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LA GIUNTA PORTOBELLO SI E’ AUTODIMESSA per DISASTRO AMBIENTALE

I DIMISSIONARI RESPONSABILI DEL DISASTRO DI ISOLA DELLE FEMMINE 

LA COMMISSIONE GOVERNATIVA DI ACCESSO AGLI ATTI SI INSEDIA AL COMUNE DI
ISOLA DELLE FEMMINE 

LA COMMISSIONE GOVERNATIVA DI ACCESSO AGLI ATTI SI INSEDIA AL COMUNE DI
ISOLA DELLE FEMMINE 

LA COMMISSIONE GOVERNATIVA DI ACCESSO AGLI ATTI SI INSEDIA AL COMUNE DI

ISOLA DELLE FEMMINE
COMUNICATO STAMPA “RINASCITA
ISOLANA”
Il
Movimento Politico “Rinascita Isolana” è costretto, per l’ennesima volta, a
constatare l’assoluta incapacità dell’Amministrazione in carica al Comune di
Isola delle Femmine di gestire la cosa pubblica, e la preoccupante assenza di
senso civico – prima che di responsabilità politica – in capo ai consiglieri di
maggioranza.
Stamane
(12.09.2012) si è consumato l’ennesimo insulto alla dignità e ai diritti dei
cittadini isolani: per la terza volta consecutiva (!!!) gli esponenti del
gruppo che sostiene il Sindaco pro-tempore
Gaspare Portobello – in piena emergenza
rifiuti, dinanzi ad un Paese sommerso da montagne di immondizia, che offendono
la comunità e la ammorbano di miasmi
– hanno deliberatamente deciso di far
mancare il numero legale, impedendo la celebrazione dell’assise civica, che
avrebbe dovuto discutere delle famose S.R.R.,
le società di regolamentazione del servizio di raccolta dei rifiuti, probabili
eredi del sistema ATO.
L’Amministrazione
(in uno con la sua propaggine consiliare) ha mostrato totale disinteresse per
una questione di importanza cruciale per la vita stessa degli abitanti di Isola
delle Femmine – e del comprensorio tutto – rifiutandosi persino di discutere,
in Consiglio Comunale, del problema.
La
delicatissima fuoriuscita dell’ente locale dalla fallimentare esperienza delle
società consortili (che sinora hanno gestito il servizio per conto dei
Comuni-soci), richiedeva invece una disamina approfondita e scelte meditate da
parte di coloro i quali, pur temporaneamente, rappresentano la cittadinanza: aver rimesso al Commissario regionale ogni
valutazione, significa avere vergognosamente e pavidamente abdicato al proprio
ruolo istituzionale
.
Lo
stesso Sindaco, peraltro, già il 3 agosto 2012 aveva dato il buon esempio ai suoi consiglieri,
disertando l’assise civica chiamata a valutare l’ argomento-rifiuti, per presenziare al rilascio di un
provvedimento amministrativo in favore della discoteca più glamour del Paese: ad ognuno le sue priorità.
E’chiaro
che i descritti atteggiamenti vanno letti alla luce della situazione di impasse, determinata dall’attesa delle deliberazioni ministeriali
sulla richiesta di scioglimento dell’Amministrazione Portobello per
infiltrazioni mafiose
; pur tuttavia è inaccettabile che mentre Sindaco,
assessori e consiglieri sfogliano la margherita
delle dimissioni
, il Comune di Isola delle Femmine venga trascinato in un
vortice di degrado, dissesto finanziario, insalubrità.
E’
proprio vero, gli scranni vuoti della biblioteca comunale – ove dovrebbero
svolgersi le sedute consiliari – fotografano compiutamente l’indecorosa vacatio istituzionale, che attualmente
caratterizza il nostro Paese.
Isola delle
Femmine, lì 12 settembre 2012
Movimento
Politico Rinascita Isolana

 

 

Uno dei tanti
 PERCHE’ ALLE COSTRETTE DIMISSIONI DELLA GIUNTA DEL PROFESSORE

ABBANDONIAMO LA BARCA
   CON LA SICUREZZA DI LASCIARVI IN UN MARE DI MUNNEZZA.
I CITTADINI DEVONO
SAPERE CHE NEGLI ULTIMI 
1000 MILLE GIORNI DELLA NOSTRA AMMINISTRAZIONE BEN 673  SEICENTOSETTANTATRE   PAESE E’ STATO
LETTERALMENTE RICOPERTO IN OGNI SUO SPAZIO DI MUNNEZZA DI OGNI GENERE
DALL’AMIANTO AI RESTI DI CIBO ALLE CASSETTE DI FRUTTA AVARIATA RIFIUTI DEL
LABORATORIO DI ANALISI  SCATOLETTE ALIMENTARI SCADUTE
   MATERIALE DI RISULTA DELL’EDILIZIA CARTONE VERNICI VETRO………..
PER NON PARLARE DELLA FAMOSA TESTA DI CAVALLO
NEGLI ULTIMI  MILLE GIORNI DI NOSTRA AMMINISTRAZIONE DALLE
MONTAGNE DI RIFIUTI SPARSE IN TUTTO IL PAESE SI SONO SVILUPPATI BEN  
76 INCENDI.
LE DIOSSINE DEGLI INCENDI DEI RIFIUTI SONO
RIUSCITE BENISSIMO AD UNIRSI A QUELLE PROVENIENTI DALLA ITALCEMENTI E
MISCELLARSI CON BENEZENE CROMO ESAVALENTE PM10 POLVERI SOTTILI ZOLFO …….
CI DIMETTIAMO
 PRIMA CHE LA BARCA AFFONDI! VISTO COME ABBIAMO ROVINATO IL PAESE
2004 SE SAREMO ELETTI SARA’ NEL SEGNO DELLA CONTINUITA’
2009 SE SAREMO ELETTI E’ NEL SEGNO DELLA
CONTINUITA’
2012 PECCATO ! PECCATO! PECCATO! 
 
Oggi ci dimettiamo
per avere concluso la nostra missione:
PORTARE ALLA
BANCAROTTA IL VOSTRO PAESE ISOLA DELLE FEMMINE
SIAMO RIUSCITI A
RIDURRE IL VOSTRO PAESE LA PERIFERIA “ZEN” DI PALERMO
SIAMO RIUSCITI A FAR
DEISTERE QUEI POCHI MALCAPITATI TURISTI A LASCIARE ANTICIPATAMENTE I NOSTRI
ALBERGHI E QUINDI IL NOSTRO PAESE
SIAMO RIUSCITI NEGLI
ANNI A FAR PASSEGGIARE I POCHI MALCAPITATI TURISTI A PASSEGGIARE FRA CUMULI DI
MUNNEZZA
PER  IL NOSTRO
 SENSO DI RESPONSABILITA’  CHE CI  CONTRADDISTINGUE 
COMUNICHIAMO AI   cittadini CHE  interrompIAMO  questo
NOSTRO  impegno portato avanti  con grande passione per il bene di 
poche e selezionate persone.
SI! SI! SI!SI SI! 
OGGI SIAMO COSTRETTI
A DIMETTERCI PRIMA CHE VOI CITTADINI VI RENDIATE CONTO DELLE GROSSE PALLE CHE
VI ABBIAMO RACCONTATO NEL PROGRAMMA ELETTORALE DEL 2009:
                    
PER
ESEMPIO PORTARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 50%
                    
OPPURE
LA PALLA  DELLE PISTE CICLABILI
                    
OPPURE
IL POTENZIAMENTO E LA MIGLIORIA DELL’ARREDO URBANO
                    
OPPURE
LA GROSSA PALLA CHE VI ABBIAMO FATTO BERE CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE.
L’AREA PEDONALE E LA VALORIZZAZIONE DELLA ZONA TORRE IN TERRA
SU UN PUNTO DOBBIAMO
CHIEDERVI SCUSA PER NON AVERLO REALIZZATO:
-REALIZZAZIONE DI
VARCHI LIBERI PER LA FRUIZIONE DELLA SPIAGGIA LA PREVISTA VIA DI COLLEGAMENTO
DELLA VIA 
 MARTIN LUTHER KING  A VIALE DEI SARACENI. NON
VOLEVAMO DISTURBARE I SONNI TRANQUILLI DEI RESIDENTI DI VIA MARTIN LUTHER KING
A  nulla è valsa
la resistenza che abbiamo opposto al lavoro  della COMMISSIONE GOVERNATIVA
di accesso agli atti insediatasi al Comune di Isola delle Femmine, VOLUTA
AUSPICATA E DESIDERATA DA PARTE DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI CITTADINI DI
ISOLA DELLE FEMMINE.
NOI TUTTI AD INIZIARE
DAL SOTTOSCRITTO  PROFESSOR Gaspare, Napo, Ale, Giovanni, Salvo Alberto
Zii Nipoti Cognati Generi Futuri Generi Sorelle Fratelli Cugini  ci siamo
asserragliati nel “fortino” di Via Colombo per difenderci dall’assalto di
cittadini inferociti che ritenevano NOI responsabili dei  rifiuti che
ormai ricoprivano da mesi  le strade e le piazze di Isola.
Per anni mesi
settimane giorni  abbiamo subito l’onta del discredito perché alcuni
  dei nostri  amici parenti e collettori di voti omettevano di pagare
la tassa della munnezza. E pensare che al nostro amico e collega Napo siamo
riusciti a fargli pagare per 
META’ la tassa della munnezza  della palestra affidata 
in gestione dal “parente” Sindaco (rep n 811/2003) alla moglie Lucido Maria
Stella!
Grandioso è stato
l’impegno con la 
ITALCEMENTI, nell’anno 2008 grazie alla
collaborazione della PRESIDENTESSA della Commissione Ambiente Consiliare, MA
SOPRATTUTTO DELL’INTERO GRUPPO prima “Isola per Tutti” e poi “Progetto
Cementificazione ed Inquinamento”  
Siamo riusciti grazie
all’assenza  delle associazioni  ambientaliste a far
ottenere    alla ITALCEMENTI l’Autorizzazione Integrata
Ambientale della Regione Sicilia.
Alla Italcementi
abbiamo permesso di tutto e di più nell’ASSENZA di  autorizzazioni, nello
sforamento della massa delle emissioni, nella emissioni di ogni tipo di
inquinante tipo CROMO ESAVALENTE VI.benzene diossina in quantità persino
spropositata, pm10 polveri fini sottili ultrassottili insomma di quella roba
che riesce a penetrare facilmente nel tessuto umano. 
Abbiamo concesso che
la ITALCEMENTI anzitempo bruciasse in notevoli quantità
800 TONNELLATE  i rifiuti di
refrattari
,
gessi chimici ……..
Alla Italcementi abbiamo
permesso per anni  di non ottemperare alla direttiva Europea che imponeva
l’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE entro il 30 ottobre 2007
.
Alla Italcementi, IO
 SINDACO ed il mio gruppo politico, abbiamo permesso  di non rispettare
le prescrizioni imposte dall’Autorizzazione Integrata Ambientale il quale
prevedeva l’adozione delle migliori tecnologie per tutte le aziende che
inquinano.
Sin dal luglio 2010 NOI
alla Italcementi  permettiamo l’attività produttiva anche in assenza dell’A.I.A.
in quanto decaduta per mancato rispetto delle prescrizioni.
Insomma Gaspare
Sindaco e TUTTI TUTTI NOI del gruppo politico “Progetto Isola” siamo riusciti a
creare anzitempo la nostra piccola TARANTO.
NATURALMENTE TUTTO
QUESTO GRAZIE ANCHE ALLA DISPONIBILITA’ DELLA ITALCEMENTI PER QUANTO RIGUARDA
EVENTUALI ATTREZZATURE SCOLASTICHE O PARTECIPAZIONI A SAGRE PAESANE…….
Nessuna riconoscenza
per i nostri sforzi ad implementare  l’immagine di Isola delle Femmine e
le sue strutture ludico ricettive. Vedasi le nostre frequentazioni estive al
MOMA BEACH ora FREE BEACH o le nostre incursioni alla discoteca MOMA GLAMOUR
(APERTA ANCHE IN ASSENZA DEL PAI)
Ah! Quanti sacrifici
mal ripagati!
Nessuna riconoscenza
per noi che siamo riusciti con impegno e fatica a rendere Isola delle Femmine
una perfetta periferia della peggiore Palermo fatta di delinquenza di droga
e………
Nessuna riconoscenza
per NOI che molto ci siamo prodigati a far CEMENTIFICARE, grazie al sacrificio
economico di alcuni nostri amici, le poche aree libere esistenti a Isola,
comportando un sacrificio di moltissimi cittadini che hanno dovuto fare a meno
di aree pubbliche a loro destinate (aree verdi, servizi pubblici e sociali…..).
Tutto questo ed altro
volevamo riferire al Prefetto nell’incontro di Giovedì.
Purtroppo  siamo
stati ricevuti dal Viceprefetto!!!!
Un messaggio chiaro
nemmeno Lui ha voluto parlarci, anzi il messaggio che ci è stato inviato:
DIMETTETIVI PRIMA CHE LA
BARCA AFFONDI!
OGGI A MALINCUORE CI
SIAMO DECISI A SEGUIRE IL CONSIGLIO DATOCI:
CI  SIAMO
DIMESSI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
PROGETTO FIATO SUL COLLO
ASSOCIAZIONE AGENDA ROSSA DI ISOLA
DELLE FEMMINE

Pino Ciampolillo ha CRITICATO non ha DIFFAMATO

LIBERTA’ DI ESPRESSIONE A ISOLA DELLE FEMMINE

PINO CIAMPOLILLO COORDINATORE DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA HA CRITICATO NON HA DIFFAMATO ARCHIVIATO IL PROCEDIMENTO.

Si è celebrata ieri l’udienza in camera di Consiglio, innanzi al Giudice per le Indagini Preliminari di Palermo la dottoressa Pasqua Seminara, la quale doveva decidere sulla opposizione all’archiviazione avanzata dalla difesa del querelante Architetto Angelo Aliquò, che aveva presentato formale querela contro Pino Ciampolillo coordinatore del Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine, per il reato di DIFFAMAZIONE (art 595 C.P.).
Nello specifico i fatti oggetto della querela possono riassumersi nella seguente affermazione comunicata, da Pino Ciampolillo sul Blog “Isola Pulita:
”L’ architetto Angelo Aliquò, dopo ben 16 mesi dall’incarico e quindi in difformità a quanto previsto nell’art 3 del disciplinare d’incarico, trasmette al Comune lo schema di massima del PRG” ……..”
“Forse si era in attesa di completare l’acquisto di tutte le aree agricole al fine di farle diventare edificabili, con qualche artifizio degno della migliore scuola di ingegneria urbanistica?”.

Tale affermazione era stata ancor più sintetizzata dal PM dr. Carlo Martella nell’espressione “PAPOCCHIO del PRG”, termine anch’esso utilizzato dal GIP.
Nella sua richiesta di archiviazione il PM aveva ritenuto, sostanzialmente le suddette affermazioni scriminate dall’art 21 della Costituzione che recita testualmente:
” Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”
ed aveva concluso chiedendo l’archiviazione degli atti perché a suo dire la limitazione del diritto fondamentale contenuto nella norma costituzionale poteva essere giustificata soltanto dalla necessità di tutelare altri valori di pari dignità costituzionale.
In questo bilanciamento di interessi in gioco la critica mossa di Pino Ciampolillo, che da anni si è sempre adoperato ad evidenziare le presunte o vere disfunzioni che si verificavano nel Comune di Isola delle Femmine, le critiche mosse da Pino Ciampolillo non hanno superato i limiti consentiti per aversi valenza scriminante perché non hanno arrecato alcuna offesa al decoro e all’onore dell’architetto Angelo Aliquò.

Quest’ultimo era stato incaricato nel 1999 dalla giunta guidata dall’allora Sindaco Stefano Bologna, a redigere lo schema di massima del PRG di Isola delle Femmine e non aveva rispettato i tempi di consegna previsti dal disciplinare di incarico.
Il difensore di fiducia di Pino Ciampolillo, avvocato Davide Canto ha precisato che Pino Ciampolillo ha raccontato la verità senza distorcere la realtà dei fatti e che occorre considerare l’architetto Aliquò, dalla data di assunzione dell’incarico nell’esercizio della FUNZIONE PUBBLICA e quindi il suo operato può benissimo per consolidata giurisprudenza di legittimità essere oggetto di critica anche dai toni aspri senza che venga meno la causa di giustificazione del reato.
Il Giudice Seminara ha totalmente recepito le determinazioni del Pubblico Ministero Martella e della difesa dell’avv. Canto ed ha rigettato l’opposizione all’architetto Angelo Aliquò, ha ritenuto scriminato il reato di diffamazione ed ha emesso in udienza ordinanza motivata di ARCHIVIAZIONE restituendo gli atti al Pubblico Ministero.

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COMMENTI COMMENTI COMMENTI COMMENTI COMMENTI COMMENTI
Da L. Solarino lsolarino@unict.it
A Pino Ciampolillo
data 5 novembre 2008 20.16
Caro Pino,
gioisco con Te per quanto Ti è stato riconosciuto. Solo con la costanza e con il credere in quello che si fa, si possono ottenere certi risultati.
E’ forse finito il tempo di intimidire e vessare il prossimo a fini esclusivamente personali.
Sarebbe opportuno agire contro l’architetto aliquò per procurato stress, danno, mi pare, previsto dalla Legge.
Un forte abbraccio, Luigi

iSOLA DELLE fEMMINE LA sEVESO DEL sUD?



Giornale di Sicilia pag 24 giovedì 30 ottobre 2008

 

 

 

Ambiente Ordinanza del sindaco contro i mezzi della ltalcementi

 

“Provoca il cancro” stop ai camion carichi di pet-coke

 

 

 

Stop al trasporto di pet-coke Per le strade della città. A meno che non venga caricato su speciali mezzi a tenuta ermetica, evitando così il rischio di versarlo più o meno accidentalmente per strada.

 

L’ordinanza è firmata dal sindaco Diego Cammarata e ha di fatto un destinatario ben preciso: I’azienda ltalcementi di Isola delle Femmine, che è tornata recentemente

 

a utilizzare il Pet-coke come combustibile dei propri impianti.

 

Cosa che peraltro nelle scorse settimane ha anche suscitato non poche polemiche, con tanto di blocchi stradali degli operai, intervento del prefetto e nulla

 

osta osta prima negato o poi concesso dall’assessorato regionale al Territorio.

 

Alla base del problema c’è proprio I’alto tasso di pericolosità di questo tipo di materiale.

 

Un prodotto di scarto che si ottiene dal processo di condensazione di residui

 

petroliferi pesanti e oleosi e che è costituito – si legge nella relazione che accompagna il provvedimento del sindaco -da idrocarburi aromatici policiclici ad alto peso molecolare ed elevata tossicità’”

 

Questo tipo di combustibile comprende inoltre anche sostanze che, se inalate – scrive il dirigente del servizio ambiente del Comune, Attilio Carioti – Possono causare il cancro alle vie respiratorie.

 

A sollecitare il blocco dei camion col pet-coke era stata I’Ottava circoscrizione,con un apposito documento inviato al Comune, con cui si chiedeva il blocco dei camion della Italcementi.

 

E nello stesso provvedimento di blocco del trasporto si legge in effetti che “tali carichi venivano trasportati attraverso I’ agglomerato urbano a mezzo di camion muniti di semplici teloni e che tali carichi rappresentano un grave rischio per la salute dei cittadini, in quanto tale modalità di trasporto non impedisce il rilascio di materiale in ambiente, sia sotto forma di deposito che sotto forma di Polveri sottili in atmosfera, on grave pregiudizio della salute dei cittadini.

 

D’ora in poi dunque stop ai normali camion carichi di Pet-coke.

 

E la ltalcementi? “stiamo esaminando Il contenuto del provvedimento -dicono dalla cementeria di Isola della Femmine – e solo successivamente valuteremo se pronunciarci , e, se del l caso, prendere gli adeguati provvedimenti.

 

Ci domandiamo tuttavia perché la questione pet-coke,combustibile il cui utilizzo è consentito e regolato dalla legger, rappresenti un problema solo per Isola delle Fernmine, visto che viene utilizzato in altri impianti – non soltanto cementifici – presenti in Sicilia e nel resto d’Italia

 

M. R.

 

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ITALCEMENTI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE SINDACO REGIONE CITTADINI

ITALCEMENTI A.I.A. SINDACO ISOLA REGIONE CITTADINI UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A.
I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro del paese. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E’ in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell’AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
Il Governo, con il D. Lgs del 30 ottobre 2007, che certamente sarà all’attenzione delle Istituzioni europee, all’ultimo minuto ha prorogato al 31 marzo 2008 la data entro la quale anche la Italcementi di isola delle Femmine dovrà essere in possesso dell’AIA. Il Sindaco è nelle condizioni di avanzare al Ministro dell’ambiente la richiesta, già avanzata ufficialmente dalle Associazioni Ambientaliste, di applicare per la Italcementi il comma 20 dell’art. 5 del D. Lgs 59/2005 che sembra tagliato su misura per Isola delle Femmine e che qui riportiamo.
“In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, di intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi, l’autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 18, assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e la procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma il termine di centocinquanta giorni di cui al comma 12 è sostituito dal termine di trecento giorni.”
La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo “leggere”.

Con l’AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l’adozione della migliori tecnologie disponibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria.

L’autorizzazione integrata ambientale è, secondo la definizione di cui all’articolo 2 lettera l) del Dlgs 18 febbraio 2005 n. 59 (recante “Attuazione integrale della direttiva 96/61/Ce relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento”) “il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che l’impianto sia conforme ai requisiti del presente decreto”; detto provvedimento si inquadra tra le “misure intese ad evitare, oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni (delle attività industriali inquinanti normativamente individuate) nell’aria, nell’acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti e per conseguire un livello elevato di protezione dell’ambiente nel suo complesso” (cfr. articolo1 comma 1 del citato Dlgs n. 59/2005)

La procedura autorizzativi IPPC – PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) è stata adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 24 settembre 1996 con la direttiva 96/61/CE con la finalità di:
• passare da un sistema autorizzativo in campo ambientale suddiviso per matrici (acqua, aria, terreno) ad una visione integrata e sistemica dell’inquinamento.
• privilegiare la prevenzione e la minimizzazione dell’inquinamento alla fonte, al fine di garantire una gestione accorta e più sostenibile delle risorse naturali;
• basare i Livelli di Emissione aziendali sulle potenzialità offerte dalle migliori tecniche ambientali disponibili (Best Available Techniques – BAT), in modo da incentivare l’innovazione e l’aggiornamento verso l’adozione di tecnologie verdi;
• garantire al pubblico il diritto di informazione sul funzionamento degli impianti e dei possibili effetti sull’ambiente e di trasmettere osservazioni;
• omogeneizzare le autorizzazioni ambientali degli impianti aventi un grande potenziale di inquinamento, al fine di evitare operazioni di dumping ambientale all’interno dell’Europa in vista del suo allargamento ad Est.
Il rilascio dell’autorizzazione integrale ambientale (autorizzazione che racchiude in un unico atto amministrativo il permesso a rilasciare inquinanti in aria, acqua, suolo) è infatti fondato sul rispetto delle migliori tecniche utilizzabili (“Mtd”, migliori tecniche disponibili o “Bat”, ” Best available techniques”) per mantenere al minimo l’impatto sull’ecosistema.

L’applicazione delle migliori tecnologie, così come previsto per legge, va fatto a monte, cioè è necessario che tale scelta sia fatta a monte nella progettazione del sistema integrato. Non si tratta di una scelta a priori di carattere ideologico, ma di una scelta che deriva da una valutazione e da una comparazione di dati sperimentali oggettivi di bilancio energetico, quantità di emissioni (gas serra ed inquinanti in senso stretto, ecc.), compatibilità con il territorio e gli abitanti locali e limitrofi, costi impiantistici e di esercizio, convenienza o meno dell’investimento in presenza o mancanza delle sovvenzioni pubbliche, vantaggi occupazionali, ecc.; e, a valle di tutto questo, da un’analisi, anch’essa oggettiva, dei rischi per la salute umana ad opera dei composti e degli elementi a lunga persistenza ambientale e che possono entrare nella catena alimentare.

Così a monte e a priori è stato deciso di rinunciare a possibili impianti alternativi che avrebbero potuto comportare un minore impatto ambientale, rinunciando “per ordinanza” a una visione integrata che avrebbe comportato meno inquinamento possibile come intende la PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) della comunità europea.

In tal senso le migliori tecnologie possibili esaminati nella procedura dell’autorizzazione integrata ambientale richiesta dalla ditta Italcementi S.p.a. saranno le BAT del migliore impianto che per la sua natura non è la migliore tecnologia possibile per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento, essendo esso stesso un impianto insalubre di prima classe (Art.216 T.U. Leggi Sanitarie/ G.U. n 220 del 20/09/1994 s.o.n.129).

Principi generali dell’autorizzazione integrata ambientale (Art. 3) stabilisce che:
”1. L’autorità competente, nel determinare le condizioni per l’autorizzazione integrata ambientale, fermo restando il rispetto delle norme di qualità ambientale, tiene conto dei seguenti principi generali:

a) devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell’inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili;
b) non si devono verificare fenomeni di inquinamento significativi;
c) deve essere evitata la produzione di rifiuti, a norma del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni; “

A tal fine chiediamo pertanto alle autorità competenti, in autotutela e per evitare ulteriore danno all’erario, di non accogliere la domanda per l’ottenimento dell’autorizzazione integrata ambientale (IPPC).

Caricato da isolapulita

AMIANTO A ISOLA DELLE FEMMINE


http://comitatoisolapulita.blog.kataweb.it/comitatoisolapulita/2008/03/28/italcementi-autorizzazione-integrata-ambientale-sindaco-regione-cittadini/

LA COMUNITA’ EUROPEA ALLA ITALCEMENTI: PROCEDURA A.I.A.

E-6057/07IT Risposta data da Stavros Dimas a nome della Commissione (15.2.2008)

Dalle informazioni pervenute alla Commissione si può verosimilmente ritenere che l’impianto interessato, la cementeria situata nel comune di Isola delle Femmine a Palermo, ricada nell’ambito di applicazione della direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (direttiva IPPC).

Quest’ultima infatti si applica agli impianti “destinati alla produzione di clinker (cemento) in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 500 tonnellate al giorno oppure di calce viva in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 50 tonnellate al giorno, o in altri tipi di forni aventi una capacità di produzione di oltre 50 tonnellate al giorno”.

A norma della direttiva IPPC, gli impianti che ricadono nel suo campo di applicazione devono disporre, ai fini dell’esercizio, di un’autorizzazione che indichi anche i valori limite di emissione basati sulle migliori tecniche disponibili (BAT), al fine di prevenire e, se ciò non fosse possibile, ridurre in generale le emissioni e l’impatto sull’ambiente nel suo complesso. L’aspetto della prevenzione o della riduzione delle emissioni in atmosfera, nelle acque o nel suolo va pertanto affrontato nell’ambito delle autorizzazioni ambientali rilasciate a norma della direttiva.

Gli impianti esistenti dovevano conformarsi integralmente alle disposizioni della direttiva IPPC entro il 30 ottobre 2007.

Gli impianti di produzione del cemento rientrano anche nell’allegato II della direttiva 85/337/CEE, modificata, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (conosciuta anche come direttiva sulla valutazione dell’impatto ambientale o VIA).

A norma di questo testo gli Stati membri devono determinare (nell’ambito di una procedura detta di “selezione” o “screening”), sulla base dei criteri indicati nell’allegato III della direttiva stessa, se il progetto in questione può avere effetti significativi sull’ambiente. In caso affermativo, è necessario procedere a una valutazione d’impatto.

Infine, per quanto riguarda la possibile violazione della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (direttiva Habitat), l’articolo 6, paragrafo 2, stabilisce che gli Stati membri adottano le opportune misure per evitare, nelle zone speciali di conservazione, il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate.
Al paragrafo 3 dello stesso articolo, inoltre, la direttiva prevede che qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione di un sito Natura 2000 ma che possa avere incidenze significative su tale sito forma oggetto di una opportuna valutazione dell’incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo.

La Commissione si rivolgerà alle autorità italiane per ottenere ulteriori informazioni sulle modalità di applicazione delle direttive summenzionate all’impianto citato dall’onorevole parlamentare

Interrogazioni parlamentari 6 dicembre 2007 E-6057/07

INTERROGAZIONE SCRITTA di Monica Frassoni (Verts/ALE) alla Commissione

Oggetto: Cementeria di Isola delle Femmine, Palermo

Risposta(e)

Nel territorio della provincia di Palermo sono presenti impianti della Italcementi SpA, con uno stabilimento nel comune di Isola delle Femmine dall’attività estrattiva ora concentrata nella sola area di Raffo Rosso, sito di importanza comunitaria (codice SIC ITA020023). La cementeria di Isola delle Femmine (NACE Code 26.51) opera inoltre in un’area limitrofa ad altri siti di importanza comunitaria, tra i quali M. Cuccio e Vallone Sagana (SIC ITA020047), Fondali di Isola delle Femmine — Capo Gallo, (SIC ITA020005) Isola delle Femmine, R.N.O. Isola delle Femmine.
In tale area gli impianti della cementeria di Isola delle Femmine, secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER), emettono monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SOx), particolato — polveri sottili (PMx). Pur consapevole del fatto che, in linea di principio, ciò non rappresenta necessariamente una violazione della direttiva 92/43/CEE(1), è opportuno e doveroso segnalare alla Commissione che in data 5 ottobre 2007, in risposta all’interrogazione parlamentare 4-03245 presentata dall’on. Fundarò, il Ministro dell’Ambiente precisava che Italcementi SpA non è in possesso delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera previste dalla normativa vigente, in quanto parte delle attività risulta difforme rispetto a quanto prescritto nei relativi atti autorizzativi, in particolare con riferimento all’utilizzo del «petcoke» come combustibile (Italcementi ha il permesso di tenerlo in deposito, non di utilizzarlo come combustibile).
Non ritiene quindi opportuno la Commissione, alla luce di quanto dichiarato dal Ministro dell’Ambiente, verificare quanto prima con le autorità italiane se sia stata davvero rispettata anche la direttiva 92/43/CEE in riferimento alla vicinanza dei siti SIC sopra riportati (tra i quali quello che ospita le attività estrattive) all’epoca del rilascio delle autorizzazioni ad Italcementi SpA, con particolare riferimento alla presenza o assenza di valutazioni d’incidenza nell’iter amministrativo allora seguito?
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2007-6057+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT

http://www.isolapulita.it

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