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Il Sindaco aggredisce

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5 aprile 2010

Rinascita Isolana abbandona l’aula consiliare per manifesta illegalità

 

* 48 ‘o muorto ca parla … nel cimitero di Isola delle Femmine
* Ecstasy dalla Germania, 8 arresti tra Carini e Cinisi
* Comuni Sciolti per mafia aggiornato
* Si va verso la sfiducia al primo cittadino
* Messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
* Sindaco Giunta e Consiglieri Comunali sfiduciati

* Caro Signor Presidente del Consiglio Ragioniere Giucastro Signori Consiglieri e Signor Sindaco
TAR Napoli, Sez. I, 15 giugno 2006 / 02 agosto 2006, n. 7783 (Pres. Donadono, est. Severini)
S’è affermato di recente, da parte della Sezione, che: “Lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, ai sensi dell’art. 143 d. lg. 267/00, non esige né la prova della commissione di reati, né che i collegamenti tra l’amministrazione e le organizzazioni criminali risultino da prove inconfutabili; sono sufficienti, invece, semplici “elementi” (e quindi circostanze di fatto anche non assurgenti al rango di prova piena) di un collegamento e/o influenza tra l’amministrazione e i sodalizi criminali” (T.A.R. Campania Napoli, sez. I, 06 febbraio 2006, n. 1622); e, ancora, che: ”Ai fini della valutazione della legittimità del provvedimento prefettizio di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, è irrilevante il fatto che gli elementi acquisiti dimostrino la sussistenza soltanto di un collegamento tra associazioni mafiose e organi di gestione, quando risulti comunque che gli organi elettivi siano gravemente venuti meno ai propri doveri di vigilanza e controllo sull’apparato gestionale – amministrativo dell’ente locale” (T.A.R. Campania Napoli, sez. I, ibidem).
Art. 416-ter, codice penale – Scambio elettorale politico – mafioso
La pena stabilita dal primo comma dell’articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro.

Leggi gli aggiornamenti sull'”isola felice” del Sindaco Professore Gaspare Portobello e dell’Assessore all’ambiente dr. Cutino Marcello con la benedizione del vicepresidente del Consiglio geom Dionisi Vincenzo (fussi pi mia ti farei scurar u blogg. dichiarazione del 21 dicembre ore 20,08)

clicca qui……. Isola delle Femmine Razzanelli Operazione EOS

Dicevasi che……… Nel paese della bugia, la verità è una malattia (Il Sindaco)
Caricato da isolapulita. – Guarda gli ultimi video.

“Sindaco” Portobello La bugia è una mezza verità

Dicevasi che……… Nel paese della bugia, la verità è una malattia (Il Sindaco)

Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Buongiorno, Buon pomeriggio oppure Buona sera, ciò dipende da quando Lei mi concede il piacere di leggermi. Comunque un consiglio per Lei, la lettura mai a ridosso dei pasti.

Prima di entrare in argomento Signor “Sindaco” mi permetta di congratularmi con Lei per la capacità a dimenticare alcune scomode VERITA’ che Lei garbatamente tende spesso e volentieri ad “omettere”, ma soprattutto le mie congratulazioni perla Suacapacità di cambiare posizione repentinamente e senza nemmeno avvertire il Suo Assessore all’Ambiente dr. Marcello Cutino. Mi creda Signor “Sindaco” mi vedevo già Lei sotto i riflettori delle telecamere e assediato dai flash dei fotografi mentre Lei con cazzuola e cemento posava la prima pietra della costruzione, a Isola delle Femmine, del traliccio per l’installazione dell’antenna Radar atta a rilevare il Wind Shear , così come leggiamo da una Sua missiva, che Lei responsabilmente ha FIRMATO, alla Società Marisicilia protocollo 1423 del 27 gennaio 2006.

Per carità Signor “Sindaco” mi creda non voglio certamente tornare di nuovo sulla Sua affidabilità o sulla Sua coeerenza e neanche sulla Sua credibilità, mi preme invece attirarela Suaattenzione sui rischi politici giuridici ed istituzionali che Le possono derivare e le conseguenze di un sicuro e lento disfacimento della Sua maggioranza, l’esperienza Le dice che l’attuale Assessore geologo Marcello Cutino nella scorsa legislatura aveva rassegnato le sue dimissioni per contrasti con la sua maggiorana sulla diversa visione delle tematiche ambientali e su atti e decisioni concordate a sua insaputa.

Si ricorda Signor “Sindaco” Gaspare Portobello? Stiamo parlando dell’ASSESSORE Cutino Marcello anche in riferimento alla richiesta di dimissioni avanzate dal gruppo Rinascita Isolana perché risulta essere parente acquisito di un nostro Concittadino che Lei in una seduta di Consiglio ha definito essere mafioso.

Scusi la digressione Signor “Sindaco” e andiamo avanti dunque………

Veda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei ha un grosso problema, come ho avuto il modo di dirLe in diverse occasioni in cui ho avuto il piacere di intrattenerLa: Lei si preoccupa TROPPO in chi io SIGNOR Pino Ciampolillo ripongo la mia fiducia, la mia credibilità, la mia disponibilità, la mia INTELLIGENZA, il mio estro, la mia fantasia. Io penso che questo non frega niente a nessuno, ma soprattutto, cosa non da poco mi creda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, non incide minimamente sulla tenuta della legalità, della democrazia e della Trasparenza dell’Istituzione Comune che Lei dovrebbe rappresentare.

I Cittadini sono invece molto interessati al fatto che sulle elezioni amministrative di Isola, anche a seguito di quanto da Lei dichiarato in Consiglio Comunale, è aperta un’indagine della magistratura sul possibile intervento della mafia nelle ultime elezioni, sulla mercificazione delle elezioni amministrative, sulle consulenze, sulle concessioni edilizie rilasciate in prossimità delle elezioni e subito dopo, sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sull’affidabilità di un pubblico dipendente, insomma su tutti gli atti che ha prodottola Suaamministrazione.La Cittadinanzaè invece preoccupata sulla richiesta fatta alle Autorità competenti di istituire una Commissione di Accesso per verificare l’eventuale e non auspicabile scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine. La caserma dei Carabinieri di Isola è ormai un continuo viavai di persone che denunciano fanno mettere a verbale quanto dichiarano di aver vissuto e subito in termini di legalità, malaffare e di poca trasparenza nell’operato della Pubblica Amministrazione di Isola. Purtroppo le ultime notizie di stampa sono un ulteriore conferma di questo stato di degrado. I Cittadini di Isola delle Femmine sono preoccupati delle indagini che la magistratura ha aperto sui fatti e misfatti di Isola delle Femmine. Grazie a Lei, al Suo gruppo politico, alla sua maggioranzala Suadefinizione di Isola delle Femmine come “Isola felice” sta diventando disgraziatamente “l’isola dei famosi”, e quelle che venivano considerate “beghe di paese” si stanno rivelando delle lacerazioni del tessuto socio-economico-istituzionale di Isola delle Femmine.

Signor Sindaco Professore Gaspare Portobello la smetta di preoccuparsi della MIA PERSONA e valuti attentamente cosa io e i CITTADINI sani di questo PAESE abbiamo da dirLe. Spalanchi le orecchie, la mente ma soprattutto il cuore, si renda disponibile al confronto civile democratico e RISPETTOSO dell’interlocutore

Inizi per esempio a non autoincensarsi della Sua educazione rispetto ai Cittadini di Isola delle Femmine, mi segua Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini hanno la capacità e l’intelligenza per apprezzarela Suabuona educazione.

Veda l’esempio della Signora che Lei altezzosamente ha redarguito fino a farla star male, oppure il fratello di un consigliere che si sente dire dei rischi in cui può incorrere il fratello se…, oppure gli interventi rabbiosi ed insultanti contro il MIO AMICO e concittadino Nino Rubino. Naturalmente e sono solo alcuni esempi.

Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi tolga una curiosità, come vive le accuse (ad onor del vero sono tutte accuse che andrebbero provate, e non bastano certamente le schede elettorali segnalate, oppure la facile licenza edilizia, o alcuni professionisti amministratori che firmano progetti costruttivi o dei sequestri di beni a parenti di dipendenti comunali, come non basta citare il caso denunciato da alcuni elettori cittadini che oltre alla promessa del solito posto di lavoro, hanno ricevuto un contributo economico per aver sponsorizzato la lista Progetto Isola del “Sindaco” Portobello e tutti gli altri casi denunciati alle Autorità Giudiziarie, come non bastano certamente le delazioni di alcuni mezzi di comunicazione Stampa Riviste Giornali e televisioni, fatte circolare in paese di probabili beneficenze della Calliope s.r.l. ad alcuni figli di amministratori consistenti in appartamenti) accuse di “mafiosità” che continuamente rivolgono a Lei oltre che a componenti della Sua giunta sino a coinvolgere alcuni componenti del suo gruppo politico. E’ pur vero che a queste “fastidiose” ed imbarazzanti presenze si contrappongono i baluardi della legalità rappresentati dal Presidente della Commissione bilancio il Consigliere Guttadauro, il baluardo della legalità rappresentato dal Vicepresidente del Consiglio geom Dionisi Vincenzo. SI! lo stesso consigliere che negli anni passati, CONTRO la sua parte politica, ha promosso alcune interrogazioni parlamentari contro la presenza mafiosa nell’amministrazione di cui già allora aveva in Lei la massima rappresentanza. La vedo sorridere le persone messe sotto accusa allora, continuano OGGI a presidiare il Comune. A fronte di questa situazione Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi creda, non Le conviene stare più con due piedi in una scarpa anche perchè comunque le scarpe si vendono sempre a paia. Si è lo stesso geometra Dionisi che va dicendo in giro “ …. fuss pi mia scurerei questo sito di isola pulita…” non rendendosi probabilmente conto, il Signor geometra Dionisi Vincenzo che oscurare un sito, chiudere un giornale, impedire di parlare, significa togliere spazi di democrazia di dibattito di discussione e di crescita umana sociale e spirituale di una comunità. Lungi da me strumentalizzare il pensiero dell’onorevole Gianfranco Fini, sulla libertà di espressione, probabilmente il geometra Dionisi Vincenzo ha fatto abiura del suo trascorso politico, rinnegando così le sue provenienze politiche, le sue battaglie contro il malaffare, contro la corruzione, le sue battaglie contro l’inquinamento mafioso della cosa pubblica. Il nostro comune amico geometra Dionisi Vincenzo, forse il paese che lui voleva servire (prima di essere eletto) si è numericamente rimpicciolito.

n.b. Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello l’onorevole promotore della interrogazione parlamentare (di allora) è lo stesso onorevole OGGI relatore di maggioranza sul caso della richiesta di arresto dell’onorevole Cosentino. Pensi! Signor “Sindaco” che Lei, nei giorni scorsi, ha avuto il piacere di un convivio cullinario in un ristorante del nostro paese. Immagino, sia stato bello, riparlare degli stessi problemi dopo tanti anni. Si è pur vero che ha dovuto faticare con l’interlocutore per fargli comprendere che quelli che ieri erano suoi avversari o quantomeno tali li considerava, OGGI sono i suoi più fidati SPONSOR. Grande il dilemma rimasto all’onorevole: Ma a Isola delle Femmine cosa cambia il tempo o le persone? L’onorevole ancora oggi è alla ricerca di uno straccio di risposta.

Complimenti Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello è riuscito a spiegare bene al Suo interlocutore questo doppiopesismo o come dicono gli esperti cerchiobottismo.

Infine Signor “Sindaco” in prossimità delle feste natalizie, il mio augurio che Babbo Natale Le porti in dono la Riscopertadel Suo senso dell’ UDITO per ASCOLTARE la ricchezza delle Idee, Proposte Suggerimenti dei Suoi interlocutori, un altro dono vorrei Le fosse recapitato la Riscoperta del Suo senso della VISTA per avere Lei la grande opportunità di ammirare l’immenso Amore, la grande Umanità che sta oltre il Suo “giardinetto” e che con i Suoi “paraocchi”oggi non riesce a vedere.

Con Stima e simpatia anche se non ricambiata il nano malefico

 

per gli AMICI Pino Ciampolillo

 

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/12/rinascita-isolana-abbandona-laula.html

ed ora passiamo al Consiglio Comunale di questa sera:

AL PRESIDENTE

DEL C.C.

AL SINDACO

AL PREFETTO DI PALERMO

DOTT. GIANCARLO TREVISONE

Oggetto: dichiarazione consiliare

Il gruppo “Rinascita Isolana” abbandona l’aula consiliare rilasciando la seguente dichiarazione che chiede sia inserita nel verbale della seduta odierna del Consiglio Comunale.

In seguito al rigetto della richiesta di concessione della sala “Padre Bagliesi” – depositata dal capogruppo Caltanissetta Giuseppe in data 12.12.09 – l’opposizione prende atto della repressione del dissenso e della volontà di tacitare l’opinione pubblica praticate dall’Amministrazione Portobello in modo costante in questi primi mesi di governo del Comune.

Affrontare il tema della legalità rappresenta per il sindaco un problema insormontabile, tanto da spingerlo a costringere il Presidente Giucastro a negare la parola ai consiglieri di minoranza; a replicare in modo inopportuno all’istanza di convocazione del C.C. presentata dall’opposizione in merito all’argomento “Infiltrazioni mafiose all’interno dell’Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine”; ad impedire il dibattito durante il convegno-farsa dell’11.12.09, significativamente disertato dal Presidente della Commissione Regionale Antimafia; ad aggredire i cittadini che hanno il coraggio di denunciare il comportamento del sindaco ed il complesso di affari che ne hanno determinato il successo elettorale e – last but not least – a respingere la legittima richiesta del movimento politico “Rinascita Isolana” di poter disporre dell’aula consiliare per realizzare un dibattito pubblico sul tema: “Istituzioni e burocrazia: la sfida della legalità”.

I rappresentanti della minoranza consiliare invocano un pronto intervento del Prefetto perché si attivi per monitorare l’attività amministrativa del Comune di Isola delle Femmine ed assumere l’ormai necessaria decisione dello scioglimento per infiltrazioni mafiose.

La mortificazione della dignità istituzionale del Consiglio e del suo Presidente – a cui oggi chiediamo ufficialmente di prendere le distanze da un sindaco irrispettoso dei più elementari principi della democrazia, per evitare d’esser risucchiato nel vortice di arroganza, prevaricazione e vischiosità giuridica e politica che sta lentamente avvolgendo gli amministratori isolani – ben si inserisce nell’operato del Portobello, che ha conquistato il consenso elettorale a suon di concessioni edilizie; ha candidato all’interno della sua lista e poi voluto al suo fianco in Giunta i nipoti di persone già sottoposte a misure di prevenzione e condannate per associazione a delinquere di stampo mafioso; ha proseguito nella sua gestione familistica della cosa pubblica – puntellata da assunzioni ad hoc, nomine di consanguinei di assessori e consiglieri, commissioni formate da parenti, amici e soci.

Un sindaco che rifiuta il confronto sul tema della presenza della mafia nel territorio isolano offre un’immagine distorta e deteriore della comunità isolana e aggrava i sospetti circa l’esistenza di un sodalizio affaristico che di fatto gestisce Isola delle Femmine.

Non è ammissibile che un sindaco non si pronunci sui recenti sequestri di beni immobili realizzati dai Ros nel nostro Paese, a quanto pare relativi a parenti dei vertici dell’UTC.

Non è ammissibile che un sindaco applauda l’on. Apprendi, che apertamente afferma la necessità di rimuovere amministratori locali e dirigenti con parenti mafiosi o comunque sospettati di esser vicini a Cosa Nostra, ed impronti poi il suo governo a comportamenti assolutamente opposti.

Non è ammissibile che un sindaco cerchi di darsi una credibilità antimafia e parallelamente prosegua ad occultare provvedimenti amministrativi scomodi, frequentare personaggi già destinatari di misure di prevenzione ex l.n. 646/82, intimare agli avversari politici – in modo sconveniente – di tacere.

L’antimafia di Portobello, Palazzotto e Cutino è l’antimafia del silenzio, l’antimafia delle concessioni edilizie, l’antimafia degli zii danarosi, l’antimafia degli zii assessori/consulenti/progettisti, l’antimafia delle Commissioni Edilizie blindate, l’antimafia dei convegni ad personam in cui è vietato prender la parola.

I consiglieri di “Rinascita Isolana” respingono l’accusa del sindaco di non aver digerito il risultato elettorale del 6 e 7 giugno 2009 e lo informano piuttosto di aver capito le ragioni del successo del gruppo “Progetto Isola” e di sperare che, adesso, queste ragioni vengano colte anche dalla Procura della Repubblica.

E lasciando l’aula si augurano che il Presidente Giucastro – del cui senso di responsabilità non dubitano – si ravveda: sulla vostra nave che affonda, chi resta a bordo non è un eroe. Annega.

Isola delle Femmine, 18.12.09 I consiglieri comunali

 

ISOLA DELLE FEMMINE CONSULENZE ELEZIONI ED ELETTI

http://www.dailymotion.com/video/x44afl_la-casta-di-isola-delle-femmine_news

Il GEOLOGO DOTTOR CUTINO MARCELLO

Correva l’anno 2001 e l’estate era prossima a venire quando l’attuale Capogruppo Consiliare di “Isola per Tutti” e Presidente della Commissione Ambiente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine, presenta una richiesta di liquidazione a saldo delle competenze professionali per gli studi di indagini geologiche e geomorfologiche relativi al progetto di massima di 36 alloggi popolari da realizzare in Via Libertà in Isola delle Femmine.
L’incarico gli era stato affidato nel lontano 1997 con regolare delibera di Giunta.

La Giunta era guidata dal Sindaco

STEFANO BOLOGNA ,

mentre il Professore PORTOBELLO GASPARE ricopriva la carica di Assessore

e il Signor AIELLO PAOLO aveva la carica di ViceSindaco.

Del progetto di massima per la costruzione dei 36 alloggi popolari erano stati

incaricati oltre al DOTTOR MARCELLO CUTINO come GEOLOGO

l’Arch LICATA ANDREA e

l’Ing Lupo Mario Lupo.

Nel mese di Giugno al DOTTOR CUTINO MARCELLO viene determinata la liquidazione della parcella in lire 8.192.985 (bei tempi! Si parlava ancora di LIRE. Allora si che aveva il suo VALORE! nevvero?) il responsabile del settore X Ufficio Tecnico era Ing Usticano Francesca ed il responsabile del procedimento risultava essere il geom Dionisi Santo, l’attestazione della copertura finanziaria è stata attestata dal Rag Fontanetta Biagio.
Anche se a distanza di anni non vorremo che i nostri AMICI si ritrovino nella stessa situazione di Gianni (del film C’eravamo Tanti amati) “Quando, dopo tanti anni si ritrovano, Gianni non ha il coraggio di dire agli amici che è …”

No!

Non siamo affatto scandalizzati dalla sacrosanta liquidazione della PRESTAZIONE
offerta dai professionisti.

Dobbiamo però confessare di essere veramente arrabbiati!

Siamo stanchi di girare Isola delle Femmine in lungo e in largo all’affannosa ricerca dei 36 alloggi popolari, ad oggi non siamo riusciti a trovarli.
Abbiamo chiesto informazioni persino alla Polizia Municipale niente non ne conoscevano l’ubicazione di questi 36 alloggi popolari.

Siccome siamo dei testardi ci siamo finalmente decisi a rivolgerci all’Ufficio Tecnico Comunale di Isola delle Femmine, in attesa del funzionario momentaneamente fuori stanza, i nostri occhi cadono su una cartellina posata sulla scrivania “ISTRUTTORIA RICHIESTA VARIANTE DEI 50 APPARTAMENTI DELLA CALLIOPE”.
Strano!
Ma non si tratta di quegli appartamenti costruiti su verde agricolo?
Chiede ad alta voce Totò.
Guarda se ben ricordo vi è stato una variazione della destinazione d’uso.
A si!
Adesso ricordo, è successo quando è intervenuto il Commissario ad acta.
Ma scusate tanto.
Perchè chiedono solo adesso la variante su tutti e 50 alloggi, visto che sono stati già ultimati?
Sembra addirittura qualcuno ci abi………….

La frase viene interrotta dal sopraggiungere in stanza del funzionario dell’Ufficio Tecnico a cui facciamo la classica domanda:
“a Isola delle Femmine dove sono ubicati i 36 alloggi popolari?”.
Come al solito la risposta risulta essere: “non conosciamo l’ubicazione dei 36 alloggi popolari”.
(non sappiamo se in effetti conosce gli atti relativi ai 36 alloggi popolari, visto che il funzionario non è un dipendente del Comune di Isola delle Femmine, bensì un Consulente del Sindaco, appena nominato. Forse all’epoca svolgeva l’attività di libero professionista).

Bando alle ciancie, non facciamoci distrarre, non perdiamo di vista i nostri 36 alloggi popolari.

All’Ufficio Tecnico Comunale ci hanno consigliato di consultare le cartine del Nuovo Progetto del Piano Regolatore Generale redatto dall’Arch Aliquò.
Con nostra grande sorpresa, nella presa visione delle cartine del NUOVO PIANO REGOLATORE, non vediamo i 36 alloggi popolari calati sul territorio.

GRANDISSIMA sorpresa notiamo anche che di TUTTE le nuove costruzioni degli ultimi anni non se ne trova TRACCIA.
Ci siamo scambiati degli sguardi di sbalordimento e senza proferir parola abbiamo abbandonato gli uffici comunali.

Mentre scendiamo le scale del Municipio incontriamo il CONSULENTE che ci chiede se riusciamo a pubblicargli la smentita alla smentita che gli aveva fatto il Sindaco a proposito di quella brutta storia del Pet-coke.
Ci diciamo:”chi lo capisce è bravo. Perchè si smentiscono?”

Fuori dal Comune qualcuno di noi esclama:

“Peppi togliamoci mano che è meglio per tutti. Qui qualcuno bara……..”.
(confesso la parola bara in quel momento l’ho associata a morte, la parola morte l’ho associata a cimitero, la parola cimitero mi ricorda il “progetto ampliamento del cimitero” ma questa è un’altra storia la racconteremo nei prossimi giorni)

Totò che ha la capacità come al solito di interrompere i miei pensieri, chiede: “Chi è quel Signore con cui parlavi sulle scale del Municipio?”

E’ il Consulente del Sindaco Professore Portobello.
Consulente per l’acqua potabile e per gli scarichi reflui oltre che per l’ambiente, inoltre il Consulente è componente del nucleo di valutazione dei funzionari, dei dipendenti e dei CONSULENTI.

E in maniera occasionale gli è stato affidato l’incarico, (dietro parere favorevole del Consulente dell’Ufficio Tecnico che Lui Consulente ha valutato) di “mantenere i valori dell’acqua potabile e degli scarichi reflui.

L’incarico “occasionale gli è stato affidato perché Una DITTA AMBIENTE E SICUREZZA
(che per caso ha sede nella stessa città, nella stessa via allo stesso numero civico, lo stesso numero telefonico cambia solo l’ultimo numero del fax, del Consulente)ha effettuato dei campionamenti fuori norma.

Il solito Totò obietta “ma non vi è un chiaro e ripetuto conflitto di interessi?

Gli rispondo! Ma va! Mica è BERLUSCONI!

Ma adesso finiamola di distrarci e torniamo ad occuparci dei 36 alloggi popolari, dobbiamo assolutamente scoprire ove sono ubicati.

Noi siamo duri abbiamo la testa di coccio non soddisfatti delle informazioni sin qui ricevute, tentiamo di chiedere in giro se qualcuno è a conoscenza del luogo esatto ove sono ubicati i 36 alloggi popolari.

NIENTE nessuno è stato in grado di dirci dove sono ubicati i 36 alloggi popolari.
Per la verità qualche cittadino ci ha confermato di aver sentito parlare di questi 36 alloggi popolari infatti sembra che al Comune era stato istituito un Ufficio per la raccolta delle domande per avere assegnato la casa. ”
Si! Ricordo con precisione si era sotto le elezioni, per la verità dopo le elezioni nessuno più ha parlato dei 36 alloggi popolari”.

Qualcuno con cui abbiamo parlato ci racconta che Lui personalmente si era recato in Municipio per compilare la domanda ed aveva parlato con l’impiegato addetto.

Sottovoce la signora aspirante all’assegnazione della casa ci ha confessato che ha anche votato per……..”Mi ha garantito che……..” “Per me per i miei figli la casa è una cosa importante per questo noi abbiamo votato “Antonio”….”
(tratto dal film di Totò Vot’Antonio)

A questo punto ci chiediamo: Che non Sia una BUFALA, come quella di Totò che vende la fontana di Trevi?

Stremati, assetati, affamati e soprattutto sconsolati, ci avviamo ognuno verso la propria abitazione e per strada, prima di lasciarci, incontriamo il “Barbone” (sembra che dopo esser stato definito Ponzio Pilato in paese abbia iniziato ad odiare acqua e sapone) da qualcuno considerato SAGGIO, che ci dispensa una delle sue solite pillole di saggezza: “Ragazzi! Voi dovete sapere che non dovete sapere”


La Rinascita a Isola delle Femmine

http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.it/2007/09/isola-delle-femmine-consulenze-elezioni.html

 

Le affinità Elettive Dichiarazione del Gruppo Rinascita Isolana

Al Consiglio Comunale svoltosi questa sera si è visto di tutto e di più, ma soprattutto si è assistito ad un’esplosione di violenza e di odio alquanto pericoloso per la tenuta democratica a Isola delle Femmine. La scena era quella tipica del mercato della “Vucciria”, urla sguaiate insulti di Consiglieri, Vice Presidente del Consiglio, Sindaco, Assessori tra loro oltre che contro i pochi cittadini presenti.
Il Presidente del Consiglio ha dovuto lavorare non poco per riportare alla calma gli scalmanati rappresentanti delle istituzioni eletti con il “libero” consenso dei Cittadini. Il Vicepresidente del Consiglio che lancia delle accuse nei confronti del Consigliere Giuseppe Caltanisetta urlandogli contro : ” liberati della illegalità che hai in casa, prima di parlare tu di legalità”. Sorvolo sugli insulti e minacce nei confronti della mia persona : ” La colpa è tua hai rovinato un paese, hai inziato a parlare di mafia, vai a cercarla a Torino ……….) “Perchè non te ne torni a Torino, perchè non vai a cercare la mafia a Foggia……..” Un pò di sano razzismo mancava proprio al Signor “Vice Presidente del Consiglio” geometra Vincenzo Dionisi. Forse il Signor “Vice Presidente del Consiglio” geom Vincenzo Dionisi ha dimenticato di essere stato poprio Lui a sollecitare l’onorevole Lo Presti e l’onorevole Angela Napoli a presentare delle interrogazioni parlamentari per denunciare la presenza mafiosa in un’amministrazione comunale, quella di Isola delle Femmine, che oltre alla presenza dell’allora Sindaco Stefano Bologna, vedeva la presenza e gli emolumenti di gran parte degli attuali suoi colleghi di……….. il Signor “Sindaco” Portobello Professore Gaspare, il Signor “Assessore” Paolo Aiello, il Capitano Lucido e ……….

Riguardo all’intervento provocatorio del Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello è giunto per Lui il momento di prendere atto che:


Chi fa politica può essere liberamente criticato in caso di abitudine alla trasgressione. Lo stabilisce la Corte di Cassazione che ritiene lecito denunciare taluni ‘eccessi’ di chi detiene il potere. In sostanza, secondo gli Ermellini, c’è libertà di critica e di esprimere il proprio pensiero per smascherare le trasgressioni dei politici. “La critica – spiega la Corte (sentenza 41767/2009) – non perde il suo carattere di esercizio del diritto di manifestare liberamente il pensiero nei confronti del potere politico, se diretta contro trasgressioni, contingenti o abitudinarie, da parte di detentori di tale potere, qualunque sia il campo della trasgressione”. Con questa motivazione la quinta sezione penale della Corte ha annullato, ”perche’ il fatto non costituisce reato”, una condanna per diffamazione inflitta a un consigliere comunale che in precedenza i giudici di merito avevano condannato perchè aveva distribuito un volantino in cui accusava un assessore e un vicesindaco di fatti penalmente rilevanti. Nel volantino si affermava in particolare che l’assessore al bilancio avrebbe favorito la cognata, affidandole l’incarico di responsabile del servizio finanziario . Denunciando poi ”l’assalto alla diligenza continua”, il consigliere comunale aveva di fatto accusato di abuso d’ufficio il vicesindaco. Dopo la duplice condanna in primo e secondo grado la Suprema Corte ha ora ribaltato il verdetto sancendo il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e sottolineando che se la politica “valica limiti fissati dalle regole, la critica non puo’ non riferire e stigmatizzare il singolo fenomeno di anomalia, piccola o grande che sia la sua dimensione”.


L’intervento del geologo Signor “Assessore” Marcello dr. Cutino teso a difendere la Sua onorabilità e la Sua estraneità ai fatti e misfatti perpetrati dall’amministrazione di cui Lui ne è parte non secondaria, un intervento teso a difendere esclusivamente la SUA PERSONA ed a ribadire la sua totale estraneità ai pericoli di inquinanemto affaristico mafioso della Pubblica Amminsitrazione. Un intervento che ha praticamente smentito le affermazioni del Suo Sindaco di un intervento diretto di un presunto mafioso nelle elezioni amministrative (delibera di Consiglio n 52).

Circa le continue richieste che vengono avanzate per suffragare i possibili collegamenti tra ambienti mafiosi e politica a Isola delle Femmine, vale forse la pena citare delle sentenze in merito:

Ai fini della valutazione della legittimità del provvedimento prefettizio di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, è irrilevante il fatto che gli elementi acquisiti dimostrino la sussistenza soltanto di un collegamento tra associazioni mafiose e organi di gestione, quando risulti comunque che gli organi elettivi siano gravemente venuti meno ai propri doveri di vigilanza e controllo sull’apparato gestionale – amministrativo dell’ente locale(T.A.R. Campania Napoli, sez. I, ibidem).


inoltre:

Art. 416-ter, codice penale – Scambio elettorale politico – mafioso
La pena stabilita dal primo comma dell’articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro.


Comunque buona regola consiglierebbe:

C’è un sistema infallibile per non essere accusati di mafia: non incontrare mafiosi, non andare a cena con loro né ai loro matrimoni e soprattutto non stipulare con loro “patti elettorali ferrei”. E’ dura, ma ce la si può fare.
(ogni riferimento non è puramente casuale)
Con il Consiglio Comunale che si è svolto questa sera si è avuta l’ulteriore dimostrazione della chiusura di tutti gli spazi del libero e civile confronto democratico, della mancanza di ogni agibilità democratica e di libero esercizio di rappresentanza.
I componenti tutti della lista Rinascita Isolana sono posti di fronte ad un’unica scelta possibile.
DIMISSIONI IMMEDIATE DI TUTTA LA LISTA RINASCITA ISOLANA!


*Vittoria dei Consiglieri dopo la sfiducia al Sindaco
*Sentenza 8 Consiglieri su 15 dimissionari Decadenza del Consiglio
*Sentenza Surroga consiglieri Decadenza Consiglio Comunale
AL SINDACO

AL PRESIDENTE DEL C.C.

ALL’ASSESSORE AL TURISMO

ALL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE

Oggetto: dichiarazione consiliare

In seguito a quanto affermato dal sindaco del Comune di Isola delle Femmine durante la seduta del Consiglio Comunale del 30.12.09, il Movimento Politico “Rinascita Isolana” avverte la necessità di intervenire a garanzia delle legittime prerogative di chi lo rappresenta in seno all’organo assembleare e dell’effettività dei diritti e doveri riconosciuti dagli artt. 2, 18, 21 e 54 della Carta Costituzionale.




Innanzitutto nel corpo della delibera n. 72 del C.C. si legge come il sindaco rigetti “tutte le illazioni sollevate nella nota, con la quale si ripropongono le menzogne sostenute da Rinascita Isolana”: si suppone egli si riferisca alla dichiarazione del gruppo consiliare di minoranza in cui si è affermato che “il contrasto alla mafia parte dall’allontanamento dalla Casa Comunale di chi sia anche solo sospettato di esser organico a Cosa Nostra, estorsore, usuraio, prestanome di mafiosi e questa battaglia di valori non è pertanto compatibile con la scelta del sindaco Portobello di far sedere in Giunta e porre ai vertici degli uffici comunali i familiari dei soggetti suddetti”.




Orbene, purtroppo all’opposizione riesce difficile cogliere la falsità di quanto contenuto nella superiore affermazione, giacché i legami di parentela ed affinità cui si fa cenno sono incontrovertibili e di certo non possono esser considerati elucubrazioni teoriche elaborate da menti poco lucide: stante il costante invito al dialogo proposto dal Presidente del C.C., si ritiene necessario ricordare le parole di Gustavo Zagrebelsky nel suo Imparare la democrazia, secondo il quale “affinché sia preservata l’integrità del ragionare, deve essere prima di tutto rispettata la verità dei fatti, che è la base di ogni azione orientata a intendersi onestamente”.




Perché sia chiara l’assoluta disponibilità del gruppo “Rinascita Isolana” a realizzare un’analisi critica della problematica, esplicitiamo il nostro consenso alla eventuale convocazione di un giurì d’onore per rilevare la sussistenza dei vincoli che uniscono assessori e funzionari del nostro Comune a personaggi avvolti da un alone di sospetto e dal passato controverso: anche se, in tutta onestà, chi siano i vostri zii riteniamo lo sappiate benissimo.




Il sindaco ha inoltre evidenziato come la minoranza non si sia assunta la “responsabilità politica, civile e morale di fare dichiarazioni nel luogo preposto istituzionalmente … dimostrando di parlare per interposte persone e manovratori che, nel passato, hanno avallato comportamenti che hanno messo a dura prova la convivenza democratica e civile nel nostro paese”.




In primis affermare che i consiglieri di “Rinascita Isolana” in questi mesi non abbiano espresso in Consiglio – tramite documenti pubblici – le proprie opinioni, significa travisare palesemente la realtà rischiando di risultare comici: il Presidente mi darà atto di aver prodotto una mole di dichiarazioni consiliari pari credo al triplo della somma degli interventi di tutto il gruppo di maggioranza, sicché non sono accettabili valutazioni in tal senso né possono in estrema sintesi esser prese sul serio.




In secundis, a primo acchito, ci si era convinti che il manovratore cui si riferiva il sindaco fosse il nostro coordinatore politico Stefano Bologna – che certamente tanta parte riveste nella determinazione delle strategie del nostro Movimento Politico -, eppure l’identificazione non corrisponde alla seconda parte della frase: come è possibile infatti che questa Amministrazione affermi che il Bologna in passato ha avallato comportamenti che hanno addirittura minato la convivenza democratica e civile di Isola delle Femmine?




Per 11 anni Gaspare Portobello, Paolo Aiello, Alessandro Giucastro, Toti Lucido sono stati componenti – cardini per l’esattezza – dei governi Bologna: si deve dedurre che l’allora sindaco abbia avallato alcuni loro comportamenti antidemocratici e contrari alle norme del vivere civile? Si deve dedurre che le concessioni edilizie a più d’uno di loro concesse – come sottolineava spesso il geometra Dionisi – rientrino in tali sconvenienti condotte? Si deve dedurre che rimpiangono gli anni – parecchi in verità – in cui potevano agire sotto l’egida morale e giuridica di un solido deus ex machina? L’opposizione consiliare non può ritenere verosimile tale interpretazione delle parole del sindaco Portobello, la storia di Isola delle Femmine la contraddice apertamente e allora, da amante del dialogo, crediamo il capo del governo possa socraticamente rallegrarsi di essere stato scoperto in errore.




Ancor più sorprendente risulta poi quanto affermato dal sindaco nella nota del 18.12.09 proposta in allegato e inviata ad Autorità governative, amministrative e giudiziarie: egli infatti evidenzia “l’indignazione e lo sgomento per il contenuto della missiva inviata alle LL.SS.Ill.me” dai consiglieri di minoranza in merito alla possibile presenza di infiltrazioni mafiose nell’Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine, “oltreché per il modus operandi dei mittenti firmatari della predetta”.




La vicenda è a dir poco kafkiana:




sin dal giorno dell’insediamento di questo Consiglio Comunale, il gruppo “Rinascita Isolana” ha evidenziato l’illegittimità del risultato elettorale e sollevato il problema dei rapporti di parentela e affinità tra assessori, dirigenti e mafiosi o persone comunque sospettate di esser vicine a Cosa Nostra;




nell’ottobre 2009 l’opposizione ha anche presentato la richiesta di convocazione di una seduta consiliare per affrontare pubblicamente la questione e – inopportunamente, dal punto di vista istituzionale e politico – il sindaco in data 27.10.09 ha sottolineato agli interroganti la necessità di produrre una relazione sull’argomento prima di procedere alla convocazione del Consiglio Comunale. Nella stessa comunicazione il Portobello invitava tra l’altro i consiglieri di minoranza “a comunicare i fatti eventualmente a loro conoscenza a tutti gli organi competenti”: quali dovrebbero essere pertanto le ragioni del suo sdegno e del suo sgomento? Il contenuto della nostra missiva il sindaco lo conosceva già, il modus operandi l’ha dettato egli stesso!




Ma la nota del 18.12.09 è ricca di ulteriori spunti di riflessione. Il Portobello ritiene infatti “ignobile” la diffusione della nostra comunicazione al Ministero degli Interni, alla Procura e al Prefetto. Evidentemente il sindaco ignora i principi fondamentali della democrazia e sconosce totalmente i doveri istituzionali e politici dei consiglieri comunali: un’opinione pubblica consapevole è funzione essenziale della democrazia, ne costituisce la conditio sine qua non. Ogni società ha un modo di governarsi cui corrisponde un suo ethos particolare, che deve informare lo spirito degli individui che governano e che sono governati. Esso deve essere diffuso tra tutti, conformemente all’ideale democratico di una comunità di individui politicamente attivi. Non si pretende che il sindaco abbia letto saggi di filosofia politica o commenti alla Costituzione, ma almeno ritrovi la voglia di coltivare la democrazia, accettare che la gente sappia cosa accade nel Palazzo, rimuovere le pietre di scandalo, difendere l’onorabilità dell’Ente locale con scelte coraggiose e forti, non minacciando di querelare chi – con enorme senso di responsabilità – svolge il ruolo istituzionale cui è stato chiamato dalla cittadinanza.




Il sindaco prosegue poi chiarendo che il “Codice etico contro la mafia non annovera tra le condotte sanzionabili i rapporti di parentela” e precisando che “il sig. Bruno Pietro è affine di terzo grado dell’assessore Cutino Marcello”: le sue affermazioni non possono che porci di buon umore, giacché da un lato riflettono una certa superficialità nell’esame del disposto normativo approvato dal Consiglio Comunale, dall’altro rappresentano un simpatico esercizio lapalissiano.




Il Codice Etico citato dal sindaco si compone di una introduzione esplicativa e di una snella sezione dispositiva: strano non sia stato notato dal Portobello che nella prima si legge che “per garantire autonomia e credibilità alle istituzioni democratiche sono necessarie forme nuove e più rigorose di selezione del personale politico. I rapporti con boss mafiosi, a qualunque livello ed al di là di eventuali profili penali sono incompatibili con l’impegno politico”. Purtroppo le disposizioni regolamentari per tradursi in norme vanno interpretate nella loro interezza e complessità.




Tra l’altro, stante l’interesse dell’Amministrazione per la storia della politica e per i carteggi d’altri tempi, giova ricordare che in data 13.10.99 l’allora deputato An, On.le Nino Lo Presti, affermava che “Un assessore è cognato di Pietro Bruno, presunto mafioso arrestato a luglio. Per molto meno il Governo ha mandato a casa amministrazioni. Il Comune di Isola delle Femmine, vista tale parentela, è a rischio di infiltrazioni mafiose. Cosa aspetta il Ministro dell’Interno a intervenire?”. Con ogni probabilità il geometra Dionisi potrà illustrarvi nel dettaglio la vicenda.




Singolare come la nota del sindaco non prosegua chiarendo quali rapporti leghino l’assessore Cutino all’ex assessore Impastato Giovanni, quali stringano questi alla famiglia Pomiero e quali infine la famiglia Pomiero al vicesindaco Palazzotto Salvatore. Aveva proprio ragione Goethe, si tratta di certo di Affinità elettive.




Il Movimento Politico “Rinascita Isolana” continuerà a svolgere con coraggio e determinazione il compito assegnatogli dagli isolani, consapevole della necessità di informare costantemente la cittadinanza di quel che accade e – laddove emergano dubbi circa la cifra di trasparenza e legalità dell’azione amministrativa – le autorità competenti.




In tutta sincerità, il gruppo “Progetto Isola” avrebbe dovuto trovare almeno uno straccio di argomentazione per difendersi dai circostanziati rilievi della minoranza consiliare e dell’intera comunità: pubblicare un’interrogazione del consigliere Mannino del 1996 – tra l’altro totalmente avulsa dalla tematica in oggetto, viepiù in considerazione del fatto che governavate voi allora e governate voi adesso: più o meno manovrati tanto allora quanto adesso – e paventare denunce e querele a carico dei consiglieri d’opposizione è davvero deludente. Tant’è, non a caso Tacito soleva ripetere che, spesso, il passato proprio non vuol saperne di passare. Geometri a parte.
Isola delle Femmine, 1.02.2010 I consiglieri comunali di Rinascita Isolana

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Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985
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Consiglio Comunale 31 gennaio 2010 Le affinità Elettive Dichiarazione del Gruppo  Rinascita Isolana

Altadonna Lorenzo, BOLOGNA, bruno, Calliope, COGNATO, CUTINO, elauto, IMPASTATO, LO PICCOLO, madonia, MAFIA, Nipote, Palazzotto, POMIERO, PORTOBELLO, Zio,

ABBIATE RISPETTO DEI CITTADINI: DIMETTETEVI


Caricato da isolapulita




ABBIATE RISPETTO PER I VOSTRI CONCITTADINI.


“Agisci in modo che le conseguenze delle tue azioni siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra.”.


Hans Jonas Il Principio della Responsabilità

È davvero incredibile la confusione che regna nei pensieri e negli atti dei nostri governanti.
La gestione del territorio, il concetto di responsabilità, il rispetto degli impegni presi, controllo, prevenzione e repressione non rientrano affatto negli atti e nella pratica politica amministrativa della politica isolana .
La realtà economica sociale e culturale è veramente drammatica. A nulla valgono i segnali di attenzione e di denuncia provenienti dalla stampa, da radio televisioni, da Istituzioni e Società Civile ( nel corso dell’anno vi sono state diverse interrogazioni parlamentari e diversi servizi su reti televisive nazionali e locali hanno trattato della nostra drammatica realtà).
Ciò che i nostri amministratori locali sono riusciti a partorire: Accuse e discredito di chi con spirito di sacrificio si è assunto l’impegno e l’onere di dare un senso positivo alle denuncie di tutto ciò che testimonia la mala amministrazione, il mancato controllo del territorio e l’inquinamento politico-mafioso della pubblica amministrazione (vedi la pubblica dichiarazione della moglie di Maiorana in televisione che denunciava una forte presenza mafiosa sul nostro territorio)
Se passiamo in rassegna ed analizziamo la duratura e palese “crisi politica in cui versa il Comune di Isola delle Femmine”, non possiamo fare a meno di manifestare una forte preoccupazione per i risvolti negativi che essa produce sull’intera cittadinanza accentuandone la sua già precaria situazione sociale ed economica.
I giochi della bassa politica locale, che nei suoi comportamenti si contrappone solo ed unicamente per celebrare un rituale trito e ritrito a danno di noi Cittadini inermi, manifesta la sua azione nella PURA E SEMPLICE GESTIONE DEL POTERE PER FINI STRETTAMENTE PERSONALE, di vecchia e collaudata tradizione.
Bisogna avere la capacità di mettersi in gioco per raccogliere adesione alle proprie idee, la capacità di assumersi la responsabilità di rischiare la propria faccia per svolgere bene e sino in fondo il mandato ricevuto e per cui ci si è proposti.

Fa un certo effetto, per limitarci ai nostri giorni, constatare come a distanza di circa QUATTRO ANNI di Amministrazione, si deve passivamente subire l’onta di una TOTALE INCAPACITA’ di dare risposte alle attese dei CITTADINI ISOLANI. Non bastano i drammi causati e determinati da certe ingerenze speculative che aggrediscono il nostro territorio o quelli derivanti dal qualunquismo imperante; non sono sufficienti neppure i tristi segnali d’allarme sociale che sono quotidianamente posti sotto gli occhi dei politicanti locali; il perdurare dell’alto tasso di disoccupazione che si aggrava quotidianamente nelle fasce giovanili. Tutto questo, non scuote minimamente il degrado istituzionale dentro e fuori il palazzo del potere.
Siamo ben consci che l’istituzione COMUNE è in crisi, ma nessuno (maggioranza, minoranza, destra, sinistra centro, sindaco assessore consigliere….) si guarda bene dal fare la prima mossa sulle responsabilità di detta crisi, anzi vi è l’aggravante che nessuno dei politicanti locali, accenni alla più misera analisi o sia in grado di dare uno straccio di prospettiva di futuro.

C’è veramente da restare indignati (che sarebbe poca cosa). Da semplici cittadini ci sentiamo di esprimere a gran voce il dissenso per quest’atto di menefreghismo politico, che si sostanzia nelle beghe d’infimo profilo, determinate dal riemergere di tutte le contraddizioni mai sopite. Con tutta la nostra ingenuità, oggi possiamo confessare a gran voce che probabilmente la “scissione” (farsa) a fini elettorali del 2004, determinatasi nell’allora maggioranza imperante per tornaconto di potere e che ha determinato la formazione di due aggregazioni (forse figli di una stessa medaglia, della cui partenità i cittadini di Isola non hanno alcun dubbio), sono risultate essere due “aggregazioni” che prima hanno governato Isola e oggi continuano a non governare.

Certo! In consiglio Comunale sentiamo parlare di codici etici, di lotta alla mafia, di legalità di sicurezza sociale, pochissimo d’inquinamento ambientale, – che ha deturpando le nostre bellezze naturali, creato una situazione sanitaria molto molto preoccupante, ha inibito qualsiasi possibilità di sviluppo turistico del nostro paese, si parla poco anzi si tende a nascondere l’aggressione selvaggia del territorio che rasenta il limite della legalità, con il PRG in itinere. Alla fine il dato è che, i programmi e i falsi rinnovati propositi di rilancio dell’economia locale, sono carta straccia. All’incapacità di gestione dell’ordinaria amministrazione, alle prosciugate casse comunali – per via di una politica fatta di spese improduttive e clientelari del passato e del presente, si rileva che le aggregazioni consiliari – prima e dopo i ribaltoni di maggioranza/minoranza o minoranza/maggioranza – sono incapaci di onorare gli impegni presi con i programmi scritti e ribaditi nel corso della campagna elettorale del 2004.

Affinché non passi inosservato ai Cittadini: vogliamo portare un semplice esempio d’incapacità. Dopo tante diatribe picche e ripicche, il CONSIGLIO COMUNALE NELLA SUA INTEREZZA NON E’ STATO IN GRADO DI INTITOLARE UNA PIAZZA DEL NOSTRO PAESE A PAPA PAOLO GIOVANNI II.

Come emblematica è risultata essere la posizione dell’esecutivo rispetto alla questione Italcementi. Nel nostro comunicato per il Consiglio Comunale del 18 Gennaio, Vi avevamo chiesto un atto di coraggio, di capacità di pronunciamento e di decisione, invece ancora una volta i Cittadini di Isola hanno verificato il ruolo di supremazia esercitato dalla Italcementi nei confronti della Pubblica Amministrazione. Un esempio………
L’ordine del giorno firmato dal Presidente del Consiglio “Presentazione progetto della Italcementi S.p.a. nuova tecnologia per la produzione del cemento” Viene stravolto ed in maniera magistrale il nostro Comandante Italcementi, come prima diapositiva presenta ad un affollatissimo e “fedelissimo( per necessità)” pubblico il “PROGETTO DI AMPLIAMENTO DELLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE”

La costruzione di una torre alta 100 metri circa. Nessun Consigliere, Assessore, Presidente del Consiglio Sindaco Politici o sindacalisti presenti, si è preoccupato di porre, all’egregio dirigente della Italcementi, domande riguardanti dei probabili danni ambientali che forse hanno avuto gravi conseguenze sulla salute dei Cittadini di Isola delle Femmine e dei cittadini dei paesi a noi vicini, provocati dall’attività produttiva della Italcementi.

E’ mancata forse una domanda molto semplice: “Quali vantaggi per Isola e i suoi concittadini la costruzione di questo scempio, che ha il sapore di un insulto al nostro paesaggio e una rinuncia definitiva ad una migliore qualità della vita?”

La notizia del Sindaco che dichiara che dai dati in suo possesso a Isola vi è una situazione Ambientale alquanto preoccupante (Unione dei Comuni 23.1.07). Ci chiediamo il Sindaco come responsabile della salute pubblica , quale atto ha prodotto? Volete saperlo? ZERO! Si! Avete capito bene ZERO.
Quindi il Sindaco di Isola delle Femmine: È inadempiente!

Se al programma si dà una valenza politica, esso deve essere oggetto di guida per tutta la consiliatura, altrimenti, è una presa per i fondelli per i cittadini elettori.
Riteniamo ormai, che è arrivato il tempo che l’AMMINISTRAZIONE COMUNALE (nella sua interezza) affronti seriamente e senza indugi le tante emergenze e problematiche che attanagliano Isola delle Femmine per rilanciare il suo futuro, con senso di responsabilità e rispetto verso i cittadini.

Ad Oggi, è stato fatto, e/o programmato organicamente ma, soltanto, qualche sporadica iniziativa inconcludente e senza il pieno e duraturo coinvolgimento, o meglio, la compartecipazione della cittadinanza.
Con l’aria che tira e con i tempi lunghi delle inutili strategie tattiche in consiglio comunale del tipo “io ti faccio una ripicca a te ed io ne rifaccio un’altra a te” e fino alla fine della consiliatura, possiamo ipotizzare che non ci sarà una svolta urgente a quest’andazzo d’infima azione politica; anzi, avremo il NULLA fino alla fine della consiliatura, i problemi che attanagliano i Cittadini Isolani continueranno a rimanere irrisolti, con l’aggravante di degrado socio economico del tessuto sociale della nostra Comunità.
D’altronde cosa possiamo aspettarci da un’Amministrazione che in sede di formulazione di bilancio, lascia al Consiglio Comunale una disponibilità di intervento pari al 4 o 5% e nonostante ciò si mette in uno stato di inadempienza il Comune, circa i termini di presentazione del bilancio (prot 1970 nomina del commissario ad Acta).
Per quanto riguarda il Piano Regolatore Generale anche qui il Consiglio Comunale sotto la scure dei tempi ristretti (vedasi la comunicazione dell’Assessorato fissava in 30 giorni i tempi di approvazione).Come lo è stato l’approvazione dello Statuto dell’Unione dei Comuni (tenuto per diversi mesi nel cassetto).
Non sono che alcuni esempi. E’ ormai prassi consolidata che gli atti vengono prodotti sempre sotto sollecitazioni o diffide della Regione. Oltre all’incapacità di gestire i lavori del Consiglio Comunale si stà sempre più spogliando di quelle che sono le funzioni ed il ruolo che i Consiglieri Comunali hanno nell’esercizio della loro attività..
Pensiamo sia giunta l’ora che maggioranza, minoranza, giunta, sindaco, esecutivo si guardino negli occhi e si interroghino circa il futuro che si vuole riservare alla nostra cittadina..
Esprimiamo preoccupazione e sgomento per la constatata incapacità delle locali compagini politiche che, da anni, si aggrappano a mezzi e mezzucci in beghe d’infima lega e tradendo gli eletti per il mandato ricevuto: AMMINISTRARE NEL SOLO INTERESSE DEGLI ISOLANI.
Cittadini! Se non agiamo e subito, rischiamo di essere coperti da una coltre di polveri fini pesanti, PM 10 25 5, metalli, diossine, IPA, vanadio, nichel………….., ed il nostro destino sarà quello di subire, gli effetti cancerogeni delle emissioni gassose di certi politici, senza che il servizio 3 possa più intervenire.
Pensiamo sia obbligo per i cittadini di Isola delle Femmine ed anche dell’opinione pubblica, pretendere l’urgente ripresa di una seria iniziativa politica qui ad Isola da parte dell’Amministrazione comunale tutta, per rimediare alla grave situazione di degrado politico-amministrativo venutasi a creare: IN CASO CONTRARIO. Per un RISPETTO CHE VOI TUTTI AVETE NEI CONFRONTI DEI CITTADINI DI ISOLA delle FEMMINE:
ANDATEVENE A CASA TUTTI!
Comitato Cittadino Isola Pulita
Legambiente Sezione di Palermo e
Referente a Isola delle Femmine
Coordinamento Comitati Cittadini Siciliani
Caricato da isolapulita

D’Arpa Dionisi Consiglio Comunale 18 novembre 2010 interrogazioni

D’Arpa Dionisi Consiglio Comunale 18 novembre 2010 interrogazioni

D’Arpa Dionisi Consiglio Comunale 18 novembre 2010 interrogazioni

 

 

 

Consiglio Comunale
18 novembre 2010
interrogazioni

 

 

 

 

 *D’Arpa Passaggio del Coniglio Ufficio Tecnico Comunale Autolavaggio Fasone Sequestro Beni Ordinanza Sindacale

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

ISOLA DELLE FEMMINE

AL SINDACO

DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

AL RESPONSABILE

SETTORE TECNICO URBANISTICO

 

Oggetto: Interrogazione al Sindaco

I sottoscritti, consiglieri comunali del gruppo consiliare Rinascita Isolana, ai sensi dell’art. 9 commi 7 e ss, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale,

CHIEDONO

Risposta verbale del Sindaco – da tenersi alla prossima seduta del Consiglio Comunale – in merito al seguente argomento:

Visure richieste dal consigliere Dionisi Vincenzo per pratiche U.T.C.

Atteso che il Rendiconto Periodico di Spesa n 2 (recante l’elenco dei Buoni Economati per Pagamenti 2010), indica che sono stati corrisposti – in favore del predetto Dionisi – n. 3 buoni per le visure effettuate in relazione a praticche dell’U.T.C. presso l’ Archivio Notarile e presso l’Agenzia del Territorio, il Sindaco chiarisca:

a)   In forza di quale provvedimento sindacale, delibera consiliare o di Giunta, determina del responsabile del settore tecnico-urbanistico, il consigliere Dionisi è stato incaricato dello svolgimento delle suddette attività per conto dell’ente locale;

b)   A quali         pratiche dell’U.T.C. fanno riferimento le visure richiamate nel Rendiconto;

c)   Quali garanzie sono state adottate dall’Amministrazione per il rispetto della privacy dei cittadini interessati e per evitare l’insorgenza di ipotesi di conflitto d’interessi.

Isola delle Femmine 16.07.2010

I Consiglieri comunali di “Rinascita Isolana”P

Protocollo  9990  19 luglio 2010

*Siamo Siamo quindici leoni….Siamo Siamo quindici leoni…..
*Commisione Ambiente 11 Giugno 2010 

 

 

 

interrogazione
DIONISI

 

 

Aggiungi didascalia

Comune di Isola delle Femmine

OGGETTO: Risposta a interrogazione del Gruppo consiliare Rinascita Isolana del 16.7.2010
Al Presidente del C.C. SEDE

In riferimento all’interrogazione  di cui in oggetto in merito all’argomento: “Visure richieste dal Consigliere Dionisi Vincenzo per pratiche U.T.C.” si chiarisce che tali visure, eseguite per conto di questo Ufficio  Tecnico – Servizio Lavori Pubblici.

 

  1. si riferiscono all’area ex ITAS, terreno già in possesso del demanio comunale e sono state utilizzate per esperire le pratiche burocratiche relative alla riqualificazione territoriale di detta area.
  2. sono state richieste presso gli Uffici competenti dal Consigliere Dionisi senza alcun provvedimento autorizzatorio, poichè nessun compenso era previsto per tale intervento che è stato effettuato  dal Consigliere a titolo gratuito nell’esclusivo interesse della comunità e solo per spirito di collaborazione. A tal proposito, colgo l’ìoccasione per ringraziare  tutti i Consiglòieri del gruppo Progetto Isola ed, in aprticolare, il Con Dionisi che con dedizione e generosità mettono quotidianamente a disposizione della nostra comunità le proprie competenze e la propria esperienza al solo fine di migliorare sempre più l’immagine e la condizione sociale del nostro paese.
  3. non è stata violata la privacy di nessun cittadino nè si riscontrano ipotesi di conflitto di interesse.

Il Sindaco Professore Gaspare Portobello

Isola 6 ottobre 2010

 

Risposta Sindaco alla
interrogazione

 

 

Replica alla risposta

 

 

 

 

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

OGGETTO: replica interrogazione “Visure richieste dal consigliere Dionisi Vincenzo per pratiche U.T.C.”

 

 

 

Il Gruppo consiliare “Rinascita Isolana” non si ritiene soddisfatto delle risposta del Sindaco all’interrogazione in merito alle  “Visure richieste dal consigliere Dionisi Vincenzo per pratiche U.T.C.”

Invero, non è stato chiarito con quale provvedimento sia stato conferito al geometra predetto l’incarico di effettuare – per conto dell’U.T.C. – visure presso l’archivio notarile e presso l’Agenzia del Territorio e assai opinabile è il rilievo per cui le pratiche in oggetto sottenderebbero un interesse della collettività, tale da legittimare l’intervento del consigliere Dionisi.

Le visure richieste il 13 Maggio 20110, oggetto di diversa interrogazione, ben chiariscono l’INOPPORTUNITA’ dell’intervento del geometra.

In forza all’Ufficio tecnico di Isola delle Femmine vi sono diverse unità le quali hanno il dovere contrattuale di svolgere le attività di competenza, provvedendo ad assicurarare quella TERZIETA’ rispetto ai soggetti interessati alle pratiche e a chi fornisce sostegno professionale – che è condizione necessaria alla salvaguardia degli standard minimi di legalità e trasparenza dell’azione amministrativa.

Il ruolo dei consiglieri comunali non può in alcun caso confondersi con quello dei dirigenti e del personale, perchè radicalmente diversi sono i compiti affidati dall’ordinamento alle Istituzioni e alla burocrazia (del resto l’art 78 T.U.E.L. pone a carico delle Istituzioni il dovere di rispettare la distinzione tra funzioni, competenze e responsabilità dell’ambito gestionale e di quello politico).

La posizione del geometra Dionisi richiederebbe – poi – ulteriori e più stringenti cautele: atteso che il T.U.E.L. arriva addirittura a ritenere incompatibile con funzioni di governo chi esercita atttività professionali nel settore tecnico-urbanistico nel territorio comunale (art 78 c. 3 d.lgs 267/00), ben difficilmente può ammettersi che il vicepresidente si ingerisca in modo incontrollato nell’attività dell’U.T.C., con cui egli – per motivi di lavoro – si interfaccia con frequenza.

I cittadini necessitano di esplicite garanzie del doveroso rispetto di quei distacchi minimi inderogabili che evitano l’ipotesi di conflitto d’interessi e riducono il rischio di un uso privatistico della cosa pubblica.

La replica del Sindaco, invece, si sotanzia in un edificio argomentativo incredibilmente precario, privo di quei pilastri valoriali che avrebbero rassicurato non tanto l’opposizione consiliare, quanto piuttosto la Comunità Isolana tutta: un edificio maldestramente costruito sull’incerta sabbia delle giustificazioni artificiose, del pressapochismo, della buona fede farisaica, della vostra – solita – opaca trasparenza.

E  – sullo sfondo – ancora una volta, restano, – offesi – i diritti dei cittadini.

Isola delle Femmine 18.11.2010

 

I Coniglieri Comunali

 

 

 

 

 

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

ISOLA DELLE FEMMINE

AL SINDACO

DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

AL RESPONSABILE

SETTORE TECNICO URBANISTICO

 

 

Oggetto: Interrogazione al Sindaco

I sottoscritti, consiglieri comunali del gruppo consiliare Rinascita Isolana, ai sensi dell’art. 9 commi 7 e ss, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale,

CHIEDONO

Risposta verbale del Sindaco – da tenersi alla prossima seduta del Consiglio Comunale – in merito al seguente argomento:

 

Annullamento della concessione edilizia in sanatoria  n 11 del 2008

Atteso che il 23.08.2010, il Resp. III Settore f.f. procedeva all’annullamento della c.c. n. 11/2008 e al diniego dell’autorizzazione edilizia per la realizzazione di un’attività di autolavaggio presso Passaggio del Coniglio, 6.

Il Sindaco chiarisca:

–             Perché, dinanzi alle ripetute osservazioni del gruppo “Rinascita Isolana”. non si è attivato per verificare la fondatezza della notizia del sequestro di beni disposto nei confronti dei parenti di D’Arpa Sandro, che lo stesso Portobello ha designato quale capo dell’UTC?

–             Perché solo il 13.05.2010 il Comune di Isola delle Femmine ha proceduto alle visure siugli immobili di Passaggio del Coniglio, 6?

–             Dal 13 maggio ad oggi quali controlli sono stati disposti dalla Polizia Municipale sugli immobili e sulle attività commerciali in questione?

–             Perché le visure del 13.05.2010 sono state richieste dal consigliere comunale Dionisi Vincenzo?

–             Con quale provvedimento gli è stato conferito tale incarico?

–             Essendo egli un geometra che segue diverse pratiche edilizie in Isola delle Femmine, perché avrebbe dovuto apprendere dati così delicati riguardo ai familiari dell’Arch. D’Arpa?

–             Perché gli esiti di tali accertamenti non sono stati in nessun modo comunicati al Consiglio Comunale?

Isola delle Femmine, 08/09/2010

I Consiglieri Comunali

Protocollo 12142 8 settembre 2010

 

 

 

Interrogazione sulla
concessione edilizia 11/2008
Autolavaggio
Passaggio del Coniglio
D’ARPA

 

 

 

 

Risposta
del Sindaco ad Interrogazione sulla
concessione edilizia 11/2008
Autolavaggio
Passaggio del Coniglio
D’ARPA

 

Comune di Isola delle Femmine

Provincia di Palermo

III SETTORE – I SERVIZIO: urbanistica ed edilizia privata

 

Oggetto: Interrogazione al Sindaco – rif nota del 08.09.2010 p.llo n 12142 sull’annullamento della CE n 11/2008 a nome  dei Sig.ria D’ARPA PIETRO D’ARPA MARIO D’ARPA MASSILIANO, COLLURA VINCENZA, D’ARPA VINCENZO

 

 

In riferimento all’interrogazione di cui in oggetto, si rappresenta che il procedimento di annullamento della concessiomne in sanatoria ed il diniego della richiesta di autorizzazione per manutenzione straordinaria a nome dei sig.ri D’Arpa, si è avviato con la richiesta di autorizzazione edilizia inoltrata in data 15.04.2010 p.llo n. 5391,

 

  • Al momento dell’istruttoria della nuova pratica edilizia sono stati rilevati nuovi elementi non presenti e non necessari all’atto dell’istruttoria della C.E.- in sanatoria.
  • Nella fattispecie era sufficiente l’autocertificazione ai sensi del DPR n° 445/2000 in sostituzione della denuncia di successione che per legge va presentata entro un anno dalla morte del de cuis
  • Durante la fase istruttoria per l’accertamento della proprietà è stato appurato anche del sequestro preventivo.
  • In funzione dei nuovi elementi rilevati sono stati emessi i provvedimenti amministrativi consequenziali.

Il responsabile del I Servizio Arch Sergio Valguarnera

 

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

PROVINCIA DI PALERMO

 

Oggetto: Interrogazione al Sindaco – rif nota del 08.09.2010 p.llo n 12142 sull’annullamento della CE n 11/2008 a nome  dei Sig.ria D’ARPA PIETRO D’ARPA MARIO D’ARPA MASSILIANO, COLLURA VINCENZA, D’ARPA VINCENZO

 

In riferimento all’interrogazione di cui in oggetto, si dà lettura della relazione dell’Arch Sergio valguarnera, responsabile del Servizio Urbanistica del Settore Tecnico

 

In merito alle domande poste si osserva:

 

  1. un’attività di acquisizione di dati, quali la verifica della fondatezza di una notizia di sequestro di beni nei confronti di privati, laddove non collegata a specifiche competenze o attività di uffici e servizi comunali, non rientra nelle competenze dell’Ente.
  2. la presentazione di una richiesta autorizzazione edilizia inoltrata dai Sigg,ri D’ARPA PIETRO D’ARPA MARIO D’ARPA MASSILIANO, COLLURA VINCENZA, D’ARPA VINCENZO acquisita al prot. gen.le del Comune in data 15.04.2010 al n 5291, costituendo l’avvio di un procedimento di natura urbanistica, ha avviato un iter istruttorio che, in data 13.05.2010, ha reso necessaria l’acquisizione di visure presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Palermo, a seguito della quale si è apurata l’esistenza di un sequestro preventivo, concausa che ha avuto come conseguenza l’annullamento della concessione edilizia n. 11/2008 rilasciata in sanatoria e il diniego dell’autorizzazione edilizia richiesta.
  3. nell’ambito del normale controllo sul territorio la P.M. ad oggi non ha rilevato attività edilizia sul posto, come riferito dal Comandante della P.M.
  4. Le visure presso la CC.RR.II. sono state eseguite dal consigliere Dionisi per conto del responsabile dell’istruttoria della pratica di che trattasi, il quale informalmente gliele aveva richieste, essendo momentaneamente impossibilitato e non in grado di distogliere nessun componente dell’U.T.C. dai pressanti impegni di competenza.
  5. Il consigliere Dionisi vi ha provveduto, a titolo gratuito e solo per spirito di colaborazione con gli uffici comunali e senza alcun provvedimento formale e senza percepire alcun compenso  se non il mero rimborso delle spese sostenute per il rilascio, come meglio si evidenzia dal raffronto tra le ricevute rilasciate dalla Conservatoria e riborsi effettuati
  6. le visure in questione non contenendo dati sensibili, sottoposti a tutela della privacy, vengono di regola rilasciati a richiesta di qualsiasi cittadino
  7. Gli esiti degli accertamenti non sono stati comunicati al Consiglio Comunale non essendo gli stessi in alcun modo collegati all’attività di competenza di detto Organo

IL Sindaco Professore Gaspare Portobello

Isola 06.10.2010

 

 

 

Replica alla Risposta
del Sindaco su Interrogazione sulla
concessione edilizia 11/2008
Autolavaggio
Passaggio del Coniglio
D’ARPA

 

 

 

 

 

Il Sindaco nella seduta del CC

dichiara: nell’ambito del normale

controllo sul territorio  la P.M. 

ad oggi non ha rilevato

attività edilizia sul posto,

come riferito dal Comandante

della P.M. (ipotizziamo fatto

prima del 6 ottobre 2010)

 

Da un raffronto delle date sulle

ricevute sembra esserci qualche

incongruenza. Abbiamo capito male?

 

 

In esercizio prima del 6 ottobre 2010
come da dichiarazione del Sindaco al C.C. del
18.11.2010 punto 3

 

 

In esercizio prima del 6 ottobre 2010
come da dichiarazione del Sindaco al C.C. del
18.11.2010 punto 3

 

 

In esercizio prima del 6 ottobre 2010
come da dichiarazione del Sindaco al C.C. del
18.11.2010 punto 3

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

 

Oggetto: replica all’interrogazione “annullamento della c.e. in sanatoria n 11/08”

 

Il Gruppo Consiliare “Rinascita isolana” non può che dirsi insoddisfatto – e turbato – dalla risposta del sindaco all’interrogazione avente ad oggetto l’annullamento della c.e. in sanatoria n. 11/08.

Occorre previamente ricordare come il 23 Agosto scorso il Resp III settore f.f. arch Valguarnera abbia proceduto all’annulamento della c.e. in sanatoria n 11/08 – rilasciata ai cugini dell’arch D’Arpa – e al diniego della richiesta di autorizzazione edilizia per la realizzazione di un’attività di autolavaggio presso P.ggio del Coniglio perchè il fondo risultava non appartenere ai richiedenti e gravato di seuquestro preventivo adottato con decreto del 26.10.09 dal Tribunale di Palermo, Sezione Misure di Prevenzione.

“Rinascita Isolana” aveva evidenziato l’esistenza del provvedimento giudiziario in Consiglio Comunale – ne siete tutti tespimoni – già nel Dicembre 2009, ribadendolo a chiare lettere nel Marzo 2010.

L’opposizione consiliare aveva infatti esplicitamente affermato che npon è ammissibile che un sindaco non si pronunci sui recenti sequestri di beni immobili realizzati dai Ros nel nostro Paese, a quanto pare relativi a parenti dei vertici dell’UTC (dichiarazione del 18.12.2009), aggiungendo poi i ROS nel quadro dell’operazione Rebus hanno disposto il sequestro di beni siti nel territorio di Isola delle Femmine perchè riconducibili al clan mafioso Madonia-Di Trapani. In particolare pare si tratti – a detta degli organi di stampa – di immobili siti in via Passaggio del Coniglio n 4 le cui risultanze catastali potrebbero condurre a terreni, opifici e appartaemnti intestati a tali D’Arpa Vincenzo, Massimiliano, Pietro e Collura Vincenza; prescindendo dai motivi di rilevanza penale dei fatti, che sarà la Magistratura a valutare, i leganoi di parentela che stringono possibili prestanome di potenti boss mafiosi al capo dell’UTC isolano, aggiungono dolore e sgomento ad un clima già di considerevole tensione e sospetto. E sul punto il sindaco, più volte sollecitato dalla minoranza, si è sempre rifiutato di esprimersi (dichiarazione del 12.03.2010).

Nell occasioni suddette non solo il gruppo “Progetto isola” difendeva a spada tratta il capo dell’UTC, ma lo stesso sindaco metteva in dubbio le nostre affermazioni in ordine alla reale siussistenza della misura preventiva relativa ad immobili intestati a parenti dell’Arch D’Arpa.

Come accettare che il sindaco adduca oggi pretestuose e fragili giustificazioni al suo mancato comunque tardivo impegno nell’accertamento del fatto?

Come tollerare che questi – informato dai media e dalla coraggiosa minoranza consiliare – non abbia verificato la veridicità di un dato talmente grave, che avrebbe dovuto porre in crisi il rapporto fiduciario tra sindaco e dirigente?

L’Amministrazione, per l’ennesima volta, ha mostrato la sua incapacità di fronteggiare l’emergenza legalità che stiamo vivendo a Isola delle Femmine: simili comportamenti omissivi rivelano – inequivocabilmente – il torpore civico che caratterizza la nostra Giunta e non possono che aggravare il sospetto d’aver di fronte un governo locale inadeguato e irresponsabile.

Ancora una volta, poi, le delicate visure de quibus sono state effettuate dal geometra Dionisi: l’assoluta inopportunità dell’ingerenza del consigliere nella vicenda non merita ulteriori commenti e svuota di significato il chiarimento del sindaco.

Per inciso, dal 13 Maggio 2010 al 23 Agosto 2010, 100 giorni, il consigliere-geometra – preso atto di dati di importanza fondamentale importanza per i rapporti tra Istituzioni e burocrazia -, ha celato quanto appreso, omettendo di investire della questione il Consiglio Comunale!

L’argomento era stato oggetto di dibattito consiliare, era pertanto preciso dovere del geometra Dionisi informare l’assise della ASSOLUTA VERITA’ di quanto dichiarato dall’opposizione.

L’attività professionale e l’atteggiamento del sindaco in ordine al mancato controllo dell’operato della Polizia Municipale, investita del controllo del territorio. Il sindaco infatti, ancor prima del Comandante della Polizia Municipale, avrebbe dovuto assicurare il rispetto della legalità e l’applicazione della legge urbanistica sul proprio territorio!

E’ pertanto inammissibile che solo il 22 ottobre 2010 – due mesi dopo il provvedimento in oggetto – sia stato disposto il sopralluogo sugli immobili e sulle attività commerciali in questione, malgrado anche semplici cittadini abbiano a più riprese denunziato  gli abusi, poi sanzionati con ordinanza n 72 del 3 novembre 2010.

I fatti descritti, valutati congiuntamente all’ordinanza di ripristino dei luoghi n 59/2010 – che sarà oggetto di  ulteriore disamina consiliare, attesi i dubbi emersi da una prima lettura del provvedimento – e all’esito dell’accertamento ispettivo in ordine alla pratica edilizia “Sorelle Pomiero s.n.c.”, ci impongono di richiedere al sindaco di assumere provvedimenti drastici nei confronti del responsabile dell’Ufficio Tecnico Urbanistico.

 

 

 

 

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

PROVINCIA DI PALERMO

Ufficio Tecnico

I III Settore UTC: I Servizio Urbanistica‐Edilizia Privata

Via C. Colombo n. 1 – 90040 ‐ Isola delle Femmine

Sito ufficiale: http://www.comune.isoladellefemmine.pa.it

p.e.c: comuneisoladellefemmine@viapec.net ‐ p.iva 00801000829 ‐ Tel 091‐86176201

 

 

IL RESPONSABILE DEL III SETTORE f.f.

CONCESSIONE EDILIZIA IN SANATORIA N. 02 DEL 22/02/2011

*********

 

Vista l’istanza prot. n° 2558 del 01.04.1986 a nome del sig. D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 09/06/1931 e residente a Isola delle Femmine nel Passaggio del Coniglio n° 2, codice fiscale DRP VCN 31H09 G273H, tendente ad ottenere il rilascio della concessione edilizia in sanatoria, ai sensi della L.R. 47/85 del 28.02.1985, per le opere realizzate abusivamente, consistenti nell’ampliamento di un capannone ad uso industriale, di mq. 30,75, identificato al catasto urbano al fg. n. 4 ‐ p.lla n. 241 subalterno n° 1 ctg. D/1;

Accertato che l’istante aveva titolo per richiedere la concessione edilizia in sanatoria giusto

atto di compravendita del 27/09/1966, stipulato presso il Notaio Arturo Giganti, con rep. 59528 e registrato il 17.101966 al n° 13762;

Considerato che il capannone originario è stato realizzato in forza della Licenza Edilizia del

03.05.1968 prat. N° 74/67;

Vista la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa in data 28/03/1986 del Sig. D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 09/06/1931, da cui risulta che l’abuso è stato ultimato entro il mese di Settembre 1974;

Considerato che il sig. D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 09/06/1931 è deceduto in data 10.08.2007 ed in attesa nei termini di legge per la definizione della denuncia di successione i sig.ri

D’arpa Pietro, nato a Palermo l’1/01/1960; D’arpa Mario, nato a Palermo il 24.08.1962; D’arpa Massimiliano, nato a Palermo l’1/05/1971; Collura Vincenza, nata a Palermo l’1/12/1937, autocertificavano ai sensi del DPR n. 445/2000, di essere gli unici eredi del de cuius D’Arpa Vincenzo;

Considerato che, acquisiti i pareri e nulla osta propedeutici previsti per legge, questo UTC in data 09.05.2008 rilasciava erroneamente la concessione edilizia in sanatoria n. 11/2008, intestata ai signori: D’arpa Pietro, nato a Palermo l’1/01/1960; D’arpa Mario, nato a Palermo il 24.08.1962;

D’arpa Massimiliano, nato a Palermo l’1/05/1971; Collura Vincenza, nata a Palermo l’1/12/1937, in funzione dell’autocertificazione resa ai sensi del DPR n. 445/2000;

Considerato che in seguito di verifica, questo UTC in autotutela con provvedimento protocollo n. 11495 del 23 agosto 2010, annullava la concessione n. 11/2008, in quanto l’atto amministrativo risultava erroneamente intestato a soggetti non proprietari dell’immobile;

Considerato che in data 02.11.2009 l’immobile in oggetto è stato sottoposto a misure di prevenzione su Decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Palermo, trascritto in data 02.11.2009 e successivamente dissequestrato in data 10.11.2010;

Considerato che in merito al provvedimento p.llo n. 11495 del 23 agosto 2010 è stato presentato ricorso al Tribunale Amministravo delle Regione Sicilia;

Vista la documentazione trasmessa dalla ditta in data 06.12.2010, 07.12.2010 e 27.12.2010, costituiti dalla qui elencata documentazione:

‐ atto di dissequestro del 10/11/2010 emesso da parte del Tribunale di Palermo e depositato

presso la cancelleria in data 12/11/2010;

‐ provvedimento di sospensione del T.A.R. – n° 1061/10 Reg. Ord. Sosp. n° 02001/2010 reg.ric, inoltrato in data 06.12.2010, nel quale sospende l’efficacia dei provvedimenti impugnati ai fini del riesame da parte dell’amministrazione competente (…);

‐ verbale di deposito e pubblicazione del testamento olografo – repertorio n. 10350 – raccolta n. 3254 – sottoscritto innanzi al Notaio Gabriele Zammitti, iscritto nel Ruolo del collegio Notarile del Distretto di Palermo, registrato in Palermo il 10.12.2007 – al n. 13331 e trascritto il 13.12.2007 al n. 80091/50444; Denuncia di successione n. 40 – volume n. 375 del 28.04.2008;

Visto il parere del legale di fiducia dell’Amministrazione Comunale trasmesso con nota p.llo n.17226 indata 7/12/2010;

Considerato che questo ufficio, sulla scorta di nuovi fatti documentati e su indicazione del T.A.R. ha proceduto al riesame della pratica edile di cui alla nota p.llo n. 17615 del 16.12.2010;

Considerato che attualmente l’immobile oggetto della presente concessione risulta essere di proprietà del sig. D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 20/10/1992, in forza dei seguenti titoli: a) Verbale di deposito e pubblicazione del testamento olografo – repertorio n. 10350 – raccolta n. 3254 – sottoscritto innanzi al Notaio Gabriele Zammitti, iscritto nel Ruolo del collegio Notarile del Distretto di Palermo, registrato in Palermo il 10.12.2007 – al n. 13331 e trascritto il 13.12.2007 al n. 80091/50444; b) Denuncia di successione n. 40 – volume n. 375 del 28.04.2008;

Vista l’istanza del 27/12/2010 – p.llo n. 17957, presentata dal sig. D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 20.10.1992 e residente in Isola delle Femmine, via Passaggio del Coniglio n. 4 – c.f.: DRP VCN 92R20 G273V, n.q. di erede, con la quale chiede il rilascio della concessione edilizia in sanatoria ai sensi della L. 47/85, per le opere abusive realizzate nell’immobile sito in Isola delle Femmine, via Passaggio del Coniglio n. 6 – censito al catasto al fg. 4 – particella n. 241 –sub. 1 – ctg. D/1;

Vista al documentazione allegata all’istanza del 27/12/2010, costituita:

‐ dal certificato del 20.12.2010 ‐ carichi pendenti (ai sensi dell’art. 60 c.c.p.) in originale rilasciato dalla Procura della Repubblica di Palermo – certificato carichi pendenti, a nome di D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 20.10.1992, da cui “NON RISULTANO CARICHI PENDENTI”;

‐ dal certificato rilasciato dal Ministero della Giustizia n. 93572/2010/R del 20.12.2010 – certificato generale del casellario giudiziale (art. 24 DPR 14/11/2002 – n. 313) a nome di D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 20.10.1992, con cui si attesta che nella Banca dati del Casellario Giudiziale risulta:

NULLA;

‐ dalla nota dell’ispezione ipotecaria dell’Agenzia del Territorio – Ufficio Provinciale – Servizio di Pubblicità Immobiliare, del 21.12.2010;

Vista la documentazione tecnica, allegata alla concessione edilizia n. 11/2008, costituita dalla: a) relazione tecnica e gli elaborati grafici redatti dal Geom. Cangialosi Benedetto, iscritto al Collegio dei Geometri della Provincia di Palermo al n° 4065, introitati al protocollo di questo

Comune il 21/02/2007 al n.2365 inseguito alla richiesta di documentazione dell’U.T.C.; b) documentazione fotografica; c) dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà del 07.06.2007 prot. 6380, con la quale il tecnico incaricato dall’istante dichiara di avere presentato con ricevuta n° 1626 del 15.03.2005 l’istanza alla Soprintendenza BB.CC.AA., e di non avere ancora ottenuto alcun riscontro, chiedendo quindi l’applicazione dell’art. 17 della L.R. 4 del 16.04.2003; e) parere favorevole dal punto di vista igienico‐sanitario espresso dal Responsabile d’Igiene Pubblica del D.S.B. di Carini, introitato al protocollo di questo Comune il 28/05/2007 al n. 6020; f) la perizia

giurata redatta dal Geom. Benedetto Cangialosi, iscritto al Collegio dei geometri della Provincia di Palermo al n° 4055, attestante lo stato e la consistenza delle opere abusive;

Vista la documentazione catastale da cui si evince che l’unità di che trattasi risulta censita al N.C.E.U. di Isola delle Femmine al foglio di mappa 4 particella 241 sub 1;

Visto il certificato di idoneità Sismica redatto dall’Arch. Claudio Guarino, iscritto al relativo Ordine della provincia di Palermo al n° 1747, introitato al protocollo di questo Comune in data 21/02/2007 al n. 2365;

Considerato che l’istante nulla deve per pagamenti Oneri Concessori, essendo l’abuso realizzato in data antecedente al 01.09.1977 ed in quanto trattasi di immobile per uso industriale, mentre per quanto riguarda le somme dovute a titolo di oblazione come risulta dalla ricevute di versamento agli atti dell’U.T.C., le somme sono da ritenersi congrue;

Viste le leggi 47/85 e successive modifiche ed integrazioni e L.R. 37/85 e successive modifiche ed integrazioni;

Visto il comma 1 dell’art.39 della L. 724/94 con le modifiche introdotte dall’art. 2 comma 37 lett. B della L. 662/96 e riscontrato che nulla osta al rilascio della concessione edilizia in sanatoria;

Vistala L.R.04/2003;

Vista la determinazione del Sindaco n° 16 del 03.07.2007, con la quale viene conferito, in caso di assenza o di impedimento del Responsabile del Settore Tecnico, l’incarico di Responsabile

del III settore all’Arch. Sergio Valguarnera;

Premesso quanto sopra,

RILASCIA

fatti salvi i diritti di terzi,

al sig. D’Arpa Vincenzo, nato a Palermo il 20.10.1992 e residente in Isola delle Femmine, via Passaggio del Coniglio n. 4 – c.f.: DRP VCN 92R20 G273V, n.q. di proprietario, la concessione edilizia in sanatoria ex lege 47/85, per le opere realizzate abusivamente consistenti nell’ampliamento di mq. 30,75, da destinare a locale di sgombero, del capannone uso industriale‐artigianale, sito in Isola delle Femmine, via Passaggio del Coniglio n. 6 ‐ identificato al catasto urbano al fg. n. 4 ‐ p.lla n. 241 subalterno n° 1 ctg. D/1, così come riportato negli elaborati grafici che allegati alla presente, ne fanno parte integrante e sostanziale.

A norma dell’art. 36 della L.R. 71/78 la presente Concessione Edilizia in Sanatoria sarà trascritta

pressola Conservatoriadei RR.II. di Palermo, con carico della spesa al concessionario.

Il Responsabile del Servizio Sanatorie

Arch. Giovanni Albert

Il Responsabile del III Settore f.f.

Arch. Sergio Valguarnera

SI CERTIFICA

Su conforme relazione del messo comunale, che la presente concessione è stata pubblicata

all’albo pretorio, ai sensi dell’art.37 della L.R. 71/78 per 15 giorni consecutivi, dal ___________ al

_____________ e che contro la stessa _____ sono stati presentati opposizioni o reclami.

Isola delle Femmine_________________

il Segretario Comunale

Dr. Manlio Scafidi

 

 

 

N. 01061/2010 REG.ORD.SOSP.

N. 02001/2010 REG.RIC.           

 

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale perla Sicilia

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 2001 del 2010, integrato da motivi aggiunti, proposto da:

 

Mario D’Arpa e Vincenzo D’Arpa, rappresentati e difesi dagli avv. Patrizia Stallone e Marco Sirna, con domicilio eletto presso lo studio del primo sito in Palermo, via Antonio Veneziano 69;

 

contro

Comune di Isola delle Femmine in Persona del Sindaco P.T., rappresentato e difeso dall’avv. Saverio Lo Monaco, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv.Saverio Lo Monaco sito in Palermo, via dei Biscottari, 17;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

QUANTO AL RICORSO INTRODUTTIVO:

– della nota del 23.8.10 prot. n. 0011495 con la quale e’ stata dichiarata nulla ed inefficace la concessione edilizia in sanatoria n. 11 del 9.5.08;

– di ogni altro atto connesso, presupposto e conseguenziale;

E PERLA CONDANNA

dell’ Amministrazione resistente al risarcimento dei danni arrecati ed arrecandi ai ricorrenti;

QUANTO AL RICORSO PER MOTIVI AGGIUNTI:

-dell’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi n.72 dle 3/11/2010;

-di tutti gli atti presupposti e comunque connessi,

E PERLA CONDANNA

al risarcimento dei danni arrecati ed arrecandi.

 

 

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Comune di Isola delle Femmine in Persona del Sindaco P.T.;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente con entrambi i mezzi;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 novembre 2010 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

 

 

RITENUTO che rispetto allo stato giuridico dei luoghi come certificati dal Comune nei provvedimenti gravati, parte ricorrente documenta come nelle more è intervenuto il provvedimento di dissequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria ordinaria, versato in atti;

CONSIDERATO quanto dedotto alla presente adunanza camerale dalla difesa dei ricorrenti, per ciò che concerne il ricorso introduttivo, in relazione al ritenuto consolidamento in capo all’originario istante (il fù D’Arpa Vincenzo, classe 1931, deceduto il 10/08/2007) atteso anche l’utilizzo nel 2005 dell’istituto di cui all’art.17 L.R.4/2003 (prot.1626 del 15/3/2005);

Considerato che sul punto la difesa del comune resistente si è limitata a contestare che comunque dalla data di presentazione di detta istanza sarebbero occorsi comunque nuovi temrini per il consolidamento tacito della concessione in sanatoria;

Ritenuto quanto invece differentemente dispone sul punto il co.2 art.17 L.R.4/2003, anche in combinato disposto con il successivo co.6 del medesimo articolo;

Considerato altresì che risulta non contestato dalla medesima difesa dal Comune quanto dedotto dai ricorrenti in ordine all’avvenuto deposito presso l’Ente di copia della dichiarazione di successione;

Considerato altresì la natura del provvedimento impugnato con il ricorso per motivi aggiunti ed attesa la tipologia degli interventi edilizi contestati;

Ritenuto che, alla stregua delle considerazioni che precedono e delle censure dei ricorrenti, sussistono i presupposti per la concessione della invocata misura cautelare e che alle esigente dei ricorrenti è possibile ovviare, quale mezzo più idoneo, intimando all’Amministrazione di procedere al riesame di tutta la res controversa;

Considerato di poter compensare tra le parti le spese di lite della presente fase cautelare, stante altresì l’obbligo ri-esercizio del potere cui è tenuta l’Amministrazione in forza della presente ordinanza;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale perla Sicilia(Sezione Seconda) accoglie, nei sensi di cui in motivazione, la domanda cautelare proposta con il ricorso introduttivo e con il ricorso per motivi aggiunti e per l’effetto:

a) sospende l’efficacia dei provvedimenti impugnati con entrambi i mezzi ai fini del riesame da parte dell’Amministrazione competente, per come in motivazione riportato;

b) fissa per la trattazione di merito del ricorso la prima udienza pubblica del mese di Maggio 2012, ore di rito.

Compensa le spese della presente fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 26 novembre 2010 con l’intervento dei magistrati:

 

 

Nicolo’ Monteleone, Presidente

Cosimo Di Paola, Consigliere

Roberto Valenti, Primo Referendario, Estensore

 

 

  

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 26/11/2010

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Palermo/Sezione%202/2010/201002001/Provvedimenti/201001061_05.XML

 

ACCOGLIE

  ORDINANZA CAUTELARE

  26/11/2010

  201001061

 

Fonte: Giornale di Sicilia 10 Dicembre 2010

Quei beni non sono di Madonia
Restituiti a un presunto prestanome

“Loro lo sanno che abbiamo queste core! Non facciamo che questi tre mascalzoncelli che sono, ne fanno cattivo uso! Questa cosa (devono, ndr) curarla, vederla come se fosse una cosa loro”. A parlare e il boss Salvatore Madonia che, da detenuto, nell’ ottobre del 2006, impartisce ordini alla moglie, Maria Angela Di Trapani, circa la gestione di alcuni beni, quelli intestati alla famiglia della Zia Bebi, ovvero Vincenzo D’Arpa, classe 1931, poi deceduto, e dunque passati alla moglie, Vincenza Collura, ai figli Massimiliano e Pietro, al nipote Vincenzo (che all’ epoca aveva solo 16 anni). “Quanta bili” per quei otre fazzoletti di terra” in passaggio del Coniglio, a Isola delle Femmine, con villette, magazzini e un capannone che Madonia nelle intercettazioni rivendica come suoi (“Tutto, dal basso verso l’alto”), proprio net punto a ridosso dell’ autostrada dove avvenne la strage di Capaci. Di diverso avviso gli eredi D’Arpa, indagati per fittizia intestazione di beni, secondo i quali il boss sarebbe il reale proprietario solo di un paio di magazzini e di due pezzetti di terra.

La sezione misure di prevenzione del tribunale (collegio presieduto da Fabio Licata) ha sciolto il dubbio, in favore di Zia Bebi. Saranno cosi restituiti ai presunti prestanome D’Arpa (difesi dall’ avvocato Michele Giovinco) tre villette, due appartamenti, diversi magazzini, un capannone e un terreno perche “almeno allo stato – scrivono i giudici – non risultano raggiunti da alcun elemento concreto di sospetto sulla riconducibilità a membri della famiglia Madonia”.

Eppure, durante i colloqui in carcere, il boss teme, si arrabbia, minaccia, spiega piu volte alla moglie, incaricata di gestire gli affari durante la sua detenzione, come stanno le cose, perche non si faccia prendere in giro dal mascalzoncello. “Dove li hanno presi i soldi loro? Da dove gli sono venute? Nemmeno si potevano comprare – dice Madonia – un collare! (…) Questi (D’Arpa, ndr) proprio non avevano niente…completamente. Io, ho pre-so… ho fatto… ma sono dei mascalzoni (…) Questo e tutto il rispetto? Questo mi merito io?o. Lui che avrebbe pagato. Fior di quattrini. Esattamente 255 milioni di lire, sono tre pezzi…venticinque (milioni, ndr), trenta e duecento! Tutte cose”. E ci sarebbe anche o la casa in montagna, come la chiama Riccardo, il figlio della coppia. Si tratta di una struttura in costruzione che si trova proprio sotto al tristemente famoso casolare con la scritta No mafia, che domina dall’alto l’autostrada Palermo-Trapani. “Non tradirei il segreto di  papà – dice Maria Angela al figlio – quando poi sei grande la prendi tu, perche e nostra, mi dimenticalo, capito? (…) altrimenti ce la levano”.

Ma i tentativi della donna di far ragionare i D’Arpa vanno a vuoto. Anzi la famiglia di Zia Bebi tenta di convincerla che da quelle parti non avrebbe neppure o il passaggio (o che la smettano, devo dirgli pure grazie che mi da il passaggio, impreca Madonia, ogli dici, dovete pregare che Salvo muore in carcere (…) vi giura sulla cosa più santa che avete (..) fra 100 anni, 150 anni… vi stermina a tutti!»). “Negano le evidenze – gli scrive Maria Angela – delle nostre disgrazie ne hanno fatto it loro tornaconto (…). Non si godranno niente – sentenzia – suo marito (Vincenzo D’Arpa, ndr) a morto col cancro, lei (Vincenza Collura, ndr) ha l’Alzheimer, a quei sifilitichi e vermi viscidi dei figli più bastardi di come sono non potevano essere”. I giudici hanno deciso diversamente.

Sandra Figliuolo

EMEROTECA ASSOCIAZIONE MESSINESE ANTIUSURA ONLUS

http://www.siciliaantiusura.it/filedown.asp?s=36116&l=2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tribunale Amministrativo Regionale Sicilia

Sede di Palermo

Dettaglio del Ricorso

Num. Reg. Gen.: 2001/2010

Data Dep.: 15/11/2010

Sezione: 2 

Oggetto del ricorso: DINIEGO CONCESSIONE EDILIZIA IN SANATORIA

Istanza di fissazione:

Istanza di prelievo: NO

Ricorrenti/Resistenti

Tipo RICORRENTE

Nome Cognome / Istituzione  D’ARPA MARIO

Tipo RICORRENTE SECONDARIO

Nome Cognome / Istituzione D’ARPA VINCENZO

Tipo  RESISTENTE

Nome Cognome / Istituzione COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE IN PERSONA DEL SINDACO P.T.  

Avvocati SAVERIO LO MONACO

MARCO SIRNA

PATRIZIA  STALLONE

MARCO SIRNA

PATRIZIA  STALLONE

Atti Depositati

N.Protocollo 2010012298

Deposito 23/11/2010

Tipo Parte RESISTENTE

Parte COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE IN PERSONA DEL SINDACO P.T.

Atto Depositato  MEMORIA DI COSTITUZIONE  

Atti Depositati 6

N.Protocollo 2010012308

Deposito 23/11/2010

Tipo Parte RICORRENTE

Parte  D’ARPA MARIO

Atto Depositato DEPOSITO > DOCUMENT

Atti Depositati 1

N.Protocollo 2010002975

Deposito 15/11/2010

Tipo Parte RICORRENTE

Parte D’ARPA MARIO

Atto Depositato  DOMANDA > FISSAZIONE UDIENZA

Atti Depositati 0

N.Protocollo 2010011902

Deposito 15/11/2010

Tipo Parte RICORRENTE

Parte  D’ARPA MARIO

Atto Depositato  MOTIVI AGGIUNTI > RICHIESTA MISURA CAUTELARE

Atti Depositati 0

N.Protocollo 2010011900

Deposito 15/11/2010

Tipo Parte RICORRENTE

Parte  D’ARPA MARIO

Atto Depositato MOTIVI AGGIUNTI > RICHIESTA MISURA CAUTELARE

Atti Depositati  9

Provvedimenti Collegiali

 

 

Esito ACCOGLIE

Tipologia ORDINANZA CAUTELARE

Data Provvedimento 26/11/2010

Numero 201001061

 

Provvedimenti Monocratici

Nessun decreto

 

Udienze

Data fiss. udienza:   26/11/2010

Tipologia udienza:  CAMERA DI CONSIGLIO

 

Relatore: ROBERTO VALENTI

Tipologia del relatore: PRIMO REFERENDARIO

Secondo componente: NICOLO’ MONTELEONE

Tipologia componente: PRESIDENTE

Terzo componente: COSIMO DI PAOLA

Tipologia componente: CONSIGLIERE

 

http://www.giustizia-amministrativa.it/WEBY2K/DettaglioRicorso.asp?val=201002001

 

 

 

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE PROVINCIA DI PALERMO

SANATORIA EDILIZIA – ABUSIVISMO – CONTROLLO DEL TERRITORIO

 

 

ORDINANZA N°72 del registro delle Ordinanze DEL 3 Novembre 2010

Oggetto: Ordinanza RIPRISTINO stato dei luoghi a carico di:

1.  D’Arpa Vincenzo nato a Palermo il 20/10/92 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4,proprietario;

2.  D’Arpa Mario nato a Palermo il 24/08/82 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4, conduttore;

 

IL RESPONSABILE DEL 1° SERVIZIO

Visto il verbale di sopralluogo protocollo n°14430 del 22/10/10 redatto dalla locale stazione dei Carabinieri congiuntamente alla all’Ufficio Tecnico con il quale è stato accertato che i lavori effettuati nel capannone sito in questo passaggio del Coniglio n° 6 sono stati realizzati in assenza di Autorizzazione Edilizia;

Accertato che il proprietario del capannone sito in questo comune in passaggio del Coniglio n° 6, censito  in catasto al foglio di mappa n° 4 particelle n °241, subalterno n°1 è D’Arpa Vincenzo nato a Palermo il 20/10/92 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4;

Considerato che il capannone in cui è stato realizzato l’abuso è sottoposto a misure di prevenzione su decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Palermo il 26/10/09 n° 39/09 e trascritto il 02/11/09;

Visto la richiesta di Autorizzazione per la realizzazione di un impianto di autolavaggio protocollo n° 5391 del 15/04/10 inoltrata da D’Arpa Pietro nato a Palermo il 01/01/60, D’Arpa Mario nato a Palermo il 24/08/82, D’Arpa Massimiliano nato a Palermo il 01/05/71 e  Collura Vincenza nata a Palermo il 01/12/37, per la quale questo ufficio ha emesso diniego con provvedimento protocollo n° 11495 del 23/10/10 in quanto i soggetti richiedenti non risultano legittimati ad eseguire le di manutenzione straordinaria ed inoltre perchè l’imobile sottoposto a sequestro;  

Accertato che i lavori abusivi sono stati realizzati dal conduttore dell’autolavaggio D’Arpa Maio così come dallo stesso riferito;

Ritenuto che il responsabile dell’abuso è anche proprietario D’Arpa Vincenzo nato a Palermo il 20/10/92 e residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4;

Rilevato che gli abusi consistoni in:

  • in una diversa distribuzione interna del capannone;
  • in un istallazione di un impianto di autolavaggio;
  • chiusura di una finestra su corte interna;
  • istallazione, in adiacenza al capannone, di tre cisterne completamente interrate ad uso depurazione acque impianto di autolavaggio e relativi filtri esterni;

Rilevato che le opere risultano realizzate in:

Rilevato che, alla luce di quanto su esposto si ravvisa la violazione dell vigente legge urbanistica di cui all’articolo n 10 della Legge 47/85;

Visto il vigente strumento urbanistico ed il regolamento edilizio

Visto il disposto di cui all’articolo n° 5 delle Legge Regionale 37/85;
Visto il disposto all’articolo n 10 della Legge 47/85; 

Vista la Legge Regionale del 16/04/03 n° 4;

Vista la legge del 29/06/39 n° 1497e successive modifiche e integrazioni;

Vista la determina sindacale n 26 del 20/07/09 ;

ORDINA A

·        D’Arpa Mario nato a Palermo il 24/08/82 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4, conduttore;

·        D’Arpa Vincenzo nato a Palermo il 20/10/92 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4,proprietario;

 

 

LA RIMESSA INPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI a propria cura e spese di quanto realizzato in assenza di Concessione Edilizia e qui di seguito elencato:

 

 

  • in una diversa distribuzione interna del capannone;
  • in un istallazione di un impianto di autolavaggio;
  • chiusura di una finestra su corte interna;
  • istallazione, in adiacenza al capannone, di tre cisterne completamente interrate ad uso depurazione acque impianto di autolavaggio e relativi filtri esterni;

nel capannone sito in questo passaggio del coniglio n° 6 entro il termine perentorio di giorni NOVANTA dalla notifica del presente provvedimento, con l’avvertenza che, in difetto, si procederà all’applicazione delle disposizioni e delle sanzioni previste dalla Legge 47/85 e Legge Regionale 37/85 e successive modifiche e integrazioni. 

 

DISPONE

Che copia del presente provvedimento venga notificata agli interessati e comunicata alla Procura della Repubblica pressola Preturacircondariale di Palermo, Tribunale di Palermo (sezione Misure di Prevenzione), al dr. Scimeca Alessandro, al Servizio di Igiene Pubblica, all’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette, all’Ufficio del Genio Civile, alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo, al Segretario Comunale, al Comando Stazione Carabinieri di Isola delle Femmine, al Comando di Polizia Municipale, al Messo Notificatore del Comune di Isola delle Femmine.

Gli Agenti di Polizia Municipale sono incaricati della vigilanza e dell’esecuzione della presente ordinanza. Il presente provvedimento può essere impugnato, ai sensi della legge 06.12.1971 n°1034, avanti al Trib unale Amministrativo Regionale, entro SESSANTA giorni dalla data di notificazione dello stesso.

Il Responsabile del 3° Servizio

Arch. Giovanni Albert

Il Responsabile del 1° Servizio

Arch Valguarnera Sergio

 

*Isola delle Femmine Fatta ritrovare una testa d’agnello, un segnale? un ricatto? una minaccia? O?

*D’ARPA PASSAGGIO DEL CONIGLIO VINTO il Ricorso al TAR avv. Lo Monaco

*D’Arpa Concess Edilizia in sanatoria n 2/2011 Autolavaggio passaggio del Coniglio

*Interrogazione al Sindaco Autolavaggio CAR WASH D.M.

*”Sorelle Pomiero s.n.c. di Pomiero Maria Grazia” licenza 13/08 illegittima?
*Quei beni non sono di Madonia

*INTERROGAZIONE AL SINDACO SU DINIEGO LICENZA SU BENE SEQUESTRATO

*L’ombra di un assessore sul concorso

*D’Arpa Ordinanza n 59 Abusivismo Edilizio

*Elauto

*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori D’Arpa Sandro
*D’Arpa Sandro
*D’Arpa Sandro
*D’Arpa Sandro
*Aiello F.P. Portobello Faraci Sicileas Saracen Impastato D’arpa Lo Monaco Immordino TAR Finanziaria Immobiliare

*P.R.G. 2007

*Promozione della Pesca a Isola delle Femmine

*PROGETTO ONDA BLU

*TERRA SOLE MARE PIOGGIA

*INTERROGAZIONE AL SINDACO SU DINIEGO LICENZA SU BENE SEQUESTRATO

*D’Arpa Ordinanza n 59 Abusivismo Edilizio
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori D’Arpa Sandro
*D’Arpa Sandro

*D’Arpa Sandro
*D’Arpa Sandro
*Aiello F.P. Portobello Faraci Sicileas Saracen Impastato D’arpa Lo Monaco Immordino TAR Finanziaria Immobiliare
*Promozione della Pesca a Isola delle Femmine
*PROGETTO ONDA BLU

 

http://www.newz.it/2009/11/10/palermo-operazione-rebus-sequestrati-dal-ros-beni-alla-mafia-per-15-milioni-di-euro/19804/

 

 

Pubblicato da Comitato Cittadino Isola Pulita

 

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Sono incazzato nero

 

Isola delle Femmine “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più” IL NOSTRO VAFFA-DAY Ho ritrovato tra le mie carte questi pensieri scritti tanti e tanti anni fa, sono stato tentato di rivederli. Ho fatto una riflessione: Non vi è alcun bisogno di cambiare lo scritto visto che i personaggi dei miei pensieri sono sempre i medesimi, se non loro direttamente i loro figli o nipoti. I loro comportamenti non sono cambiati, continuano a non pianificare a non programmare a non prospettare a non rispettare la cosa pubblica a non interloquire con i cittadini. Continuano invece ad aggredire il nostro territorio: A Isola delle Femmine non abbiamo più un fazzoletto di terra dove rinfrancarci dalle esalazioni della Italcementi oppure quietare le nostre orecchie dai continui rumori della Italcementi. Non abbiamo più un fazzoletto di terra ad Isola delle Femmine, ove poter portare i nostri bambini a giocare e respirare aria pulita. Non vi è alcun bisogno di cambiare lo scritto almeno sino a quando non riusciamo a prenderci i nostri spazi di libertà e ad urlargli tutti i nostri VAFFA. Non vi è alcun bisogno di cambiare lo scritto almeno sino a quando non li avremo mandati tutti a casa e senza alcuna possibilità di replica. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che hanno autorizzato dei programmi costruttivi a ridosso di aziende considerati per legge insalubri, mettendo così a repentaglio la salute dei CITTADINI. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che hanno concesso alla Italcementi il permesso di costruire un deposito di “carbonile”. risultato poi essere un deposito di PET-COKE, così come documentato dai sopralluoghi dell’ARPA oltre che dai carabinieri e dalla magistratura, intervenute a salvaguardia della salute dei CITTADINI. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che hanno concesso permessi costruttivi in aree a destinazione di pubblica utilità.Cosi come risulta dalle cartine del P.R.G. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che omettendo la loro azione di controllo del territorio hanno di fatto permesso azioni di abusivismo edilizio. Come risulta dagli atti dell’Ufficio Tecnico Comunale. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che continuano a dire “Io non c’ero e se c’ero dormivo” “Io non lo conosco” “Io sono nuovo” “Non è mia la responsabilità ma del tecnico, IO sono il politico e non posso intervenire sul tecnico” e via dicendo………… Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che continuano ad ignorare: ” le amministrazioni rendono noti,mediante inserimento nelle proprie banche dati accessibili al pubblico per via telematica, gli elenchi dei propri consulenti indicando l’oggetto, la durata ed il compenso dell’incaricato” Tutto ciò in attuazione del principio di trasparenza, l’art.53, comma 14, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, così come integrato dal decreto legge 4 luglio 2006,n. 223,convertito in legge 4 agosto 2066 n. 248. Ha ancora senso che Voi diciate: “Così si entra nella privacy….io non ricordavo nemmeno più….chi gli ha passato quelle carte……” (veramente DEMENZIALE. DIMETTITI che non reggi il passo. Un Consiglio: entra in FEELING ovvero entra nel merito o meglio in argomento!) “Io non c’ero e se c’ero dormivo” “Io non lo conosco” “Io sono nuovo” “Non è mia la responsabilità ma del tecnico, IO sono il politico e non posso intervenire sul tecnico” e via dicendo………… Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che per le loro cariche istituzionali, non hanno mai presentato una denuncia del loro stato patrimoniale , eludendo così leggi regolamenti e normative FISCALI VIGENTI anche per LORO. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che mentono sapendo di mentire allo scopo di non assumersi le proprie responsabilità oltre che a difendere il PROPRIO INTERESSE PERSONALE di FAMIGLIA O DI CASTA. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che non hanno dato pratica attuazione della delibera del consiglio comunale: PASSAGGIO A 36 ORE PER TUTTI I DIPENDENTI. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che anche il momento tragico quale un lutto lo trasformano in un’occasione di contrattazione e di scambio di raccomandazioni e favori. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che gestiscono “politicamente” i ruoli dei costi di costruzione, oneri di urbanizzazione tributi e tasse varie. E’ ormai diventata famosa la battuta, dell’impiegato responsabile della comunicazione con i contribuenti: “Totò a che lettera sei arrivato?” “questa lettera saltala che c’è………, per favore anche questa saltala che c’è…scusa salta anche questa lettera” l’impiegato Totò come al solito ironico dice al suo interlocutore “per fare più in fretta mi dici tutte le lettere da saltare?” (tratto dal film Totò con Aldo Fabrizi) Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che non utilizzando le risorse professionali di cui è dotata la pubblica amministrazione preferisce affidare incarichi di consulenze. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che utilizzano le pubbliche risorse economiche per crearsi la corte dei Consulenti. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che per diventare amministratori diventano disoccupati cedendo le loro attività. Mandare a casa immediatamente tutti quei signori che hanno dominato e continuano a dominare le coscienze di NOI ISOLANI. Mandare a casa tutti questi signori che hanno umiliato qualsiasi tentativo di CRITICA. Mandare a casa tutti questi signori che ci vogliono indurre al silenzio. NOI, non volendoci autocostringerci ad essere OMERTOSI URLIAMO il NOSTRO VAFFA e nel frattempo raccogliamo oltre TRECENTOMILA FIRME in poche ore. PER LA NOSTRA SALUTE PER LA NOSTRA FELICITA’ PER IL NOSTRO BENESSERE PER LA NOSTRA ECONOMIA PER IL NOSTRO SVILUPPO PER LA NOSTRA INTELLIGENZA URGE MANDARE A CASA TUTTI QUEI SIGNORI CHE: GUARDANO IL DITO CHE INDICA LA LUNA Comitato Cittadino Isola Pulita Per il Signor Sindaco Professore Portobello in quanto giorno 8 settembre era in AMERICA LA RINASCITA DI ISOLA DELLE FEMMINE: E’ SUCCESSO! Era uno dei soliti giorni in cui i pensieri affollavano la mia mente. Il cielo era grigio. Nonostante avessi dormito a sufficienza mi alzai già stanco, sapevo che sarebbe stata una delle solite giornate in cui mi sarei lasciato vivere! Se da una parte non me ne facevo un cruccio, dall’altra osservare la moltitudine dei pensieri che vagavano nella mia mente non mi faceva vivere bene il “fare niente”. Assorto nei miei pensieri, passeggiavo per le strade di isola, i miei ricordi andavano ai grandi progetti di quando frequentavo l’università: Cio che sarei stato! Sarei diventato una persona importante! Avrei conosciuto tante persone di culture diverse, perche’ il nostro paese mi dicevano ha una forte vocazione turistica! INSOMMA, avrei avuto un futuro. Oggi non so, in termini temporali quando questo futuro verrà. Ciò che di certo ho conseguito è la mia brillante laurea. Ricordo ancora le parole di mio padre e mia madre: “stai facendo un investimento sul tuo futuro, i sacrifici economici, le difficoltà che trovi nell’organizzazione dell’università, il problema dei trasporti per raggiungere Palermo per una qualsiasi necessità oltre che per frequentare l’università, l’umiliazione di dipendere economicamente dalla famiglia. tutto ciò ti sarà un giorno ripagato dalla società”. Sono in via Falcone, quando sono riportato alla realtà dall’abbaiare dei cani randagi (sono trascorsi parecchi anni da quando abbiamo fatto una protesta perché il gran numero di cani randagi che avevano invaso il paese, ci avevano portato le zecche). Nel cercare di evitare di essere aggredito dai cani mi rendo conto dello stato di degrado che mi circonda, per un attimo ho pensato ad una sorta di discarica pubblica. non essendo questo posto un’eccezione devo decidermi a fotografare i tanti posti simili che si trovano ad Isola. per l’ennesima volta mi dico bisognerebbe agire, fare qualcosa, ma sono solo io che ho questa coscienza, nessuno capirebbe. Sono sul lungomare e come facevo da bimbo cerco di individuare il punto in il cielo si congiunge con il mare, sono distratto dall’urlo di un ragazzo che è caduto dalla moto a causa di una buca del manto stradale, purtroppo il manto stradale delle vie di Isola sono piene di buche, nel volgere l’attenzione a ciò che era avvenuto mi rendo conto dello stato di desolazione ed abbandono di tutta la costa. Ricordo i tanti sogni che facevamo da ragazzi, su noi che avremmo valorizzato questa gran risorsa, come avremmo potuto rendere questo posto il nostro posto, come avremmo potuto renderlo ospitale con i tanti turisti in cerca di queste isole felici, sognavamo le opportunità di lavoro che avremmo potuto crearci. Ma dove sono quei ragazzi con cui sognavo tutto questo? Molto spesso sono preso da questi stati d’animo che io definisco “solitudine sociale”, uno stato d’impotenza, il non avere dei punti di riferimento con cui discutere ed affrontare le tante problematiche che affliggono e mettono in uno stato di umiliazione l’intera comunità di Isola. Il palazzo luogo deputato a gestire e risolvere le tante questioni sembra essere molto lontano da noi. affronto spesso con mio padre di questi argomenti, di come vivere meglio il nostro paese. Lui mi dice: “in passato in assenza di leggi i cittadini tentavano, magari attraverso le conoscenze, di affrontare individualmente ciò che più gli stava a cuore e ciò che otteneva, rappresentava il “favore della persona importante”. Ma dopo anni di lotte i cittadini si sono conquistati degli strumenti che permettono loro il riconoscimento alla partecipazione, alla conoscenza oltre al coinvolgimento nella gestione della cosa pubblica. Vedasi: lo statuto comunale, le leggi sulla trasparenza e sulla conoscenza di ciò che decide il palazzo….inoltre il palazzo assiste e supporta i cittadini nelle più svariate iniziative: culturali-progettuali-imprenditoriali-ricreative e a tale scopo che sono stati istituiti: lo sportello unico, l’informagiovani…. Voglio dirti ancora una cosa importante: noi abbiamo ancora l’idea che il comune sia un’ente esclusivamente assistenziale. no! Ora il comune oltre a difendere le fasce deboli della popolazione promuove anche lo sviluppo economico sociale e culturale della comunità, il tutto in un’ottica di programmazione e di pianificazione. Ora ti è chiaro che per ottenere qualcosa non vi è più bisogno di rivolgersi a quella persona (importante). Verifica pure se tutto ciò che ti ho detto corrisponde alla realtà”. Mi dico!!! Sarà vero tutto ciò, che mi dice mio padre? Ancora una volta mi dico: a chi interessa tutto ciò, sono solo io che ho di questi pensieri? Come d’improvviso il cielo grigio sparisce e si fa largo il sole, il giorno è più luminoso e come d’incanto vengo attirato da un vocio che diventa sempre più intenso, vedo un gruppo di persone che si va sempre più ingrossando, innalzare cartelli e lanciare slogan. vogliamo contare-vogliamo lavoro-vogliamo pulizia-più progetti-più turismo-più socialità-più feste….. Conosco tutti, ciò mi riempie di gioia e solo in questo momento mi sto rendendo conto, che i miei pensieri sono i pensieri degli altri, e ciò che era solo il mio pensiero sta diventando una voglia di fare, di contare e di partecipare. Per se stessi e per l’intera comunità di Isola delle femmine. Si vuole essere partecipi del bene comune, nel rispetto della nostra storia, della nostra cultura delle nostre tradizioni popolari e del nostro territorio. Sento parlare spesso, con una certa nostalgia, delle ingegnosità artigianali dei nostri nonni nel lavorare le reti, o nel costruire e riparare delle barche particolari, della lavorazione e conservazione dei prodotti del mare per non parlare delle nostre donne che si dedicavano all’arte del ricamo, il clima di socializzazione e scambio di esperienza dell’attività lavorativa trovava il suo culmine nelle varie feste in cui si coinvolgeva l’intero paese: La sagra del pesce, la vampa di san Giuseppe, il giorno di San Pietro (patrono dei pescatori)……….insomma si creavano le occasioni per la festa e per stare insieme. Pensandoci bene oggi nell’era di Internet, sarebbero delle ottime risorse economiche e turistiche da utilizzare. I miei pensieri sono come le “semenze” una tira l’altra, a proposito di turismo, mi chiedo: qual è la ricettività alberghiera e la qualità dei servizi ad Isola? Siamo consci delle nostre potenzialità e responsabilità del nostro presente. La voglia di fare e di chiedere. Oggi è successo! E’ nata una nuova coscienza che intende dare forma organizzativa a ciò che è un nostro pensiero comune. Il nostro futuro è oggi!!!!

Pino Ciampolillo

http://www.isolapulita.it

Isola delle Femmine diffide e Commissari per Bilanci previsione e consuntivi

2009 bilanc previsione BILANCI COMMISSARI 1 IMG

2009 BILANCI COMMISSARI 2 IMG

2009 bilancio previsione Commissari bilanci

 

2009 bilancio previsione commissari bilanci 09-07-17.bis

Termine di presentazione 31.5.09     29 luglio 2009  Diffida Assessore Chinnici e nomina Commissario ad Acta dr Giovanni Dionisio approvato dal C.C. 31.8.09

2009 bilancio previsione 2009 c01AL

2008 Bilancio rendiconto 2008 circolare 03_AL 2009

2008 bilancio previsione circolare n. 05 bilancio 2008

Dr. Rosolino Greco diffida del 22.5.08 approvato con delibera 54 del 27.8.08 nota del dr. Angelo Sajevo 9659 del 5.8.08 approvato 31.8.08 erroneamente indicato con delibera 54/07 in vece di 54/08

2007 Bilancio consuntivo 2007  circolare 15_2008_rendiconto 2008

2007 bilancio previsione circ.4

Termine presentazione 31.4.07 Delibera 58 del 18.5.07

2006 bilancio consuntivo c11

2006 equilibri bilancio c14

2006 bilancio di previsione  http://www.regione.sicilia.it/famiglia/FAMIGLIA%20E%20SOCIALE/Content/Norme/2006/c02.DOC

Termine presentazione 31.5.06 Deliberato il 19.6.06

2005 bilancio consuntivo C9.25-07

Termine presentazione 30.6.06 Nomina Commissario ad Acta dr. Raggio approvato con delibera 126 il 4.12.06

2005 equilibri di bilancio c05.13

2005 bilancio previsione c05.4

Termine presentazione 31.5.05 Deliberato Novembre 2005

2004 bilancio consuntivo c05.10       

2004 bilancio di previsione  

http://www.regione.sicilia.it/famiglia/AUTONOMIE%20LOCALI/Content/Autonomie%20_locali/norme%20enti%20localinew/ricerca%20per%20anno/circolari%202004/circolare%201_2004%20bilanci.DOC

Termine presentazione  31.5.04  Deliberato Ottobre 2004

2003 bilancio consuntivo   

Deliberato Novembre 2004

BILANCI DI PREVISIONE CONSUNTIVI e COMUNI IN DECADENZA

BILANCI DI PREVISIONE CONSUNTIVI e COMUNI IN DECADENZA

 BILANCI COMMISSARI 2 IMG

BILANCI COMMISSARI 1 IMGNei comuni siciliani se il bilancio non è approvato è previsto lo scioglimento Autore: Direttore Alle: 19:45, 2 Settembre “In caso di mancata approvazione del bilancio, la legge prevede che il consiglio comunale venga sospeso e poi sciolto. Mi rendo conto che si tratta di un atto che ha ricadute sicuramente sul piano politico, ma la legge mi impone di intervenire, avviando l’iter per lo scioglimento dell’assemblea”. Lo afferma l’assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e delle Autonomie locali, Caterina Chinnici, commentando la decisione di alcuni componenti del Consiglio comunale di Ustica di occupare l’aula consiliare per protestare contro il possibile scioglimento dell’assemblea municipale, a seguito della mancata approvazione del bilancio di previsione del 2009. Ad oggi sono 3 le amministrazioni comunali dell’Isola nelle quali gli strumenti contabili sono stati approvati dai commissari inviati dalla Regione: Erice in provincia di Trapani, Catenanuova in provincia di Enna e Ustica in provincia di Palermo. Nei primi 2 casi l’assessorato ha già provveduto alla sospensione dei Consigli comunali e alla nomina dei commissari. Per Ustica, invece, il relativo iter è ancora all’inizio. “La legge – riprende l’assessore – prevedeva che i bilanci di previsione andassero approvati entro il 31 dicembre, data prorogata al 31 marzo e successivamente al 31 maggio. A fine luglio, l’assessorato è stato costretto a commissariare oltre 300 Comuni dell’Isola ancora inadempienti. La mancata approvazione del bilancio – prosegue – ha pesanti ricadute sugli stessi comuni perché la spesa viene di fatto bloccata anche per i servizi minimi essenziali e, quindi, a pagarne le conseguenze sono soprattutto i cittadini. La legge è chiara: in caso di inadempienza, lo scioglimento del Consiglio Comunale è un atto dovuto” http://www.reteiblea.it/?p=5517 USTICA: La Regione avvia procedimento di scioglimento del Consiglio Comunale commenta! 2 Settembre 2009 ”In caso di mancata approvazione del bilancio, la legge prevede che il consiglio comunale venga sospeso e poi sciolto. Mi rendo conto che si tratta di un atto che ha ricadute sicuramente sul piano politico, ma la legge mi impone di intervenire, avviando l’iter per lo scioglimento dell’assemblea”. Lo afferma l’assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e delle Autonomie locali, Caterina Chinnici, commentando la decisione di alcuni componenti del Consiglio comunale di Ustica di occupare l’aula consiliare per protestare contro il possibile scioglimento dell’assemblea municipale, a seguito della mancata approvazione del bilancio di previsione del 2009. Ad oggi sono 3 le amministrazioni comunali dell’Isola nelle quali gli strumenti contabili sono stati approvati dai commissari inviati dalla Regione: Erice in provincia di Trapani, Catenanuova in provincia di Enna e Ustica in provincia di Palermo. Nei primi 2 casi l’assessorato ha già provveduto alla sospensione dei Consigli comunali e alla nomina dei commissari. Per Ustica, invece, il relativo iter è ancora all’inizio. “La legge – riprende l’assessore – prevedeva che i bilanci di previsione andassero approvati entro il 31 dicembre, data prorogata al 31 marzo e successivamente al 31 maggio. A fine luglio, l’assessorato è stato costretto a commissariare oltre 300 Comuni dell’Isola ancora inadempienti. La mancata approvazione del bilancio – prosegue – ha pesanti ricadute sugli stessi comuni perché la spesa viene di fatto bloccata anche per i servizi minimi essenziali e, quindi, a pagarne le conseguenze sono soprattutto i cittadini. La legge è chiara: in caso di inadempienza, lo scioglimento del Consiglio Comunale è un atto dovuto”. http://www.osservatorio-sicilia.it/2009/7100/ustica-la-regione-avvia-procedimento-di-scioglimento-del-consiglio-comunale/ SICILIA/COMUNE USTICA: CHINNICI, LEGGE PREVEDE SCIOGLIMENTO Palermo, 2 set – ”In caso di mancata approvazione del bilancio, la legge prevede che il consiglio comunale venga sospeso e poi sciolto. Mi rendo conto che si tratta di un atto che ha ricadute sicuramente sul piano politico, ma la legge mi impone di intervenire, avviando l’iter per lo scioglimento dell’assemblea”. Lo afferma l’assessore regionale siciliano della Famiglia, delle Politiche sociali e delle Autonomie locali, Caterina Chinnici, commentando la decisione di alcuni componenti del Consiglio comunale di Ustica di occupare l’aula consiliare per protestare contro il possibile scioglimento dell’assemblea municipale, a seguito della mancata approvazione del bilancio di previsione del 2009. Ad oggi sono 3 le amministrazioni comunali dell’Isola nelle quali gli strumenti contabili sono stati approvati dai commissari inviati dalla Regione: Erice in provincia di Trapani, Catenanuova in provincia di Enna e Ustica in provincia di Palermo. Nei primi 2 casi l’assessorato ha gia’ provveduto alla sospensione dei Consigli comunali e alla nomina dei commissari. Per Ustica, invece, il relativo iter e’ ancora all’inizio. ”La legge – riprende l’assessore – prevedeva che i bilanci di previsione andassero approvati entro il 31 dicembre, data prorogata al 31 marzo e successivamente al 31 maggio. A fine luglio, l’assessorato e’ stato costretto a commissariare oltre 300 Comuni dell’Isola ancora inadempienti. La mancata approvazione del bilancio – ricorda – ha pesanti ricadute sugli stessi comuni perche’ la spesa viene di fatto bloccata anche per i servizi minimi essenziali e, quindi, a pagarne le conseguenze sono soprattutto i cittadini. La legge e’ chiara: in caso di inadempienza, lo scioglimento del Consiglio Comunale e’ un atto dovuto”. dod/rus/alf http://www.asca.it/regioni-SICILIA_COMUNE_USTICA__CHINNICI__LEGGE_PREVEDE_SCIOGLIMENTO-422423-sicilia-16.html Sospeso il Consiglio Comunale di Erice. Dura reazione di D’Alì Sabato 29 Agosto 2009 17:17 L’assessorato regionale agli Enti Locali ha sospeso il Consiglio comunale di Erice, dopo la bocciatura del bilancio di previsione 2009 avvenuta nella seduta dello scorso 11 agosto. Il provvedimento regionale anticipa lo scioglimento dell’assemblea che sara’ formalizzato solo dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione di un apposito decreto. Il bilancio di previsione e’ stato approvato di recente da un commissario ad acta nominato dalla Regione, Giovanni Dionisio, che non avrebbe rilevato motivazioni di carattere tecnico-contabile nella bocciatura da parte del Consiglio comunale. Lo stesso commissario ha approvato anche il bilancio triennale 2009/2011. Nella prossima seduta consiliare, che era stata fissata per il primo settembre, l’assemblea avrebbe dovuto riunirsi per discutere una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco, Giacomo Tranchida: un documento di quattro pagine con una serie di contestazioni mosse al primo cittadino e che, se approvato da 13 consiglieri, avrebbe portato alla decadenza del sindaco e a nuove elezioni il prossimo anno.Sulla vicenda è intervenuto il Senatore Antonio D’Alì:«Per i funzionari dell’Assessorato Regionale agli Enti Locali la democrazia, in provincia di Trapani, pare sia un optional. La proposta di sospensione, per l’eventuale consequenziale scioglimento del Consiglio Comunale di Erice, al di là degli artifizi formali nel susseguirsi delle varie notifiche che non mancheranno di essere posti in rilievo in un eventuale giudizio amministrativo, evidenzia una interpretazione della norma che risulta completamente opposta all’analogo caso verificatosi lo scorso anno al Comune di Favignana. Qui l’interpretazione della norma investe, per altro, una realtà politica di notevoli dimensioni e di ben nota contrapposizione tra maggioranza consiliare ed il sindaco e la decisione non può che impegnare profili politici più complessivi e più complessi. Se leggerezza vi è stata da parte di alcuni consiglieri comunali nel bocciare il bilancio (…e non vogliamo pensare ad atteggiamenti maliziosi!), certamente essa è stata indotta da procedure anomale all’interno del comune e per comportamento dei funzionari (bisognerà capirne le motivazioni!). Riteniamo che, superata la fase della sospensione, sulla quale l’assessore agli Enti Locali ha ritenuto di dover procedere in osservanza letterale della norma, prima di giungere al definitivo scioglimento di esclusiva competenza del Presidente della Regione, Salvatore Lombardo, che deve firmare il relativo decreto, occorra una più profonda riflessione sui fatti e sulle conseguenze. Il Presidente Lombardo sono certo non vorrà prendersi la responsabilità di sospendere la democrazia in un comune come Erice; è evidente che la norma non aveva previsto casi di questa eclatante conseguenza. Occorre considerare la possibilità di una modifica perchè in caso di scioglimento del consiglio si possa tornare al voto al primo turno utile, così come già prevede la legge nazionale. Una riflessione, dunque, che dovrà avere anche un valore politico e che vada oltre l’interpretazione dei funzionari degli Enti Locali: la permanenza in carica di un sindaco senza contraltare politico nel consiglio comunale, limita la democrazia e non può essere consentita in maniera meccanicistica senza considerare i riflessi nell’azione amministrativa per un lungo periodo su un territorio di grande rilevanza demografica e urbanistica. Riteniamo che il periodo dei podestà sia terminato 65 anni fa e non ci siano le motivazioni per reintrodurlo ma, anzi, tutte le preoccupazioni per evitarlo ed esorcizzarlo». http://www.marsala.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8086:sospeso-il-consiglio-comunale-di-erice-dura-reazione-di-dali&catid=38:notizie-dalla-provincia&Itemid=174 Bilanci Consuntivi: Controlli di legittimità dei Coreco sui rendiconti della gestione- annullamenti-esercizio dei poteri sostitutivi – Commissari ad Acta – Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione. Legge Costituzionale 18 ottobre 2001 n° 3 ( pubblicata sulla G.U. n° 248 del 24/10/2001) – Effetti – Sentenza Tar Puglia sezione II n° 5749 del 20/12/2001 – ius superveniens Commento Nota di Giuseppe Terracciano La vicenda culminata nella tempestiva sentenza n° 5749/2001 del T.A.R. PUGLIA, Seconda sezione definisce, per la prima volta, la posizione della magistratura amministrativa sugli effetti delle recenti modifiche costituzionali rispetto alla formazione degli atti di approvazione dei rendiconti della gestione degli enti locali. Nella sentenza viene affermato il principio giuridico generale in tema di ius superveniens, secondo il quale, anche al di fuori di espressa previsione di diritto intertemporale, la nuova norma trova immediata applicazione e costituisce la regola anche del procedimento amministrativo sorto sotto la precedente disciplina e in situazione di pendenza alla data di entrata in vigore della nuova norma incompatibile con la precedente (cfr. Cons. St., VI, 7 aprile 1999, n°401). La posizione del giudice amministrativo avrà senz’altro degli strascichi dottrinari visto che attualmente in Italia esistono svariate correnti di pensiero che rendono l’applicazione delle norme da parte degli operatori ancora più incerte e capziose. Si è affermato che la legge 3/2001 ha abrogato solo i controlli sugli atti da parte del Coreco ma non anche i controlli sugli organi ma a dire il vero il Decreto legge n° 13 del 22 febbraio 2002 pubblicato sulla G.U. n° 47 del 25/02/2002 –art. 1 a), ha determinato una nuova fattispecie che sconvolge ulteriormente il già collassato Tuel 267 del 18/08/2000 specie per i riflessi che dovrebbero conseguire sulle nomine dei commissari ad acta per i consuntivi . Infatti fino ad oggi per il combinato disposto dagli artt. 133 comma 4 e 136 comma 1 e 141 comma 2 del Tuel 18/08/2000 n° 267 b) i Coreco avevano competenza per la nomina del commissario ad acta nel caso di mancata adozione del bilancio di previsione o delle modificazioni a seguito di annullamento del rendiconto della gestione da parte dell’organo tutorio, mentre il Difensore Civico Regionale nella sola evenienza del ritardato adempimento o della mancata adozione del rendiconto della gestione – atto obbligatorio per legge. Ora il decreto-legge 22 febbraio 2002, n.13 art. 1 sposta i poteri del Coreco, di nomina del commissario ad acta per la predisposizione dello schema di bilancio della giunta o per l’approvazione del bilancio in caso di mancata adozione da parte del Consiglio Comunale, in capo al Prefetto se non diversamente disciplinato dallo Statuto dell’Ente. Senza alcun dubbio sia il novellato provvedimento governativo decreto-legge 22 febbraio 2002, n.13 art. 1 e sia la sentenza n° 5749/2001 del T.A.R. PUGLIA produrranno consistenti innovazioni nella peculiare gestione dei poteri sostitutivi anche in riferimento ai conti consuntivi degli enti locali. Per comprendere meglio gli effetti che deriveranno dall’applicazione della nuova disciplina è necessario prima definire compiutamente : Conto Consuntivo e suo impianto normativo ü Fin dagli antichi tempi, sono stati istituiti, presso tutti i popoli, organi per l’ordinata gestione dei conti dello Stato e dei Comuni e per il controllo delle erogazioni dei fondi stessi risultanti da un documento obbligatorio: il rendiconto. ü Nel rendere i conti, si estrinseca quindi una delle funzioni più importanti dell’Amministrazione Pubblica, quella cioè intesa ad indicare il cammino percorso a rilevare i mezzi adoperati per compierlo ed a stabilire i risultati conseguiti. ü Il rendiconto è, pertanto, quel documento che ha lo scopo di fare conoscere i risultati di una data gestione considerati in se stessi e nelle cause che li hanno prodotti. Esso può considerarsi “uno strumento” di controllo consecutivo e susseguente destinato ad esporre gli effetti delle operazioni compiute in relazione al bilancio di previsione finanziaria , al patrimonio dell’ente ed alla gestione economica. ü La resa del conto assume nelle Pubbliche Amministrazioni grande importanza perché secondo il diritto comune chi ha ricevuto un mandato deve dar conto del suo operato indicando quale uso sia stato fatto del pubblico denaro in ordine ai servizi ed ai bisogni pubblici che dovevano essere soddisfatti. ü La materia del conto per gli enti locali era disciplinata dagli artt. 302 del T.U. Legge Comunale e Provinciale 1934 e art. 184 del regolamento del 1911 e riguardava anche la compilazione di ufficio e la successiva approvazione. La circolare Ministero dell’Interno n° 15200-10 del 14 ottobre 1901 punto 3 delle avvertenze chiariva: << I consigli comunali devono discutere e deliberare i conti (…) >> ü La vigente disciplina per l’approvazione del conto consuntivo (rendiconto della gestione) è principalmente racchiusa, salvo norme residuali di alcune leggi sfuggite nel Tuel 18/08/2000 n° 267 e nel DPR 194/1996. In particolare il Titolo VI del Tuel “ Rilevazione e dimostrazione dei risultati della gestione ” disciplina le fasi di approvazione del rendiconto della gestione: – art. 227 – rendiconto della gestione – art. 151 comma 6 – relazione dell’organo esecutivo. – Art. 239 comma 1 lettera d – relazione dei revisori dei conti . – Art. 228 conto del bilancio – Art. 229 conto economico – Art. 230 conto patrimoniale – Art. 231 relazione al rendiconto della gestione – Art. 232 contabilità economica – Art. 233 conto degli agenti contabili – Art. 133 comma 1 e 4 – controllo di legittimità e redazione del conto da parte del commissario ad acta – Art. 136 poteri sostitutivi per omissione o ritardi di atti pubblici Ma cosa succede oggi se non si approva il conto consuntivo ovvero nel caso il commissario ad acta nominato in base alla previgente normativa approvi negativamente le risultanze del conto? Ai fini di inquadrare giuridicamente tale evenienza è bene tenere presente che: ü La eventuale “irrituale non approvazione del rendiconto ” che in diritto consiste in un “non facere” è espressione di “non azione di amministrazione attiva” e quindi non è contemplata nel vigente ordinamento giuridico a carico degli organi della P.A. né soprattutto a carico del Commissario ad Acta chiamato dal Tuel, prima della modifica della costituzione intervenuta con il decreto legge n° 13 del 22 febbraio 2002, a sostituirsi all’amministrazione elettiva per provvedere alla redazione ed approvazione del conto consuntivo nel termine di sessanta giorni dal conferimento dell’incarico. (secondo il diritto comune chi ha ricevuto un mandato deve dar conto del suo operato indicando quale uso sia stato fatto del pubblico denaro in ordine ai servizi ed ai bisogni pubblici che dovevano essere soddisfatti). ü la normativa di cui all’art. 136 del Tuel 267, ma soprattutto i principi illustrati dalla sentenza 164/72 della Corte Costituzionale in relazione alla necessità di dover garantire attraverso l’emanazione di atti e interventi il funzionamento dell’ente , ricorrono qualora quest’ultimo per qualsiasi motivo non garantisse l’amministrazione ordinaria e/o dei suoi organi. ü le delibere del commissario ad acta possono discostarsi dai risultati contabili presenti nel conto consuntivo, previa giustificazione delle modifiche apportate alle poste attive e/o passive iscritte nel bilancio consuntivo, ma certamente non possono tradursi in un disconoscimento del conto non ammettendo al discarico il conto del tesoriere. A parere di chi scrive infatti il “Commissario ad Acta al rendiconto della gestione” non può esimersi dall’approvare “il Conto del Tesoriere” almeno nelle risultanze di cassa attestate dal Collegio dei Revisori dei Conti. Può stabilire poi, ricorrendone i presupposti di legge, di non approvare la gestione dei residui o magari assumere i provvedimenti conseguenti ai rilievi gestionali del Collegio dei Revisori. Si rammenta a tale proposito che anche il cassiere in quanto tale assume la qualifica di agente contabile nonostante il “nomen” attribuitogli di “servizio di cassa”. ben poco si distingue infatti da quella tipica del “servizio di tesoreria”. ( C.Conti reg. Sardegna sez. giurisd., 9 ottobre 1997, n. 1312) ü La riformanda legge 241/90 prevede l’onere per le P.A. di dover indicare le ragioni di fatto e di diritto poste alla base delle relative deliberazioni, anche, allo scopo di poter consentire al destinatario del provvedimento l’esatta conoscenza ai fini della puntuale valutazione e per apportare le debite difese. ü già il T.A.R. Basilicata con sentenza del 23/04/1986 n° 51 precisava che il controllo di legittimità, non può riguardare i controlli riservati all’amministrazione attiva. ü L’abrogazione dell’art. 130 della costituzione elimina i controlli, all’espresso fine di esaltare l’autonomia degli enti locali. Appare ,allora, del tutto chiaro che le leggi ordinarie disciplinanti i controlli sugli atti degli enti locali siano divenute incompatibili con una normazione costituzionale che li abroga. ü Il principio giuridico generale in tema di “ius superveniens”, secondo il quale, anche al di fuori di espressa previsione di diritto intertemporale che ciò disponga,la nuova norma trova immediata applicazione e costituisce la regola anche del procedimento amministrativo sorto sotto la precedente disciplina e in situazione di pendenza alla data di entrata in vigore della nuova norma incompatibile con la precedente (cfr. Cons. St. VI, 7 aprile 1999,n.401). ü Oggi così come stabilito dall’art. 134 della Costituzione secondo la formulazione apportata dall’art. 1 della richiamata legge costituzionale n° 3/2001 , “I Comuni, le Province, le Città Metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione”. Tale norma costituzionale statuisce pertanto che gli enti locali da un punto di vista ordinamentale, sono in posizione paritaria con le Regioni. Merita approfondimento la nomina dei commissari ad acta da parte del difensore civico regionale, ancorché avvenute prima delle modifiche costituzionali. Possono oggi legittimamente residuare, rispetto all’ex dettato dell’art. 130 e 134 della Cost. i poteri di nomina del commissario ad acta in capo al difensore civico regionale (organo della Regione oggi in posizione paritaria con i Comuni) , soprattutto in considerazione che il Difensore civico non nasce, a differenza del CORECO dalla normativa costituzionale e che il d.l. 22/2/2002 n.13 ha rimesso allo statuto dell’Ente e solo in via residuale al Prefetto, e non al Difensore Civico regionale, l’eventuale nomina di un commissario ad acta per l’approvazione del bilancio? Tanti interrogativi forse troppi in un campo delicato e vitale per la permanenza dell’Italia in Europa : quello delle autonomie locali . Il Tar Puglia con la sentenza in questione ha messo un punto fermo ma urge una inequivocabile chiarificazione del legislatore agli attuali troppi spunti dottrinari che si susseguono qua e là seminando confusione e disordine. Pino Terracciano Ragioniere Capo di Marigliano Note: <![endif]> a) Art. 1 DECRETO-LEGGE 22 febbraio 2002, n.13 1. Ai soli fini dell’approvazione del bilancio di previsione degli enti locali per l’esercizio finanziario 2002, l’ipotesi di scioglimento di cui all’articolo 141, comma 1, lettera c), del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è disciplinata dalle disposizioni del presente articolo. 2. Trascorso il termine entro il quale il bilancio deve essere approvato senza che sia stato predisposto dalla giunta il relativo schema, il prefetto nomina un commissario affinché lo predisponga d’ufficio per sottoporlo al consiglio. In tale caso e comunque quando il consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla giunta, il prefetto assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a venti giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’amministrazione inadempiente e inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio. 3. Fermo restando, per le finalità previste dal presente decreto, che spetta agli statuti degli enti locali disciplinare le modalità di nomina del commissario per la predisposizione dello schema e per l’approvazione del bilancio, nell’ipotesi di cui all’articolo 141, comma 2, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, alla predetta nomina provvede il prefetto nei soli casi in cui lo statuto dell’ente non preveda diversamente. b) – art. 133 comma 4del Tuel 18/08/2000 n° 267 << Nel caso di mancata adozione delle modificazioni entro il termine di cui al comma 3, o di annullamento della deliberazione di adozione del rendiconto della gestione da parte del comitato di controllo, questo provvede alla nomina di uno o più commissari per la redazione del conto stesso. (…) >> – art. 136 comma 1 del Tuel 18/08/2000 n° 267 <> – art. 141 comma 2. << Nella ipotesi di cui alla lettera c) del comma 1, trascorso il termine entro il quale il bilancio deve essere approvato senza che sia stato predisposto dalla giunta il relativo schema, l’organo regionale di controllo nomina un commissario affinché lo predisponga d’ufficio per sottoporlo al consiglio. In tal caso e comunque quando il consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla giunta, l’organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’amministrazione inadempiente. Del provvedimento sostitutivo è data comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio. >> http://www.diritto.it/materiali/amministrativo/terracciano.html http://www.parlamento.it/parlam/leggi/03116l.htm Consiglio Provinciale: necessario approfondire la questione della Serit Martedì 01 Settembre 2009 15:42 Quello del pagamento e della riscossione dei tributi è un problema di primaria importanza perché se le modalità non sono eque può incidere negativamente sull’attività delle aziende economiche ma anche sulla vita di ogni semplice cittadino-contribuente. Dai documenti acquisiti risulta che i rapporti fra la Serit ed i contribuenti sono sensibilmente migliorati. Lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio Provinciale di Trapani, Peppe Poma, tirando le somme della seduta straordinaria ed aperta protrattasi per l’intera mattinata di ieri e nel corso della quale sono state dibattute le problematiche derivanti dall’attività della Serit Sicilia s.p.a. in materia di riscossione dei tributi. Alla riunione ha assistito una cinquantina di cittadini fra piccoli imprenditori, artigiani, agricoltori che, in particolare attraverso la Confederazione Sindacale Lavoratori “Nuova Tutela”, da diverso tempo (2004) sollecitano la modifica dell’attuale normativa e di ritornare al precedente metodo di pagamento I documenti improvvisati – ha aggiunto il Presidente Poma – sono da escludere perché non servono a niente. La possibile soluzione passa invece attraverso l’attivazione di un tavolo di approfondimento che sia propedeutico ad un apposito protocollo d’intesa, con il coinvolgimento del Prefetto e la partecipazione dei sindacati di categoria e di tutte le altre parti in causa a cominciare dalla nostra deputazione di Parlamentari regionali e nazionali, oggi purtroppo assenti, ma che sono gli unici ad avere potestà di proposizione legislativa per cambiare la normativa attualmente in vigore. Al di là dei nostri compiti istituzionali – ha concluso Peppe Poma – la Provincia Regionale di Trapani, sia come Consiglio che come Amministrazione, non si tirerà indietro e fin dai prossimi giorni attiverò la Conferenza dei Capigruppo per un incontro operativo con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali ed i parlamentari eletti nel nostro territorio. Si ricorda che secondo la Confederazione Sindacale Lavoratori “Nuova Tutela”, in rappresentanza della quale è intervenuto Angelo Di Girolamo, l’operato l’Ente di Riscossione Tributi “Serit Sicilia”, avendo cambiato le modalità di notifica delle cartelle esattoriali (sulla base dell’ultimo Decreto nazionale anticrisi), avrebbe causato la vera e propria rivolta dei cittadini-contribuenti, tanto che è stata avviata una petizione popolare per chiedere al Ministro delle Finanze, Tremonti, l’abolizione della stessa Serit Sicilia e degli altri Enti di riscossione tributi e di ritornare al precedente metodo di pagamento. Infatti, il passaggio dalla tradizionale notifica, fatta dal messo incaricato presso le abitazioni dei contribuenti, alla notifica fatta attraverso la pubblicazione all’albo pretorio del Comune di residenza, avrebbe fatto sì che gli interessati non vengano più a conoscenza dell’avviso di scadenza che li riguarda con la conseguenza che, in pochissimo tempo, il ritardato o mancato pagamento di una somma anche non ingente si trasforma in espropriazione e ipoteca sull’azienda, sull’abitazione o su altri beni per un valore di gran lunga superiore al dovuto. Ciò avrebbe già provocato centinaia di pignoramenti con forti ripercussioni sull’intera economia locale, tanto che i responsabili di circa 200 ditte sarebbero pronti a consegnare le chiavi delle loro aziende alla Camera di Commercio di Trapani. Di Girolamo, inoltre, a sostegno delle richieste di “Nuova Tutela”, ha citato diverse sentenze, compresa una di quest’anno della Corte dei Conti, che metterebbero pesantemente in discussione il regolare comportamento della Serit Sicilia. Oltre al Presidente del Consiglio Provinciale e all’esponente di “Nuova Tutela”, hanno preso parte al dibattito, nell’ordine, il capogruppo del PD, Salvatore Daidone, il Consigliere Giuseppe Angileri dell’MPA, Giuseppe Amodeo in rappresentanza dell’ADOC e di CGIL, CISL e UIL di categoria, Giuseppe Giammarinaro, Presidente della Commissione Finanze della Provincia, Giovanni Robino dell’Adiconsum, il Consigliere Enzo Chiofalo dell’MPA, Salvatore D’Angelo dell’ACU, il capogruppo dell’MPA Matteo Angileri, il Consigliere Giovanni Angelo (gruppo UDC), Martino Morsello di “Sicilia Libera”, l’Avv. Andrea Lentini di “Nuova Tutela”, Michele Angileri del Comitato Liberi Agricoltori, Giovanna Benigno, Consigliere del gruppo PDL, Ignazio Adragna (Movimento Agricolo Europeo), Paolo Ruggieri, Consigliere del PDL, ed il Vice Presidente della Provincia, On. Enzo Culicchia. Da tutti gli interventi, anche se con considerazioni e giudizi più o meno pesanti, è praticamente emersa l’inderogabile necessità di giungere al più presto alla modifica delle modalità di riscossione dei tributi che in atto appaiono veramente vessatorie. Fortemente stigmatizzata anche l’assenza degli esponenti dei Governi nazionale e regionale e soprattutto dei Parlamentari nazionali e regionali eletti nella nostra provincia, dei quali il solo Livio Marrocco ha fatto pervenire un messaggio di giustificazione perché impegnato in altra sede. Pienamente condivisa ed elogiata, invece, l’iniziativa del Presidente Poma portata avanti in raccordo con la Conferenza dei Capigruppo. Alla riunione odierna, ma senza intervenire, ha preso parte anche il Direttore Provinciale della Serit di Trapani, Dott. Salvatore Ciaravino. Intanto, il Presidente Poma ha notificato oggi l’ordine del giorno della nuova sessione di lavori consiliari le cui sedute sono fissate, com’è noto, per i giorni 7 e 9 settembre, con inizio alle ore 10,30, e poi 15, 21 e 23 settembre, con inizio alle ore 16,30. Fra i punti più rilevanti, una delibera di variazione al bilancio di previsione per l’esercizio 2009, al bilancio pluriennale e alla relazione revisionale e programmatica per il triennio 2009/2011, il riconoscimento di due debiti fuori bilancio rispettivamente per una vertenza con l’impresa “Acquamar”, esecutrice di lavori di ripristino dei fondali antistanti le banchine del porto peschereccio di Trapani, e per un pagamento a “Fortuna Editori”, la richiesta di istituzione di una commissione d’inchiesta avanzata nello scorso mese di aprile dalla Commissione Consiliare Territorio e Ambiente, la designazione di un componente supplente in seno alla Commissione Elettorale Circondariale di Marsala con competenza sui Comuni di Marsala, Pantelleria, Salemi, Vita e Petrosino, la sostituzione di un componente della Commissione Consiliare “Vigilanza per la tutela e la garanzia del Diritto di Accesso” a seguito delle dimissioni del Consigliere Giuseppe Angileri (MPA).

http://a.marsala.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8151:consiglio-provinciale-necessario-approfondire-la-questione-della-serit&catid=44:istituzioni&Itemid=172

Scrivevamo…………. Bilanci, arrivano i commissari http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/bilanci-arrivano-i-commissari.html

Aiello Calabro – Scorie radioattive la procura in allerta.

Aiello Calabro – Scorie radioattive la procura in allerta. 

aiello calabro scorie

La Procura di Paola e’ molto preoccupata per i forti sospetti sulla presenza di scorie radioattive nel torrente Oliva e nella zona di Aiello Calabro, nel basso tirreno cosentino.
 
Il capo degli uffici di Procura, Bruno Giordano chiede aiuto alle istituzioni per procedere alla bonifica del sito. ”Al momento non sappiamo quanti elementi tossici ci sono -dice- ne’ se sono contenuti in fusti o sono stati sversati nel terreno. Io non posso mandare nessuno a scavare perche’ metterei in grave pericolo la salute degli operai, sarebbe una condanna a morte”.
 
Il dato oggettivo, confermato dalle analisi dell’Arpacal, dal Noe e dai vigili del fuoco, e’ che c’e’ un valore radioattivo da 3 a 6 volte superiore alla norma e sono stati individuati alcuni radionuclidi di natura artificiale, come il celsio e lo stronzio. Gli elementi sospetti si trovano alla base di una cava che e’ stata chiusa agli inizi degli anni ‘90. Si pensa che proprio da quel momento i rifiuti tossici abbiano fatto ingresso nella zona. Il proprietario pero’ e’ morto. Alla base del sito sono stati eseguiti altri carotaggi che hanno rilevato la presenza di altri elementi non radioattivi ma comunque altamente inquinanti come il mercurio. Negli anni passati c’e’ stato un aumento statistico di morti per cancri e leucemie. Un dato che secondo la Procura di Paola e’ collegabile alla presenza delle scorie tossiche nella zona.

Fonte:L’Altro
Pubblicato da NON MI ARRENDO a 9/02/2009 04:18:00 PM
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Calabria al veleno

 

Un’area radioattiva a pochi chilometri dal luogo del naufragio della motonave Rosso. Il sospetto di altri traffici di sostanze tossiche via mare. Con una grave minaccia per la salute

Le ultime scoperte degli investigatori.

UNA COLLINA RADIOATTIVA IN CALABRIA. LA CONFERMA ARRIVA DALLE ANALISI SVOLTE. ED E’ MISTERO SU COSA SIA SEPOLTO IN UNA ZONA DOVE SI REGISTRA UN ALLARMANTE AUMENTO DI TUMORI Il mistero della motonave Rosso e lintreccio di veleni sulla costa calabrese.

Alla fine è emerso il peggio del peggio. Si è trovata un’area collinare, a pochi chilometri dal litorale cosentino, contaminata dalla radioattività. Si è scoperto che in quella stessa zona è avvenuto lo smaltimento di rifiuti tossici provenienti dalle lavorazioni industriali. Sono spuntate testimonianze che collegano questi ritrovamenti a traffici, via mare, di scorie pericolose. E soprattutto, si è riscontrato nei comuni limitrofi l’aumento dei tumori maligni, con un pericolo a tutt’oggi incombente sulla popolazione.

VIDEO Gli intrecci dei veleni sulle coste calabresi

 

Una vicenda terribile che parte il 14 dicembre 1990 dalla spiaggia di Formiciche, Calabria, mezz’ora di macchina a nord di Lamezia Terme. Pochi ombrelloni sparsi, turismo familiare e l’azzurro tenue del mare costeggiato dalla ferrovia. Qui, 19 anni fa, si è arenata davanti agli occhi perplessi dei residenti la motonave Rosso.

 

Secondo l’armatore Ignazio Messina, si trattò di un incidente provocato dal mare in burrasca. Ai magistrati, invece, venne il dubbio che a bordo ci fossero sostanze tossiche o radioattive: bidoni che avrebbero dovuto essere smaltiti sui fondali marini, e che causa maltempo sarebbero finiti sulla costa, per poi sparire nell’entroterra.

 

A lungo, come riferito in numerosi articoli da “L’espresso”, gli investigatori hanno cercato di scoprire la verità. Sia sul carico della Rosso, sia sulle altre carrette del mare: imbarcazioni in condizioni pietose, mandate a picco nel Mediterraneo colme di scorie. Un lavoro segnato da mille ostacoli e costanti minacce.

 

Il 13 dicembre 1995, dentro questo scenario, è morto in circostanze più che sospette il capitano di corvetta Natale De Grazia, consulente chiave della procura di Reggio Calabria. E intanto, dall’intreccio tra Italia e altre nazioni (europee e non, comunque disposte a tutto per smaltire pattume tossico) sono uscite le figure di agenti segreti, politici ai massimi livelli, faccendieri massoni e onorati membri della ‘ndrangheta.

 

Ma nonostante le migliaia di verbali, di indizi, di indicazioni sui presunti luoghi di occultamento, non si è raggiunta per anni la certezza. Ancora il 13 maggio scorso, il gip Salvatore Carpino si è trovato ad archiviare il sospetto di affondamento doloso e truffa pendente sugli armatori Messina. E loro hanno festeggiato: dichiarando che quest’atto chiude una stagione di “accuse infondate, calunnie, subdole diffamazioni e campagne stampa fondate sul nulla”.

 

Tutto a posto dunque? Nessuno ha trafficato via mare in rifiuti nucleari? Nessuno, soprattutto, è più autorizzato a ipotizzare retroscena inconfessabili per il caso “Rosso”? La risposta è no, purtroppo: niente è ancora tranquillo in Calabria.

 

Poco è stato definitivamente chiarito, in questa storia, e il primo a riconoscerlo è il procuratore capo di Paola, Bruno Giordano: il quale non soltanto sta continuando a indagare, ma ha trovato quello che si sospettava da anni: appunto la presenza, a pochi chilometri dalla spiaggia di Formiciche, sulla strada provinciale 53 che sale in collina, di un’area radioattiva.

 

“Prudenza e determinazione”, sono comunque le parole d’ordine. “Anzi: ancora più prudenza che determinazione”, si corregge Giordano. Teme si scateni il panico, in quest’angolo di campagna che prende i nomi di Petrone-Valle del Signore e Foresta, e che è incastrato tra i comuni di Aiello Calabro e Serra d’Aiello, lungo il greto del fiume Oliva.

 

Già nel 2004, l’Arpacal (Agenzia regionale protezione ambiente calabrese) aveva qui scoperto metalli pesanti e granulato di marmo, utilizzato dalla malavita per schermare la radioattività.

 

Allora, il perito Ornelio Morselli certificò la presenza eccedente di rame e zinco, ma anche di policlorobenzeni (Pcb) con “caratteristiche tossicologiche analoghe alle diossine”.

 

Se a questo si somma che un funzionario dell’ex genio civile, ha ammesso di avere visto un fusto nella briglia del fiume Oliva, si capisce perché l’ex pm di Paola, Francesco Greco, abbia ipotizzato un nesso tra il ritrovamento dei rifiuti e la motonave Rosso; e più in generale, un legame tra le sostanze tossiche e i traffici marittimi.

 

Una tesi che qualcuno ha cercato di catalogare come azzardata, ma che oggi, con il ritrovamento di un documento inedito, assume tutt’altro spessore. Nel 2005, infatti, un investigatore della procura di Paola ha accompagnato al fiume Oliva Amerigo Spinelli, poliziotto municipale di Amantea (paesino accanto alla spiaggia di Formiciche).

 

E nella sua relazione finale, ha scritto: “Spinelli indicò un’area che (…) corrisponde al greto della località Valle del Signore ed aree adiacenti “. Di più: Spinelli ha riferito “che un’ampia zona compresa tra la predetta zona e almeno 200 metri a ovest (…) era stata interessata dal deposito di rifiuti/materiali derivanti dallo smantellamento della motonave Rosso”.

 

In seguito, la magistratura ha indagato tra Aiello Calabro e Serra d’Aiello, Amantea e San Pietro in Amantea. Ha cercato riscontri, materiali, tutto pur di inquadrare la situazione. E infatti, nel 2007, è arrivato il secondo colpo di scena, anch’esso sconosciuto fino a questo momento.

 

Due ufficiali hanno notato dei camion che prelevavano terreno dai torrenti Catocastro e Valle del Signore (affluente dell’Oliva) per il ripascimento delle coste. E quando hanno ispezionato le spiagge interessate, hanno trovato svariati oggetti ferrosi, tra i quali un “coperchio (…) presumibilmente appartenente a un fusto”, pezzi di lamiera e “quattro tubi di diverso diametro” che “possono essere ricondotti, verosimilmente, a parte delle protezioni in uso sui traghetti Ro-Ro”: navi come la Rosso, con lo sportello ad hoc per imbarcare i carichi su ruote.

 

A questo punto, l’ispettore che due anni prima aveva accompagnato Spinelli al fiume Oliva, è tornato in azione: ha svolto un nuovo sopralluogo, ha confrontato quel panorama con le fotografie scattate dagli ufficiali, e ha messo nero su bianco: “Con certezza posso dire che i due siti coincidono, e (che il perimetro) è individuato in agro di Aiello Calabro, località Valle del Signore e aree adiacenti”.

 

In altre parole, è probabile che i rifiuti tossico-radioattivi abbiano viaggiato per mare, e siano stati occultati qui. La stessa conclusione, d’altronde, suggerita da altri indizi concordanti. Il primo, a cavallo tra il 2007 e il 2008, è che l’Arpacal e il perito Morselli hanno riscontrato in profondità a Foresta agro di Serra d’Aiello, la presenza di Cesio 137 (lo stesso fuoriuscito da Chernobyl).

 

Il secondo indizio, datato novembre 2008, è che grazie ai carotaggi “nelle immediate adiacenze della briglia del fiume Oliva”, si è trovato un sarcofago (di dimensioni ancora ignote) in cemento a circa 10 metri di profondità. E all’interno, scrivono i consulenti della procura, “c’erano concentrazioni elevate di mercurio”, presente anche in altri campioni.

 

Da qui, parte l’ultima svolta di questo incubo. Dalla testardaggine con cui il procuratore Giordano insegue reati che vanno dal disastro ambientale all’avvelenamento delle acque.

 

“Questioni fondamentali sotto il profilo della pubblica tranquillità “, le definisce. Per questo, a fine 2008, ha incaricato l’università della Calabria e il Cnr di sondare, con cartografie satellitari, eventuali anomalie termiche nell’entroterra calabro (segno di radioattività). E il 17 febbraio è arrivata la risposta: positiva.

 

Le anomalie ci sono, addirittura “evidenti ” a Serra d’Aiello: proprio nella zona “prospiciente al fiume Oliva”. Tanta è la delicatezza del problema, da richiedere un controllo diretto sul terreno, con il supporto del reparto Nbcr (Nucleare batterico chimico radiometrico) dei Vigili del fuoco di Cosenza e Catanzaro.

 

E gli esiti sono tanto gravi quanto inequivocabili: “Il monitoraggio ha permesso di individuare limitate seppur significative anomalie di radioattività”. Il 2 marzo seguente, l’Arpacal ha trasmesso alla procura “l’esito delle analisi radiometriche campali” attorno al fiume Oliva. Ed è giunta l’ennesima conferma, supportata dai rilievi in una vecchia cava che “si estende per 200-300 metri dalla provinciale 53, al chilometro sei”, di fianco all’Oliva.

 

Il risultato è che ci sono tracce di contaminazione. Non solo: ci sono “radionuclidi artificiali” che “non dovrebbero normalmente essere presenti nel terreno”. Ma sono stati rilevati. Ecco perché, sempre Arpacal, ha suggerito ai magistrati di svolgere ancora accertamenti, per “escludere un qualsiasi aumento del rischio alla popolazione, soprattutto di inalazione e/o ingestione”.

 

Ed ecco perché, in questo contesto, assume speciale rilevanza la consulenza di Giacomino Brancati, dirigente del settore prevenzione nel Dipartimento calabrese per la tutela della salute. Il quale, in un documento di 300 pagine, segnala espressamente “l’esistenza di un pericolo attuale per la popolazione residente nei territori dei comuni di Amantea, San Pietro in Amantea e Serra d’Aiello, circostante al letto del fiume Oliva a sud della località Foresta (centri di Campora San Giovanni, Coreca e Case sparse, comprese tra il mare e Foresta)”. Un allarme, dice Brancati, “dovuto alla presenza di contaminanti ambientali capaci di indurre patologie tumorali e non”, a cui va sommato “un consistente danno ambientale”.

 

Possibile, con queste premesse, infilare la vicenda in un faldone e seppellirla in archivio? Ha senso trascurare i segnali che rievocano il mistero della motonave Rosso? Risponderanno nel merito la Protezione civile, i carabinieri del Noe e il ministero dell’Ambiente: tutti consultati dal procuratore Giordano.

 

Nel frattempo, è il caso di ricordare un ultimo dettaglio. Il 9 giugno 2005, “L’espresso” ha pubblicato il dossier di un ex boss della ‘ndrangheta che si accusò di avere affondato, d’accordo con il clan Muto, carrette del mare zeppe di sostanze tossiche.

 

Tra le navi, ne indicava tre che transitavano “al largo della costa calabrese, in corrispondenza di Cetraro, provincia di Cosenza”. E proprio in questo tratto di mare, a 487 metri di profondità, l’Arpacal ha individuato il 14 dicembre scorso un “rilievo di forma ellittico/circolare”, lungo “circa 80 metri e largo non più di 50, che si eleva rispetto alle profondità medie circostanti di circa 4 metri”.

 

Guarda caso, agli investigatori risulta che il titolare della vecchia cava accanto al fiume Oliva (oggi defunto) fosse taglieggiato dagli ‘ndranghetisti Muto. «L’ennesima traccia del meccanismo di smaltimento illegale “, dicono. “L’ennesimo passo verso una verità scomoda”.

 

di Riccardo Bocca

 

Ha collaborato Paolo Orofino

 

espresso.repubblica.it

http://www.calabrianotizie.it/2009/08/20/calabria-al-veleno-unarea-radioattiva-a-pochi-chilometri-dal-luogo-del-naufragio-della-motonave-rosso-il-sospetto-di-altri-traffici-di-sostanze-tossiche-via-mare-con-una-grave-minaccia-per-la-sa/

 

Cortese e Saccomanno, Cpr PRC-SE Calabria: VICENDA VERGOGNOSA E SPORCA QUELLA DELLA “JOLLY ROSSO”!

Pubblichiamo il comunicato di Cortese e Saccomanno apparso su Facebook qualche ora fa:
Speriamo vivamente che, questa volta, la Procura di Paola faccia sul serio e possa finalmente andare fino in fondo. Quella della “Jolly Rosso” è una vicenda davvero vergognosa e assai sporca. La sporcizia di questa storia, consiste nel fatto che lo smaltimento illecito di materiale tossico e radioattivo, delle scorie di quelle produzioni di morte che, già di per se stesse, andrebbero soppresse immediatamente in un mondo che volesse definirsi “giusto”, è in realtà un affare gigantesco dove, pure essendo le consorterie del malaffare a farla da padrone, si accomunano pezzi interi di servizi segreti, di capitalismo predone e, addirittura, di governi di tutte le parti del mondo. Questa della “Jolly Rosso” è solo la più eclatante delle rappresentazioni del ginepraio inestricabile che sono gli affondamenti, presenti, passati e futuri, delle cosiddette carrette del mare e dei loro carichi di morte scaricati in acqua, a volte persino insabbiati nei fondali e, alla bisogna, tranquillamente anche sulla terraferma. In realtà, chissà quante di questi bastimenti velenosi sono stati affondati solo nel nostro tirreno cosentino, con conseguente, ed esponenziale, aumento delle patologie tumorali e letali in genere. Siamo di fronte ad un vero e proprio caso emblematico in cui, per fare soldi, non si guarda più in faccia nessuno, non ci si cura della qualità della vita della gente onesta e per bene, soprattutto da parte di quegli stessi poteri forti che già condizionano pesantemente la nostra esistenza e, continuamente, vorrebbero piegare, e piegano la nostra stessa coscienza. Che indaghi, dunque, la procura di Paola, che riesca, magari, a sollevare il velo, non solo sulle consorterie criminali che, spesso e volentieri, sono coloro che compiono il lavoro sporco, ma anche su quei livelli, di borghesia mafiosa e di istituzioni deviate che lucrano sulla morte altrui, e su quei pezzi di servizi segreti che hanno coperto, e coprono, questo vergognoso e immenso affare. E che affronti anche le responsabilità etiche e penali di quella mala-politica che anziché spingere per il raggiungimento della verità si è sempre maggiormente preoccupata per la presunta salvaguardia dell’economia turistica locale salvo passare poi all’incasso in termini clientelari ed elettorali. Lo faccia, la Procura, anche per il rispetto e la considerazione che tutti i cittadini per bene hanno di quel movimento di lotta, spontaneo e generoso che, negli anni passati, con encomio, ma contro mille diversi ostacoli e interessi, si è battuto e, siamo certi, è ancora disposto a battersi. Per quanto ci riguarda, con umiltà ma anche con determinazione, come abbiamo dimostrato di esserci, come organizzazione ma anche personalmente, in passato, ci saremo ancora senza nessun indugio.

Paola (CS) Lucio Cortese e Francesco Saccomanno – Comitato politico regionale Prc- Se

http://www.aiellocalabro.net/expo/notiziario/notizie-dal-tirreno/il-ritorno-della-jolly-rosso/cortese-e-saccomanno-sulla-vicenda-jolly-rosso.aspx
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