LA DOMANDA DEL SINDACO PORTOBELLO
LA DOMANDA DEL SINDACO PORTOBELLO
Caricato da isolapulita
NON CAPISCO DOVE COME E CON CHI HO SBAGLIATO:
Con i Sindacati?
Con il Cimitero?
Con la Calliope?
Con I Dipendenti?
Con il Saracen?
Con La SICAR?
Con L’Isola Ecologica?
Con La Paloma?
Con la lottizzazione Lo Bianco?
Con le destinazione d’uso dei terreni,(in preparazione del nuovo PRG)?
Mi si accusa di aver chiuso un occhio sull’abusivismo edilizio, per altro denunciato da ultimo anche dall’Arch Aliquò, i miei detrattori omettono di dire che avendo io due occhi se uno era chiuso l’altro occhio l’ho tenuto sempre ben aperto.
Sulla Pulizia del Paese sembra sia accusato di aver trasformato Isola in una piccola Pattumiera, però nessuno osa ricordare che IO con il mio Assessore Lo Piccolo abbiamo respinto i camion di immondizia mandataci dalla Campania.
E poi la storia dei Consulenti ma finiamola! A detta dei miei avversari sembra siano troppi, io non so se qualcuno di questi miei detrattori si è preso la briga di vedere il numero dei Consulenti che aveva il mio ex Sindaco Bologna. Perchè IO dovrei essere da meno?
Appunti mi vengono fatti anche:
Con i Vigili Urbani e in particolare con il loro Comandante?
O forse! Con la SALUTE dei Cittadini?
Con l’Italcementi?
A proposito di Italcementi di Pet-coke e di consulenti, vorrei ricordare ai miei avversari che all’indomani della dichiarazione del mio consulente (dr. Minagra), presso l’Assessorato “…il Comune di Isola delle Femmine concede l’autorizzazione all’uso del Pet-coke…” ho dovuto smentirlo, incaricare un altro consulente Ambientale (Cottone) e ridare fiducia al dr. Minagra.
Così facendo mi sono cautelato con ben due Consulenti Ambientali.
A proposito del Dr. Minagra e la Sua dichiarazione all’Assessorato, il mio Presidente della Commissione Ambiente mi aveva ufficialmente richiesto di chiarire la posizione ufficiale dell’Amministrazione sul Pet-coke. Mi sono detto: ma possibile che dobbiamo sempre parlare di Pet-coke?
Qualcuno ce l’ha con me per via della distribuzione di poltrone che mi hanno consentito di continuare a CAMPA’?
Con il paese che sta diventando sporco 24 ore su 24?
Con la cantierizzazione del raddoppio Ferrovariario?
Con la Commissione Edilizia Comunale?
Con il Piano Regolatore Generale?
E ancora! Forse ho sbagliato con l’arch Albert licenziato con provvedimento adottato nella seduta di Giunta Municipale (ho votato come il collega Cap Lucido)
n 34 del 2.3.04.
Oppure o sbagliato con l’arch Monica Giambruno da me confermata nel suo incarico di Responsabile 3° Settore con Determina Sindacale 26 del 18.6.04 salvo poi, haimè, revocarla dall’incarico con mia Determina del 10.10.05?
Ma si! Penso, forse di aver sbagliato con il Sindacato che nel caso specifico dell’arch Monica Giambruno non ho dato risposta alla supposta illegittimità della mia Determina n 30.
Non penso certo, di aver sbagliato nell’aver proposto alla G.C. che ha poi approvato, la rideterminazione della pianta organica volto ad aumentare il numero di posizioni con la funzione di capi settori, (a cui spetta la indennità di posizione e di risultato), detto in soldoni UN AGGRAVIO FINANZIARIO per il Comune.
D’altronde il prossimo anno a Isola delle Femmine si svolgeranno le elezioni amministrative.
Certamente! Non sbaglio nel profondere il mio impegno nella preparazione della lista per le prossime elezioni amministrative.
A volte penso ma è solo per questo che devo DIMETTERMI?
LA COMUNITA’ EUROPEA ALLA ITALCEMENTI: PROCEDURA A.I.A.
E-6057/07IT Risposta data da Stavros Dimas a nome della Commissione (15.2.2008)
Dalle informazioni pervenute alla Commissione si può verosimilmente ritenere che l’impianto interessato, la cementeria situata nel comune di Isola delle Femmine a Palermo, ricada nell’ambito di applicazione della direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (direttiva IPPC).
Quest’ultima infatti si applica agli impianti “destinati alla produzione di clinker (cemento) in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 500 tonnellate al giorno oppure di calce viva in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 50 tonnellate al giorno, o in altri tipi di forni aventi una capacità di produzione di oltre 50 tonnellate al giorno”.
A norma della direttiva IPPC, gli impianti che ricadono nel suo campo di applicazione devono disporre, ai fini dell’esercizio, di un’autorizzazione che indichi anche i valori limite di emissione basati sulle migliori tecniche disponibili (BAT), al fine di prevenire e, se ciò non fosse possibile, ridurre in generale le emissioni e l’impatto sull’ambiente nel suo complesso. L’aspetto della prevenzione o della riduzione delle emissioni in atmosfera, nelle acque o nel suolo va pertanto affrontato nell’ambito delle autorizzazioni ambientali rilasciate a norma della direttiva.
Gli impianti esistenti dovevano conformarsi integralmente alle disposizioni della direttiva IPPC entro il 30 ottobre 2007.
Gli impianti di produzione del cemento rientrano anche nell’allegato II della direttiva 85/337/CEE, modificata, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (conosciuta anche come direttiva sulla valutazione dell’impatto ambientale o VIA).
A norma di questo testo gli Stati membri devono determinare (nell’ambito di una procedura detta di “selezione” o “screening”), sulla base dei criteri indicati nell’allegato III della direttiva stessa, se il progetto in questione può avere effetti significativi sull’ambiente. In caso affermativo, è necessario procedere a una valutazione d’impatto.
Infine, per quanto riguarda la possibile violazione della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (direttiva Habitat), l’articolo 6, paragrafo 2, stabilisce che gli Stati membri adottano le opportune misure per evitare, nelle zone speciali di conservazione, il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate.
Al paragrafo 3 dello stesso articolo, inoltre, la direttiva prevede che qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione di un sito Natura 2000 ma che possa avere incidenze significative su tale sito forma oggetto di una opportuna valutazione dell’incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo.
La Commissione si rivolgerà alle autorità italiane per ottenere ulteriori informazioni sulle modalità di applicazione delle direttive summenzionate all’impianto citato dall’onorevole parlamentare
Interrogazioni parlamentari 6 dicembre 2007 E-6057/07
INTERROGAZIONE SCRITTA di Monica Frassoni (Verts/ALE) alla Commissione
Oggetto: Cementeria di Isola delle Femmine, Palermo
Risposta(e)
Nel territorio della provincia di Palermo sono presenti impianti della Italcementi SpA, con uno stabilimento nel comune di Isola delle Femmine dall’attività estrattiva ora concentrata nella sola area di Raffo Rosso, sito di importanza comunitaria (codice SIC ITA020023). La cementeria di Isola delle Femmine (NACE Code 26.51) opera inoltre in un’area limitrofa ad altri siti di importanza comunitaria, tra i quali M. Cuccio e Vallone Sagana (SIC ITA020047), Fondali di Isola delle Femmine — Capo Gallo, (SIC ITA020005) Isola delle Femmine, R.N.O. Isola delle Femmine.
In tale area gli impianti della cementeria di Isola delle Femmine, secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti (EPER), emettono monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO2), ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SOx), particolato — polveri sottili (PMx). Pur consapevole del fatto che, in linea di principio, ciò non rappresenta necessariamente una violazione della direttiva 92/43/CEE(1), è opportuno e doveroso segnalare alla Commissione che in data 5 ottobre 2007, in risposta all’interrogazione parlamentare 4-03245 presentata dall’on. Fundarò, il Ministro dell’Ambiente precisava che Italcementi SpA non è in possesso delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera previste dalla normativa vigente, in quanto parte delle attività risulta difforme rispetto a quanto prescritto nei relativi atti autorizzativi, in particolare con riferimento all’utilizzo del «petcoke» come combustibile (Italcementi ha il permesso di tenerlo in deposito, non di utilizzarlo come combustibile).
Non ritiene quindi opportuno la Commissione, alla luce di quanto dichiarato dal Ministro dell’Ambiente, verificare quanto prima con le autorità italiane se sia stata davvero rispettata anche la direttiva 92/43/CEE in riferimento alla vicinanza dei siti SIC sopra riportati (tra i quali quello che ospita le attività estrattive) all’epoca del rilascio delle autorizzazioni ad Italcementi SpA, con particolare riferimento alla presenza o assenza di valutazioni d’incidenza nell’iter amministrativo allora seguito?
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2007-6057+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT
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