si tratta di una struttura in costruzione che si trova proprio sotto al tristemente famoso casolare con la scritta No mafia, che domina dall’alto l’autostrada Palermo-Trapani. “Non tradirei il segreto di  papà – dice Maria Angela al figlio – quando poi sei grande la prendi tu, perche e nostra, mi dimenticalo, capito? (…) altrimenti ce la levano”.

Ma i tentativi della donna di far ragionare i D’Arpa vanno a vuoto. Anzi la famiglia di Zia Bebi tenta di convincerla che da quelle parti non avrebbe neppure o il passaggio (o che la smettano, devo dirgli pure grazie che mi da il passaggio, impreca Madonia, ogli dici, dovete pregare che Salvo muore in carcere (…) vi giura sulla cosa più santa che avete (..) fra 100 anni, 150 anni… vi stermina a tutti!»). “Negano le evidenze – gli scrive Maria Angela – delle nostre disgrazie ne hanno fatto it loro tornaconto (…). Non si godranno niente – sentenzia – suo marito (Vincenzo D’Arpa, ndr) a morto col cancro, lei (Vincenza Collura, ndr) ha l’Alzheimer, a quei sifilitichi e vermi viscidi dei figli più bastardi di come sono non potevano essere”. I giudici hanno deciso diversamente.

Sandra Figliuolo

EMEROTECA ASSOCIAZIONE MESSINESE ANTIUSURA ONLUS

http://www.siciliaantiusura.it/filedown.asp?s=36116&l=2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tribunale Amministrativo Regionale Sicilia

Sede di Palermo

Dettaglio del Ricorso

Num. Reg. Gen.: 2001/2010

Data Dep.: 15/11/2010

Sezione: 2 

Oggetto del ricorso: DINIEGO CONCESSIONE EDILIZIA IN SANATORIA

Istanza di fissazione:

Istanza di prelievo: NO

Ricorrenti/Resistenti

Tipo RICORRENTE

Nome Cognome / Istituzione  D’ARPA MARIO

Tipo RICORRENTE SECONDARIO

Nome Cognome / Istituzione D’ARPA VINCENZO

Tipo  RESISTENTE

Nome Cognome / Istituzione COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE IN PERSONA DEL SINDACO P.T.  

Avvocati SAVERIO LO MONACO

MARCO SIRNA

PATRIZIA  STALLONE

MARCO SIRNA

PATRIZIA  STALLONE

Atti Depositati

N.Protocollo 2010012298

Deposito 23/11/2010

Tipo Parte RESISTENTE

Parte COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE IN PERSONA DEL SINDACO P.T.

Atto Depositato  MEMORIA DI COSTITUZIONE  

Atti Depositati 6

N.Protocollo 2010012308

Deposito 23/11/2010

Tipo Parte RICORRENTE

Parte  D’ARPA MARIO

Atto Depositato DEPOSITO > DOCUMENT

Atti Depositati 1

N.Protocollo 2010002975

Deposito 15/11/2010

Tipo Parte RICORRENTE

Parte D’ARPA MARIO

Atto Depositato  DOMANDA > FISSAZIONE UDIENZA

Atti Depositati 0

N.Protocollo 2010011902

Deposito 15/11/2010

Tipo Parte RICORRENTE

Parte  D’ARPA MARIO

Atto Depositato  MOTIVI AGGIUNTI > RICHIESTA MISURA CAUTELARE

Atti Depositati 0

N.Protocollo 2010011900

Deposito 15/11/2010

Tipo Parte RICORRENTE

Parte  D’ARPA MARIO

Atto Depositato MOTIVI AGGIUNTI > RICHIESTA MISURA CAUTELARE

Atti Depositati  9

Provvedimenti Collegiali

 

 

Esito ACCOGLIE

Tipologia ORDINANZA CAUTELARE

Data Provvedimento 26/11/2010

Numero 201001061

 

Provvedimenti Monocratici

Nessun decreto

 

Udienze

Data fiss. udienza:   26/11/2010

Tipologia udienza:  CAMERA DI CONSIGLIO

 

Relatore: ROBERTO VALENTI

Tipologia del relatore: PRIMO REFERENDARIO

Secondo componente: NICOLO’ MONTELEONE

Tipologia componente: PRESIDENTE

Terzo componente: COSIMO DI PAOLA

Tipologia componente: CONSIGLIERE

 

http://www.giustizia-amministrativa.it/WEBY2K/DettaglioRicorso.asp?val=201002001

 

 

 

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE PROVINCIA DI PALERMO

SANATORIA EDILIZIA – ABUSIVISMO – CONTROLLO DEL TERRITORIO

 

 

ORDINANZA N°72 del registro delle Ordinanze DEL 3 Novembre 2010

Oggetto: Ordinanza RIPRISTINO stato dei luoghi a carico di:

1.  D’Arpa Vincenzo nato a Palermo il 20/10/92 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4,proprietario;

2.  D’Arpa Mario nato a Palermo il 24/08/82 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4, conduttore;

 

IL RESPONSABILE DEL 1° SERVIZIO

Visto il verbale di sopralluogo protocollo n°14430 del 22/10/10 redatto dalla locale stazione dei Carabinieri congiuntamente alla all’Ufficio Tecnico con il quale è stato accertato che i lavori effettuati nel capannone sito in questo passaggio del Coniglio n° 6 sono stati realizzati in assenza di Autorizzazione Edilizia;

Accertato che il proprietario del capannone sito in questo comune in passaggio del Coniglio n° 6, censito  in catasto al foglio di mappa n° 4 particelle n °241, subalterno n°1 è D’Arpa Vincenzo nato a Palermo il 20/10/92 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4;

Considerato che il capannone in cui è stato realizzato l’abuso è sottoposto a misure di prevenzione su decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Palermo il 26/10/09 n° 39/09 e trascritto il 02/11/09;

Visto la richiesta di Autorizzazione per la realizzazione di un impianto di autolavaggio protocollo n° 5391 del 15/04/10 inoltrata da D’Arpa Pietro nato a Palermo il 01/01/60, D’Arpa Mario nato a Palermo il 24/08/82, D’Arpa Massimiliano nato a Palermo il 01/05/71 e  Collura Vincenza nata a Palermo il 01/12/37, per la quale questo ufficio ha emesso diniego con provvedimento protocollo n° 11495 del 23/10/10 in quanto i soggetti richiedenti non risultano legittimati ad eseguire le di manutenzione straordinaria ed inoltre perchè l’imobile sottoposto a sequestro;  

Accertato che i lavori abusivi sono stati realizzati dal conduttore dell’autolavaggio D’Arpa Maio così come dallo stesso riferito;

Ritenuto che il responsabile dell’abuso è anche proprietario D’Arpa Vincenzo nato a Palermo il 20/10/92 e residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4;

Rilevato che gli abusi consistoni in:

  • in una diversa distribuzione interna del capannone;
  • in un istallazione di un impianto di autolavaggio;
  • chiusura di una finestra su corte interna;
  • istallazione, in adiacenza al capannone, di tre cisterne completamente interrate ad uso depurazione acque impianto di autolavaggio e relativi filtri esterni;

Rilevato che le opere risultano realizzate in:

Rilevato che, alla luce di quanto su esposto si ravvisa la violazione dell vigente legge urbanistica di cui all’articolo n 10 della Legge 47/85;

Visto il vigente strumento urbanistico ed il regolamento edilizio

Visto il disposto di cui all’articolo n° 5 delle Legge Regionale 37/85;
Visto il disposto all’articolo n 10 della Legge 47/85; 

Vista la Legge Regionale del 16/04/03 n° 4;

Vista la legge del 29/06/39 n° 1497e successive modifiche e integrazioni;

Vista la determina sindacale n 26 del 20/07/09 ;

ORDINA A

·        D’Arpa Mario nato a Palermo il 24/08/82 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4, conduttore;

·        D’Arpa Vincenzo nato a Palermo il 20/10/92 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4,proprietario;

 

 

LA RIMESSA INPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI a propria cura e spese di quanto realizzato in assenza di Concessione Edilizia e qui di seguito elencato:

 

 

  • in una diversa distribuzione interna del capannone;
  • in un istallazione di un impianto di autolavaggio;
  • chiusura di una finestra su corte interna;
  • istallazione, in adiacenza al capannone, di tre cisterne completamente interrate ad uso depurazione acque impianto di autolavaggio e relativi filtri esterni;

nel capannone sito in questo passaggio del coniglio n° 6 entro il termine perentorio di giorni NOVANTA dalla notifica del presente provvedimento, con l’avvertenza che, in difetto, si procederà all’applicazione delle disposizioni e delle sanzioni previste dalla Legge 47/85 e Legge Regionale 37/85 e successive modifiche e integrazioni. 

 

DISPONE

Che copia del presente provvedimento venga notificata agli interessati e comunicata alla Procura della Repubblica pressola Preturacircondariale di Palermo, Tribunale di Palermo (sezione Misure di Prevenzione), al dr. Scimeca Alessandro, al Servizio di Igiene Pubblica, all’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette, all’Ufficio del Genio Civile, alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo, al Segretario Comunale, al Comando Stazione Carabinieri di Isola delle Femmine, al Comando di Polizia Municipale, al Messo Notificatore del Comune di Isola delle Femmine.

Gli Agenti di Polizia Municipale sono incaricati della vigilanza e dell’esecuzione della presente ordinanza. Il presente provvedimento può essere impugnato, ai sensi della legge 06.12.1971 n°1034, avanti al Trib unale Amministrativo Regionale, entro SESSANTA giorni dalla data di notificazione dello stesso.

Il Responsabile del 3° Servizio

Arch. Giovanni Albert

Il Responsabile del 1° Servizio

Arch Valguarnera Sergio

 

*Isola delle Femmine Fatta ritrovare una testa d’agnello, un segnale? un ricatto? una minaccia? O?

*D’ARPA PASSAGGIO DEL CONIGLIO VINTO il Ricorso al TAR avv. Lo Monaco

*D’Arpa Concess Edilizia in sanatoria n 2/2011 Autolavaggio passaggio del Coniglio

*Interrogazione al Sindaco Autolavaggio CAR WASH D.M.

*”Sorelle Pomiero s.n.c. di Pomiero Maria Grazia” licenza 13/08 illegittima?
*Quei beni non sono di Madonia

*INTERROGAZIONE AL SINDACO SU DINIEGO LICENZA SU BENE SEQUESTRATO

*L’ombra di un assessore sul concorso

*D’Arpa Ordinanza n 59 Abusivismo Edilizio

*Elauto

*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori D’Arpa Sandro
*D’Arpa Sandro
*D’Arpa Sandro
*D’Arpa Sandro
*Aiello F.P. Portobello Faraci Sicileas Saracen Impastato D’arpa Lo Monaco Immordino TAR Finanziaria Immobiliare

*P.R.G. 2007

*Promozione della Pesca a Isola delle Femmine

*PROGETTO ONDA BLU

*TERRA SOLE MARE PIOGGIA

*INTERROGAZIONE AL SINDACO SU DINIEGO LICENZA SU BENE SEQUESTRATO

*D’Arpa Ordinanza n 59 Abusivismo Edilizio
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori D’Arpa Sandro
*D’Arpa Sandro

*D’Arpa Sandro
*D’Arpa Sandro
*Aiello F.P. Portobello Faraci Sicileas Saracen Impastato D’arpa Lo Monaco Immordino TAR Finanziaria Immobiliare
*Promozione della Pesca a Isola delle Femmine
*PROGETTO ONDA BLU

 

http://www.newz.it/2009/11/10/palermo-operazione-rebus-sequestrati-dal-ros-beni-alla-mafia-per-15-milioni-di-euro/19804/

 

 

Pubblicato da Comitato Cittadino Isola Pulita

 

http://noradaraisoladellefemmine.blogspot.it/search?updated-max=2011-04-11T15:32:00-07:00&max-results=50&reverse-paginate=true

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